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Originalmente inviato da
gieko
Fintanto che si continua a credere che per intervenire sulla sofferenza basta l'"empatia" (concetto abusatissimo e su cui ci sarebbe bisogno di riflettere a livello teorico e metodologico in maniera approfondita), è chiaro che la fantasia di un aiuto aspecifico rimarrà diffusa. Basta un "poco di empatia e la pillola va giù...", insomma. Ma non è così ed è per questo che si necessità di professionalità con una formazione clinica anzitutto personale, di un determinato tipo.
Saluti
Sono d'accordo. Ma se il problema fosse la psicologia accademica? Spesso si assiste ad arroccamenti che non fanno che impoverire il sapere psicologico, ci si vede trincerati su posizioni ''esclusive'' che non fanno che togliere alla ricchezza della materia psicologica. I corsi di laurea sono organizzati male a mio parere, si tende alla perequazione, a infarinature blande...Il fatto che il mercato sia ormai saturo è un indice importante su cui riflettere. I corsi dovrebbero essere più complessi, organizzati per attingere ad un sapere che è troppo vasto per una triennale ed una specialistica: lo psicologo deve avere il coraggio di riconsiderarsi il detentore di un sapere sempre al limite, vastissimo, complesso, le cui implicazioni sono da rintracciarsi nell'intera storia della nostra cultura. Se il nostro lavoro viene depauperato è perchè altri si accorgono di alcuni palesi limiti che andrebbero già affrontati in ambito accademico: per quanto riguarda la clinica, exempli gratia, serve più antropologia, più filosofia, più psichiatria...serve studiare le grandi opere di un passato spesso troppo facilmente obliato, serve creare una coscienza ''clinica'' che affondi solide radici nel passato e sia tesa al futuro: basta con esami scimmiottature!...chi si occupa di clinica psicologica deve ''vivere'' con coscienza e passione necessaria questo percorso e non sperare in facili esiti che rasentano più una cultura da crocerossismo che la realtà ''perturbante'' (concedetemi la passione freudiana...) a cui necesseriamente si deve essere esposti. Vorrei vedere allora se ad uno psicologo di tal fatta verrebbe rubata anche un unghia di un sapere che, sviluppatosi in tale maniera, farebbe gola (e paura...) a chiunque intendesse appropriarsene, psichiatri e santoni compresi. Certo, nella pratica questo si tradurrebbe in azioni complesse volte a riformare radicalmente lo statuto universitario: forse si aumenterebbero gli anni di studio, forse molti studenti sarebbero scoraggiati da programmi fin troppo complessi...ma una identità forte si costruisce con il sacrificio e la dedizione incondizionata alla propria ''via'' e non livellandosi su criteri che, oggi, sono sotto lo sguardo supponente di una gran parte di professionalità e utenze disorientate.
Saluti,
Luigi
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Zuccherina
premetto che non ammetto che un diplomato in ragioneria faccia un corso di counselling e si metta a fare il counsellor!
Purtroppo però c'è anche questa possibilità. E spesso, viste le condizioni in cui avvengono queste "formazioni", mancano i basilari criteri di selezione e verifica.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Ma un laureato in pedagogia, scienze dell'educazione, servizi sociali, psicologia...etc...può decidere di seguire un corso per migliorare le sue abilità di counseling nell'esercizio della sua professione.....quindi non sarebbero delle persone impreparate ma dei professionisti laureati che hanno già una base alle spalle e vogliono incrementarla.....
Ma non eri tu che sostenevi che gli psichiatri, per il solo fatto di avere il titolo di psicoterapeuti per questioni unicamente burocratiche, sono in grado di fare tale mestiere? Questo solo per mostrarti la contraddizione tra ciò che dicevi della completezza della formazione universitaria rispetto a quella che è la realtà...
Ad ogni modo per "incrementare" conoscenze già acquisite, oltre alla necessaria esperienza sul campo (che spesso finisce nel dimenticatoio come strumento di maturazione professionale, a favore di un infinito numero di corsi, come se fosse la teoria a formare...), ci sono master, corsi specialistici. Da quanto pare di capire - ma questa forse è proprio una spia della grande confusione che regna rispetto al concetto di couselling - si tratta invece di qualcosa di differente dall'incremento delle proprie competenze.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
poi ognuno può fare counselling nella sua materia di competenza!!!
Ma che significa? Che differenza ci sarebbe tra un consellor sociale ed un assistente sociale, ad esempio?
Saluti
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non c'è nessuna differenza...semplicemente perchè l'assistente sociale già può fare counselling sociale(poi sta a sua coscienza prepararsi ulteriormente);
e la stessa cosa vale anche per il counselling psicologico di ESCLUSIVA competenza degli psicologi.....come il counselling educativo che è di ESCLUSIVA competenza dei pedagogisti etc.......
ps: per basi intendevo dire basi psicologiche....non mediche o "psicomediche"!
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Giusto per intenderci: il consellor sociale darebbe consigli, indicazioni su aspetti di tipo socio-assistenziale? o, per il fatto di essere anche cousellor, ha anche altre competenze? se è così, quali? Sarò limitato ma proprio non riesco a capire...
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il "counsellor sociale" trova il modo per agevolare l'accesso ai servizi da parte dell'utente, quindi svolge una funzione di orientamento.....intrattenendo rapporti con altre istituzioni del territorio per creare un lavoro di rete centrato sull'utente che è l'unico protagonista del proprio cambiamento. Inotre fa consulenze individuali e familiari...per individuare risorse sia personali che sociali da mettere in "moto" per risolvere eventuali disagi.....farà sicuram. anche altre cose che ora non mi vengono in mente! FONDAMENTALE è capire il ruolo che il contesto di vita gioca nel produrre quel determinato disagio e lavorare su quello.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
il "counsellor sociale" trova il modo per agevolare l'accesso ai servizi da parte dell'utente, quindi svolge una funzione di orientamento.....intrattenendo rapporti con altre istituzioni del territorio per creare un lavoro di rete centrato sull'utente che è l'unico protagonista del proprio cambiamento. Inotre fa consulenze individuali e familiari...per individuare risorse sia personali che sociali da mettere in "moto" per risolvere eventuali disagi.....farà sicuram. anche altre cose che ora non mi vengono in mente! FONDAMENTALE è capire il ruolo che il contesto di vita gioca nel produrre quel determinato disagio e lavorare su quello.
praticamente hai descritto parte del lavoro di un assistente sociale.e siamo da capo. Il counselor serve solo per far fare soldi hai formatori. Ci sono già tutte le figure necessarie per fare andare avanti il sistema, il counsellor non serve, ammettiamolo. Se uno vuole impratichirsi un pò di più su forme più efficaci di consulenza si fa un corsetto da 50 ore e basta. A che servono scuole da 2-3-4 anni (che fanno anche le ragioniere)? Ogni professione (riconosciuta) psicologo, assistente sociale o altro può semplicemente approfondire un tema. non c'è bisogno addirittura di tirare un altra professione fuori dal cappello magico.
