Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap
Chiedo in anticipo scusa per l'ot.
Io ritengo che quando "finalmente" si abbattono le "barriere", quando il rapporto analitico diventa relazione simmetrica, quando non c'è transfert, quando, tu paziente, lo senti amichevole, avverti che lui fa e dice di tutto per aiutarti, ti incoraggia, ti consiglia, ti fa sentire gratificata e importante, si incavola, e se ne frega se tutto questo non è "terapeutico", il percorso analitico ha fatto il suo corso ed è stato efficace.:rolleyes:
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francesca63
Chiedo in anticipo scusa per l'ot.
Io ritengo che quando "finalmente" si abbattono le "barriere", quando il rapporto analitico diventa relazione simmetrica, quando non c'è transfert, quando, tu paziente, lo senti amichevole, avverti che lui fa e dice di tutto per aiutarti, ti incoraggia, ti consiglia, ti fa sentire gratificata e importante, si incavola, e se ne frega se tutto questo non è "terapeutico", il percorso analitico ha fatto il suo corso ed è stato efficace.:rolleyes:
....e non è più il terapeuta (o no?)
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francesca63
che quando "finalmente" si abbattono le "barriere", quando il rapporto analitico diventa relazione simmetrica, quando non c'è transfert, quando, tu paziente, lo senti amichevole, avverti che lui fa e dice di tutto per aiutarti, ti incoraggia, ti consiglia, ti fa sentire gratificata e importante, si incavola, e se ne frega se tutto questo non è "terapeutico", il percorso analitico ha fatto il suo corso ed è stato efficace.:rolleyes:
ma il transfert c'è sempre, perché "si instaura spontaneamente in tutte le relazioni" (Freud 1905), solo che nella situazione analitica viene elaborato.
Al limite si può dire che cambi nel tempo e non sia più scatenato dai conflitti inconsci che hanno portato il paziente in analisi, perché il lavoro svolto durante l'analisi ha portato alla loro risoluzione
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RosadiMaggio
Rispetto al concetto di "complessi", considera che esso é molto in rapporto anche e soprattutto, con il concetto di "preconcezione" di W. R. Bion e, relativamente ad esso, c'é un rapporto tra "corpo sottile" in Jung (Psicologia e Alchimia, 1944,...... M- Fordham, Alvarez) e "barriera di contatto" tra elementi "alfa" ed elementi "beta" in Bion (che con questa teoria aveva già - non perdendolo però mai di vista - proposto di spostare l'attenzione su una idea un'alternativa -e considerata da molti "fruttuosa" -a quella di rimosso rispetto al rapporto "corrente" non solo tra madre e bambino ma anche nel "qui ed ora "tra inconscio e coscienza, contenitore e contenuto...... ).
Ti ringrazio veramente per questo ulteriore punto di contatto messo in luce. Non sono all'altezza di affrontare un discorso su Bion ma, se sarà il caso, sarebbe utile aprire una discussione appositamente concentrata sul confronto tra Jung e Bion. Mi tornerebbe veramente utile...:approved:
Saluti,
Luigi
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gieko
Beh, non farci stare sulle spine, svelaci il misterioso nome...
Sì, sembra che questi due autori abbiano più di un punto in comune, forse anche proprio nella tensione rispetto i canoni psicoanalitici dell'epoca.
Saluti
Nessun mistero; mi riferisco a R.W. D. Fairbairn, i cui contributi originali, non sono stati molto ri - conosciuti ( a parte Otto Kenberg, per ciò che lo concerne) nonostante proprio gli americani vi abbiano attinto maggiormente, sviluppandolo poi, in un diverso contesto sociale e culturale, in diverse direzioni. Purtroppo, correggendo il post, che mi era sembrato un pò lungo ho momentaneamente cancellato il nome ed involontariamente non l'ho riscritto :dunno:
Scusate per la involontaria distrazione dovuta anche alla fretta che avevo in quel momento.
Su Jung e Bion, sono d'accordo su quanto dici. Anche sulla comune tensione circa e "creatività" rispetto ai canoni psicoanalitici dell'epoca.
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RosadiMaggio
Nessun mistero; mi riferisco a R.W. D. Fairbairn, i cui contributi originali, non sono stati molto ri - conosciuti ( a parte Otto Kenberg, per ciò che lo concerne) nonostante proprio gli americani vi abbiano attinto maggiormente, sviluppandolo poi, in un diverso contesto sociale e culturale, in diverse direzioni. Purtroppo, correggendo il post, che mi era sembrato un pò lungo ho momentaneamente cancellato il nome ed involontariamente non l'ho riscritto :dunno:
Scusate per la involontaria distrazione dovuta anche alla fretta che avevo in quel momento.
