scusa gronchio . forse sono allucinata... ma di quale specializzaione parli? quella dopo la triennale o quella per diventare psicoterapeuta?
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scusa gronchio . forse sono allucinata... ma di quale specializzaione parli? quella dopo la triennale o quella per diventare psicoterapeuta?
Ciao a tutti,
Da una settimana sono graduate member della BPS, volevo raccontarvi la mia esperienza, spero possa esservi utile.
I documenti che ho prodotto sono stati i seguenti:
certificato di laurea in italiano
certificato degli esami sostenuti in italiano
application form che ho richiesto direttamente alla BPS, compilato attentamente
Curriculum vitae
Da notare: i primi due li ho fatti tradurre dal British Council (da spedire anche quelli in lingua italiana).
Consiglio: fatevi un'esperienza in Inghilterra e fatevi presentare da 2 psicologi iscritti. Risultato, la procedura sara' molto piu veloce.
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Corsi di specializzazione professionalizzanti (solo per chi ha la Graduate Basis for Registration, che viene conferita automaticamente se diventate membri della BPS. Ovviamente i laureati in Inghilterra che hanno seguito un corso di laurea accreditato dalla BPS sono automaticamente eligible for GBR, senza dover iscriversi per forza alla BPS. Forte no?):
Tutte le informazioni su questi corsi sono in funzione dell'area in cui volete specializzarvi. date un'occhiata qui http://www.bps.org.uk/careers/areas/areas_home.cfm
Tutti i corsi, qualunque sia la vostra scelta, prevedono che abbiate superato lo IELTS.
Se decidete di applicare per la specializzazione in Psicologia Clinica (D Clin Psy) sappiate che dovrete avere un background adeguato sia nella clinica (preferibilmente esperienze in UK) sia nella ricerca.
Grande soddisfazione per i fortunati: specializzazione pagata e destino segnato ("profumatamente").
Per riguarda la psicoterapia, le cose sono molto diverse rispetto alla realta' italiana. Mi spiego brevemente.
Generalmente, i corsi (possono essere o meno accreditati dalla BPS), sono tenuti dalle universita' che accettano solo specializzandi occupati nel campo della salute mentale, o richiedono di essere assunti in qualche dove nel corso del primo anno. Il motivo? chi non ha pazienti su cui lavorare e fare pratica non ha ragione di intraprendere un percorso di studio nel campo della psicoterapia. Il risultato? Nessun psicoterapeuta rusulta disoccupato (ma non ho dati ufficiali). Infine, la retta e' a carico dello studente, o se siete fortunati, del datore di lavoro.
Veniamo alla mia PERSONALE esperienza:
Ho madato mail a quasi tutti i direttori dei programmi in Clinical Psychology qui in inghilterra attraverso il sito della Clearing House http://www.leeds.ac.uk/chpccp/.
Che cosa ho chiesto, riassumendo fino all'osso? Presto detto: se fossi stato un candidato, mi avresti chiamato per l'intervista di selezione?
Mi hanno risposto quasi tutti dicendomi, sufficiente preparazione nella ricerca, ma sotto media in campo clinico.
Tradotto in soldoni, se avete svolto 6 mesi presso un dipartimento di psicologia in italia (con un manoscritto in preparazione) + 6 mesi di lavoro nel campo clinico (sempre in Italia) + 6 mesi di ricerca in Inghilterra, allora dovrete trovarvi un lavoro nella clinica in Inghilterra, altrimenti sembrerebbe che non si sia abbastanza competitivi.
Solo un'anima pia mi ha scritto che ho acquisito "valuable experience" (al che' ho iniziato a ballare la rumba), ma....
"our recommendation would be for you to gain a good knowledge of our health care system in the UK".
Concludendo:
Non e' impossibile espatriare ma bisogna sapere a cosa si va incontro. Nel mio caso devo lavorare ancora un sulla lingua e sulla esperienza clinica. Ma il GRANDE problema per chi vuole espatriare lavorando come psicologo e' la lingua; nel nostro lavoro e' fondamentale, non siamo ricercatori, ci chiederanno di fare anche quello, ma non staremo la maggior parte del tempo davanti ad un pc chiedendoci il perche' del priming semantico; dovremo lavorare con le persone, creare relazioni empatiche e capire il linguaggio in tutte le sue sfumature (abbastanza banale dirlo a psicologi, pardon). Pertanto ci vuole tempo, e non sono certo che in 6 mesi si sia pronti, ma ovviamente tutto dipende dalla persona, motivazioni, etc...ma come ho spiegato all'inizio, questa e' solo la mia personale esperienza (statisticamente non significativa quindi ;))
All the best!!!
Valentino
p.s. ho saputo che il governo e' caduto!! mamma mia come siamo messi male
Lavoro a Lancaster.Citazione:
Originariamente postato da cortex78
Shiren,
dove lavori di bello?
Io sono a York, sto terminando il tirocinio ed intanto ho mandato tutti i documenti alla BPS, speriamo.
Sinceramente, come ti trovi qui in Inghilterra?
Saluti,
Valentino
Per rispondere alla seconda domanda, beh, dato che hai specificato sinceramente devo ammettere che, nonostante qua in UK mi trovi bene (ci ho fatto anche l'erasmus), se dovessi scegliere tornerei in Italia al volo.
Non fraintendermi, qua ho buoni amici, un buon lavoro, buone prospettive etc.. ma qualora in italia avessi la possibilità di trovare un lavoro decente, tornerei subito.
Non che si viva male "quassù" ma la qualità della vita in generale, per me, ovviamente, è più alta in Italia.
In soldoni, le cose negative sono la pioggia costante (il primo mese è romantico e tutto ma alla lunga stanca), la vita sociale basata sul Pub, i negozi che chiudono alle 5, gli "Yobs", la pioggia costante, la costante pioggia...
Certo che dal punto di vista lavorativo è tutta un'altra musica rispetto all'Italia.
E tu come ti trovi? da quel sinceramente che hai usato sospetto qualcosa.
In quanto a quello che hai scritto dopo sulla llingua, hai super ragione. Per fare lo psicologo, se sei straniero, loro pretendono che la conoscenza della lingua sia come quella di un nativo.
In breve bisogna essere capaci di capire TUTTO quello che ci viene detto ( e con certi accenti, o con pazienti non proprio tranquillissimi non è sempllice) e allo stesso tempo essere in grado di comunicare in modo appropriato.
