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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Diciamo che in certi momenti lasciavano cadere la maschera e diventavano vanesi, beffardi, perfino strafottenti. Il tutto cambiando voce, sguardo, espressione del volto, movimenti del corpo, eccetera.
Per fare un esempio recente, uno dei miei border, nel corso di una conversazione in mezzo alla strada, di colpo ha incominciato ad agitarsi e, ghignando, mi ha fatto con una voce gutturale: "Non sai quante balle gli racconto a quelli dell'ufficio." (testuali parole).
uno dei miei border.
Vorrei chiederti che significato ha secondo te, al tuo interno questa tua affermazione - uno dei "miei" border - e cosa vorrebbe comunicare agli altri, tramite anche le attente osservazioni sullo stesso che riferisci successivamente.
Mi sembra molto interessante ed utile, in questa discussione, comprendere questo aspetto, data la sua pregnanza per te.
Grazie per la risposta.
Ciao
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Ricorro all'espressione "i miei border" per semplificare. Nel corso della mia vita, mi sono rapportato ad alcuni border, di cui due frequentati con una certa intensità. Tutto qui.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Ricorro all'espressione "i miei border" per semplificare. Nel corso della mia vita, mi sono rapportato ad alcuni border, di cui due frequentati con una certa intensità. Tutto qui.
Sì, ma non è carino
Ne parli come se fossero oggetti. Tutto qui.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
dogana_vecchia
Ricorro all'espressione "i miei border" per semplificare. Nel corso della mia vita, mi sono rapportato ad alcuni border, di cui due frequentati con una certa intensità. Tutto qui.
più che altro, dicendo "i miei border", sembra che tu stia parlando di 2 border collie :asd:
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Secondo me e' impossibile stabilire se questi soggetti sian piu borderline o affetto da antisocialita', perche' i comportamenti sono pressoche' simili.
Mmmh, sì ora mi trovi d'accordo, quando invece qualche tempo fa dicevo che erano due disturbi opposti.
Il border e l'antisociale hanno qualcosa in comune.
Ci ho riflettuto e me ne sono accorta.
Una specie di "allergia" alle regole. Un po' anarchici. Vivi e lascia vivere, la filosofia di vita. Ribelli fin dalla nascita.
Mi è concesso fare qualsiasi cosa, finchè non uccido e non faccio del male agli altri. Quello è il limite. Per il resto, non vedo nulla di male.
Infatti quando si combinano cazzate si dice spesso: "ooooh, quanto la fate lunga, non ho ammazzato nessuno!!"
Perchè tutto il resto si pensa che sia "passabile".
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Fanno del male agli altri, maschi o femmine che siano. Gli uni e gli altri tendono alla violenza fisica e verbale, e sono pronti anche a gesti estremi, come dare una coltellata, o una sprangata.
Violenza fisica. Forse solo sotto l'effetto di droghe e alcool.
Il borderline fa molto più male a se stesso che agli altri.
Però hai detto una cosa ASSOLUTAMENTE VERA.
"..sono pronti anche a gesti estremi, come dare una coltellata, o una sprangata"
Sì, per amore. Soprattutto per amore. Ma anche per vendetta.
"Della serie, "finchè non mi rompi le palle, io non ti tocco"
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Tutti e due, secondo la mia esperienza, manifestano una anaffettivita' di fondo, diffidenza, svalutazione di se, degli altri, della realta', a secondo delle circostanze.
Anaffettività di fondo, direi di no. Se per anaffettività intendi l'incapacità di essere affettuosi.
Forse per l'antisociale decisamente sì. Se ne frega di tutto e di tutti. Ma il borderline no; anzi. Cerca sempre qualcuno che gli voglia bene, capace di donargli l'amore che gli è mancato. E anche lui (il border) è capace di riempirti di attenzioni, come nessun altro ha fatto prima. Quindi non è diffidente e nemmeno anaffettivo.
Svalutazione di sè, sì. Degli altri, anche.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Comunque per ripondere alla domanda iniziale, direi che il borderline [se esiste] ha bisogno sopratutto di continuita' affettiva.
Hai capito tutto.
Bravo.
Non ho altro da aggiungere su sto punto.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Secondo l'analisi transazionale lui e' Si, mentre il mondo e' No. Ovviamente dentro di se, nel profondo, si sente No, cioe' inadeguato, ma non lo ammettera' mai all'esterno.
Sopratutto con un estraneo. Tantomeno con un terapista di qualsiasi tipo.
Boh, questo credo dipende da caso a caso.
Il border vede tutto nero. Sia il mondo che se stesso. Anche se altre volte si sente un figo.
Ma c'è sempre di fondo questa inadeguatezza. Si sente diverso da tutto il resto del mondo. Come se fosse capitato in un mondo che non è il suo, intorno a gente che non c'entra niente con le sue caratteristiche. Cioè, compatibilità zero.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Sa bene chi e' il Salvatore, ed e' capace di valutarlo con una occhiata.
Sa da chi puo' ottenere qualcosa, quello che e' manipolabile ai suoi fini, e quello da cui dovra' guardarsi.
ahahahahahhahaha
è vero. E' intelligenza questa!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Per fare questo provochera', mettera' alla prova, tentera' di manipolarlo, tentera' di rifiutarlo, cerchera' anche di fargli del male, se possibile, facendo del male a se stesso o a lui, o agli altri.
Ma tutto questo, bisogna dire, INCONSAPEVOLMENTE.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
E il mondo di costui non prevede affetto, solo cose. O per creare una immagine legata al bambino, non amore ma solo latte.
questo punto non l'ho capito..:mumble:
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Sara' solo la continuita' affettiva che avra' ragione della sua rabbia e della sua diffidenza. L'esserci sempre, in modo fermo, tranquillo, inossidabile, irremovibile, instancabile.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Per Oscarmoreno
Quando affermi che il mondo del soggetto borderline non prevede amore, solo latte, vuoi dire che egli non è capace di sentire ed esprimere emozioni e sentimenti a livello simbolico, ma solo tramite azioni per ciò che riguarda sè stesso e relativamente a ciò che gli viene offerto dagli altri, comprende solo ciò che è "concreto?" Cioè anche l'amore secondo te, lo comprende non con le parole o con una empatia profonda da parte dell'altro verso di lui - come ad es., un terapeuta capace - e ciò che prova ma solo se tale altro, glielo dimostra in modi concreti? E' in tale concretezza che in realtà tu collochi il bisogno di continuità di cui parli?
