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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Salve, dovendo passere al regime ordinario, mi chiedevo quale è il guadagno netto risperro al fatturato?
Mi spiego meglio, ad oggi, con il regime die minimi, se fatturo 100 euro, so che tra ENPAP e imposta sostituitva del 5 % mi rimangono circa 80 euro di netto; quando passerò al regime ordinario come cambieranno el cose?
Grazie
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Ciao Brisa,
di preciso non lo so. Anche io sono dovuto passare al regime ordinario e sto sperimentando solo adesso il peso fiscale di questo regime. Ovviamente scompare il 5% di imposta sostituiva e ti ritrovi a pagare le varie tasse tra cui IVA e IRPEF. La prima, ovviamente, solo se fatturi per prestazione che non sia iva esente; la seconda viene pagata in percentuali differenti a seconda del reddito dichiarato (23% al di sotto dei 15.000 euro). IRAP no, o almeno, il mio commercialista mi ha detto che non la pagherò in quanto non mi avvalgo di collaboratori e/o dipendenti nè ho presentato rendicontazione di spese che possano essere definite eccedenti il minimo necessario per lo svolgimento dell'attività, altrimenti si tratta di una aliquota pari al 3.90% sul netto ricavato ossia sul guadagno incassato tolte le spese per l'esercizio della professione.
E poi, naturalmente, la meravigliosa quota enpap...
Un altra bella seccatura è che dal secondo anno di attività col regime ordinario, puoi essere soggetto a studi di settore. Così, se guadagni troppo poco rispetto al guadagno annuo stimato per gli psicologi in libera professione potresti ricadere in posizione incongrua e ricevere relativa comunicazione.
Volevo chiedervi: qualcuno sa da quando risulta effettivo l'aumento delle marche da bollo che passano da 1,81 a 2 euro (la situazione è sempre più nera...)? Alcune persone preferiscono il pagamento posticipato e quindi in questi giorni ho preparato delle fatture utilizzando le vecchie marche da bollo; stamattina sono andato dal tabaccaio che mi ha detto che da oggi le vecchie marche erano sostituite da quelle con maggiore importo
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
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Originalmente inviato da
crissangel
Ciao Brisa,
Volevo chiedervi: qualcuno sa da quando risulta effettivo l'aumento delle marche da bollo che passano da 1,81 a 2 euro (la situazione è sempre più nera...)? Alcune persone preferiscono il pagamento posticipato e quindi in questi giorni ho preparato delle fatture utilizzando le vecchie marche da bollo; stamattina sono andato dal tabaccaio che mi ha detto che da oggi le vecchie marche erano sostituite da quelle con maggiore importo
Anche il mio commercialista mi ha dato questa bella notizia proprio stamattina al risveglio.. e da quel che mi ha detto da oggi sono in vigore quelle da 2 euro. Quindi dovremo utilizzare già quelle lì!
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Prima di buttare via fattura prefatte e marche da bollo da 1.81, vi siete informati se è possibile acquistare marche da bollo da 0.19? Potreste fare un'integrazione ;)
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Grazie Kyarina85 :), io avevo letto che il decreto risaliva al 14 giugno, evidentemente è operativo da oggi
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Originalmente inviato da
aliaskirara
Prima di buttare via fattura prefatte e marche da bollo da 1.81, vi siete informati se è possibile acquistare marche da bollo da 0.19? Potreste fare un'integrazione ;)
Io personalmente non devo buttare nulla :) (in caso penserei sicuramente ad integrare), dato che, a parte una fattura che volevo preparare oggi per il giorno 29 le altre marche da bollo le ho esaurite. Il tabaccaio mi ha comunque detto che in caso le marche da 1,81 sono integrabili
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X crissangel
Sorry se posto su questo 3D ... chiedo, eventualmente reindirezzamento se è da farsi!!!:yahoo:
ps: Ho postato su questo perchè il bollo è cosa comune a fatture professionali e prestazioni occasionali.
Faccio dunque la mia domanda sul famoso bollo ex 1.81e
se si èmette notula di collabroazione occasionale per importo superiore a x, dobbiam mettere il bollo ed è a nostro carico. Ovviamente una copia a noi e l altra al ns committente (quella con bollo a lui), vero?
chiedo rispsota su questa mia incertezza :omg:
Se ricevo una notula da parte del committente con indicazione di bollo (che non è stato però messo/dunque pagato) va ok lo stesso?