Per esempio se ne sentiva il bisogno di un filosofo counselor (ma anche gli altri)? Il filosofo di sicuro perché non ha luoghi per lavorare, ma le altre persone?
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Inotre fa consulenze individuali e familiari...per individuare risorse sia personali che sociali da mettere in "moto" per risolvere eventuali disagi.....farà sicuram. anche altre cose che ora non mi vengono in mente! FONDAMENTALE è capire il ruolo che il contesto di vita gioca nel produrre quel determinato disagio e lavorare su quello.
Eccolo là. Ma perchè questa attività non può spettare all'assistente sociale? Se poi parliamo di disagio, di "messa in moto", di individuo o famiglia, siamo già in un ambito pericolosamente al confine con la clinica. Di qui lo scetticismo che nutro io come altri nei confronti di questa figura.
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infatti sono contraria ai corsi di counselling aperti ai ragionieri(se tutto va bene)ma ci sono anche per chi ha la terza media....è assurdo!!!Quando succede questo mi affido al buon senso delle persone....cioè le persone andrebbero da un counsellor con la terza media(senza offendere nessuno....)?Io penso che la gente sappia chi ha studiato(diploma +laurea+eventuali specializz.)e chi no.....cioè gli unici da cui sarebbero "attratti" sono magni e santoni......per il resto spero che vada meglio!
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opsssss....chissà perchè ho detto magni:asd:
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[QUOTE=Peterpan1977;2017132]
Citazione:
Se andiamo nello specifico di chi non è in grado di sostenere un colloquio andiamo in un altro discorso. Potrei allora essere più capace di fare un appendicite del mio medico, ma non sono laureato in medicina e quindi stop. In Italia lo psicologo è un dottore abilitato a fare anche sportello di ascolto è questo è il dato e il counselor non è una professione. Anche un medico all’inizio può fare errori, è parte integrante del suo percorso formativo, perché è dottore e abilitato a farlo. Non è corretto andare nel dettaglio e parlare di incapacità di altrui collega. Il nostro codice lo esprime chiaramente.
I paragoni improbabili con medici e idraulici sono già stati citati lungo i numerosi post del 3d...non mi sembra, però, che abbiano chiarito sulle differenze e ciò che il Counselor può fare e non può fare.
A proposito: io stavo parlando di un neo-laureato triennalista e non ho fatto il suo nome, quindi ho citato il caso, non la persona.
Ma il caso è interessante: solo con il tirocinio, il triennalista sta operando in un Centro di Ascolto!
Citazione:
Ho tutto il rispetto della tua formazione fatta all'estero, a maggior ragione avrai colto la differenza del piano formativo dei counselor italiani.
All'estero appunto, puoi trovare seduto accanto a Te un professore universitario ad un Corso avanzato, qui, invece, già dopo la Laurea si lancia il grido che la formazione post-lauream è inutile. Valuta Tu la differenza.
Citazione:
Ci può essere un counselor più bravo di uno psicologo? Certamente che si,
Meno male che la "realtà è fatta di differenze".
Citazione:
Dove vivo è pieno di counselor che derivano dalle più strane formazioni che aprono studi e che poi alla fine fanno terapia. non prendiamoci in giro. Probabilmente hai un etica elevata e non fai di queste cose ma negare l'evidenza non porta a un discorso costruttivo.
Io insegno il Counseling ai Counselor (e ora ho scritto un libro con quel Professore universitario, citato sopra) e insegno loro, per l'appunto, che chi si rivolge a noi non è una cavia, cioè non deve sopportare i miei esperimenti per apprendere, le simulazioni si fanno in aula, poi arriverà il giorno in cui lo proveranno direttamente con un cliente, ma...sarà diverso, molto diverso, soprattutto per il cliente.
Citazione:
Anche tra gli psicologi ci sono delle persone poco corrette, ma quando succede c'è la radiazione. E vi assicuro che succede più spesso di quello che si pensa, ma certo non va sul giornale. Se un counselor fa come gli pare non succede niente perché non è una professione riconosciuta come non sono riconosciti gli albi autocostituiti del counselor
Stai sostenendo ciò che ho affermato anche io in miei interventi precedenti: la professionalità può essere "abilitata per legge", ma non si può acquisire "per legge", altrimenti non esisterebbero i casi degli Psicologi diciamo così poco corretti e/o poco preparati, che hai citato anche Tu e ho descritto anch'io in un caso specifico (tentativi di trance ipnotica da parte di uno psicoterapeuta in un'aula aziendale: non solo ha tentato di provocare una trance in un contesto di formazione, ma non c'è neppure riuscito - non era preparato e non aveva saputo dell'esistenza di un Codice deontologico - il danno, però, è stato fatto all'aula (persone umane), i giorni successivi terrorizzata e al sottoscritto che con quell'aula ha lavorato nei gg. successivi).
Non mi risulta che sia stato radiato dall'Albo.
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[QUOTE=IT_Modeler;2018128]
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
I paragoni improbabili con medici e idraulici sono già stati citati lungo i numerosi post del 3d...non mi sembra, però, che abbiano chiarito sulle differenze e ciò che il Counselor può fare e non può fare.
A proposito: io stavo parlando di un neo-laureato triennalista e non ho fatto il suo nome, quindi ho citato il caso, non la persona.
Ma il caso è interessante: solo con il tirocinio, il triennalista sta operando in un Centro di Ascolto!
All'estero appunto, puoi trovare seduto accanto a Te un professore universitario ad un Corso avanzato, qui, invece, già dopo la Laurea si lancia il grido che la formazione post-lauream è inutile. Valuta Tu la differenza.
