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Riferimento: i rifiuti a Napoli
ma cosa c'è da spiegare scusa :sbonk:
non è che ti devo spiegare gli svantaggi e gli svantaggi delle forme di governo. Sono risaputi. Non esiste un sistema perfetto, ogni forma di governo porta in sè dei punti critici e dei vantaggi. Tanto la democrazia quanto la monarchia, tanto la dittatura quanto le forme di oligarchia, etc..
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
piccirilla
non pesno stia parlando di dittatura.
penso si riferisca al fatto che adesso deve essere lo stato a risolvere la saituazione ,e per stato intendo "governo" con l' esclusione totale della camorra,e senza interferenze mafiose in generale.
almeno io l'ho intesa cosi'....
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
ma cosa c'è da spiegare scusa :sbonk:
non è che ti devo spiegare gli svantaggi e gli svantaggi delle forme di governo. Sono risaputi. Non esiste un sistema perfetto, ogni forma di governo porta in sè dei punti critici e dei vantaggi. Tanto la democrazia quanto la monarchia, tanto la dittatura quanto le forme di oligarchia, etc..
Ed invece si riferiva a quello, piccirilla.
Speravo di aver capito male.
Forse sarebbe meglio se definissero l'attuale "democrazia" con il suo vero nome, se facessero outing..almeno ci organizziamo.. :asd:
Un giorno un signore, tale Pertini, osò affermare: "Meglio la peggiore delle democrazie che una dittatura"
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
puoi mettermi in bocca tutto ciò che vuoi cara kett...non mi tange la cosa, sinceramente.
Il senso di quello che penso è li, da leggere o da interpretare. Non ho detto w la dittatura, non ho detto che a priori è la panacea di tutti i mali, ma se vuoi che io lo dica cosi da etichettarmi per forza di cose in uno schieramento definito e dar tregua ai tuoi schemi mentali che non capiscono dove collocare le mie parole dimmelo pure e lo farò.
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ghiretto
Lo Stato sopra tutto? Dichiarassero la dittatura così almeno l'ipocrisia svanirebbe. :sbonk:
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
...e ci sarebbero meno problemi :sisi:
Io ti ho chiesto di spiegarmi in che senso ci sarebbero meno problemi..ma tu hai eluso la mia domanda affermando che non devi spiegarmi la differenza tra varie forme di governo.. :rolleyes:
La differenza tra le varie forme di governo la so, non devi certo spiegarmela tu.
Ma ti ripeto: potresti spiegarmiin che senso ci sarebbero meno problemi?
Grazie.
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ketta_it
COME SCUSAAAAAA???
Se ci fosse la dittatura ci sarebbero meno problemi?
Sono curiosa di capire in che senso, potresti spiegarlo? Grazie.
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
ma cosa c'è da spiegare scusa :sbonk:
non è che ti devo spiegare gli svantaggi e gli svantaggi delle forme di governo. Sono risaputi. Non esiste un sistema perfetto, ogni forma di governo porta in sè dei punti critici e dei vantaggi. Tanto la democrazia quanto la monarchia, tanto la dittatura quanto le forme di oligarchia, etc..
Citazione:
puoi mettermi in bocca tutto ciò che vuoi cara kett...non mi tange la cosa, sinceramente.
Il senso di quello che penso è li, da leggere o da interpretare. Non ho detto w la dittatura, non ho detto che a priori è la panacea di tutti i mali, ma se vuoi che io lo dica cosi da etichettarmi per forza di cose in uno schieramento definito e dar tregua ai tuoi schemi mentali che non capiscono dove collocare le mie parole dimmelo pure e lo farò.
Giusto per riprendere il punto sul quale, mi pare, ci sono state incomprensioni.
Tu affermi che sarebbe meglio una dittatura, io ti chiedo il perchè, tu non mi rispondi e mi dici di averti messo in bocca parole che non hai detto... :mumble:
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
-Decisionismo
-no manifestazioni pro o contro. Che non è un male in sè il manifestare, sia chiaro, ma lo diventa nella misura in cui si ostacolano dei provvedimenti urgenti e di chiara emergenza (e non risponderò a chi come willy inizierà a dire "emergenza?" "cosa vol dire emergenza?" etc..)
-Celerità
-Pene certe per chi è di ostacolo alla risoluzione del problema
-Introduzione di nuove misure alternative e più efficienti
Come ho detto è chiaro che ogni soluzione che si adotta porta in seno punti a favore e punti critici. In questo caso per il mio modo di vedere le cose l'ago della bilancia deve pendere da una parte sola.
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
-Decisionismo
-no manifestazioni pro o contro. Che non è un male in sè il manifestare, sia chiaro, ma lo diventa nella misura in cui si ostacolano dei provvedimenti urgenti e di chiara emergenza (e non risponderò a chi come willy inizierà a dire "emergenza?" "cosa vol dire emergenza?" etc..)
-Celerità
-Pene certe per chi è di ostacolo alla risoluzione del problema
-Introduzione di nuove misure alternative e più efficienti
Come ho detto è chiaro che ogni soluzione che si adotta porta in seno punti a favore e punti critici. In questo caso per il mio modo di vedere le cose l'ago della bilancia deve pendere da una parte sola.
Capisco il tuo punto di vista, ma non lo condivido.
C'è da dire però che chi manifesta per ostacolare dei provvedimenti urgenti e di chiara emergenza ha un motivo. E mi pare che ne abbiamo già discusso abbastanza. Di certo il motivo non è "non la voglio sotto casa perchè puzza.."
La ragione per la quale si manifesta è che ci si sente presi in giro, ignorati, abbindolati. Sentirsi dire che la discarica è sicura ma poi vedere illeciti in tutte le altre discariche fa rodere leggermente il c**o.
Ignorare le ricerche scientifiche che sostengono che in quelle zone il tasso di mortalità a causa di tumori è aumentato del 20% fa rodere sempre di più..
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Blog di Beppe Grillo
Vi consiglio di vedere il video della rubrica Passaparola, di Travaglio...
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
ma sei innamorata di travaglio o sbaglio ....lo nomini ovunque :asd:
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
ma sei innamorata di travaglio o sbaglio ....lo nomini ovunque :asd:
In realtà sono Travaglio, mi faccio pubblicità :asd:
No, è che lo ammiro molto, dice la verità ed io adoro chi ha gli attributi per dire tutta la verità nient'altro che la verità..e anche su Chiaiano dice cose vere..gli bastano sempre poche parole per fare il quadro della situazione.
Ma non siamo qui per parlare di lui.
Ho solo consigliato di vedere un filmato in cui, tra le altre cose, si parla anche della situazione di Chiaiano...così come ho consigliato di vedere il film Biutiful Cauntri.
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ketta_it
Ho solo consigliato di vedere un filmato in cui, tra le altre cose, si parla anche della situazione di Chiaiano...così come ho consigliato di vedere il film Biutiful Cauntri.
io ribatto con "Rocco e i suoi fratelli" :asd:
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
io ribatto con "Rocco e i suoi fratelli" :asd:
Ma è decontestualizzato e non pertinente.
Sei Off Topic.
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Mi sembra che in molti siano colpiti da ADHD. Impossibile riuscire a discutere per più di due settimane su una notizia...
Da: http://www.corriere.it/cronache/08_g...4f02aabc.shtml
Ecomafie 2008. La denuncia di Legambiente
È la Campania la regina
dell'illegalità ambientale
Seguita dalla Calabria. Al terzo posto si trova la Puglia. In Italia 83 reati al giorno: oltre 3 all'ora
ROMA - La Campania «occupa stabilmente il primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale - denuncia Legambiente -, seguita dalla Calabria. In queste due regioni si concentra il 30% degli illeciti registrati in tutta Italia. Al terzo posto si trova la Puglia, seguita dal Lazio e dalla Sicilia. La prima regione del Nord come numero di infrazioni è la Liguria. Alla dimensione globale dell'ecomafia è dedicata un'ampia sezione del Rapporto: dall'Italia escono rifiuti verso Hong Kong, la Tunisia, il Pakistan, il Senegal, la Cina, ed entrano rifiuti dalla Croazia, dalla Serbia, dall'Albania». È la «fotografia», con tanto di storie e numeri aggiornati sul malaffare ambientale nell'annuale rapporto «Ecomafia 2008» di Legambiente. Il problema rifiuti, come si poteva immaginare, è al primo posto nel rapporto di Legambiente che denuncia: «Aumentano i reati, le persone denunciate, i sequestri effettuati e i clan: nel 2007 tutti i numeri dell'illegalità ambientale in Italia crescono in maniera preoccupante. Crescono in particolare gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti». Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2000 metri. Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la «multifunzionalità» del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall'agricoltura al racket degli animali». La Campania occupa stabilmente il primo posto nella classifica dell'illegalità ambientale.....
da: Rifiuti, arrestati 12 imprenditori Scoperta enorme discarica abusiva - cronaca - Repubblica.it
CRONACA MobileInviaStampaFoggia, il sito in grado di ricevere 500 mila metri cubi di spazzatura
è tra i più grandi illegali trovati in Europa. Sostanze pericolose finivano nel fiume
Rifiuti, arrestati 12 imprenditori
Scoperta enorme discarica abusiva
Le accuse: traffico illecito e disastro ambientale. Un centinaio gli indagati
FOGGIA - Dodici imprenditori foggiani che operano nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, hanno ricevuto questa mattina un'ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bari. Avevano messo in piedi una discarica abusiva di circa 500.000 metri cubi, ritenuta dai carabinieri tra le più grandi d'Europa, e smaltivano rifiuti pericolosi nel fiume Cervaro, che scorre in un'area paesaggistica protetta.
e da: il manifesto - quotidiano comunista
Rifiuti
Chiaiano non si ferma
C'è attesa a Chiaiano sull'esito dei rilievi tecnici nella cava di tufo che potrebbe diventare a breve la megadiscarica di Napoli. Dopo la manifestazione di domenica, quando in diecimila hanno manifestato pacificamente sfilando per le strade di Chiaiano e Marano, ieri è stata la giornata del confronto. Un'assemblea nel pomeriggio al presidio via Poggio Vallesana, trasformato in sagra della ciliegia fino al 16 giugno, ha chiarito ancora una volta che la cittadinanza si opporrà ai programmi del governo nonostante le dichiarazioni di Berlusconi. Il premier venerdì a Napoli aveva infatti detto che per avviare il sito non si esiterà a usare le maniere forti e impiegare l'esercito. Ma restano i dubbi dell'Ue sull'intero pacchetto rifiuti approvato da palazzo Chigi. «Stiamo ancora valutando che cosa dice esattamente il decreto e se necessario chiedere ulteriori informazioni», ha riferito ieri il commissario all'ambiente Stavros Dimas che potrebbe incontrare nei prossimi giorni il sottosegretario Guido Bertolaso. Nel frattempo si teme per un nuovo stop nella raccolta. Ieri è avvenuto il passaggio di mano degli impianti cdr consegnati all'esercito, mentre restano 4 mila tonnellate di rifiuti in strada solo nel capoluogo. Nella notte tra domenica e lunedì sono stati 115 gli interventi dei vigili del fuoco.