Per arrivare a questo, ovviamente ci vuole il suo bel tempo!
Quindi, dal mio punto di vista, la vedo dura partire con l'idea di fare attività clinica subito, senza avere una conoscenza perfetta della lingua: si rischierebbero grosse delusioni!
Infatti qua il CV lo spulciano, non come in Italia dove tutti possono permettersi di scrivere "Conoscenza Lingua Inglese: Ottima", tanto nessuno controlla.
Molto meglio farsi un pò di pratica linguistica in loco (vale più di 10000 corsi fatti in Italia) e poi, quando si è pronti, provare nel campo Mental Health!
Hey,Citazione:
Originariamente postato da Shiren75
Lavoro a Lancaster.
Per rispondere alla seconda domanda, beh, dato che hai specificato sinceramente devo ammettere che, nonostante qua in UK mi trovi bene (ci ho fatto anche l'erasmus), se dovessi scegliere tornerei in Italia al volo.
Non fraintendermi, qua ho buoni amici, un buon lavoro, buone prospettive etc.. ma qualora in italia avessi la possibilità di trovare un lavoro decente, tornerei subito.
Non che si viva male "quassù" ma la qualità della vita in generale, per me, ovviamente, è più alta in Italia.
In soldoni, le cose negative sono la pioggia costante (il primo mese è romantico e tutto ma alla lunga stanca), la vita sociale basata sul Pub, i negozi che chiudono alle 5, gli "Yobs", la pioggia costante, la costante pioggia...
Certo che dal punto di vista lavorativo è tutta un'altra musica rispetto all'Italia.
E tu come ti trovi? da quel sinceramente che hai usato sospetto qualcosa.
Perfettamente in sintonia con cio' che hai postato.
Figurati che dovendo scegliere tra una posizione di research assistant a York (pagata) e la prospettiva di iniziare una specializzazione clinica al san raffaele (pagando!), ho tuttora dei dubbi: forse varrebbe la pena tornare in Italia?!
Pertanto il tuo sospetto, se l'ho interpretato in modo corretto, risulta fondato.
Ancora in sintonia sulle tue riflessioni sulla natura della vita extralavorativa: pub, pint, pub and pint e ancora...pub.
Ma devo puntualizzare: se avessi la padronanza della lingua come un "indigeno" (leggi: nativo inglese), forse sarei piu' positivo (leggi: consapevole di poter competere allo stesso livello con i madrelingua nelle selezioni per i jobs in campo clinico).
Perche' nel campo della ricerca, e forse non lo si e' sottolineato abbastanza, le cose sono molto piu' semplici.
Pertanto il mio personale consiglio e': volete espatriare?
Bene.
Domandatevi. Che cosa mi interessa?
Mi piace la ricerca!
Allora non e' importante avere una competenza linguistica a livello proficiency. E molto probabilmente otterrai successi nel breve periodo (per esempio io sono qui da 5 mesi e mi hanno offerto una posizione)
No io preferisco la clinica!
Allora a meno che tu non abbia una competenza proficiency sara' mooolto dura trovare lavoro in campo clinico e pertanto dovrai aspettarti successi nel lungo periodo; parlo di almeno 1 anno o 1 anno e mezzo, ma qui dipende ovviamente dal livello di partenza e dalla tua/mia tenacia nel lavorare e studiare (inglese) contemporaneamente.
Spero che queste info, forse meno spendibil a livello pratico, possano essere d'aiuto a tutti.
Bye,
Valentino
[Originariamente postato da cortex78 ]
Citazione:
[Perche' nel campo della ricerca, e forse non lo si e' sottolineato abbastanza, le cose sono molto piu' semplici.]
Cosa intendi per più semplici?
A me la ricerca è sempre piaciuta non per niente ho scelto l'indirizzo sperimentale del vecchio ordinamento!
Sai darmi qualche informazione in merito?
Conosci links che ricercano questa figura?
Bisogna avere ulteriore esperienza oltre a quella accademica?
:help:
Ti sto sommergendo di domande, ma finora non se ne è parlato molto e non conosco molto di come funziona in UK.
Grazie :ciao:
Semplicemente per dirti che ti straquoto su tutto: non c'è una riga che non condivida.Citazione:
Originariamente postato da cortex78
Hey,
Perfettamente in sintonia con cio' che hai postato.
Figurati che dovendo scegliere tra una posizione di research assistant a York (pagata) e la prospettiva di iniziare una specializzazione clinica al san raffaele (pagando!), ho tuttora dei dubbi: forse varrebbe la pena tornare in Italia?!
Pertanto il tuo sospetto, se l'ho interpretato in modo corretto, risulta fondato.
Ancora in sintonia sulle tue riflessioni sulla natura della vita extralavorativa: pub, pint, pub and pint e ancora...pub.
Ma devo puntualizzare: se avessi la padronanza della lingua come un "indigeno" (leggi: nativo inglese), forse sarei piu' positivo (leggi: consapevole di poter competere allo stesso livello con i madrelingua nelle selezioni per i jobs in campo clinico).
Perche' nel campo della ricerca, e forse non lo si e' sottolineato abbastanza, le cose sono molto piu' semplici.
Pertanto il mio personale consiglio e': volete espatriare?
Bene.
Domandatevi. Che cosa mi interessa?
Mi piace la ricerca!
Allora non e' importante avere una competenza linguistica a livello proficiency. E molto probabilmente otterrai successi nel breve periodo (per esempio io sono qui da 5 mesi e mi hanno offerto una posizione)
No io preferisco la clinica!
Allora a meno che tu non abbia una competenza proficiency sara' mooolto dura trovare lavoro in campo clinico e pertanto dovrai aspettarti successi nel lungo periodo; parlo di almeno 1 anno o 1 anno e mezzo, ma qui dipende ovviamente dal livello di partenza e dalla tua/mia tenacia nel lavorare e studiare (inglese) contemporaneamente.
Spero che queste info, forse meno spendibil a livello pratico, possano essere d'aiuto a tutti.
Bye,
Valentino
Dal punto di vista lavorativo si sta gran meglio che in italia, non c'è proprio paragone.
Però che nessuno si aspetti una Terra Promessa o un nuovo Eldorado.
Ciao Alessandra,Citazione:
Originariamente postato da alessandra
[Originariamente postato da cortex78 ]
Cosa intendi per più semplici?
A me la ricerca è sempre piaciuta non per niente ho scelto l'indirizzo sperimentale del vecchio ordinamento!
