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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
La prevenzione e'...sarebbe...basilare in ogni aspetto dell'individuo e della societa'.
Strutture antisismiche potrebbero prevenire decessi e danni, una dieta bilancata e esercizio fisico ridurrebbero l'incidenza di malattie cardiovas. e tumori.
Informare sulla salute mentale e normalizzare alcuni aspetti del disagio (un attacco di panico non e' indice di follia e non uccide, i pensieri ossessivi sono comunissimi, sentirsi depressi non equivale ad un esaurimento nervoso e non e' indice di fallimento esistenziale) potrebbe ridurre l'abuso di psicofarmaci e l'abuso di sostanze (droghe e alcol).
Non contando le differenze sulla qualita' della vita: immaginate il contrast tra un individuo in grado di comprendere e normalizzare il proprio disagio a paragone di un'altro che lo interpreta come un segno di pazzia o di crollo psichico.
Certo che fin quando i fantomatici esperti vanno da Vespa a parlare di raptus.........
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beh, quell'esperto ha tenuto un corso sulle resistenze al cambiamento ( di lavoro) anche agli impiegati di una compagnia di assicurazioni, e qualcuno gli ha risposto ridendo: "Beh, con le paghe che ci date per fare migliaia di chilometri di macchina, te credo che resistiamo agli spostamenti e ai cambiamenti! Il cambiamento fatelo economico!":P
Veramente arguti.:))
Comunque è vero, la prevenzione è una cosa meritevole, bisognerebbe capire però dal perchè ci sono migliaia di genitori che se ne fregano, e perchè prima il problema non c'era, o almeno era più raro.
Perchè, i genitori sono diventati la causa?
Fare prevenzione lavorando sui genitori: anche quello mette qualche dubbio, guardate che i nostri figli oggi sono molto autodeterminati, e guardano più fuori, che dentro la famiglia.
La psicoanalisi ti insegna che c'è una componente caratteriale, individuale, che il tuo benessere o malessere non è colpa della società e delle istituzioni educative.
Invece la prevenzione dà un sacco di sensi di colpa a mamme e babbi. Come mai?
Si rischia di rendere la società fobica, ed è vero, succede, i genitori sono tutti iperstressati, una volta mandavano per la strada i figlioli, evia, erano più sani.
Che colpa ne ha un genitore se un figlio gli viene obeso, sarà stato un genitore mediocre, punto, come duemila altri.
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E' che talvolta, quando qualcuno di voi viene a tenere corsi a noi lavoratori, suscita un sacco di resistenze: esempio, quella ragazzina di vent'anni che venne a dirci che se un alunno con problemi si dondolava attaccato al lampadario ( succede anche questo:asd:) l'insegnante doveva invitare tutta la classe a ringraziarlo per lo show, e quell'altra che disse che su un ragazzino abbaiava come un cane sotto il banco, insegnante e compagni dovevano tutti mettersi a fare bau e cogliere l'occasione per una lezione di Etologia animale, alla Mainardi:asd:
E' ovvio che l'uditorio si piegava in due e tutti gli insegnanti erano sotto le sedie ad ululare di nascosto:zott:
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Comunque è vero che l'individuo raggiunge la sua coscienza, ma poi questo porta a una modifica consapevole, non forzata.
Autodeterminazione, siamo alla religione, va beh, sono tornata un passo indietro, chiedo venia.
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Prima c'era ignoranza (nel senso di non sapere). Ora c'è ignoranza (nel senso di non voler sapere).
Non è che il tumore e i problemi cardio circolatori lo hanno inventato i ricercatori. Qualcuno ha scoperto che c'era una correlazione con il fumo e piano piano si è capito che fumare fa male. Qualcuno si è accorto che ll'alimentazione è importante per la salute e per la prevenzione di tanti problemi di salute. Si è sempre saputo che l'educazione è importante nello sviluppo della personalità e degli schemi comportamentali, e qualcuno lo ha voluto dimostrare preoccupandosi di raccogliere dati statistici. Quindi ora se non si accettano questi dati è solo per non voler cambiare, perchè, come dicevo, implica il fatto di assumersi responsabilità, mettersi in discussione e impegnarsi. Poi se uno si vuole farsi male è un problema suo (ma anche degli altri se ci pensiamo, che poi devono pagare le sue terapie). Ma almeno lasciamo la libertà a chi si occupa di una disciplina di evidenziare queste correlazioni e se poi ci si accorgesse dell'importanza della prevenzione, lasciamo che l'informazione circoli.