La camorra spara sull'affare monnezza
Il giorno dopo l'omicidio di Michele Orsi, a Casal di Principe si temono altre vittime della vendetta dei «Casalesi». Determinati a non far venire fuori gli affari sporchi dei rifiuti e i loro legami con la politica
Francesca Pilla
Napoli
Casal di Principe, la cittadina bunker con le sue villette dorate protette dalle mura «regie» dei casalesi, si sveglia all'indomani dell'omicidio di Michele Orsi con il presentimento che non sia finita la nuova ondata di regolamenti. Uno dei clan più potenti del paese è, infatti, in difficoltà e reagisce ammazzando o tentando di uccidere gli «infami», per riprendere il controllo delle cose e delle menti, rilanciando la sfida allo stato. La sentenza d'appello del maxiprocesso Spartacus è alle porte, il clamore di Gomorra, il best-seller di Roberto Saviano, ha puntato i riflettori sul piccolo comune in Terra di lavoro. L'interesse della stampa, gli uomini e le donne che hanno deciso di parlare, le inchieste della magistratura mettono in difficoltà quel ramo di camorra così simile alla mafia siciliana che negli ultimi 30 anni ha governato pressoché indisturbata, partendo da Caserta e arrivando a gestire affari milionari nel mondo intero.
La scia di sangue inizia il due maggio, quando viene massacrato a Castelvolturno il padre del pentito Domenico Bidognetti. Il 16 tocca a Domenico Noviello, un imprenditore che si era ribellato denunciando 7 anni fa le estorsioni nella zona. Sabato era stata ferita Francesca Carrino, la nipote di Anna, ex compagna di Francesco Bidognetti che da poco è diventata collaboratrice di giustizia. Domenica davanti al Roxy bar in pieno centro a Casal di Principe l'ultima vittima: Michele Orsi, crivellato con 18 proiettili e finito con il classico colpo alla testa riservato dalla camorra a chi sgarra.
Orsi, infatti, era uno che sapeva troppo, e che aveva iniziato a raccontare i retroscena del business rifiuti al pm Alessandro Milita. Tra due settimane avrebbe dovuto testimoniare, davanti al gup Enrico Campoli, nell'udienza preliminare che vede fra gli imputati anche Mario Landolfi, accusato di corruzione aggravata e di avere agevolato l'organizzazione mafiosa, ottenendo consensi nel suo collegio elettorale. Landolfi, ex presidente della Vigilanza Rai e attualmente coordinatore di An in Campania nonché deputato, avrebbe fatto «favori» ai casalesi e garantito l'assunzione fasulla, nel consorzio Orsi, alla moglie del boss Augusto La Torre. L'esponente della Pdl ha però respinto tutte le accuse e si dice pronto a chiarire la sua posizione.
Ma Orsi era uno che ne poteva raccontarne di cose sull'affare rifiuti, visto che insieme al fratello Sergio era titolare dell'Eco4, l'impresa di smaltimento per 18 comuni del casertano. Sapeva dunque troppo, delle alleanze tra camorra e politica, degli appalti miliardari, delle ecomafie e perfino delle complicità negli affari di forze dell'ordine e magistratura. Ma non era ancora un collaboratore di giustizia, si difendeva per irregolarità negli appalti da lui stesso commesse. Per questo era senza scorta e ancora residente a tutti gli effetti a Casale. «E' bene chiarire questo punto, anche per non dare l'idea di uno stato non in grado di proteggere i pentiti», ha detto ieri Raffaele Cantone, il magistrato che ha indagato per anni sui traffici dei casalesi e per questo ora vive sotto scorta a Roma, nonostante sia ormai giudice in Cassazione. Eppure in paese tutti sapevano che Orsi era nel mirino della cosca. Da tempo prendeva lezioni al poligono di tiro di Caserta, dopo che erano stati esplosi colpi di pistola contro la sua abitazione. «Non era un pentito - attacca il suo avvocato Carlo De Stavola - ma avevamo chiesto sicurezza, una tutela per un soggetto che aveva subito un attentato. Non ci nascondiamo dietro un dito». De Stavola quindi ci tiene a chiarire alcuni punti sulla vicenda giudiziaria che interessa il consorzio Orsi: «La società - spiega - ha versato 15 mila euro al mese, per 4 anni, al clan mondragonese La Torre. Lui era accusato di avere, attraverso fatture e altre operazioni, favorito i casalesi». Ma Orsi era stato ascoltato come teste l'8 maggio, nel filone del processo che riguardava i detenuti camorristi.
Adesso si teme per la vita del fratello Sergio, che potrebbe «vuotare il sacco» al posto di Michele. Proprio ieri il prefetto Ezio Monaco, dopo un vertice sulle misure da prendere, ha deciso per l'imprenditore il programma di protezione. «La comunità è scossa - si preoccupa il parroco don Delio Pellegrino - avvenimenti del genere possono creare nuove paure, quando sembrava che ci si potesse liberare da una cappa che soffoca. Qui i camorristi hai l'impressione di sentirteli sempre intorno».
E non si preoccupi lo Zio, non è che questo governo stia facendo peggio del precedente:
ansa.it - Ambiente - RIFIUTI: ORDINANZA PRODI, AD ACERRA BRUCERANNO ECOBALLE
RIFIUTI: ORDINANZA PRODI, AD ACERRA BRUCERANNO ECOBALLE
(ANSA) - ROMA, 3 MAR - Le ecoballe di rifiuti prodotti dai Cdr campani, che eco non sono e che non rispondono ai requisiti richiesti dalla normativa, potranno essere bruciate nel termovalorizzatore di Acerra. E' quanto stabilito in un'ordinanza firmata dal presidente del Consiglio Romano Prodi, datata 20 febbraio e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di venerdi'. In pratica, dunque, le ecoballe stoccate nella regione, prodotte con materiali di qualita' diversa da quella prevista dalle norme, potranno finire nel nuovo termovalorizzatore dove, invece, avrebbero dovuto essere bruciate ecoballe con determinate caratteristiche legate al potere calorifero. ''Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato di emergenza - si legge all'articolo 4 dell'ordinanza - in particolare per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell'impianto di termodistruzione di Acerra, e' autorizzato il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai codici Cer 191212, 190501 e 190503 (rispettivamente le ecoballe campane, la frazione organica non stabilizzata, ossia l'ex fos, e il compost fuori specifica, ndr) presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti gia' fissati nel provvedimento di autorizzazione''.(ANSA). GUI
03/03/2008 14:48
dal che si deduce che questa "emergenza" è non solo eterna, ma anche bipartisan...
e non riguarda solo il Sud.... : Pressante - Informazione libera e indipendente - Nei cantieri TAV discariche illegali
Pressante - Informazione libera e indipendente - Choc a Ivrea, l'amianto smaltito nei campi
Pressante - Informazione libera e indipendente - Politica, Camorra e Fantasia
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Riprendo da Luogocomune - Stato ed Ecomafia: così distanti, eppure così vicini - politica italiana - Notizie un articolo di Marco Cedolin che pone domande interessanti
politica italiana : Stato ed Ecomafia: così distanti, eppure così vicini
Inviato da Redazione il 5/6/2008 8:00:00 (41 letture)
di Marco Cedolin
Il rapporto “Ecomafia 2008” redatto da Legambiente è oggi in prima pagina sulla maggior parte dei quotidiani nazionali. I dati raccontati nello studio fotografano una realtà gravissima, per molti versi disarmante per grandezza ed estensione del fenomeno.
Un fatturato di 18,4 miliardi di euro nel solo 2007, 83 reati contro l’ambiente ogni giorno, una quantità di rifiuti speciali equivalente ad una montagna di 2000 metri con base di 3 ettari che “spariscono” ogni anno, 293 clan coinvolti, 30124 gli illeciti accertati, 22069 le persone denunciate, 9074 i sequestri effettuati. Al primo posto per illegalità nel ciclo dei rifiuti è sempre la Campania, seguita dal Veneto e dalla Puglia.
Il presidente generale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza auspica la contrapposizione all’ecomafia di un sistema legale eco sostenibile e propone l’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel nostro Codice penale.
Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo dichiara di ritenere necessario da parte dello Stato riconquistare questo settore alla legalità.
Eppure i confini fra l’ecomafia e le imprese che agiscono illegalmente, lo Stato che dovrebbe reprimere l’illegalità e l’imprenditoria “onesta” che avrebbe interesse ad operare correttamente, ...
... non sono così netti come si sarebbe indotti a credere ascoltando le parole degli uomini politici, leggendo gli articoli dei giornali e anche lo stesso rapporto di Legambiente.
