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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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evolution
...e sotto FAQ parla anche di anoressia e bulimia, è proprio un'esperta! E' incredibile come i counselor sono abili a citare corsi che hanno fatto con il nome di "psico" così da confondere l'utente. Questa addirittura dice che "partecipa al corso quadriennale di specializzazione in Medicina Psicosomatica organizzata dall'associazione nazionale ecobiopsicologia, che si integra nel programma di formazione continua in medicina (riconosciuto ECM)." continua dicendo che "il suo obbiettivo professionale è quello di diffondere una cultura anti panico" ecc.
Sarebbe da controllare come "partecipa" a un corso di specializzazione all'A.N.E.B. senza la laurea in psicologia o medicina... fa le pulizie? E' chiaro che se non è psicologa o medico è una ciarlatana che va denunciata!
Anch'io avevo notato questo aspetto tipico dei "giochi di parole" - per noi evidenti - che fanno in genere queste persone a scopi di "attrazione -confusiva" cui i potenziali utenti, non informati in materia, cadono purtroppo facilmente, credendo in chissà quali effetti miracolosi e rapidi di "tanta - apparente - scienza".
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IT Modeler,
volevo chiarire un'altra cosa con te. Spesso hai scritto che non è giusto generalizzare sui counselor e che se si vuole generalizzare ci sono anche psicologi incompetenti, ecc.
Questo ragionamento a mio avviso non regge, è come se dicessi che visto che ci sono dei chirurghi incompetenti (oltre che ai casi di malasanità si aggiungono quelli ad es. del Santa Rita di Milano che hanno ucciso persone e operavano tumori inesistenti asportando organi sani, tutto per un fatto economico) allora tutti possiamo fare i chirurghi anche senza formarci in tal proposito, o istituendo corsi non riconosciuti in counseling chirurgico.
Se c'è uno 0,001% di counselor (non mi riferisco agli psicologi o AS che stanno nelle loro competenze professionali) che non sono ciarlatani e non sconfinano in ambito psicologico non possiamo salvare un'intera categoria a danno degli utenti e dei seri professionisti. Così come se c'è una piccola percentuale di psicologi o medici non competenti non possiamo scartare un'intera categoria che crea benessere e salute per la società.
:mano::approved: Quoto in pieno, la generalizzazione non serve, i disonesti ci sono in tutte le categorie.
Ad esempio tra archietetti, ingegneri, geometri qualche caso isolato per soldi e corruzione chiude un occhio sulla sicurezza e qualche casa di troppo crolla ( vedi anche recente terremoto in Abruzzo) con danni, purtroppo gravi per le persone e vittime.
Ma il fatto che ci siano dei disonesti non significa che ognuno può prendere e fare un progetto di una casa senza avere nessuna cognizione in merito...
Scusate l'esempio che è del tutto estraneo alle professioni da'iuto, ma mi sembra calzante con ragionamenti fatti rispetto agli psicoologi (ce ne sono, come ci sono, e io ne conosco, assitenti sociali poco serie e preparate ma sono casi isolati)
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...e sotto FAQ parla anche di anoressia e bulimia, è proprio un'esperta! E' incredibile come i counselor sono abili a citare corsi che hanno fatto con il nome di "psico" così da confondere l'utente. Questa addirittura dice che "partecipa al corso quadriennale di specializzazione in Medicina Psicosomatica organizzata dall'associazione nazionale ecobiopsicologia, che si integra nel programma di formazione continua in medicina (riconosciuto ECM)." continua dicendo che "il suo obbiettivo professionale è quello di diffondere una cultura anti panico" ecc.
Sarebbe da controllare come "partecipa" a un corso di specializzazione all'A.N.E.B. senza la laurea in psicologia o medicina... fa le pulizie? E' chiaro che se non è psicologa o medico è una ciarlatana che va denunciata!
io l'ho segnalata all'ordine che ha mandato una segnalazione in procura ma ragazzi dobbiamo essere tutti noi UNITI :Ops: a segnalare ciò che troviamo in giro, sia sul web che su giornali e volantini vari, che ci sembra non sia "a norma"....e non bisogna andare lontano! proprio oggi sono stata presso un'associazione con cui collaboro saltuariamente: nel volantino delle nuove attività c'era anche "orientamento psicologico", ho chiesto info e mi han detto "sai il maestro di tai chi? ha fatto un corso quest'estate e adesso fà anche il counselor!" :jd::asd: ho fatto presente che usare l'aggettivo "psicologico" esponeva il counselor a qualche rischio ed anche loro come associazione lo avrebbero corso nel caso qualcuno (e indovinate chi? :asd:) avesse segnalato la cosa all'ordine degli psicologi. mi han risposto che non lo sapevano che cos'era il counseling psicologico ("ma il maestro di tai chi è così comprensivo con la gente, è comei uno psicologo", mi ha detto la segretaria) e cmq mi hanno ringraziato.
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IT Modeler,
volevo chiarire un'altra cosa con te. Spesso hai scritto che non è giusto generalizzare sui counselor e che se si vuole generalizzare ci sono anche psicologi incompetenti, ecc.
Questo ragionamento a mio avviso non regge, è come se dicessi che visto che ci sono dei chirurghi incompetenti (oltre che ai casi di malasanità si aggiungono quelli ad es. del Santa Rita di Milano che hanno ucciso persone e operavano tumori inesistenti asportando organi sani, tutto per un fatto economico) allora tutti possiamo fare i chirurghi anche senza formarci in tal proposito, o istituendo corsi non riconosciuti in counseling chirurgico.
Se c'è uno 0,001% di counselor (non mi riferisco agli psicologi o AS che stanno nelle loro competenze professionali) che non sono ciarlatani e non sconfinano in ambito psicologico non possiamo salvare un'intera categoria a danno degli utenti e dei seri professionisti. Così come se c'è una piccola percentuale di psicologi o medici non competenti non possiamo scartare un'intera categoria che crea benessere e salute per la società.
Evolù,
ma non capisci o fai finta di non capire??
Tu denuncia i counselor che conosci (se li conosci) che fanno tutto ciò che ha fatto il nostro genio della truffa (perchè innanzitutto è questo) <<medico-psicologo>> che avrai anche il mio appoggio, OK??
Va bene così?? OK
Poi, per la terza volta, fai il fenomenale paragone con i chirurghi, rivolgendoti a me, che non sono controparte in questo caso, perchè (terza volta) Ti rispondo che non ho mai proposto di abolire nè l'Albo, nè abolizione della categoria degli Psicologi, nè altro che Tu sostieni che io abbia scritto.
Ho solo denunciato che ho visto:
1) Uno psicoterapeuta in ipnoterapia, in aula aziendale tentare di mandare in trance un persona;
2) Giocarmi 6 mesi di lavoro perchè una collega è stata contestata per impreparazione da un'aula di manager: per una hanno pagato tutti (cioè il committente ha ritirato il mandato alla società!);
3) Sentirmi raccontare dal committente che uno psicologo (non so se del Lavoro o Clinico) prima di me ha messo l'una contra l'altra parti dell'aula, che hanno tirato fuori la loro rabbia;
4) Sentire colleghi con Laurea triennale, che raccontano candidamente come gestiscono <<Sportelli di ascolto>> con 0-esperienza...
E mi fermo qui, solo per brevità. Degli altri colleghi corretti non ne parlo perchè non li considero "eccezione", ma "regola". E non ho mai scritto che non esistono.
Ma posso scrivere che i colleghi sopra hanno creato un danno probabilmente maggiore di quanto creano <<maghi-counselor>> (a parte quello cagionato al sottoscritto)??
Non credi che da uno/a Psicologo/a i clienti si aspettino di più?
Che cosa credi racconteranno e generalizzeranno le persone che li hanno incontrati?
Ultima domanda: è screditare la categoria degli psicologi averlo denunciato in questo Forum o aver commesso i fatti da parte dei protagonisti?
Faccio mille auguri alle vostre denunce, ma vorrei che sparissero anche i casi di cui ho scritto sopra,
che per l'esperienza che ho avuto non sono stati una <<piccola percentuale>>.
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IT_Modeler;2143771]
3) Sentirmi raccontare dal committente che uno psicologo (non so se del Lavoro o Clinico) prima di me ha messo l'una contra l'altra parti dell'aula, che hanno tirato fuori la loro rabbia;
Non credi che da uno/a Psicologo/a i clienti si aspettino di più?
Che cosa credi racconteranno e generalizzeranno le persone che li hanno incontrati?
