Riferimento: Psicologi alle prime armi...
Ciao a tutti...
leggervi mi dà forza, ma mi sento comunque molto provata... sono in tirocinio post lauream, periodo intenso ed anche (economicamente) molto frustrante... riesco a lavorare come insegnante alla primaria ed alla scuola d'infanzia, ovviamente precaria, perchè mi sono fortunatamente diplomata con il liceo-psico-pedagogico nel 2000, e questo per dire che sto lavorando grazie al diploma non grazie alla laurea!!! :D
Penso che il cammino per vivere di psicologia sarà lungo e arduo, ma non voglio darmi per vinta... cercherò di darmi da fare adattandomi e cercando/accettando dei lavori che mi lascino il tempo materiale per dedicarmi anche alla costruzione della "mia professione", pensando che ogni contatto può essere un buon aggancio per il futuro.
Cerco di pensarla così... ma a volte è proprio dura...
E' bello poter condividere idee e, purtroppo, anche lo scoraggiamento tra colleghi :approved:
Ancora psicologia o altro per sopravvivere?
Ciao a tutti!
Sono al primo anno fuoricorso delle magistrale in psicologia clinica a sei esami dalla laurea.
Ammetto senza vergogna di essere in confusione totale. Non vedo un futuro e per questo fatico tantissimo anche a trovare la forza e la motivazione per terminare gli studi.
Arrivato a quasi 35 anni la priorità è diventata quella di trovarsi un lavoro che permetta di sopravvivere ed andare in strada a testa alta. Ho la netta sensazione che la psicologia non mi porterà tutto questo e di conseguenza sembra assurdo continuare a percorrere questa strada.
Avete qualche consiglio da darmi?
Commenti del tipo "bisogna continuare a credere nei nostri sogni" "non molliamo mai" sinceramente mi interessano poco.
Non credo più in questi tipi di sogni.
Grazie!
Riferimento: Psicologi alle prime armi...
eccomi....mi verrebbe da dirti di lasciar stare...se non credi a questi sogni...allora è inutile continuare!....Ti dico questo un po' come provocazione....nel senso che capisco, condivido in pieno i tuoi dubbi (io ho 34 anni, sono abilitata, lavoro...ma guadagno pochissimo!!!!!!!!)per cui..prendila come una provocazione che vuole spronarti....ma....
se ci credi puoi permetterti di finire gli studi, abilitarti e buttarti! E' vero, se non hai soldi, famiglia che ti paga lo studio...è impossibile....ma IO credo (e parlo per esperienza personale) che se il tuo obiettivo è fare lo psicologo e avere dei soldi con cui campare...beh....allora puoi abilitarti enel frattempo buttarti in lavori affini! Io per anni ho fatto l'educatrice, la terapista...tutto sottopagato....oggi, dopo anni di gavetta, di studio....faccio la psicologa....ancora sottopagata....ma comunque felice!..Sono ben lontana dallo stipendio che mi aspettavo..ma sento che sto crescendo...e ci credo!!!
confusione post abilitazione
Salve, mi sono abilitata nel 2013 come psicologa da quel momento la confusione mentale ed esistenziale è stata totale per me...non sapevo che strada intraprendere...mi sentivo scarsamente motivata a continuare con una scuola di psicoterapia perche' non avevo nessuna fonte di reddito e non me la sentivo di continuare a chiedere ai miei genitori nè sapevo che indirizzo intraprendere...
Ho studiato con profitto per sei anni ma non mi sono fatta nessuna preferenza sull'indirizzo terapeutico che sento più vicino a me..
lo trovo molto strano e non mi sono spiegare il perchè.
E' come se tendessi a mettere in atto un meccanismo di difesa per tenermi fuori da ogni percorso terapeutico per non mettermi in gioco emotivamente.
Nel frattempo ho trovato lavoro come educatrice in asilo nido e quindi ora ho una fonte di reddito più o meno certo e quindi vorrei investire dei soldi per dare un senso alla mia formazione e trovare il mio "spazio" o indirizzo nel mondo della psicologia ma il caos regna sovrano nella mia testa.