Lo chiedo perchè mi capiata piu di una volta di ricevere pezze giustificative di collaborazioni occasionali senza il bollo ( relativamente a lavori soprattutto estivi e non di psi)
E' normale cio? scusate la mia ignoranza ................
mirtillo:ciao:
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Citazione:
Originalmente inviato da
crissangel
...
Un altra bella seccatura è che dal secondo anno di attività col regime ordinario, puoi essere soggetto a studi di settore. Così, se guadagni troppo poco rispetto al guadagno annuo stimato per gli psicologi in libera professione potresti ricadere in posizione incongrua e ricevere relativa comunicazione.
:ciao: Criss!
Se sai, quali sarebbero le eventuali conseguenze alla posizione incongrua rilevata dallo studio del settore ? :ooo:
E'assurdo: mi sembra che a questo punto, dopo tutto quel che si spende per arrivare all'avvio e al mantenimento della professione...subentrino sempre paletti di qua e di là! Mi sto chiedendo che ruolo abbia l'Ordine Professionale:omg: "gioca"a nostro favore? :medito:
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Citazione:
Originalmente inviato da
mirtillo75
X crissangel
Sorry se posto su questo 3D ... chiedo, eventualmente reindirezzamento se è da farsi!!!:yahoo:
Ciao Mirtillo, tranquilla, va benissimo qui :approved:
Citazione:
se si èmette notula di collabroazione occasionale per importo superiore a x, dobbiam mettere il bollo ed è a nostro carico. Ovviamente una copia a noi e l altra al ns committente (quella con bollo a lui), vero?
chiedo rispsota su questa mia incertezza :omg:
Si, la copia recante marca da bollo al committente. In quella che tieni tu alcuni commercialisti suggeriscono una nota in cui si dichiara che la quota della marca da bollo è stata assolta, tuttavia la commercialista dell'ordine de veneto mi ha detto che non è necessario e che, in caso dovessero fare dei controlli per vedere se la marca è stata apposta o meno, si limiterebbero ad una verifica incrociata.
Citazione:
Se ricevo una notula da parte del committente con indicazione di bollo (che non è stato però messo/dunque pagato) va ok lo stesso?
Lo chiedo perchè mi capiata piu di una volta di ricevere pezze giustificative di collaborazioni occasionali senza il bollo ( relativamente a lavori soprattutto estivi e non di psi)
E' normale cio? scusate la mia ignoranza ................
mirtillo:ciao:
Qui faccio un po di confusione:a rigor di logica direi che la marca da bollo dovrebbe esserci, sempre se risulta addebitata. Non si metterebbe se il professionista, in regime ordinario, applicasse iva e ritenuta d'acconto per prestazioni non sanitarie...però hai specificato lavori non psi, quindi non credo sia questo il caso.
Citazione:
Originalmente inviato da
Haidy2009
:ciao: Criss!
Se sai, quali sarebbero le eventuali conseguenze alla posizione incongrua rilevata dallo studio del settore ? :ooo:
E'assurdo: mi sembra che a questo punto, dopo tutto quel che si spende per arrivare all'avvio e al mantenimento della professione...subentrino sempre paletti di qua e di là! Mi sto chiedendo che ruolo abbia l'Ordine Professionale:omg: "gioca"a nostro favore? :medito:
Ciao Haidy! :)
quando ho chiesto al commercialista lui mi ha spiegato che per ogni professione c'è una stima di quello che dovrebbe essere il guadagno medio annuo che viene dichiarato a regime di libera professione. Se il tuo guadagno è considerato troppo basso (ora che mi sono trovato costretto a vivere di sola libera professione il mio di sicuro lo è...in futuro chissà...) potrebbe essere richiesto un controllo fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate. Negli intenti, sarebbe una misura cautelativa contro l'evasione, quindi controllano la contabilità, le spese, entrate, uscite in modo da vedere se la situazione è chiara o se c'è qualcosa che non quadra.
