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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
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Originalmente inviato da RosadiMaggio
E poi, sei sicuro, Char:lie, di volerla una relazione con una donna che ti ama così come sei? Se oggi o domani, tu la trovassi, cosa accadrebbe, secondo te, cosa cambierebbe in te, in ciò che non ti piace della tua vita?
Per me cambierebbe moltissimo, sembra una cosa da nulla ma non lo è, Megiston con qualche sguardo a cui non fa caso nemmeno, alle pazienti le fa innamorare, io questo non l'ho proprio mai vissuto, io mi sono sentito attratto certe volte, ma dall'altra parte non c'è mai stato interesse. Sentirmi accettato in una relazione con una persona che mi piaccia abbastanza per me è importante. Pensa viceversa se io mi mettessi insieme ad una donna obesa e poi la iniziassi a torturare dicendole che dovrebbe mettersi a dieta altrimenti non avrà il mio amore perché così com'è non mi piace, c'è da chiedersi se una persona la si ama davvero se si costruisce e imposta tutto in questo modo, non si possono impostare le cose così secondo me, far leva su quel che potrebbe divenire l'altra persona se si impegnasse, questo atteggiamento non va sia da un lato che dall'altro e perciò non credo nell'amore in divenire, o c'è adesso, nel presente o non c'è proprio.
Cambierebbe tutto davvero, almeno per me, cambierebbe la visione della realtà, si amplierebbe la mia idea di possibilità... Vivrei in un mondo diverso da quello che ho conosciuto fin'ora.
Riguardo al lavoro, io non riesco a fare le cose a comando, non riesco ad essere una macchina, mangio quando ho fame, sposto i mobili quando ho intenzione di spostarli, non riuscirei a mangiare nemmeno per lavoro, e finirebbe col venirmi a noia anche mangiare, cosa che mi piace.
Mi piaceva fare certe cose, quando ho provato a trasformarle in professione l'ambiente pretendeva una produzione particolare, e così facendo leva sul ricatto del compenso viene di nuovo a sfaldarsi tutto, io ci sto male, e così mi passa la voglia di fare anche quelle poche cose che mi piaceva fare.
O sono io che sento queste cose in maniera particolare non so, però le avverto. Io pigro lo divento quando proprio non ho voglia di far qualcosa, per forza poi uno si mette a letto e non si alza più, non si ha voglia di alzarsi perché quello che si può fare s'è ridotto a lavoro, nessuno (i non masochisti almeno) si alzerebbe volentieri per andare a farsi torturare da qualche parte per avere un compenso. Lavoro = travaglio, travagliare in siciliano... Bisogna avere tratti della personalità abbastanza masochisti per far questo e io non ce li ho.
Le donne forse è vero che in questo non sono pappe molli in generale, perché sono molto più masochiste degli uomini :asd:.
Non è il consumare energie o spenderle in sé che stanca, stanca spendere certe energie quando l'intenzione di spenderle in certe attività non c'è proprio. C'è chi ci gode ad autocostringersi a far qualcosa che non ha intenzione di fare davvero (atteggiamento stoico io lo chiamerei questo, in cui si alienano da sé le emozioni e quel che si prova naturalmente e si inizia a provare piacere nel controllarle, negarle o minimizzarle perché sono illusioni da cui bisogna difendersi), ma a me questo aspetto manca, non c'è proprio, ma non chiedo a qualcuno di farmi divenire così, in me non c'è né l'atteggiamento né l'intenzione di divenir razionale in questo senso, questa persona fallirebbe nello svolgere questa funzione educativa così come ha fallito la scuola e tutti gli altri che ci hanno provato, a monte le mie intenzioni sono contrapposte a questo.
Il depresso è malato, no il depresso forse è più sano di altri a questo punto, ci sono dei motivi abbastanza seri per cui uno non si alza più dal letto. La persona che si comporta così tanto matta non lo è per me se le si chiede seriamente perché non ha intenzione più di alzarsi, perché la voglia di alzarsi proprio non c'è più.
Chissà forse ascoltare perché una persona si comporta in certi modi senza avere l'intenzione di cambiar qualcosa del "malato" può avere un qualche effetto positivo.
Saluti
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Per me cambierebbe moltissimo, sembra una cosa da nulla ma non lo è, Megiston con qualche sguardo a cui non fa caso nemmeno, alle pazienti le fa innamorare, io questo non l'ho proprio mai vissuto, io mi sono sentito attratto certe volte, ma dall'altra parte non c'è mai stato interesse. Sentirmi accettato in una relazione con una persona che mi piaccia abbastanza per me è importante. Pensa viceversa se io mi mettessi insieme ad una donna obesa e poi la iniziassi a torturare dicendole che dovrebbe mettersi a dieta altrimenti non avrà il mio amore perché così com'è non mi piace, c'è da chiedersi se una persona la si ama davvero se si costruisce e imposta tutto in questo modo, non si possono impostare le cose così secondo me, far leva su quel che potrebbe divenire l'altra persona se si impegnasse, questo atteggiamento non va sia da un lato che dall'altro e perciò non credo nell'amore in divenire, o c'è adesso, nel presente o non c'è proprio.
Cambierebbe tutto davvero, almeno per me, cambierebbe la visione della realtà, si amplierebbe la mia idea di possibilità... Vivrei in un mondo diverso da quello che ho conosciuto fin'ora.
Riguardo al lavoro, io non riesco a fare le cose a comando, non riesco ad essere una macchina, mangio quando ho fame, sposto i mobili quando ho intenzione di spostarli, non riuscirei a mangiare nemmeno per lavoro, e finirebbe col venirmi a noia anche mangiare, cosa che mi piace.
Mi piaceva fare certe cose, quando ho provato a trasformarle in professione l'ambiente pretendeva una produzione particolare, e così facendo leva sul ricatto del compenso viene di nuovo a sfaldarsi tutto, io ci sto male, e così mi passa la voglia di fare anche quelle poche cose che mi piaceva fare.
O sono io che sento queste cose in maniera particolare non so, però le avverto. Io pigro lo divento quando proprio non ho voglia di far qualcosa, per forza poi uno si mette a letto e non si alza più, non si ha voglia di alzarsi perché quello che si può fare s'è ridotto a lavoro, nessuno (i non masochisti almeno) si alzerebbe volentieri per andare a farsi torturare da qualche parte per avere un compenso. Lavoro = travaglio, travagliare in siciliano... Bisogna avere tratti della personalità abbastanza masochisti per far questo e io non ce li ho.
Le donne forse è vero che in questo non sono pappe molli in generale, perché sono molto più masochiste degli uomini :asd:.
Non è il consumare energie o spenderle in sé che stanca, stanca spendere certe energie quando l'intenzione di spenderle in certe attività non c'è proprio. C'è chi ci gode ad autocostringersi a far qualcosa che non ha intenzione di fare davvero (atteggiamento stoico io lo chiamerei questo, in cui si alienano da sé le emozioni e quel che si prova naturalmente e si inizia a provare piacere nel controllarle, negarle o minimizzarle perché sono illusioni da cui bisogna difendersi), ma a me questo aspetto manca, non c'è proprio, ma non chiedo a qualcuno di farmi divenire così, in me non c'è né l'atteggiamento né l'intenzione di divenir razionale in questo senso, questa persona fallirebbe nello svolgere questa funzione educativa così come ha fallito la scuola e tutti gli altri che ci hanno provato, a monte le mie intenzioni sono contrapposte a questo.
Il depresso è malato, no il depresso forse è più sano di altri a questo punto, ci sono dei motivi abbastanza seri per cui uno non si alza più dal letto. La persona che si comporta così tanto matta non lo è per me se le si chiede seriamente perché non ha intenzione più di alzarsi, perché la voglia di alzarsi proprio non c'è più.
Chissà forse ascoltare perché una persona si comporta in certi modi senza avere l'intenzione di cambiar qualcosa del "malato" può avere un qualche effetto positivo.