OT:un piccolo off-topic relativo a questa esperienza che hai raccontato...è sempre difficile sapere cosa è effettivamente successo in questi casi, perché può darsi che lo psicologo in questione abbia semplicemente portato a consapevolezza la "rabbia" che era già presente, ma latente. Uno degli aspetti fomdanemtali dell'analisi della domanda infatti è proprio cogliere queste dinamiche e non colludere col committente, che potrebe aver "licenziato" lo psicologo proprio perché ha portato alla luce queste dinaiche già presenti ma latenti (non dico che è così, ma è una possibilità)
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Johnny
OT:un piccolo off-topic relativo a questa esperienza che hai raccontato...è sempre difficile sapere cosa è effettivamente successo in questi casi, perché può darsi che lo psicologo in questione abbia semplicemente portato a consapevolezza la "rabbia" che era già presente, ma latente. Uno degli aspetti fomdanemtali dell'analisi della domanda infatti è proprio cogliere queste dinamiche e non colludere col committente, che potrebe aver "licenziato" lo psicologo proprio perché ha portato alla luce queste dinaiche già presenti ma latenti (non dico che è così, ma è una possibilità)
Concordi. Anche nel mio lavoro non tardano mai a farsi sentire le lamentele rispetto a colleghi che c'erano prima o che lavorano in altri servizi. Io non raccolgo mai questi " punti di vista" che in fondo sono solo una punteggiature data dal cliente o dall'utente ma non sempre corrispondono a quello che è realemtne accaduto.
Non dimentichiamo poi che le esperienze citate da modeler si riferiscono in modo specifico al mondo aziendale che, pur essendo uno degli ambiti di lavoro degli psicologi, non riveste che una minima parte delle effettive competenze dello psicologo che vanno prevalentemente nell'ambito clinico, nella salute ( è una professione saniataria) e nel sociale ( cooperative comunità ecc. )
In questi ambiti di lavoro, a mio parere ( ma forse sono di parte poichè anche io facente parte del sistema sociosanitario) i compiti dello psicologo e del sostegno psicologico sono molto più "delicati" poichè ci si occupa di persone profondamente sofferenti, di portatori di patologie psichiche o di problemi e disagi non indifferenti a livello socioambientale.
Poichè nella mia scala di valori (ma ripeto è una cosa puramente personale) un essere umano e la sua sofferenza personale vale infinitamente di più di un processo produttivo efficiente in azienda (senza togliere però il valore di quest'ultimo per il benessere degli individui non fraintendete) mi preoccupano molti di più i counselor che prescrivono cure per l'anoressia o le crisi di panico o i danno consigli per affrontare i disagi familiari rispetto agli esempi spesso citati in questo 3d relativi al counseling aziendale.
Cioè io penso che se una patologia sociale o psichica non è opportunamente trattata da professionisti può sfociare in problemi profondi:
Ad esempio (semplificando al massimo) una famiglia con problemi lavorativi e di reddito può diventare una famiglia con problemi di violenze e maltrattamenti se la problematica sociale non viene risolta, oppure una persona con problemi di ansia, panico o depressione può anche peggiorare fino al suicidio
Per cui quello che mi preoccupa è il diffondersi dei counselor "guaritori" e risolutori di problemi e disagi vari.
E vorrei capire i motivi della grande diffusione di questi " soggetti"
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OT:un piccolo off-topic relativo a questa esperienza che hai raccontato...è sempre difficile sapere cosa è effettivamente successo in questi casi, perché può darsi che lo psicologo in questione abbia semplicemente portato a consapevolezza la "rabbia" che era già presente, ma latente. Uno degli aspetti fomdanemtali dell'analisi della domanda infatti è proprio cogliere queste dinamiche e non colludere col committente, che potrebe aver "licenziato" lo psicologo proprio perché ha portato alla luce queste dinaiche già presenti ma latenti (non dico che è così, ma è una possibilità)
Non si può che concordare con questa tua - in ogni caso, rispetto al dato citato - utile riflessione circa un fatto che ha -tra l'altro, come a volte può avvenire, se si portano alla luce dinamiche latentemente "esplosive" che si vorrebbero inconsapevolmente (ed a volte neppure tanto, in quanto rivelatrici) far rimanere sotteranaee, da parte di committenti, durante l'analisi della domanda- portato al licenziamento dello psicologo in questione. Ma per comprendere questi aspetti a livello più profondo dell'immediato, bisogna conoscere "l'analisi della domanda " di cui parli tu, che é propria dello psicologo ed a volte, in forme diverse, anche di As specialisti.
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monicadal Poichè nella mia scala di valori (ma ripeto è una cosa puramente personale):approved: un essere umano e la sua sofferenza personale vale infinitamente di più di un processo produttivo efficiente in azienda (senza togliere però il valore di quest'ultimo per il benessere degli individui non fraintendete) mi preoccupano molti di più i counselor che prescrivono cure per l'anoressia o le crisi di panico o i danno consigli per affrontare i disagi familiari rispetto agli esempi spesso citati in questo 3d relativi al counseling aziendale.
Cioè io penso che se una patologia sociale o psichica non è opportunamente trattata da professionisti può sfociare in problemi profondi:
Ad esempio (semplificando al massimo) una famiglia con problemi lavorativi e di reddito può diventare una famiglia con problemi di violenze e maltrattamenti se la problematica sociale non viene risolta, oppure una persona con problemi di ansia, panico o depressione può anche peggiorare fino al suicidio
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Oppure, si potrebbe aggiungere, quando non si arriva a questo finale "ignoto", scompensarsi con sindromi dissociative, ad es e deliranti, fino a necessitare di un ricovero urgente, come ne avvengono causati da questi interventi, in cliniche psichiatriche.
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Non si può che concordare con questa tua - in ogni caso, rispetto al dato citato - utile riflessione circa un fatto che ha -tra l'altro, come a volte può avvenire, se si portano alla luce dinamiche latentemente "esplosive" che si vorrebbero inconsapevolmente (ed a volte neppure tanto, in quanto rivelatrici) far rimanere sotteranaee, da parte di committenti, durante l'analisi della domanda- portato al licenziamento dello psicologo in questione. Ma per comprendere questi aspetti a livello più profondo dell'immediato, bisogna conoscere "l'analisi della domanda " di cui parli tu, che é propria dello psicologo ed a volte, in forme diverse, anche di As specialisti.
Mah, secondo me si può concordare a metà, nel senso che è vero quel che dice Johnny sull'analisi della domanda (cosa, a quanto pare, ignota ad altri professionisti), ma non colludere con la domanda della committenza non significa far esplodere il sommerso, certamente certe dinamiche esistono, ma perchè innescarle? Insomma, maneggiare con cura...
Saluti,
ikaro
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ikaro78
Mah, secondo me si può concordare a metà, nel senso che è vero quel che dice Johnny sull'analisi della domanda (cosa, a quanto pare, ignota ad altri professionisti), ma non colludere con la domanda della committenza non significa far esplodere il sommerso, certamente certe dinamiche esistono, ma perchè innescarle? Insomma, maneggiare con cura...
Saluti,
ikaro
Per una volta tanto sono d'accordo con ciò che scrive Ikaro:
L'analisi della domanda e l'eventuale collusione del professionista sono una cosa, diversa cosa è che il professionista "precedente" (le virgolette le metto perchè sarebbe da aggiungere: incompetente) dopo aver fatto o NON (secondo me) aver fatto l'analisi della domanda, ha deciso di tirar fuori la rabbia tra sottogruppi, dinamica in azienda altamente pericolosa semplicemente perchè il committente non Ti può chiamare per dividere, ma per unire e mi fermo al principio più semplice.
Casomai la difficoltà, sempre dopo l'analisi della domanda (ci mancherebbe che la domanda venga ignorata o manipolata da parte dello specialista) tirar fuori le energie positive, vitali, per "riprendere i fili" di un gruppo del genere...MA, c'è un MA, di cui nessuno ha parlato, sicuramente intervenire dopo un fatto e un "professionista" di tale statura (miniatura) rende tutto più difficile a chi viene dopo.
Commenti sugli altri casi? Nessuno?
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monicadal
Poichè nella mia scala di valori (ma ripeto è una cosa puramente personale) un essere umano e la sua sofferenza personale vale infinitamente di più di un processo produttivo efficiente in azienda (senza togliere però il valore di quest'ultimo per il benessere degli individui non fraintendete) mi preoccupano molti di più i counselor che prescrivono cure per l'anoressia o le crisi di panico o i danno consigli per affrontare i disagi familiari rispetto agli esempi spesso citati in questo 3d relativi al counseling aziendale.