Certo...con la desertificazione del mercato professionale e l'ampiezza della forbice tra professionisti di una certa età e livello che lavorano molto e di conseguenza guadagnano molto e il popolo di giovani colleghi sotto occupati e che magari praticano tariffe a dir poco agevolate per poter svolgere la professione, mettersi a fare delle stime sul guadagno dello psicologo....
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Citazione:
Originalmente inviato da
aliaskirara
Prima di buttare via fattura prefatte e marche da bollo da 1.81, vi siete informati se è possibile acquistare marche da bollo da 0.19? Potreste fare un'integrazione ;)
Si, è possibile fare l'integrazione da 0.19, anche se probabilmente costerà comunque 0,50 centesimi perchè esiste un importo minimo.
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Salve, io e una mia collega stiamo aprendo uno studio... secondo voi conviene aprire una sola partita iva? si può fare?
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Citazione:
Originalmente inviato da
adelitas
Salve, io e una mia collega stiamo aprendo uno studio... secondo voi conviene aprire una sola partita iva? si può fare?
Tu e la tua collega avete il regime dei minimi? O, nel caso non aveste ancora partita iva, avete i requisiti per rientrarvi? (Lo chiamo regime dei minimi tanto per capirci, visto che cambia denominazione di continuo) Credo che sia più conveniente se collaborate ognuna con la propria partita iva, farne una sola significherebbe aprire uno studio associato e in quanto tale prevede il regime ordinario e quindi maggiori spese fiscali.
Chiedete al vostro commercialista oppure a quello che l'Ordine dovrebbe mettere a disposizione per gli psicologi che si trovano ad iniziare la libera professione per capire se possono esserci anche altre soluzioni.
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
una domanda.. voi la pattuizione del compenso la fate scritta? grazie a chi mi illuminerà :)
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
forse non conviene, perchè ti chiede il preventivo di spesa?
E anche la garanzia scritta del risultato, a quel punto.
Tu puoi garantire a un tuo cliente il risultato, e metterlo per iscritto?
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
no io in genere non faccio pattuizioni sui compensi con i pazienti.. qualcuno lo fa? qualche norma ce lo impone?
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Buongiorno, questa è sicuramente una domanda già posta chissà quante volte ma non la trovo in questa discussione.
Sono un dipendente impiegato dal 1991 di una società delle telecomunicazioni con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato (SIRTI S.p.A.) e dal 2009 sono iscritto anche all’albo degli psicologi in quanto mi sono nel frattempo laureato in tale disciplina. Vi chiedo se devo aprire lo stesso la partita IVA per un paio di “interventi clinici”, mediamente, all’anno che ho sempre svolto a titolo gratuito e fuori dai miei orari di lavoro in quanto lo considero un’attività di cui nutro un grande interesse e una grande passione. In poche parole, per pochissime prestazioni che faccio in un anno (non più di 10), volendo farmi pagare, devo lo stesso aprire la partita IVA?
In attesa di vostro riscontro, porgo cordiali saluti
Jimmy F.
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
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Originalmente inviato da
Fantauzzi
Buongiorno, questa è sicuramente una domanda già posta chissà quante volte ma non la trovo in questa discussione.
Sono un dipendente impiegato dal 1991 di una società delle telecomunicazioni con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato (SIRTI S.p.A.) e dal 2009 sono iscritto anche all’albo degli psicologi in quanto mi sono nel frattempo laureato in tale disciplina. Vi chiedo se devo aprire lo stesso la partita IVA per un paio di “interventi clinici”, mediamente, all’anno che ho sempre svolto a titolo gratuito e fuori dai miei orari di lavoro in quanto lo considero un’attività di cui nutro un grande interesse e una grande passione. In poche parole, per pochissime prestazioni che faccio in un anno (non più di 10), volendo farmi pagare, devo lo stesso aprire la partita IVA?
In attesa di vostro riscontro, porgo cordiali saluti
Jimmy F.
Sì Fantauzzi, anche se fai un unico colloquio l'anno, occorre p.iva, perché per le professioni che richiedono iscrizione a un albo, non vale il tetto dei 5000 euro o la prestazione occasionale. Riferimento legislativo: Legge 30/2003. Ma tanto, fatta la legge, a quanto ho visto, commercialisti & avvocati trovano sempre cavilli...