Saluti
E' da tempo che cerchiamo di ascoltarti -anzi che siamo qui a farlo- ma al dunque tu sfuggi ogni volta utilizzando certe modalità; che sei un pò depresso si capisce, aspettavo lo dicessi tu....ed aspettiamo anche i tuoi seri motivi se vuoi. E' logico che per te, siano seri ed importanti. Qui, noi di più non possiamo fare:dunno:;)
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Lui vuol sapere come si fa ad attrarre una donna che piace a lui, forse.
Intanto, l'occhio vuole la sua parte, ma non nel senso che devi essere bello obiettivamente, però devi avere un bel sorriso, non essere scontroso, scorbutico, e dare l'idea che te le faresti tutte, dalle giovani e belle alle vecchie e brutte, senza distinzioni.
Le devi corteggiare, farle sentire desiderate, donne, belle, irresistibili, comunque siano.
Soprattutto desiderate.
Far capire che sei un uomo, e non un bambino, che sai parlare di tutto, anche di stronxate.
Leggero quanto basta.
:))
Lezione n°1:)))
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Mi sa che per lui è fatica pure questo:sbonk: e che vorrebbe che fossela donna a far sentire desiderato lui (crede siano tutte masochiste, il tipo, si vede che non le conosce le donne:P) altrimenti, si deve sforzare;)
lez. 1a)"Cé un grande prato verde dove nascono speranze, è il grande prato dell'amore..."
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Io non lo so, il gioco della seduzione è molto sottile, e secondo me, passa per le vie più impensate.
Anche attraverso le finte, i rifiuti, i "respingimenti", il mettere un po' alla prova l'altro per capire che cosa vuole, che cosa piace dirci, cosa piace "fare" insieme, malintesi, chiarimenti, climi di scherzo, di finte battaglie, ecc, di complimenti, di scoperte.
Comunque non prendete a paragone gli analisti, uomini, perchè loro hanno "studiato".
Sapete cosa? Già basta che dicano a una Donna, io sono qui per Lei, e il gioco è fatto.:))))
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Hai voglia a far giochini, strategie, solleticare narcisismi: che rimarrebbe oltre a ciò? Un uomo che ancora non sa cosa farà/sarà da grande? Ma non solo che non lo sa, ma che neanche minimamente se ne interessa? Fino quasi a farsene un vanto?
Non scherziamo. No chances con le donne. Ed è il meno dell’intera faccenda.
Charlie, vacci piano con i termini. La depressione non c’entra con la scelta di scansare fatiche.
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In effetti, giulietta, quello che tu cogli è che la sua chiusura è praticamente totale; ci sono persone che preferiscono stare chiuse in camera loro piuttosto che affrontare l'impegno e la fatica di instaurare un rapporto umano e d'amore. La vita è un impegno notevole, c'è chi la affronta dormendo da sveglio e chi é sveglio pure quando dorme, ad es., facendo e cogliendo sogni collegati alla sua vita reale e cogliendone i suggerimenti prospettici, riflettendoci, ampliando così le proprie potenzialità e risorse.
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Cara Rosa, le tue parole riescono sempre a dare uno spessore alle mie!
Mi piace come definisci gli svegli dormienti: tengo un taccuino di fianco al letto...
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Originalmente inviato da giulietta.o
Hai voglia a far giochini, strategie, solleticare narcisismi: che rimarrebbe oltre a ciò? Un uomo che ancora non sa cosa farà/sarà da grande? Ma non solo che non lo sa, ma che neanche minimamente se ne interessa? Fino quasi a farsene un vanto?
Non scherziamo. No chances con le donne. Ed è il meno dell’intera faccenda.
Charlie, vacci piano con i termini. La depressione non c’entra con la scelta di scansare fatiche.
Tu mi dici che faccio giochini, però il giochino del giudice adesso lo stai facendo tu, sono una persona che non sa cosa fare in questa situazione ed è vero, e lo ammetto, però adesso sono così ed un certo rispetto per me stesso continuo ad averlo, io non ti dico a te cosa dovresti essere, né ti accuso di quel di cui ti vanti, eppure tu ti vanti spesso di quel che sei giulietta.
Io di certe situazioni esistenziali non sono contento, ma questo è ovvio che dipende da come sono adesso.
Io non trovo cose da fare in ambito lavorativo che siano davvero corrispondenti a certe mie intenzioni, trovo difficoltà in questo, ma a cambiare queste intenzioni per far piacere a qualcun altro per me non funziona.
Poi riguardo alla depressione dico solo che non è che ci sia una differenza sostanziale tra scegliere per dei motivi di fermarsi perché si sente che le energie da investire non si ha più intenzione di investirle in certe attività sottraendola ad altre e la depressione.
Manca l'intenzione ma non è che la si costruisce con sforzi di volontà perché l'intenzione è la volontà stessa, se non c'è questa come la si fa a tirar fuori?
Oltretutto io mi innervosisco quando faccio certe cose con costrizione... Perché mi innervosisco? E' già una certa forma di costrizione a monte che mi dà fastidio, perché un'intenzione positiva di far certe cose non c'è proprio, io non ce l'ho. Se un amico mi chiede di far qualcosa ed io per mantenere l'amicizia devo costringermi a farla molto malvolentieri, io poi non è che stia bene ad avere amici così, preferisco provare a coltivare altri tipi di relazioni, dove posso dare quel che sono disposto a dare volentieri, se esistono. Ed è così anche con l'altro sesso.
Se io devo arrivare a questo che vi devo dire, non ci sto comunque bene e perciò, la fatica alla quale dovrei sottopormi non mi fa poi guadagnare nemmeno niente che sia positivo per me e diviene una tortura, finisco con l'andare ancora più velocemente in rosso. Per far piacere a te giulietta o a Rosa io dovrei costringermi a far qualcosa? Se trovo degli altri motivi per spostar mobili o fare altro li sposterò volentieri, ma se i motivi che mi spingono a far qualcosa sono quelli di non perdere la faccia di fronte a delle donne alle quali non aggradano gli "scansafatiche" ed i "pigri" come me, non reggeranno molto e si sgretoleranno, il mio essere più vero verrà di nuovo in superficie per quanto a voi possa dar fastidio.
Se non ci sono questi motivi non si mette in moto proprio nulla e non ci si può costruire un'altra malattia sopra ad una situazione che già non va autocostringendosi a far qualcosa che non si ha intenzione di fare, per me è meglio così, mi lamento però sto molto meglio rispetto a un po' di tempo fa, se no faccio le cose senza esser persuaso e non va bene poi per me, perché sto peggio. Se una situazione dal mio punto di vista (il mio, non il vostro, che potete applicare alla vostra vita) si può migliorare e qualcuno mi mostra davvero come migliorarla senza usare questi trucchi e giochetti, la migliorerò, ma non è che sto cercando dei giudici che mi dicano io cosa dovrei essere o mi motivino a preoccuparmi di cose che per me non sono problematiche.
Ad uscire di casa esco adesso ma proprio perché ora non mi sento costretto a far qualcosa da certe persone, non esco per lavorare, esco per interesse mio senza sentirmi nemmeno costretto a dover incontrare qualcuno. Comunque a me è stata diagnosticata una certa forma di depressione e sto continuando a prendere anche dei farmaci, saranno matti i due psichiatri che l'hanno diagnosticata.
Saluti
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Tu mi dici che faccio giochini, però il giochino del giudice adesso lo stai facendo tu, sono una persona che non sa cosa fare in questa situazione ed è vero, e lo ammetto, però adesso sono così ed un certo rispetto per me stesso continuo ad averlo, io non ti dico a te cosa dovresti essere, né ti accuso di quel di cui ti vanti, eppure tu ti vanti spesso di quel che sei giulietta.