Cioè attraverso continue espressioni concrete che la rendano visibile e/o toccabile e non solo emotivamente avvertibile dall'individuo?
Mi piacerebbe capire meglio ciò che vuoi realmente dire con questa frase.
Grazie
Ciao:ciao:
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Citazione:
Originalmente inviato da
peste1987
Il border e l'antisociale hanno qualcosa in comune.
Ci ho riflettuto e me ne sono accorta.
Una specie di "allergia" alle regole. Un po' anarchici. Vivi e lascia vivere, la filosofia di vita. Ribelli fin dalla nascita.
questo punto non l'ho capito..:mumble:
Difficoltà ad adeguarsi alle regole sì; essere contro le regole, stabilendo il delinquere come proprio modo di esser-ci, no. Ovviamente secondo la mia esperienza clinica.
E poi, si scrive dell' antisociale come fosse un "tipo" unico, alla lombrosiana; antisociali ce ne sono molti tipi e compiono azioni molto diverse.
Ciao. Lucio
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Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Difficoltà ad adeguarsi alle regole sì; essere contro le regole, stabilendo il delinquere come proprio modo di esser-ci, no. Ovviamente secondo la mia esperienza clinica.
E poi, si scrive dell' antisociale come fosse un "tipo" unico, alla lombrosiana; antisociali ce ne sono molti tipi e compiono azioni molto diverse.
Ciao. Lucio
non so se sto per dire una stupidità, ma, al di là delle classificazioni diagnostiche del DSM, il termine "antisociale" fa riferimento ai comportamenti (quindi esterni, osservabili, ecc...), una persona viene diagnosticata "antisociale" quando mette in atto comportamenti, azioni o condotte che vanno contro le regole e i diritti altrui. Invece il termine "borderline" fa riferimento all'organizzazione (interiore) di personalità, ai vissuti interiori (di abbandono, di separazione, ecc.) che eventualmente possono anche manifestarsi sotto forma di violazione delle regole.
Il borderline può essere confuso con un antisociale nel caso in cui esprime il suo disagio per mezzo di atti eteroaggressivi. Ma il borderline può esprimere tali disagi anche in modi che non hanno niente a che fare con l'antisociale, ad esempio tagliandosi (autoaggressività) o non mangiando (vi sono numerosi borderline con disturbi dell'alimentazione)
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Originalmente inviato da
Johnny
non so se sto per dire una stupidità, ma, al di là delle classificazioni diagnostiche del DSM, il termine "antisociale" fa riferimento ai comportamenti (quindi esterni, osservabili, ecc...), una persona viene diagnosticata "antisociale" quando mette in atto comportamenti, azioni o condotte che vanno contro le regole e i diritti altrui. Invece il termine "borderline" fa riferimento all'organizzazione (interiore) di personalità, ai vissuti interiori (di abbandono, di separazione, ecc.) che eventualmente possono anche manifestarsi sotto forma di violazione delle regole.
Il borderline può essere confuso con un antisociale nel caso in cui esprime il suo disagio per mezzo di atti eteroaggressivi. Ma il borderline può esprimere tali disagi anche in modi che non hanno niente a che fare con l'antisociale, ad esempio tagliandosi (autoaggressività) o non mangiando (vi sono numerosi borderline con disturbi dell'alimentazione)
Non credo sia una stupidità e mi trovo in accordo.
Ciao. Lucio
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Per Oscarmoreno
Quando affermi che il mondo del soggetto borderline non prevede amore, solo latte, vuoi dire che egli non è capace di sentire ed esprimere emozioni e sentimenti a livello simbolico, ma solo tramite azioni per ciò che riguarda sè stesso e relativamente a ciò che gli viene offerto dagli altri, comprende solo ciò che è "concreto?" Cioè anche l'amore secondo te, lo comprende non con le parole o con una empatia profonda da parte dell'altro verso di lui - come ad es., un terapeuta capace - e ciò che prova ma solo se tale altro, glielo dimostra in modi concreti? E' in tale concretezza che in realtà tu collochi il bisogno di continuità di cui parli?
Cioè attraverso continue espressioni concrete che la rendano visibile e/o toccabile e non solo emotivamente avvertibile dall'individuo?
Mi piacerebbe capire meglio ciò che vuoi realmente dire con questa frase.
Grazie
Ciao:ciao:
Gaia, non sono bravo nello svolgere discordi troppo articolati, perche' la mia spinta e' :- Sbrigati!-, oltre al :- Sii forte!-, perche' spesso divento una spina nel fianco e devo sorbirmi le reazioni[Socrate docet].
Oltre a dire che ogni generalizzazione rischia di essere incongruente, perche' non sappiamo quanto ci sia di ereditario e quanto acquisito dal contesto [relazione con mamma, famigilia, altri soggetti carismatici, compresi alcuni compagni di gioco], direi che sia necessario vedere anche il soggetto nel momento in cui e'.
Se e' una bambino e chiaro che probabilmente la continuita' affettiva puo' ridimensionare la sua diffidenza ed il suo rifiuto, almeno generalmente. Il bambino non aspetta altro che carezze e se arrivano, dopo un po' di insistenza, le difese cedono.
Se invece siamo nell'adolescenza sono maggiori anche i danni verso se e' gli altri, e ormai la diffidenza e' diventata un habitus, che rigetta ogni buona intenzione del salvatore di turno.
Il marginale si vanta di sentirsi diverso e a volte non e' nemmeno vero che sia un isolato.
Diventa naturale intrupparsi con altri soggetti simili, di cui percepisce l'odore da lontano.
Ma anche qui le possibilita' di ridare una dimensione al suo bisogno affettivo e' possibile.
In fondo lui non chiede altro che qualcuno lo ami.
In mancanza di carezze positive cerchera' anche carezze negative. Essere rigettato puo' diventare un modo per poter dire a se stesso:- Allora esisto!-
Alcuni usano l'arma del rifiuto totale e integrale se si sentono avvicinati nel loro intimo. Altri un rifiuto parziale, che, anche in modo conflittuale, viene mantenuto.