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
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Originalmente inviato da
ste203xx
Sì Fantauzzi, anche se fai un unico colloquio l'anno, occorre p.iva, perché per le professioni che richiedono iscrizione a un albo, non vale il tetto dei 5000 euro o la prestazione occasionale. Riferimento legislativo: Legge 30/2003. Ma tanto, fatta la legge, a quanto ho visto, commercialisti & avvocati trovano sempre cavilli...
Grazie 1000 per tua risposta. Ma chiedo: a questo punto, mi conviene aprirla per 5-10 "sedute" l'anno? Quanto pagherei di tasse in sintesi?
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Re: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicologo
Salve a tutti vorrei sapere se potete aiutarmi: ho iniziato da poco a lavorare come educatrice a scuola per conto di una cooperativa, vado solo una volta a settimana e seguo un bimbo,vorrei sapere se nel mio caso dovrei aprire partita IVA anche se ilmio ruolo èdi educatrice e non di psicologa! Qualcuno di voi si è trovato in una situazione simile?
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Citazione:
Originalmente inviato da
Fantauzzi
Grazie 1000 per tua risposta. Ma chiedo: a questo punto, mi conviene aprirla per 5-10 "sedute" l'anno? Quanto pagherei di tasse in sintesi?
Ciao Fantauzzi :)
Dipende dal regime per cui opterai: se hai la possibilità di rientrare nel regime agevolato, di tasse pagherai relativamente poco, ossia il 5% del reddito. Se sei dipendente in una ditta a tempo indeterminato avrai anche una posizione INPS, il che ti permette di avere una posizione agevolata anche rispetto all'ENPAP (ente di previdenza per gli psicologi liberi professionisti) per il pagamento dei contributi.
Ti suggerirei di rivolgerti al tuo ordine di appartenenza che suppongo fornisca una consulenza legale e fiscale gratuita ai suoi iscritti (l'Ordine del veneto, per esempio, prevede la possibilità di prendere appuntamento o di contattare via mail una consulente fiscale, o di iscriversi ad incontri di gruppo, sempre tenuti dalla stessa, sulle medesime questioni).
Per la specificità della tua richiesta ti linko anche una discussione del forum, che si trova nella stanza dedicata al lavoro e all'imprenditoria, in cui una utente ha postato una questione molto simile alla tua e un altro utente, esperto in materia, ha dato delle risposte che potrebbero tornarti utili CLICK
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Citazione:
Originalmente inviato da
Fantauzzi
Grazie 1000 per tua risposta. Ma chiedo: a questo punto, mi conviene aprirla per 5-10 "sedute" l'anno? Quanto pagherei di tasse in sintesi?
Purtroppo, sia che ti convenga, sia che non ti convenga, c'è poco da fare: la legge è chiara e dice che è obbligatorio aprirla anche per una sola seduta l'anno (fatte slave le scappatoie che trovano avvocati & ommercialisti di turno). Quanto pagherai: dipende dal regime contabile che scegli, quindi solo un commercialista potrà farti dei calcoli previsionali, analizzando la tua situazione e quindi scegliendo il regime che più si adatta a te. Infatti non è possibile dire: pagheresti X, Y oppure Z. Anzi consulta più commercialisti per farti fare un preventivo e una previsione dei tuoi probabili introiti, perché sono tutti diversi, ognuno ha i suoi criteri, così valuti quale fa per te. Cmq, 10 colloqui l'anno sono ben oltre la media di chi inizia! In media, il primo anno, si è fortunati se si riescono a fare 3 colloqui...fatte salve le mille eccezioni e i casiindividuali. Insomma se inizi con 10 colloqui già pronti e disponibili, beato te, mi pare un ottimo inizio! Potresti approfittare per pianificare meglio il tuo avvio, che è già molto al di sopra rispetto alla media delle persone che personalmente ho conosciuto in fase di avvio, così da 10 diventano 20 o cmq puoi ideare altre iniziative per aumentare gli introiti. Insomma se affianchi un minimo di marketing, già il primo anno potresti avere un bilancio in attivo, altra cosa, molto rara, perché ovviamente per l'avvio di qualunque attività occorre mettere in conto che i primi anni in genere sono in perdita totale (oddio, spesso non solo i primi, ma vabbè...) e si è mediamente fortunati se si riesce, almeno qualche anno, a rientrare nelle spese. Cioè se non inizi tu che hai già una decina di colloqui programmati...chi deve iniziare? Provaci, tanto non si tratta di perdere 100.000 euro come se dovessi avviare uno studio da dentista (essì, quella è la cifra minima per loro!), un minimo di rischio purtroppo in tutti gli start-up, soprattutto da professionisti, ci sta, è inevitabile!
