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Zuccherina
Scusate ma voi dovreste(credo proprio di si) avere degli strumenti di cui altre professioni non possono fare uso....o no?Allora quali sono le lamentele se le cose stanno così....o è vietato ad altri persino di colloquiare con potenziali utenti?Cioè se questi strumenti utilizzati sono a conoscenza dell'utente(cioè io, persona comune, so che lo psicologo solitam. usa questo e quello)allora è una preferenza dell'utente dirigersi verso altre figure...che "rispecchiano" più il suo punto di vista!
Ho un dubbio?ma nel mondo reale ci vivo solo io? l'utenza non conosce le differenze, la maggior parte delle persone non conosce neanche la differenza tra psicologo e psichiatra. Questi forum servono per informare, se ognuno spara la prima cosa che pensa (senza dati che possono dare veridicità) riempiamo solo pagine e basta. Anche le discussioni su un esame di pedagogia in più o un antropologia in meno. Ma veramente pensate che faccia la differenza? Allora ho veramente il dubbio che nessuno sa come funziona il mercato.
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perchè allora non si fanno campagne volte a far conoscere queste differenze?Utilizzando i mass-media la voce potrebbe arrivare a tutti e risolveremmo il problema!A chi conviene questa disinformazione? a nessuno credo!
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Zuccherina
perchè allora non si fanno campagne volte a far conoscere queste differenze?Utilizzando i mass-media la voce potrebbe arrivare a tutti e risolveremmo il problema!A chi conviene questa disinformazione? a nessuno credo!
Ragazzi fate degli interventi costruttivi, informatevi, le campagne si fanno già, ma non sono incisive, servono soldi per la pubblicità e molta organizzazione. Due cose si cui gli ordini non dispongono.
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scusate l'ignoranza in materia di pubblicità e mass-media ma si vedono molti psicologi e psichiatri in tv.....che parlano di tutto.....quindi.....
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cmq ritornando a parlare di counselling non condivido il vostro tono di superiorità quando vi confrontate con colleghi come rosa blu...in fondo non stiamo discutendo su una fobia o mania.....
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Zuccherina
Utilizzando i mass-media la voce potrebbe arrivare a tutti e risolveremmo il problema!
Certo! Vabbè...io mi preparo ai famosi solenni funerali della cara defunta psicologia...
Saluti,
Luigi
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Zuccherina
Sono d'accordo che mangiare una mela non è uguale rispetto al mangiare una patata.....ma entrambi sono NECESSARIE ad una sana alimentazione. Nessuno può dire che la mela è più importante della patata o viceversa.....ciò rientra solo nelle PREFERENZE INDIVIDUALI!
lo so, sei tu che sei fissata sulla superiorità e inferiorità di certe lauree. Se uno è sociologo ha competenze diverse (né superiori, né inferiori) ad uno psicologo, e di conseguenza avranno competenze diverse.
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Zuccherina
cmq ritornando a parlare di counselling non condivido il vostro tono di superiorità quando vi confrontate con colleghi come rosa blu...in fondo non stiamo discutendo su una fobia o mania.....
vediamo un pò...la situazione della psicologia in Italia è la più grave dell'Europa i decenni di formazione non potranno mai essere ripagati... e ora arrivano anche figure parallele (non riconosciute) che in 2-3-4 anni si mettono sul mercato....e come se non bastasse giocano su piccole sfumature della lingua italiana per dichiarare che comunque fanno un altra cosa. Che strano che ci sia questo tono con dell'astio vero?
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mi è venuta una domanda da farvi....cosa dovrebbe fare un counsellor(di qualsiasi laurea ma non psicologia)o professionista che si occupa cmq del disagio per non sconfinare nel campo della psicologia?
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Rosablu77 Nella filosofia la cosa più importante è l'apertura mentale che ti fornisce e l'approccio che ti va avere rispetto alle cose che ci circondano, non di certo il pensiero di Cartesio o Arisotele di x se stessi...
Se parli dell’ATTEGGIAMENTO filosofico, sono d’accordo. Uno psicologo, quando conduce un colloquio, deve avere un atteggiamento di apertura mentale. Ma non è sufficiente quello, perché bisogna seguire delle linee guida e degli schemi ben precisi (poi se il colloquio non è “libero”, ma “strutturato” o “semistrutturato” allora ancora di più).
Però ci tengo a precisare che “nella filosofia” cosa più importante è conoscere il pensiero del vari filosofi :sbonk: altrimenti potresti seguire un corso sull’assertività invece del corso di laurea in Filosofia e otterresti lo stesso risultato: l’atteggiamento di apertura mentale.
Citazione:
rosablu77 Io lavoro come educatrice professionale, pedagogista e docente..non pretendo di insegnare il mestiere di psicologo a nex perchè non sn una psicologa e non aspiro ad esserla..
eppure nel post precedente mi avevi detto:
"E invece anche durante un colloquio di selezione dovresti pensare alla sociologia (magari prima), perchè spesso si ignorano delle regole fondamentali che vengono applicate in psicologia ma sono proprie di altre scienze...."
Citazione:
rosablu 77 Nel mio post ho citato gli esami del mio ex corso di laurea in scienze dell'educazione.
Come sai le scienze dell'educazione comprendono diverse scienze fra le quali la psicologia, la filosofia, la sociologia, l'antropologia culturale e in primis la pedagogia.
I tre esami di psicologia cosa ti confermerebbero se non un approccio globale alla persona???
Cmq visto che ora il sistema universitario è in crediti, i miei citati 3 esami annuali sarebbero stati circa 36CFU..
Non credo che la facoltà di psicologia ad oggi pretenda agli studenti..36CFU di filosofia, altri 36CFU di pedagogia, 36 di sociologia, 36 di antropologia etc....
infatti ho proprio detto che lo psicologo NON ha competenze per fare né l'antropologo, né il sociologo, né il filosofo.
Ma "36 CFU" di psicologia comunque non sono sufficienti per "conoscere la psicologia", altrimenti non ne servirebbero 300 (mi sembra di ricordare 300, non ne sono sicuro, in genere non misuro gli esami in punti ) per la laurea in Psicologia :sbonk:
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Peterpan1977
vediamo un pò...la situazione della psicologia in Italia è la più grave dell'Europa i decenni di formazione non potranno mai essere ripagati... e ora arrivano anche figure parallele (non riconosciute) che in 2-3-4 anni si mettono sul mercato....e come se non bastasse giocano su piccole sfumature della lingua italiana per dichiarare che comunque fanno un altra cosa. Che strano che ci sia questo tono con dell'astio vero?
E pensate che la risoluzione del problema sia risolvibile con questo tono???
La situazione degli psicologi che occupano posti non di loro competenza non viene affrontata e si preferisce attaccare sempre quello che non si conosce...il nuovo fa sempre paura vero???
Il fatto che ci siano professioni che non hanno un albo non significa che non siano o non andranno riconosciute....
Cari psicologi..state attenti, rischiate di fare una lotta contro i mulini a vento. Quando in Italia, cadrà finalmente il baluardo degli albi (tutti) che sono solo caste e solo voi non volete ammettere che non tutelano un bel niente neanche il vostro lavoro...(anche se vi fa comodo pensarlo)..saranno cavoli amari perchè vi dovrete rimettere in discussione sul sapere e, principalmente sul saper-fare...e dovrete confrontarvi con ambiti diversi dal vostro, riconocendo che non tutto ciò che riguarda il disagio dell'altro e il prendersi cura di questo, è di vostra competenza!!!
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rosablu77
riconocendo che non tutto ciò che riguarda il disagio dell'altro e il prendersi cura di questo, è di vostra competenza!!!
tu pensa che io so di educatori che somministrano test...fai un po' tu chi invade le competenze altrui :rolleyes:
ed è appunto quello che si sta dicendo da vati post: ognuno ha competenze diverse e complementari, è inutile fare la guerra come stai facendo tu fra l'altro con i toni accesi
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Johnny l'educatrice che ha somministrato i test...è stata segnalata?continua ad operare?é ovvio che ciò è sbagliato ma non stiamo discutendo se un non psicologo può o no somministrare i test....la risposta è ovvia.
Stiamo discutendo sul riconoscimento di tutte le altre figure che operano sul disagio...ognuno col proprio sapere....che male c'è nel riconoscerle.....
Io vorrei tanto sapere cosa deve fare un non psicologo per non invadere il campo...poichè solo così abbiamo qualcosa di concreto su cui discutere......
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Johnny
Se parli dell’ATTEGGIAMENTO filosofico, sono d’accordo. Uno psicologo, quando conduce un colloquio, deve avere un atteggiamento di apertura mentale. Ma non è sufficiente quello, perché bisogna seguire delle linee guida e degli schemi ben precisi (poi se il colloquio non è “libero”, ma “strutturato” o “semistrutturato” allora ancora di più).
Però ci tengo a precisare che “nella filosofia” cosa più importante è conoscere il pensiero del vari filosofi :sbonk: altrimenti potresti seguire un corso sull’assertività invece del corso di laurea in Filosofia e otterresti lo stesso risultato: l’atteggiamento di apertura mentale.
Non so se hai mai studiato filosofia, ma non è questo lo scopo della fiolosofia...
La filosofia ti insegna a ragionare, ad avere una ragione critica, a formarti un tuo pensiero...
Secondo te com'è che da questa è nata la psicologia...imparando a memoria il pensiero dei filosofi???
Non rendi giustizia a quelli che sono stati i precursori della scienza psicologica..
Freud è citato tra i filosofi contemporanei....
Ecco perchè mi sorprendo ancora di alcuni psicologi..o laureati in psicologia, che non hanno studato la filosofia....
Quello che la filosofia ti insegna è fondamentale anche x capire le teorie e le applicazioni pratiche della psicologia ..anche una teoria, bisogna avere la capacità critica di metterla in discussione, di capire se si può accogliere in toto e non di mandarla giù e basta...
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Johnny
infatti ho proprio detto che lo psicologo NON ha competenze per fare né l'antropologo, né il sociologo, né il filosofo.
Ma "36 CFU" di psicologia comunque non sono sufficienti per "conoscere la psicologia", altrimenti non ne servirebbero 300 (mi sembra di ricordare 300, non ne sono sicuro, in genere non misuro gli esami in punti ) per la laurea in Psicologia :sbonk:
Si, per te è ok che lo psicologo non potrebbe fare l'antrolpologo, il sociologo, ma pensi che dall'altra parte invece lo facciano, perchè mai???
E se è vero come è vero che ognuno ha la sua specificità professionale, perchè invece fate e credete di saper fare gli educatori???
In ultimo, se qualche laureato in filosofia o scienze politiche o altro, oggi svolge la professione di psicolgo lo dovete al vostro albo che nel momento in cui è sorto ha messo dentro persone che provenivano da percorsi accademici fra i + disparati...
A voi...è toccato invece prenderVi una laurea in psicologia e sostenere l'esame di stato...
Quindi con chi prendersela se non con chi avrebbe dovuto tutelare la vostra professione e professionalità in primis e non l'ha fatto???
Purtroppo i servizi sanitari e quelli sociali sono pieni di queste persone che stanno bene attaccati alle loro poltrone e che non fanno altro che far perdere punti a una professione che, come da vostra ammissione, sta collassando....
Non vorrei che qualcuno pensasse chenon riconosca la professione di psicologo.
Conosco persone serissime tra psicologi e psicoterapeuti che svolgono con scrupolo la loro professione ma che per farlo si sono formati e continuano a farlo (oltre la laurea intendo)e sopratutto che non sono autoreferenzialip e non vedono nel counselling NON PSICOLOGICO (bisogna ricordarlo perchè è di questo che stiamo parlando)una minaccia, ma un arricchimento per gli indiviui...
Mi piace pensare che siano la maggioranza anche se non è quello che ho potuto apurare su questo forum..a parte qualche eccezione...
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Originalmente inviato da
Johnny
tu pensa che io so di educatori che somministrano test...fai un po' tu chi invade le competenze altrui :rolleyes:
Test di che genere????
So che anche i pedagogisti somministrano test per le difficoltà di apprendimento..Non sono test di personalità o altri di pertinenza esclusiva dello psicologo....
Tu puoi citarli all'albo...
Io non posso, non ho un albo e la legge ancora non sanziona gli psicologi che rubano i posti agli educatori alla luce del sole!!!
Per fortuna, le mministrazioni pubbliche e quelle private serie, non accettano psicologi per ricoprire il ruolo di educatore perchè sanno che non sono competenti in questo...
Non ho mai sentito però di educatori o pedagogisti che lavorano dicendo di essere psicologi..
Sapete che non si può fare...
La vostra fortuna o sfortuna..vedete voi..è che gli educatori professionali e i pedagogisti non abbiano un albo...
Diciamola tutta, non lavorereste neanche un pò....
Nel vostro albo è anche scritto che siete abilitati a fare i Piani educativi personalizzati..
e da quando in qua il piano educativo, con obiettivi educativi lo fa lo psicologo e non il pedagogista o l'educatore, visto che sono di pertinenza esclusiva??
Voi, se non mi sbaglio vi occupate di psicologia, di bisogni psicologici....
Lasciate perdere....
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Zuccherina
Io vorrei tanto sapere cosa deve fare un non psicologo per non invadere il campo...poichè solo così abbiamo qualcosa di concreto su cui discutere......
La psicologia clinica quale teoria della tecnica psicoterapeutica e la psicopatologia (che non significa psichiatria...) quale descrizione-interpretazione di quadri morbosi sono discipline ''PSICOLOGICHE'' e in quanto tali sono di stretta competenza ''PSICOLOGICA'' (che lo psicologo possa individualmente ampliare i propri orizzonti è un altro discorso). Quando si sarà accettato questo semplice assunto le cose diverranno a tutti più facili e serene.
Ps. vorrei ricordare a lorsignori che ci sono ben 6-7 anni di studio (2 anni magistrale,1 tirocinio, 4 in psicologia clinica-psicoterapia) per conseguire il titolo di psicologo clinico. Tu chiedi cosa debba fare un non-psicologo per non invadere? Tenga il fondoschiena, ripeto, attaccato alla sedia per 10 anni di studi clinici...poi ne parliamo.
Ancora un appunto: se la situazione da trattare ha un carattere ''clinico'', che sia del più svariato genere e avvenga in qualsiasi contesto, la precedenza in termini deontologici, etici, giuridici spetta (spetterebbe...) allo psicologo clinico. E allo psichiatra che si accerta nel merito delle sue competenze.
Saluti,
Luigi
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quindi mi sembra di aver capito che tutto quello che ha a che fare con la clinica è la discriminante.......
ma i counsellor si occupano di clinica?a me non sembra......il disagio non ha sempre una psicopatologia alle spalle.........è ora di ammetterlo una volta per tutte....!
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la prova di ciò sta per fare un es. nella mediazione dei conflitti familiari....
Vedete un pò chi sono i destinatari dei corsi!!!!!!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
quindi mi sembra di aver capito che tutto quello che ha a che fare con la clinica è la discriminante.......
ma i counsellor si occupano di clinica?a me non sembra......il disagio non ha sempre una psicopatologia alle spalle.........è ora di ammetterlo una volta per tutte....!
Per quanto mi riguarda, l'ho sempre ammesso. Ecco perchè parlo di una crisi della psicologia che la porta ad essere ''straniera''.
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
rosablu77
Test di che genere????
So che anche i pedagogisti somministrano test per le difficoltà di apprendimento..Non sono test di personalità o altri di pertinenza esclusiva dello psicologo....
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e quali sarebbero secondo te i test di "esclusiva pertinenza dello psicologo"?
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Scusa Luigi non credo di aver capito bene il tuo intervento riguardo agli anni di studio!!!!!cioè non ho capito la risposta alla mia domanda.....(non so come si fa a riproporre una citazione).
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Scusa Luigi non credo di aver capito bene il tuo intervento riguardo agli anni di studio!!!!!cioè non ho capito la risposta alla mia domanda.....(non so come si fa a riproporre una citazione).
Tipico percorso per dottore in psicologia: 3 anni (indirizzo spesso comune ma che già da una impronta a seconda della prevalenza di insegnamenti; ad esempio clinici); tirocinio; 2 anni (magistrale in psicologia: può già essere esplicitamente clinica per esempio); tirocinio; esame di stato. Abilitazione all'esercizio della professione di psicologo con possibilità di lavorare in privato.
Se proseguiamo il percorso clinico: 4 anni di specialità clinica in una scuola universitaria o in una privata. Le scuole private richiedono prerequisiti e impegni a seconda dell'orientamento teorico: quelle psicoanalitiche richiedono un training particolare (analisi personale, analisi didattica...a occhio e croce ''lettino'' o ''divano'' per almeno 8-10 anni). Questo molto in linea di massima. Ti riferivi a questo?
Saluti,
Luigi
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no.....lo so il percorso di studi per gli psicologi....volevo sapere il senso della tua risposta alla mia domanda(cosa deve fare un non psicologo per non invadere il campo)
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Originalmente inviato da
Zuccherina
no.....lo so il percorso di studi per gli psicologi....volevo sapere il senso della tua risposta alla mia domanda(cosa deve fare un non psicologo per non invadere il campo)
per la precisione quello che ha detto Luigi84 è il percorso per fare lo psicoterapeuta, non per fare lo psicologo
Citazione:
cosa deve fare un non psicologo per non invadere il campo
certo che è interessante queta distinzione tra "psicologi" e "non-psicologi che vogliono invadere il campo" :mumble:
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se proprio vogliamo giocare sulle parole intendevo dire il percorso di uno psicologo per diventare psicoterapeuta....va bene???
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non è strano...visto che vi sentite sempre derubati in qualcosa allora la domanda sorge spontanea.......
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
se proprio vogliamo giocare sulle parole intendevo dire il percorso di uno psicologo per diventare psicoterapeuta....va bene???
"gioco" sulle parole perché i confini tra alcune professioni sono fragili (come dimostra questo thread) e dunque è importante usare i termini corretti, e perché in altri interventi sono stato ripreso io stesso per non aver usato terminologia la corretta...
comunque, secondo me, gli equivoci nascono dal fatto che quando si dice "psicologo" o "psicoterapeuta" si pensa sempre a due persone che parlano e discutono, mentre lo psicologo fa altro (neuropsicologia, valutazioni, psicodiagnosi, test, ecc...)
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sentite.....io capisco che la gente comune può avere qualche dubbio.....ma professionisti laureati che lavorano magari in equipè con voi.....ma davvero credete questo?e come si fa a lavorare insieme se non si sa neanche cosa può fare l'altro...me lo spieghi?
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Originalmente inviato da
Johnny
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e quali sarebbero secondo te i test di "esclusiva pertinenza dello psicologo"?
Ho citato i test di personalità ad es..e tanti altri di cui tu sarai sicuramente + preparato di me visto che è di tua competenza..
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Originalmente inviato da
Zuccherina
sentite.....io capisco che la gente comune può avere qualche dubbio.....ma professionisti laureati che lavorano magari in equipè con voi.....ma davvero credete questo?e come si fa a lavorare insieme se non si sa neanche cosa può fare l'altro...me lo spieghi?
veramente sei tu che ti fai 1000 problemi su psicologi & non psicologi, io personalmente non ho mai visto problemi di collaborazione tra coloro che operano in equipe
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Originalmente inviato da
rosablu77
Ho citato i test di personalità ad es..e tanti altri di cui tu sarai sicuramente + preparato di me visto che è di tua competenza..
Quali sono invece i test che possono essere utilizzati dai pedagogisti? Ad es., nei Disturbi di Apprendimento? O altri tipi di Disabiltà? Ed anche quelli più di uso comune, nell'ambito della professione?
Grazie
Ciao
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Originalmente inviato da
Johnny
per la precisione quello che ha detto Luigi84 è il percorso per fare lo psicoterapeuta, non per fare lo psicologo
certo che è interessante queta distinzione tra "psicologi" e "non-psicologi che vogliono invadere il campo" :mumble:
Infatti johnny ho specificato l'eventualità ''clinica''. E' interessante si...è come se, con malcelato desiderio, si assumesse che anche altre figure, in fondo, sono un pò ''psicologiche''...o non-psicologiche!E si cercasse una via ''traversa'' per essere, in fin dei conti, la stessa cosa...:asd:
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
Zuccherina
no.....lo so il percorso di studi per gli psicologi....volevo sapere il senso della tua risposta alla mia domanda(cosa deve fare un non psicologo per non invadere il campo)
Ho capito. Ripeto: un ''non-psicologo'' per non invadere il campo deve fare il ''non-psicologo''. Il linguaggio soccorre sempre come vedi: il non-psicologo può fare tutto quello che vuole...tranne lo psicologo. E' una deduzione formalmente perfetta! Il non-psicologo non invade il campo perchè, appunto, non è psicologo.
Saluti,
Luigi
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Johnny sei tu che hai parlato di equivoci nella vostra professione....volevo chiarire il fatto che per i laureati in materie umanistiche è chiaro il percorso....non c'è confusione a riguardo!
Luigi...la psicologia(e non lo psicologo) si ritrova in più ambiti....ecco perchè chiunque (e soprattutto chi ha a che fare con i disagi delle persone)deve avere delle basi di psicologia senza per questo arrivare a somministrare dei test o cose del genere.....
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luigi...è inutile fare così...si rischia di non parlare mai di niente.......vorrei sapere, e lo ripeto, quali potrebbero essere secondo voi i compiti di un non psicologo che ha a che fare con il disagio!anche per vedere dove è il problema......
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rosa blu.....non sapevo facessi uso di tecniche pedagogiche...!evidentemente non ci sono solo quelle psicologiche.....ed io che ero convinta del contrario.....ma guarda un pò...
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Luigi...la psicologia(e non lo psicologo) si ritrova in più ambiti....ecco perchè chiunque (e soprattutto chi ha a che fare con i disagi delle persone)deve avere delle basi di psicologia senza per questo arrivare a somministrare dei test o cose del genere.....
Si. Anche io ho fatto molti esami sul sistema nervoso centrale e periferico: anatomia, fisiologia, neuroscienze comportamentali e neuropsicologia evolutiva...genetica medica e biologia: tutti esami che andrebbero nella direzione di una formazione biologico-medica. Anche se una formazione del genere non può mancare allo psicologo contemporaneo la struttura accademica e scientifica della professione non mi permette di sconfinare nel campo medico anche se, in fase di diagnosi, ogni psicologo clinico deve saper riconoscere complicazioni palesemente organiche e, per esempio, valutare la possibilità di un intervento farmacologico. Il codice deontologico impone comunque che si contatti un medico in tal caso, in ogni caso del genere. Quindi una conoscenza deve servire ai propri scopi professionali e non essere utilizzata spregiudicatamente senza riguardo per l'etica professionale: la psicologia è un sapere presente in tutto ciò che l'uomo fa, ma tutti gli ordini professionali dovrebbero tener presente che essa è di competenza dello psicologo (che può essere anche un criminale per carità!...non difendo l'indifendibile) e dunque contattare, confrontarsi quando è necessario. Sconfinare in campi affini è possibile: ma la credibilità di un siffatto ''sconfinare'' è degna solo quando è supportata da conoscenze, studio, e percorsi accademici obbligatori. Non da fantasticherie pseudo-cliniche, se stiamo parlando di disagio.
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
Zuccherina
mi è venuta una domanda da farvi....cosa dovrebbe fare un counsellor(di qualsiasi laurea ma non psicologia)o professionista che si occupa cmq del disagio per non sconfinare nel campo della psicologia?
Tutti i dubbi legati alla professione di counsellor si potrebbero azzerare semplicemente smettendo di utilizzare questo termine straniero e usando invece il termine italiano di consulente.
Il consulente è un libero professionista in una determinata area.
Mi spiego meglio. Un piccolo studio di architetti ha bisogno dei computer per lavorare, quindi di un sistemista. Questo sistemista deve avere competenze di alto livello nell'informatica: non è sufficiente prendere uno degli architetti e fargli studiare un po' d'informatica, perchè rimarrebbe un sistemista mediocre; e non è neanche possibile assumere un informatico che, a conti fatti, starebbe in studio 40h la settimana girandosi i pollici per 38.
A questo punto ci si rivolge a un consulente: un professionista che conosce l'informatica benissimo e che viene 4h al mese a verificare la stabilità del sistema, risolvere i bug, implementare la sicurezza informatica eccetera. E lo si paga per 4h al mese.
Questo consulente è quindi un professionista nel suo campo che fa una scelta precisa: invece che andare in una grande azienda con centinaia di dipendenti e computer, che ha bisogno di uno o più sistemisti a tempo pieno, si apre la partita IVA, si gestisce lavoro e contributi da solo, si pubblicizza, e si occupa dei bisogni informatici delle aziende la cui dimensione non giustifica l'assunzione di un sistemista a tempo pieno.
Un consulente informatico, per fare questo lavoro, non va a studiare consulenza, ma va studiare informatica ovviamente.
L'assurdo è quando una persona si forma in counseling: consulenza di cosa? Ripeto, fare il consulente significa avere una preparazione in un determinato campo e lavorare come libero professionista, e non avere una preparazione in "consulenza" non si sa bene su quale argomento.
Un altro esempio di consulenza è quello dell'orientamento scolastico. Un giovane all'ultimo anno di liceo può desiderare una consulenza con un professionista che gli spieghi bene come è organizzato il mondo dell'università: conoscere i campi di studio delle diverse facoltà, l'organizzazione universitaria, le classifiche degli istituti in Italia e all'estero, le possibiltà di avere borse di studio o posti letto nei collegi, gli sbocchi occupazionali eccetera. Per fare questo non c'è bisogno di essere psicologi, o ingegneri, e neanche professori: bisogna prepararsi sull'argomento.
Il problema sorge quando venga richiesta una consulenza di tipo diverso: quando uno studente vuole sapere sì le informazioni sul mondo dell'università, ma vuole anche essere aiutato a fare chiarezza sulle proprie motivazioni, sul significato che dà a una professione rispetto ad un'altra, sul proprio desiderio di studiare nella propria città o all'altro capo dell'Italia.
Per approfondire la cosa insieme a lui, non è sufficiente un'infarinatura di psicologia. E' necessario essere degli psicologi, e magari avere una conoscenza approfondita della psicologia degli adolescenti. Oltre a conoscere bene l'ordinamento universitario.
Quindi, le possibilità sono due: o prendiamo uno psicologo e lo formiamo sulle offerte universitarie (tre mesi) o prendiamo un esperto di offerte universitarie e lo formiamo in psicologia (sei anni). Comunque, nel momento in cui un ragazzo chiede una consulenza anche psicologica, non è ammissibile fargliela fare con una persona con una generica infarinatura di psicologia, il corso di laurea relativo infatti dura cinque anni perchè è il tempo minimo per avere una formazione accettabile.
Il counsellor quindi altro non è che un consulente in un determinato campo, e di nuovo ribadisco che per fare il consulente in un campo, devo essere un esperto nel campo relativo, e non un esperto in consulenza.
Il problema nasce nella situazione attuale nel marketing sulla parola counsellor: che, nella fantasia popolare e nei corsi, si propone come un professionista che aiuta a risolvere un problema "psicologico", ricollegandosi alle dementi idee che tutto è psicologia e tutti sono un po' psicologi. Così l'utente si rivolge al counsellor convinto dal marketing che sia un'alternativa più veloce e meno costosa allo psicologo. E si trova di fronte un professionista formato in "consulenza" (consulenza non si sa bene su che cosa).
Cosa fa un consulente in filosofia? Boh. Dovrebbe essere un esperto in filosofia che mi aiuta a risolvere problemi di filosofia. Magari ho dei problemi a capire il costruttivismo radicale e gli chiedo una consulenza. Il counsellor antropologico? Mi rivolgerò a lui quando ho problemi sull'antropologia. Se d'altronde ho problemi su questioni spirituali, potrò ben rivolgermi al consulente teologico - probabilmente un prete molto esperto in teologia.
Se invece un bambino ha problemi di bullismo, o se un adulto vuole capire cosa desidera, se stare vicino alla famiglia o accettare la promozione e il rasferimento per due anni in Brasile, sarà il caso di rivolgersi a un counsellor psicologico, ovvero a uno psicologo che svolge attività di consulenza, ovvero a uno psicologo libero professionista, ovvero a un qualsiasi psicologo.
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rosa blu.....non sapevo facessi uso di tecniche pedagogiche...!evidentemente non ci sono solo quelle psicologiche.....ed io che ero convinta del contrario.....ma guarda un pò...
Sì, infatti... io aspetto ancora un esempio di queste tecniche da Rosablu!
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studiolover sono d'accordo con la prima parte del tuo discorso ma non con la seconda in quanto potrebbe essere un problema educativo in famiglia e il consulente in questo caso potrebbe essere liberamente un pedagogista!