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crazy'njoy
Prima c'era ignoranza (nel senso di non sapere). Ora c'è ignoranza (nel senso di non voler sapere).
Non è che il tumore e i problemi cardio circolatori lo hanno inventato i ricercatori. Qualcuno ha scoperto che c'era una correlazione con il fumo e piano piano si è capito che fumare fa male. Qualcuno si è accorto che ll'alimentazione è importante per la salute e per la prevenzione di tanti problemi di salute. Si è sempre saputo che l'educazione è importante nello sviluppo della personalità e degli schemi comportamentali, e qualcuno lo ha voluto dimostrare preoccupandosi di raccogliere dati statistici. Quindi ora se non si accettano questi dati è solo per non voler cambiare, perchè, come dicevo, implica il fatto di assumersi responsabilità, mettersi in discussione e impegnarsi. Poi se uno si vuole farsi male è un problema suo (ma anche degli altri se ci pensiamo, che poi devono pagare le sue terapie). Ma almeno lasciamo la libertà a chi si occupa di una disciplina di evidenziare queste correlazioni e se poi ci si accorgesse dell'importanza della prevenzione, lasciamo che l'informazione circoli.
Perchè non andate a fare prevenzione sulle guerre e i genocidi, prevenzione sugli estremismi religiosi, prevenzione sulla discriminazione femminile nel mondo islamico?
Prevenzione sulle ingiustizie nel mondo, sul controllo del petrolio e delle fonti energetiche?
Sull'ambiente?
Mi sembrano temi assai importanti, quanto fumarsi una sigaretta in santa pace.
Non lo so, è una provocazione, però io vedo che ci si orienta molto sulle pinzillacchere, ma è un'impressione.
Prevenzione sul rispetto dei diritti umani, sul rispetto degli individui ecc,
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Sembrate pienamente calati nel ruolo di servitori di una società, che poi è una società che fa acqua da tutte le parti.
Andate a fare magari prevenzione sull'abuso di alcool, sui rischi che comporta l'alcool,che si sapevano già, perchè la cirrosi, voglio dire, la conosceva anche mio nonno, e che da ubriachi si può cadere in un burrone o picchiare a sangue la moglie, lo sanno tutti fin dalla notte dei tempi,senza indagare sulle cause che portano le persone ad alcoolizzarsi.
Questo appare.
Andate a lavorare per le aziende, per formare i manager, per insegnar loro le tecniche su come essere più aggressivi ed efficienti, e non andate a dir loro che licenziando la gente la mettono in mezzo alla strada a morire di fame.
Questo appare.
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Prevenzione sul rispetto dei diritti umani, sul rispetto degli individui... mi sembra una buona idea !
è una cosa che può fare lo psicologo. Si fa nelle scuole. Io l'ho fatto. Si tratta di educazione affettiva, prevenzione del bullismo... tutte cose importanti per cambiare la società. è difficile ampliarla alla società perchè i cambiamenti culturali sono lenti, ma pian piano arrivano. è importante iniziare dai bambini e coinvolgere famiglie e insegnanti. Ma si può fare. è una cosa che diverte bambini e maestre, non appesantisce nessuno, anzi. e i vantaggi si vedono da subito. :approved:
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Anche la prevenzione dalle dipendenze è una possibile forma di prevenzione di cui si può occupare lo psicologo. :approved:
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Io intendo invece occuparmi di prevenzione del disagio in gravidanza e nel post-parto e prevenzione del disagio in ambito lavorativo.....tutti ambiti di intervento dello psicologo! :)
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Alessya79
Io intendo invece occuparmi di prevenzione del disagio in gravidanza e nel post-parto e prevenzione del disagio in ambito lavorativo.....tutti ambiti di intervento dello psicologo! :)
molto interessante. a suo tempo qua in uk ci si era occupati di salute mentale pre e post parto partendo dagli aspetti di prevenzione e contenimento per evitare che tutti i casi di depressione post parto finissero in terapia (psicologica e/o farmacologica).