Io di certe situazioni esistenziali non sono contento, ma questo è ovvio che dipende da come sono adesso.
Io non trovo cose da fare in ambito lavorativo che siano davvero corrispondenti a certe mie intenzioni, trovo difficoltà in questo, ma a cambiare queste intenzioni per far piacere a qualcun altro per me non funziona.
Poi riguardo alla depressione dico solo che non è che ci sia una differenza sostanziale tra scegliere per dei motivi di fermarsi perché si sente che le energie da investire non si ha più intenzione di investirle in certe attività sottraendola ad altre e la depressione.
Manca l'intenzione ma non è che la si costruisce con sforzi di volontà perché l'intenzione è la volontà stessa, se non c'è questa come la si fa a tirar fuori?
Oltretutto io mi innervosisco quando faccio certe cose con costrizione... Perché mi innervosisco? E' già una certa forma di costrizione a monte che mi dà fastidio, perché un'intenzione positiva di far certe cose non c'è proprio, io non ce l'ho. Se un amico mi chiede di far qualcosa ed io per mantenere l'amicizia devo costringermi a farla malvolentieri, io poi non è che stia bene ad avere amici così, preferisco provare a coltivare altri tipi di relazioni, dove posso dare quel che sono disposto a dare volentieri, se esistono. Ed è così anche con l'altro sesso.
Se io devo arrivare a questo che vi devo dire, non ci sto comunque bene e perciò, la fatica alla qualce dovrei sottopormi non mi fa poi guadagnare nemmeno niente che sia positivo per me e diviene tortura, finisco con l'andare ancora più velocemente in rosso. Per far piacere a te giulietta o a Rosa io dovrei costringermi a far qualcosa? Se trovo degli altri motivi per spostar mobili o fare altro li sposterò volentieri, se i motivi che mi spingono a far qualcosa sono quelli di non perdere la faccia di fronte a delle donne alle quali non aggradano gli "scansafatiche" come me, non reggeranno molto e si sgretoleranno. Se non ci sono questi motivi non si mette in moto proprio nulla e non ci si può costruire un'altra malattia sopra ad una situazione che già non va, per me è meglio così, mi lamento però sto molto meglio rispetto a un po' di tempo fa, se no faccio le cose senza esser persuaso e non va bene poi per me.
Ad uscire di casa esco adesso ma proprio perché ora non mi sento costretto a far qualcosa da certe persone, non esco per lavorare, esco per interesse mio senza sentirmi nemmeno costretto a dover incontrare qualcuno. Comunque a me è stata diagnosticata una certa forma di depressione e sto continuando a prendere anche dei farmaci, saranno matti i due psichiatri che l'hanno diagnosticata.
Saluti
Ti é stata diagnostica una certa forma di depressione che ti porta a non aver voglia di fare le cose? (è una domanda seria, perchè a me la sensazione che tu ce l'abbia, la dai da parecchio:sisi:)
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Originalmente inviato da RosadiMaggio
Ti é stata diagnostica una certa forma di depressione che ti porta a non aver voglia di fare le cose?
Che significa per te "aver voglia di far qualcosa"?
Posso rispondere a questa domanda se chiarisci un po' il significato di "aver voglia di far qualcosa".
L'ho pensato io questo, che non avevo voglia di farle certe cose, perché dopo averle fatte mi sentivo molto nervoso. Il nervosismo che mi procurava il costringermi a far certe cose che non ero così ben disposto a fare, mi faceva passare anche la voglia di mangiare e di fare certe attività che prima mi piaceva fare, a me è capitato pure questo. Voglia ed intenzione per me non è che siano così diversi.
Ora siccome adesso sto meglio, se riattivo 'sta cosa ho paura di tornare di nuovo alla stessa situazione di prima. Visto che combattere contro la pigrizia, o la mia cattiva volontà di far qualcosa mi faceva star peggio, ho deciso di assecondarla, sto meglio così, però ora si pongono altri problemi.
Cioé a me non fa tanto bene combattere troppo contro me stesso, forse può andar bene per altri, ma a me ha procurato più danni che benefici questa strategia. Prima non avevo nemmeno più amici adesso qualche amico ce l'ho.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Attribuisci alle nostre parole significati che non hanno, le carichi di proiezioni, ce le rigetti indietro puntualmente stravolte.
Da tempo ci sottoponi un te stesso che non ti rende, e concretamente a detta tua, la vita degna di essere vissuta e percepita come ricca di aspettative. Ci proponi raffiche di interrogativi sul tuo modo di essere, di vivere la tua esistenza o il desiderio, sul come “ottenere le cose che vuoi” aspettandoti che qualcuno di noi possa regalarti qualche formuletta risolutrice calata dall’alto, o comunque sempre dall’esterno di te.
Appena qualcuno si azzarda a cercare di proporti di riflettere sulle tue stesse parole e le loro innumerevoli contraddizioni – perché più di questo, caro Charlie, nessuno al mondo potrebbe, analista o amico o quant’altro fosse – ecco che diventiamo giudici, mammine con il dito alzato che ti dicono come dovresti essere, donne sul piedistallo che si vantano, modelli di millantata perfezione che ti svalutano.
La depressione so cos’è, caro amico, e le difficoltà di cui tu parli mi sono ahimè note, perché sono parte del bagaglio di ognuno di noi, nessuno escluso.
Fino a che non ti deciderai ad ascoltarti, a sentire le tue stesse parole, a guardarti nello specchio che ti rimanda a te stesso e che, inevitabilmente, il rapportarti con gli altri comporta – e fino a quando lo sguardo non avrà il coraggio di fermarsi lì, invece che vagare chissà dove – nulla potrà mai mettersi in moto per te.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Che significa per te "aver voglia di far qualcosa"?
Posso rispondere a questa domanda se chiarisci un po' il significato di "aver voglia di far qualcosa".
L'ho pensato io questo, che non avevo voglia di farle certe cose, perché dopo averle fatte mi sentivo molto nervoso.
Quello che significa aver voglia di fare qualcosa può significare una cosa per me, un'altra per te, un'altra ancora per giulietta e complicata o benedetta; per Megiston ancora altro. Come posso sapere io il significato che gli attribuisci tu?
Ti sei chiesto perchè dopo aver fatto certe cose ti sentivi molto nervoso? Perché per te amicizie e lavoro non possono convivere? Hai bisogno di essere un'adolescente che fa quello che vuole e che nessuno gli rompa le scatole se fa tardi, se fuma, se spende, se se ne va a zonzo invece che a " scuola" (cioè ti va di fare "sega" -metaforicamente - quando vuoi perchè questo ti fa stare bene, differentemente da quando mamma o una donna ti chiedono di impegnarti in qualcosa per te stesso, di costruttivo? )
Tu continui a dirci "se è questo l'aiuto che mi si vuole dare, allora è meglio che non mi si dia, che sto meglio così. Ma di quale aiuto parli, Char_Lie? Le nostre sono discussioni teoriche, se ci danno spunti nel concreto tanto meglio, ma l'aiuto se lo si vuole, bisogna cercarlo; in sè stessi , riflettendo ed all'esterno con qualcuno che ne sa più di noi su come si viaggia verso noi stessi secondo gli obiettivi che si stabiliscono insieme. E che tu proponi. E che puoi sempre verificare, modificare.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da giulietta.o
Appena qualcuno si azzarda a cercare di proporti di riflettere sulle tue stesse parole e le loro innumerevoli contraddizioni – perché più di questo, caro Charlie, nessuno al mondo potrebbe, analista o amico o quant’altro fosse – ecco che diventiamo giudici, mammine con il dito alzato che ti dicono come dovresti essere, donne sul piedistallo che si vantano, modelli di millantata perfezione che ti svalutano.