Si tratta di confini dai contorni sfumati dove molto spesso l’intreccio del malaffare spazia all’interno di quelle stesse istituzioni che avrebbero il compito di combatterlo, erodendo qualsiasi sistema di controllo e coinvolgendo le maggiori imprese del paese.
Una cospicua parte delle 22069 persone denunciate è composta da uomini dello Stato, consiglieri comunali, assessori, sindaci, presidenti di istituzioni pubbliche o pubblico- private e perfino di province e regioni, come il caso di Bassolino sta tristemente a dimostrare. Una cospicua parte dei 30124 illeciti accertati sono stati compiuti da grandi e piccole imprese che operano in regime di general contractor o hanno comunque ricevuto gli appalti da parte dello Stato. Impregilo che ha pesantissime responsabilità nel disastro dei rifiuti di Napoli è stata “premiata” proprio dallo Stato con svariati appalti concernenti le tratte del TAV, linee di metropolitana e il controverso Ponte sullo stretto di Messina. Fra i 9074 siti oggetto di sequestro moltissimi riguardano appalti pubblici dove spesso controllato e controllore coesistevano all’interno di un unico soggetto in palese conflitto d’interesse.
Prima di esplicitare proclami volti alla riconquista della legalità, invocare nuove norme legislative, giustificare qualsiasi disastro ambientale imputandolo alla camorra, quasi si trattasse di un paese straniero e non di un cancro ben presente all’interno delle nostre istituzioni, sarebbe bene fermarsi un attimo a riflettere e porsi una semplice domanda.
Quanta ecomafia è presente all’interno dello Stato e quanto Stato costruisce profitti miliardari operando con l’ecomafia nell’ambito di un unico sodalizio criminale?
Solo dopo avere chiarito questo punto sarà lecito preoccuparsi di come salvaguardare la salute dei cittadini e l’integrità dell’ambiente attraverso l’operato dello Stato, quello Stato che con l’ecomafia non ha nulla a che fare, se ancora esiste.
Marco Cedolin
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
comunque la cosa strana di napoli è che finchè la discarica era abusiva e in mano alla mafia andava tutto bene,ora che è in mano allo stato non va + bene.Piuttosto insolita come cosa
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
Tania1979
comunque la cosa strana di napoli è che finchè la discarica era abusiva e in mano alla mafia andava tutto bene,ora che è in mano allo stato non va + bene.Piuttosto insolita come cosa
Infatti, Tania. Credo che lo zafferano sia troppo caro al giorno d'oggi. E, comunque, i piccioni al forno non sono male.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Copio-incollo da "Il Manifesto" di giovedì 5 giugno 2008
l'intervento
Rifiuti, un decreto contro la differenziata
Alberto Lucarelli
Trovo minaccioso e preoccupante il decreto-legge n. 90 del 23 maggio 2008 sulle misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza smaltimento rifiuti in Campania.
In via preliminare va detto che l'intero impianto normativo si basa sul presupposto che stati di necessità e situazioni di fatto, quali la gravità del contesto socio-economico-ambientale, i rischi di natura igienico-sanitaria e il mantenimento dell'ordine pubblico, diventino a tutti gli effetti fonte del diritto. Dunque, il ricorso non a eventi imprevedibili ma allo stato di necessità, cioè a una categoria meta-giuridica, mina alla radice la legittimità del decreto-legge e degli atti che sulla base di esso verranno adottati - in violazione del principio di legalità - facendo risorgere, dopo il disarmo delle istituzioni pubbliche, un diritto pubblico autoritario, minaccioso e violento che intende attribuire allo stato, nella sua dimensione politico-amministrativa, solo la funzione di paladino della sicurezza, irresponsabile nei confronti dei conflitti sociali. Ciò azzera i traguardi dello stato democratico, regredendolo a stato di polizia della fine dell'800. Uno stato debole e inefficiente sul versante socio-economico, ma capace di «tirar fuori i muscoli» nel regolare il mitico rapporto autorità-libertà.
Alcune riflessioni :
1. Il ricorso agli impianti di temodistruzione, in contrasto con la normativa comunitaria e quella interna, assume valenza prioritaria e escludente nel ciclo integrato dei rifiuti. Le altre fasi, quelle che si incentrano sulla politica delle «r» (recupero, riciclaggio, riuso, riutilizzo, riparazione) sono marginalizzate, tanto da poter compromettere le future strategie gestionali. Infatti, la deriva impiantistica (previsione di 4 inceneritori) può pregiudicare anche nel futuro la raccolta differenziata. Il decreto, dunque, assume una valenza non solo legata al contingente ma in grado di compromettere scelte future.
2. Il regime delle competenze, in contrasto con quanto affermato dalla Costituzione, continua a essere violato e calpestate in particolare le competenze della regione. Ciò determina una continua «fuga» dal ritorno al regime ordinario.
3. La militarizzazione di parti del territorio a presidio degli impianti di termodistruzione e dei siti indicati come discariche si pone in evidente contrasto con principi e valori costituzionalmente garantiti quali la libertà di circolazione.
4. La costituzione di aree di interesse strategico nazionale è in contrasto con il principio della trasparenza e viola il diritto di informazione e il collegato diritto di critica, così come tutelati dall'art. 21 della Costituzione. Diritti che sono il presupposto a una partecipazione dei cittadini, matura e consapevole.
5. Sono introdotte regole e sanzioni penali molto dure che di fatto negano il diritto di riunione, così come tutelato dall'art. 17 della Costituzione, e in senso più ampio le istanze partecipative.
6. Le norme sulla competenza dell'autorità giudiziaria nei procedimenti penali relativi alla gestione dei rifiuti nella Campania introducono di fatto nel nostro ordinamento, giudici regionalizzati, con funzioni straordinarie, in contrasto con il principio dell'unità della giurisdizione e del divieto di istituire giudici straordinari o speciali (art. 102 Cost.).
7. Le norme che consentono al termovalorizzatore di Acerra di «bruciare» qualsiasi tipo di rifiuto sono immotivate e illegittime e in contrasto con quanto più volte affermato dalla magistratura e dalle commissioni bicamerali di inchiesta. Anche tali norme pregiudicano politiche per la raccolta differenziata.
8. Si autorizza in modo autoritativo e immotivato l'esercizio del termovalorizzatore di Acerra, in deroga al parere della commissione di valutazione di impatto ambientale, come previsto dal decreto legislativo n. 59 del 18 febbraio 2005.
9. Con la previsione di 4 termovalorizzatori, il ciclo integrato dei rifiuti, in contrasto con la normativa comunitaria e con il diritto interno, si poggerebbe sulla fase dello smaltimento, scoraggiando la raccolta differenziata e vanificando i meccanismi virtuosi, ambientali e economici, a essa riconducibili. La deriva «impiantistica» è perniciosa al punto da pregiudicare il futuro esercizio ordinario di competenze della regione.
10. Le norme sull'informazione e partecipazione dei cittadini sono illegittime e insoddisfacenti poiché difformi dalla Convenzione di Arhus (http://www.unece.org/env/pp/documents/cep43ital.pdf).
E' evidente che con l'entrata in vigore del decreto legge il rischio è quello di annullare quel processo di democratizzazione che, attraverso un ruolo attivo del diritto pubblico, aveva contrassegnato il passaggio dallo stato di polizia allo stato democratico-sociale. Il diritto pubblico e quello amministrativo contenuti nel decreto-legge assumono una veste penalistica e sanzionatoria e non di regolazione dei conflitti sociali e di soluzione delle questioni ambientali e sanitarie.
Il diritto pubblico nel decreto in oggetto abdica al suo ruolo indispensabile: quello di tracciare le piste dei processi economici e regolare i conflitti sociali.
Il timore è che dopo il disarmo del diritto pubblico e la neo-feudalizzazione degli spazi giuridici, sia cominciato il percorso inverso, un déjà vu autoritario e incostituzionale, una vandalizzazione dei principi costituzionali. Il ritorno dell'uomo forte che recita, anche attraverso i simboli, il ruolo del decisionista è un richiamo infantile e pericoloso. Mi auguro tuttavia, che oggi, seppur tra tante ambiguità e ipocrisie, questo processo di vandalizzazione dello stato democratico, che dimostra tutte le sue debolezze, possa trovare ostacoli da parte del diritto internazionale e dal nascente «diritto pubblico europeo» e che il decreto legge venga ritirato o modificato radicalmente in sede di conversione. Mi auguro che tale atto, per verificarne la sua illegittimità, lo si raffronti alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e alla Carta europea dei diritti fondamentali. Mi auguro che la Campania sia in grado di «far sentire la sua voce» a difesa e in rappresentanza dei cittadini, impugnando dinanzi alla Corte costituzionale il decreto legge per violazione del principio costituzionale del regime delle competenze.
Alberto Lucarelli
Ordinario di diritto pubblico
Università di Napoli Federico II
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
comunque la cosa strana di napoli è che finchè la discarica era abusiva e in mano alla mafia andava tutto bene,ora che è in mano allo stato non va + bene.Piuttosto insolita come cosa
il punto è un tantino più complesso (eh parole grosse)
la questione è
1) finchè la discarica era abusiva ed in mano alla camorra, il cittadino non aveva a chi rivolgersi.(e non scrivetemi "bastava andare alla polizia") sono state fatte anche delle manifestazioni all'epoca , ma dire che nessuno le ha considerate (nè la tv nè chi di dovere) è riduttivo.
