Riferimento: Bicocca 2012
"La formazione dopo l'abilitazione: aspettative, bisogni, prefigurazioni dello psicologo che si affaccia all'esercizio della professione. Il candidato illustri il proprio punto di vista, anche in riferimento a diversi modelli teorici-metodologici.
A quali modelli teorici-metodologici si può far riferimento in un tema del genere?
Re: Riferimento: Bicocca 2012
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AkouSaCla
"La formazione dopo l'abilitazione: aspettative, bisogni, prefigurazioni dello psicologo che si affaccia all'esercizio della professione. Il candidato illustri il proprio punto di vista, anche in riferimento a diversi modelli teorici-metodologici.
A quali modelli teorici-metodologici si può far riferimento in un tema del genere?
OMG. parlerei di Bruner probabilmente... oppure dell'approccio psicoanalitico di Kaneklin e Olivetti Manoukian che parlano di gruppo di formazione/lavoro
Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012
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iamghost
OMG. parlerei di Bruner probabilmente... oppure dell'approccio psicoanalitico di Kaneklin e Olivetti Manoukian che parlano di gruppo di formazione/lavoro
mmm...Bruner in che senso?
volendo ci potrebbe stare Erikson con il concetto di identità personale :asd: tipo il prezzemolino!però in effetti ci potrebbe stare con il concetto di identità (professionale).
Nel senso che farei un generico discorso sulle esigenze della società moderna che è flessibile, veloce e instabile; sulle potenzialità e criticità di questo periodo storico per le varie figure professionali; sull'identità, l'importanza della coerenza e continuità nel tempo e dei vari delicati conflitti che portano alla sua costituzione (Erikson) e sull'identità professionale come parte di un tutto.
E poi? la necessità di avere una propria progettualità futura, con obiettivi chiari, ma dinamici.
E poi? il codice deontologico che suggerisce una continua formazione.
ma i concetti teorico-metodologici mi sfuggono.
p.s.: pensavo che la parte su ruolo e ambiti di intervento fosse banale e facile, l'ho lasciata per ultima e ora mi sta mandando in crisi.
Re: Riferimento: Bicocca 2012
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AkouSaCla
Ho appena riassunto schematicamente aggressività, frustrazione e conflitto.
Ho guardato le scalette dei vecchi thread.
Mi viene il male!
Soprattutto per il conflitto...ho deciso che mi imparo i 4 tipi di conflitto di Lewin e poi mi butto o sul santissimo Erikson o sul conflitto intergruppi.
A me piacciono!!!
Posto le mie scalette:
AGGRESSIVITA':
- Definzione
- Teorie e ricerche
- Freud, Lorenz, Dollard e Miller, Berkowiz, Bandura, Zimbardo e Milgram
- Prospettive Recenti e Ambiti applicativi
FRUSTRAZIONE (le varie prospettive teoriche sono interne ai diversi aspetti della frustrazione):
- Definzione
- Cause della frustrazione (poi la parte sull'agressività la approfodnisco meglio nel tema incrociato)
- Tolleranza alla frustrazione
- Risposte adeguate e inadeguate
- Metodi di indagine
- Ambiti applicativi
CONFLITTO:
- Definzione
- Tipologie di conflitto
- Il conflitto secondo la prospettiva sociale (Lewin)
- Conflitto di ruolo
- Metodi di indagine
- Ambiti applicativi
INCROCIATI:
- FRUSTRAZIONE E CONFLITTO: rispettive definizioni (sottolineando perché siano concetti legati), Teoria di Erikson, Ambiti applicativi
- AGGRESSIVITA' E FRUSTRAZIONE: Definizione di frustrazione e aggressività,Teoria di Dollard e Miller aggressività come una delle possibili conseguenze della frustrazione
=)
Re: Riferimento: Bicocca 2012
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Originalmente inviato da
AkouSaCla
"La formazione dopo l'abilitazione: aspettative, bisogni, prefigurazioni dello psicologo che si affaccia all'esercizio della professione. Il candidato illustri il proprio punto di vista, anche in riferimento a diversi modelli teorici-metodologici.