Guarda che non è affatto una proiezione mia il tuo atteggiamento, e pure 'sto modo di rispondere lo dimostra. Il suggerimento tuo è "fai quel che devi fare e cresci", tu metti sempre in mezzo il discorso del crescere non io, sei tu che vuoi metterti a fare la mamma educatrice o l'insegnante non io, non ti ho mai detto a te di crescere, sei sempre stata tu a mettere in mezzo questo discorso. Tu poi hai sempre messo in mezzo il fatto che fossi attaccato alla tetta della mamma non io, non sono affatto proiezioni, leggi bene quel che scrivi pure tu.
Se mi lamento del fatto che devo lavorare per guadagnar qualcosa o per avere certi tipi di relazioni, che diavolo di consiglio è rispetto al problema che pongo dire "cresci e fai come noi, lavora come noi, che non siamo pappe molli", è un saltarlo a piè pari il problema di cui mi lamento.
E' un non ascoltarlo proprio il problema, è un dire tu non hai diritto di pretendere questo dall'esistenza, adattati come facciamo noi, cresci e lavora senza lamentarti... La contraddizione mia poi dove diavolo è situata?
Saluti
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Citazione:
E' un non ascoltarlo proprio il problema, è un dire tu non hai diritto di pretendere questo dall'esistenza, adattati come facciamo noi, la contraddizione mia poi dove diavolo è situata?
Scusa Char_Lie ma è proprio perché tu hai diritto all'esistenza che ti si dicono alcune cose che magari possono risultarti antipatiche; e questo è un bel segno, per fortuna.
La battuta su "gli uomini che pappemolli" l'ho fatta io, non giulietta riferendomi agli uomini di casa mia e ad alcuni che conosco dato che essendo rimasta inascoltata la mia richiesta loro rivolta di aiutarmi a spostare alcuni mobili per molti mesi, alla fine, l'ho fatta da sola e non certo per masochismo ma per senso pratico.
Che ti contraddici, è vero, eccome, dipende da quel che vuoi disconfermare in quel momento, come ne traessi una qualche forma di soddisfazione.
Secondo me, non é che devi adattarti, devi capire che sempre ci sono dei compromessi da fare per avere un'esistenza dignitosa per noi stessi da cui trarre qualche piacere che ci gratifichi; fare dei compromessi ed adattarsi sono due cose diverse, perchè la prima, se portata avanti fino a forme di sublimazione, è una forma molto più evoluta del vivere quotidiano, in termini di scelte possibili. La riflessione (cui credo si riferisse giulietta ) ed a cui mi riferisco anch'io è connessa anche alla acquisizione di una dimensione temporale del prima, ora e poi(?).
Tra l'ora ed il poi, (dove il poi esiste per tutti, in via ipotetica, non solo per te) c'é una grande mancanza, legata anche a vissuti depressivi di cui ti lamenti.
:ciao:;)
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Volevo rispondere anche a questo messaggio, dopo devo uscire :).
Citazione:
Originalmente inviato da RosadiMaggio
Hai bisogno di essere un'adolescente che fa quello che vuole e che nessuno gli rompa le scatole se fa tardi, se fuma, se spende, se se ne va a zonzo invece che a " scuola" (cioè ti va di fare "sega" -metaforicamente - quando vuoi perchè questo ti fa stare bene, differentemente da quando mamma o una donna ti chiedono di impegnarti in qualcosa per te stesso, di costruttivo?)
Io di far quel che voglio ne ho bisogno perché quando l'ho trascurato son stato dieci volte peggio, che sia l'atteggiamento di un adolescente o di un adulto a me non importa, se una cosa serve davvero a tutto me stesso e mi soddisfa abbastanza la farò senza esitazioni, se non mi convince non è con un'esortazione a crescere di qualcuno che sarò persuaso in qualche senso.
Poi non è che una donna deve chiedermi di impegnarmi a "far qualcosa per me", ci penso io a come e quanto impegnarmi in qualcosa che mi interessa, se l'altra persona mi vuol bene davvero e non s'è innamorata chissà di chi dovrà lasciarmi libero in tal senso, se invece questa sta con me proprio perché desidera che io mi impegni di più in qualcosa di cui io in fin dei conti non ho alcuna intenzione di interessarmi, si genererà un conflitto, ed è un conflitto tra due persone, non interno ad un individuo solo, ci sono intenzioni contrastanti riguardo a quel che l'altro "dovrebbe fare" secondo ognuno dei due.
Spesso ci si separa a causa di queste incongruenze, nei confronti di un qualche progetto, l'altro in questo progetto non entra (può essere che non vuole aver figli e così via), ossia non ha intenzione di entrare in un certo progetto di vita insieme costruito in un certo modo.
E' inutile metterla sul piano della crescita, "l'altro dovrebbe crescere ed entrare nel mio progetto" si ragiona, quindi ho ragione io... Per me invece non ha ragione proprio nessuno.
Nel tuo progetto ce lo vuoi buttare tu l'altro, non gli stai chiedendo di fare qualcosa "per sé stesso" ma per te, è necessario che si sia sinceri, e non dire sempre "lo dico per te, lo faccio per te, visto che sei immaturo" in questo davvero è bene che ognuno si faccia gli affari suoi e giudichi sé stesso e non altre persone. Due persone possono stare insieme solo se hanno interessi comuni, se questi non ci sono, non c'è modo di aggiustare le cose stabilendo chi deve crescere e cambiare e chi no.
E' maturo chi desidera aver figli e mettere su famiglia? E se uno questa intenzione non ce l'ha proprio? E' immaturo?
Saluti
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Nel tuo progetto ce lo vuoi buttare tu l'altro, non gli stai chiedendo di fare qualcosa "per sé stesso" ma per te, è necessario che si sia sinceri, e non dire sempre "lo dico per te, lo faccio per te, visto che sei immaturo"
Forse non mi nsono spiegata bene, mi riferivo ad una donna che ti incoraggia (magari discorsivamente, potrebbe anche dirti "impegnati, lo volevi tanto. questo o quell'altro....da te precedentemente definito.") in qualche tuo progetto da portare avanti o, al limite, in un progetto che avete costruito insieme, pian piano.
Riguardo al vivere esperienze di tipo adolescenziali, non è mica detto che a priori sia un male, anzi, potrebbe essere evolutivo o comunque, funzionale in un dato momento.
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Sentirmi accettato in una relazione con una persona che mi piaccia abbastanza per me è importante. Pensa viceversa se io mi mettessi insieme ad una donna obesa e poi la iniziassi a torturare dicendole che dovrebbe mettersi a dieta altrimenti non avrà il mio amore perché così com'è non mi piace, c'è da chiedersi se una persona la si ama davvero se si costruisce e imposta tutto in questo modo, non si possono impostare le cose così secondo me, far leva su quel che potrebbe divenire l'altra persona se si impegnasse, questo atteggiamento non va sia da un lato che dall'altro e perciò non credo nell'amore in divenire, o c'è adesso, nel presente o non c'è proprio.
Hai confuso parecchi concetti tra loro; mettersi con una persona per torturarla in qualche modo, è generalmente abilità maschile e non è segno di amore ma di un'idea particolare di amore che si ha in testa come simbolo di perfezione da poter amare, per esserne amato e riconosciuto in un gioco molto complesso e perverso. A volte, c'é qualcosa, negli uomini simile al feticismo verso "pezzi" di donne o di abbigliamento che dovrebbero, secondo loro, indosssare per piacergli e dargli piacere.
La perversione ha molte sfaccettature ed in genere, o c'è o non c'è e sua caratteristica è ripetersi in un eterno ritorno dell'identico.
L'amore reale tra due persone è sempre nell' ora ed allo stesso tempo, un divenire, altrimenti, muore. Se nasce, difficilmente puoi controllare tutti i suoi sviluppi e sarebbe pure molto noioso.
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Originalmente inviato da RosadiMaggio
potrebbe anche dirti "impegnati, lo volevi tanto. questo o quell'altro....da te precedentemente definito.") in qualche tuo progetto da portare avanti o, al limite, in un progetto che avete costruito insieme, pian piano.