2) chi assicura le persone che abitano in quel posto che la discarica autorizzata non finirà per diventare nuovamente uno sversatoio della camorra?
personalmente credo nessuno, anche perchè se prima di scrivere le consuete 3 righe ci si informasse aprendo un giornale, si potrebbe scoprire che , pensa un pò , i vari commissari per i rifiuti hanno avuto (ed hanno tuttora a mio parere) parecchi contatti con la suddetta camorra.
non lo so, che vogliamo fare? se vogliamo discutere in modo serio allora ci si deve informare, sennò facciamo la gara del luogo comune...
i siciliani hanno la coppola e la lupara
venezia è bella ma non ci vivrei...
che poi in realtà io a venezia ci vivrei :look: questi luoghi comuni non me la contano giusta
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da rigorista
effetto nimby?
Ecco un articolo uscito sul MATTINO ovviamente nella parte specifica della città (quindi la parte venduta solo a napoli...a noi napoletani continuano ad informarci su cose che già sappiamo..forse bisognerebbe informare gli altri)
RIFIUTI A PIANURA ECCO LA LISTA NERA
LEANDRO DEL GAUDIO L’ultimo blitz è dello scorso 24 aprile e porta la firma dei carabinieri del Noe di Venezia. Poche pagine per ribadire che anche la ditta «Servizi costieri srl» di Porto Marghera ha sversato «rifiuti tossici e nocivi». Non in un centro di bonifica a tenuta stagno del Veneto, ma a Pianura, Napoli, Campania. Poche pagine, l’ultima conferma sul flusso di rifiuti dal nord industrializzato a Napoli, destinazione finale «Contrada pisani», l’ultima discarica pubblica cittadina rimasta attiva fino a metà anni Novanta. Una lunga lista nera che basta da sola a confermare il recente monito del presidente Giorgio Napolitano sulle discariche usate a pieno regime dalle industrie settentrionali. Fascicolo 1499/08, è l’inchiesta nata sull’onda d’urto della mobilitazione popolare che lo scorso gennaio riuscì ad impedire la riapertura della discarica da tempo abbandonata. Indaga il pm Stefania Buda, in un’inchiesta coordinata dall’aggiunto Rosario Cantelmo, che punta decisamente in alto: epidemia colposa (un presunto incremento di tumori e malformazioni negli ultimi vent’anni sul versante occidentale dell’area metropolitana); e disastro colposo, in relazione a un possibile inquinamento di falde acquifere e stato dei luoghi. La lista è lunga e abbraccia un ampio lasso di tempo (dal 1987 al 1992), gli anni in cui il cratere di Napoli inghiottiva a pieno ritmo i rifiuti locali. E non solo, a giudicare, dagli accertamenti condotti finora dalla polizia giudiziaria delegata nell’indagine. Sono infatti decine gli scarichi autorizzati provenienti dalle province più disparate d’Italia. E a colpire di più sono i timbri di entrata e in uscita. Non solo quello delle ditte private, ma spunta sempre in bella vista il bollo delle Province di provenienza e della provincia di Napoli. Palazzo Matteotti, dunque, autorizzava sversamenti abusivi, illegali, di rifiuti tossici e pericolosi nel grande invaso gestito dalla ditta Di.Fra.Bi di Napoli. L’elenco fa rabbrividire: la provincia di Torino ha «vistato» lo scarico di «polveri di amianto bricchettate», quelle prodotte dal Centro di stoccaggio di Robassomero (centro stoccaggio Antonini Ferrara); mentre la Ferolmet di San Giuliano Milanese ha spedito a Napoli «fanghi a base inorganica», «pezzame esausto e terre di fonderia»; la Cimis di Sannazzaro di Pavia ha ottenuto invece il via libera per spedire a Pianura «terre di bonifica inquinate da gasolio». Passano gli anni, ma cambia di poco lo scenario, sempre per rimanere alle spedizioni autorizzate nel periodo finito sotto inchiesta: si va dai fanghi filtropressati di Chivasso, ai residui ospedalieri di Orbassano. Il profondo nord lombardo offre di tutto alla discarica di Pianura: la Jelli Wax di Opera nel 1990 ha scaricato a Napoli 52mila chili di «cosmetici scaduti e/o triturati»; le Fonderie Riva di Parabbiago hanno spedito in una sola gittata un milione e mezzo di chili di «scorie e ceneri di alluminio». C’è tutto il campionario di rifiuti tossici e speciali anche dalla verde e produttiva area padana: la provincia di Pavia, nel corso del 1992, autorizza cinque sversamenti della Set di Parona, dagli «scarti di resina alle morchie e residui di cabina». Quanto basta agli occhi del pm per puntare a precise responsabilità amministrative, prima ancora di stabilire l’incidenza dei rifiuti sulle condizioni di salute della popolazione residente. Un’inchiesta parallela viene invece condotta da tre mesi sulla ex discarica di Villaricca, quella indicata in un’intercettazione telefonica «a rischio Vajont», vista la pericolosa abbondanza di percolato, «una piscina di percolato», che rischiava di tracimare a causa di missioni dal nord più o meno autorizzate.
e se qualcuno si annoia di leggere ecco qui un bello schema visivo così c'è meno fatica da fare...
http://www.ilmattino.it/mattino/view...&type=STANDARD
mi viene da chiedere ai dotti e raffinati teorici del tread se può essere definito "effetto nimby" anche quello di chi scarica rifiuti tossici nelle regioni altrui...
o forse vogliamo fare i raffinati sociologi solo parlando delle situazioni altrui mentre di tutto quello che riguarda "l'industrioso nord" ne parliamo sempre poco...
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
le industrie del nord hanno puntato la pistola alla tempia dei poveri campani per rifilare i loro rifuiti tossici? Dubito..
Non è forse vero che al sud si sono fatti in quattro per offrire condizioni economicamente piu' favorevoli e favorire l'arrivo di rifiuti magari inventandosi certificati falsi di idoneità? Chi ha permesso ciò?
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
le industrie del nord hanno puntato la pistola alla tempia dei poveri campani per rifilare i loro rifuiti tossici? Dubito..
Non è forse vero che al sud si sono fatti in quattro per offrire condizioni economicamente piu' favorevoli e favorire l'arrivo di rifiuti magari inventandosi certificati falsi di idoneità? Chi ha permesso ciò?
beh che qualcuno ci abbia guadagnato è fuori da ogni dubbio...
il punto è che con questo sversamento di rifiuti ci hanno guadagnato gli industriali del nord ed una parte di campani disonesta...
mica dico che i rifiuti ci sono arrivati da soli...guarda che IO ho l'obiettività di ammettere che il marcio è anche "a casa mia" (e per casa mia intendo in campania..non casa mia proprio :asd: )
Tuttavia io personalmente (come tutti i miei concittadini) siamo stati avvelenati per anni, abbiamo visto morire persone che non era statisticamente contemplato che morissero, per far arricchire un 10% di campani disonesti ed una nutrita schiera di industriali del nord....
ti posso dire che io serena, la mia famiglia ed i cittadini di pianura in generale da tutto questo , al contrario di quanto pensi tu, non ci abbiamo guadagnato proprio niente..anzi...
io capisco che ormai non si può fare nulla ma , almeno, mi piacerebbe evitare di leggere/sentire stronzate. (e non è riferito alla tua risposta ziogargamella ma è un discorso più generale il mio)
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
le industrie del nord hanno puntato la pistola alla tempia dei poveri campani per rifilare i loro rifuiti tossici? Dubito..
Non è forse vero che al sud si sono fatti in quattro per offrire condizioni economicamente piu' favorevoli e favorire l'arrivo di rifiuti magari inventandosi certificati falsi di idoneità? Chi ha permesso ciò?
Concordo. Si fa troppo presto a semplificare il mondo tra povere vittime e malvagi carnefici. Soprattutto qunado ci sono di mezzo interessi economici rilevanti immagino che ognuno (industrie del nord? amministratori locali campani? la criminalità organizzata?) si sia ritagliato il proprio bel guadagno alle spalle, e su questo non ho dubbi, dei cittadini comuni.
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
Shiren75
Concordo. Si fa troppo presto a semplificare il mondo tra povere vittime e malvagi carnefici. Soprattutto qunado ci sono di mezzo interessi economici rilevanti immagino che ognuno (industrie del nord? amministratori locali campani? la criminalità organizzata?) si sia ritagliato il proprio bel guadagno alle spalle, e su questo non ho dubbi, dei cittadini comuni.
si ma il punto è proprio questo...nessuno metterà mai in dubbio che la criminalità organizzata e che gli amministratori locali campani ci abbiano guadagnato...il problema è che il cittadino comune , come lo chiami tu, non ci ha guadagnato, ci ha perso in salute , in soldi e deve anche stare ad ascoltare le interessanti teorie/rimproveri come:
Citazione:
Originalmente inviato da ayax
Nel frattempo i rifiuti dove devono essere raccolti, allora?
Teneteveli per la strada e non rompete l'anima...
Citazione:
Originalmente inviato da ayax
...nella monnezza fino al collo ci state voi
Citazione:
Originalmente inviato da ziogargamella
Quindi che ben venga l'esercito o il regime come qualcuno lo chiama, e chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
Citazione:
Originalmente inviato da ayax
Ringraziate voi stessi per la situazione in cui galleggiate, e la vostra sottocultura del "tirare a campare" e della furberia di corto respiro, che poi si dimostra ritorcersi contro voi stessi.
Citazione:
Originalmente inviato da tania1979
LA polizia non ti picchia se tu manifesti,a meno che vai ad appicciare fuoco nella monnezza allora si che fa bene a picchiarti.E vedrai che la prossima volta prima di bruciare la monnezza ci penserai 2 volte
quindi forse al "Cittadino comune" che dopo vent'anni di rifiuti tossici è anche diventato anche piuttosto preoccupato, può capitare di rompersi le scatole..per non dire altro...
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
Lepre*marzolina
da tutto questo , al contrario di quanto pensi tu, non ci abbiamo guadagnato proprio niente..anzi...