Di fronte alla carenza di carezze positive si cercano le carezze illusorie, come la canapa o l'eroina, ma anche quello che capita, pur di "sballare".
Sopratutto se cosi facendo si sente parte di un gruppo di infelici come lui.
Ma se passa oltre questa eta' collezionando frustrazioni e consolidando le sue convinzioni perde la speranza sempre piu' flebile di essere amato, mentre invece scopre che attraverso i mezzi materiali, di ogni tipo puo' ottenere almeno un falso amore, un falso rispetto, una falsa attenzione [che in alcuni puo' essere anche vera ammirazione].
Ma lui non ci crede, perche la sua diffidenza ormai e' strutturata. Diventera' scaltro, furbo, manipolatore, amorale, pronto a tutto per parseguire i suoi fini, accumulatore di beni, oppure gettera' la spugna, e rifiutera' ogni contatto col mondo.
Allora il rifiuto diventera' anche verso le cose, gli oggetti, oltre che le persone, e la sua vita avra' buone probabilita' di essere quella del reietto.
Poi tutto dipende dalla gravita' del copione. Ci sono copioni perdenti di primo secondo o terzo grado, secondo l'AT.
Anche chi e' apparentemente vincente, divorato dalla sua smania e la sua incontentabilita', finira' per crollare, travolto dalla sua insaziabilita'.
Peste ha detto qualcosa circa l'anaffettivita'.
A me sembra che apparentemente ci sia, ma sia solo di facciata inizialmente, fino a quando non sara' talmente interiorizzata da essere impenetrabile.
Comunque penso che la genesi non sia soltanto da ricercare in famiglie disatrate, o affettivamente insufficenti.
Anche i soggetti viziati da un genitore troppo amorevole e permissivo, porta allo stesso risultato di fondo. Ma forse questo stimola piu' alla antisocialita' e all'egoismo, che non alla marginalita'.
Ma sono considerazioni basate sull'esperienza e sull'osservazione diretta, per cui possono essere anche molto soggettive.
Ciao.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Gaia, non sono bravo nello svolgere discordi troppo articolati, perche' la mia spinta e' :- Sbrigati!-, oltre al :- Sii forte!-, perche' spesso divento una spina nel fianco e devo sorbirmi le reazioni[Socrate docet].
Oltre a dire che ogni generalizzazione rischia di essere incongruente, perche' non sappiamo quanto ci sia di ereditario e quanto acquisito dal contesto [relazione con mamma, famigilia, altri soggetti carismatici, compresi alcuni compagni di gioco], direi che sia necessario vedere anche il soggetto nel momento in cui e'.
Se e' una bambino e chiaro che probabilmente la continuita' affettiva puo' ridimensionare la sua diffidenza ed il suo rifiuto, almeno generalmente. Il bambino non aspetta altro che carezze e se arrivano, dopo un po' di insistenza, le difese cedono.
Se invece siamo nell'adolescenza sono maggiori anche i danni verso se e' gli altri, e ormai la diffidenza e' diventata un habitus, che rigetta ogni buona intenzione del salvatore di turno.
Il marginale si vanta di sentirsi diverso e a volte non e' nemmeno vero che sia un isolato.
Diventa naturale intrupparsi con altri soggetti simili, di cui percepisce l'odore da lontano.
Ma anche qui le possibilita' di ridare una dimensione al suo bisogno affettivo e' possibile.
In fondo lui non chiede altro che qualcuno lo ami.
In mancanza di carezze positive cerchera' anche carezze negative. Essere rigettato puo' diventare un modo per poter dire a se stesso:- Allora esisto!-
Alcuni usano l'arma del rifiuto totale e integrale se si sentono avvicinati nel loro intimo. Altri un rifiuto parziale, che, anche in modo conflittuale, viene mantenuto.
Di fronte alla carenza di carezze positive si cercano le carezze illusorie, come la canapa o l'eroina, ma anche quello che capita, pur di "sballare".
Sopratutto se cosi facendo si sente parte di un gruppo di infelici come lui.
Ma se passa oltre questa eta' collezionando frustrazioni e consolidando le sue convinzioni perde la speranza sempre piu' flebile di essere amato, mentre invece scopre che attraverso i mezzi materiali, di ogni tipo puo' ottenere almeno un falso amore, un falso rispetto, una falsa attenzione [che in alcuni puo' essere anche vera ammirazione].
Ma lui non ci crede, perche la sua diffidenza ormai e' strutturata. Diventera' scaltro, furbo, manipolatore, amorale, pronto a tutto per parseguire i suoi fini, accumulatore di beni, oppure gettera' la spugna, e rifiutera' ogni contatto col mondo.
Allora il rifiuto diventera' anche verso le cose, gli oggetti, oltre che le persone, e la sua vita avra' buone probabilita' di essere quella del reietto.
Poi tutto dipende dalla gravita' del copione. Ci sono copioni perdenti di primo secondo o terzo grado, secondo l'AT.
Anche chi e' apparentemente vincente, divorato dalla sua smania e la sua incontentabilita', finira' per crollare, travolto dalla sua insaziabilita'.
Peste ha detto qualcosa circa l'anaffettivita'.
A me sembra che apparentemente ci sia, ma sia solo di facciata inizialmente, fino a quando non sara' talmente interiorizzata da essere impenetrabile.
Comunque penso che la genesi non sia soltanto da ricercare in famiglie disatrate, o affettivamente insufficenti.
Anche i soggetti viziati da un genitore troppo amorevole e permissivo, porta allo stesso risultato di fondo. Ma forse questo stimola piu' alla antisocialita' e all'egoismo, che non alla marginalita'.
Ma sono considerazioni basate sull'esperienza e sull'osservazione diretta, per cui possono essere anche molto soggettive.
Ciao.
Grazie della risposta e della precisazione delle basi da cui essa nasce.
Ciao:):ciao:
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Peste ha detto qualcosa circa l'anaffettivita'.
A me sembra che apparentemente ci sia, ma sia solo di facciata inizialmente, fino a quando non sara' talmente interiorizzata da essere impenetrabile.Ciao.
Scusa l'intromissione, ma la parte in grassetto non la comprendo bene; saresti così gentile da spiegarti meglio.