Mi dispiace Monica,
questa volta non posso essere d'accordo Te, almeno nel modo in cui hai espresso il Tuo pensiero (la parte citata): <<il processo produttivo efficiente>> è fatto da <<esseri umani>> e mi chiamano (anzi, ci chiamano, di solito) solitamente le aziende perchè le questioni, o meglio le reazioni degli esseri umani ai problemi, sono le stesse all'interno e all'esterno dell'azienda. L'unica differenza è che i segnali del disagio l'azienda li riscontra quando il <<processo>> non funziona più bene come prima, allora bisogna incominciare a pensare ai problemi tra le persone e delle persone (tutti <<esseri umani>>) che, spesso, l'azienda al di là dei numeri (di bilancio, ecc.) non sa risolvere...ma quando parli in aula con le persone dai lavoratori, ai quadri, ai funzionari al direttore generale, sotto qualsiasi giacca e cravatta...c'è un <<essere umano>> che incomincia a parlare di difficoltà, di disagio, di rapporti con gli altri che, a volte, si riflettono anche sulla propria famiglia soprattutto se fai counseling individuale e anche se non lo fai.
Quindi partiamo dagli stessi principi umanistici e non metterei, se non ho capito male, i problemi su una scala di importanza, perchè tutti si riflettono e pesano su tutti gli altri. Ancora una volta ripeto che se conoscessi un counselor che affrontasse l'anoressia, lo denuncerei per primo, ma i problemi che incontri lavorando in azienda non sono meno complessi o meno profondi di quelli che puoi incontrare fuori.
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Per una volta tanto sono d'accordo con ciò che scrive Ikaro:
L'analisi della domanda e l'eventuale collusione del professionista sono una cosa, diversa cosa è che il professionista "precedente" (le virgolette le metto perchè sarebbe da aggiungere: incompetente) dopo aver fatto o NON (secondo me) aver fatto l'analisi della domanda, ha deciso di tirar fuori la rabbia tra sottogruppi, dinamica in azienda altamente pericolosa semplicemente perchè il committente non Ti può chiamare per dividere, ma per unire e mi fermo al principio più semplice.
Ecco, su questo punto io credo che sia impossibile, per struttura, cavalcare il fantasma della committenza ("unire e vivere in armonia", tipo la pubblicità della Coca Cola di qualche anno fa...), si tratta innazitutto di capire chi domanda che cosa, il committente chiede l'armonia (ovviamente) e i destinatari dell'intervento?
Citazione:
Casomai la difficoltà, sempre dopo l'analisi della domanda (ci mancherebbe che la domanda venga ignorata o manipolata da parte dello specialista)
Tu dici "ci mancherebbe", quello che posso constatare è che questo succede regolarmente, anche quando c'è la buona fede dell'operatore che crede di aver fatto un'analisi della domanda.
Citazione:
MA, c'è un MA, di cui nessuno ha parlato, sicuramente intervenire dopo un fatto e un "professionista" di tale statura (miniatura) rende tutto più difficile a chi viene dopo.
Non necessariamente, l'intervento maldestro del professionista potrebbe essere comunque un punto di partenza per il lavoro, non l'intervento in sè ovviamente, ma la crisi che ha comunque prodotto. Se non partiamo da un punto di crisi e di rottura da che cosa partiamo?
Citazione:
Commenti sugli altri casi? Nessuno?
Per gli altri casi intendi i punti 1,2 e 4? Sembra una galleria degli "errori" (per non dire "orrori"), il più clamoroso mi sembra l'ipnoterapia in aula aziendale, ma anche gli altri non scherzano, comunque non ne so niente e non potrei dirne di più.
Saluti,
ikaro
PS Questa discussione ricorda un po' il caso Berlusconi-Boffo, secondo la linea politica di Feltri: siccome "il più pulito c'ha la rogna" allora non possiamo dire alcunché, né criticare nessuno. Ma io non credo sia una buona via. In altre parole, il fatto che ci siano molti professionisti iscritti all'Albo incompetenti non sposta minimamente il problema oggetto della discussione: se vogliamo allargare la discussione alle falle del sistema di formazione in psicologia possiamo pure farlo, ma questo non è un motivo per avvallare la counsellor-mania e i suoi derivati.
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ikaro78
PS Questa discussione ricorda un po' il caso Berlusconi-Boffo, secondo la linea politica di Feltri: siccome "il più pulito c'ha la rogna" allora non possiamo dire alcunché, né criticare nessuno. Ma io non credo sia una buona via. In altre parole, il fatto che ci siano molti professionisti iscritti all'Albo incompetenti non sposta minimamente il problema oggetto della discussione: se vogliamo allargare la discussione alle falle del sistema di formazione in psicologia possiamo pure farlo, ma questo non è un motivo per avvallare la counsellor-mania e i suoi derivati.
Ben detto :approved:
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ikaro78
Questa discussione ricorda un po' il caso Berlusconi-Boffo, secondo la linea politica di Feltri: siccome "il più pulito c'ha la rogna" allora non possiamo dire alcunché, né criticare nessuno. Ma io non credo sia una buona via. In altre parole, il fatto che ci siano molti professionisti iscritti all'Albo incompetenti non sposta minimamente il problema oggetto della discussione: se vogliamo allargare la discussione alle falle del sistema di formazione in psicologia possiamo pure farlo, ma questo non è un motivo per avvallare la counsellor-mania e i suoi derivati.
Forse a Te (nel senso: ce la vuoi vedere),
a me x nulla! Ancora una volta si prova a cancellare i fatti, a cui sei libero di non credere, (per me naturalmente lo sono: sono fatti) per alludere a una oscura dietrologia: chissà cosa ci sarà dietro, chissà quale interesse avrà il nostro "nuovo Feltri", dietro ci sarà un altro Grande Puparo?...affascinante tesi! Ma non mi appartiene, mi dispiace x Te. Già il nostro Peterpan ha provato a fare ipotesi del tutto immaginifiche sul mio conto e, soprattutto, a scriverne.
Tutto il mio interesse l'ho già dichiarato: un counselor-cialtrone può farmi pubblicità negativa essendo counselor e, tra l'altro non può farla a uno psicologo, eccetto se si presenti come <<medico-psicologo>>.
Dei psicologi-cialtroni non mi sono mai occupato, ma ora che studio Psicologia...mi interessa eccome, gli eventuali casini che combinano sono un danno anche x me e, credo, anche per tutti gli Psicologi, eccetto se vogliamo far finta che esistano solo counselor-truffatori.
Citazione:
Ecco, su questo punto io credo che sia impossibile, per struttura, cavalcare il fantasma della committenza ("unire e vivere in armonia", tipo la pubblicità della Coca Cola di qualche anno fa...), si tratta innazitutto di capire chi domanda che cosa, il committente chiede l'armonia (ovviamente) e i destinatari dell'intervento?
E' vero non si può credere alla committenza quando Ti chiede l'armonia!
Per non colludere è meglio cercare di tirar fuori la rabbia e mettere le parti (che, certo, può darsi già lo siano) l'una contro l'altra, soprattutto facendolo con le emozioni, quindi creando o esasperando stati, <<dinamiche>> avevi scritto da <<maneggiare con cura>>. Io direi: molto difficili da maneggiare.
Citazione:
Tu dici "ci mancherebbe", quello che posso constatare è che questo succede regolarmente, anche quando c'è la buona fede dell'operatore che crede di aver fatto un'analisi della domanda.
Il problema non è secondo la mia esperienza l'analisi della domanda, che, certo, deve esistere, ma la strada per arrivare alla Soluzione. Un operatore può anche NON colludere, MA NON trovare nessuna Soluzione o peggiorare la situazione.
Citazione:
Se non partiamo da un punto di crisi e di rottura da che cosa partiamo?
Infatti solitamente il consulente parte da quello stato. Le aziende non chiamano in periodi floridi e con le persone al max dell'intesa fra loro.
Di solito in questi casi chiamano altri per eventi celebrativi, totalmente diversi da quelli consulenziali o di change management.
Citazione:
Per gli altri casi intendi i punti 1,2 e 4? Sembra una galleria degli "errori" (per non dire "orrori"), il più clamoroso mi sembra l'ipnoterapia in aula aziendale, ma anche gli altri non scherzano, comunque non ne so niente e non potrei dirne di più.
Infatti il testimone e anche il primo danneggiato sono stato cmq io (oltre quelli presenti in aula e il committente)...MA puoi sempre NON crederci.
In ogni caso hanno incrinato l'immagine di parecchi psicologi: quelli che fanno bene il loro lavoro. Pensa come voglio affermare che hanno tutti la rogna!
Saluti,
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Forse a Te (nel senso: ce la vuoi vedere), a me x nulla! Ancora una volta si prova a cancellare i fatti, a cui sei libero di non credere, (per me naturalmente lo sono: sono fatti) per alludere a una oscura dietrologia: chissà cosa ci sarà dietro, chissà quale interesse avrà il nostro "nuovo Feltri", dietro ci sarà un altro Grande Puparo?...affascinante tesi! Ma non mi appartiene, mi dispiace x Te. Già il nostro Peterpan ha provato a fare ipotesi del tutto immaginifiche sul mio conto e, soprattutto, a scriverne.