Una cosa è proporre, altra cercare di imporre, si può proporre qualcosa e l'altro potrebbe pure non seguirla, in questo caso cosa succede? Se il rapporto è sano nulla, ma se non lo è l'altro userà il potere di cui dispone all'interno della relazione per puntellarti perché non ha mica a cuore quel che vuoi fare tu, ti spronerà perché tu diventi come lui desidera. E' un discorso piuttosto aggressivo dire "o fai così oppure ti mollo un cazzotto", il cazzotto può consistere al livello relazionale col ritirare qualcosa al livello affettivo, col minacciare di lasciare l'altra persona, oppure col dire ad un uomo... "Un vero uomo dovrebbe fare così e colà" (comunque vale anche il viceversa :D) e così via. Non sono più discorsi amichevoli questi, è inutile pararsi dietro a "lo faccio per il tuo bene". Ecco emergere una partita a scacchi con certi rapporti di potere, da questo punto in poi le due persone sono divise; altro che proiezioni, a me sembra di aver osservato abbastanza correttamente quel che avviene.
Preferisco fare delle cose volentieri per l'altro piuttosto che sforzarmi a stare in una relazione, e pure per l'altra persona dovrebbe esser così, se ci si costringe a stare insieme per modellarsi a vicenda ci si fa più male che bene, a quel punto forse è meglio star da soli anche se l'altro manca e continuerà a mancare. Se avviene questo la cosa non funziona più e dubito che potrà funzionare prima o poi. Questa mancanza non è più di quella persona concreta e conosciuta che per com'era fatta non poteva di certo soddisfare le proprie esigenze ma comunque c'è.
Io perciò mi riferisco a questo atteggiamento e non alle proposte gentili in cui se ti rifiuti di far qualcosa e non sei convinto ad insistere l'altra persona non cerca di rimproverarti in qualche modo mettendo in mezzo ricatti e roba del genere cercando pure di far leva su certi tuoi sensi di colpa.
Quando non si sta insieme volentieri perché l'altro non si comporta come noi vorremmo che si comporti e si deve ricorrere a questi espedienti non è mai un buon segno. Io voglio una relazione, ma la voglio abbastanza sana, perciò è necessaria una reciproca accettazione nei riguardi di un futuro più o meno prossimo che ognuno dei due intende progettare oppure non progettare affatto, se devo stare con una persona che continuamente vuol mettersi a giudicare come dovrei essere, cosa dovrei fare o non fare e così via preferisco farne a meno e farmi direttamente una sega. Un rapporto del genere per me sarebbe un'infinita rottura di palle, roba da inferno dantesco, mi lamento della mancanza di una donna nella mia vita, ma poi se fosse presente in questo modo mi lamenterei in seguito della presenza di una donna nella mia vita :D.
Se non esiste proprio una relazione così io non mi lamento del fatto che non riesco ad averne una di quelle che non sopporto ed alle quali tanti si sono adattati (al loro posto non ci starei bene), e perciò in questo caso non è che la cosa si può sanare. Ne voglio una adatta a me e non ad un me trasformato secondo le fantasie di crescita di un analista o di una donna. Può darsi pure che io in tal senso non voglia affatto crescere perciò non è affatto un'alternativa proponibile perché l'intenzione mia non c'è.
O ci si riesce a venire incontro abbastanza naturalmente e senza troppa sofferenza o è meglio alla fine star soli piuttosto "che male accompagnati" per persone come me.
Saluti
-
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da RosadiMaggio
Hai confuso parecchi concetti tra loro; mettersi con una persona per torturarla in qualche modo, è generalmente abilità maschile e non è segno di amore ma di un'idea particolare di amore che si ha in testa come simbolo di perfezione da poter amare, per esserne amato e riconosciuto in un gioco molto complesso e perverso. A volte, c'é qualcosa, negli uomini simile al feticismo verso "pezzi" di donne o di abbigliamento che dovrebbero, secondo loro, indosssare per piacergli e dargli piacere.
La perversione ha molte sfaccettature ed in genere, o c'è o non c'è e sua caratteristica è ripetersi in un eterno ritorno dell'identico.
L'amore reale tra due persone è sempre nell' ora ed allo stesso tempo, un divenire, altrimenti, muore. Se nasce, difficilmente puoi controllare tutti i suoi sviluppi e sarebbe pure molto noioso.
Non è un'abilità solo maschile all'interno delle relazioni di coppia credo :D. Io ho parlato di una donna obesa perché a me molte donne così (non tutte comunque) non riescono proprio a farmi eccitare (parlo per me e per diverse altre persone di sesso maschile non malate di mente che ho conosciuto), ma non mi permetterei di dire a nessuna di queste donne, nel caso in cui si lamentassero di un cattivo rapporto con l'altro sesso, di mettersi a dieta o cose del genere, visto che molti uomini preferiscono stare con donne non eccessivamente cicciotte.
Io questa loro difficoltà la capirei meglio di altri perché in buona parte sotto altri aspetti, cambiando quel che c'è da cambiare, la provo pure io. Posso mettermi a faticare e fare tante cose (niente me lo impedisce usando una qualche forma di autocostrizione) così come queste donne potrebbero mettersi a dieta e costringersi a non mangiare certi cibi che le fanno ingrassare o a far ginnastica, ma questa forse non è una buona idea. Questo volevo dire, se avessero avuto intenzione di far questo, già l'avrebbero fatto, non pensi? Se si lamentassero della situazione secondo te vorrebbe dire in automatico che cercano qualcuno che le sproni a dimagrire e che le ricordi in continuazione quanto risultano orrendi quei rotoli di grasso per molti uomini? Un perturbatore? Ma se questo già lo fanno i media e tutta la società circostante, a cosa servirebbe una voce in più? :mumble:
Stesso discorso vale per il lavoro di cui io mi lamento... "Lavorare nobilita l'uomo" e così via...
Io se non so cosa fare in una certa situazione in cui si trova un'altra persona diversa da me, me ne sto proprio zitto, ascolto il problema e basta, se mi viene in mente qualcosa di utile, una volta afferrate le difficoltà, provo a proporlo. Dico solo "mi dispiace" invece di dire "il problema è tuo, non lamentarti cresci e risolvitelo" se è vero che voglio aiutare qualcuno e non pormi contro di lui, se in fin dei conti una soluzione non la possiedo nemmeno io.
C'è un modo abbastanza agevole per farle trovare un uomo decente e non costringerle a divenire come desiderano molti uomini? Insomma c'è un ostacolo concreto, come lo si può aggirare?
Cose del genere credo che queste donne chiederebbero, trovare un modo per essere accettate, far divenire un vanto quel grasso a rotoloni senza doversi per forza adattare ad un qualsiasi pretendente :).
E chiedo lo stesso anche io, se qualcuno ne sa qualcosa in più di me per migliorare la situazione aggirando certe forme di autocostrizione mi è utile, ma mi è inutile un ennesimo grillo parlante tipo quello che andava appresso a pinocchio, già ce ne sono troppi in giro e piazzati dappertutto. Non c'è niente di più inutile.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
[QUOTE] char_Lie Tu mi dici che faccio giochini, però il giochino del giudice adesso lo stai facendo tu[ /QUOTE]
A me non sembra che parlasse con te, giulietta ma con complicata, rispetto ai giochini di seduzione (riflessioni tra donne;) ) mentre tu l'hai colta in modo autoreferenziale; prova a pensare al perché.
