Ciao Paolaluna :) , puoi mandarmi un messaggio privato andando sulla mia sheda personale!! A presto!!
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Ciao Paolaluna :) , puoi mandarmi un messaggio privato andando sulla mia sheda personale!! A presto!!
Non sono così d'accordo con l'ultima affermazione.Citazione:
Originariamente postato da atenanike
Ciao,anche mia cugina è al Don Gnocchi e si trova benissimo,io concordo con chi ha detto che ci sono casi e casi,dipende dalla patologia,sono comunque persone che prima poi sono destinate ad entrare in Istituto,quando mancheranno i genitori
nel senso, è vero che bisogna tenere conto del gradi di patologia e compromissione, ma non tutti (per fortuna!) sono destinati a passare la loro vita in struttura.
se il bambino/ragazzo non è troppo compromesso a livello cognitivo, riesce ad avere certe autonomie, a stare anche se a un livello minimo in un contesto sociale, ci sono altre possibilità come ad esempio gli appartamenti protetti, con la possibilità di un minimo di inserimento lavorativo. ma, nei casi migliori, si può anche arrivare a una situazione di vita "autonoma", anche se con un appoggio esterno.
Olà! Purtroppo sono arrivato in ritardo...Ma spero non troppo tardi...
Anch'io come Fudomiyoo sto compiendo un'esperienza simile da qualche mese in un acomunità alloggio per soggetti autistici adulti aperta solo da 3 anni e nello specifico mi occupo di un nuovo inserimento (16 anni) che presenta, grazie a Dio, delle oasi preservate di abilità cognitive rispetto a molti altri utenti della struttura.
L'esperienza più dura che mi sono trovato ad affrontare, rispetto alla mia precedenza esperienza con altra utenza, benché non fossi andato a lavorare sprovveduto, é stata la realtà del "contenimento fisico" quando la necessità lo impone, le cui tecniche ho dovuto impararle in "vivo", purtroppo.
Invece, il dato più sconcertante contro il quale devo fare i conti risede nel fatto che in una struttura del genere, dove al di là delle attività "socio-riabilitative" si é assorbiti nella gestione della "quotidianità", spesso mancano il tempo ed i mezzi per immettere le proprie forze nella mobilitazione e potenziamento delle capacità cognitive di quei soggetti con i quali sarebbe proficuo lavorare in tal senso.
Spesso, si impone come ostacolo anche un non adeguato scambio di informazioni tra i professionisti, benché nel mio caso siano educatori o operatori qualificati con un'esperienza anche pluridecennale dai quali ho imparato molto.
Questo discorso vale per il soggetto che seguo più da vicino, il quale non solo presenta un quadro diagnostico alquanto "fumoso" ma, per quanto riguarda le abilità cognitive sulle quali vorrei lavorare (e adesso il momento é ancora favorevole visto che é in età adolescenziale) spesso sono più assorbito nella gestione dei livelli d'ansia e comportamenti pantoclastici conseguenti, mobilitati anche dal mio cauto tentativo di lavorare sulle sue potenzialità...
In base alla vostra esperienza o intuizione avete dei suggerimenti
o consigli da offrirmi? In tal caso fornisco dati più dettagliati...Scusate la lungfhezza del messaggio!
Qual è la richiesta precisa che ci fai?
Le discrepanze diagnostiche sono queste:
- diagnosi formale di Autismo
- diagnosi di Disturbo Disintegrativo dell'Infanzia (??????)
- Probabile Sindorme di Rett (benché sia un soggetto maschio, tuttavia presenta alcune evidenze)
- Funzionamento Psicotico (referto risalente all'utimo TSO immediatamente precedente al suo arrivo in struttura motivato da comportamenti pantoclastici, auto-eteroaggressivi, onanistici, ecc)
- No diagnosi di Ritardo Mentale
Chiedo innanzitutto come sia possibile una sovrapposizione diagnostica di questo genere, soprattutto riguardo alla diagnosi di autismo e di disturbo disintegrativo dell'infanzia e di probabile sindrome di Rett...l'una non esclude le altre tre in teoria?