Meno male che la "realtà è fatta di differenze".
Io insegno il Counseling ai Counselor (e ora ho scritto un libro con quel Professore universitario, citato sopra) e insegno loro, per l'appunto, che chi si rivolge a noi non è una cavia, cioè non deve sopportare i miei esperimenti per apprendere, le simulazioni si fanno in aula, poi arriverà il giorno in cui lo proveranno direttamente con un cliente, ma...sarà diverso, molto diverso, soprattutto per il cliente.
Stai sostenendo ciò che ho affermato anche io in miei interventi precedenti: la professionalità può essere "abilitata per legge", ma non si può acquisire "per legge", altrimenti non esisterebbero i casi degli Psicologi diciamo così poco corretti e/o poco preparati, che hai citato anche Tu e ho descritto anch'io in un caso specifico (tentativi di trance ipnotica da parte di uno psicoterapeuta in un'aula aziendale: non solo ha tentato di provocare una trance in un contesto di formazione, ma non c'è neppure riuscito - non era preparato e non aveva saputo dell'esistenza di un Codice deontologico - il danno, però, è stato fatto all'aula (persone umane), i giorni successivi terrorizzata e al sottoscritto che con quell'aula ha lavorato nei gg. successivi).
Non mi risulta che sia stato radiato dall'Albo.
Hai analizzato molto accuratamente il mio intervento ma in realtà hai un pò rigirato la frittata senza rispondere alle mie preoccupazioni. Fare un esempio preciso su "un"neo laureato (sicuramente ce ne saranno altri) non porta a nulla, hai ampiamente sorvolato il fatto che tu puoi insegnare quello che vuoi ma nei loro studi i tuoi studenti sappiamo benissimo cosa andranno a fare. dire: la professionalità può essere "abilitata per legge", ma non si può acquisire "per legge", è giusto ma ciò implica che per primo DEVE essere abilitata per legge. Ci possono essere dei professionisti bravi e quelli no, ma per prima cosa devo essere professionisti. Per come è la struttura socio sanitaria in Italia sappiamo tutti che counselor non servono. Siamo già pieni di figure. Ripeto ulteriormente un esempio, in questo sito nato per studenti e professionisti psicologi vediamo un aumentare di counselor. Lo sconfinamento si vede anche da queste piccole cose. I counsellor in Italia non vanno a coprire una fetta di mercato scoperta, si vanno a mettere in un mercato già satura da dieci anni.
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[QUOTE=Peterpan1977;2018296]
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Hai analizzato molto accuratamente il mio intervento ma in realtà hai un pò rigirato la frittata senza rispondere alle mie preoccupazioni. Fare un esempio preciso su "un"neo laureato (sicuramente ce ne saranno altri) non porta a nulla, hai ampiamente sorvolato il fatto che tu puoi insegnare quello che vuoi ma nei loro studi i tuoi studenti sappiamo benissimo cosa andranno a fare. dire: la professionalità può essere "abilitata per legge", ma non si può acquisire "per legge", è giusto ma ciò implica che per primo DEVE essere abilitata per legge. Ci possono essere dei professionisti bravi e quelli no, ma per prima cosa devo essere professionisti. Per come è la struttura socio sanitaria in Italia sappiamo tutti che counselor non servono. Siamo già pieni di figure. Ripeto ulteriormente un esempio, in questo sito nato per studenti e professionisti psicologi vediamo un aumentare di counselor. Lo sconfinamento si vede anche da queste piccole cose. I counsellor in Italia non vanno a coprire una fetta di mercato scoperta, si vanno a mettere in un mercato già satura da dieci anni.
Peterpan,
già sai ciò che andranno a fare i Counselor che siedono nelle aule dove insegno?? E come fai a saperlo?
Non c'è bisogno di rigirare la frittata, purtroppo è già "mezza bruciata" da entrambi i lati (sia Counselor-non Psicologi, che Psicologi-neolaureati).
Se il mercato fosse saturo, i Counselor non troverebbero neppure una persona, x fare "quello che vogliono".
Nella guerra tutti contro tutti, mi sembra che non ci sia la soluzione e che tutti, Counselor-non Psicologi e triennalisti (e psicoterapeuti tipo Milton Erickson mezzo riuscito) riescano continuare a fare quello che vogliono.
Forse la Soluzione sarebbe in una nuova regolamentazione più attuale.
Io insegno "ciò che voglio", hai ragione ed è perchè uno Psicologo-psicoterapeuta mi ha chiamato a farlo. E di quello che insegno posso stare sicuro e stanno sicuri anche loro (la scuola di Counseling).
Stai tranquillo: i Counselor che conoscevo, che hanno provato a fare gli psicoterapeuti, sono già tornati al lavoro precedente...non hanno retto(!)
Perchè non hanno capito che la professione di Counselor non c'entra nulla con quella di psicoterapeuta. Mi dispiace per loro e, soprattutto, per i loro clienti-cavia. Che non dovrebbero esistere in nessuno studio.
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[QUOTE=IT_Modeler;2018466]
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
già sai ciò che andranno a fare i Counselor che siedono nelle aule dove insegno?? E come fai a saperlo?
.
Lo so perchè parlo con i counselor. Non c'è niente di segreto, basta informarsi. Non parlo a vanvera e seguo questo problema da anni coordinando una equipe apposita.
PS lo psicoterapeuta che ti ha contattato per fare docenza sarebbe punibile: il nostro codice ci ordina di difendere la professione e l'articolo 21 del nostro codice ci vieta di insegnare tecniche psicologiche a non psicologi, quindi ogni psicologo che insegna ai counsellor sarebbe punibile dal proprio ordine
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Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
Io scrivo qui per cercare di spiegare hai giovani colleghi che non devono cadere nella trappola della formazione selvaggia
A proposito di formazione selvaggia.... cerchiamo di scrivere correttamente almeno in italiano....
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
in questo sito nato per studenti e professionisti psicologi vediamo un aumentare di counselor. Lo sconfinamento si vede anche da queste piccole cose. I counsellor in Italia non vanno a coprire una fetta di mercato scoperta, si vanno a mettere in un mercato già satura da dieci anni.
Sono moderatrice di un forum di educatori e pedagogisti frequentato da diversi psicologi che..guarda un pò lavorano come educatori..e questo la dice lunga sullo sconfinamento.