Sai darmi qualche informazione in merito?
Conosci links che ricercano questa figura?
Bisogna avere ulteriore esperienza oltre a quella accademica?
:help:
Ti sto sommergendo di domande, ma finora non se ne è parlato molto e non conosco molto di come funziona in UK.
Grazie :ciao:
Cerchero' di risponderti sulla base della mia esperienza, pertanto dovro' restringere il campo non parlando della ricerca in generale ma delle neuroscienze cognitive, e, in particolare, la ricerca per mezzo delle neuroimmagini funzionali.
Una premessa importante: io ho potuto offrirmi come tirocinante non pagato, senza soffrire eccesivi cali di autostima; tirocinio non pagato in italia o tirocinio non pagato all'estero? Mi sono buttato sulla seconda ipotesi.
Rispondo subito alla tua ultima domanda:
non so se interpreto correttamente la tua frase "ulteriore esperienza oltre a quella accademica". Intendi esperienza oltre il percorso di studi? Sinceramente non so risponderti in modo assoluto; io nel primo semestre del mio tirocinio ho svolto attivita' di ricerca e, nello stesso tempo attivita' clinica, ma non so dirti se mi avrebbero tenuto in considerazione se non avessi avuto alcuna esperienza di ricerca. Ma posso ipotizzare che non sia molto importante e comunque fossi in te proverei ugualmente.
Detto questo.
Come mi sono mosso?
Prima cosa ho identificato le universita' che avevano le facilities per questo tipo di ricerca (in UK ed in USA) e tra questi ho selezionato quelli in cui lavoravano professori con interessi di ricerca compatibili con i miei.
Ho spedito email a tappeto offrendomi per un semestre di tirocinio e spiegando a grandi linee i miei interessi e talvolta sollevando qualche quesito di ricerca che li stuzzicasse.
Risultato: taaanti rifiuti, ma diverse opportunita':
York, Londra, New York, e Chicago.
Ho scelto York per diverse ragioni che nn ti sto a spiegare.
Tieni conto che per partire in settembre 2006 ho iniziato a mandare mail da dicembre 2005!
Una cosa abbastanza importante sono le referenze; le richiedono tutti. Di conseguenza trova qualcuno (relatore, datore di lavoro) che sia disponibile a scrivere per te una lettera di presentazione.
Non preoccuparti di risultare Einstein, loro vogliono sapere solo se sei una persona affidabile. I risultati li valuteranno poi loro sul campo nel momento in cui inizierai.
Ora posso parlare piu' in generale, conseguentemente tali info sono applicabili al campo "ricerca in UK".
Per quanto riguarda le posizioni ufficiali, quelle per cui quindi devi sostenere una selezione prevedono quasi tutte o che tu abbia un dottorato o che tu voglia iniziarne uno da loro.
MA le borse di studio per i cittadini europei nella maggior parte dei casi, coprono solo la retta, anche se molto spesso, sono disponibili altre forme di funding support che variano di caso in caso, di solito sono posizioni di research assistant. Tieni conto che, molto probabilmente, il percorso di formazione diventera' Phd Part-Time, che concluderai in circa 6 anni piuttosto che in 3.
Non esiste un esame vero e proprio per entrare ma una selezione attraverso intervista dove ti valuteranno a 360 gradi. L'iter e': vai sul sito del dipartimento, vedi l'area di ricerca che ti interessa, scegli una rosa (da 1 a 4) possibili supervisori per il tuo progetto di ricerca, li contatti e gli spieghi le tue mirabolanti idee. Successivamente se il professore e' disponibile a supervisionarti (sei a buon punto), inserirai il suo nome nell'application form.
In questo caso le referenze sono molto importanti, non vogliono sapere solo se sei affidabile ma vogliono capire se sarai produttivo a livello accademico. Pertanto i tuoi referees (almeno 2) devono scriverti delle "belle " lettere di referenza. Ovviamente il "peso specifico" delle referenze, generalmente, cambia a seconda di chi scrive: se un tuo referee e' Alan Baddley e tu vuoi fare ricerca sulla memoria, va da se' che avrai moooolte piu' chance rispetto ad altri candidati.
Infine tengono anche conto anche dei precedenti risultati accademici (ma meno delle referenze) e di eventuali pubblicazioni.
Ovviamente, lo IELTS (almeno 6.5) e' indispensabile
Pertanto il mio consiglio (qui parlo del mio caso in particolare e qui puoi capire cosa intendevo per "se vuoi fare ricerca le cose sono molto piu' semplici"): inizia come tirocinante (se ti prendono e' perche' vedono in te del potenziale), poi ti chiederanno: che cosa vuole fare? Perche' non fa qualcosa da noi? Se sei titubante perche' ti sei accorto che la ricerca fine a se stessa (leggi pura) non ti rende un uomo felice, ti diranno, ma perche' non resta ancora un po' da noi? Le diamo un po' di soldi. Quanto vorrebbe?
Tieni inoltre conto poi che faresti il Phd nello stesso posto dove hai fatto il tirocinio, dove le referenze te le fa la stessa persona che poi ti supervisionera' e che e' conosciuta dal panel che ti valutera'...fatti i tuoi conti.
Spero di esserti stata utile,
Valentino
Ciao Alessandra,Citazione:
Originariamente postato da alessandra
[Originariamente postato da cortex78 ]
Cosa intendi per più semplici?
A me la ricerca è sempre piaciuta non per niente ho scelto l'indirizzo sperimentale del vecchio ordinamento!
Sai darmi qualche informazione in merito?
Conosci links che ricercano questa figura?
Bisogna avere ulteriore esperienza oltre a quella accademica?
:help:
Ti sto sommergendo di domande, ma finora non se ne è parlato molto e non conosco molto di come funziona in UK.
Grazie :ciao:
Cerchero' di risponderti sulla base della mia esperienza, pertanto dovro' restringere il campo non parlando della ricerca in generale ma delle neuroscienze cognitive, e, in particolare, la ricerca per mezzo delle neuroimmagini funzionali.
Una premessa importante: io ho potuto offrirmi come tirocinante non pagato, senza soffrire eccesivi cali di autostima; tirocinio non pagato in italia o tirocinio non pagato all'estero? Mi sono buttato sulla seconda ipotesi.