Situazione direttamente osservabile:
- ritardo nel linguaggio: produzione (stereotipie)
comprensione (abbastanza preservata)
riconoscimento e denominazione oggetti
contesti e attività
- discrete autonomie (problemi di controllo vescicale, più probabile
indotte volontariamente in concomitanza ad eventi frustranti)
- é in grado di comunicare in C.F. ma le capacità linguistiche che possiede sono sufficienti a farsi capire anche nei momenti di crisi; la richiesta di comunicazione in C.F. suscita reazioni disfunzionali
- in anamnesi risulta che sino a pochi anni fa esprimeva le sue abilità cognitive (fino in 2° media con insegnante di sostegno) fino al punto in cui sembra aver avuto un crollo immediato: in quel periodo mi risulta che avesse stabilito un rapporto privilegiato con un suo insegnante e forse l'interruzione dello stesso ha influito...
- é in grado di stabilire relazioni relazioni "privilegiate" in cui l'altro é visto non solo come oggetto di gratificazione ma anche come fonte di contenimento emotivo-affettivo a cui rimanda anche dei feed-back spontanei.
- é presente un certo livello di comprensione pragmatica del linguaggio
Quali strumenti posso utilizzare per potenziare queste sue abilità e per capire quanto sia motivato dal suo stile oppositivo e quanto invece no...Come é possibile un crollo così netto?
Hai ragione una esclude l'altra, tra l'altro la sindrome di Rett è ormai risaputo colpire solo il sesso femminile (nel prossimo DSM nemmeno farà parte dei DGS).
Comunque, inquadrare la diagnosi è importante, ma nella ri-abilitazione è molto più importante avere una buona diagnosi funzionale. Partendo da lì puoi improntare un programma di sviluppo delle abilità cognitive.
Ormai, si legge anche nelle linee guida per l'autismo (anche se devo dire che quelle italiane sono un poco confusive!!!!), è risaputo che le tecniche migliori di insegnamento delle abilità sono quelle comportamentali (l'ABA applicato all'autismo), che purtroppo non è semplice spiegarlo tramite internet!!! Inoltre, per poterti dire cosa fare, dovrei vedere "come" hai osservato o comunque "come" hai valutato il ragazzo...Comunque, delle domande che mi vengono da farti sono:
- sa imitare?
- quante parole comunicative o di richesta fa durante la giornata?
- autonomie discrete: cosa intendi? SI lava le mani da solo? Si sa svestire? LE magliette, se le sa levare?Ecc. ecc.
- Per la comprensione: secondo te quanti nomi di oggetti conosce? Come valuti questa abilità?Cosa intende per "un certo livello di comprensione pragmatica"?
Potrei andare avanti per tutte le abilità cognitive: non è semplice! Ma intanto potresti farci sapere queste cose, poi vediamo!
Un'ultima cosa. Per esperienza: per valutare le competenze della persona con autismo, non ti basare su ciò che esprime con la CF perché potrebbe essere fuorviante. E' invece importante osservare come la persona funziona nell'ambiente e cominciare la ri-abilitazione da lì!
Non so se ti sei basato sulla CF (mi sembra di no), ma ho voluto specificare questa cosa lo stesso, perché ho visto molte famiglie che in seguito alla "riuscita" del loro bambino in CF hanno lasciato perdere tutta la riabilitazione cognitiva! Ed ora, si ritrovano con un adulto che non sa vestirsi/svestirsi, apparecchiare, o solo stare seduto a tavolino per qualsiasi attività che non sia con il pc....e nei centri diurni non li prendono!!!
Citazione:
[i]Non so se ti sei basato sulla CF (mi sembra di no), ma ho voluto specificare questa cosa lo stesso, perché ho visto molte famiglie che in seguito alla "riuscita" del loro bambino in CF hanno lasciato perdere tutta la riabilitazione cognitiva! Ed ora, si ritrovano con un adulto che non sa vestirsi/svestirsi, apparecchiare, o solo stare seduto a tavolino per qualsiasi attività che non sia con il pc....e nei centri diurni non li prendono!!! [/B]
Quoto quello che hai detto!E'il caso del mio bambino che a 9 anni fa il prog. di 3 elementare ma non sapeva vestirsi.
Scusate la domanda ma credete nella CF?
Nel mio caso no, il bambino veniva guidato e secondo me scriveva l'educatrice, ed es. era in grado usare un ottimo linguaggio ma poi non capiva i comandi tipo prendi la colla:confused: :confused: :confused: non mi torna qualcosa...