Credo che la partecipazione a un forum sia utile a tutti, tanto + che qui si discuteva del fatto che potesse o meno essere aperta la professione ad altri professionisti.
Il confronto è la strada ovvia per la risoluzione dei conflitti, gli atteggiamenti di chiusura servono solamente a stare arroccati sulle proprie posizioni senza dare all'altro la possibilità di confrontarsi con noi...forse perchè non abbiamo abbastanza argomentazioni a sostegno della tesi che sosteniamo???
Come ho già spiegato, esistono diversi tipi di counselling e non vedo perchè se io riconosco agli pscicologi il sacrosanto diritto di fare counselling psicologico, loro non devono concedere agli altri il diritto di fare altrettanto in altri campi quali quello socioeducativo (come nel mio caso), aziendale, e quant'altro...
O pensate di poter fare tutto voi???
Chiedevo la differenza tra counselling psicologico e consulenza visto che il vostro albo la cita.
Io ti so dire cosa faccio nel counselling socioeducativo e cosa non faccio, se questo ti offende non so...
Io ho un'idea del counselling psicologico che ho già esposto e che mi è stata spiegata da psicologi-psicoterapeuti, se poi qualcuno si sente offeso perchè l'ho chiesto non saprei..forse ci sono incertezze su questo e bisognerebbe frasi delle domande..
Tra l'altro, un conto è quello che l'albo dice che puoi fare e un conto è quello che sai fare...
Non è che solo perchè l'albo ti dice che puoi fare counselling psicologico significa automaticamente che sapresti farlo.
Anch'io potevo fare counselling socioeducativo, ma con quali strumenti??
Esiste un'etica personale da rispettare se si vuole aiutare il prossimo e riconoscere i propri limiti è il primo passo...
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[QUOTE=Peterpan1977;2018526]
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Lo so perchè parlo con i counselor. Non c'è niente di segreto, basta informarsi. Non parlo a vanvera e seguo questo problema da anni coordinando una equipe apposita.
PS lo psicoterapeuta che ti ha contattato per fare docenza sarebbe punibile: il nostro codice ci ordina di difendere la professione e l'articolo 21 del nostro codice ci vieta di insegnare tecniche psicologiche a non psicologi, quindi ogni psicologo che insegna ai counsellor sarebbe punibile dal proprio ordine
E cosa intendi per insegnare tecniche psicologiche???
Io non l'ho mai sentito...A me insegnano tecniche di comunicazione..
A meno che con questo termine non si intenda anche insegnare psicologia e teorie psicologiche applicabili in altri ambiti...
C'è una bella differenza!!!
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Originalmente inviato da
luigi '84
Sono d'accordo. Ma se il problema fosse la psicologia accademica? Spesso si assiste ad arroccamenti che non fanno che impoverire il sapere psicologico, ci si vede trincerati su posizioni ''esclusive'' che non fanno che togliere alla ricchezza della materia psicologica. I corsi di laurea sono organizzati male a mio parere, si tende alla perequazione, a infarinature blande...Il fatto che il mercato sia ormai saturo è un indice importante su cui riflettere. I corsi dovrebbero essere più complessi, organizzati per attingere ad un sapere che è troppo vasto per una triennale ed una specialistica: lo psicologo deve avere il coraggio di riconsiderarsi il detentore di un sapere sempre al limite, vastissimo, complesso, le cui implicazioni sono da rintracciarsi nell'intera storia della nostra cultura. Se il nostro lavoro viene depauperato è perchè altri si accorgono di alcuni palesi limiti che andrebbero già affrontati in ambito accademico: per quanto riguarda la clinica, exempli gratia, serve più antropologia, più filosofia, più psichiatria...serve studiare le grandi opere di un passato spesso troppo facilmente obliato, serve creare una coscienza ''clinica'' che affondi solide radici nel passato e sia tesa al futuro: basta con esami scimmiottature!...chi si occupa di clinica psicologica deve ''vivere'' con coscienza e passione necessaria questo percorso e non sperare in facili esiti che rasentano più una cultura da crocerossismo che la realtà ''perturbante'' (concedetemi la passione freudiana...) a cui necesseriamente si deve essere esposti. Vorrei vedere allora se ad uno psicologo di tal fatta verrebbe rubata anche un unghia di un sapere che, sviluppatosi in tale maniera, farebbe gola (e paura...) a chiunque intendesse appropriarsene, psichiatri e santoni compresi. Certo, nella pratica questo si tradurrebbe in azioni complesse volte a riformare radicalmente lo statuto universitario: forse si aumenterebbero gli anni di studio, forse molti studenti sarebbero scoraggiati da programmi fin troppo complessi...ma una identità forte si costruisce con il sacrificio e la dedizione incondizionata alla propria ''via'' e non livellandosi su criteri che, oggi, sono sotto lo sguardo supponente di una gran parte di professionalità e utenze disorientate.
Saluti,
Luigi
Io sono d'accordissimo con te.
Sono laureta in scienze dell'educazione e spessissimo mi accorgo della differenza che vi è con la formazione accademica degli psicologi.
Non me ne vogliano ma spesso sono chiusi nel loro mondo.
Trovo assurdo che ignorino le basi fondamentali della filosofia e quindi dei padri fondatori di quella che poi è diventata la psicologia, dell'antropologia, della sociologia e della pedagogia. Non si può costruire una scienza e ignorare i presupposti di questa scienza.
Non si possono ignorare le scienze dell'educazione in generale perchè tutte contribuiscono alla formazione e allo sviluppo educativo, psicologico e sociale dell'uomo.
Non si può passare per il pensiero psicologico senza essere prima entrati in quello filosofico, non si può pensare che tutto sia di pertinenza esclusiva della psicologia senza considerare le molteplici implicazioni e gli sconfinamenti negli altri campi.
Un minimo di umiltà...
Io auspico una riforma del sistema universitario, un unico corso per la triennale e magari poi una specializzazione nel settore specifico ma x carità..smettetela di guardare tutti dalla vostra posizione e di dire che solo voi potete fare quello o questo e ammetete invece che qualcosa vi è "sfuggito"!!!
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[QUOTE=Peterpan1977;2018526]
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Lo so perchè parlo con i counselor. Non c'è niente di segreto, basta informarsi. Non parlo a vanvera e seguo questo problema da anni coordinando una equipe apposita.