Rispondo subito alla tua ultima domanda:
non so se interpreto correttamente la tua frase "ulteriore esperienza oltre a quella accademica". Intendi esperienza oltre il percorso di studi? Sinceramente non so risponderti in modo assoluto; io nel primo semestre del mio tirocinio ho svolto attivita' di ricerca e, nello stesso tempo attivita' clinica, ma non so dirti se mi avrebbero tenuto in considerazione se non avessi avuto alcuna esperienza di ricerca. Ma posso ipotizzare che non sia molto importante e comunque fossi in te proverei ugualmente.
Detto questo.
Come mi sono mosso?
Prima cosa ho identificato le universita' che avevano le facilities per questo tipo di ricerca (in UK ed in USA) e tra questi ho selezionato quelli in cui lavoravano professori con interessi di ricerca compatibili con i miei.
Ho spedito email a tappeto offrendomi per un semestre di tirocinio e spiegando a grandi linee i miei interessi e talvolta sollevando qualche quesito di ricerca che li stuzzicasse.
Risultato: taaanti rifiuti, ma diverse opportunita':
York, Londra, New York, e Chicago.
Ho scelto York per diverse ragioni che nn ti sto a spiegare.
Tieni conto che per partire in settembre 2006 ho iniziato a mandare mail da dicembre 2005!
Una cosa abbastanza importante sono le referenze; le richiedono tutti. Di conseguenza trova qualcuno (relatore, datore di lavoro) che sia disponibile a scrivere per te una lettera di presentazione.
Non preoccuparti di risultare Einstein, loro vogliono sapere solo se sei una persona affidabile. I risultati li valuteranno poi loro sul campo nel momento in cui inizierai.
Ora posso parlare piu' in generale, conseguentemente tali info sono applicabili al campo "ricerca in UK".
Per quanto riguarda le posizioni ufficiali, quelle per cui quindi devi sostenere una selezione prevedono quasi tutte o che tu abbia un dottorato o che tu voglia iniziarne uno da loro.
MA le borse di studio per i cittadini europei nella maggior parte dei casi, coprono solo la retta, anche se molto spesso, sono disponibili altre forme di funding support che variano di caso in caso, di solito sono posizioni di research assistant. Tieni conto che, molto probabilmente, il percorso di formazione diventera' Phd Part-Time, che concluderai in circa 6 anni piuttosto che in 3.
Non esiste un esame vero e proprio per entrare ma una selezione attraverso intervista dove ti valuteranno a 360 gradi. L'iter e': vai sul sito del dipartimento, vedi l'area di ricerca che ti interessa, scegli una rosa (da 1 a 4) possibili supervisori per il tuo progetto di ricerca, li contatti e gli spieghi le tue mirabolanti idee. Successivamente se il professore e' disponibile a supervisionarti (sei a buon punto), inserirai il suo nome nell'application form.
In questo caso le referenze sono molto importanti, non vogliono sapere solo se sei affidabile ma vogliono capire se sarai produttivo a livello accademico. Pertanto i tuoi referees (almeno 2) devono scriverti delle "belle " lettere di referenza. Ovviamente il "peso specifico" delle referenze, generalmente, cambia a seconda di chi scrive: se un tuo referee e' Alan Baddley e tu vuoi fare ricerca sulla memoria, va da se' che avrai moooolte piu' chance rispetto ad altri candidati.
Infine tengono anche conto anche dei precedenti risultati accademici (ma meno delle referenze) e di eventuali pubblicazioni.
Ovviamente, lo IELTS (almeno 6.5) e' indispensabile
Pertanto il mio consiglio (qui parlo del mio caso in particolare e qui puoi capire cosa intendevo per "se vuoi fare ricerca le cose sono molto piu' semplici"): inizia come tirocinante (se ti prendono e' perche' vedono in te del potenziale), poi ti chiederanno: che cosa vuole fare? Perche' non fa qualcosa da noi? Se sei titubante perche' ti sei accorto che la ricerca fine a se stessa (leggi pura) non ti rende un uomo felice, ti diranno: ma perche' non resta ancora un po' da noi? Le diamo un po' di soldi. Quanto vorrebbe?
Considera poi che faresti il Phd nello stesso posto dove hai fatto il tirocinio, dove le referenze te le fa la stessa persona che poi ti supervisionera' e che e' conosciuta dal panel che ti valutera'...fatti i tuoi conti.
Spero di esserti stata utile,
Valentino
p.s. Shiren, se capito a lancaster te lo faccio sapere, cosi ci beviamo qualcosa (no birra!!)
cortex scusa, a livello pritico come hai fatto a selezionare le università che avevano facilities per un determinato ambito di ricerca..
Ciao,anche a me piacerebbe partire.....ho fatto tutto il nostro solito iter,ma dopo l'esame di stato mi sono fermata,proprio perchè mi pesa il pensiero di stare qui 4 o 5 anni bloccata da una scuola di specializzazione che non mi decido a fare..
Ma uno deve sapere bene la lingua vero?a me piace la spagna e l'inghilterra ma piu che altro so il francese.e quindi mi chiedo:per lavorare all'estero nel nostro campo uno deve prima imparare bene la lingua stando sul posto magari facendo altri lavoretti o ci si butta direttamente nella psicologia?mi immagino fare certe figuracce...sempre se trovo il coraggio di partire e lasciare tutto!
Ciao a tutti. L'argomento trattato è per me di grande interesse, dopo aver letto i vostri messaggi ho pensato di darmi una mossa e di organizzarmi per "emigrare". Leggo però, con una nota di tristezza e di disappunto, che coloro che sono andati via, se potessero, tornerebbero in Italia!!! Ma avete già dimenticato la situazione lavorativa di m.... che c'è nella terra del sole e del mare e .... basta?!
Ciao Monica,Citazione:
Originariamente postato da 27monica
Leggo però, con una nota di tristezza e di disappunto, che coloro che sono andati via, se potessero, tornerebbero in Italia!!! Ma avete già dimenticato la situazione lavorativa di m.... che c'è nella terra del sole e del mare e .... basta?!
potrei risponderti elencandoti tutto cio' che qui in Inghilterra, A MIO PARERE, non e' compatibile con la MIA idea di vita.
Ma se rispondessi in questo modo, di fatto, renderei legittimo cio' che hai postato.
Credo che sia fuori luogo NON perche' esprime una diversa opinione, ma per il giudizio di valore che afferma. Di fatto il tuo disappunto esprime un giudizio di valore, negativo suppongo, sulle opinioni mie e di Shiren che riguardano soprattutto la vita non lavorativa, e ripeto la vita extralavorativa, qui in Inghilterra.