Investendo nella slaute mentale dei genitori/adre si potrebbe davvero alimentare il benessere del 'sistema famiglia'.
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Concordo Axamer, anzi a volte si sottovaluta il disagio del padre, correlato a quello materno, che nasce dalla difficoltà di ridefinizione della propria identità, che inevitabilmente cambia, come accade anche nella donna d'altronde, ma spesso questo processo è tortuoso, non lineare ed inaccettato...
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Alessya79
Concordo Axamer, anzi a volte si sottovaluta il disagio del padre, correlato a quello materno, che nasce dalla difficoltà di ridefinizione della propria identità, che inevitabilmente cambia, come accade anche nella donna d'altronde, ma spesso questo processo è tortuoso, non lineare ed inaccettato...
verissimo. spesso negli interventi di aiuto il padre non esiste. Molto bella l'idea di intervento anche solo educativo per i padri
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E' l'uomo che fa la società, e non la società che fa l'uomo, bisogna superare questo, e tornare a un nuovo Umanesimo, e per far questo bisogna lavorare sull'essere umano, le società muoiono una dietro l'altra appena salta l'equilibrio tra le forze che le tengono insieme.
E quindi niente condizionamenti affinchè si adegui alla società, e magari la società lo cambi in maniera irreversibile.
Questo è un imperativo.:)
Ciao!
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"E' l'uomo che fa la società, e non la società che fa l'uomo"
Questo è uno dei misteriori concetti umani che in qualisiasi direzione li prendi sbagli. Negare il ruolo dell'altro nella genesi individuale è parimenti sbagliato a negare il ruolo dell'individualità nelle libere scelte. Fare la svizzera e dire che sono entrambi giusti è disonesto intellettualmente...
bel rebus!
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Beh, in ogni caso si può lavorare su due fronti:
Lavorare con i singoli ed i piccoli gruppi, per contribuire ad un cambiamento epidemico della società e fare informazione per operare macrocambiamenti finalizzati al benessere di ogni individuo, che nella società vive. Una cosa rafforza l'altra.
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[QUOTE=Axamer Ibk;2624995]verissimo. spesso negli interventi di aiuto il padre non esiste. Molto bella l'idea di intervento anche solo educativo per i padri[/QUOTE
Grazie :) Mi sembra un intervento molto utile per le famiglie e spero davvero di avere riscontri quando inizierò :)
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Alessya79
Grazie :) Mi sembra un intervento molto utile per le famiglie e spero davvero di avere riscontri quando inizierò :)
Purtroppo quando ci avevo lavorato io l'intervento era solo sulle madri. L'intervento era creato in diverse fasi a seconda dei bisogni dell'individuo. Alcune si sono fermate alla fase prevenzione/normalizzazione/aspetto sociale di incontrare altre mamme mentre altre hanno ricevuto interventi psicologici/terapeutici di diversa intensità.
Il tutto con collaborazione stretta tra ostetriche, Health Visitors (ostetriche che seguono madre/bimbo post parto), laureati in psicologia e psicoterapeuti
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complicata
E' che talvolta, quando qualcuno di voi viene a tenere corsi a noi lavoratori, suscita un sacco di resistenze: esempio, quella ragazzina di vent'anni che venne a dirci che se un alunno con problemi si dondolava attaccato al lampadario ( succede anche questo:asd:) l'insegnante doveva invitare tutta la classe a ringraziarlo per lo show
si come hai detto bene le resistenze sono vostre: ammesso che quello che hai detto tu sia un resoconto esatto di ciò che ha detto la psicologa, quando ha detto di "ringraziare un ragazzino per lo show quando si attacca al lampadario", probabilmente intendeva dire che un comportamento "bizzarro" e spesso deriso in realtà è una richiesta di aiuto, è l'espressione di un bisogno di essere visti, riconosciuti, apprezzati e quindi se un bambino fa qualcosa per mettersi in mostra e lo si deride e stigmatizza, gli altri bambini lo prenderanno come bersagio da prendere in giro per tutta la vita, invece se l'insegnante in qualche modo "dualizza" (termine psicoanalitico) quel comportamento forse può creare le basi per renderlo normale, "normalizzarlo"
Citazione:
e quell'altra che disse che su un ragazzino abbaiava come un cane sotto il banco, insegnante e compagni dovevano tutti mettersi a fare bau e cogliere l'occasione per una lezione di Etologia animale, alla Mainardi:asd
c'è un racconto ebraico che dice esattamente la stessa cosa (invece dell'insegnante nel racconto c'è un "guaritore"), lo conosco perché era riportato su un libro di un'importante psicoanalista italiana.