Citazione:
[ E' un discorso piuttosto aggressivo dire "o fai così oppure ti mollo un cazzotto", il cazzotto può consistere al livello relazionale col ritirare qualcosa al livello affettivo, col minacciare di lasciare l'altra persona, oppure col dire ad un uomo... "Un vero uomo dovrebbe fare così e colà" (comunque vale anche il viceversa ) e così via
Interessante l'analogia con il cazzotto....però.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Io se non so cosa fare in una certa situazione in cui si trova un'altra persona diversa da me, me ne sto proprio zitto, ascolto il problema e basta, se mi viene in mente qualcosa di utile, una volta afferrate le difficoltà, provo a proporlo. Dico solo "mi dispiace" invece di dire "il problema è tuo, non lamentarti cresci e risolvitelo" se è vero che voglio aiutare qualcuno e non pormi contro di lui, se in fin dei conti una soluzione non la possiedo nemmeno io
Quello che si dice o non si dice, dipende molto dal contesto, dal tipo di rapporto interpersonale, dalle strutture di personalità coinvolte nella relazione, dal tipo di coinvolgimento e dalle risorse del singolo e del piccolo gruppo (anche una coppia, nel senso di due persone) che possono essere messe in circolo all'interno dell'interazione e dall'utilizzo che se ne fa o non fa.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Confermo che mi riferivo alle parole di Complicata. Ma credo che se avessi riportato un brano dalla vispa Teresa la reazione sarebbe stata la medesima. Il contenuto c’entra poco, basta un appiglio qualsiasi per proiettare (ultimamente in cinemascope…).
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
La vispa Teresa
La vispa Teresa
avea tra l'erbetta
a volo sorpresa
gentil farfalletta
e tutta giuliva,
stringendola viva,
gridava a distesa:
"L'ho presa! L'ho presa!"
A lei supplicando
l'afflitta gridò:
"Vivendo, volando,
che male ti fo'?"
Tu sì mi fai male
stringendome l'ale.
Deh, lasciami: anch'io
son figlia di Dio."
Confusa, pentita,
Teresa arrossì:
dischiuse le dita
e quella fuggì.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
[...]
Quando non si sta insieme volentieri perché l'altro non si comporta come noi vorremmo che si comporti e si deve ricorrere a questi espedienti non è mai un buon segno. Io voglio una relazione, ma la voglio abbastanza sana, perciò è necessaria una reciproca accettazione nei riguardi di un futuro più o meno prossimo che ognuno dei due intende progettare oppure non progettare affatto, se devo stare con una persona che continuamente vuol mettersi a giudicare come dovrei essere, cosa dovrei fare o non fare e così via preferisco farne a meno e farmi direttamente una sega. Un rapporto del genere per me sarebbe un'infinita rottura di palle, roba da inferno dantesco, mi lamento della mancanza di una donna nella mia vita, ma poi se fosse presente in questo modo mi lamenterei in seguito della presenza di una donna nella mia vita :D.
Se non esiste proprio una relazione così io non mi lamento del fatto che non riesco ad averne una di quelle che non sopporto ed alle quali tanti si sono adattati (al loro posto non ci starei bene), e perciò in questo caso non è che la cosa si può sanare. Ne voglio una adatta a me e non ad un me trasformato secondo le fantasie di crescita di un analista o di una donna. Può darsi pure che io in tal senso non voglia affatto crescere perciò non è affatto un'alternativa proponibile perché l'intenzione mia non c'è.
O ci si riesce a venire incontro abbastanza naturalmente e senza troppa sofferenza o è meglio alla fine star soli piuttosto "che male accompagnati" per persone come me.
Saluti
Ciascuno è libero di fare quello che si sente, se non incespica su qualche libertà di altri. O in qualche impedimento interno.
Mi chiedo cosa tu voglia insegnare al tuo ipotetico analista, perché quello che leggo da un po' è che tu stia cercando di istruirlo su come sei fatto tu, sulle tue caratteristiche più stabili. Questo credo che un buon analista avrebbe già dovuto capirlo da tempo, ma rimane sempre fuori quello che stride, quello che non combacia. Mi dispiace, ma nessuno è monolitico.
Che tu non voglia "crescere" l'avevamo inteso: hai un po' di difficoltà a cambiare, a sperimentare, a lasciarti trasportare dagli eventi e a giocarci. Il compito della vita non è questo, perciò non c'è nessun voto e nessun maestro che ti potrà riprendere su questo: se non ti interessa, va bene così.
Un'ultima cosa: il compito della vita, per te, qual è? Perché sei tu che ti stai facendo da analizzante, perciò dovresti almeno avere ben chiaro dove stai andando (e dove ci stai portando).
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Una cosa è proporre, altra cercare di imporre, si può proporre qualcosa e l'altro potrebbe pure non seguirla, in questo caso cosa succede? Se il rapporto è sano nulla, ma se non lo è l'altro userà il potere di cui dispone all'interno della relazione per puntellarti perché non ha mica a cuore quel che vuoi fare tu, ti spronerà perché tu diventi come lui desidera. E' un discorso piuttosto aggressivo dire "o fai così oppure ti mollo un cazzotto", il cazzotto può consistere al livello relazionale col ritirare qualcosa al livello affettivo, col minacciare di lasciare l'altra persona, oppure col dire ad un uomo... "Un vero uomo dovrebbe fare così e colà" (comunque vale anche il viceversa :D) e così via. Non sono più discorsi amichevoli questi, è inutile pararsi dietro a "lo faccio per il tuo bene". Ecco emergere una partita a scacchi con certi rapporti di potere, da questo punto in poi le due persone sono divise; altro che proiezioni, a me sembra di aver osservato abbastanza correttamente quel che avviene.
Preferisco fare delle cose volentieri per l'altro piuttosto che sforzarmi a stare in una relazione, e pure per l'altra persona dovrebbe esser così, se ci si costringe a stare insieme per modellarsi a vicenda ci si fa più male che bene, a quel punto forse è meglio star da soli anche se l'altro manca e continuerà a mancare. Se avviene questo la cosa non funziona più e dubito che potrà funzionare prima o poi. Questa mancanza non è più di quella persona concreta e conosciuta che per com'era fatta non poteva di certo soddisfare le proprie esigenze ma comunque c'è.
Io perciò mi riferisco a questo atteggiamento e non alle proposte gentili in cui se ti rifiuti di far qualcosa e non sei convinto ad insistere l'altra persona non cerca di rimproverarti in qualche modo mettendo in mezzo ricatti e roba del genere cercando pure di far leva su certi tuoi sensi di colpa.
Quando non si sta insieme volentieri perché l'altro non si comporta come noi vorremmo che si comporti e si deve ricorrere a questi espedienti non è mai un buon segno. Io voglio una relazione, ma la voglio abbastanza sana, perciò è necessaria una reciproca accettazione nei riguardi di un futuro più o meno prossimo che ognuno dei due intende progettare oppure non progettare affatto, se devo stare con una persona che continuamente vuol mettersi a giudicare come dovrei essere, cosa dovrei fare o non fare e così via preferisco farne a meno e farmi direttamente una sega. Un rapporto del genere per me sarebbe un'infinita rottura di palle, roba da inferno dantesco, mi lamento della mancanza di una donna nella mia vita, ma poi se fosse presente in questo modo mi lamenterei in seguito della presenza di una donna nella mia vita :D.
Se non esiste proprio una relazione così io non mi lamento del fatto che non riesco ad averne una di quelle che non sopporto ed alle quali tanti si sono adattati (al loro posto non ci starei bene), e perciò in questo caso non è che la cosa si può sanare. Ne voglio una adatta a me e non ad un me trasformato secondo le fantasie di crescita di un analista o di una donna. Può darsi pure che io in tal senso non voglia affatto crescere perciò non è affatto un'alternativa proponibile perché l'intenzione mia non c'è.
O ci si riesce a venire incontro abbastanza naturalmente e senza troppa sofferenza o è meglio alla fine star soli piuttosto "che male accompagnati" per persone come me.
Saluti
Ma qual è la donna che si mette con te per costringerti ad adeguarti?
Ma quale, ma dove l'hai vista, nei film?