Inoltre, non abbiamo dimenticato la situazione lavorativa in italia, altrimenti saremmo tornati, non credi?
Tirando le somme: sui gusti personali si dovrebbe sindacare poco.
E, per concludere, ti ripeto, non mi piace vivere in Inghilterra.
Ok, provi disappunto.
E non mi piacciono neanche i broccoli! E Magari a te si.
"Disappuntata" anche per questo?
Un abbraccio,
Valentino
Presto detto: a me piace la branca che si occupa della social neuroscience,Citazione:
Originariamente postato da cinzia
cortex scusa, a livello pritico come hai fatto a selezionare le università che avevano facilities per un determinato ambito di ricerca..
ho inserito questa chiave di ricerca.
In altri casi ho utilizzato semplicemente neuroimaging center ed altre chiavi simili, ho utilizzato anche la graduatoria delle migliori uni inglesi tramite il guardian. Altre volte leggendo gli articoli mi andavo a vedere dove lavoravano gli autori. Una tecnica utile e' stata di cercare chi offriva un dottorato in neuroscienze cognitive e cosi' via.
Spero di esserti stato utile,
Valentino
Una domanda per quanto riguarda le referenze... so che in britain è usanza chiedere le 2 lettere di referenze, e non avrei problemi ad ottenerle dai miei "datori di lavoro" (virgolettati perchè se mi dessero davvero da lavorare non sarei qui a pensare di emigrare!) o tutor del tirocinio... il problema è che nessuno di loro sa una parola di inglese, quindi nel caso venissero contatti per confermare quanto scritto nelle lettere non capirebbero un'acca!
Voi che avete esperienze: i datori di lavoro lì chiamano sempre i referees o qualche volta si limitano a leggere le lettere?
grazie, e un bacio a chi sta all'estero e convive con la nostalgia di casa, la voglia di sole, di pasta, di calore umano, etc...: conosco la sensazione e vi capisco!
Citazione:
Originariamente postato da 27monica
Ciao a tutti. L'argomento trattato è per me di grande interesse, dopo aver letto i vostri messaggi ho pensato di darmi una mossa e di organizzarmi per "emigrare". Leggo però, con una nota di tristezza e di disappunto, che coloro che sono andati via, se potessero, tornerebbero in Italia!!! Ma avete già dimenticato la situazione lavorativa di m.... che c'è nella terra del sole e del mare e .... basta?!
Velocissimo dato che sono in pausa al lavoro.
Non mi sono dimenticato, come potrei, della situazione che ho lasciato in Italia. Me li ricordo bene i tanti CV mandati e le poche patetiche risposte.
Detto questo, personalmente, cerco sempre di essere onesto con me stesso. Ciò include avere uno sguardo critico sulla realtà che ti circonda. E questa non è costituita solo dal lavoro.
Sicuramente sarebbe più semplice vivere da "entusiasta", sull'onda di un lavoro che mi piace e le prospettive di carriera, eliminando selettivamente tutti quegli altri aspetti che non risultano altrettanto positivi.
Niente di più stupido.
Specialmente dato che non si tratta di cose grossolane come "mi manca il cielo blu, lo mare la pizza e il mandolino"; i tempi degli emigranti alla Mario Merola sono andati.
Si tratta di elementi più profondi e strettamente concatenati che influiscono sullo stile/qualità della vita di un individuo.
Personalmente mi sono integrato bene con gli inglesi e la società inglese: conosco la loro lingua e la loro cultura, ho amici, una casa, buoni rapporti con l'altro sesso e quindi in teoria nonmi manca niente.
Ed invece non è così: i ritmi di vita sono diversi, la vita sociale è scandita da tempi e luoghi diversi, il clima è diverso, persino la luce lo è. E tutti questi "dettagli" li ho capiti, accettati e mi ci sono adattato.
Però resta il fatto che adattarsi ed integrarsi in un determinato contesto non significa per forza l'accettazione passiva ed acritica di quest'ultimo.
Ed è questo che mi fa dire che se potessi tornerei in Italia.
ciaoo, a Giugno vorrei partire per l'estero..non so ancora la meta...chi si vuole unire???Siamo già in due...
Citazione:
Originariamente postato da cortex78
Ciao Monica,
potrei risponderti elencandoti tutto cio' che qui in Inghilterra, A MIO PARERE, non e' compatibile con la MIA idea di vita.
Ma se rispondessi in questo modo, di fatto, renderei legittimo cio' che hai postato.
Credo che sia fuori luogo NON perche' esprime una diversa opinione, ma per il giudizio di valore che afferma. Di fatto il tuo disappunto esprime un giudizio di valore, negativo suppongo, sulle opinioni mie e di Shiren che riguardano soprattutto la vita non lavorativa, e ripeto la vita extralavorativa, qui in Inghilterra.
Inoltre, non abbiamo dimenticato la situazione lavorativa in italia, altrimenti saremmo tornati, non credi?
Tirando le somme: sui gusti personali si dovrebbe sindacare poco.
E, per concludere, ti ripeto, non mi piace vivere in Inghilterra.
Ok, provi disappunto.
E non mi piacciono neanche i broccoli! E Magari a te si.
"Disappuntata" anche per questo?
Un abbraccio,
Valentino
Sorry!
Non voleva essere un attacco o una messa in discussione delle tue opinioni. E' solo che sono talmente delusa dalla situazione lavorativa italiana che.... lasciamo perdere. Vorrei, invece, che mi aiutaste a capire meglio la situazione di vita all'estero per avere maggiori elementi sui quali decidere in merito al trasferimento.
Grazie e abbracci
vi posto delle info che ho ricevuto sul social worker magari qlc è interessato..
Shiren il supporter worker ha anche le mansioni dell'assistente di base>?
455§ Regno Unito: il settore sociale
di Gianluigi Rago *
Negli ultimi anni il governo laburista di Tony Blair ha dedicato grande attenzione al settore sociale che in precedenza era stato a lungo trascurato. Progetti per inserire i disoccupati di lunga durata e i giovani, ristrutturazione di case di riposo e ospedali, integrazione di immigrati: queste sono alcune delle attività avviate.