A volte capita che gli insegnanti (magari esperti) vedano i "giovani psicologi sbarbatelli" come degli intrusi che vogliono insegnar il loro come si fa il proprio lavoro, quando invece dovrebbero essere considerati come una risorsa importante.
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Dunque, il resoconto era sommario, ma esatto, tra l'altro postai un racconto più dettagliato nel mio blog: si riferiva a tecniche di terapia breve strategica da utilizzare eventualmente anche nella gestione della classe.
Poi io ho avuto a che ridire anche col mio psy, che è il contrario dello strategico, quando mi suggerì che una tecnica per placare una classe di gente rabbiosa che cambiava i posti e spostava i banchi come gli pareva tutti i giorni, poteva essere quella di dir loro di buttare pure all'aria tutto,banchi, sedie, cattedre, armadi, mettersi a sedere dove loro pareva, anche per la terra, purchè dopo 20 minuti si facesse lezione, sdraiati, seduti, sbracati,non importa come.:asd:
Un terno al lotto, poteva succedere di tutto!
Non ci fu bisogno, per carità, di arrivare a questi estremi, ma io ero veramente sconvolta da sti suggerimenti paradossali.
Risorse va bene, ma le rivoluzioni devono tener conto anche dei Dirigenti, dei colleghi, voglio dire.
Allora anche noi insegnanti abbiamo il diritto di non adattarci alla società. eh!!
E poi non siamo in un ambulatorio di psicoterapia.
Ma quante contraddizioni.
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Voglio dire, le proposte che vengono portate devono essere giudicate fattibili, e per giudicarle fattibili, bisogna che lo psicologo venga in classe e le attui di persona:
Noi diventiamo osservatori, e vediamo come voi riuscite ad applicare determinati principii.
Io ho visto lasciar sole in una classe una neuropsichiatra e una psicologa, e poi le ho viste uscire dicendo: "ma questa è una giungla, è stato difficile, bla bla bla, non ce la facevamo.."
Allora?
Aneddoti ne ho tanti, guarda, in vent'anni e due ordini di scuola ne avrò viste situazioni? anche da ridere, se vuoi?
Mettiamoci un po' nei panni altrui, giù:)
Ah, per i mod, sono semiseria, non polemizzo con Johnny, siamo amici da diverso tempo:)
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ad ogni modo la situazione scolastica è talmente complessa e variegata, che un esterno, da fuori, non può capirla,non ci piove.
O venite a lavorarci dentro, ed entrate nelle classi, e vedete, e guardate, e siete operativi, noi facciamo gli insegnanti ed educatori generici per situazioni normali, e voi fate il sostegno, a noi e ai ragazzi, ma lì, sul campo, e non chiusi negli uffici, o altrimenti non funziona.
I corsi a noi non servono, noi siamo pagati per insegnare una materia scolastica e poco altro, mi spiace.
Fine ot.
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complicata
ad ogni modo la situazione scolastica è talmente complessa e variegata, che un esterno, da fuori, non può capirla,non ci piove.
Fine ot.
Giusto. Le teorie (prendi Montessori e poi il costruttivismo) nascono dall'osservazione. Poi, siccome c'è sempre qualcuno che non ci crede, occorre fare la sperimentazione e raccogliere i dati statistici. Poi però non va bene, perchè le teorie supportate dalle sperimentazioni non possono cogliere le peculiarità.
Ok, e se uno viene in classe e vi dice come rendere pratica efficace le teorie in quel contesto ? vi va bene?
