Re: psicologo in farmacia
io ormai è da un paio di anni che offro un paio di consulenze gratuite presso diverse farmacie della mia zona...è vero è un servizio gratuito, però ci offre la possibilità di farci conoscere e di crearci uno spazio tra i tanti veterani che operano nel settore... io personalmente sono soddisfatta della mia esperienza anche perchè fortunatamente tanti colloqui iniziali sono andati a buon fine e i pazienti me li son portati in studio...quindi è tempo ben speso...
Riferimento: psicologo in farmacia
ciao a tutti volevo qualche informazione in merito alla questione dello "psicologo in farmacia". vorrei proporre qualcosa del genere nel mio paese qualcuno sa per caso se devo fare richiesta all'ordine, comune, regione ecc????
GRAZIE IN ANTICIPO:summer:
Riferimento: psicologo in farmacia
Qualcuno di voi ha provato a farlo autonomamente a Roma?Io so che il progetto è gestito e affidato ad una scuola di specializzazione
Riferimento: psicologo in farmacia
ciao celeste anche io sono di Roma e volevo attivarmi magari partendo da qualche farmacia "grande" o cmq aperta spesso e che attira molte persone avevo sentito dire che bastava contattare l'ordine (cosa che farò domani stesso) tu hai novità? cosa ne pensi? io ci vorrei provare, sarebbe un'opportunità di fare pratica, di farsi conoscere e se nn va amen
Riferimento: psicologo in farmacia
Ciao!Ho fatto il tuo stesso ragionamento, anche se bisogna considerare che tipo di utenza viene in farmacia per un colloquio psicologico.Comunque per noi potrebbe essere un modo per farsi conoscere e capire come meglio muoversi. Io so che a Roma questa iniziativa è gestita da una scuola di specializzazione ad indirizzo cognitivo-comportamentale, lo leggi scritto sui volantini che sn appesi in alcune farmacie, ciò però non toglie la possibilibità a chi vuole farlo "autonomamente"..penso.
Io sono passata qualche giorno in una farmacia e ho visto che aveva una bacheca dove era possibile lasciare il proprio biglietto da visita (che devo ancora fare..si lo so sono un pò indietro :sbonk:), ma non ho chiesto altre informazioni (la bacheca era abbastanza piena di psicologi:argh:).
Tu dici che bisogna contattare l'ordine?Io pensavo non fosse necessario. Hai novità?L'hai sentito?
Riferimento: psicologo in farmacia
Ciao a tutti. Mi inserisco nella discussione per descrivere una proposta che mi è stata fatta (un pò diversa dello "psicologo in farmacia" ma comunque simile) e per sapere cosa ne pensate.
Mi hanno proposto in una farmacia di aprire uno sportello di ascolto all'interno. Io ho pensato di creare uno "sportello informativo e di ascolto", volto alla riflessione ed eventualmente all'invio della persona presso strutture o enti della città (qualora ce ne fosse di bisogno...il che vuol dire che come prima cosa dovrei costruirmi una mappatura della città).
Da premettere che io non ho l'iscrizione all'albo, ma chiedendo ad una psicolga mi è stato detto che uno sportello del genere lo può fare chiunque (infatti a volte all'ospedale o al pronto soccorso lo fanno i ragazzi del servizio civile che possono anche non essere laureati).
Per quanto riguarda il "compenso" la farmacia non mi da nulla e io non do nulla alla farmacia.
Tuttavia, essendo io Operatore di Training Autogeno (con relativo attestato riconosciuto), qualora mi capitasse un persona interessata ad imparare questa tecnica di rilassamento, potrei proporgliela, e lì potrei guadagnare qualcosina.
Ovviamente all'interno della farmacia io non vado a scrivere che questo sportello è tenuto da uno "psicologo" ma al massimo da un "dottore in psicologia" ed eventualmente "operatore di training autogeno".
Voi cosa ne pensate? in termini di contatti ed esperienza mi conviene? (anche perchè la cosa non mi impegna molto tempo, solo 1 pomeriggio a settimana).
Riferimento: psicologo in farmacia
Ciao, il committente (in questo caso il farmacista) che tipo di "ascolto" ha in mente tu possa o debba fare?Sui sintomi, esistenziale, o altro?
Riferimento: psicologo in farmacia
Da questo punto di vista lui non mi ha detto nulla, mi mette a disposizione lo spazio, ma sa che sono operatore di training autogeno, quindi sa che se c'è una persona che ha problemi d'ansia potrebbe mandarmela...