Citazione:
Originariamente postato da LePleiadi
Quoto quello che hai detto!E'il caso del mio bambino che a 9 anni fa il prog. di 3 elementare ma non sapeva vestirsi.
Scusate la domanda ma credete nella CF?
Nel mio caso no, il bambino veniva guidato e secondo me scriveva l'educatrice, ed es. era in grado usare un ottimo linguaggio ma poi non capiva i comandi tipo prendi la colla:confused: :confused: :confused: non mi torna qualcosa...
anche io prima ero scettica, ma durante il tirocinio ho avuto modo di ricredermi. ho visto ragazzi esprimere le proprie emozioni e stati d'animo e comunicare tramite la cf come altrimenti non avrebbero potuto a causa del loro grave deficit di linguaggio.
alcuni scrivono completamente da soli, altri vengono sostenuti, ma anche per questi è prevista una progressiva autonomizzazione.
avevo le vostre stesse perplessità circa la veridicità di ciò che i ragazzi scrivono, ma, come mi è stato spiegato anche dalla mia tutor, molto dipende delle "preparazione" di chi accompagna la scrittura. mi spiego meglio: a volte anche inconsciamente lo psicologo può scrivere lui ciò che vorrebbe che che il ragazzo scrivesse, bisogna esserne consapevoli per evitare che succeda e soprattutto bisogna che il ragazzo man mano impari a scrivere da solo (prima gli si tiene la mano, poi il polso,il gomito e così via fino a lasciarlo del tutto).
Certamente la CF deve essere solo una parte dell'intervento da svolgere su questi ragazzi così "speciali", primi di tutto va loro insegnato "a vivere" nel nostro mondo. tuttavia trovo che la CF sia comunque uno strumento molto utile per aiutarli ad uscire dal loro isolamento, se così vogliamo chiamarlo.
del resto per vivere bisogna anche comunicare, o sbaglio?:cool:
Il mondo scientifico ufficiale (di cui purtroppo non sempre ci si può fidare!!!) ha pubblicamente detto (anni fa in tutto il mondo, in Italia solo a novembre 2005) che la CF non è un metodo valido.
Non voglio entrare in merito (campo minato!), quello che posso dire é: nel mio lavoro non la uso e non la consiglio per scelta.
Se poi un genitore di cui io seguo il bambino la vuole provare, non sono contraria, ma avverto sulle possibili conseguenze negative, che purtroppo si verifica in circa il 90% dei casi (cioè il fatto che la famiglia si "rilassa" e tende a poco a poco a non lavorare più nel cognitivo e nelle abilità di daily living).
Ovviamente, è positivo che la famiglia "si rilassi", il problema è che tutto ciò impedisce l'elaborazione del lutto del figlio ideale, che già c'è difficoltà che avvenga generalmente, figuriamoci con la CF!
Grazie dell'interessamento e per rispondere alle domande di Paroletta posso dire quanto segue:
- sa imitare (é una delle prime cose che ho voluto constatare infatti) e in alcuni contesti riconosce il significato anche dei gesti (protodichiarativi? Non so se si chiamano così) (ho provato in occasioni diverse, ad es. quando deve tirare l'acqua del W.C. e se lo dimentica ad indicarlo con il cenno del capo e molte volte comprende e lo fa, ovviamente lo fa se lo comunico verbalmente o se lo indico...Lo stesso discorso vale anche in altri contesti "semplici" ovviamente)
- le parole che ho potuto constatare sono di richiesta (sono stereotipate ed usate spesso in concomitanza a momenti di ansia)
- le parole comunicative sono più rare e sono usate per indicare disagi o malesseri fisici (ovviamente mi riferisco al linguaggio spontaneo)
- autonomie: sa lavarsi sotto la guida di qualcuno, sa vestirsi o svestirsi in autonomia, in alcuni casi sceglie il vestiario ed é in grado di sistemarlo nell'armadio (ho sempre incoraggiato queste autonomie rispettando i suoi tempi ovviamente)
- comprensione pragmatica: mi riferisco alle sfumature del linguaggio che si possono notare nel gioco o nello scherzo e che comprendono anche l'espressività facciale...in molti casi sono comprese e mi é sembrato di notare che questo capiti (sporadicamente) anche da parte sua in alcune sue richieste stereotipate (quando dopo l'ennesima volta e l'ennesimo rimando coerente ripete la richiesta con un altra sfumatura dell'espressione del volto oppure già ridendo - ovviamente non é presente la componente ansiosa della richiesta)
- non mi sono basato sulla CF; anzi con il soggetto l'ho usata pochissimo cercando di incoraggiare la comunicazione verbale.