PS lo psicoterapeuta che ti ha contattato per fare docenza sarebbe punibile: il nostro codice ci ordina di difendere la professione e l'articolo 21 del nostro codice ci vieta di insegnare tecniche psicologiche a non psicologi, quindi ogni psicologo che insegna ai counsellor sarebbe punibile dal proprio ordine
Sarai molto informato "in generale" e in particolare dirigerai un'apposita equipe (di cui non hai detto gli scopi), ma non conosci nè la scuola (perchè non ne ho fatto il nome), nè i diplomandi Counselor che la frequentano e io parlavo solo di quelli.
E torniamo alla "punibilità", punibilità che Nico aveva citato in questo Forum su un 3d aperto sul Counseling 3 anni fa...pensate un po'(!)
Le cose sono rimaste esattamente le stesse e la pletora di psicoterapeuti, che conducono le scuole di Counseling in tutta Italia sono al loro posto!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Rosa blu quello che mi dà più fastidio (e questo a prescindere dalla mia professione....poichè non mi occupo di questo)è che gli psicologi sentono di avere competenza anche sul piano educativo.....mentre non è vero il contrario. Come se l'essere psicologi comportasse automaticamente il sapere in altri campi....Come se ci fossero dei gradi superiori ed inferiori....e quelli superiori(gli psicologi....per loro ovviamente) comprendono quelli inferiori(tutti gli altri)!Cioè non sono capaci di dare pieno ruolo alle altre figure....quindi guai a pronunciare una parola che inizia per psi....Ora sarei felice di essere smentita!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Rosa blu quello che mi dà più fastidio (e questo a prescindere dalla mia professione....poichè non mi occupo di questo)è che gli psicologi sentono di avere competenza anche sul piano educativo.....mentre non è vero il contrario. Come se l'essere psicologi comportasse automaticamente il sapere in altri campi....Come se ci fossero dei gradi superiori ed inferiori....e quelli superiori(gli psicologi....per loro ovviamente) comprendono quelli inferiori(tutti gli altri)!Cioè non sono capaci di dare pieno ruolo alle altre figure....quindi guai a pronunciare una parola che inizia per psi....Ora sarei felice di essere smentita!
Ovviamente qui si sta parlando ad un livello meramente speculativo: se mancanza c'è è dovere dello psicologo (consapevole della vastità del campo) di riempire gli spazi che talvolta sono lacunosi. La questione del dialogo con altre figure poi non mi pare sia messa mai in discussione. Certo è però che se abbiamo qualcosa che inizia per ''psi'' è dovere prima di tutto delle ''altre'' figure a porsi in termini di umiltà e di ascolto perchè, fino a prova contraria, detentori del sapere psicologico in occidente sono gli ''psicologi'' con tutto ciò che ne viene a livello accademico e giuridico. La mia critica (fatta con cognizione di causa dato che ho frequentato diversi ambienti accademici) è costruttiva e volta soprattutto ad un arricchimento del percorso universitario. Detto ciò non mi sognerei mai di dire che lo ''psicologo'' è una figura ''sostituibile'' dato in quei 5 (6 in realtà) anni, in ogni caso, si fa il massimo che si può per giungere ad una comprensione discreta della materia. Comprensione che, per forza di cose (si vedano i piani di studio per avere un riscontro), è preclusa ad altre figure: il caso più emblematico e umiliante è quello del medico che si improvvisa psicologo clinico...veramente una cosa degna solo di una psicologia da piazza.
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
rosablu77
Sono laureta in scienze dell'educazione e spessissimo mi accorgo della differenza che vi è con la formazione accademica degli psicologi.
Non me ne vogliano ma spesso sono chiusi nel loro mondo.
Trovo assurdo che ignorino le basi fondamentali della filosofia e quindi dei padri fondatori di quella che poi è diventata la psicologia, dell'antropologia, della sociologia e della pedagogia. Non si può costruire una scienza e ignorare i presupposti di questa scienza.Non si possono ignorare le scienze dell'educazione in generale perchè tutte contribuiscono alla formazione e allo sviluppo educativo, psicologico e sociale dell'uomo.
Non si può passare per il pensiero psicologico senza essere prima entrati in quello filosofico, non si può pensare che tutto sia di pertinenza esclusiva della psicologia senza considerare le molteplici implicazioni e gli sconfinamenti negli altri campi.
Un minimo di umiltà...
premesso che durante un corso in Psicologia ci sono vari esami di filosofia, filosofia della scienza, antropologia, sociologia, pedagogia, e che le basi filosofiche ed epistemologiche delle varie teorie di riferimento sono trattate ampiamente nei vari corsi.
A parte questo, è vero anche il contrario: non è possibile che coloro che sono laureati in filosofia, piuttosto che antropologia o sociologia (si pensi al counseling filosofico o antropologico, ad esempio) siccome conoscono quelle che a loro dire sono le "basi" filosofiche della psicologia, pretendano di fare gli psicologi o addirittura gli psicoterapeuti :sbonk: . Se è vero che la filosofia è una delle "basi" della psicologia, è vero anche che la Psicologia è una scienza a sé (1879, Wundt). Mentre fai una psicoterapia, o una valutazione psicodiagnostica sull'alzheimer, piuttosto che un colloquio di selezione del personale, ti assicuro che al lato pratico l'ultima cosa a cui pensi (e che ti serve) è il pensiero di Cartesio, Aristotele o Ippocrate
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Originalmente inviato da
Johnny
premesso che durante un corso in Psicologia ci sono vari esami di filosofia, filosofia della scienza, antropologia, sociologia, pedagogia, e che le basi filosofiche ed epistemologiche delle varie teorie di riferimento sono trattate ampiamente nei vari corsi.
A parte questo, è vero anche il contrario: non è possibile che coloro che sono laureati in filosofia, piuttosto che antropologia o sociologia (si pensi al counseling filosofico o antropologico, ad esempio) siccome conoscono quelle che a loro dire sono le "basi" filosofiche della psicologia, pretendano di fare gli psicologi o addirittura gli psicoterapeuti :sbonk: . Se è vero che la filosofia è una delle "basi" della psicologia, è vero anche che la Psicologia è una scienza a sé (1879, Wundt). Mentre fai una psicoterapia, o una valutazione psicodiagnostica sull'alzheimer, piuttosto che un colloquio di selezione del personale, ti assicuro che al lato pratico l'ultima cosa a cui pensi (e che ti serve) è il pensiero di Cartesio, Aristotele o Ippocrate
Ma x favore...diciamo la verità.