In ogni caso loro hanno avuto una ragazza che ha fatto la stessa cosa ed ha lasciato perdere perchè si è trasferita...Le arrivavano persone che avevano piccoli problemi quotidiani (ad esempio qualche battibecco con la suocera), persone che avevano solo bisogno di sfogarsi, di qualcuno che le ascoltasse. Almeno questo più o meno è quello che mi è stato detto.
Ovviamente io non faccio terapie o somministrazione test all'interno di questo spazio, perchè non ho l'abilitazione.
Riferimento: psicologo in farmacia
La domanda della committenza sembra non essere chiara. Te lo chiedo perchè normalmente è questo il punto di partenza per poter pensare ad un proprio intervento e soprattutto comprendere se e come rientra nelle proprie competenze...Sembrano aver in mente una vaga idea di psicologo..
Potresti però sfruttare l'indefinitezza della richiesta a tuo vantaggio, proponendo un progetto che pensi possa tradurre i punti forti delle tue competenze.. Tu come penseresti il tuo "ascolto", quali i punti forti che senti aver acquisito nel tuo percorso formativo?
Riferimento: psicologo in farmacia
Considera però che io non devo fare terapia.
La mia idea è quella di proporre un ascolto attivo che possa permettere di riflettere sui problemi o di guardare le cose con un punto di vista diverso. Sicuramente non è quello di dare consigli sul cosa fare o non fare.
A questo aggiungo anche l'attività informativa ed orientativa verso altri servizi presenti nella città (faccio un esempio poco probabile...arriva un alcolista che mi chiede come risolvere il suo problema, lo mando in un centro dove fanno gruppi di alcoolisti anonimi...poco probabile che accada in una farmacia ma è giusto per fare un esempio).
Infine, mi occuperei dell'ansia e Training Autogeno.
(ovviamente ogni cosa dipende dal caso...non so se ho reso bene bene l'idea di ciò che avrei in mente).
Propongo questo perchè già ho avuto esperienze nel campo dell'orientamento e delle consulenze, quindi saprei come gestirle più o meno...per adesso non propongo altro perchè non voglio mettermi in gioco con delle cose che non posso fare o che non so fare...
Riferimento: psicologo in farmacia
Ovviamente fino ad ora le esperienze nel campo dell'orientamento e della consulenza sono state svolte insieme ai miei tutor del tirocinio :) questa è la prima volta che mi trovo solo (a parte qualche esperienza nel campo dell'orientamento)...
Riferimento: psicologo in farmacia
Anzi, aggiungo che spesso questa vaghezza si può riscontrare nei nostri inerlocutori, proprio perchè non risulta così chiaro cosa faccia lo psicologo, oltre Freud. Per cui secondo me può essere molto utile, per avviare una collaborazione professionale, innanzitutto ascoltare i bisogni che il committente rileva nella propria utenza, l'immagine di noi (ruolo e prestazioni) che lui ha in mente e con questo materiale progettare un intervento individualizzato da proporre, mantenendosi aperti e flessibili rispetto ad eventuali modifiche necessarie..
Sicuramente occorre poi condividere con il committente un'adeguata informazione su chi sia lo psicologo e in cosa possa fare al caso suo, per evitare possibili collusioni o distorsioni..... Mi capitò un committente che proprio non riusciva a non vedermi come una 007 (avrei dovuto "investigare" anche fisicamente sulla figlia :argh:)..:approved:
Riferimento: psicologo in farmacia
Citazione:
Originalmente inviato da
caramelpop
La mia idea è quella di proporre un ascolto attivo che possa permettere di riflettere sui problemi o di guardare le cose con un punto di vista diverso.
A questo aggiungo anche l'attività informativa ed orientativa verso altri servizi presenti nella città
Propongo questo perchè già ho avuto esperienze nel campo dell'orientamento e delle consulenze, quindi saprei come gestirle più o meno...
Mi sembrano delle buone idee, insieme al Training autogeno..Il tuo percorso di studi ti ha dato competenze che hai sperimentato anche in tirocinio. Sai anche quando sarà il caso di inviare ad uno psicologo, soprattutto nei casi in cui il Training autogeno dovrà affiancare un percorso psicologico o psicterapeutico.
Riferimento: psicologo in farmacia
Grazie 1000. Si, per fortuna il corso di TA che ho seguito mi ha dato anche le competenze per capire quando si può fare training autogeno e quando questa tecnica deve far parte di un percorso terapeutico che io non posso condurre.