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Grazie Criss... il mio ordine (Abruzzo) non mi ha fornito nessuna risposta in merito. Solo il presidente mi aveva suggerito di chiederlo alla mia società (dove lavoro), soluzione, questa, inutile e pericolosa per motivi che non sto qui a spiegare. Ora leggerò i link che mi suggerisci. Grazie ancora.
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Citazione:
Originalmente inviato da
ste203xx
Purtroppo, sia che ti convenga, sia che non ti convenga, c'è poco da fare: la legge è chiara e dice che è obbligatorio aprirla anche per una sola seduta l'anno (fatte slave le scappatoie che trovano avvocati & ommercialisti di turno). Quanto pagherai: dipende dal regime contabile che scegli, quindi solo un commercialista potrà farti dei calcoli previsionali, analizzando la tua situazione e quindi scegliendo il regime che più si adatta a te. Infatti non è possibile dire: pagheresti X, Y oppure Z. Anzi consulta più commercialisti per farti fare un preventivo e una previsione dei tuoi probabili introiti, perché sono tutti diversi, ognuno ha i suoi criteri, così valuti quale fa per te. Cmq, 10 colloqui l'anno sono ben oltre la media di chi inizia! In media, il primo anno, si è fortunati se si riescono a fare 3 colloqui...fatte salve le mille eccezioni e i casiindividuali. Insomma se inizi con 10 colloqui già pronti e disponibili, beato te, mi pare un ottimo inizio! Potresti approfittare per pianificare meglio il tuo avvio, che è già molto al di sopra rispetto alla media delle persone che personalmente ho conosciuto in fase di avvio, così da 10 diventano 20 o cmq puoi ideare altre iniziative per aumentare gli introiti. Insomma se affianchi un minimo di marketing, già il primo anno potresti avere un bilancio in attivo, altra cosa, molto rara, perché ovviamente per l'avvio di qualunque attività occorre mettere in conto che i primi anni in genere sono in perdita totale (oddio, spesso non solo i primi, ma vabbè...) e si è mediamente fortunati se si riesce, almeno qualche anno, a rientrare nelle spese. Cioè se non inizi tu che hai già una decina di colloqui programmati...chi deve iniziare? Provaci, tanto non si tratta di perdere 100.000 euro come se dovessi avviare uno studio da dentista (essì, quella è la cifra minima per loro!), un minimo di rischio purtroppo in tutti gli start-up, soprattutto da professionisti, ci sta, è inevitabile!
Grazie Ste... ho capito che devo valutare bene la cosa in quanto è un pò una giungla. :-)
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
io ho aperto la p.iva nel regime dei minimi ad aprile, ed ero molto scettica perche chiaramente era ad anno avviato, e c era di mezzo tutta la pausa estiva...al momento sono a quota 1500 piu o meno di fatturato, certo non è una cifra degna per "vivere" però so di persone che hanno chiuso l anno in passivo e non mi lamento. riguardo le spese so che dovrò pagare l enpap con le sue varie tasse (maternità ecc..), in piu il 5% sul fatturato essendo nel regime dei minimi. per fortuna non pago il commercialista. che dire...penso si debba "rischiare", per chiudere c è sempre tempo, almeno ci si prova però!
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
io ho aperto P.Iva nel 2012. Ho fatturato intorno a 6000 euro annui (sempre cifra indecente per vivere! ) e sono nel regime dei minimi.
HO pagato commercialista: 500 euro + Enpap 816 euro (tra contributo 5% + maternità e altro 5% che non ricordo da dove è uscito) + altri 600 euro di Irpef.
M'è preso un colpo!...Ma credo che i primi anni, come per tutte le attività..si vada (se ci dice bene) in pareggio!