Avevo pensato anche di intraprendere una terapia personale per chiarirmi le mie idee e capire dove voglio andare e che voglio fare.
Ogni vostro pensiero sulla faccenda e ben accetto.
Ciao
Riferimento: confusione post abilitazione
Secondo me prima di pensare alla scuola di psicoterapia sarebbe bene buttarci un po' nella professione... Ci sono persone che pensano alla scuola già durante il tirocinio o prima.. Io credo che si possa fare molto anche senza scuola. la scuola dura 4 anni.. costa dai 12 mila ai 20 mila euro totali e di certo non dà alcuna sicurezza dopo di avere pazienti e di trovare lavoro... L'idea del percorso tuo personale va benissima ma falla per te, non per avere le idee più chiare per la scuola...
Non so bene che strade consigliarti.. sicuramente pensa a cosa ti piace, in quali contesti e ambiti ti piacerebbe lavorare ... e li proponiti, magari puoi fare corsi, master , esperienze di stage per formarti e acquisire maggiori strumenti e tecniche...
Pensa a cosa ti senti in grado di fare, quali strumenti pensi di possedere e agisci su quelli per proporti..
Pensa alle cose che potresti imparare e imparale mediante corsi o master..
Se proprio ti interessa la psicoterapia ok.. ma si può benissimo lavorare con le persone anche senza scuola, secondo il codice lo psicologo fa abilitazione, riabilitazione diagnosi e consulenza... la riabilitazione alla fine non è altro che terapia psicologica... Ovviamente esiste un percorso quadriennale per fare la psicoterapia che è una terapia psicologica specialistica per cui si deve avere una specializzazione... Ma nessuno ti vieta di formarti in altro modo, imparare delle tecniche , degli strumenti magari con certi tipi di disturbo e acquisire così un metodo di intervento...
Secondo me è importante farti alcune domande di base.. ovvero quali sono gli ambiti che ci interessano maggiormente e quali sono le potenzialità del nostro contesto di riferimento..
Di ambiti potenzialmente ce ne sono infiniti...
Risorse umane (dalla selezione alla valutazione stress lavoro correlato)
Formazione
CTU/CTP
DSA, dislessia, autismo, disturbi dello sviluppo
Orientamento
Progettazione
ecc ecc ecc... e queste sono le prime che mi sono venute in mente
Insomma sono sicuro che durante il percorso universitario e di tirocinio avrai maturato interessi specifici su ciò che è di tuo maggiore interesse..-. lavora su quelli.. approfondisci, leggi, amplia .. ed elabora una tua strategia ...
:)
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Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
eccomi....mi verrebbe da dirti di lasciar stare...se non credi a questi sogni...allora è inutile continuare!....Ti dico questo un po' come provocazione....nel senso che capisco, condivido in pieno i tuoi dubbi (io ho 34 anni, sono abilitata, lavoro...ma guadagno pochissimo!!!!!!!!)per cui..prendila come una provocazione che vuole spronarti....ma....
se ci credi puoi permetterti di finire gli studi, abilitarti e buttarti! E' vero, se non hai soldi, famiglia che ti paga lo studio...è impossibile....ma IO credo (e parlo per esperienza personale) che se il tuo obiettivo è fare lo psicologo e avere dei soldi con cui campare...beh....allora puoi abilitarti enel frattempo buttarti in lavori affini! Io per anni ho fatto l'educatrice, la terapista...tutto sottopagato....oggi, dopo anni di gavetta, di studio....faccio la psicologa....ancora sottopagata....ma comunque felice!..Sono ben lontana dallo stipendio che mi aspettavo..ma sento che sto crescendo...e ci credo!!!
Concordo pienamente, è bello vedere che ci sono persone che credono ancora in quello che fanno nonostante le difficoltà. Io, a volte, mi sconforto ma sapere che ci sono persone che continuano con determinazione anche nel disagio e nelle difficoltà mi è molto di ispirazione.
Ciao :)
Riferimento: Psicologi alle prime armi...
Proprio ieri parlavo con una psicologa che lavora nel campo della sicurezza. Lei lavora per la Total, gira il mondo e i suoi orari sono abbastanza flessibili pur avendo un ottimo stipendio.