Ciao.Lucio
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Scusa l'intromissione, ma la parte in grassetto non la comprendo bene; saresti così gentile da spiegarti meglio.
Ciao.Lucio
SE non ricordo male mi riferivo a qualcosa che aveva detto Peste
Citazione:
Citazione:
oscarmoreno dice:
Tutti e due, secondo la mia esperienza, manifestano una anaffettivita' di fondo, diffidenza, svalutazione di se, degli altri, della realta', a secondo delle circostanze.
Peste dice:
Anaffettività di fondo, direi di no. Se per anaffettività intendi l'incapacità di essere affettuosi.
Forse per l'antisociale decisamente sì. Se ne frega di tutto e di tutti. Ma il borderline no; anzi. Cerca sempre qualcuno che gli voglia bene, capace di donargli l'amore che gli è mancato. E anche lui (il border) è capace di riempirti di attenzioni, come nessun altro ha fatto prima. Quindi non è diffidente e nemmeno anaffettivo.
Svalutazione di sè, sì. Degli altri, anche.
oscarmoreno dice:
Peste ha detto qualcosa circa l'anaffettivita'.
A me sembra che apparentemente ci sia, ma sia solo di facciata inizialmente, fino a quando non sara' talmente interiorizzata da essere impenetrabile.
Intendevo dire che l'atteggiamento verso gli altri e' di rifiuto:- Voi siete no- [probabilmente a partire dalla mamma], e la reazione e' del tipo:- Sii forte! Non mostrare le tue debolezze. Renditi autonomo. Rifiuta. Non hai bisogno di nessuno.-.
Queste mi sembrano le frasi che dice a se stesso, facendo parlare il suo Genitore interiore, perche' in genere rifiuta il modello genitoriale proposto.
I suoi atteggiamenti sono antisociali, in quanto il rifiuto dell'autorita' e sopratutto il rifiuto del genitore biologico, o surrogati.
Deve percio' costruirsi un suo modello interiore di genitore che, a secondo delle capacita' ideatice e della fantasia, viene creato idealizzando qualche figura levata dai contesti piu' disparati. Di solito socialmente negativi o marginali, con cui si sente in sintonia.
E' percio' questo suo apparente rifiuto che sembra anaffettivita', in quanto il "marginale" si sforza di essere insensibile, e spesso deve anche combattere con una sensibilita' e una emotivita' non comuni, e perennemente insoddisfatte.
Se questi atteggiamenti si rinforzano e trovano giustificazione, ottenendo riconoscimento e carezze, verranno mantenuti e accentuati, passando dall'ironia, al sarcasmo, al cinismo freddo e metodico, alla brutalita', alla violenza premeditata, che sostituisce gli scatto di violenza incontrollata, tipica dell'adolescente o del giovane.
Ma come gia detto a Rosa, poi ogni caso e' a se e non so come si faccia a stabilire se un soggetto e' piu borderline o antisociale, se non dai gesti compiuti.
E sopratutto conta la genetica e la propria storia personale.
Percio' anche la mia e' una generalizzazione.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ma come gia detto a Rosa, poi ogni caso e' a se e non so come si faccia a stabilire se un soggetto e' piu borderline o antisociale, se non dai gesti compiuti.
E sopratutto conta la genetica e la propria storia personale.
Per quanto ogni soggetto sia storia a sè, la diagnosi differenziale è possibile in base all'individuazione di temi strutturali di base. Se nel disturbo borderline è centrale l'ambivalenza nei confronti del legame ed i vissuti di vuoto, nelle strutture antisociali prevalgono temi di sopraffazione e sadismo e non c'è ambivalenza nei confronti della relazione, bensì disprezzo.
Saluti
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione di Oscarmoreno che scrive:Percio' anche la mia e' una generalizzazione.
Non ho tempo di soffermarmi su tutte le “verità” che hai scritto –credo e spero di poterlo fare in seguito-.
Desideravo, solo, riferirmi al fatto che affermi di fare una generalizzazione; non descrivi, quindi, quelle che ho chiamato “verità” basandoti su uno o più casi di soggetti borderline: ci informi su tutto l’universo di queste persone.
Insomma un borderline per tutti: affettività/anaffettività: socialità/antisocialità; figure di riferimento e altro.
Fortuna vuole che non indichi la terapia certa – se, per te, esiste -; scrivo fortuna, ironicamente, perché una tua indicazione mi risparmierebbe molta fatica. Seguo infatti le discussioni sul problema borderline soprattutto per imparare.
Ti ringrazio, comunque, per la risposta: forse, leggendola con calma, qualcosa se ne può ricavare.
Ciao. Lucio
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Citazione di Oscarmoreno che scrive:Percio' anche la mia e' una generalizzazione.
Non ho tempo di soffermarmi su tutte le “verità” che hai scritto –credo e spero di poterlo fare in seguito-.
Desideravo, solo, riferirmi al fatto che affermi di fare una generalizzazione; non descrivi, quindi, quelle che ho chiamato “verità” basandoti su uno o più casi di soggetti borderline: ci informi su tutto l’universo di queste persone.
Insomma un borderline per tutti: affettività/anaffettività: socialità/antisocialità; figure di riferimento e altro.
Fortuna vuole che non indichi la terapia certa – se, per te, esiste -; scrivo fortuna, ironicamente, perché una tua indicazione mi risparmierebbe molta fatica. Seguo infatti le discussioni sul problema borderline soprattutto per imparare.
Ti ringrazio, comunque, per la risposta: forse, leggendola con calma, qualcosa se ne può ricavare.
Ciao. Lucio
Ti ringrazio per la tua attenzione.
Ho seguito alcuni casi bordeline.
Ne ho seguito l'iter evolutivo per decenni in almeno tre casi. Per diversi anni altri casi.
L'ultima persona diagnosticata berderline dopo un ts e ricovero in psichiatria [dopo alcuni mesi di comunita' per tossici e dopo aver dato una coltellata al convivente] ora e' una brava e diligente ragazza di 25 anni a giugno, e che si diplomera' quest'anno.
Una anno di dialoghi di rinforzo, e un escamotage per creare l'allontanamento.
Ora e' in famiglia,e ha intenzione di cominciare l'universita'.
La cura? In psichiatria volevano somministrare regolatori dell'umore, non accettati.