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Re: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicologo
Citazione:
Originalmente inviato da
piper&flower
Salve a tutti vorrei sapere se potete aiutarmi: ho iniziato da poco a lavorare come educatrice a scuola per conto di una cooperativa, vado solo una volta a settimana e seguo un bimbo,vorrei sapere se nel mio caso dovrei aprire partita IVA anche se ilmio ruolo èdi educatrice e non di psicologa! Qualcuno di voi si è trovato in una situazione simile?
nessuno sa rispondermi?
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
credoc he molto dipende....da:
1. qual è il tuo ruolo? sei sei psicologa...e lavori come psicologa SI! se sei educatore: NO, ma..in tal caso...coem ti inquadrano?
insomma...dovresti parlare con il commercialista e trovare una soluzione che vada bene...non so se l'educatore può lavorare in rietnuta d'acconto ...l'importante è che tu paghi le tasse...
inoltre...lavori già per quella cooperativa?....avrai (spero) un contratto.....
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Riferimento: Re: Come e quando aprire la partita iva per un giovane ps
Citazione:
Originalmente inviato da
piper&flower
nessuno sa rispondermi?
ciao,
anch'io nel 2010 ho lavorato come educatrice per una cooperativa e come te seguivo dei bambini. Non ho aperto la partita iva primo perchè ricoprivo il ruolo di educatrice e non psicologa e secondo perchè la cooperativa mi aveva fatto il contratto, altrimenti come sei inquadrata ?
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Re: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicologo
si dovrei avere un contratto come educatrice soloche non l'ho ancora firmato perchè ci sono stati dei problemi burocratici e quindi non mi hanno ancora contattata per sottoscriverlo!
Grazie per le risposte
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Riferimento: Re: Come e quando aprire la partita iva per un giovane ps
Ciao, anche io sono psicologa ma lavoro per una cooperativa e sono inquadrata (e stipendiata!) come educatrice (anche se svolgo molte mansioni da psicologa...ma stendiamo un velo pietoso), quindi la partita iva non serve! Nel caso in cui avessi l'opportunità di essere assunta come psicologa, allora la faccenda cambia...
Io avrei un altro quesito: niente vieta di lavorare come libera professionista con partita iva e contemporaneamente essere assunta come educatrice, vero? Secondo voi è possibile che la stessa cooperativa possa "assumermi" come libera professionista per alcuni progetti mantenendo il contratto di educatrice per altri?
Ovviamente parlo per assurdo perché la cooperativa non ha nessuna intenzione di modificare il contratto per tutta una serie di motivi che non sto a dire e che ogni giorno mi fanno ribollire il sangue!
Scusate lo sfogo :wall:
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Ciao a tutti,
sono nuova della discussione e avrei alcune domande urgenti da fare visto il mio imminente inizio come libero professionista.
Tra poche settimane inizierò a seguire una paziente privatamente e credo sia inevitabile aprire la p.IVA, a tal proposito vorrei chiedervi alcune informazioni:
- posso aprire la partita iva autonomamente senza rivolgermi per il momento ad un commercialista?
- quale indirizzo indicare? Lo studio che ho trovato è in prestito e non credo di poterlo indicare come sede legale ma allo stesso tempo avrei qualche difficoltà ad indicare il mio domicilio, come posso fare?
- rientro nei regimi dei minimi, ma mi spaventa parecchio la bastonata di tasse che sarò costretta a pagare (ENPAP, IRPEF ecc) ...al momento avrò una sola paziente quindi in media 3/4 fatture al mese, lascio a voi i calcoli del minimo fatturato annuo, e chissà per quanto tempo rimarrà una sola paziente, quindi vorrei evitare il commercialista almeno per il primo anno, fatto eccezione della dichiarazione dei redditi che quindi la questione diventa più complicata, è possibile?
Vi ringrazio davvero tanto per l'aiuto
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Citazione:
Originalmente inviato da
angiolina85
posso aprire la partita iva autonomamente senza rivolgermi per il momento ad un commercialista?
- quale indirizzo indicare? Lo studio che ho trovato è in prestito e non credo di poterlo indicare come sede legale ma allo stesso tempo avrei qualche difficoltà ad indicare il mio domicilio, come posso fare?