Se posso vorrei consigliare a tutti di imparare inglese e francese in modo fluente, non avere paura di lasciare l'Italia per periodi più o meno lunghi e non cercare il posto fisso a tutti i costi.
La professione dello psicologo, o per meglio dire la professionalità dello psicologo, consente di lavorare in tantissimi ambiti diversi fra loro, il problema sorge solo se tutti cerchiamo lo stesso lavoro nello stesso posto :noone:
Riferimento: Psicologi alle prime armi...
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Originalmente inviato da
sonica
Proprio ieri parlavo con una psicologa che lavora nel campo della sicurezza. Lei lavora per la Total, gira il mondo e i suoi orari sono abbastanza flessibili pur avendo un ottimo stipendio.
Se posso vorrei consigliare a tutti di imparare inglese e francese in modo fluente, non avere paura di lasciare l'Italia per periodi più o meno lunghi e non cercare il posto fisso a tutti i costi.
La professione dello psicologo, o per meglio dire la professionalità dello psicologo, consente di lavorare in tantissimi ambiti diversi fra loro, il problema sorge solo se tutti cerchiamo lo stesso lavoro nello stesso posto :noone:
Di cosa si occupa la tua collega? :)
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Originalmente inviato da
arwen
Di cosa si occupa la tua collega? :)
Non è una mia collega, ci siamo conosciute durante un lungo volo :D
Si occupa nello specifico di prevenzione degli incidenti e gestione dello stress in attività particolarmente pericolose (soprattutto su piattaforme petrolifere).
Io invece ho trovato un OTTIMO lavoro dopo la triennale in psicologia del lavoro, come responsabile della sede estera per un'azienda di logistica. Questo credo grazie al tirocinio svolto in Egitto e alla conseguente tesi sulla valorizzazione delle differenze culturali in azienda :ciao:
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Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
E' vero, se non hai soldi, famiglia che ti paga lo studio...è impossibile....
Io l'ho fatto... Ho studiato fuori regione e mi sono pagato TUTTO da solo e ho conseguito anche un master...
Mi sento più che pronto ma mi secca chiedere favori e ricorrere a conoscenze. Sono sempre più convinto che era meglio tenermi il lavoro che facevo a 20.000 euro lordi l'anno, anziché mollarlo per fare un tirocinio post lauream che mi ha devastato. L'unica cosa che mi sembra di aver fatto studiando psicologia mi pare essere stato arricchire le tasche degli altri e impoverire le mie...
Riferimento: Laurea, abilitazione e...ora?
Anche io mi sto buttando nel mare nella p.iva e della psicologa a progetto. Fa bene leggere le testimonianze sia di chi chiede aiuto sia di chi ne ha le scatole piene di tentare. Bisogna ammettere che abbiamo scelto una strada in salita e impervia. Ammetto però che in questo percorso mi stanno balenando molte idee da quando ho iniziato a pensarci seriamente e credo che le migliori siano quelle più audaci. Ci sono cose che semplicemente nessuno ha ancora proposto, ma sarebbero molto utili. Vi racconterò se sarò riuscita ad aprire la mia attività nell'ambito. Teniamoci aggiornate e facciamoci forza. Quello che so per certo è che voglio fare questo lavoro per migliorare la qualità della vita di altri. Se avrò fatto questo anche la mia vita sarà di ottima qualità.
Ps: medici farmacisti e vari devono essere i nostri amici.
Riferimento: Psicologi alle prime armi...
Ciao a tutti
a tre anni dalla laurea,l'inesistente offerta in ambito alvorativo mi porta a pensare che l'unica soluzione, soprattutto nella mia regione, è quella della professione autonoma che non necessariamente deve riguardare la psicoterapia,ma anche proporsi con dei progetti mi sembra una buona opportunità,a tale proposito, volevo chiedere,nell'attivazione ad esempio di corsi rivolti ai bambini oppure ai genitori, anche all'interno di ludoteche e asili, economicamente parlando, come si organizza la collaborazione? Si chiede una percentuale se si utilizza lo stesso spazio? Si paga un affitto per l'utilizzo dello spazio? Oppure consigliate l'affitto di uno studio per alcuni giorni al mese?