)
ne sono convinto anche io. Come al solito a rimetterci è la povera gente che non c'entra nulla. Sul fatto che dividi le colpe non sono d'accordo. Se io sono un industriale e mi propongono una modalità di smaltimento a costo più basso non sono io responsabile della idoneità del luogo deputato alla raccolta. Che poi forse sapessero e facessero buon viso a cattivo gioco è possibile e non mi stupirei, però a priori non lo possiamo sapere (se ci sono dei certificati di idoneità non è compito dell'industriale verificare la loro veridicità o meno). Se pensassi il contrario (che avrebbero dovuto trovare altri siti sapendo della mancata idoneità o della falsa idoneità degli stessi ) sarebbe come dire che tutti i campani avrebbero dovuto denunciare alle amministrazioni locali-provinciali-regionali questa situazione già da anni, se come dici erano cose risapute. Se non è stato fatto, o se è stato fatto e le amministrazioni colluse hanno fatto orecchie da mercante, la responsabilità non è certo degli imprenditori del nord.
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Che, detta così, fa sembrare ci sia uno Stato buono e dei camorristi cattivi. E una popolazione che sta dalla parte dei cattivi.
Ma scrivere cose come queste, Tania, vuol dire, semplicemente, avere le fette di salame sugli occhi e un ippocampo che non funziona a dovere.
Basta, infatti, decidere di usare Google e cercare alcuni avvenimenti del passato (anche per ribadire che la questione dei rifiuti a Napoli è tutt'altro che una "emergenza").
Riprendo un articolo da "La Nuova Ecologia" del 2004:
La Nuova Ecologia - L'agenzia
Ora, leggetevelo bene. Quando la Procura della Repubblica afferma che "in quell’ufficio non si effettuava altra attività se non quella illecita" non sta facendo altro che confermare che non ci troviamo di fronte ad un conflitto tra Stato da una parte e camorristi dall'altro. Semmai il conflitto è tra cittadini da una parte e Stato-camorra-impresa dall'altro.
Qui lo Stato non è "parte terza", come tanti vorrebbero. E' parte in causa. E dalla parte sbagliata.
Buona vita
Guglielmo
quando hai finito di insultare me lo fai sapere cio' che pensi non mi interessa io esprimo il mio parere ,tu disperati quanto e come vuoi.
se tu ti fai condizionare da google peggio per te,
giustamente l'articolo su NUOVA ECOLOGIA non sai se è di parte o no.
se vi è il conflitto non pensi che la mafia è quella che fa si che ordini ai cittadini di protestare perchè sono loro che vogliono occuparsi dello smaltimento di rifiuti?
secondo me è cosi e scusa se te lo dice una che non ha un ippocampo funzionante,ma a sto' punto non sai come va il mondo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
ziogargamella
ne sono convinto anche io. Come al solito a rimetterci è la povera gente che non c'entra nulla. Sul fatto che dividi le colpe non sono d'accordo. Se io sono un industriale e mi propongono una modalità di smaltimento a costo più basso non sono io responsabile della idoneità del luogo deputato alla raccolta. Che poi forse sapessero e facessero buon viso a cattivo gioco è possibile e non mi stupirei, però a priori non lo possiamo sapere (se ci sono dei certificati di idoneità non è compito dell'industriale verificare la loro veridicità o meno). Se pensassi il contrario (che avrebbero dovuto trovare altri siti sapendo della mancata idoneità o della falsa idoneità degli stessi ) sarebbe come dire che tutti i campani avrebbero dovuto denunciare alle amministrazioni locali-provinciali-regionali questa situazione già da anni, se come dici erano cose risapute. Se non è stato fatto, o se è stato fatto e le amministrazioni colluse hanno fatto orecchie da mercante, la responsabilità non è certo degli imprenditori del nord.
Ciao Zio
Io non sono così convinto della correttezza del ragionamento di questi imprenditori. Al di là di tutte le questioni etiche, un imprenditore, di solito, è tale perché ha un'ottima conoscenza dell'economia. Se ti vedi offrire un Brunello di Montalcino a 1 euro e 50 la bottiglia, forse, e dico forse, ti passa per la testa che dentro la bottiglia ci possa essere altra cosa, no?
I costi di smaltimento dei rifiuti sono noti e non ci sono grandi variazioni tra un sito di stoccaggio e l'altro (dati i processi tecnologici a disposizione e i costi fissi da sopportare, il campo dei rifiuti non consente grandi esercizi in fatto di concorrenza).
Per cui, io personalmente penso proprio il contrario. Cioè che inviassero i rifiuti industriali in discariche che sapevano benissimo non essere adatte a riceverli. E che sapessero piuttosto bene anche chi li prendeva in carico, quei rifiuti. I legami tra Stato, camorra e impresa sono ben documentati, e non da ora. Basta leggersi i risultati delle Commissioni Parlamentari d'inchiesta.
E sono anche d'accordo con la seconda parte. Cioè che i cittadini campani hanno la loro parte di responsabilità in quel che succede. Per quanto sia difficile, e a volte impossibile, reagire (specie quando ti trovi pistole puntate alla tempia dei tuoi figli), la presenza della camorra non è sempre stata né così feroce, né così pervasiva. Queste cose potevano (e dovevano) venire bloccate 30 anni fa, quando i campani avevano ancora la possibilità di farlo.
Rimango dell'idea che un modo per risolvere la situazione esiste: restituire potere e diritti a chi abita sul territorio campano. Dire agli amministratori e ai cittadini: la spazzatura che producete voi ve la gestite come volete voi, sono affari vostri. Non veniamo a metterci il naso, ma non vi consentiremo di smaltirla altrove. In cambio, vi garantiamo un controllo capillare che consenta di impedire che qualcun altro butti la sua monnezza da voi. Proviamo?
Buona vita
Guglielmo
P.S.: Tania, è inutile che attacchi. Stai anche tu sulla mia lista "ignorati".
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Sempre sulle responsabilità. Siccome sono uno che non si accontenta dele opinioni (manco della mia, di opinione), ma cerca dati, mi sono andato a rivedere alcune inchieste del passato riguardanti il traffico di rifiuti tossici tra Nord e Sud dell'Italia.
Il 20 luglio 2000, presso la Camera dei Deputati, veniva ascoltato il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Giovedì 20 luglio 2000 - Comm. bicam. Ciclo rifiuti). Interrogato circa il traffico dei ridiuti tra Nord e Sud, rispondeva:
Citazione:
Si è proceduto al sequestro dei locali di una società di Ponticelli, la Bitumitalia, dove sono stati rinvenuti circa 3.500 quintali di rifiuti pericolosi (cadmio, arsenico, alluminio) che venivano utilizzati per la pavimentazione delle strade. L'altro ieri si è proceduto al sequestro di 13 tir a Gioia Tauro e ieri al sequestro di una ex cava abusiva utilizzata come centro di stoccaggio momentaneo per il contenuto di quei 13 tir, che veniva in parte trasportato ad un fornace sita a qualche chilometro dall'ex cava, dove questo materiale veniva utilizzato per la realizzazione di mattoni destinati alla costruzione di immobili. Di concerto con il procuratore della Repubblica di Palmi, dottor Elio Costa, si è proceduto al sequestro dei tir, del materiale, della cava e della fornace.
Devo dire che sto trovando disponibilità assoluta non solo nel capo dell'ufficio, procuratore Maffei, ma in tutti gli i colleghi che man mano incontro in questo percorso investigativo che i carabinieri del NOE stanno effettuando. Si è avuta così la conferma di alcune circostanze: continua un flusso imponente di rifiuti dal nord verso il sud che vede come regioni di arrivo privilegiate la Campania e la Calabria; il materiale sequestrato presso la ditta Bitumitalia e presso la cava di Gioia Tauro è lo stesso che abbiamo individuato e sequestrato in discariche abusive del casertano. Mi sono permesso di portare dei rilievi fotografici che lascio agli atti della Commissione. Abbiamo fondato motivo di ritenere che una piccola parte di questi venisse riutilizzata per la pavimentazione delle strade o per la realizzazione di questi mattoni, mentre la maggior parte venisse abbandonata illecitamente sul territorio, sicuramente nella provincia di Caserta e probabilmente anche altrove.
PRESIDENTE. Lei ha parlato di un imponente flusso di rifiuti dal nord a sud.
DONATO CEGLIE, Sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. La provenienza è il Veneto e la Lombardia, ma successivamente dirò qualcosa di più in proposito.
L'ultima informativa del NOE di Bari del 19 luglio ha reso noto a me e al collega della procura del tribunale di Napoli il sequestro di un automezzo che conteneva rifiuti costituiti da polveri di abbattimento fumi, nel corso del quale era stato sequestrato anche un formulario falsificato con cui veniva attestato un fantomatico deposito presso un centro autorizzato che invece non era mai accaduto. Si ha così l'ennesima conferma della falsificazione dei formulari e del materiale cartaceo che dovrebbe attestare la regolarità del trasporto di questi rifiuti, che vengono invece smaltiti attraverso l'utilizzo illegale in attività imprenditoriali o attraverso l'abbandono illegale nel territorio di alcune regioni, senz'altro la Campania, la Calabria, la Puglia e l'Umbria.
Come già precisato nella nota che ho preventivamente fornito alla Commissione, dalle indagini stanno emergendo collegamenti tra i soggetti che gestiscono questi traffici e questo fa pensare ad una organizzazione criminale che è dedita stabilmente al prelievo di questi materiali dal nord ed al loro smaltimento o riciclo illegale nelle regioni che ho appena citato. Su questo mi riservo di fornire ulteriori precisazioni della seconda fase.
Se poi vado a leggere i resoconti stenografici della Commissione d'Inchiesta Parlamentare sul ciclo dei rifiuti, alla data del 30 luglio 1997, trovo:
Citazione:
Non vi è dubbio che ci sono riscontri obiettivi al fatto che le organizzazioni criminali si interessano della gestione dei rifiuti e dell'aggressione al territorio.