- Inoltre, presenta una grande oscillazione del tono dell'umore: da triste, a disforico ad euforico in diversi momenti della giornata; tale oscillazione non é necessariamente condizionata da stimoli esterni...
mi sapreste consigliare dei centri/ospedali in lombardia che si occupino di autismo in cui potrei fare tirocinio???grassssie!!!:approved:
Una mia bimba è seguita dalla Nostra famiglia di Bosisio Parini ma non si occupano solo di autismo.
So che tante persone vorrebbero fare tirocinio li per cui è difficile entrare però prova... non si sa mai;) ;) ;) ;) !
Dimenticavo so che l'ospedale niguarda ha un progetto sull'autismo perchè a settembre ho fatto la formazione con una psicologa che lavorava li.
Dovresti guardare sul sito dell'ospedale.
Ciaoo:)
Il San paolo ha un centro di diagnosi e cura sull'autismo, prova a vedere sul loro sito. In bocca al lupo :)Citazione:
Originariamente postato da lilo_983
mi sapreste consigliare dei centri/ospedali in lombardia che si occupino di autismo in cui potrei fare tirocinio???grassssie!!!:approved:
"Non ho parole"
Uscito un libro testimonianza di un bambino con sindrome di autismo.
Qui ail link il servizio fatto al tg2 :)
Pubblicato grazie a www.genitoricontroautismo.org
:)
Ciao ragazze!
riscrivo qui dopo un pò per chiedervi un favore, qualcuna di voi conosce coppie di genitori con un figlio con sindrome di autismo?
Chi può rispondere si, potrebbe farmi il favore di contattarmi via pm per favore?
grazie :) Potrei avere bisogno di un aiuto per la mia tesi, e magari anticipo qualcosa via pm cosi se sarà avrò bisogno di voi gia ne sapete qualcosa :)
Grazie a chiunque potrà aiutarmi :D
Scusate il ritardo, ma quoto perché mi ci ritrovo in pieno...Citazione:
Originariamente postato da tarabramanu
Anch'io come Fudomiyoo sto compiendo un'esperienza simile da qualche mese in un acomunità alloggio per soggetti autistici adulti aperta solo da 3 anni.
L'esperienza più dura che mi sono trovato ad affrontare, rispetto alla mia precedenza esperienza con altra utenza, benché non fossi andato a lavorare sprovveduto, é stata la realtà del "contenimento fisico" quando la necessità lo impone, le cui tecniche ho dovuto impararle in "vivo", purtroppo.
Invece, il dato più sconcertante contro il quale devo fare i conti risede nel fatto che in una struttura del genere, dove al di là delle attività "socio-riabilitative" si é assorbiti nella gestione della "quotidianità", spesso mancano il tempo ed i mezzi per immettere le proprie forze nella mobilitazione e potenziamento delle capacità cognitive di quei soggetti con i quali sarebbe proficuo lavorare in tal senso.
Spesso, si impone come ostacolo anche un non adeguato scambio di informazioni tra i professionisti, benché nel mio caso siano educatori o operatori qualificati con un'esperienza anche pluridecennale dai quali ho imparato molto.
Q
A proposito della sindrome di Rett... scusate l'ignoranza, ma è vero che colpisce solo il genere femminile? In comunità da me c'è un maschio con quella diagnosi... bé però è una diagnosi probabilmente vecchia.
Per quanto riguarda la sollecitazione delle capacità residue, noi lo si fa più che altro con interventi di acquisizione di autonomie, insegnate tramite algoritimi. Gli ospiti frequentano tutti un centro diurno, e da quello che ho capito, è un compito specifico del diurno la sollecitazione delle capacità cognitive, anche se a volte noi facciamo da prosecuzione.
La Sindrome di Rett (ti cito il DSM) "si manifesta esclusivamente nelle femmine". Ormai ne sono così certi che nella prossima edizione del DSM verrà tolta (appunto perché sicuramente genetica e non psichiatrica)!!Citazione:
Originariamente postato da Fudomiyoo
Scusate il ritardo, ma quoto perché mi ci ritrovo in pieno...