Contentati se si mette con te, che du'palle le faresti.:))
praticamente immagino lui conosca una donna che gli piace, però le mette tutti i paletti: sai, io sono così e cosà, non ti provare a cambiarmi in qualche modo, e blabla, il progetto cdi vita che ho in mente è questo, onde per cui la quale tu devi amarmi per quello che sono, prendermi così com'è, ee..tra le clausole da firmare nel contratto in calce, c'è scritto che blablabla.
L'assassinio della passione, che poi il sesso non vuole pensieri!E senza quello, che è? Il nulla.
Prima le devi SEDURREEE, e non lo vuol capire.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
[QUOTE=RosadiMaggio;2511702]
Citazione:
char_Lie Tu mi dici che faccio giochini, però il giochino del giudice adesso lo stai facendo tu[ /QUOTE]
A me non sembra che parlasse con te, giulietta ma con complicata, rispetto ai giochini di seduzione (riflessioni tra donne;) ) mentre tu l'hai colta in modo autoreferenziale; prova a pensare al perché.
Interessante l'analogia con il cazzotto....però.
Infatti parlava con me, però il sogno di Char-Lie è che parlasse con lui.
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Citazione:
Originalmente inviato da lalangue
Un'ultima cosa: il compito della vita, per te, qual è?
Faticare il meno possibile potendo avere un salario decente che mi permetta di mantenere il mio tenore di vita (né più, né meno), poter stare con le persone con cui mi piace stare, coccolarsi e far sesso come mi piace possibilmente non con una prostituta ma con una donna che mi accetti e che mi piaccia, mangiare abbastanza bene, poter vestire abbastanza bene, vivere dignitosamente senza sfarzi e coltivare qualche hobby che per me risulti divertente. Ecco tutto. Ah dimenticavo, cercare di mantenersi fisicamente in salute.
Alcune cose già le riesco a fare, altre no.
Ecco un video che ha a che fare con questo tema :asd:.
Non miro a diventare il presidente della repubblica o a conquistare il mondo, ad avere una cattedra all'università o roba del genere (per questo non potrei mai andare a genio a persone come giulietta :D), in sé queste cose non hanno gran valore per me se non indiretto. Non hanno valore perché poi a starci dentro a queste cose io poi non ci sto bene, posso invidiare i quattrini di qualcuno che è ricco, perché in effetti una modesta parte di questi a me potrebbe far comodo per pagarmi certe spese, ma spesso non invidio affatto la vita che conduce questo tale.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
(Che poi, rileggendola, mica neanche ci sarebbe stata a casaccio pure la vispa Teresa...)
Oh Charlie, "Se potessi avere/mille lire al mese/una casettina..."
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Faticare il meno possibile, poter stare con le persone con cui mi piace stare, far sesso come mi piace possibilmente non con una prostituta ma con una donna che mi accetti e che mi piaccia, mangiare abbastanza bene, poter vestire abbastanza bene, vivere dignitosamente senza sfarzi e coltivare qualche hobby che per me risulti divertente. Ecco tutto.
Alcune cose già le riesco a fare, altre n
Ecco un
video
Non miro a diventare il presidente della repubblica o a conquistare il mondo, ad avere una cattedra all'università o roba del genere (per questo non potrei mai andare a genio a persone come giulietta), in sé queste cose non hanno gran valore per me. Non hanno valore perché poi a starci dentro a queste cose io poi non ci sto bene, posso invidiare i quattrini di qualcuno che è ricco, perché in effetti una modesta parte di questi a me potrebbe far comodo per pagarmi certe spese, ma spesso non invidio affatto la vita che conduce.
Saluti
Excusatio non petita, accusatio manifesta.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
giulietta.o
(Che poi, rileggendola, mica neanche ci sarebbe stata a casaccio pure la vispa Teresa...)
Oh Charlie, "Se potessi avere/mille lire al mese/una casettina..."
"mi potrei comprareee
la felicitàaa..":)
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da giulietta.o
Oh Charlie, "Se potessi avere/mille lire al mese/una casettina..."
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
"mi potrei comprareee
la felicitàaa..":)
Io ci scherzo ma mica tanto :D, a me 'ste cose qua mi farebbero davvero più felice, una bella pensione vita natural durante... Esser liberi dal lavoro e potersi occupare solo di qualche affare domestico senza troppe preoccupazioni... Già sto volando :asd:...
Poi come dice Alejandro bisogna tornare alla realtà... E che palle! :swear:
Ma tu giulietta se potessi non lavorare e mandare al diavolo studenti ed università, avendo a disposizione qualcosa del genere lo faresti?
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Ti annoieresti a morte, dopo un po'.
La vita dei vecchietti col cagnolino, bleah.
o come mai sembri invecchiato prima del tempo, Char-Lie?
Veramente un vulcano di idee.
Una piccola rendita, il giovin Signore, la vergine Cuccia e così via.
Già Giulietta la vedo da docente universitario a fare la calza.:))
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Charlie, e a proposito di proiezioni:
1) il mio “uomo ideale” – malgrado io abbia mai fatto minimo cenno alla cosa, ma questo come sappiamo non conta – o è uno che vuole conquistare il mondo o il presidente della repubblica (Hilter? Berlusconi che mira al quirinale? ...azzo se mi vuoi male, ragazzo mio!)
2) naturalmente il mestiere che ho scelto mi fa cagare e dovrei trovare il coraggio di rivelarlo al mondo che sempre mi ha fatto sentire prigioniera delle peggiori convenzioni, sognando altresì di mandare tutti a quel paese e rivelare la vera me stessa: una scamorza senza interesse alcuno, suppongo.
Interessante.
Per risponderti, e mettere un temporaneo piccolo freno alle tue fantasie su di me, no, non lo farei. Faccio un lavoro che trovo stupendo, anche se ci sono giorni che lo stramaledico. Ma basta un niente per trovarmi ad amarlo di nuovo. Mi auguro di rincoglionirmi il più tardi possibile, così da poterlo fare fino all’ultimo.
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Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Ti annoieresti a morte, dopo un po'.
La vita dei vecchietti col cagnolino, bleah.
o come mai sembri invecchiato prima del tempo, Char-Lie?
Veramente un vulcano di idee.
Una piccola rendita, il giovin Signore, la vergine Cuccia e così via.
Già Giulietta la vedo da docente universitario a fare la calza.:))
La calza potrebbe farla anche Char_lie, :maglia: con il groviglio di idee che s'è messo (da solo o, sicuramente quellle che non gli piacciono per colpa di qualcuno che mica lo convince tanto a lui, con quelle cose lì:asd:) in testa.
Intrerpreta sia la bimba sia la Teresa, e gli piace, quindi.....che non si lamentasse, no? ( che ho detto!:look:) E' per sentire le metalamentele....
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
"mi potrei comprareee
la felicitàaa..":)
E una casetta in......"dove"?
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
2) naturalmente il mestiere che ho scelto mi fa cagare e dovrei trovare il coraggio di rivelarlo al mondo che sempre mi ha fatto sentire prigioniera delle peggiori convenzioni, sognando altresì di mandare tutti a quel paese e rivelare la vera me stessa: una scamorza senza interesse alcuno, suppongo.
Non è quello che hai scelto è il fatto che si tratta di un mestiere che ti piace e ti interessa è proprio il fatto che semplicemente, si tratta di un mestiere=lavoro=fatica:sisi:
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Cara Rosa, come sono entrato e ho visto che le mie risposte alle tue due domande sono state mal capite, mal interpretate ò semplicemente non lette , vorrei in due secondi dirti che il pagamento, al inizio della seduta, cerca di non trascurare cosa accade nei prossimi 45/50 minuti di analisi, cioè: dopo che questo pagamento sia avvenuto, certamente non è un pagamento "anticipato" come è stato tradotto in automatico (seguendo un post recente) Soprattuto è non mancare di rispetto a un accadimento cosi importante che si ripete mensilmente ignorandolo come un fatto "normale" che non se ne parla. Se ti fai pagare quando il paziente sta andando via come lo puoi analizzare la prossima ? In base alla teoria e non su quello che a lui accade ?? Potresti tornare a parlare di qual cosa che non è presente??? Io trovo difficoltà a farlo.