Ex eroinomane, ha troncato e non e' piu' ricaduta [da tre anni].
Un disprezzo ed un odio profondo per ogni tipo di figura genitoriale.
Il mio contributo? Tanta pazienza e affetto. Continuita' e perseveranza.
Non so se e' la cura. Per lei lo e' stata. La sento ancora di tanto in tanto.
Ma potrei citarti altri casi. Non chiedermi la documentazione nosografica. Non e' il mio lavoro. Basta che vai in una comunita' di tossici o al sert e vedi tutti i border che vuoi.
Ma qualche contributo puo' esserci anche solo con qualche chiacchierata. Un po' di attenzione e' gia' farmacos. Basta chiarirgli le idee, non confonderli. Sono gia confusi di suo.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
oscarmoreno,
per il momento ti ringrazio per la risposta.
Molti aspetti non li condivido, ma credo faccia parte di esperienze cliniche diverse.
Ad ogni modo, scusami, mi interessano più gli interventi di soggetti borderline, pur apprezzando il tuo.
Ciao.Lucio
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Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Ma qualche contributo puo' esserci anche solo con qualche chiacchierata. Un po' di attenzione e' gia' farmacos. Basta chiarirgli le idee, non confonderli. Sono gia confusi di suo.
mi spieghi cosa intendi per "chiarire le idee" e "aiutarli a non confondere" in riferimento a un pz borderline? grazie
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
mi spieghi cosa intendi per "chiarire le idee" e "aiutarli a non confondere" in riferimento a un pz borderline? grazie
i soggetti "marginali" hanno una visione alterata della realta', perche' visulizzata sopratutto dallo stato dell'io Bambino, che contamina l'Adulto, e spesso in lotta e anititesi col Genitore interno [oltre che il genitore in senso lato].
Se preferisci un altro linguaggio: le sue esigenze istintive, che provengono dall'es, riducono la capacita' dell'io di controllarle.
Per cui si dovrebbe comunicare col bambino, e non con l'adulto, il quale non e' nelle condizioni di agire adeguatamente.
Se consideriamo poi che l'atteggiamento del bambino oscilla fra il bambino libero, e il bambino adattato ribelle, comprendiamo quanto sia importante cogliere lo stato d'animo del momento e influire piu' sulla parte emotivo-istintiva che non su quella razionale, mettendo in funzione il pensiero magico.
Mettendo cioe' in funzione un atteggiamento volto a interessarlo, piu' che a convincerlo, e ha coinvolgerlo piu' che non a valutarlo, e a considerarlo piu' che non a farlo ragionare.
Cose che invece cercano di fare la maggior parte dei Salvatori che si avvicinano a questi soggetti.
Infatti gran parte dei marginali, almeno i normo e i piu' dotati inttellettivamente, amano i ragionamenti, ma astratti e fantasiosi, invece che aderenti alla realta', in quanto la relta e' cio' che piu' fuggono e che li spaventa.
Ma sono considerazioni generali, che emergono dal contatto diretto. Non so poi in quele letteratura siano riscontrabili.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
oscarmoreno,
per il momento ti ringrazio per la risposta.
Molti aspetti non li condivido, ma credo faccia parte di esperienze cliniche diverse.
Ad ogni modo, scusami, mi interessano più gli interventi di soggetti borderline, pur apprezzando il tuo.
Ciao.Lucio
A diciassette anni fui giudicato anche io un disadattato, oggi borderline.
Per avere questa etichetta basto' una chiacchierata con un psichiatra, della durata di mezzora, in cui parlammo del concetto dell'arte.
Quando uscii dal suo studio avevo in mano la ricetta per due neurolettici maggiori, una posologia da malato e una previsione di tempi lunghi.
Volli assumere la cura prescritta, nonostante il parere negativo del medico di famiglia.
Presi le pillole per otto giorni. Mi toglievano la libido. Nient'altro.
Buttai via tutto e continuai a vivere. E anche bene.:D, continuando ad essere un creativo.
Alla faccia di quegli psichiatri e psicologi che pensano che l'arte sia follia, semplicemente per il fatto che non sono creativi, e punire quelli che lo sono perche' non li capiscono, e non solo.
Ma ti lascio alle tue ricerche...
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Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
A diciassette anni fui giudicato anche io un disadattato, oggi borderline.
Per avere questa etichetta basto' una chiacchierata con un psichiatra, della durata di mezzora, in cui parlammo del concetto dell'arte.
Quando uscii dal suo studio avevo in mano la ricetta per due neurolettici maggiori, una posologia da malato e una previsione di tempi lunghi.
Volli assumere la cura prescritta, nonostante il parere negativo del medico di famiglia.
Presi le pillole per otto giorni. Mi toglievano la libido. Nient'altro.
Buttai via tutto e continuai a vivere. E anche bene.:D, continuando ad essere un creativo.
Alla faccia di quegli psichiatri e psicologi che pensano che l'arte sia follia, semplicemente per il fatto che non sono creativi, e punire quelli che lo sono perche' non li capiscono, e non solo.
Ma ti lascio alle tue ricerche...
Nooooo SPETTACOLO!!!!
Ho le lacrime agli occhi e non sto esagerando come mio solito ihihihihihi
ce le ho davvero
mi hai emozionata di brutto!!!!
Sei un grande!!
Forse butto via tutto anche io e RInizio a vivere per la 1000esima volta
ma adesso con più grinta, più carica
boh non so che fare
mi considero creativa come te
mi considero piena di risorse anche se a volte mi sento una m..
sono intelligente anche se a volte prevale il mio lato stupido (quando faccio cazzate)
Da una parte mi piaccio, dall'altra mi odio.
Le medicine mi fanno stare buona, ma non sono più io.
Non voglio cambiare, ma voglio cambiare.
Le medicine mi tolgono anche le parti belle...allora non vanno bene.
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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oscarmoreno
A diciassette anni fui giudicato anche io un disadattato, oggi borderline.
Per avere questa etichetta basto' una chiacchierata con un psichiatra, della durata di mezzora, in cui parlammo del concetto dell'arte.
Quando uscii dal suo studio avevo in mano la ricetta per due neurolettici maggiori, una posologia da malato e una previsione di tempi lunghi.
Volli assumere la cura prescritta, nonostante il parere negativo del medico di famiglia.