Ci hai fatto vivere autentici momenti di suspence psicoanalitica, però...
Un saluto
PS: ci avevo preso, comunque.
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francesca63
Chiedo in anticipo scusa per l'ot.
Io ritengo che quando "finalmente" si abbattono le "barriere", quando il rapporto analitico diventa relazione simmetrica, quando non c'è transfert, quando, tu paziente, lo senti amichevole, avverti che lui fa e dice di tutto per aiutarti, ti incoraggia, ti consiglia, ti fa sentire gratificata e importante, si incavola, e se ne frega se tutto questo non è "terapeutico", il percorso analitico ha fatto il suo corso ed è stato efficace.:rolleyes:
Siamo sicuri? Perchè sarebbe terminato in questo modo?
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Chiedo in anticipo scusa per l'ot.
Io ritengo che quando "finalmente" si abbattono le "barriere", quando il rapporto analitico diventa relazione simmetrica, quando non c'è transfert, quando, tu paziente, lo senti amichevole, avverti che lui fa e dice di tutto per aiutarti, ti incoraggia, ti consiglia, ti fa sentire gratificata e importante, si incavola, e se ne frega se tutto questo non è "terapeutico", il percorso analitico ha fatto il suo corso ed è stato efficace.:rolleyes:
Anche tu bandalbembiana? :D
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Quando l'analista si incavola, sentite, è una gran soddisfazione.
Ma vuoi mettere con la neutralità.:yahoo:
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complicata
Quando l'analista si incavola, sentite, è una gran soddisfazione.
Ma vuoi mettere con la neutralità.:yahoo:
Si incavola?! Ma dove siamo all'osteria?! Da Vespa?? Mah!
Saluti,
Luigi
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Da Vespa no, eh?:paura::shutup:
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Eccellentissimi,
volevo comunicare alle Loro Signorie che ho diligentemente acquistato un notes e un lapis, da oggi in poi non perderò una sillaba dei Vostri eccelsi discorsi, delle vostre illustrissime sentenze. Ho già annotato gli ultimi Vostri insegnamenti: i bicchieri da osteria e il fiaschetto da mezzo litro li ho già fatti sparire dallo studio, pensavo che non fosse poi tanto male un goccetto ogni tanto col paziente :jd:, e ho pure buttato via le carte da briscola, lo so sono inqualificabile; non dirò mai più ad un paziente che mi fa incavolare, per carità, non sta bene, ne va della deontologia professionale, non si può, non si fa, che figura ci facciamo? Mi chiedevo solo: “Ma come farà un paziente a dirci che è incavolato con noi se noi non ne siamo capaci di dirlo a lui trincerandoci dietro l’etica professionale?”. Ma mi rimetto alle vostre opinioni, e alla vostra grande esperienza. Avendo già da tempo rinunciato a Vespa (nel senso di Bruno) ho pure venduto la mia vecchia vespa :motorino:, non si sa mai, se gli eccellentissimi oracoli delfici dicono “Niente vespa!”, vorrà dire niente vespa, e non stiamo qui a sottilizzare. Ho buttato via tutti i dischi di baldanbembo, e ho acquistato tutti quelli di Gaber, ora sono alquanto depresso e ogni volta che ascolto un brano mi viene una voglia irresistibile di sposare Ombretta Colli, ma almeno mi sento un analista migliore. Ho fatto un falò unico dei libri di Mitchell e della psicoanalisi relazionale, robaccia dogmatica e semplicistica, adesso ho tutti gli scritti della Klein, di Bion, di Fairbairn, ecc. pizzini compresi e pure gli scottex dove si pulivano il naso. Li ho già esposti in alcune teche come reliquie. Per il resto: voi mi dite quello che devo fare, e io lo faccio!
Un inchino :lode::lode::lode:
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Per il resto: voi mi dite quello che devo fare, e io lo faccio!
Ecco, cancella questo messaggio, almeno eviti una figuraccia! :asd:
Saluti,
ikaro
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luigi '84
...
... Sarà per questo che nelle scuole junghiane si studiano sistematicamente le opere freudiane!
...
Non sarà perchè Jung riteneva che per un paziente giovane fosse utile applicare il metodo "riduttivo" (come chiamava la psicoanalisi freudiana), ed applicare il suo metodo "sintetico" o un percorso di individuazione per un paziente in età matura?
Quest'ultimo specialmente quando la persona sente l'esigenza di un percorso "spirituale" ed ha un atteggiamento critico nei confronti delle religioni organizzate?