Questa politica ha portato ad un notevole aumento dei posti di lavoro nel settore sociale, che sta tuttora proseguendo, ma trova un ostacolo rilevante nel fatto che non è disponibile in numero sufficiente il personale specialistico. Attualmente sono scoperti molti posti nel settore sociale: il 10% a livello nazionale e addirittura il 20% nella sola Londra. Motivo più che valido per dare un'occhiata non distratta a questo ambito, che potrebbe essere un valido approdo per personale qualificato proveniente dall'Italia.
Nel caso dell'assistente sociale (social worker) il lavoro non si distingue da quello in Italia: aiuta famiglie in stato di bisogno e persone in difficoltà (afflitte da HIV/AIDS, da problemi mentali, ex-detenuti, anziani, giovani in disagio, ecc); collabora con medici, infermieri, psichiatri, scuole, polizia, enti sociali, tribunali, ecc. per trovare soluzioni alle singole situazione problematiche.
Per svolgere le mansioni l'operatore deve disporre di pazienza e maturità, saper parlare bene e ascoltare, essere disponibile ad aiutare e avere una notevole saldezza psichica per resistere ai problemi cui deve far fronte.
Deve anche sapersi destreggiare bene tra le scartoffie, dato che nel settore sociale la burocrazia continua a crescere: a fini di trasparenza e di controllo i dirigenti richiedono una documentazione sempre più dettagliata di ogni attività.
L'orario di lavoro non è sempre regolare, può essere anche notturno e festivo. L'operatore si muove tra uffici, visite domestiche, centri diurni e ospedali.
Chi è al primo impiego può aspettarsi una retribuzione tra £15,000 e £22,000. (secondo il tipo e il luogo di lavoro: a Londra si prende tra il 20 e il 30% in più - il cosiddetto "London Weighing" - per compensare il più elevato costo della vita). Chi ha esperienza raggiunge uno stipendio tra £22,000 e £28,000.
Requisiti
In generale chi accarezza l'idea di trasferirsi oltremanica deve essere in possesso di diploma o laurea in servizi sociali, buone referenze e buon livello d'inglese; sono titoli preferenziali l'esperienza di almeno due anni, la specializzazione e l'iscrizione al General Social Care Council (GSCC).
Da quando nel 2001 è stato creato il General Social Care Council (GSCC), il settore sociale va verso una sempre maggiore standardizzazione anche in termini di formazione. Se in passato era sufficiente una qualifica professionale (Diploma in Social Work - DipSW), questa gradualmente viene sostituita da un corso di laurea della durata di 3 anni.
Per essere assunti da un datore di lavoro pubblico o privato, dal 2004 serve anche la registrazione (costo £155 ) come "social worker" presso il GSCC. Con questo atto viene certificata l'equipollenza della qualifica raggiunta all'estero. Come il GSCC (www.gscc.uk.org, per l'Inghilterra) ci sono altri enti di registrazione nel Galles (www.ccwales.org.uk), in Scozia (www.sssc.uk.com) e nell'Irlanda del Nord (www.niscc.info).
Attualmente oltre 26.000 "social worker" sono impiegati nelle varie situazioni lavorative. Il numero aumenterà sicuramente nei prossimi anni visto che i problemi sociali non tendono a scendere.
Indirizzi utili
www.socialworkcareers.co.uk
Sito governativo sulle possibilità di carriera nel settore sociale.
www.LGjobs.com
I posti di lavori nelle amministrazioni locali del Regno Unito.
www.rec.co.uk
The Recruitment and Employment Confederation (REC) riunisce le agenzie di reclutamento. Tramite il sito si può fare una ricerca delle agenzie attive nel settore sociale (solo a Londra ce ne sono più di 50).
www.careandhealth.com
Informazioni sui posti liberi e su tutte le istituzioni di formazione in Inghilterra.
www.community-care.co.uk
La principale rivista del settore con ampia copertura delle questioni professionali e delle opportunità di lavoro.
http://jobs.guardian.co.uk/
Le offerte pubblicate sul quotidiano "Guardian"
www.compassjobsfair.com
Compass organizza ogni anno nel Regno Unito varie fiere dedicate al settore sociale. Vi si presentano decine di organizzazioni: amministrazioni locali, enti non profit, aziende private. Seminari collaterali danno una visione completa del settore e delle possibilità di carriera. Compass pubblica anche una "careers guide" del settore, corredata da informazioni sulla ricerca del lavoro, sulla formazione e sull'aggiornamento professionale.
Le prossime fiere
London Jobs Fair
4 dicembre 2006
Novotel Hammersmith
Northern Jobs Fair
26 aprile 2007
The Royal Armouries, Leeds
www.ucas.co.uk
Ente responsabile dell'iscrizione all'università.
www.dfes.gov.uk
Sito governativo per informazioni sulle qualifiche professionali "National Vocational Qualifications".
www.basw.co.uk
L'associazione professionale del settore "British Association of Social Workers (BASW)"
www.unison.org.uk
Unison è il sindacato più grande, con forte radicamento nel settore sociale.
www.careers-partnership-uk.com
Consulenza sulla carriera professionale per privati, a pagamento.
www.jobcentreplus.gov.uk
Sito dell'ufficio di collocamento inglese, permette di cercare posti in tutto il territorio.
www.worktrain.gov.uk
Nella sezione 'health and care' si trovano informazioni dettagliate su professioni nel sociale e nella sanità, posti liberi e possibilità di studio.
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* Gianluigi Rago opera da oltre 10 anni nel settore della mobilità internazionale. Scrive su Lavoronotizie, l'unica rivista italiana dedicata a questioni di lavoro, stage, formazione e volontariato all'estero. Per l'abbonamento cliccare qui.
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5 - 8 marzo 2007
http://pugliaimpiego.it
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Nel numero 03/2007
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scusate se la faccio fuori dal vaso, ma sono stata alcuni giorni in svizzera e una amica che ho conosciuto lì, che tra l'altro è insegnnte di sostegno, mi diceva che nella svizzera italiana gli psicologi hanno ancora abbastanza spazio; mi diceva, tuttavia, che non capisce il motivo per cui gli psicologi italiani per esempio residenti a milano o giù di lì, non invadano a valanga la zona, vista la vicinanza.Qualcuno sa dirmi qualcosa di più e se la mia amica è ben informata?
Ciao cortex76
Beh che dire :30: e lode... per la magnifica spiegazione!
Da quello che scrivi mi sembra quindi importante nel momento in cui ti proponi presentare un progetto di ricerca e avere già delle referenze a disposizione.