Presi le pillole per otto giorni. Mi toglievano la libido. Nient'altro.
Buttai via tutto e continuai a vivere. E anche bene.:D, continuando ad essere un creativo.
Alla faccia di quegli psichiatri e psicologi che pensano che l'arte sia follia, semplicemente per il fatto che non sono creativi, e punire quelli che lo sono perche' non li capiscono, e non solo.
Ma ti lascio alle tue ricerche...
Concordo con peste che hai avuto coraggio nell'esporti in questo modo.
Credo sarò più attento ai tuoi post.
Due soli punti:
1- ci sonovsoggetti borderline, non vale la regola:uno per tutti;
2-chiacchierare mezz'ora e fare una diagnosi così ( e un protocollo farmacologico pesante) é indegno.
Finisco, nel ringraziati, rassicurandoti che non ho bisogno che tu mi lasci alle mie ricerche; cercare di imparare non significa necessariamente fare ricerche.
Ciao. Lucio
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peste1987
Nooooo SPETTACOLO!!!!
Ho le lacrime agli occhi e non sto esagerando come mio solito ihihihihihi
ce le ho davvero
mi hai emozionata di brutto!!!!
Sei un grande!!
Forse butto via tutto anche io e RInizio a vivere per la 1000esima volta
ma adesso con più grinta, più carica
boh non so che fare
mi considero creativa come te
mi considero piena di risorse anche se a volte mi sento una m..
sono intelligente anche se a volte prevale il mio lato stupido (quando faccio cazzate)
Da una parte mi piaccio, dall'altra mi odio.
Le medicine mi fanno stare buona, ma non sono più io.
Non voglio cambiare, ma voglio cambiare.
Le medicine mi tolgono anche le parti belle...allora non vanno bene.
la creatività fa parte di te...non si può e non si deve distruggere! essa può invece trovare la soluzione a tuoi problemi...nel modo che ritieni più giusto! quindi attiva la tua mente e buon lavoro..hai tutto ciò che ti serve dentro di te..adesso inizia la tua sfida! ;)
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Ho amato, una persona con questi tratti più di 10 anni fa', ti lasciano addosso un qualche cosa che non può essere facilmente cancellabile, sanno toccarti l'anima come nessuno! a distanza di tanti anni, a volte rivivo le stesse sensazioni come fosse successo tutto ieri, purtroppo però amare un border fa anche soffrire moltissimo! una storia è fatta di realtà che con loro è impossibile da vivere!
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bella primavera
Ho amato, una persona con questi tratti più di 10 anni fa', ti lasciano addosso un qualche cosa che non può essere facilmente cancellabile, sanno toccarti l'anima come nessuno! a distanza di tanti anni, a volte rivivo le stesse sensazioni come fosse successo tutto ieri, purtroppo però amare un border fa anche soffrire moltissimo! una storia è fatta di realtà che con loro è impossibile da vivere!
Sulla parte in grassetto non sono proprio d'accordo; sto leggendo molte cose sui borderline e mi stupisco sempre più.
Ciao. Lucio
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bella primavera
Ho amato, una persona con questi tratti più di 10 anni fa', ti lasciano addosso un qualche cosa che non può essere facilmente cancellabile, sanno toccarti l'anima come nessuno! a distanza di tanti anni, a volte rivivo le stesse sensazioni come fosse successo tutto ieri, purtroppo però amare un border fa anche soffrire moltissimo! una storia è fatta di realtà che con loro è impossibile da vivere!
E' il paradosso fra l'intensita' con cui amano e il distacco con cui lo fanno che affascina. Ma e' come vivere una tragedia greca...non tutti la capiscono.
Non servono libri sull'argomento. Serve toccare con mano.
Poi si cerca nei libri il senso di cio' che ha attorcigliato le viscere.
Il border line e' un bambino che fa finta di essere adulto. E te la da a bere.:D
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oscarmoreno
E' il paradosso fra l'intensita' con cui amano e il distacco con cui lo fanno che affascina. Ma e' come vivere una tragedia greca...non tutti la capiscono.
Non servono libri sull'argomento. Serve toccare con mano.
Poi si cerca nei libri il senso di cio' che ha attorcigliato le viscere.
Il border line e' un bambino che fa finta di essere adulto. E te la da a bere.:D
In realtà, ogni persona con questo disturbo, come con ogni altro, é un individuo con caratteristiche sue proprie e non esiste "il" bordeline, ma persone che soffrono di questo disturbo, ognuna con il proprio mondo interno ed il proprio modo di relazionarsi all'esterno, oltre che con se stessa. Nel relazionarsi all'esterno, ci sono persone che provano un'intensa sofferenza per l'acuta consapevolezza di certi loro problemi e, si trovano, a volte, di fronte a due possibili vie: o nascondere il più possibile ilm proprio vero sé per difendere il proprio nucleo di personalità sano in esse presente, ad un livello narcisistico, di integrità ed in questo caso, possono apparire, sentendocisi, il più delle volte in disarmonia con la propria età reale - ad es., un ragazzo di 26 anni, si sente come uno doi 13 o 14 - oppure manifestarsi e sentirsi, come spesso avviene, non compresi da amici, o anche da chi dovrebbe aiutarli. Sentirsi bambini e comportarsi da adulti, non lo fanno per finta né per darla a bere, almeno non tutti; é parte di una loro disarmonia strutturale e di organizzazione della personalità.
Sono persone molto complesse e spesso molto intelligenti e dotate di particolari talenti (molti artisti, si pensa lo fossero e che molti politici, lo siano, da alcune ricerche) e bisogna stare attenti a non confonderle l'una con l'altra o ad allinearne tutta all'interna di un'unica categoria, come se tra loro non esistessero diversità o, peggio, attraverso la lente del disturbo antisociale, che comporta invece una organizzazione di personalità differente con dinamiche intrapsichiche diverse e, di conseguenza, interpersonali. Dico questo perché ho visto che in alcuni, esiste una convinzione dell'identità tra i due disturbi ancoratroppo diffusa, mentre é molto importante un distinguo, tra presenza di vuoto e senso di colpa, per comportamenti impulsivi nelle persone con disturbo bordeline ed assenza di senso colpa negli antisociali, nei quali anche i fini perseguiti, sono diversi.