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complicata
noi facciamo gli insegnanti ed educatori generici per situazioni normali, e voi fate il sostegno, a noi e ai ragazzi...
Fine ot.
Mi viene il vomito !
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Ci va bene, funziona, io insegno e lui fa il cane-lupo.
Funzionava benissimo quando ero in compresenza con un collega, questa dinamica, io la mamma, e insegnavo, lui il babbo e badava al gregge.:approved:
Erano così felici...:P
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[QUOTE=complicata;2625354 noi siamo pagati per insegnare una materia scolastica e poco altro, mi spiace.
.[/QUOTE]
Mi auguro che tu non creda alle tue parole. Stai sostenendo il contrario di quello che hai detto fin'ora. Se un insegnante la pensa così vuol dire che non ha idea di come funzioni l'apprendimento, riceverà solo frustrazioni dal processo di insegnamento, ma tanto attribuirà ogni problema all'alunno.. "è fatto così"... dirà.
Questo è il motivo per cui gli psicologi nelle scuole sarebbero NECESSARI ! Non puoi pensare che l'insegnamento sia un processo passivo di nozioni. Mi viene da piangere. Sono stati buttati all'aria decenni di cultura.
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crazy'njoy
Mi viene il vomito !
e nun vomità, è un sintomo!IHIH:))))
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ascolta, crazy, non penserai che io non conosca tutti i papier sui processi di apprendimento:))
E dove le metti le situazioni familiari?
Che c'entra l'apprendimento con questo?
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complicata
ascolta, crazy, non penserai che io non conosca tutti i papier sui processi di apprendimento:))
E dove le metti le situazioni familiari?
Che c'entra l'apprendimento con questo?
Lo vedi che servirebbero i corsi?
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I corsi a chi?
Chi ti ci viene ai corsi, crazy?
Li vai a prendere a casa, i corsisti?magari genitori, forse ci vengono se tieni un corso su come far diventare i figli bravi calciatori e allenatori di pallone, e le figlie veline e concorrenti al Grande fratello.
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complicata
I corsi a chi?
Chi ti ci viene ai corsi, crazy?
Li vai a prendere a casa, i corsisti?magari genitori, forse ci vengono se tieni un corso su come far diventare i figli bravi calciatori e allenatori di pallone, e le figlie veline e concorrenti al Grande fratello.
Tristemente ti devo dar ragione. Ora gli obiettivi e i valori sono molto bassi.
Purtroppo ai corsi ci viene solo chi ne ha meno bisogno, chi intende essere più efficace nel proprio ruolo, di genitore o insegnante. Gli altri, quelli che hanno più difficoltà nel gestire le relazioni, preferiscono attribuire la loro difficoltà ai genitori nel caso della scuola ed alla famiglia nel caso dei genitori (è sempre colpa degli altri, sono gli altri ad essere inefficaci). Alla fine finisce sempre che è colpa del bambino, ma non cambia niente. Si avvelenano genitori, insegnanti e bambino.
è proprio quel processo di selezione di cui parlavo. Costante della scuola.
Forse forse, mettersi in discussione e cercare nuovi metodi... no?
Poi ci sono dei casi in cui non si è ancora pronti al cambiamento. E in quel caso io mi arrendo. Ci vorrebbe un lavoro a tu per tu.
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ohi, mi ci si sono intristita pure io in questo thread, il che è tutto dire.
Comunque non è tutto così, ci sono delle situazioni più serie e meno serie, diciamo che a noi quello che mette più in difficoltà è colloquiare con genitori che chiedono a noi, "ma che devo fare?"
Certamente è difficile rispondere, viene spontaneo dire "E' tuo figlio, se non lo sai tu..."
E' naturale.
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complicata
diciamo che a noi quello che mette più in difficoltà è colloquiare con genitori che chiedono a noi, "ma che devo fare?"
è già un buon punto di partenza, di solito quelli con cui ho a che fare io vengono a dirmi cosa dobbiamo e non dobbiamo fare noi insegnanti perchè manco a morire sono disposti a mettersi in discussione in prima persona!