Oh, caro! Spero di non aver urtato la tua sensibilità, l'affascinante tesi era una battuta o poco più, comunque non del tutto campata in aria: in fondo volevo dire che non si può affrontare la questione spostandola su una'ltra. Quanto al cancellare i fatti non so a che cosa ti riferisci, non esiste nessuna dietrologia per quel che mi riguarda, forse per te sì, "nel senso: ce la vuoi vedere."
Citazione:
un counselor-cialtrone può farmi pubblicità negativa essendo counselor e, tra l'altro non può farla a uno psicologo, eccetto se si presenti come <<medico-psicologo>>.
Citazione:
E' vero non si può credere alla committenza quando Ti chiede l'armonia!
Per non colludere è meglio cercare di tirar fuori la rabbia e mettere le parti (che, certo, può darsi già lo siano) l'una contro l'altra, soprattutto facendolo con le emozioni, quindi creando o esasperando stati, <<dinamiche>> avevi scritto da <<maneggiare con cura>>.
Non ho mai scritto queste fesserie.
Citazione:
Io direi: molto difficili da maneggiare.
Eh già... E' proprio questo il punto.
Citazione:
Il problema non è secondo la mia esperienza l'analisi della domanda, che, certo, deve esistere, ma la strada per arrivare alla Soluzione. Un operatore può anche NON colludere, MA NON trovare nessuna Soluzione o peggiorare la situazione.
Soluzione di cosa?
Citazione:
Infatti il testimone e anche il primo danneggiato sono stato cmq io (oltre quelli presenti in aula e il committente)...MA puoi sempre NON crederci. In ogni caso hanno incrinato l'immagine di parecchi psicologi: quelli che fanno bene il loro lavoro. Pensa come voglio affermare che hanno tutti la rogna!
Ma ci credo, eccome se ci credo. Non ho detto che vuoi affermare, però girà e rigira continui ad argomentare tirando in ballo le deficienze di certi psicologi, che vuoi da me??
Salute,
ikaro
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ikaro78
Oh, caro! Spero di non aver urtato la tua sensibilità, l'affascinante tesi era una battuta o poco più,
Non Ti preoccupare, <<oh caro>>...avevo capito che scrivevi sul serio.
Citazione:
Soluzione di cosa?
A me i clienti chiedono Soluzioni o di metterli in condizioni di trovarle, non so a Te cosa chiedono o se hai mai lavorato in azienda. Ancora non ho capito dal 2005 che sono iscritto a OPS che lavoro fai.
Citazione:
Ma ci credo, eccome se ci credo. Non ho detto che vuoi affermare, però girà e rigira continui ad argomentare tirando in ballo le deficienze di certi psicologi, che vuoi da me??
Vorrei che non scrivessi che la mia è la la politica del <<più pulito c'ha la rogna>>, quando non lo è.
Si tratta di rispettare il pensiero dell'Altro, non la sensibilità.
E le testimonianze che riporta del suo lavoro.
Oppure se hai assitito a fatti contrari o opposti a quelli che ho riportato puoi citarli, ma fino a oggi non lo hai fatto, hai solo <<argomentato>> o contraddetto.
Salute anche a Te,
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ikaro78
Ecco, su questo punto io credo che sia impossibile, per struttura, cavalcare il fantasma della committenza
Saluti,
ikaro
PS Questa discussione ricorda un po' il caso Berlusconi-Boffo, secondo la linea politica di Feltri: siccome "il più pulito c'ha la rogna" allora non possiamo dire alcunché, né criticare nessuno. Ma io non credo sia una buona via. In altre parole, il fatto che ci siano molti professionisti iscritti all'Albo incompetenti non sposta minimamente il problema oggetto della discussione: se vogliamo allargare la discussione alle falle del sistema di formazione in psicologia possiamo pure farlo, ma questo non è un motivo per avvallare la counsellor-mania e i suoi derivati.
:approved:
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Mah, secondo me si può concordare a metà, nel senso che è vero quel che dice Johnny sull'analisi della domanda (cosa, a quanto pare, ignota ad altri professionisti), ma non colludere con la domanda della committenza non significa far esplodere il sommerso, certamente certe dinamiche esistono, ma perchè innescarle? Insomma, maneggiare con cura...
Saluti,
ikaro
Ha rilevato per primo un punto essenziale, appunto; concordo su te sul "maneggiare con cura", ci mancherebbe, ma non é detto che non siano esplose solo perché erano pronte a farlo, in ogni caso, ikaro; ma 'ndovivi? (così si dice mi sembra, vero?)
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Citazione:
Vorrei che non scrivessi che la mia è la la politica del <<più pulito c'ha la rogna>>, quando non lo è.
Si tratta di rispettare il pensiero dell'Altro, non la sensibilità.
E le testimonianze che riporta del suo lavoro.
Oppure se hai assitito a fatti contrari o opposti a quelli che ho riportato puoi citarli, ma fino a oggi non lo hai fatto, hai solo <<argomentato>> o contraddetto.
Ma sì, rispettiamo il pensiero dell'Altro (addirittura con l'A maiuscola?!) e le sue testimonianze e andiamo in pace...
Saluti,
ikaro
PS Aiutaci a trovare una soluzione, anzi La Soluzione (il maiuscolo fa sempre un certo effetto...): come uscire dall'impasse di questa discussione?
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Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Concordi. Anche nel mio lavoro non tardano mai a farsi sentire le lamentele rispetto a colleghi che c'erano prima o che lavorano in altri servizi. Io non raccolgo mai questi " punti di vista" che in fondo sono solo una punteggiature data dal cliente o dall'utente ma non sempre corrispondono a quello che è realemtne accaduto.
Non dimentichiamo poi che le esperienze citate da modeler si riferiscono in modo specifico al mondo aziendale che, pur essendo uno degli ambiti di lavoro degli psicologi, non riveste che una minima parte delle effettive competenze dello psicologo che vanno prevalentemente nell'ambito clinico, nella salute ( è una professione saniataria) e nel sociale ( cooperative comunità ecc. )
In questi ambiti di lavoro, a mio parere ( ma forse sono di parte poichè anche io facente parte del sistema sociosanitario) i compiti dello psicologo e del sostegno psicologico sono molto più "delicati" poichè ci si occupa di persone profondamente sofferenti, di portatori di patologie psichiche o di problemi e disagi non indifferenti a livello socioambientale.
Poichè nella mia scala di valori (ma ripeto è una cosa puramente personale) un essere umano e la sua sofferenza personale vale infinitamente di più di un processo produttivo efficiente in azienda (senza togliere però il valore di quest'ultimo per il benessere degli individui non fraintendete) mi preoccupano molti di più i counselor che prescrivono cure per l'anoressia o le crisi di panico o i danno consigli per affrontare i disagi familiari rispetto agli esempi spesso citati in questo 3d relativi al counseling aziendale.
Cioè io penso che se una patologia sociale o psichica non è opportunamente trattata da professionisti può sfociare in problemi profondi:
Ad esempio (semplificando al massimo) una famiglia con problemi lavorativi e di reddito può diventare una famiglia con problemi di violenze e maltrattamenti se la problematica sociale non viene risolta, oppure una persona con problemi di ansia, panico o depressione può anche peggiorare fino al suicidio
Per cui quello che mi preoccupa è il diffondersi dei counselor "guaritori" e risolutori di problemi e disagi vari.
E vorrei capire i motivi della grande diffusione di questi " soggetti"
Si vede da come scrivi che sei una vera professionista, secondo me hai centrato il punto.
Purtroppo ci sono molti ciarlatani che non conoscono la serietà per via di tutte le scorciatoie prese e creano scompensazioni a molte persone. Di fatto molti di questi ciarlatani pensano davvero di essere dei salvatori e che si può diventare un professionista della salute mentale con un corsetto di massimo 500 ore.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
3) Sentirmi raccontare dal committente che uno psicologo (non so se del Lavoro o Clinico) prima di me ha messo l'una contra l'altra parti dell'aula, che hanno tirato fuori la loro rabbia;
4) Sentire colleghi con Laurea triennale, che raccontano candidamente come gestiscono <<Sportelli di ascolto>> con 0-esperienza...
3) Quindi tu hai preso il posto di uno psicologo? (...uno psicologo prima di me ha messo...)
4) Non è che se uno ha la laurea in scienze e tecniche psicologiche è uno psicologo.
P.S. Caro counselor, non mi hai ancora detto a che anno sei iscritto. Io per educazione ti ho risposto, vedi tu a questo punto cosa fare.