Ciao
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Ti do ragione Gaia, sono persone diverse con storie diverse!
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Lucio Regazzo
Sulla parte in grassetto non sono proprio d'accordo; sto leggendo molte cose sui borderline e mi stupisco sempre più.
Ciao. Lucio
Che dirti Lucio, per la mia esperienza con questa persona, posso dirti che per lei era tutto una favole una illusione, quando c'è stato il momento in cui sono usciti fuori dei veri problemi, invece che risolverli a cercato una nuova storia cercando di nuovo di farsi vedere in modo opposto da come era, come dire "vivo e faccio credere all'altro altre cose di me, perchè se scoprono la verità è finita".
Per realtà intendo che una storia deve essere basata anche sulla sincerità "che lei non conosceva, e si autogiustificava <diceva se gli altri sanno realmente ciò che faccio chi mi vuole?, meglio fingere e quando mi scopriranno, finirà>, e una storia è basata anche sui problemi reali, ma che questa persona non era disposta ad affrontare!"
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Per la mia personale esperienza (non sono laureato in psicologia), posso affermare che questi individui - più di altri - trovano terreno fertile negli ambienti delinquenziali, e non solo delinquenza da poveri cristi.
Chi non crede che sia quasi impossibile (concedo il “quasi”!) vivere al fianco di queste persone è perché non ci si è mai trovato; sono potenzialmente portatori di veri propri disastri in grado di distruggere o ledere gravemente la vita di chi per realtà contingente, per scelta, o anche solo occasionalmente, si trova nel loro raggio d’azione.
“Sono bambini che fanno gli adulti” (oscarmoreno): condivido;
“un ragazzo di 26 anni, si sente come uno doi 13 o 14……..Sentirsi bambini e comportarsi da adulti……”(RosadiMaggio): non condivido.
Si sentono adulti e pretendono ciò che agli adulti spetta. Aspirano all’emancipazione, come tutti, e a modo loro ci riescono sempre: basta attribuire alle cose il valore che in quel momento più gli serve….in fin dei conti che ci vuole!!!! Evitano proprio di sentirsi dei bambini se non a volte, quando devono giustificarsi davanti a qualcuno per loro significativo :nono:. Semmai si sentono adulti inadeguati, ma la vera sorpresa è che questo vale solo verso ciò che SANNO di non poter riuscire a controllare con la manipolazione. Usano la manipolazione come loro indice di crescita….e siccome mooolto spesso riescono a dartela a bere…….
Convincersi che la loro manipolazione sia priva di consapevolezza e di intenzioni vuol dire “essersela bevuta” (al limite è irresistibile), e un borderline che riesce a prendere per il naso uno psicoteraupeta si sente davvero di far parte del mondo dei grandi (:asd:). Attenzione alla sfida.
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Parziale
Per la mia personale esperienza (non sono laureato in psicologia), posso affermare che questi individui - più di altri - trovano terreno fertile negli ambienti delinquenziali, e non solo delinquenza da poveri cristi.
Chi non crede che sia quasi impossibile (concedo il “quasi”!) vivere al fianco di queste persone è perché non ci si è mai trovato; sono potenzialmente portatori di veri propri disastri in grado di distruggere o ledere gravemente la vita di chi per realtà contingente, per scelta, o anche solo occasionalmente, si trova nel loro raggio d’azione.
“Sono bambini che fanno gli adulti” (oscarmoreno): condivido;
“un ragazzo di 26 anni, si sente come uno doi 13 o 14……..Sentirsi bambini e comportarsi da adulti……”(RosadiMaggio): non condivido.
Si sentono adulti e pretendono ciò che agli adulti spetta. Aspirano all’emancipazione, come tutti, e a modo loro ci riescono sempre: basta attribuire alle cose il valore che in quel momento più gli serve….in fin dei conti che ci vuole!!!! Evitano proprio di sentirsi dei bambini se non a volte, quando devono giustificarsi davanti a qualcuno per loro significativo :nono:. Semmai si sentono adulti inadeguati, ma la vera sorpresa è che questo vale solo verso ciò che SANNO di non poter riuscire a controllare con la manipolazione. Usano la manipolazione come loro indice di crescita….e siccome mooolto spesso riescono a dartela a bere…….
Convincersi che la loro manipolazione sia priva di consapevolezza e di intenzioni vuol dire “essersela bevuta” (al limite è irresistibile), e un borderline che riesce a prendere per il naso uno psicoteraupeta si sente davvero di far parte del mondo dei grandi (:asd:). Attenzione alla sfida.
Tu sei e/o sei stato un co - dipendente arrabbiato? Uno che vive o ha vissuto situazioni con "varie " persone con questo problema e che ci rimuginando sopra, pensando a come te la sei bevuta e a come qualche persona di tua conoscenza, amicizia, abbia preso per i fondelli uno psicoterapeuta, cosa che ha raccontato a te, facendogli anche sbagliare diagnosi, magari ,oppure che sei tu ad averlo capito, dalle sue parole?:mumble::skunk:
Ciao
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Chi non crede che sia quasi impossibile (concedo il “quasi”!) vivere al fianco di queste persone è perché non ci si è mai trovato; sono potenzialmente portatori di veri propri disastri in grado di distruggere o ledere gravemente la vita di chi per realtà contingente, per scelta, o anche solo occasionalmente, si trova nel loro raggio d’azione.
Ne so qualcosa, avendo frequentato cicrca vent'anni fa una borderline, che me ne ha fatte di cotte e di crude.
Una volta, la madre di una ragazza morta suicida è andata in TV a raccntare di sua figlia, sostenendo che era stato il suo fidanzato a portarla al gesto estremo. Fidanzato che, nella fattispecie, era un borderline (diagnosticato, ricordo a memoria il referto) che avevo freqeuntato anni fa.
Citazione:
Si sentono adulti e pretendono ciò che agli adulti spetta. Aspirano all’emancipazione, come tutti, e a modo loro ci riescono sempre: basta attribuire alle cose il valore che in quel momento più gli serve….in fin dei conti che ci vuole!!!! Evitano proprio di sentirsi dei bambini se non a volte, quando devono giustificarsi davanti a qualcuno per loro significativo . Semmai si sentono adulti inadeguati, ma la vera sorpresa è che questo vale solo verso ciò che SANNO di non poter riuscire a controllare con la manipolazione. Usano la manipolazione come loro indice di crescita….e siccome mooolto spesso riescono a dartela a bere…….