Un'altra curiosità che avevo era sapere se è essenziale la conoscenza di programmi statistici al computer, perchè questa proprio mi manca. Inoltre mi sembra di capire che non ci siano indirizzi internet specifici a cui far riferimento, ma piuttosto diverse modalità di ricerca.
[Originariamente postato da cortex78]
[Una premessa importante: io ho potuto offrirmi come tirocinante non pagato, senza soffrire eccesivi cali di autostima; tirocinio non pagato in italia o tirocinio non pagato all'estero? Mi sono buttato sulla seconda ipotesi.]
Lo farei anch'io l'unico problema è che il tirocinio l'ho già fatto e ora come ora dovrei lasciare un lavoro retribuito, anche se da educatrice, per trasferirmi in un altro stato senza uno straccio di stipendio. :( :confused:
Grazie ancora per i numerosi e dettagliati consigli che mi hai dato.
Che fatica rileggere tutto e prendere una marea di appunti......grazie a mony, a cinzia, a shiren, a tutti gli altri che stanno dando dei concreti contributi alla discussione...
Ho scaricato da internet l'application form alla BPS ma da quando avete parlato delle altre associazioni ho le idee più confuse. Vi chiedo di nuovo (magari Shiren può darmi una mano?) se secondo voi, avendo praticamente finito la scuola di specializzazione in psicoterapia, potrei avere qualche chance per le altre associazioni...insomma, a quale sarebbe meglio rivolgersi? Oppure do il via alla burocrazia come avete fatto in molti e cerco di arrivare in qualche modo al chartered registration?
Una ragazza che ho conosciuto tempo fa e che lavora a Birmingham sosteneva che la specializzazione in psicoterapia (si si, proprio i 4 anni dopo laurea, tirocini vari, esame di stato, ecc.) non aveva valore, per questo lei ha iniziato i 3 anni lì (credo il clinical doctorate....come ha fatto ad entrare, non lo so).
Che confusione.
Ma soprattutto mi avete messo in crisi con il "syllabus".. Dove vado a chiedere informazioni? Direttamente dal preside? La segreteria studenti a Roma...per quel che mi ricordo ...si metterebbe a ridere.
Infine, c'è qualcuno di Roma che vuole unire le forze per sostenerci a vicenda?
Mi sto preparando per dare l'advanced al british council...che dite?
Grazie mille e...shiren, forse stando lì mi sai dare qualche consiglio in più, non vorrei proprio buttare nel cestino i 4 anni di specializz...
Baci baci...a prestissimo..scusate la tempesta di domande.
ASPETTI OGGETTIVI:Citazione:
Originariamente postato da 27monica
Sorry!
Non voleva essere un attacco o una messa in discussione delle tue opinioni. E' solo che sono talmente delusa dalla situazione lavorativa italiana che.... lasciamo perdere. Vorrei, invece, che mi aiutaste a capire meglio la situazione di vita all'estero per avere maggiori elementi sui quali decidere in merito al trasferimento.
Grazie e abbracci
Le opportunità di lavoro sono buone ma bisogna considerare 2 condizioni:
1) la voglia di fare gavetta iniziando anche da lavori nel campo della salute mentale non propriamente da psicologi
2)nel campo clinico, occorre una conoscenza della lingua "da nativo". Comprensione e produzione lingustica non solo devono essere corrette e ricche ma devono anche poter funzionare insimultanea. Se uno ci parla non si posono attendere quella manciata di secondi per rispondere!
Piccolo Stupido Test: se potete, sintonizzatevi su un canale uk e guardatevi un pezzo di un talk show qualsiasi (li c'è l'inglese vero che non è quello della BBC!!). Se non riuscite a capire tutto quello che dicono, allora, significa che c'è un problema e conviene ripensare ai tempi della partenza.
ASPETTI SOGGETTIVI:
Lo stile di vita.
E' sicuramente molto diverso dall'Italia e devo dire che personalmente non lo apprezzo particolarmente. Quando ero qua in erasmus era tutto diverso: tanto tempo libero, tante feste tante gite e quindi il divertimento era assicurato.
Da alvoratore è un pò diverso: generalmente si finisce di lavorare alle 5 e in contemporanea c'è la chiusura dei negozi. Il centro città inizia a svuotarsi e gli unici posti popolati sono i Pub.
Difficile che "ci si trovi in centro per un aperitivo"; generalmente ci si trova al pub e li si rimane. L'idea di aperitivo e pizza, o pizza e cinema o vattelapesca, non esiste dato che oltre ad essere culturalmente aliena, è anche resa difficile visti gli orari di apertura e chiusura dei vari locali.
Wine Bar e ristoranti ci sono ma costano quindi la vita sociale si concentra al pub.
Attività all'aperto non se ne fanno molte dato che il tempo atmosferico non è dei più clementi.
I parchi non mancano ma farsi una camminata in 10 Cm. di fango o sotto la classica ma incessante pioggerellina alla lunga diventa un pelo snervante.
Amici me ne sono fatti parecchi e ci divertiamo, ho una ragazza con cui mi trovo bene, ma anche qui resta il fatto che, al di fuori del pub, le attività sociali sono molto ristrette.
Ovvio che questa è la mia opinione personale, e quindi altri potrebbero pensarla in maniera diametralmente opposta.
Qualcuno ha maturato esperienze in Francia da condividere con noi???Anche soltanto di stages se non lavorative!!!:gh:
Ciao a tutti!!
sono una laureata in attesa di dare l'esame di stato (spero di riuscirci a giugno!!)...sto già lavoricchiando come educatrice ma sento che questo non è quello che voglio fare...mi piacerbbe provare un'esperienza di lavoro all'estero con qualche associazione in cui operino anche professionisti nel nostro campo,ma mi sembra tutto così difficile!!parlo lo spagnolo fluidamente ma non posso dire altrettanto dell'inglese,questo è il mio scoglio più grande!!qualcuno conosce associazioni che operino nell'america del sud e che siano alla ricerca di volontari anche se non parlano fluidamente l'inglese??
non c'è nessuno????
Forse, trattandosi di America Latina, la lingua inglese non dovrebbe essere un problema. Anzi, ancora meglio se conosci lo Spagnolo, credo. Cmq se vai nelle prime pagine della discussione, qualcuno citava qualche sito internet di tuo interesse. Anche a me non dispiacerebbe fare un'esperienza simile. Anzi, credo sarebbe davvero molto bella e formativa.
io sono attualmente in Brasile..qui l´iscrizione all´albo é senza esame..si va all´ordine di qui e si paga una quota fissa tutti gli anni. Per esercitare la professione bisogna primna convalidare la laurea di 5 anni in una qualsiasi universitá di qui. ciao
In Brasile???Ci vuoi far sognare!