Gli esami di cui parli sono opzionali e non obbligatori, almeno fino a qualche anno fa nella laurea quinquennale era così....
Al max te ne davi uno o due così a caso...
In scienze dell'educazione erano tutti obbligatori compresi i 3 annuali di psicologia...
Nella filosofia la cosa più importante è l'apertura mentale che ti fornisce e l'approccio che ti va avere rispetto alle cose che ci circondano, non di certo il pensiero di Cartesio o Arisotele di x se stessi...
E invece anche durante un colloquio di selezione dovresti pensare alla sociologia (magari prima), perchè spesso si ignorano delle regole fondamentali che vengono applicate in psicologia ma sono proprie di altre scienze....
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Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
Ma x favore...diciamo la verità.
Gli esami di cui parli sono opzionali e non obbligatori, almeno fino a qualche anno fa nella laurea quinquennale era così....
Al max te ne davi uno o due così a caso...
In scienze dell'educazione erano tutti obbligatori compresi i 3 annuali di psicologia...
Nella filosofia la cosa più importante è l'apertura mentale che ti fornisce e l'approccio che ti va avere rispetto alle cose che ci circondano, non di certo il pensiero di Cartesio o Arisotele di x se stessi...
....
gli esami che ti ho elencato sono obbligatori. E comunque mi confermi che in altri corsi di laurea ci sono "3 esami annuali di psicologia" il che dimostra la conoscenza superficiale e sommaria della psicologia.
Io come psicologo non mi sognerei mai di voler fare il sociologo, l'antropologo o il filosofo, mentre ci sono antropologi, filosofi e sociologi che, in virtù di quei 3 esami di psicologia, credono di poter fare gli psicologi (e spesso lo fanno, con conseguenze dannose soprattutto per l'utenza).
PS: di esami "così a caso" io non ne ho mai dati, se tu hai considerato con quell'ottica gli esami che hai fatto è una questione che riguarda te
Citazione:
E invece anche durante un colloquio di selezione dovresti pensare alla sociologia (magari prima), perchè spesso si ignorano delle regole fondamentali che vengono applicate in psicologia ma sono proprie di altre scienze
questo genere di affermazioni conferma quanto detto: spesso chi proviene da altri percorsi (tu sei aducatrice, mi pare di aver capito) crede di conoscere la psicologia più degli psicologi stessi, e pretende anche di insegnargli il mestiere :sbonk:
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Ma che presunzione nel sostenere sempre che gli altri desiderino fare gli psicologi...ma stiamo scherzando?????spero di si.
E' vero anche il fatto che certi psicologi si improvvisano sociologi interpretando i bisogni della società quando spetterebbe ai sociologi fare ciò....
Quindi diciamo le cose come stanno.....cioè se è vero quello che dite voi...allora è vero anche il contrario.....
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Ma che presunzione nel sostenere sempre che gli altri desiderino fare gli psicologi...ma stiamo scherzando?????spero di si.
..
Dal mio punto di vista, è una presunzione snobbare e svalutare 5 anni di psicologia + 1 anno di tirocinio (senza contare quelli prelaurea) + esame di stato + eventuali 4/5 anni di specializzazione con annessi tirocini, supervisioni e attività varie.
Difatti non mi esprimo sul desiderio di fare o non fare lo psicologo, che è un fatto privato. Mi riferisco invece alle varie figure pofessionali che di fatto sconfinano nel campo della psicologia, della psichiatria e della psicoterapia. Mi riferisco, ad esempio, ai vari counselor filosofici & antropologici.
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[QUOTE=rosablu77;2018553]
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
E cosa intendi per insegnare tecniche psicologiche???
Io non l'ho mai sentito...A me insegnano tecniche di comunicazione..
A meno che con questo termine non si intenda anche insegnare psicologia e teorie psicologiche applicabili in altri ambiti...
C'è una bella differenza!!!
ragazze fate ciò che volete, mi arrendo, se basta chiamare le cose con altro nome per scaricarvi la coscienza non c'è dialogo, utilizzerò questo forum per dare una mano a colleghi più giovani che hanno necessità di avere chiarezza sul futuro invece che a continuare a spiegare a voi perchè non è corretto ciò che fate
bye bye
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Citazione:
Ma x favore...diciamo la verità.
Gli esami di cui parli sono opzionali e non obbligatori, almeno fino a qualche anno fa nella laurea quinquennale era così....
Al max te ne davi uno o due così a caso...
In scienze dell'educazione erano tutti obbligatori compresi i 3 annuali di psicologia...
Nella filosofia la cosa più importante è l'apertura mentale che ti fornisce e l'approccio che ti va avere rispetto alle cose che ci circondano, non di certo il pensiero di Cartesio o Arisotele di x se stessi...
E invece anche durante un colloquio di selezione dovresti pensare alla sociologia (magari prima), perchè spesso si ignorano delle regole fondamentali che vengono applicate in psicologia ma sono proprie di altre scienze....
La Facoltà di Psicologia è sicuramente un disastro, ma non crederai mica che basti dare qualche esame di tutto un po', come avviene a Scienze dell'educazione, per avere una formazione filosofica degna di questo nome? Non scherziamo...
Salute,
ikaro
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Qui non si sta snobbando la laurea quinquennale in psicologia.....anzi.....stiamo dando pari dignità alle altre lauree diverse da psicologia tipo filosofia(per rip. l'es. di johnny).....voi non credete sia possibile un counselling filosofico ad es.?
Io penso di si....senza sconfinare nella psicologia(o meglio nella professione di psicologo)nella psichiatria e psicoterapia......perchè credete che tutto quello che abbia a che fare con la mente umana sia di esclusivo sapere psicologico?La mente umana è complessa e complesso è il suo studio fatto di mille sfaccettature di cui la filosofia riveste una parte come la psicologia ne riveste un'altra......cioè non si può spiegare la mente umana solo con la psicologia....è questo che voi non volete riconoscere.....