Vi ringrazio davvero tanto per l'aiuto
Per qual che riguarda invece l'apertura della partita iva puoi farlo in autonomia presso l'agenzia delle entrate
Per il resto ho lo stesso problema riguardo all'indirizzo, tu poi hai risolto? Io non voglio che il mio indirizzo di casa appaia sulle fatture che diamo ai pazienti, perchè comunque stiamo parlando di situazioni delicate e non si sa mai, come si fa a rischiare che un paziente, magari molto problematico, si presenti a casa tua? Magari ad orari serali o notturni? Secondo me nel nostro lavoro la tutela della privacy è fondamentale, non solo per il paziente, ma anche per noi! Però anch'io ho uno studio in prestito, che non penso di poter indicare, quindi come fare?
Voi come avete fatto? Se c'è qualcuno che può darci delucidazioni ve ne sarei grata!!
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Citazione:
Originalmente inviato da
anturium_rosa
Per qual che riguarda invece l'apertura della partita iva puoi farlo in autonomia presso l'agenzia delle entrate
Per il resto ho lo stesso problema riguardo all'indirizzo, tu poi hai risolto? Io non voglio che il mio indirizzo di casa appaia sulle fatture che diamo ai pazienti, perchè comunque stiamo parlando di situazioni delicate e non si sa mai, come si fa a rischiare che un paziente, magari molto problematico, si presenti a casa tua? Magari ad orari serali o notturni? Secondo me nel nostro lavoro la tutela della privacy è fondamentale, non solo per il paziente, ma anche per noi! Però anch'io ho uno studio in prestito, che non penso di poter indicare, quindi come fare?
Voi come avete fatto? Se c'è qualcuno che può darci delucidazioni ve ne sarei grata!!
Ciao :)
L'indirizzo da inserire sulle fatture deve essere lo stesso che depositi presso l'agenzia delle entrate: in questo caso, l'indirizzo deve essere necessariamente quello in cui conservi i documenti contabili, e presso il quale l'agenzia delle entrate ti può inviare comunicazioni, o può inviare gli ispettori per i controlli fiscali...quindi devi mettere l'indirizzo presso il quale conservi i documenti! Io vedo pazienti da tre anni e ho sempre inserito il mio indirizzo di casa, per quanto gravi possano essere i pazienti che arrivano in terapia, certi "tipi" di pazienti non hanno gli strumenti (economici, di personalità ecc) per tollerare e iniziare una terapia!! E poi: tu sai che quell'indirizzo è di casa tua, ma i pazienti non lo sanno, potrebbe essere l'indirizzo di un altro studio...
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Ciao :-)
Io condivido le perplessità di Anturium poichè svolgo un lavoro di sportello proprio con persone in gravi difficoltà economiche, che sanno il mio indirizzo mail (anche quello istituzionale tutela poco), non hanno soldi per pagare, ma DEVO offrire loro un supporto ... e tra questi a volte ci sono persone con patologie fisiche, più altre forme di disagio (intendo psichico) che però non riconoscono, e per cui non si sottometterebbero MAI a una terapia psicologica.
Hanno comunque delle necessità, e richieste (insomma, sono pagata per qualcosa, ovviamente :) ), e devo essere reperibile.
Finora mi è sempre andata bene: in coda alle mie mail ho l'indirizzo della sede dell'ente, più un cellulare (non sono quasi mai presso l'ente, ma sul territorio...) che uso SOLO per il alvoro (=spengo la sera e nei week end).
Ricordo 1 caso su 500, che ha mandato a me ed altri mail piuttosto pesanti ed al limite dello stalking ... al mio indirizzo istituzionale.
Fatturo ad un ente e il singolo non vede il mio domicilio fiscale, ma confesso di avere timori che il mio indirizzo "fiscale" appaia in giro (non sia mai, una pagina internet od altro ... il comune- un piccolo paese -che si visualizza sull'albo on line ...).
Un caso su 500, ma sinceramente mi sono posta ancora questo problema, non avendo io uno studio privato, con persone paganti più o meno benestanti ... insomma, facciamo interventi molto diversi ....