Ma lavori come psicologa là? Ci puoi raccontare come funzionano le cose a livello lavorativo?Grazie:summer:
ciao silvia,
non ti so dare molte info in merito ad un esperienza lavorativa in america latina, ma ti so dire x certo che l'inglese non serve affatto, l'importante è sapere lo spagnolo! Una mia amica ora e in Equador, sa solo lo spagnolo, quindi stai tranquilla! Anche lei è una volontaria, purtroppo però da quando è lì ci sentiamo davvero poco e non so darti informazioni...cmnq. come volontaria credo che puoi trovere qualcosa nelle varie associazioni, diverso e più complicato è se vuoi lavorarci!
ma non hai mai pensato di cercare lavoro in Spagna?
ciao paola
Ciao ragazzi volevo sapere se qualcuno ha informazioni per lavorare in Francia come psicologo (più precisamente neuropsicologo) grazie mille.
Irene
[Ciao Serena,
ho anch'io un amico che lavora e vive in svizzera e anch'io, vivendo in lombardia, avevo fatto un pensierino circa il cercare li.
Lui però mi spiegava che non è facile: si va tramite concorso il quale richiede tra le altre cose la conoscenza di più lingue cantonali.
Dovrebbe esserci qualche possibilità in più per gli stage (che credo non siano pagati)
QUOTE]Originariamente postato da Serena75
scusate se la faccio fuori dal vaso, ma sono stata alcuni giorni in svizzera e una amica che ho conosciuto lì, che tra l'altro è insegnnte di sostegno, mi diceva che nella svizzera italiana gli psicologi hanno ancora abbastanza spazio; mi diceva, tuttavia, che non capisce il motivo per cui gli psicologi italiani per esempio residenti a milano o giù di lì, non invadano a valanga la zona, vista la vicinanza.Qualcuno sa dirmi qualcosa di più e se la mia amica è ben informata? [/QUOTE]
svizzera: ma esistono siti sul lavoro? io su internet non ho mai trovato niente..è un pò come s. marino forse (altro stato estero), che assumono perlopiù i loro cittadini?
Comunque là è bellissimo, tutto pulito..ordinato, efficiente. E pagano.
ciao. scusate, è un pochino che manco. chi mi sa dire se una eventuale specializzazione inpsicoterapia (qualunque sia l'indirizzo) viene poi riconosciuta dall miur italiano? lo chiedo perchè, andando a parlare con la fondazione rui, che a roma si occupa appunto di riconoscimento di titoli conseguiti all'estero, mi hanno detto che in toeia non ci sono problemi, sempre considerendo che la durata di entrambi i programmi siano compatibili. il problema è che nello specifico non mi hanno saputo dire molto. come al solito ci sono tanti che scaldano solo le sedie nel posto di lavoro.
vorrei poter specializzarmi in uk, so quale scuola vorei fare, e se anche la mia intenzione è rimanere lassù anche per lavorare, vorrei però anche sapere se un giorno, presa da una forte nostalgia o per motivi più seri, dovessi tornare, la mia specializzazione sarebbe valida a tutti gli effetti.
preferirei mille volte investirei miei soldii per qualcosa che almeno mi da qualche soddisfazione, ovvio, ma bisogna considerare tutto. giusto?
spero che qualcuno mi possa aiutare. ciaooooooooo
mille questioni.......ci sarebbero incompiute. forse la miglior cosa sarebbe avventurarsi nei mesi estivi e sondare li le cose.......un paio di mesi, .....io ci sto pensando da un po. L'irlanda mi attrae parecchio, sei si vuole formare squadra io ci sarei
Anch'io pensavo di provare un'esperienza all'estero nel periodo estivo, male che vada si fa una piacevole vacanza e si impara meglio l'inglese. E allora ci organizziamo e partiamo?
anche io sono dell'idea di andar su quest'estate...
mi sto informando x lavorare accompagnando ragazzi in vacanza studio.
teniamoci aggiornati se vi va!
sognatevelo di lavorare a londra...
sono qui per 4 mesi..
per prima cosa dovete sapere la lingua come un inglese...e ho capito che ci vogliono almeno 3 o 4 anni per imparare un inglese perfetto..
in seguito dovete. almeno per londra, dare esami aggiuntivi per farvi riconoscere la laurea italiana..
qui a londra c'è una cosa che chiamano glass ceiling (soffitto di vetro) e ciò significa che la gente nn inglese può far carriera fino ad un certo livello; i posti migliori e superiori saranno sempre per gli inglesi..
inoltre nn partite tutti insieme..dovete andare da soli...se state in mezzo agli italiani l'inglese nn lo imparerete mai!!!!
Ciao a tutti!
Qui ultimamente ci state smontando tutti gli entusiasmi... che succede gente? Delusioni e rimpianti si fanno sentire? Non è tutto ore quello che luccica?
Qualche mese fa sembrava ci fossero mille opportunità, mi si diceva che la lingua la si impara sul posto e in fretta (con una full immersion, I agree)... adesso sembra che ci vogliano anni e non si arrivi poi così lontano.
Lo so che ognuno ha le proprie opinioni, ma visto che qualcuno non si fa + sentire da un pò mi piacerebbe scoprire se ha cambiato idea o se le cose stanno andando bene (mi riferisco a chi già lavora in UK).
Chiaritemi un concetto: il glass ceiling è peggio della prospettiva di lavorare come assistente ad personam o come edcucatore x dieci anni come mi si prospetta qui in Italy? E non fare carriera significa non riuscire a fare nulla che abbia a che vedere con la Psicologia?
perchè altrimenti le cose non sono diverse dall'Italia, dove x "farmi esperienza" (odio l'espressione!) mi tocca assistere bimbi non auto-sufficienti, le prospettive di lavorare come psicologa sono inesistenti e il futuro non mi sorride di certo... ed a questo punto le motivazioni per partire potrebbero essere altre (voglia di vivere in un paese più aperto alle altre culture, meno provinciale, meno vecchio, ...)
Spero di riaprire il dibattito, ma spero spt che arrivino altri racconti ed info da chi ci sta provando...
Un abbraccio a tutti.