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io penso che rosa blu si riferisse alla laurea in filosofia e non quella di scienze dell'educazione dove invece predomina una componente educativa molto forte a differenza della laurea in psicologia! Ragazzi su...
psicologia=filosofia=scienze dell'educazione=...etc.
non ci sono lauree di serie A e lauree di serie B
Invece dall'esterno per chi legge sembra derivare questo discorso.....
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Citazione:
Rosa blu quello che mi dà più fastidio (e questo a prescindere dalla mia professione....poichè non mi occupo di questo)è che gli psicologi sentono di avere competenza anche sul piano educativo.....mentre non è vero il contrario. Come se l'essere psicologi comportasse automaticamente il sapere in altri campi....Come se ci fossero dei gradi superiori ed inferiori....e quelli superiori(gli psicologi....per loro ovviamente) comprendono quelli inferiori(tutti gli altri)!Cioè non sono capaci di dare pieno ruolo alle altre figure....quindi guai a pronunciare una parola che inizia per psi....Ora sarei felice di essere smentita!
Anch'io provo molto fastidio per gli psicologi che sentono di avere "competenza anche sul piano educativo", anche perchè, freudianamente, educare è un "mestiere impossibile". Detto questo, quello che dici sugli psicologi tuttologi può anche essere vero, io credo che non ci siano gradi superiori ed inferiori del sapere, esistono piuttosto saperi diversi e quello che importa è l'uso che se ne fa, di questi saperi, in quanto operatori delle cure, è questo il cuore della formazione, tutto il resto è noia, come diceva il Califfo!!
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se era impossibile perchè creare una laurea proprio con questo nome?
E' giusto quello che dici sui saperi e il loro uso......ognuno dovrebbe usare il PROPRIO sapere per i suoi fini professionali che per un laureato in scienze dell'educazione sono sicuramente educativi e non psi!
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Citazione:
se era impossibile perchè creare una laurea proprio con questo nome?
Non chiederlo a me, non l'ho creato io! A parte questo, forse per darsi le ragioni teoriche e pratiche di questa impossibilità, ma forse è chiedere troppo...
Citazione:
E' giusto quello che dici sui saperi e il loro uso......ognuno dovrebbe usare il PROPRIO sapere per i suoi fini professionali che per un laureato in scienze dell'educazione sono sicuramente educativi e non psi!
Questo è mio e questo e tuo, ma allora di che stiamo parlando?
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[QUOTE=ikaro78;2019080]Non chiederlo a me, non l'ho creato io! A parte questo, forse per darsi le ragioni teoriche e pratiche di questa impossibilità, ma forse è chiedere troppo...[\QUOTE]
Ragioni "Impossibili "Unite tramite un "groviglio":approved:
.....Da chi lo ha creato! Non da chi frequenta o parla in - proposito in buona fede:rolleyes::P
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
perchè credete che tutto quello che abbia a che fare con la mente umana sia di esclusivo sapere psicologico?La mente umana è complessa e complesso è il suo studio fatto di mille sfaccettature di cui la filosofia riveste una parte come la psicologia ne riveste un'altra......cioè non si può spiegare la mente umana solo con la psicologia....è questo che voi non volete riconoscere.....
sullo studio della mente umana sono d'accordo, ma il fatto è che si passa dallo studio alla pratica. Come fa un filosofo (piuttosto che un sociologo a altro) ad avere le conoscenze tecniche per "curare" una malattia psichica?
Se hanno istituito un Corso di Laurea in Psicologia, come ha detto Ikaro, piuttosto che una specializzazione in psicoterpia o psichiatria, ci sarà un perché
Citazione:
Ragazzi su...
psicologia=filosofia=scienze dell'educazione=...etc.
non ci sono lauree di serie A e lauree di serie B
mela = pera = patata.
Non ci sono frutti di serie A e serie B, però ammetti che mangiare una mela non è come mangiare una patata :mumble: sono 2 cose diverse
Citazione:
Qui non si sta snobbando la laurea quinquennale in psicologia.....anzi.....stiamo dando pari dignità alle altre lauree diverse da psicologia tipo filosofia(per rip. l'es. di johnny)....?
se dare "pari dignitià" significa imitare Psicologia non mi sembra una gran conquista. E' come se io dall'altro dei miei 3 esami di antropologia volessi andare in Egitto a fare gli scavi archeologici
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Citazione:
Originalmente inviato da Johnny
se dare "pari dignitià" significa imitare Psicologia non mi sembra una gran conquista. E' come se io dall'altro dei miei 3 esami di antropologia volessi andare in Egitto a fare gli scavi archeologici
ottimo esempio
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Qui non si tratta di imitare niente e nessuno.....altrimenti le persone sapevano come fare.....Chi ha parlato di cura di malattie psichiche?Perchè lo scopo sarebbe solo quello di curare......bel modello medico(che non vi appartiene se vogliamo essere precisi)..
La mente si studia in tanti modi...non solo con la psicologia..(come ho già detto)....quindi se esistono tanti modi per studiarla esistono altrettanti modi per "curarla"!!!La parola cura propriamente detta dovrebbe appartenere SOLO all'uso medico.....
Sono d'accordo che mangiare una mela non è uguale rispetto al mangiare una patata.....ma entrambi sono NECESSARIE ad una sana alimentazione. Nessuno può dire che la mela è più importante della patata o viceversa.....ciò rientra solo nelle PREFERENZE INDIVIDUALI!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Qui non si sta snobbando la laurea quinquennale in psicologia.....anzi.....stiamo dando pari dignità alle altre lauree diverse da psicologia tipo filosofia(per rip. l'es. di johnny).....voi non credete sia possibile un counselling filosofico ad es.?
Io penso di si....senza sconfinare nella psicologia(o meglio nella professione di psicologo)nella psichiatria e psicoterapia......perchè credete che tutto quello che abbia a che fare con la mente umana sia di esclusivo sapere psicologico?La mente umana è complessa e complesso è il suo studio fatto di mille sfaccettature di cui la filosofia riveste una parte come la psicologia ne riveste un'altra......cioè non si può spiegare la mente umana solo con la psicologia....è questo che voi non volete riconoscere.....
