sull' illusione della psicoanalisi
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Originariamente postato da ikaro78
La psicoanalisi, al contrario, mira a far sì che il soggetto arrivi a decifrare il testo inconscio del suo lamento, accettando che il suo sintomo è determinato a sua insaputa da un desiderio al di là dell'Io.
ikaro [/B]
Non sarebbe il titolo del thread ma visto che si parla in termini profondi della psicoanalisi voglio fornire in sintesi il mio contributo...
Bella frase Ikaro. Mi chiedo, ma questo è possibile ?...credi realmente che un soggetto possa arrivare a comprendere il proprio inconscio grazie all' intervento ed alle interpretazioni del suo analista?...ti fornisco un altra metafora...in base ad un lungo lavoro analista e paziente arrivano a costruire una mappa dell' incoscio...che è una delle molteplici rappresentazioni della realtà ...o un' arco di circuito come amava definirlo Bateson... .
Una pura digitalizzazione dell' incoscio....che ovviamente sarebbe cambiata se avessi optato per un altro analista....una sorta di grande razionalizzazione...per riprendere un meccanismo di difesa freudiano...alla quale lavorano e credono sia paziente che psicoanalista...
la psicoanalisi è questo...una grande razionalizzazione dell' incoscio...un' interpretazione...un' illusione che utilizzo per gestire meglio i momenti bui del divenire...
Altre scuole di pensiero pensano che il complesso mondo dell' inconcio non sia comprensibile e si occupano più direttamente della produzione di un cambiamento piuttosto che di una costruzione di un sentiero dentro un mondo vasto, selvaggio, ed incomprensibile.
La digitalizzazione delle emozioni...come misurare le onde del mare con un righello...
Rubens
Re: sull' illusione della psicoanalisi
OT:non riesco a cancellare il messaggio scusate
Re: sull' illusione della psicoanalisi
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Originariamente postato da wrubens
Non sarebbe il titolo del thread ma visto che si parla in termini profondi della psicoanalisi voglio fornire in sintesi il mio contributo...
Bella frase Ikaro. Mi chiedo, ma questo è possibile ?...credi realmente che un soggetto possa arrivare a comprendere il proprio inconscio grazie all' intervento ed alle interpretazioni del suo analista?...ti fornisco un altra metafora...in base ad un lungo lavoro analista e paziente arrivano a costruire una mappa dell' incoscio...che è una delle molteplici rappresentazioni della realtà ...o un' arco di circuito come amava definirlo Bateson... .
Una pura digitalizzazione dell' incoscio....che ovviamente sarebbe cambiata se avessi optato per un altro analista....una sorta di grande razionalizzazione...per riprendere un meccanismo di difesa freudiano...alla quale lavorano e credono sia paziente che psicoanalista...
la psicoanalisi è questo...una grande razionalizzazione dell' incoscio...un' interpretazione...un' illusione che utilizzo per gestire meglio i momenti bui del divenire...
Altre scuole di pensiero pensano che il complesso mondo dell' inconcio non sia comprensibile e si occupano più direttamente della produzione di un cambiamento piuttosto che di una costruzione di un sentiero dentro un mondo vasto, selvaggio, ed incomprensibile.
La digitalizzazione delle emozioni...come misurare le onde del mare con un righello...
Rubens
Perchè dici "vasto", "selvaggio" ed "incomprensibile" ?
Secondo Lacan, ad esempio, è il contrario: "l'inconscio è strutturato come un linguaggio", e come tale decifrabile.
Mi preme, piuttosto, sottolineare che il paziente in analisi è in realtà "analizzante" e non "analizzato", quella che tu chiami "interpretazione" non è quindi dell'analista. E in ogni caso l’analisi è 1 ritorno al desiderio che abita il soggetto, e non 1 suo addomesticamento, così come lo intendi tu. Quanto alla psicoanalisi come meccanismo di difesa credo sia 1 metafora del tutto fuori luogo, a meno che tu non voglia dire che ogni processo di conoscenza (non solo psicoanalitico) sia 1 meccanismo di difesa della razionalizzazione? Ma in ogni caso, non si tratterebbe comunque di 1 meccanismo di difesa, o almeno non psicoanaliticamente inteso.
Saluti,
ikaro
P.S. La digitalizzazione delle emozioni, se esiste, è tipica di altre scuole di pensiero.
Re: sull' illusione della psicoanalisi
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Originariamente postato da wrubens
Non sarebbe il titolo del thread ma visto che si parla in termini profondi della psicoanalisi voglio fornire in sintesi il mio contributo...