Se qualcuno ha consigli, sarei più che felice di riceverne ... ma non vorrei andare troppo fuori tema (nel qual caso, mi scuso in anticipo) col thread :-)
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Riferimento: Come e quando aprire la partita iva per un giovane psicol
Buongiorno!! :)
Ho avuto anch'io le stesse perplessità nelle settimane scorse, ma credo di aver risolto. Tu cosa hai deciso alla fine? :)
Dopodomani mi reco all'Agenzia delle Entrate e apro la Partita IVA. Farò tutto autonomamente e, almeno in questi primi anni, non mi servirò del commercialista. Il nuovo regime dei minimi non comporta molti obblighi, per fortuna. Quindi, credo che se si ha già una certa dimestichezza con le questioni fiscali (per altre dichiarazioni dei redditi, ad esempio), e se ci si è informati bene sul regime contabile scelto, si possa procedere autonomamente, almeno fino a quando il reddito non aumenti e non si passi al regime ordinario.
Per quanto riguarda l'indirizzo da indicare nel modulo... Mi sono arrovellata un sacco anch'io! :)
Vivo e lavoro a Roma, ma vengo dalla Campania e la mia residenza anagrafica è ancora lì. Per quanto riguarda la libera professione, ho preso in affitto qualche ora in uno studio, per cui non posso indicare quella sede come "Luogo di esercizio". Dovrò per forza indicare la mia residenza anagrafica, che poi coincide con il domicilio fiscale, anche se opero a Roma. Avevo molti dubbi su ciò. Mi sembrava strano rilasciare a un paziente (a Roma) una fattura in cui compare il mio indirizzo campano. :P Ma sia un commercialista, sia un ragioniere esperto in materia, mi hanno rassicurata e mi hanno detto che posso procedere tranquillamente in tal senso. Essendo una libera professionista, posso avere il domicilio fiscale in una regione, e operare in altre regioni. Tra l'altro, chi sta nel nuovo regime dei minimi, è esonerato dalla registrazione e dalla tenuta delle scritture contabili, per cui si può indicare una sede in cui non si svolge effettivamente la professione. Mi rimane un grosso dubbio sul quadro I del modulo per l'apertura della Partita IVA, in cui si chiedono vari dati sull'immobile in cui si esercita la professione (tipo di catasto, titolarità, particella, etc.) e gli estremi di registrazione del contratto di locazione o di comodato. Gli "esperti" di cui sopra mi hanno consigliato di non riempire quel quadro, appunto perché non potrei indicare lo studio di Roma, e visto che indico la mia residenza anagrafica (la casa dei miei, per intenderci) non ho nessun contratto di comodato da segnalare, né tantomeno posso dire di essere in possesso dell'immobile perché non intestato a me. :P Insomma, lascerò quel quadro vuoto, dietro suggerimenti, ma mi sembra così strano...
Recarsi all'Agenzia delle Entrate e aprire la partita IVA richiede poco tempo, ma i dubbi e le preoccupazioni che tormentano i giorni precedenti sono davvero troppi!!!
In bocca al lupo a tutti/e e buona domenica!
Citazione:
Originalmente inviato da
angiolina85
Ciao a tutti,
sono nuova della discussione e avrei alcune domande urgenti da fare visto il mio imminente inizio come libero professionista.
Tra poche settimane inizierò a seguire una paziente privatamente e credo sia inevitabile aprire la p.IVA, a tal proposito vorrei chiedervi alcune informazioni:
- posso aprire la partita iva autonomamente senza rivolgermi per il momento ad un commercialista?
- quale indirizzo indicare? Lo studio che ho trovato è in prestito e non credo di poterlo indicare come sede legale ma allo stesso tempo avrei qualche difficoltà ad indicare il mio domicilio, come posso fare?
- rientro nei regimi dei minimi, ma mi spaventa parecchio la bastonata di tasse che sarò costretta a pagare (ENPAP, IRPEF ecc) ...al momento avrò una sola paziente quindi in media 3/4 fatture al mese, lascio a voi i calcoli del minimo fatturato annuo, e chissà per quanto tempo rimarrà una sola paziente, quindi vorrei evitare il commercialista almeno per il primo anno, fatto eccezione della dichiarazione dei redditi che quindi la questione diventa più complicata, è possibile?
Vi ringrazio davvero tanto per l'aiuto