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È UN classico ! i genitori dicono che è colpa della scuola, la scuola dice che è colpa della famiglia e il bambino dice che non è colpa sua (ai genitori dice che è colpa della scuola e così via). Sono difese. A nessuno piace essere colpevolizzato, ne come genitori nè come insegnanti. Il punto di partenza dovrebbe essere proprio quello di uscire dalla reciproca colpevolizzazione e cercare una comprensione delle dinamiche che rafforzano il problema e dalla condivisione degli obiettivi. Un lavoro complesso e impossibile se non c'è collaborazione. Insegnanti molto bravi ci provano ma non ci riescono, altri non ci riescono... Avere un esperto che ti aiuta non solo ad attribuire le cause, ma anche e soprattutto a decidere come fare, è una risorsa. Poi non è che lo psicologo ha la bacchetta magica, ma dovrebbe essere un esperto di processi cognitivi di apprendimento, relazioni, sviluppo della personalità, comportamento, emozioni, motivazioni, atteggiamenti, funzionamento cognitivo... Tutte cose che si trovano a gestire insegnanti e genitori, quindi avere qualcuno che ti da informazioni dovrebbe essere utile. L'importante è non darle - e non prenderle - come accuse. Se si ha paura di scoprire di aver fatto degli errori non si migliorerà mai.
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
Il problema pratico e non teorico, è quello di investirci dei soldi, nella scuola, ma non in progetti, ma in risorse umane, nel personale.
Poichè ritengo che il fattore educativo e formativo della persona nella sua interezza, venga prima del fattore degli apprendimenti come dire cognitivi, bisogna sopperire a carenze maggiori, nella nostra società che propone modelli di un certo tipo.
Se le famiglie non recepiscono più che imparare la matematica, l'italiano o l'inglese servirà ai propri figli, che imparare a imparare è importante, che le nozioni tutto sommato serviranno a qualcosa, e purtroppo è difficile fare un discorso del genere, perchè guadagna più un muratore e un elettricista albanese analfabeta, o un pizzaiolo romeno analfabeta, di un ingegnere italiano, ( ammesso che l'ingegnere trovi occupazione), bisogna cambiare qualche altra cosa, il sistema dei valori.
Prima l'istruzione serviva, era strumento di riscatto, ora non si sa.
Io li capisco, i genitori che se ne fregano della scuola.
Meno capisco chi se ne frega di come sta venendo su un figliuolo dal punto di vista umano, ma comunque..
se si vuole un'istituzione educativa, bisogna sopperire alle carenze di valori che vengono inculcati, e senza risorse umane, senza esempi, è impossibile.
Non ci crediamo più neanche noi, che sia importante il rispetto, il rispetto della legalità, il rispetto degli altri, la convivenza civile..
I ragazzi ce lo contestano, salvo emozionarsi e piangere di fronte a un film sulle violenze dei nazisti e sugli ebrei buttati nei campi di concentramento, perchè gli viene paura e si identificano, e ci tocca soccorrerli.
come si fa?
ma chi lo rispetta un'insegnante che insegna poesie, ti fanno, senta, ma a me a cosa servono?
Scusi, ma lei ci mangia, con le poesie?
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Oggi devi imparare a vendere, vendere, e venderti, anche la scuola si vende, figurati, si pubblicizza!
pubbliciziamo le offerte formative, e per questo ce l'ho con l'americanizzazione delle cose, pure gli psicologi si vendono, sembrano aziende, ditte!
Non direte che non è vero.
Questo è il male della società nostra, il DENARO, la cosiddetta utenza, il mercato!
Se ci si mettono anche gli psy, si sta freschi! Ti vendo la felicità! Cavolo, quanto costare?:)
La felicità è andare in perenne vacanza alle Maldive, oppure, la felicità è zappare l'orto di casa. Quale delle due mi vendi?BOh?:)
Siamo tutti commercianti di noi stessi, come se il sapere e i valori di un'esistenza avessero una consistenza in denaro..bah.
Per capire la scuola oggi, consiglio a chi volesse vederla non da un punto di vista psicologico, (ma anche, se vogliamo), un libro di Paola Mastrocola, "La scuola raccontata al mio cane", quello è un buon punto di vista.