Bella frase Ikaro. Mi chiedo, ma questo è possibile ?...credi realmente che un soggetto possa arrivare a comprendere il proprio inconscio grazie all' intervento ed alle interpretazioni del suo analista?...ti fornisco un altra metafora...in base ad un lungo lavoro analista e paziente arrivano a costruire una mappa dell' incoscio...che è una delle molteplici rappresentazioni della realtà ...o un' arco di circuito come amava definirlo Bateson... .
Una pura digitalizzazione dell' incoscio....che ovviamente sarebbe cambiata se avessi optato per un altro analista....una sorta di grande razionalizzazione...per riprendere un meccanismo di difesa freudiano...alla quale lavorano e credono sia paziente che psicoanalista...
la psicoanalisi è questo...una grande razionalizzazione dell' incoscio...un' interpretazione...un' illusione che utilizzo per gestire meglio i momenti bui del divenire...
Altre scuole di pensiero pensano che il complesso mondo dell' inconcio non sia comprensibile e si occupano più direttamente della produzione di un cambiamento piuttosto che di una costruzione di un sentiero dentro un mondo vasto, selvaggio, ed incomprensibile.
La digitalizzazione delle emozioni...come misurare le onde del mare con un righello...
Rubens
Pensavo fosse un refuso ed invece pare essere piuttosto un "diffuso". Si scrive inconscio e non incoscio... è difficile pensare di conoscere qualcosa e ritenere di poter argomentare su temi complessi che non si sa neanche scrivere, non credi?
Per Pedrita:
Sono totalmente d'accordo con te, in bocca al lupo!:30:
Re: sull' illusione della psicoanalisi
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Originariamente postato da wrubens
Bella frase Ikaro. Mi chiedo, ma questo è possibile ?...credi realmente che un soggetto possa arrivare a comprendere il proprio inconscio grazie all' intervento ed alle interpretazioni del suo analista?...ti fornisco un altra metafora...in base ad un lungo lavoro analista e paziente arrivano a costruire una mappa dell' incoscio...che è una delle molteplici rappresentazioni della realtà ...o un' arco di circuito come amava definirlo Bateson... .
Perchè tu invece di cosa campi?
Una delle molteplici rappresentazioni della realtà contiene almeno una parte di essa... è l'unico modo che abbiamo se non sbaglio... e non è che se ne possa fare a meno, concordi?
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Originariamente postato da wrubens
Una pura digitalizzazione dell' incoscio....che ovviamente sarebbe cambiata se avessi optato per un altro analista....
quindi? a parte che certi aspetti dell'inconscio sono abbastanza ripetitivi e conoscibili, a prescindere dall'analista rimangono quel che sono... e comunque, avere una rappresentazione dell'inconscio equivale ad appropriarsi di una parte della nostra realtà quantomeno...
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Originariamente postato da wrubens
una sorta di grande razionalizzazione...per riprendere un meccanismo di difesa freudiano...alla quale lavorano e credono sia paziente che psicoanalista...
la psicoanalisi è questo...una grande razionalizzazione dell' incoscio...un' interpretazione...un' illusione che utilizzo per gestire meglio i momenti bui del divenire...
Wrubens, in questa prospettiva anche tutto quello che sai tu è una pura illusione, personalmente non credo che questa sia la parola adatta poi... io parlerei invece di costruzione casomai... tutta la tua mente è una costruzione ma non vuol dire che non sia reale... così io credo che la psicoanalisi sia il metodo per costruirsi, per crescere... questo non significa che ci si inventa insieme all'analista... il metodo è comunque modellato sulle potenzialità innate dell'uomo...
...non mangio libri a colazione io ma penso di essermi spiegato...
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Originariamente postato da wrubens
Altre scuole di pensiero pensano che il complesso mondo dell' inconcio non sia comprensibile e si occupano più direttamente della produzione di un cambiamento piuttosto che di una costruzione di un sentiero dentro un mondo vasto, selvaggio, ed incomprensibile.
Personalmente credo che sia importante trovare un'equilibrio tra queste due modalità di far fronte ai propri disagi... l'analisi è certamente il modo più dignitoso di affrontarsi, è crescita, è difficile e non offre scorciatoie... d'altro canto penso anche che certe strade siano troppo lunghe e bisogna fare un bilancio, perchè la vita non è così lunga... quindi credo che in certi casi, un'intervento di tipo cognitivo-comportamentale, ad esempio, potrebbe essere la scelta più giusta... ma queste forme di terapia sono spesso diseducative secondo me in quanto tendono a trascurare e a far trascurare completamente le ragioni dei nostri disagi.
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Originariamente postato da wrubens
La digitalizzazione delle emozioni...come misurare le onde del mare con un righello...
...credo che questa metafora non sia poi così corretta... ad una "digitalizzazione" dell'inconscio corrisponde una trasformazione\elaborazione dell'analogico... o no?