Si dai! Facciamo un bel minestrone e mettiamoci dentro di tutto! Per carità! Un filosofo non intende occuparsi di psicologia senza poter sconfinare nella psicologia stessa! E allora, se deve sconfinare, un filosofo (io lo sono per esempio:P) è pregato di permanere con il culo sulla sedia per molti molti anni a studiare seriamente le discipline invece di andarsene a fantasticare su fantomatiche relazioni d'aiuto...dalla mia modesta esperienza posso dire di aver conosciuto grandi filosofi: a nessuno di questi è mai mancata la dignità e l'umiltà di dire ''noi siamo filosofi, ci occupiamo di altre cose'' oppure ''l'oggetto di studio può darsi sia il medesimo, ma il nostro sguardo non coincide con quello dello psicologo clinico'' ecc...In questa ottica olistica ognuno da un suo contributo, ma permane la libera scelta del singolo di praticare insieme molti sentieri: tutto da guadagnare da una formazione che non si pone limiti di sorta. Alcuni psicoanalisti che mi è capitato di conoscere sono anche filosofi per esempio...insomma, le cose vanno fatte con serietà.
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
Johnny
sullo studio della mente umana sono d'accordo, ma il fatto è che si passa dallo studio alla pratica. Come fa un filosofo (piuttosto che un sociologo a altro) ad avere le conoscenze tecniche per "curare" una malattia psichica?
Infatti johnny!Ma purtroppo si è creato un equivoco di fondo molto fastidioso. Un filosofo ''non fa'' perchè non è nelle sue disposizioni...le regole del counseling (che a me non sta simpatico ma che però deve dar da pensare alla psicologia) non sono applicate ai disturbi psichici. Questo è quanto. Ora il problema è della psicologia che deve decidersi per una scelta: il counseling è il sintomo di una ''mancanza'' nell'ambito delle discipline cliniche che si occupano, in generale, di ''disagio''; possiamo noi incominciare a ''pensare'' in cosa consiste questa ''mancanza''? Possiamo ripensare la psicologia in un epoca - la nostra - che porta al declino ogni tradizione che in occidente si è ritenuta tale? Possiamo dire che forse la ''qualità'' del disagio nella nostra epoca si sta radicalmente trasformando? Tutte queste domande bisognano di una risposta: basta arroccamenti e mettiamoci a pensare.
La psicologia è infartuata, sta mutandosi in qualcosa che non la rappresenta più, qualcosa di tremendamente atrofizzato. Da psicologi dobbiamo prenderci questo fardello e portarlo verso un destino più proprio, più ''psicologico'' appunto.
Saluti,
Luigi
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Scusate ma voi dovreste(credo proprio di si) avere degli strumenti di cui altre professioni non possono fare uso....o no?Allora quali sono le lamentele se le cose stanno così....o è vietato ad altri persino di colloquiare con potenziali utenti?Cioè se questi strumenti utilizzati sono a conoscenza dell'utente(cioè io, persona comune, so che lo psicologo solitam. usa questo e quello)allora è una preferenza dell'utente dirigersi verso altre figure...che "rispecchiano" più il suo punto di vista!
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
gli esami che ti ho elencato sono obbligatori. E comunque mi confermi che in altri corsi di laurea ci sono "3 esami annuali di psicologia" il che dimostra la conoscenza superficiale e sommaria della psicologia.
Io come psicologo non mi sognerei mai di voler fare il sociologo, l'antropologo o il filosofo, mentre ci sono antropologi, filosofi e sociologi che, in virtù di quei 3 esami di psicologia, credono di poter fare gli psicologi (e spesso lo fanno, con conseguenze dannose soprattutto per l'utenza).
Ma che film hai visto???
Io conosco invece psicologi che con una formazione psicologica esclusiva pretendono di fare gli educatori con conseguenze disastrose x l'utenza..questo si..
Questo forum è pieno di queste persone...come la mettiamo??
Voi accusate gli altri di rubarvi il mestire..guardate prima in casa vostra e abbiate un minimo di etica personale oltre che professionale perchè mi pare siate presi da una fobia ossessiva che tutti possano rubarvi tutto, soprattutto quello che non avete!!!!
Io lavoro come educatrice professionale, pedagogista e docente..non pretendo di insegnare il mestiere di psicologo a nex perchè non sn una psicologa e non aspiro ad esserla..
Nel mio post ho citato gli esami del mio ex corso di laurea in scienze dell'educazione.
Come sai le scienze dell'educazione comprendono diverse scienze fra le quali la psicologia, la filosofia, la sociologia, l'antropologia culturale e in primis la pedagogia.
I tre esami di psicologia cosa ti confermerebbero se non un approccio globale alla persona???
Cmq visto che ora il sistema universitario è in crediti, i miei citati 3 esami annuali sarebbero stati circa 36CFU..
Non credo che la facoltà di psicologia ad oggi pretenda agli studenti..36CFU di filosofia, altri 36CFU di pedagogia, 36 di sociologia, 36 di antropologia etc....
In genere sono esami da 5 o 6 CFU..max 10..una bella differenza e sicuramente senza possibilità di comparazioni....
Credo non ci sia niente di male nell'ammettere questo deficit del sistema universitario???
Io non ho mai detto di poter fare lo psicologo, ne sinceramente ne ho l'intenzione...ho semplicemente detto, che ho un approccio che mi permette, nel momento in cui "mi prendo cura dell'altro" e non "curo" (come ormai dicono di fare gli psicologi, assorbendo in pieno il modello medico e dimenticando le ragioni che in primo momento li avevano portati a differenziarsene) di tenere presenti diverse scienze che mi permettono di comprendere la ragione per cui l'individuo si trova in quella condizione, a differenza dello psicologo che essendo invece pertinente esclusivamente in psicologia, utilizzerà solo quella lente x approcciarvisi....
Vi sembra tanto strano???
Credo che il sistema universitario debba essere riformato per questo motivo, ne potremo giovare tutti, gli utenti per primi...
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Citazione:
ho semplicemente detto, che ho un approccio che mi permette, nel momento in cui "mi prendo cura dell'altro" e non "curo" (come ormai dicono di fare gli psicologi, assorbendo in pieno il modello medico e dimenticando le ragioni che in primo momento li avevano portati a differenziarsene) di tenere presenti diverse scienze che mi permettono di comprendere la ragione per cui l'individuo si trova in quella condizione
Puoi darci un esempio pratico di questo? Un esempio di questo approccio, magari calato su un caso o su una situazione lavorativa?