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Citazione:
Originalmente inviato da
evolution
3) Quindi tu hai preso il posto di uno psicologo? (...uno psicologo prima di me ha messo...)
4) Non è che se uno ha la laurea in scienze e tecniche psicologiche è uno psicologo.
P.S. Caro counselor, non mi hai ancora detto a che anno sei iscritto. Io per educazione ti ho risposto, vedi tu a questo punto cosa fare.
Caro Evolution,
<<non mi hai detto>>...<<non mi hai detto>>.
Ti ho già risposto diverse volte in altri post. Ti devo dire a che anno sto, dove sn iscritto, con quale tesi...vuoi anche questi dati?? Per farne cosa?
Certo che ho preso il posto di uno Psicologo! Un'azienda può chiamare chi vuole: laureati in Sociologia, laureati in Economia e commercio, laureati in Psicologia non iscritti all'Albo (ci sono anche quelli) oppure iscritti all'Albo, psicoterapeuti (specialisti in ipnoterapia o meno)...può chiamare chi crede più opportuno...l'azienda NON è un candidato-paziente per cui occorre uno psicoterapeuta (anche se alcuni psicoterapeuti la definiscono proprio così!).
Vedo che sei un <<vero professionista>> del "discount", scrivendo <<un corsetto di 500 ore>>...Mah!
Ma, secondo Te, non è l'Albo che dovrebbe pensare anche ai casi che ho citato, invece di pensare e ricevere segnalazioni solo sui counselor-truffatori?
Non sarebbero azioni a tutela degli Psicologi-veri professionisti?
In passato alcuni colleghi avevano scritto proprio così.
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Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Ma sì, rispettiamo il pensiero dell'Altro (addirittura con l'A maiuscola?!) e le sue testimonianze e andiamo in pace...
Saluti,
ikaro
PS Aiutaci a trovare una soluzione, anzi La Soluzione (il maiuscolo fa sempre un certo effetto...): come uscire dall'impasse di questa discussione?
La Soluzione potrebbe ottenersi con il perseguimento "illogico" qui, del Metodo del Consenso, che ci porterebbe a "colludere" con il far convergere questa discussione sulla centralità del mondo aziendale - cui nessuno toglie in sé la sua importanza - e relative problematiche e "strettoie" e vie ad imbuto, anzichè riportarla sul tema iniziale e reale del thread, cioé "Counseling: Esercio abusivo della professione - di psicologo -
:ciao:
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Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Per una volta tanto sono d'accordo con ciò che scrive Ikaro:
L'analisi della domanda e l'eventuale collusione del professionista sono una cosa, diversa cosa è che il professionista "precedente" (le virgolette le metto perchè sarebbe da aggiungere: incompetente) dopo aver fatto o NON (secondo me) aver fatto l'analisi della domanda, ha deciso di tirar fuori la rabbia tra sottogruppi, dinamica in azienda altamente pericolosa semplicemente perchè il committente non Ti può chiamare per dividere, ma per unire e mi fermo al principio più semplice.
Casomai la difficoltà, sempre dopo l'analisi della domanda (ci mancherebbe che la domanda venga ignorata o manipolata da parte dello specialista) tirar fuori le energie positive, vitali, per "riprendere i fili" di un gruppo del genere...MA, c'è un MA, di cui nessuno ha parlato, sicuramente intervenire dopo un fatto e un "professionista" di tale statura (miniatura) rende tutto più difficile a chi viene dopo.
Commenti sugli altri casi? Nessuno?
Mi dispiace Monica,
questa volta non posso essere d'accordo Te, almeno nel modo in cui hai espresso il Tuo pensiero (la parte citata): <<il processo produttivo efficiente>> è fatto da <<esseri umani>> e mi chiamano (anzi, ci chiamano, di solito) solitamente le aziende perchè le questioni, o meglio le reazioni degli esseri umani ai problemi, sono le stesse all'interno e all'esterno dell'azienda. L'unica differenza è che i segnali del disagio l'azienda li riscontra quando il <<processo>> non funziona più bene come prima, allora bisogna incominciare a pensare ai problemi tra le persone e delle persone (tutti <<esseri umani>>) che, spesso, l'azienda al di là dei numeri (di bilancio, ecc.) non sa risolvere...ma quando parli in aula con le persone dai lavoratori, ai quadri, ai funzionari al direttore generale, sotto qualsiasi giacca e cravatta...c'è un <<essere umano>> che incomincia a parlare di difficoltà, di disagio, di rapporti con gli altri che, a volte, si riflettono anche sulla propria famiglia soprattutto se fai counseling individuale e anche se non lo fai.
Quindi partiamo dagli stessi principi umanistici e non metterei, se non ho capito male, i problemi su una scala di importanza, perchè tutti si riflettono e pesano su tutti gli altri. Ancora una volta ripeto che se conoscessi un counselor che affrontasse l'anoressia, lo denuncerei per primo, ma i problemi che incontri lavorando in azienda non sono meno complessi o meno profondi di quelli che puoi incontrare fuori.
Non ho mai detto che quelli presenti in azienda non siano problemi seri per coloro che li vivono.
Converrai con me però che ci sono meno rischi per un counselor aziendale piuttosto che per un counselor che si occupa ( sconfinando nelle competenze di altre professioni ) di problematiche PSICOLOGICHE, CLINiCHE O SOCIALI
Con i tuoi interventi hai monopolizzato tutti i 3D che parlavano di counseling, sempre portando esempi relativi al tuo ambito ( giustamente)
Adesso mi piacerebbe spostare l'attenzione anche su altri ambiti dove il counseling si propaga ( purtroppo) e i counselor potrebbero fare danni ben più gravi che in un contesto aziendale.
Abbiamo capito che tu li denunceresti, e questo ti fa onore.
Ma come agire a livello di professionisti iscritti ad un albo e di associazioni di categoria per combattere simili esempi?
Mi piacerebbe avere anche le risposte di altri
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Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
La Soluzione potrebbe ottenersi con il perseguimento "illogico" qui, del Metodo del Consenso, che ci porterebbe a "colludere" con il far convergere questa discussione sulla centralità del mondo aziendale - cui nessuno toglie in sé la sua importanza - e relative problematiche e "strettoie" e vie ad imbuto, anzichè riportarla sul tema iniziale e reale del thread, cioé "Counseling: Esercio abusivo della professione - di psicologo - :ciao:
:approved:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Così', tanto per uscire da questa guerra, provo a postare un link ad un articolo (in francese) relativo ad una modalità di intervento in azienda che ha poco a che vedere con il counselling, ma altrettanto poco ha a che fare con la psicoterapia. Pure, l'ha inventata uno psicoterapeuta (e non da poco...)
Un'inchiesta di psicodinamica del lavoro alla TV
Giusto per sentire cosa ne pensate...
Buona vita
Guglielmo
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Citazione:
Originalmente inviato da
evolution
...
Purtroppo ci sono molti ciarlatani che non conoscono la serietà per via di tutte le scorciatoie prese e creano scompensazioni a molte persone. Di fatto molti di questi ciarlatani pensano davvero di essere dei salvatori e che si può diventare un professionista della salute mentale con un corsetto di massimo 500 ore.
Ciarlatani mi sembra una parola grossa.
Pensa che attualmente in Inghilterra un comitato del governo sta procedendo alla regolamentazione dei titoli di counselor e di psicoterapeuta e orientativamente il training previsto per i primi è un corso di formazione post-diploma di 1 o due anni, mentre per i secondi dovrebbe essere un titolo a livello di master degree (5-7 anni post-diploma).
Quindi quelli che a parità di ore si formano in Inghilterra sono professionisti regolari, chi invece si forma in Italia è un ciarlatano?
Una cosa è dire che la formazione del counselor in Italia non è all' "altezza" della formazione dello psicologo o ancor più dello psicoterapeuta, un'altra è definire ciarlatani queste persone, che in ogni caso, vengono formate dagli stessi professionisti che insegnano nelle scuole di psicoterapia.
E poi sono considerate due professioni differenti.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Così', tanto per uscire da questa guerra, provo a postare un link ad un articolo (in francese) relativo ad una modalità di intervento in azienda che ha poco a che vedere con il counselling, ma altrettanto poco ha a che fare con la psicoterapia. Pure, l'ha inventata uno psicoterapeuta (e non da poco...)
Un'inchiesta di psicodinamica del lavoro alla TV
Giusto per sentire cosa ne pensate...
Lo leggerò appena ho un po' di tempo, poi ne parleremo, anche se forse andrebbe aperto un post ad hoc.
Saluti,
ikaro
PS Ho letto i nomi degli autori, la quasi omonimia di una delle autrici con il nostro sembra un segno del destino!! :D
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Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Ciarlatani mi sembra una parola grossa.