GIOVANNI LUBRANO DI RICCO. Perché non risulta all'autorità amministrativa?
DONATO CEGLIE, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere . Perché evidentemente, quando in sede di comitato provinciale per l'ordine pubblico si fa costantemente il punto della situazione, proprio perché a Caserta si vive in un situazione di emergenza continua, nel senso che si raccolgono i cadaveri con le pale tra Casal di Principe e San Cipriano d'Aversa, la questione rifiuti come business gestita dalla camorra appare secondaria rispetto a fenomeni di maggiore allarme sociale (gli omicidi, il traffico di droga, il traffico di armi).
Potrei parlarvi, per esempio, del forte interesse che la camorra ha nella gestione dell'usura. Ma anche l'usura non è oggetto di frequente confronto e scambio di notizie tra gli uffici e con la prefettura. Eppure è risaputo che il mercato del credito clandestino e illegale che si traduce nell'usura in Campania è gestito interamente dalla camorra.
Evidentemente, deve affermarsi la coscienza del fatto che le organizzazioni criminali, in particolare la camorra, non perdono occasione per aprire nuovi fronti di attività imprenditoriali. La loro preoccupazione è soltanto quella di fare soldi: ben venga il traffico illecito di rifiuti, ben venga la gestione dell'usura, ben venga la prostituzione straniera o minorile purché le organizzazioni criminali facciano soldi. Quella del traffico di rifiuti è attività di esclusiva competenza e gestione delle organizzazioni criminali. Non c'è alcun dubbio. Ripeto che vi sono sentenze passate in giudicato. Evidentemente, non c'è un felice raccordo tra le istituzioni in campo e manca un efficace scambio di informazione. Penso che ciò accada per eccesso di lavoro, non ci vedo disattenzione o altre cose.
I reati riscontrati sono soprattutto quelli previsti in tema di scarico di liquidi e di acque reflue nei fiumi (legge Merli) e quelli previste dall'abrogato DPR n. 915 del 1982. Ho detto abrogato perché con il decreto legislativo n. 22 del 1997, il cosiddetto decreto Ronchi, che ha recepito due direttive comunitarie, ci troviamo in un quadro normativo del tutto nuovo. Lo considero per alcuni versi molto efficace, perché vi sono nuove fattispecie penalmente rilevanti e si è passati dall'idea dello smaltimento dei rifiuti a quella della vera e propria gestione dei rifiuti, con un approccio di natura imprenditoriale nuovo per il patrimonio dei rifiuti. Su questa nuova filosofia siamo in un ritardo clamoroso. Vedo le amministrazioni territoriali assolutamente insensibili al tema riguardante la gestione dei rifiuti. Perciò, si tratta soltanto di prelevare e di andare a smaltire con i costi più bassi possibili e nel posto più lontano possibile, casomai recandosi nel comune limitrofo o nella regione confinante. Se poi la ditta che prende i rifiuti li va a smaltire in un laghetto o al mare al sindaco non interessa: per lui l'importante è che non ci siano barricate o incendi nelle strade della sua amministrazione. Questo lo dico a causa dell'insensibilità e dell'incapacità che regnano sovrane nelle amministrazioni territoriali.
Mi lamento però del fatto che questo decreto, così nuovo e che per tanti versi rappresenta una speranza per il futuro, non abbia previsto una pena che consentisse l'arresto in flagranza in presenza delle condotte di maggiore pericolosità per l'ambiente. Ritengo che attivare una cava abusiva o scaricare rifiuti tossico-nocivi debba offrire la possibilità alle forze di polizia e al magistrato inquirente di procedere all'arresto in flagrante. La mia esperienza, prima in Calabria e poi in provincia di Caserta, mi dice questo: o si tronca immediatamente quell'attività illecita, oppure i soggetti che di essa vivono, subito dopo essere usciti dalla procura o dalla caserma, vanno a procurarsi un altro mezzo per riprendere l'escavazione.
Nel resoconto della Missione in Campania del 16 setembre 1997, si legge:
Citazione:
Voglio citare un ultimo caso, anche se non sono in grado di fare nome e cognomi e di dare riferimenti precisi. Però, da colloqui avuti con agricoltori amici, proprietari di strutture produttive nell'agro di Somma Vesuviana, risulta che spesso personaggi che non si qualificano, e che magari arrivano nottetempo, offrono fino a 100 milioni per l'interramento di un fusto di rifiuti radioattivi. E' facilmente immaginabile che il livello di onestà di una persona media può essere tranquillamente al di sotto di una cifra del genere, senza che ciò possa scandalizzare. Chi fa questo tipo di proposte, probabilmente, sa che se dovesse smaltire correttamente quel fusto spenderebbe molto più di 100 milioni. Allora, se il coacervo normativo e la situazione del mercato italiano fanno sì che il costo di smaltimento dei rifiuti radioattivi sia così alto, finché non lo porteremo ad una misura accettabile, in modo che questo tipo di mercato scenda sotto la soglia di onestà media, probabilmente vi saranno sempre questi personaggi che faranno queste proposte. Per fortuna, la persona con cui ho parlato ha rifiutato l'offerta, poiché gestisce una masseria di antica tradizione ed è riuscito ad avere la forza di dire di no.
Se poi andiamo a leggere la relazione della Commissione d'Inchiesta sui Rifiuti della XV legislatura, nella Relazione Territoriale sulla Campania del 13 Giugno 2007, leggiamo:
Citazione:
L’emergenza nell’emergenza – cioe` la vera emergenza, quella determinata
dall’esaurimento delle discariche a disposizione – ha, sempre con
maggiore frequenza, imposto soluzioni di brevissimo periodo, ed e` allora
che, sia pure in taluni casi e senza connotazioni di sistematicita`, la criminalita`
organizzata si e` presentata come uno dei soggetti in grado di offrire
risposte immediate.
La camorra, infatti, si e` da sempre contraddistinta per un controllo di
alcune aree del territorio, non disgiunto dalla capacita` di influenzare il
consenso delle realta` locali.
Sicche´, nel momento in cui e` stato necessario reperire nuovi siti da
adibire a discarica e, per giunta, si e` scelta la strada di demandare al soggetto
privato affidatario la scelta di tali siti, nell’impossibilita` di attivare i
fisiologici meccanismi di coinvolgimento delle comunita`, si e`, in taluni
frangenti, imboccata la scorciatoia del rapporto con quei soggetti che di
fatto hanno dato dimostrazione di essere in grado di controllare il consenso.
Lo scellerato rapporto fra taluni segmenti dell’apparato istituzionale e
criminalita` organizzata ha assunto, poi, nel caso della Resit (sempre oggetto
di investigazioni della Direzione Antimafia del capoluogo partenopeo),
connotazioni da vera e propria joint venture allorche´ a quest’ultima
e` stata assicurata, con una reiterata attivita` di falsificazione di atti e documenti
amministrativi, la possibilita` di sfruttare le discariche anche per
smaltire illecitamente rifiuti speciali.In definitiva, un siffatto contesto in cui le scelte sono state di fatto
condivise con mediatori sociali non istituzionali, e nel quale si e` assistito
ad una gestione dei fondi per finalita` spesso estranee all’avvio di un ciclo
integrato dei rifiuti, ha posto le condizioni perche´ quel dissenso, incapace
di manifestarsi secondo i canali ordinari, sia esploso talora con connotazioni
eclatanti.
Ecco, secondo me bisognerebbe leggerli più spesso i documenti "ufficiali". Ci si trovano delle vere e proprie "perle".
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Purtroppo, Willy, non tutti sono desiderosi di sapere la verità, di informarsi. A molti basta additare, sparare sentenze, così da tenere fede ai propri pregiudizi e stereotipi.
Contenti loro..
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Curiosa situazione... sui giornali non compaiono più notizie relative ai rifiuti di Napoli. Che succede? È finita "l'emergenza"? (ma, allora, che cacchio di "emergenza era"?), Berlusconi ha fatto "o' miracolo"? Boh.
Quindi, non vogliatemene, ma - dato che né "Il Giornale" né "La Padania" scrivono più nulla al riguardo, sono costretto a citare altri siti...
Da: Per chi brucia la Campania?
Citazione:
Per chi brucia la Campania?
dopo essere stata per gli ultimi vent'anni almeno la "pattumiera dei rifiuti industriali di Italia" ora, per chi dovrà bruciare la Campania?
8 giugno 2008 - Antonio Marfella
Da: La Di Gennaro sapeva che le ecoballe non potevano bruciare
Citazione:
La Di Gennaro sapeva che le ecoballe non potevano bruciare
Marta Di Gennaro era consapevole che analisi sui rifiuti effettuate dagli Svizzeri avevano dato esito diverso da quelle fatte eseguire dal Commissariato in Campania e che le prime dichiaravano il rifiuto non idoneo alla termovalorizzazione.
1 giugno 2008 - Comitato Allarme Rifiuti Tossici
Da: Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica� diffonde notizie false? | Rifiuti Zero Campania
Citazione:
Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica” diffonde notizie false?
Posted on Giugno 10th, 2008
Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica” diffonde notizie false?“La Repubblica” odierna (9 giugno 2008) in ben due articoli a pagina 16 e nella prima pagina dell’inserto regionale campano, preannunciati in prima pagina nazionale, diffonde notizie palesemente false circa i risultati delle indagini geologiche in corso nella cava del Poligono di Chiaiano inserita tra i siti in cui realizzare una discarica per rifiuti urbani e pericolosi nell’ambito del DL 23 maggio 2008, n. 90.