Riferimento: Psicologi alle prime armi...
Ciao nevischio,
ho visto che hai scritto lo stesso post su un gruppo fb.
Anche io ti consiglio di affittare uno spazio o inserirti con un piccolo progetto dentro asili o ludoteche che avrà il doppio scopo di farti prendere confidenza e permetterti di acquisire esperienza con una data utenza e farti conoscere. Le modalità contrattuali variano. Per uno studio potresti pagare una quota fissa oppure pagare solo le ore in cui occupi fattivamente lo studio, per asilo e ludoteca credo (ma quanto ti dico va verificato nelle situazioni specifiche) che dovresti stipulare un contratto di collaborazione con la struttura o i responsabili. Può essere utile costruire il tuo lavoro in accordo con il progetto che la struttura sta portando avanti o comunque creando un lavoro che si armonizzi aggiungendo qualcosa in più a ciò che stanno già facendo.
Ti consiglio di non buttarti in cose in cui non sei ferrata, o qualcosa che non potresti gestire. Meglio partire da una cosa piccola, ma che puoi fare bene, e poi piano piano salire di livello aumentando in competenza e capacità di relazionarti con utenze specifiche. Non lanciarti in cose troppo grandi, ti faresti danno...e considera che all'inizio della professione è meglio fare passi giusti, anche se piccoli. In bocca al lupo, resto a tua disposizione!.
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Originalmente inviato da
Morgana-z
Ciao nevischio,
ho visto che hai scritto lo stesso post su un gruppo fb.
Anche io ti consiglio di affittare uno spazio o inserirti con un piccolo progetto dentro asili o ludoteche che avrà il doppio scopo di farti prendere confidenza e permetterti di acquisire esperienza con una data utenza e farti conoscere. Le modalità contrattuali variano. Per uno studio potresti pagare una quota fissa oppure pagare solo le ore in cui occupi fattivamente lo studio, per asilo e ludoteca credo (ma quanto ti dico va verificato nelle situazioni specifiche) che dovresti stipulare un contratto di collaborazione con la struttura o i responsabili. Può essere utile costruire il tuo lavoro in accordo con il progetto che la struttura sta portando avanti o comunque creando un lavoro che si armonizzi aggiungendo qualcosa in più a ciò che stanno già facendo.
Ti consiglio di non buttarti in cose in cui non sei ferrata, o qualcosa che non potresti gestire. Meglio partire da una cosa piccola, ma che puoi fare bene, e poi piano piano salire di livello aumentando in competenza e capacità di relazionarti con utenze specifiche. Non lanciarti in cose troppo grandi, ti faresti danno...e considera che all'inizio della professione è meglio fare passi giusti, anche se piccoli. In bocca al lupo, resto a tua disposizione!.
Grazie...cosa intendi con cose "troppo grandi"?
Riferimento: Psicologi alle prime armi...
La soluzione migliore è quella di lasciare una percentuale solo per le ore effettivamente utilizzate.
Se paghi un affitto fisso, rischi di pagare a vuoto se un mese le cose vanno male e arrivano zero clienti.
A me non piace neanche la formula dell'affitto una giornata o mezza giornata alla settimana, perché la maggior parte dei clienti che mi arrivano, siccome lavorano a tempo pieno, sono disponibili solo dalle 18 in poi per cui per me sarebbe impensabile riunire tutte le persone in un unico giorno.
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Originalmente inviato da
nevischio
Ciao a tutti
a tre anni dalla laurea,l'inesistente offerta in ambito alvorativo mi porta a pensare che l'unica soluzione, soprattutto nella mia regione, è quella della professione autonoma che non necessariamente deve riguardare la psicoterapia,ma anche proporsi con dei progetti mi sembra una buona opportunità,a tale proposito, volevo chiedere,nell'attivazione ad esempio di corsi rivolti ai bambini oppure ai genitori, anche all'interno di ludoteche e asili, economicamente parlando, come si organizza la collaborazione? Si chiede una percentuale se si utilizza lo stesso spazio? Si paga un affitto per l'utilizzo dello spazio? Oppure consigliate l'affitto di uno studio per alcuni giorni al mese?