Pensa che attualmente in Inghilterra un comitato del governo sta procedendo alla regolamentazione dei titoli di counselor e di psicoterapeuta e orientativamente il training previsto per i primi è un corso di formazione post-diploma di 1 o due anni, mentre per i secondi dovrebbe essere un titolo a livello di master degree (5-7 anni post-diploma).
Quindi quelli che a parità di ore si formano in Inghilterra sono professionisti regolari, chi invece si forma in Italia è un ciarlatano?
Una cosa è dire che la formazione del counselor in Italia non è all' "altezza" della formazione dello psicologo o ancor più dello psicoterapeuta, un'altra è definire ciarlatani queste persone, che in ogni caso, vengono formate dagli stessi professionisti che insegnano nelle scuole di psicoterapia.
E poi sono considerate due professioni differenti.
SONO CONSIDERATE DUE PROFESSIONI DIFFERENTI ???? E da chi? Dalle scuole di counseling? Dai counselor?
PErchè io questa differenza non l'ho capita.
Qualcuno mi spieghi, per favore, la differenza tra un intervento del counselor e ilsostegno psicologico che è appannaggio per legge dello psicologo
(non confondiamolo con lo psicoterapeuta per favore e non confondiamo il sostegno con la psicoterapia)
Oppure la differenza tra l'intervento di un counselor e l'intervento di un assitente sociale
" per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno
e di disagio"
e qui riporto addirittura copiata la dicitura della legge che conosco bene essendo questo il mio campo specifico di lavoro
Allora in che cosa il lavoro del counselor differisce da queste due professioni già regolamentate per legge per esercitare le quali abbiamo dovuto
1) affrontare un esame di abilitazione non semplicissimo
2) iscriversi in un albo
3) pagare ogni anno per rimanere iscritti
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Ciarlatani mi sembra una parola grossa.
dipende da cosa il counselor dice di fare (ci sono siti, riportati anche in questo thread, in cui affermano di "curare la depressione, l'ansia, l'anoressia, fare interpretazione dei sogni", senza contare ovviamente gli strafalcio nie gli errori mentre scrivono queste cose, ingannando i lettori con paroloni che riempiono la bocca, ma che non hanno alcuna legittimazione legale, e vari giri di parole)
Citazione:
E poi sono considerate due professioni differenti.
non è vero, il counseling non è una professione regoalmentata. Inoltre come dice Monica non va fatta confusione tra psicologo e psicoterapeuta (e altri professionisti quali asistente sociale, ecc...) spesso usati come sinonimi, e le loro mansioni, spesso descritte implicitamente e esplicitamente in modo intercambiabile.
Basta fare un giro in qualche sito di counselor su internet per vedere queste cose.
Inoltre qui siamo in Italia e non in Inghilterra (purtroppo, aggiungo ,per certi aspetti )
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Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
SONO CONSIDERATE DUE PROFESSIONI DIFFERENTI ???? E da chi? Dalle scuole di counseling? Dai counselor?
Nella letteratura specialistica il counseling viene assimilato alla psicoterapia, anche se poi vengono fatte delle distinzioni rispetto a quest'ultima in relazione al disagio esperito dal cliente e al contesto in cui viene effettuato l'intervento.
Ed infatti la formazione delle due professioni è spesso differenziata.
Da nessuna parte invece il counseling viene assimilato all'intervento dello psicologo.
Citazione:
Qualcuno mi spieghi, per favore, la differenza tra un intervento del counselor e ilsostegno psicologico che è appannaggio per legge dello psicologo
(non confondiamolo con lo psicoterapeuta per favore e non confondiamo il sostegno con la psicoterapia)
Nella legge 56/89 è citato il fatto che lo psicologo effettua attività di sostegno in ambito psicologico, ma da nessuna parte, che io sappia, viene specificato in che cosa consista tale attività.
Ed è strano, perchè nel 1989 il termine "counselling" era già conosciuto (Carl Rogers lo introdusse già negli anni 40) e non capisco perchè non sia stato inserito questo termine (specialistico) invece di un generico "sostegno": non ne è neanche la traduzione in italiano.
Mi chiedo quali siano gli strumenti o tecniche che lo psicologo utilizza nell'intervento di sostegno. Sono strumenti mutuati dai modelli psicoterapeutici o dalla ricerca psicologica?
Citazione:
Oppure la differenza tra l'intervento di un counselor e l'intervento di un assitente sociale
" per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio"
Anche qui c'è quindi il "sostegno"; in questo caso di che natura ?
E che tipo di strumenti di intervento vengono utilizzati per attuarlo?
Interventi tratti dalla ricerca psicologica, sociale, o dai modelli psicoterapeutici, o che altro ?
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"Ars totum requirit hominem"
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
dipende da cosa il counselor dice di fare (ci sono siti, riportati anche in questo thread, in cui affermano di "curare la depressione, l'ansia, l'anoressia, fare interpretazione dei sogni", senza contare ovviamente gli strafalcio nie gli errori mentre scrivono queste cose, ingannando i lettori con paroloni che riempiono la bocca, ma che non hanno alcuna legittimazione legale, e vari giri di parole)
L'abuso va valutato comunque caso per caso e non va riferito ad una intera categoria professionale; tra l'altro la persona in questione non mi sembra che si definisca "counselor".
Nei casi di siti che promettono risultati sensazionali portando in inganno la gente può essere fatta una segnalazione per reato contro la fede pubblica, sempre che ce ne siano i presupposti.
Non dimentichiamo che anche maghi e professioni similari promettono le stesse cose e nessuno sembra risentirsene.
Citazione:
non è vero, il counseling non è una professione regoalmentata.
In questo momento riguardo al counseling sembra comunque esserci normativamente una zona d'ombra e poca giurisprudenza, e in questo contesto, forti di una diffusione del counseling come professione autonoma in altri paesi europei, hanno agito le scuole dei counselor, molte delle quali sono scuole di psicoterapia riconosciute.
E questo può anche dare una certa garanzia sulla qualità della formazione effettuata.
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Nella letteratura specialistica il counseling viene assimilato alla psicoterapia, anche se poi vengono fatte delle distinzioni rispetto a quest'ultima in relazione al disagio esperito dal cliente e al contesto in cui viene effettuato l'intervento.
Ed infatti la formazione delle due professioni è spesso differenziata.
Da nessuna parte invece il counseling viene assimilato all'intervento dello psicologo.
Nella legge 56/89 è citato il fatto che lo psicologo effettua attività di sostegno in ambito psicologico, ma da nessuna parte, che io sappia, viene specificato in che cosa consista tale attività.
Ed è strano, perchè nel 1989 il termine "counselling" era già conosciuto (Carl Rogers lo introdusse già negli anni 40) e non capisco perchè non sia stato inserito questo termine (specialistico) invece di un generico "sostegno": non ne è neanche la traduzione in italiano.
Mi chiedo quali siano gli strumenti o tecniche che lo psicologo utilizza nell'intervento di sostegno. Sono strumenti mutuati dai modelli psicoterapeutici o dalla ricerca psicologica?
Anche qui c'è quindi il "sostegno"; in questo caso di che natura ?
E che tipo di strumenti di intervento vengono utilizzati per attuarlo?
Interventi tratti dalla ricerca psicologica, sociale, o dai modelli psicoterapeutici, o che altro ?
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"Ars totum requirit hominem"
Beh, se vuoi sapere gli strumenti utilizzati per il sostegno dagli assitenti sociali non basterebbe un libro comunque puoi farti una ricerca anche in internet se hai questa curiosità.
Brevemente ci provo
Gli strumenti, come dicevo, sono molti ( in breve: colloqui, visite domiciliari, conduzine di gruppi, affiancamento, aiuto pratico ecc. ) i modelli sono altrettanto vari.
Si discostano dai modelli psicoterapeutici e sono forse più assimilabili all'area sociologica, anche se non posso non dire che esiste una seppur giovane
"scienza del servizio sociale" con una propria comunità scientifica, riviste e pubblicazioni, seminari, corsi universitari e qualche ( ahimè raro in Italia ma diffusi all'estero) dottorato in servizio sociale ed è da questa che attualmente escono i metodi di intervento innovativi.
Tra i modelli di intervento quello che è attualmente molto usato e molto presente a livello di studi e di ricerche è il metodo di rete che deriva dalla Social Network Analysis.