A proposito della sindrome di Rett... scusate l'ignoranza, ma è vero che colpisce solo il genere femminile? In comunità da me c'è un maschio con quella diagnosi... bé però è una diagnosi probabilmente vecchia.
Ciao!Citazione:
Originariamente postato da Fudomiyoo
Per quanto riguarda la sollecitazione delle capacità residue, noi lo si fa più che altro con interventi di acquisizione di autonomie, insegnate tramite algoritimi. Gli ospiti frequentano tutti un centro diurno, e da quello che ho capito, è un compito specifico del diurno la sollecitazione delle capacità cognitive, anche se a volte noi facciamo da prosecuzione.
Scusate l'ignoranza ma cosa intendi con "tramite algoritmi?".
Cmq nel nostro caso, per la sollecitazione di abilità cognitive accogliamo in struttura varie figure professionali che se ne occupano nello specifico...Noi poi cerchiamo di sfruttare qualsiasi momento o occasione nelle attività più o meno strutturate delle giornata.
Nel nostro caso lo sforzo maggiore va per il rafforzamento delle autonomie e per l'intervento "educativo" finalizzato alla limitazione dei comportamenti disfunzionali.
Anche la gestione del rapporto triangolare utenti-genitori-operatori é una grossa problematica...!
Tra l'altro, a proposito di Sindrome di Rett, anche il soggetto di cui mi occupo nello specifico ha una probabile diagnosi di questo disturbo pur essendo un maschio, anche se è tipicamente riservato alle femmine...(DSM-IV-TR)
Per "algoritmi" si intende lo spezzettamento minuzioso dell'attività che si vuole fare imparare in tutte le sotto-attività necessarie, come dire, il procedimento in ogni singola fase e sottofase, dopodiché si va ad insegnare ogni singola operazione nella sequenza appropriata, finché l'acquisizione è stabile per tutte.
Anche noi comunque tendiamo a sfruttare qualsiasi occasione (quando la situazione lo consente) come opportunità educativa o di rafforzamento delle automonie... l'uso degli algoritmi è un'approccio estremamente sistematico a questo tipo di intervento.
Citazione:
Originariamente postato da Fudomiyoo
Per "algoritmi" si intende lo spezzettamento minuzioso dell'attività che si vuole fare imparare in tutte le sotto-attività necessarie, come dire, il procedimento in ogni singola fase e sottofase, dopodiché si va ad insegnare ogni singola operazione nella sequenza appropriata, finché l'acquisizione è stabile per tutte.
Anche noi comunque tendiamo a sfruttare qualsiasi occasione (quando la situazione lo consente) come opportunità educativa o di rafforzamento delle automonie... l'uso degli algoritmi è un'approccio estremamente sistematico a questo tipo di intervento.
Non avevo mai sentito il temine "algoritmo", eppure anche io uso questa tecnica. Dove lo hai appreso?
Ah!...Ok, adesso ho compreso! Grazie per il chiarimento.
Allora in sostenza utilizziamo una prassi comune anche se non ero a conoscenza del termine specifico!
Rientra nel modello "superability" che è adottato nella nostra comunità... l'ho imparato direttamente lì
Citazione:
Originariamente postato da Fudomiyoo
Rientra nel modello "superability" che è adottato nella nostra comunità... l'ho imparato direttamente lì
Modello superability :confused: :confused: :confused: Potresti spiegarcelo: mai sentito!!
Ciao a tutti, ritorno dopo un po' d'assenza...
Io credo che la procedura per algoritmi sia la task analysis, no?
Per quanto riguarda il modello Superability/Minorability è quello del prof. Moderato?
Ciao Mausmaus :ciao: che bello rivederti!!Citazione:
Originariamente postato da mausmaus
Ciao a tutti, ritorno dopo un po' d'assenza...
Io credo che la procedura per algoritmi sia la task analysis, no?
Per quanto riguarda il modello Superability/Minorability è quello del prof. Moderato?
Comunque anche a me pare la task analysis....
Ecco un articolo di Beppe Grillo, su Autismo e metodo DAN!..
Ne parliamo e ci confrontiamo un pò? che dite?