Fortuna che c'è Lui (e i Suoi rappresentanti sulla Terra): "Il Cardinal Sepe offre la Cava di Chiaiano a Berlusconi
Carlo D'Auria Mercoledì, 11 Giugno 2008
Chiaiano Emergenza Rifiuti Napoli Attualità EventiFonte ANSA
Il cardinale Sepe ha ribadito - nel corso del colloquio - la preoccupazione per la discarica di Chiaiano, molto contrastata dagli abitanti del quartiere, sia pure senza voler entrare nel merito della decisione. «Se serve la cava di proprietà dell’arciconfraternita dei Pellegrini, comunque - ha detto poi il cardinale ai giornalisti - è a disposizione.
La cava, è stata espropriata e dovrebbe essere utilizzata se la discarica verrà aperta a Chiaiano."
Da: Napoli – Il Cardinal Sepe offre la Cava di Chiaiano a Berlusconi
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
P.S.: Tania, è inutile che attacchi. Stai anche tu sulla mia lista "ignorati".
io attacco?
ok visto che sono nella tua lista di ignorati ,non mi calcolare grazie :asd:
comunque le notizie nei giornali ci sono,se tu non le leggi ...
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Una delle critiche che spesso vengono rivolte a chi non è d'accordo con le decisioni dei governi è quella che le critiche sono legittime, ma non sono proposte e non risolvono il problema dei rifiuti.
Tuttavia, proposte, da parte delle popolazioni e da parte di alcune organizzazioni ambientaliste, sono state fatte.
Ne riporto alcune:
Greenpeace (http://www.greenpeace.it/inquinament...enerimento.pdf) pubblica all'indirizzo segnalato uno studio su " Come attenersi alla Direttiva relativa alle discariche dei rifiuti senza incenerimento: una proposta di Greenpeace".
Il testo della Direttiva Europea si può consultare su: http://www.apat.gov.it/site/_files/D...a_99_31_CE.pdf
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha, da tempo, brevettato un sistema di trattamento meccanico a freddo dei rifiuti solidi urbani chiamato "Thor" (CNR-->News)
I dettagli tecnici di questo sistema si possono consultare qui: http://archingeo.files.wordpress.com...baninewl11.pdf
D'altra parte, i rifiuti spediti in Germania non è che vengano bruciati negli inceneritori tedeschi. I tedeschi non sono stupidi, quindi, separano e riciclano tutto il riciclabile e poi bruciano quel che non possono riutilizzare. Questo, almeno, afferma una notizia ANSA del 21 Maggio 2008:
Citazione:
BERLINO, 21 MAG - I rifiuti campani già smaltiti in Sassonia non sono stati bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma sono stati riciclati per ricavarne materie prime secondarie e composti organici che verranno venduti all'industria. Il 'percorso dell'immondizia italiana in Germania lo ha spiegato all'ANSA una portavoce del Ministero dell'Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente è finito in discarica. «Questi rifiuti non sono stati bruciati» negli inceneritori, ha detto la portavoce.
Anzitutto, ha spiegato sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.). Il resto, «una parte minore - ha proseguito - è statotrattato in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie», le quali bruciano questo materiale trasformandolo così in energia. Ma il grosso dei rifiuti campani diventa materia prima secondaria. E l'Italia, oltre a fornire l'immondizia, svolge anche un ruolo importante nella fase successiva del percorso di quest'ultima. Il Paese, infatti, è al terzo posto, con 2,01 milioni di tonnellate, della graduatoria degli acquirenti di materie prime secondarie.(ANSA).
L'articolo contiene anche una notizia interessante: esportiamo rifiuti iindifferenziati, pagando fior di quattrini ai tedeschi. I tedeschi ci guadagnano due volte: la prima volta accettando di farsi carico dei nostri rifiuti, la seconda vendendoci i materiali utili ricavati dai nostri rifiuti. Interessante sistema quello di pagare altri per riottenere quel che gli abbiamo venduto...
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Qui c'è qualcuno che aveva promesso di risolvere il problema dei rifiuti. Ma, invece di risolverlo lui, sta cercando di farlo risolvere ad altri... facile fare la polenta con la farina degli altri.
da "Il Manifesto", di ieri, 12 gugno 2008
Citazione:
RIFIUTI
Berlusconi chiama a raccolta «volontari da tutta Italia»
Da Napoli appello per l'emergenza. E sulla discarica di Chiaiano la conferma: «Si farà»
Francesca Pilla
NAPOLI
È più forte di lui, quando pensa di avere ragione non riesce a tenere un cecio in bocca, sia questo il «Kapò» diretto all'europarlamentare Schulz - in coincidente presenza a Napoli con la visita del premier - siano le sue doti da macho o l'affare rifiuti. E ieri l'ha rifatto: «Il sito di Chiaiano si farà. Ci sono 25 metri tra il fondo della discarica e la falda acquifera, per legge ne servono due. Ne eravamo sicuri, ma aspettiamo i risultati finali visto che ormai li abbiamo richiesti».
Delle due l'una o attende l'esito dei carotaggi del team composto da tecnici del sottosegretario Guido Bertolaso e da quelli dei comitati prima di dare il via libera, oppure era già in possesso delle informazioni necessarie e per nulla interessato ad acquisirne di nuove. Ma se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sul contentino concesso alle popolazioni interessate, per poi portare le stesse 700mila tonnellate di immondizia in pieno centro cittadino, Silvio Berlusconi rincara sparando a zero, nuovamente, sulla sinistra «smidollata»: «Non ci faremo ostacolare da minoranze organizzate, non faremo come l'estrema sinistra che pensava al dialogo come forma di democrazia e invece sconfinava nell'anarchia».
Così il cavaliere torna a Napoli e sostiene la fotocopia di discorsi già fatti sull'argomento. Lui ha le soluzioni in tasca o almeno afferma di averle, e se non le ha sa come renderle credibili. La città pulita entro venti giorni, nonostante ci siano 28mila tonnellate di rifiuti in periferia e se ne dichiarino 3mila in città. Il termovalorizzatore di Acerra pronto a fine anno, o almeno la prima linea, anche perché ha già chiarito, e ieri l'ha ribadito, che grazie all'emergenza sono state abolite tutte quelle regole sulle gare d'appalto, che Berlusconi definisce «insopportabili lungaggini». Aprirà, quindi, ogni discarica necessaria e l'esercito «non sarà solo a guardia degli impianti, ma avrà anche la direzione tecnica degli stessi». Porterà avanti la superprocura incaricata a Napoli, nella persona del procuratore Giandomenico Lepore e senza possibilità di sdoppiamenti con Salerno, di occuparsi delle inchieste sui rifiuti, nonostante i «consigli» del csm e le obiezioni della procura sui mezzi a disposizione. Comincerà infine la raccolta porta a porta, per questo arriveranno volontari da tutta Italia per l'impresa, anche perché il presidente ambientalista ricorda che «tra il 40 e il 60% dei rifiuti è costituito da imballaggi». Nel frattempo, invece di varare un decreto per limitare le industrie ci teniamo quello «militarizzato» sui siti e le spedizioni quotidiane verso la Germania che ci costano, a detta dello stesso premier, oltre 300mila euro al giorno.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
volontari per raccogliere la spazzatura?
ma se napoli ha il numero più alto di netturbini in italia....
semmai quello che manca sono i mezzi per raccoglierla e per smistare la differenziata...
.......a che pro mandare altre persone???!! :look:
e poi ,personalmente, mi metto nei panni dei fantomatici volontari...
ma perchè uno dovrebbe offrirsi volontario per fare una cosa per cui ci sono già una marea di addetti (pagati)???
sinceramente questa uscita non l'ho capita...
cosa avrà voluto dire?
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Citazione:
Originalmente inviato da
Lepre*marzolina
volontari per raccogliere la spazzatura?
ma se napoli ha il numero più alto di netturbini in italia....
Il che porta inevitabilmente a riflettere.
Citazione:
Originalmente inviato da
Lepre*marzolina
semmai quello che manca sono i mezzi per raccoglierla e per smistare la differenziata...
.......a che pro mandare altre persone???!! :look:
e poi ,personalmente, mi metto nei panni dei fantomatici volontari...
ma perchè uno dovrebbe offrirsi volontario per fare una cosa per cui ci sono già una marea di addetti (pagati)???
sinceramente questa uscita non l'ho capita...
cosa avrà voluto dire?
Concordo ed in più aggiungo che i rifiuti, proprio per le loro prerogative che li possono rendere altamente nocivi, non devono essere maneggiati da "volontari", magari digiuni delle più basilari norme da seguire in questo caso, ma devono essere raccolti e smistati da chi di competenza che viene regolarmente retribuito e soprattutto formato per svolgere questo lavoro.
Willy ottimo contributo. :sisi:
Certo che ci vuole coraggio a promettere soluzioni immediate e poi scaricare la patata bollente e far risolvere il problema agli altri, con "soluzioni" che lasciano il tempo che trovano. :rolleyes:
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Oh, ma Berlusconi è meglio di San Gennaro! I rifiuti non sono intercettazioni telefoniche, ma sui giornali e in tv non si vedono più. Proviamo a capire perché partendo da questo articolo de "Il Manifesto" di ieri, 19 giugno 2008:
Citazione:
Immondizia in autogestione
La magistratura ha decapitato i vertici dei siti «Cdr» per la differenziata in Campania. Così ora sono gli operai a gestire direttamente gli impianti Un lavoro che sta limitando l'accumulo della «monnezza». Per garantire questa funzione di pubblica utilità, i sindacati hanno revocato uno sciopero contro la dismissione degli impianti prevista dal governo
Guido Viale
Per certi versi è un po' come l'occupazione delle fabbriche del 1921; ma i tempi sono cambiati e nessun giornale o telegiornale ha riportato la notizia. Da più di quindici giorni in Campania gli operai dei sette «Cdr» fanno marciare gli impianti «da soli». I direttori degli stabilimenti sono stati tutti arrestati nell'ambito della retata che ha messo in galera i vertici della Protezione civile; poi sono stati rilasciati (hanno dimostrato di aver avvertito per tempo l'ex commissario straordinario, ora sottosegretario, della pessima qualità dei materiali che uscivano dagli impianti); ma sono stati diffidati dal riprendere il loro posto. Il Genio militare, che il governo ha incaricato di sostituirli, non è ancora subentrato. Ma quando lo farà, non servirà a molto: l'Esercito non ha knowhow in questo campo e i suoi ufficiali ci metteranno un po' prima di acquisire una competenza anche solo paragonabile a quella degli operai che ci lavorano da anni.