In uguale modo, la fattura o ricevuta ha un valore altamente simbolico che viene elaborato , non la faccio e, come si nulla fosse, si prosegue domani . Mantengo le orecchie aperte per ascoltare se qualcosa di significativo emerge. Noi , le persone , abbiamo dei problemi con certo divario tra realtà e le nostre fantasie (come ha citato poco fa Char_Lie) Senza importare il grado di coscienza che li vogliamo aggiudicare. Il famoso setting marca il campo di gioco nel quale si fa la partita.
Non voglio farla tropo lunga, ho trovato qualcosa che ti potrebbe interessare a te e chi abbia pari interessi, riguarda il transfert è la attualità del argomento in psicoanalisi tratatto in un bellissimo dizionario che vi raccomando (Dizionario della Psicoanalisi , sotto la direzione di Alain de Mijolla) Uscito da poco tempo... nel 2002 in francese e da molto meno in Italiano.
Traslazione
Amore di traslazione
Nevrosi di traslazione
Odio di traslazione
Tralazione (psicologia analitica) (Jung)
Tralazione creativa
Traslazione e introiezione
Traslazione nel bambino
Traslazione speculare
Traslazione gemellare
Traslazione idealizante
Traslazione laterale
Traslazione narcisista
Traslazione negativa
Traslazione paradossale
Traslazione psicotica
Traslazione nella relazione
Ad ogni punto di questo lungo elenco segue una più o meno lunga, ed esauriente, spiegazione, con la aggiunta della corrispondente bibliografia. Mi auguro possa essere utile.
Scusate se vi ho disturbato con questa mia digressione.
Alla prossima! Buona settimana!
Ale.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Potresti tornare a parlare di qual cosa che non è presente??? Io trovo difficoltà a farlo.
Appunto, il problema è tuo, questo è importante.
Diventa un problema del paziente anche il tuo, così; su questo ci lavori con lui?
Comunque, se ho ben capito, ora hai detto che ti fai pagare mensilmente.
Da noi, il paziente, deve potersi dimentricare di pagare, per capire cosa e come succede; tanto sul pagamento si lavora, perchè è inevitabile.
Una domanda: per parlare del pagamento, utilizzi il metodo della "proposizione analitica" ( stile A. B. Ferrari, Brasile-Argentina-Italia) e poi l'interpretazione?
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da Alejandro
Noi , le persone , abbiamo dei problemi con certo divario tra realtà e le nostre fantasie (come ha citato poco fa Char_Lie) Senza importare il grado di coscienza che li vogliamo aggiudicare. Il famoso setting marca il campo di gioco nel quale si fa la partita.
Sì Alejandro ma che si fa quando s'è capito comunque com'è la realtà e non si vive comunque bene in questa realtà? Il problema spesso s'è capito che è questo, ma come lo si dovrebbe affrontare? :mumble:
Adattarsi?
Niente credo impedisca a qualcuno di far questo, ma se una persona avesse avuto l'intenzione di farlo già lo avrebbe fatto. I problemi in genere sono questi.
E' irrisolvibile la cosa, a meno che una persona non s'è sbagliata a guardare quel che può fare effettivamente non sapendo che con uno schiocco di dita eseguito in un certo modo può far comparire banconote, ed allora forse qualcosa si può aggiustare, perché il ventaglio di possibilità che s'era analizzato prima si amplia grazie ad una nuova operazione di accesso reale che può tornare utile. Acquisendo conoscenze simili a queste si può migliorare le situazioni davvero.
Ho esagerato con l'esempio, però può darsi che con dei piccoli accorgimenti ai quali uno non aveva pensato e mai messo in pratica può ottenere molto, ed in questi casi è utile un aiuto che permetta di ampliare le possibilità di azione e di effetti.
Solo che queste cose dovrebbero funzionare davvero, ed è necessario che uno dei due conosca realmente meglio dell'altro le dinamiche relazionali per potergli essere di aiuto, se uno degli scopi è migliorare la sua vita di relazione, bisogna chiedersi cosa questa persona è disposta a fare, quali sono le azioni disponibili (verso le quali non c'è né attrazione né repulsione) e vedere se in mezzo a queste ce ne sono alcune che la persona può mettere in atto per migliorare le cose.
Se c'è un divario tra la realtà vera e propria (non quella che crediamo esista e ci siamo costruiti noi) e quel che davvero vorremmo, non è sanabile proprio in alcun modo la cosa, a meno che non si modifica quel che si vuole davvero e lo si adatta alla realtà. Ma questa strada non è detto che si abbia intenzione di percorrerla, spesso fa parte di tutto il problema posto il vincolo stesso "non adattarsi tramite le possibilità già conosciute". Insomma si chiede di ampliare il ventaglio se possibile.
Citazione:
Originalmente inviato da giulietta.o
Charlie, e a proposito di proiezioni:
1) il mio “uomo ideale” – malgrado io abbia mai fatto minimo cenno alla cosa, ma questo come sappiamo non conta – o è uno che vuole conquistare il mondo o il presidente della repubblica (Hilter? Berlusconi che mira al quirinale? ...azzo se mi vuoi male, ragazzo mio!)
2) naturalmente il mestiere che ho scelto mi fa cagare e dovrei trovare il coraggio di rivelarlo al mondo che sempre mi ha fatto sentire prigioniera delle peggiori convenzioni, sognando altresì di mandare tutti a quel paese e rivelare la vera me stessa: una scamorza senza interesse alcuno, suppongo.
Riguardo al punto 1) hai fatto cenno alla cosa in un messaggio precedente in cui hai detto che ti eri innamorata del fatto che un uomo portasse avanti un certo progetto professionale creativo, questo intendevo quando ho detto, dopo aver fatto l'elenco di cose che per me non avevano valore in sé, che non potevo essere il tuo tipo. Io non sono realmente ambizioso in tal senso, mi sono costretto talvolta a fare certe cose per la pagnotta. Ma a darmi piacere quando le ho fatte era soprattutto la pagnotta dopo alla fine perché nel mezzo le detestavo :D.
Spesso invidio i quattrini di certe persone e quel che n'è venuto, non il successo professionale in sé e quel che devono fare per averli 'sti quattrini.
Pensa se qualcuno mi proponesse di pagarmi per scrivere in questo forum, però a patto che venda la mia anima senza poter scrivere come, quando e cosa mi pare, non mi starebbe più bene a me arrivare ad un successo professionale del genere, non m'interessa davvero abbastanza se questo mi impedirà poi di vivere ed esprimermi liberamente.
In fin dei conti non è propriamente il successo che m'interessa, a me piace scrivere qui e basta, parlare con voi. Se non fosse stato così già sarei sparito dalla circolazione. Preferisco scrivere per hobby, quindi da dilettante, ed esser così libero piuttosto che trasformarlo in una professione, poi non so se mi piacerà lo stesso, dati tutti i vincoli ai quali dovrò sottostare, per poi poter ricevere il compenso stabilito.
Un'entrata economica fissa senza dover far nulla che è vincolato a qualcos'altro, per me significa poter essere abbastanza libero.
Riguardo al punto 2) io te l'ho chiesto proprio per capire come la pensavi :D, se no non ti facevo quella domanda, a te il tuo lavoro dà abbastanza piacere direttamente, a me no fino ad ora, anche a scuola ci sono sempre andato malvolentieri, sono arrivato al diploma, ma questa era la verità per me. I mestieri che posso scegliere (o che mi sembra che io possa scegliere) non funzionano così come il tuo funziona con te, ecco tutto.
Saluti