Io conosco quasi direttamente sia il DAN! che il metodo del dottor Borghese, dato che ha aperto un corso qua dalle mie parti, e sarei interessata a frequentarlo l'anno prossimo. mi piacerebbe confrontarmi con voi però :D
Proprio così!Citazione:
Originariamente postato da mausmaus
Ciao a tutti, ritorno dopo un po' d'assenza...
Io credo che la procedura per algoritmi sia la task analysis, no?
Per quanto riguarda il modello Superability/Minorability è quello del prof. Moderato?
Il Dott. Moderato è il nostro direttore
Citazione:
Originariamente postato da Fudomiyoo
Proprio così!
Il Dott. Moderato è il nostro direttore
Puoi spiegarci a grandi linee il suo modello?
Posso fare di meglio: vi posto in allegato un suo articolo
Grazie Mille :approved:
ciao ragazzi, sto cercando lavoro nella zona di Roma, con bambini affetti da autismo. qualcuno sa darmi qualche dritta? grazie
Citazione:
Originariamente postato da Fudomiyoo
A proposito della sindrome di Rett... scusate l'ignoranza, ma è vero che colpisce solo il genere femminile? In comunità da me c'è un maschio con quella diagnosi... bé però è una diagnosi probabilmente vecchia.
in realtà la sindrome di rett si manifesta soprattutto nelle donne e solo sporadicamente negli uomini, inoltre si suppone che i bambini siano affetti da una forma più grave e letale.
Comunque verrà tolta da DSM perché riconosciuta come sindrome genetica: nella prossima versione non la troveremo più tra i DGS!!Citazione:
Originariamente postato da Brisa
in realtà la sindrome di rett si manifesta soprattutto nelle donne e solo sporadicamente negli uomini, inoltre si suppone che i bambini siano affetti da una forma più grave e letale.
si, infatti, hai ragione.
Scusate, qualcuno di voi ha esperiena diretta di lavoro a contatto con bimbi autistici?
Mi interessa sapere se in questi bambini ci può essere una forma di teoria della mente esprimibile attraverso il capriccio. Ovvero se il fatto di fare intenzionamente qualcosa che dia fastidio all'adulto (e quindi in qualche modo cogliere le idee dell'altro) sia cmq incompatibile con la diagnosi di autismo.
Non ho molta esperienza diretta nel campo.
Grazie
io non ne sono certa anche se ci lavoro da anni....comunque a volte sembra proprio di si... :zott: la bimba che seguo spesso fa delle piccole cose che sa che non deve fare (tipo tirare gli elastici e i fili..) e se la guardo....lei li nasconde....
beh questa mi sembra una attività che cmq interessi la teoria della mente..sia pure accennataa ma credo proprio di si....tocca però vedere a che livelli può venir sviluppata..e soprattutto se puo' venir sviluppata!!!:)
Certo che si! Non so però se si tratta proprio di teoria della mente. Cerco di spiegarmi meglio: se il bambino (qualsiasi bambino) ha avuto esperienza che con il capriccio ottiene quello che vuole (ad esempio qualcosa da mangiare, sfuggire ad una situazione non piacevole ecc. ecc.), poi ripropone il capriccio per ottenere quella cosa! Tra l'altro se non si sta attenti, con l'autismo se si instaura questo meccanismo si rischiano comportamenti aggressivi verso se stessi e/o verso gli altri al fine di "essere lasciati in pace" o di ottenere quello che si vuole.Citazione:
Originariamente postato da Milena2005
Scusate, qualcuno di voi ha esperiena diretta di lavoro a contatto con bimbi autistici?
Mi interessa sapere se in questi bambini ci può essere una forma di teoria della mente esprimibile attraverso il capriccio. Ovvero se il fatto di fare intenzionamente qualcosa che dia fastidio all'adulto (e quindi in qualche modo cogliere le idee dell'altro) sia cmq incompatibile con la diagnosi di autismo.
Non ho molta esperienza diretta nel campo.
Grazie
Più che che un legame con la teoria della mente io trovo questo comportamento molto semplicemente giustificabile col rinforzo. Capriccio --> ottengo quello che voglio. Appena voglio qualcosa --> capriccio..
Tantè che se si smette di rinforzare questo comportamento non si manifesta più :dunno: