Originalmente inviato da
Dasavivi
Comunque, sempre per parlare di dati di fatto, cosi' è commentata la notizia all'estero.
Dal sito Internazionale.it
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La stampa internazionale commenta i risultati delle elezioni politiche italiane.
"Silvio Berlusconi torna al potere, e con una maggioranza sufficiente a non fare la fine dell'ultimo governo Prodi", scrive El País, secondo il quale "il leader della destra ha ormai 71 anni e tre governi sulle spalle. Sarebbe consolatorio pensare che questo lo convincerà a non riproporre i suoi sforzi per salvare dal carcere sé e i suoi amici e mantenere i suoi privilegi".
Per El Mundo "la sinistra ha pagato le sue divisioni e la pochezza dei suoi risultati al governo. Veltroni ha raccolto un risultato dignitoso, ma il suo azzardo di correre da solo lo ha condannato alla sconfitta e ha cancellato la sinistra radicale".
Il New York Times si chiede "se gli italiani abbiano votato Berlusconi per fiducia o come il minore dei mali, dopo due anni d'immobilismo del frammentato centrosinistra. In un momento di bassa autostima nazionale l'Italia ha scelto un uomo le cui commedie, gli scandali e i capelli sempre più folti funzionano davanti alle telecamere".
Secondo Le Figaro, "Berlusconi è sopravvissuto ai magistrati, ai fracassi in economia e anche al ridicolo, ed è sempre più il dominatore incontrastato del suo schieramento. La sconfitta del 2006 sembrava la fine della sua corsa ma gli ha messo la voglia di rivincita".
Le Monde è uno dei pochi a notare il tonfo della Sinistra Arcobaleno: "La sinistra radicale, vittima della semplificazione e del voto utile come tutti gli altri partitini italiani, non aveva mai conosciuto una sconfitta così dura da inquietare persino i suoi avversari. Pier Ferdinando Casini si è detto infatti preoccupato che una parte del paese non sia più rappresentata in parlamento".
Il Guardian, infine, si consola con lo scarso entusiasmo generale: "Berlusconi ha preso il potere senza le aspettative che hanno accompagnato i suoi precedenti mandati. Forse un giorno i problemi dell'Italia diventeranno così evidenti che destra e sinistra saranno costrette a formare una coalizione per affrontarli".