A quali modelli teorici-metodologici si può far riferimento in un tema del genere?
Odio questo genere di tracce...Sono gettonatissime in Bicocca...Mi sono allontanata anche perché speravo di evitarle (ora spero di non essermela gufata!)
Certamente bisogna far riferimento al contesto storico-ecocomico e culturale in cui ci troviamo, per cui nella nostra società ci si aspetta un sollievo immediato e delle risposte veloci (una sorta di "tutto e subito"), in più spesso non ci si possono permettere incontri plurisettimanali per lungo tempo...si potrebbe riportare l'esempio della psicoanalisi (o forse si sfora perché siamo già nell'ambito psioterapeutico???)
Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012
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Originalmente inviato da
Picciosa
Odio questo genere di tracce...Sono gettonatissime in Bicocca...Mi sono allontanata anche perché speravo di evitarle (ora spero di non essermela gufata!)
Certamente bisogna far riferimento al contesto storico-ecocomico e culturale in cui ci troviamo, per cui nella nostra società ci si aspetta un sollievo immediato e delle risposte veloci (una sorta di "tutto e subito"), in più spesso non ci si possono permettere incontri plurisettimanali per lungo tempo...si potrebbe riportare l'esempio della psicoanalisi (o forse si sfora perché siamo già nell'ambito psioterapeutico???)
mboh..secondo me è proprio impostato sul ragionamento e ognuno prende la strada che preferisce...
Nel senso che volendo all'inizio dice "La formazione dopo l'abilitazione...." quindi volendo potrei parlare anche di concetti che rientrano nell'epistemologia e quindi la storia della psicologia e la difficoltà di scegliere un approccio nella propria formazione..
mboh..
alcuni di questi temi a me piacciono molto perchè sono di elaborazione, però altri sono un po' più ostici.
Riferimento: Bicocca 2012
Scusate la domanda sciocca, ma nel materiale che ho si fa differenza tra test e questionari, come strumenti dello psicologo.
Ma quando si spiegano i test, sembra che ci facciano rientrare anche strumenti che somigliano ai questionari..per dire se il questionario ha domande e risposte predeterminate...che differenza c'è con i test? ci sono test self-report e pure questionari..
uff..
sono perplessa :(
proprio a livello teorico..
Re: Riferimento: Bicocca 2012
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Originalmente inviato da
AkouSaCla
Scusate la domanda sciocca, ma nel materiale che ho si fa differenza tra test e questionari, come strumenti dello psicologo.
Ma quando si spiegano i test, sembra che ci facciano rientrare anche strumenti che somigliano ai questionari..per dire se il questionario ha domande e risposte predeterminate...che differenza c'è con i test? ci sono test self-report e pure questionari..
uff..
sono perplessa :(
proprio a livello teorico..
Non sono certa di aver capoito bene la domanda, provo...Dunque, i questionari fanno parte dei test (insieme a test proiettivi, test grafici etc)...Test è una dicitura più generale, quindi, in cui rientrano a fare parte anche i questionari; inoltre, i questionari fanno generalmente parte degli strumenti self-report (volendo esistono anche questionari che non vengono autosomministrati, tipo il questionario della SCID-II, che è poco utilizzato rispetto all'intervista, ma non sempre viene lasciato al soggetto)
Spero d'aver centrato il punto!
Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012
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Picciosa
Spero d'aver centrato il punto!
Sì, l'avevi centrato ;)
Riferimento: Bicocca 2012
centratissimo! :)........
Riferimento: Bicocca 2012
Sul metodo descrittivo non saprei..I questionari rientrano tra i metodi quantitativi in genere e vengono spesso usati nel metodo sperimentale..
Re: Riferimento: Bicocca 2012
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Originalmente inviato da
Picciosa
Sul metodo descrittivo non saprei..I questionari rientrano tra i metodi quantitativi in genere e vengono spesso usati nel metodo sperimentale..
infatti la survey è una delle tecniche di raccolta dati della analisi QT insieme con esperimento, osservazione sistematica e ricerca epidemiologica.. o almeno così mi risulta.