Però quando gli fa comodo, si comportano da bambini. Vedi le letterine sdolcinate dalla grafia infantile, piene di disegnini di fiorellini e gattini, che mi scriveva un borderline alla non tenera età di 28 anni.
Citazione:
Convincersi che la loro manipolazione sia priva di consapevolezza e di intenzioni vuol dire “essersela bevuta” (al limite è irresistibile), e un borderline che riesce a prendere per il naso uno psicoteraupeta si sente davvero di far parte del mondo dei grandi (). Attenzione alla sfida.
Mah, avevo letto altrove che loro manipolano incosapevolmente, che non si rendono conto di prendere in giro l'interlocutore, di sentire veramente quello che rappresentano a voce o con i gesti. In effetti, il borderline di cui sopra aveva degli slanci affettivi che non potevano non essere spontanei, così come erano genuini i lampi di odio che mi lanciava con lo sguardo in altre occasioni. Però è vero che, nel parlare con me, si compiaceva molto di come riuscisse a darla a bere in ufficio.
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Per la mia personale esperienza (non sono laureato in psicologia), posso affermare che questi individui - più di altri - trovano terreno fertile negli ambienti delinquenziali, e non solo delinquenza da poveri cristi.
Chi non crede che sia quasi impossibile (concedo il “quasi”!) vivere al fianco di queste persone è perché non ci si è mai trovato; sono potenzialmente portatori di veri propri disastri in grado di distruggere o ledere gravemente la vita di chi per realtà contingente, per scelta, o anche solo occasionalmente, si trova nel loro raggio d’azione.
“Sono bambini che fanno gli adulti” (oscarmoreno): condivido;
“un ragazzo di 26 anni, si sente come uno doi 13 o 14……..Sentirsi bambini e comportarsi da adulti……”(RosadiMaggio): non condivido.
Si sentono adulti e pretendono ciò che agli adulti spetta. Aspirano all’emancipazione, come tutti, e a modo loro ci riescono sempre: basta attribuire alle cose il valore che in quel momento più gli serve….in fin dei conti che ci vuole!!!! Evitano proprio di sentirsi dei bambini se non a volte, quando devono giustificarsi davanti a qualcuno per loro significativo :nono:. Semmai si sentono adulti inadeguati, ma la vera sorpresa è che questo vale solo verso ciò che SANNO di non poter riuscire a controllare con la manipolazione. Usano la manipolazione come loro indice di crescita….e siccome mooolto spesso riescono a dartela a bere…….
Convincersi che la loro manipolazione sia priva di consapevolezza e di intenzioni vuol dire “essersela bevuta” (al limite è irresistibile), e un borderline che riesce a prendere per il naso uno psicoteraupeta si sente davvero di far parte del mondo dei grandi (:asd:). Attenzione alla sfida.
Finisco la mia risposta, dato che ieri mi é saltato il contatto.
Sembra evidente che tu non abbia compreso il senso di "sentirsi bambini e comparsi da adulti", contrapponendolo a:" Sono bambini che fanno gli adulti". I due concetti sono diversi, in quanto c'é di mezzo esperienza e conoscenza clinica differente, con queste persone, ma non hai colti alcune sottili similitudini, mi sembrerebbe.
Forse, é il tuo desiderio di sfidare chi sfida ?:skunk:
O..altro?
:mumble::medito:
Ciao:ciao:
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RosadiMaggio
.......possono apparire, sentendocisi, il più delle volte in disarmonia con la propria età reale - ad es., un ragazzo di 26 anni, si sente come uno doi 13 o 14 - oppure manifestarsi e sentirsi, come spesso avviene, non compresi da amici, o anche da chi dovrebbe aiutarli. Sentirsi bambini e comportarsi da adulti......
Ciao
Mi sembrava intendessi che queste persone fanno un autoriferimento alla propria età anagrafica e che questo sia per loro un ulteriore fonte di sofferenza. Al contrario io credo che non sia altro che un’operazione logica per allontanare da sé la responsabilità delle proprie inettitudini; il sentirsi adulto rimane integro. Anzi, si rafforza ancora di più attraverso un’altra conseguente operazione logica: cercando e trovando con soddisfazione i comportamenti stupidamente infantili che spesso, a ragione, individuano negli altri (adulti). A volte la manipolazione viene usata anche a per questo.
E’ vero, sono persone molto complesse.
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Tu sei e/o sei stato un co - dipendente arrabbiato? Uno che vive o ha vissuto situazioni con "varie " persone con questo problema e che ci rimuginando sopra, pensando a come te la sei bevuta e a come qualche persona di tua conoscenza, amicizia, abbia preso per i fondelli uno psicoterapeuta, cosa che ha raccontato a te, facendogli anche sbagliare diagnosi, magari ,oppure che sei tu ad averlo capito, dalle sue parole?:mumble::skunk:
Ciao
Ti mancava solo di chiedermi se sono borderline! :D
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Finisco la mia risposta, dato che ieri mi é saltato il contatto...()
Forse, é il tuo desiderio di sfidare chi sfida ?:skunk:
O..altro?
:mumble::medito:
Ciao:ciao:
Non ho capito la domanda.
...e che tipo di "contatto" ti è saltato dopo aver letto il mio intervento? :D :P
:mano:
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Originalmente inviato da
Parziale
Ti mancava solo di chiedermi se sono borderline! :D
Non ho capito la domanda.
...e che tipo di "contatto" ti è saltato dopo aver letto il mio intervento? :D :P
:mano:
Il contatto del pc con Ops che si sta facendo bello, un restauro, per cui a volte, in questi giorni, ha fatto i capricci:ember::sisi:
A che "contatto" pensavi, scusa?:idea::P
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Interpretazione libera :skunk: :asd:
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
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Parziale
Interpretazione libera :skunk: :asd:
Interessante la luminosa oscurità che si evidenzia nel tuo lessico:rolleyes:
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Allora anche tu rimugini! :yahoo: :bacetto:
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Riferimento: ...quando un borderline si arrabbia....
Non vi seguo più...dove siete andati a finire?
Ne stavano uscendo bei commenti...