Ciao!
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Ok, dopo aver discettato dei vari problemi della scuola, tornate in topic.
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complicata
Il problema pratico e non teorico, è quello di investirci dei soldi, nella scuola, ma non in progetti, ma in risorse umane, nel personale.
Poichè ritengo che il fattore educativo e formativo della persona nella sua interezza, venga prima del fattore degli apprendimenti come dire cognitivi, bisogna sopperire a carenze maggiori, nella nostra società che propone modelli di un certo tipo.
Se le famiglie non recepiscono più che imparare la matematica, l'italiano o l'inglese servirà ai propri figli, che imparare a imparare è importante, che le nozioni tutto sommato serviranno a qualcosa, e purtroppo è difficile fare un discorso del genere, perchè guadagna più un muratore e un elettricista albanese analfabeta, o un pizzaiolo romeno analfabeta, di un ingegnere italiano, ( ammesso che l'ingegnere trovi occupazione), bisogna cambiare qualche altra cosa, il sistema dei valori.
Prima l'istruzione serviva, era strumento di riscatto, ora non si sa.
Io li capisco, i genitori che se ne fregano della scuola.
Meno capisco chi se ne frega di come sta venendo su un figliuolo dal punto di vista umano, ma comunque..
se si vuole un'istituzione educativa, bisogna sopperire alle carenze di valori che vengono inculcati, e senza risorse umane, senza esempi, è impossibile.
Non ci crediamo più neanche noi, che sia importante il rispetto, il rispetto della legalità, il rispetto degli altri, la convivenza civile..
I ragazzi ce lo contestano, salvo emozionarsi e piangere di fronte a un film sulle violenze dei nazisti e sugli ebrei buttati nei campi di concentramento, perchè gli viene paura e si identificano, e ci tocca soccorrerli.
come si fa?
ma chi lo rispetta un'insegnante che insegna poesie, ti fanno, senta, ma a me a cosa servono?
Scusi, ma lei ci mangia, con le poesie?
Non sono proprio O.T., voglio parlare di psicologia dell'educazione.
Per sopperire a questo vuoto occorrerebbe adottare un approccio pedagogico orientato ad un ottica più esistenzialista, più umanistica, che veda il processo di apprendimento non come un'acquisizione passiva di saperi dall'alto del docente verso il basso dell'alunno, ma come un'esercizio a costruire il proprio senso della vita, circa se stessi e circa il mondo, i propri desideri più autentici... Non ci crederai ma ti seguo in questo discorso. Mi devo preoccupare ?:P .
Non ci crederai ma sono arrivato a queste considerazioni a partire da Seligman, che dice che siamo realmente felici se siamo realmente autentici (sintetizzando moolto un concetto più ampio), e incrociando questo con un libro di Furio Pesci ("educazione senza vittime").
Insomma, è vero, l'educazione dovrebbe trasmettere dei modi e delle abitudini di apprendimento. Uno dei mali di questa società è che manca totalmente la capacità di critica nei processi di apprendimento. Forse solo io mi sto capendo in quello che dico, ma la sostanza è questa:
lo psicologo nella scuola potrebbe funzionare e si dovrebbe partire da queste resistenze e perplessità per costruire insieme delle modalità di prevenzione veramente efficaci.
Ma adesso se vado d'accordo con Complicata, come si fa ?
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Intanto, in questi anni c'è stata la fretta di offrir loro di tutto, una quantità sterminata di nozioni, e di materie, e di educazioni,e di attività supplementari, a cascata e precocemente.
Si è privilegiato la quantità, la varietà!
Non c'è il tempo nè la possibilità di capire cosa piace, cosa non piace, in questo marasma di proposte, troppo caos nella scuola.:)
Magari gli psicologi potrebbero anche dare delle indicazioni più chiare ai carrozzoni della politica.
Non so se sei d'accordo su questo.
Meglio la quantità o meglio la qualità?
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DreamOfSheep
Ok, dopo aver discettato dei vari problemi della scuola, tornate in topic.
Cosa può fare uno psicologo?
Aiutare la gente a credere in se stessa, e così, a essere autentica, vera.