Non mancano però approcci che si rifanno alle teorie sistemiche ( Vedi l'intervento sistemico di A.M. Campanini) e nemmeno gli approcci che si rifanno alle metodologie umanistiche di Rogers,sopratutto per quello che riguerda la tecnica del colloqui e la relazione operatore /utente così importante per ogni tipo di professione di aiuto. (per il colloquio rogersiano nel servizio sociale vedi Assistente Sociale Domani di Raineri volume 1)
Come vedi nella mia professione per dare sostegno c'è "l'imbarazzo della scelta" rispetto ai metodi, nel senso che ogni professionista può adottare il tipo di approccio che sente più congeniale sia mantenendosi su un unico metodo, sia cambiando vari metodi nel tempo e nei contesti diversi.
Quello che io non capisco, è che Rogers e il suo modo di intendere la relazione d'aiuto ( per me validissimo) non è altro che " un metodo" , " un tipo di approccio" e non una professione.
Il counseling insomma non è " un mestiere" ma un metodo validamente utilizzabile da altri mestieri che esistono già
Non esiste una legge che può discrivere il tipo di intervento, proprio perchè le comunità scientifiche e le ricerche ( questo sia in campo sociologico/sociale che anche in campo psicologico) attualizzano modelli sempre nuovi e sempre più adattabili ai cambiamenti dei contesti sociali edi conseguenza delle problematiche nostri utenti e dei pazienti degli psicologi.
Scusate se sono andata OT ma mi son fatta prender ela mano nel rispondere!!!
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Quello che io non capisco, è che Rogers e il suo modo di intendere la relazione d'aiuto ( per me validissimo) non è altro che " un metodo" , " un tipo di approccio" e non una professione.
Questo è valido per la Tua professione. Per la professione di Counselor quello di Rogers e Rollo May sono i fondamentali di una professione.
E' Rogers che nei suoi libri e nei suoi filmati parla, descrive e dimostra cosa fa un Counselor.
Citazione:
Il counseling insomma non è " un mestiere" ma un metodo validamente utilizzabile da altri mestieri che esistono già
Il Counseling ha due accezioni, già evidenziate anche in altri 3D: una è quella di professione, l'altra è quella di "abilità di counseling", utilizzabili anche da altri professionisti. Cosa diversa dal dire <<abilità di psicologo>>, come ha ben descritto "daimon".
Ho ancora un feedback, Monica, da darTi:
hai scritto che <<ho monopolizzato tutte le discussioni sul Counseling>>...
questo non lo trovo vero.
Casomai, può verificare da sola, rileggendoli, se già non Te ne sei accorta, anche in altri 3D, chi è che quando si fanno esempi di esperienze e di fatti che riguardano sia counselor che psicologi, porta la discussione in "empasse".
Se riscontrerai lo stesso che ho riscontrato io, allora potrai verificare che c'è qualcuno che monopolizza la discussione, scombinandola e riportandola, questa volta lo ha fatto anche con l'uso di attachi personali, al Topic latente che è ancora una volta è "psicologi-buoni VS counselor-cattivi", già uscito fuori in altri 3D.
Chiunque scrive fuori da questo codice è OT.
Anzi in termini di dinamiche: "non fa parte del gruppo", "non è dei nostri, ragazzi"!
L'ambiguità è che questo è stato fatto anche quando il sottoscritto ha denunciato fatti precisi, certo della mia area professionale, che è quella aziendale, come Tu lo hai fatto della Tua, completamente diversa che è la professione di AS.
Purtroppo per il fatto che è stata presa di mira la mia persona (vedi
i riferimenti al mio nome e, persino, al cognome), devo abbandonare questa discussione: mi rendo conto che è ciò che probabilmente voleva qualcuno, ma debbo tutelare non solo i miei dati personali (che avevo pubblicato per dimostrare la mia esperienza e per nessun altro motivo), ma anche il mio sito web: esattamente da quando qualcuno ha incominciato ad attaccarmi su questo sito sono incominciati gli attacchi al mio sito web: che bella esperienza, che bel simbolo di discussione democratica!
Portata avanti con tutte le correttezze possibili!
Avrei voluto inserire anch'io dei documenti, in particolare uno: riguardo Victor Frankl e la motivazione in azienda. Credo che, almeno a Gaia, avrebbe interessato. Ma, forse, anche a qualcun'altro, visto che ci hanno letto e ci leggono mi sembra in 2.700.
Lascio il testimone appunto a qualcun'altro: mi piace ricordare Guglielmo e anche Te, Monica per l'onesta intellettuale. A me interessa quella e nient'altro. Per nient'altro intendo che non mi interessa la diversità di posizioni, così come non mi interessava in azienda che un collega fosse sociologo o psicologo...m'interessava unicamente che sapesse fare bene il suo lavoro e che fosse onesto e questo non posso dire di averlo sempre riscontrato.
Per quanta riguarda i counselor disonesti...potete stare tranquilli spariranno a poco a poco, lentamente, ma spariranno. Il counseling ha fondamenti teorici complessi e loro non li hanno mai assimilati. Sì esistono fondamenti teorici complessi, non fosse altro che per questo direi a qualche psicologo-a digiuno di counseling di andarci cauto con i giudizi pesanti e con il Caterpillar (se non altro dimostrano che loro, sì anche loro, di counseling ne sanno poco o nulla). Per questo tornerò solo per fare, come Monica, una lista di testi e manuali, soprattutto stranieri, che dimostrano almeno la storicità del Counseling, della sua efficacia ne ho già scritto a suo tempo.
Arrivederci ragazzi (quelli onesti naturalmente).
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Beh, se vuoi sapere gli strumenti utilizzati per il sostegno dagli assitenti sociali non basterebbe un libro comunque puoi farti una ricerca anche in internet se hai questa curiosità.
Brevemente ci provo
...
...
Ti ringrazio per la mole di informazioni racchiusa in un solo post.
Potremmo quindi dire che gli assistenti sociali utilizzano strumenti di intervento basati su varie discipline - quali la ricerca sociale e sociologica, psicologica, e vari modelli psicoterapeutici - per il sostegno dell'individuo, contribuendone al miglioramento dello stato psicologico ai fini del suo reinserimento sociale?
Se è così potremmo definire l'intervento come sostegno psicologico-sociale effettuato professionalmente?
Citazione:
Il counseling insomma non è " un mestiere" ma un metodo validamente utilizzabile da altri mestieri che esistono già
Certo, il counseling è un metodo.
Ma il counselor, come professione assimilata e differenziata rispetto allo psicoterapeuta, esiste già in altri paesi europei.
Che poi ci siano delle disquisizioni teoriche sul fatto che non abbia ragione di esistere, è altra faccenda.
In Europa la professione di counselor esiste, e questo è un dato di fatto.
Resta da definire quale collocazione abbia ed avrà in Italia. Ma questa è un'altra storia ...
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Daimon: Potremmo quindi dire che gli assistenti sociali utilizzano strumenti di intervento basati su varie discipline - quali la ricerca sociale e sociologica, psicologica, e vari modelli psicoterapeutici - per il sostegno dell'individuo, contribuendone al miglioramento dello stato psicologico ai fini del suo reinserimento sociale?
Se è così potremmo definire l'intervento come sostegno psicologico-sociale effettuato professionalmente?
esatto Daimon........:approved:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Purtroppo per il fatto che è stata presa di mira la mia persona (vedi
i riferimenti al mio nome e, persino, al cognome), devo abbandonare questa discussione: mi rendo conto che è ciò che probabilmente voleva qualcuno, ma debbo tutelare non solo i miei dati personali (che avevo pubblicato per dimostrare la mia esperienza e per nessun altro motivo), ma anche il mio sito web: esattamente da quando qualcuno ha incominciato ad attaccarmi su questo sito sono incominciati gli attacchi al mio sito web: che bella esperienza, che bel simbolo di discussione democratica!
Portata avanti con tutte le correttezze possibili!
Avrei voluto inserire anch'io dei documenti, in particolare uno: riguardo Victor Frankl e la motivazione in azienda. Credo che, almeno a Gaia, avrebbe interessato. Ma, forse, anche a qualcun'altro, visto che ci hanno letto e ci leggono mi sembra in 2.700.
Lascio il testimone appunto a qualcun'altro: mi piace ricordare Guglielmo e anche Te, Monica per l'onesta intellettuale. A me interessa quella e nient'altro. Per nient'altro intendo che non mi interessa la diversità di posizioni, così come non mi interessava in azienda che un collega fosse sociologo o psicologo...m'interessava unicamente che sapesse fare bene il suo lavoro e che fosse onesto e questo non posso dire di averlo sempre riscontrato.