Nel frattempo i «Cdr» hanno funzionato come sfogo per la monnezza raccolta sulle strada (l'esportazione in Germania non basta), prevenendo l'accumulo di decine di migliaia di tonnellate in più. Per garantire questa funzione di pubblica utilità, il 13 giugno i sindacati hanno persino revocato uno sciopero indetto per protestare contro lo smantellamento degli impianti previsto dal decreto governativo sull'emergenza rifiuti in Campania del 23 maggio scorso. Il decreto prescrive infatti che i «Cdr» campani vengano chiusi, messi in vendita e - eventualmente - riutilizzati dai nuovi compratori come impianti di compostaggio, riattivando cioè solo la linea di stabilizzazione della frazione organica e dismettendo quella di trattamento della frazione secca. Il che comporterebbe il licenziamento della metà, e anche più, delle maestranze in forza negli impianti, e la possibilità per gli altri di riprendere il lavoro solo se gli impianti troveranno dei compratori. La lotta degli operai dei «Cdr» va sostenuta, anche perché sul loro destino si gioca una partita più grande.
In merito, gli indirizzi enunciati dalla Regione Campania e illustrati a suo tempo dal nuovo assessore all'Ambiente Walter Ganapini, sono quelli di un'urgente riabilitazione e adeguamento (revamping) di questi impianti, attualmente fermi o malfunzionanti non per fondamentali difetti di progettazione e costruzione (come è invece il caso dell'inceneritore di Acerra), ma perché inspiegabilmente sigillati senza essere mai entrati in produzione (è il caso dell'impianto di Tufino); oppure, perché intasati da cumuli ancora non lavorati di Fos (Frazione organica stabilizzata: è il materiale che si ricava dal trattamento della parte organica del rifiuto urbano indifferenziato: destinata, se il ciclo di lavorazione viene completato, alla copertura di discariche o a bonifiche ambientali); oppure ancora, e per lo più, perché fatti funzionare per anni al di sopra delle loro capacità, senza preoccuparsi di separare correttamente la frazione organica putrescibile e mescolando al tutto anche rifiuti radioattivi e rifiuti tossici introdotti surrettiziamente dalla camorra, insaccando il tutto in milioni di ecoballe che attendono il fuoco purificatore dell'inceneritore di Acerra; con il beneficio delle generosissime tariffe incentivanti per l'energia elettrica prodotta (Cip6), erogati a spese delle energie rinnovabili e delle bollette elettriche pagate da tutti noi.
Il revamping dei «Cdr» - per il quale l'assessore Ganapini, dopo un'ispezione tecnica agli impianti, aveva stimato un costo complessivo di 3-5 milioni di euro e pochi mesi per essere completato - permetterebbe di avviare immediatamente la frazione secca combustibile (plastica, carta e stracci, e non quell'ammasso di rifiuto indifferenziato e triturato di cui sono fatte le ecoballe) a impianti in grado di utilizzarli come combustibile addizionale, perché già dotati degli apparati di abbattimento delle emissioni che ne verrebbero generate: cementifici o centrali elettriche alimentate a carbone; oppure a uno stabilimento di arricchimento con l'addizione di pneumatici fuori uso: trattamento per il quale la Pirelli dispone già di un impianto in provincia di Cuneo, che intende potenziare. Trattative per attivare questi sbocchi sono state avviate da tempo. Quanto alla Fos, una volta completato il trattamento e depurata da materiali estranei, può essere utilizzata con effetti benefici (assorbe la diossina presente nel suolo) nella bonifica di terreni agricoli compromessi e non utilizzabili per diversi anni in colture alimentari. Da mandare in discarica resterebbe in tal caso solo il «sottovaglio», cioè lo scarto di lavorazione (cocci, cicche, frammenti di plastica e vetro, polveri, ceneri, ecc.). Infine, un potenziamento delle linee di lavorazione della frazione «secca», con operazioni sia meccaniche che manuali, potrebbe portare a un recupero quasi completo dei materiali contenuti. Impianti del genere (detti Mbt) sono già in funzione in diversi paesi; in Italia una performance di eccellenza, con il recupero integrale di tutto il rifiuto conferito, è stato raggiunta in un impianto di Vedelago (Tv). Il costo complessivo di interventi del genere è una frazione di quello di un inceneritore di capacità equivalente, e non ha bisogno di incentivi Cip6. La capacità di trattamento dei sette «Cdr» campani è comunque già oggi sufficiente ad assorbire tutta la produzione di rifiuti urbani della regione.
Ma non ce ne sarà bisogno. Il decreto governativo del 23 maggio prescrive di portare la raccolta differenziata al 50% entro il 2010 (e al 25% entro il 2008). Complessivamente sono 3-3.500 tonnellate di rifiuti urbani al giorno che verranno recuperati dai consorzi aderenti al Conai (Conosorzio nazionale imballaggi) in impianti già esistenti o in programma e in impianti di compostaggio che la regione Campania si accinge a finanziare e di cui sono in corso identificazione, dimensionamento e localizzazione. Se questi ambiziosi obiettivi verranno raggiunti, o anche solo avvicinati, sarà grazie alla riorganizzazione del servizio promosso dalla regione attraverso la creazione di nuove società che sostituiranno i consorzi inefficienti, e non certo grazie agli «angeli della monnezza» reclutati in via estemporanea dalla Protezione Civile. L'altra metà dei rifiuti campani (altre 3-3.500 tonnellate al giorno) viene destinata dal decreto del governo a finire direttamente nei quattro inceneritori previsti (quando ci saranno), saltando il passaggio nei «Cdr» e, in attesa che gli inceneritori vengano realizzati e attivati, nelle 10 discariche presidiate dall'esercito. Ma la capacità prevista per i quattro inceneritori è il doppio del rifiuto residuo destinato a combustione. Se poi i «Cdr» verranno riabilitati, ci sarà un eccesso di capacità di incenerimento ancora maggiore: il governo intende utilizzarlo per bruciare le ecoballe già prodotte e altri rifiuti tossici estratti dalle zone di bonifica (materiali che richiedono soluzioni e impianti di tutt'altro tipo); ma potranno venir inceneriti in Campania anche rifiuti provenienti da regioni che non godono degli incentivi Cip6. La popolazione della Campania non ne sarà molto contenta; l'Unione europea probabilmente neanche. Le misure per rimettere in sesto i «Cdr» prima che il piano di incenerimento si concretizzi è una corsa contro il tempo.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Rifiuti: arrivano gli «psicologi della monnezza»:zott::mumble::zott:
Rifiuti: arrivano gli «psicologi della monnezza» - Il Sole 24 ORE
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
Ieri sera ho conosciuto un gruppo di ragazzi della protezione civile della sezione di vicenza che partirà in luglio per Napoli come migliaia di altre persone in tutta Italia, per il progetto sulla raccolta differenziata. Al di là di tutto, al di là del problema da dove nasca , di chi è stata la colpa , a chi dare questa patata bollente, al di là delle polemiche sui siti per la spazzatura..ecco io penso che non si possa dire niente sui volontari e su questa iniziativa proprio per rispetto di questa gente che invece di andarsene in vacanza al mare come probabilmente gran parte di noi farà, sarà impegnata a dare una mano a risolvere questo enorme casino.Penso si stia facendo il possibile per risolvere questa situazione, e le prove sono sotto gli occhi di tutti(poi chi vuol far finta di non vedere per spirito di contraddizione contro il governo in carica faccia pure ) ...e finalmente!!! Finalmente oltre a tante belle parole qualcosa di concreto .
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
sono del parere che non necessariamente un'azione di volontariato porti in ogni caso beneficio. i VFB sono volontari ma non credo siano proprio tutti tutti animati dalla voglia di aiutare gratuitamente. così pure il servizio civile (senza voler fare di tutt'erba un fascio) è spesso frequentato da chi per un anno è certo di poter avere un part time sicuro, regolamentare e riconosciuto (oltre al beneficio che ottieni avendo la possibilità di metterlo sul curriculum).
tutto questo tenuto conto delle dovute eccezioni.
ci manderanno pure gli alieni a napoli? possibile che non si prenda in considerazione nessuna soluzione ragionevole che rispetti la salute delle persone e dell'ambiente solo perchè non va a riempire le tasche dei pochi? io mi sento presa in giro quando sento cose di questo tipo e mi sento in pericolo quando sento soluzioni diverse...
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Riferimento: i rifiuti a Napoli
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Originalmente inviato da
stellamaranta
sono del parere che non necessariamente un'azione di volontariato porti in ogni caso beneficio. i VFB sono volontari ma non credo siano proprio tutti tutti animati dalla voglia di aiutare gratuitamente. così pure il servizio civile (senza voler fare di tutt'erba un fascio) è spesso frequentato da chi per un anno è certo di poter avere un part time sicuro, regolamentare e riconosciuto (oltre al beneficio che ottieni avendo la possibilità di metterlo sul curriculum).
tutto questo tenuto conto delle dovute eccezioni.
ci manderanno pure gli alieni a napoli? possibile che non si prenda in considerazione nessuna soluzione ragionevole che rispetti la salute delle persone e dell'ambiente solo perchè non va a riempire le tasche dei pochi? io mi sento presa in giro quando sento cose di questo tipo e mi sento in pericolo quando sento soluzioni diverse...
Ho capito io però in qualcosa bisognerà pur credere e dare fiducia no??? Non mi sembra si stiano girando i pollici ..