Per quanta riguarda i counselor disonesti...potete stare tranquilli spariranno a poco a poco, lentamente, ma spariranno. Il counseling ha fondamenti teorici complessi e loro non li hanno mai assimilati. Sì esistono fondamenti teorici complessi, non fosse altro che per questo direi a qualche psicologo-a digiuno di counseling di andarci cauto con i giudizi pesanti e con il Caterpillar (se non altro dimostrano che loro, sì anche loro, di counseling ne sanno poco o nulla). Per questo tornerò solo per fare, come Monica, una lista di testi e manuali, soprattutto stranieri, che dimostrano almeno la storicità del Counseling, della sua efficacia ne ho già scritto a suo tempo. Arrivederci ragazzi (quelli onesti naturalmente).
Nuovo comandamento: non nominare il nome di It invano! Amen! :medito:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Premetto che sono contraria al counselling come professione autonoma....il counselling dovrebbe essere legato ad una professione già esistente(come già avviene)...
Ma vorrei capire meglio quali sono le differenze tra un counsellor "europeo" e uno psicologo e assistente sociale "europeo"....
Chissà......forse riuscendo a vedere le concrete differenze questa figura potrebbe essere accettata anche in Italia!!!!
Gradirei esempi concreti per capire la differenza e quindi l'utilità di questa figura "altra"!
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Resta da definire quale collocazione abbia ed avrà in Italia. Ma questa è un'altra storia ...
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
Quale collocazione avrà il counselor in Italia non te lo so dire, non ho la sfera di cristallo, per quanto riguarda la collocazione presente è facile: ABUSIVO perseguibile penalmente ogni volta cerchi di indagare problematiche psicologiche o ancor più grave, cerchi di trattare con qualsiasi tecnica disagi psicologici come ansia, depressione, disturbi di personalità, fissazioni, disturbi somatoformi o psicosomatici, ecc..
Per essere più chiaro, dico esplicitamente che un counselor non può vedere nessun cliente che non sia perfettamente sano a livello psicofisico e i suoi interventi non possono essere di prevenzione, diagnosi, valutazione o cura.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Nella letteratura specialistica il counseling viene assimilato alla psicoterapia, anche se poi vengono fatte delle distinzioni rispetto a quest'ultima in relazione al disagio esperito dal cliente e al contesto in cui viene effettuato l'intervento.
Ed infatti la formazione delle due professioni è spesso differenziata.
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Non mi sembra importante come venga assimilato il counseling nella letteratura specialistica, anche perchè se viene assimilato alla psicoterapia nella letteratura specialistica allora motivo in più che debba essere praticato da specialisti.
Come fai ad affermare:"infatti la formazione delle due professioni è spesso differenziata"; ti rendi conto che non puoi paragonare i due professionisti come se avessero lo stesso livello di formazione anche se differente. Ti rendi conto che uno psicologo-psicoterapeuta ha una formazione universitaria e specialistica di 10 anni ed è riconosciuto dalla legge ed è una professione sanitaria mentre il counselor non esiste a livello di regolamentazione (infatti tutti possiamo definirci counselor), viene formato in pochi week-end (i corsi migliori arrivano forse a 500 ore). Tra psicologo-psicoterapeuta e counselor c'è solo un professionista, preparato e abilitato ad occuparsi della salute mentale, il resto è a livello di pranoterapia, massaggi ayurvedici e così via (senza volere screditare questi altri mestieri ma non paragonandoli nemmeno lontanamente a quelli sanitari).
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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IT_Modeler
Questo è valido per la Tua professione. Per la professione di Counselor quello di Rogers e Rollo May sono i fondamentali di una professione.
E' Rogers che nei suoi libri e nei suoi filmati parla, descrive e dimostra cosa fa un Counselor.".
Ho conosciuto uno studio associato di psicologi/psicoterapeuti Rogersiani, ottimi professionisti che mi hanno fatto supervisione, ho fatto un corso di aggiornamento sulle tematiche del carcere tenuto da uno psicologo Rogersiano che è ricercatore/assitente all'università di Firenze, ho lavorato ai servizi sociali con una psicologa esperta in comunicazione che aveva fatto la scuola di specializzazione Rogersiana.
Con tutti ho lavorato splendidamente apprezzando i loro metodi e il loro modo di porsi professionalemtne parlando.
Quello che Rogers descrive nei suoi libri tra l'altro scritti negli stati uniti intorno al 1940-60 (correggetemi se sbaglio non sono molto pratica del moetodo) , possono farlo, e molto bene, anche gli psicologi iscritti all'albo che abbiano scelto quell'approccio per la loro specializzazione. Non vedo il bisogno di inventarci una nuova professione visto che ci sono psicologi che seguono quell'indirizzo.
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IT_Modeler
Il Counseling ha due accezioni, già evidenziate anche in altri 3D: una è quella di professione, l'altra è quella di "abilità di counseling", utilizzabili anche da altri professionisti. Cosa diversa dal dire <<abilità di psicologo>>, come ha ben descritto "daimon".
Questo è vero, in questo momento e perchè la legge lo permette.
Quello che sia io ( e altri della mia professione), che gli psicologi ci stiamo chiedendo è il senso di un difficile esame di stato, di una costosa iscrizione a un ordine, di un codice deontologico che per passare l'esame di stato dobbiamo studiarci a memoria nonchè di altri obblighi ( non fare pubblicità ecc.) quando con un percorso più breve e sicuramente più economico si può alla fin fine aprirsi uno studio e fare praticamente quello che facciamo noi, cioè trattare problematiche personali attraverso i colloqui.
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IT_Modeler
Ho ancora un feedback, Monica, da darTi:
hai scritto che <<ho monopolizzato tutte le discussioni sul Counseling>>...
questo non lo trovo vero.
Casomai, può verificare da sola, rileggendoli, se già non Te ne sei accorta, anche in altri 3D, chi è che quando si fanno esempi di esperienze e di fatti che riguardano sia counselor che psicologi, porta la discussione in "empasse".
Se riscontrerai lo stesso che ho riscontrato io, allora potrai verificare che c'è qualcuno che monopolizza la discussione, scombinandola e riportandola, questa volta lo ha fatto anche con l'uso di attachi personali, al Topic latente che è ancora una volta è "psicologi-buoni VS counselor-cattivi", già uscito fuori in altri 3D.
Chiunque scrive fuori da questo codice è OT.
Anzi in termini di dinamiche: "non fa parte del gruppo", "non è dei nostri, ragazzi"!
L'ambiguità è che questo è stato fatto anche quando il sottoscritto ha denunciato fatti precisi, certo della mia area professionale, che è quella aziendale, come Tu lo hai fatto della Tua, completamente diversa che è la professione di AS.
Purtroppo per il fatto che è stata presa di mira la mia persona (vedi
i riferimenti al mio nome e, persino, al cognome), devo abbandonare questa discussione: mi rendo conto che è ciò che probabilmente voleva qualcuno, ma debbo tutelare non solo i miei dati personali (che avevo pubblicato per dimostrare la mia esperienza e per nessun altro motivo), ma anche il mio sito web: esattamente da quando qualcuno ha incominciato ad attaccarmi su questo sito sono incominciati gli attacchi al mio sito web: che bella esperienza, che bel simbolo di discussione democratica!
Portata avanti con tutte le correttezze possibili!
Avrei voluto inserire anch'io dei documenti, in particolare uno: riguardo Victor Frankl e la motivazione in azienda. Credo che, almeno a Gaia, avrebbe interessato. Ma, forse, anche a qualcun'altro, visto che ci hanno letto e ci leggono mi sembra in 2.700.
Lascio il testimone appunto a qualcun'altro: mi piace ricordare Guglielmo e anche Te, Monica per l'onesta intellettuale. A me interessa quella e nient'altro. Per nient'altro intendo che non mi interessa la diversità di posizioni, così come non mi interessava in azienda che un collega fosse sociologo o psicologo...m'interessava unicamente che sapesse fare bene il suo lavoro e che fosse onesto e questo non posso dire di averlo sempre riscontrato.
Per quanta riguarda i counselor disonesti...potete stare tranquilli spariranno a poco a poco, lentamente, ma spariranno. Il counseling ha fondamenti teorici complessi e loro non li hanno mai assimilati. Sì esistono fondamenti teorici complessi, non fosse altro che per questo direi a qualche psicologo-a digiuno di counseling di andarci cauto con i giudizi pesanti e con il Caterpillar (se non altro dimostrano che loro, sì anche loro, di counseling ne sanno poco o nulla). Per questo tornerò solo per fare, come Monica, una lista di testi e manuali, soprattutto stranieri, che dimostrano almeno la storicità del Counseling, della sua efficacia ne ho già scritto a suo tempo.
Arrivederci ragazzi (quelli onesti naturalmente).
Mi dispiace per l'attacco personale. Una discussione sugli strumenti professionali e sull'epistemologia non dovrebbe mai scadere nel personale. Il contesto in cui si dovrebbe rimanere - a mio avviso - è quello delle argomentazioni.
E' un esempio di pessima comunicazione