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Riferimento: lavorare all'estero
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silvs123
help!!
salve a tutti, spero di laurearmi l'anno prossimo alla magistrale di bologna "scolastica e comunità". sono seriamente intenzionata a fare un'esperienza all'estero, e vorrei sapere se ci sono possibilità in questo campo in uk e che tipo di possibilità.se qualcuno ha un'idea in merito, mi piacerebbe anche capire se altri stati europei (tipo la scandinavia) offrano maggiori opportunità in questo campo.
premetto che a me non piacerebbe occuparmi di psicologia in senso stretto ma che sono maggiormente interessata al sociale in generale, in particolare al lavoro con gli stranieri e sulla scuola.
Ciao benvenuta.
in inghilterra anche la specializzazione in psicologia dell'educazione e' finanziata dall'NHS (cioe' ti pagano il corso e ti danno uno stipendio), per esperienze brevi tipo tirocinio non saprei.
Norvegia e Svezia sono paesi in cui la popolazione e' bilingue quindi per trovare lavoro basta sapere l'inglese, la figura dell psicologo e' molto ricercata e il personale specializzato scarseggia per cui ci sono ancora ottime opportunita'. Guarda indietro qualcuno aveva messo i links
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Re: lavorare all'estero
Salve a tutti,
questo thread si intitola "lavorare all'estero" ma io vorrei chiedere informazioni sulla formazione universitaria e professionale all'estero. In particolare, per quanto mi riguarda, in Gran Bretagna.
Ho letto quasi tutte le 211 pagine del thread, e mi sono reso conto che sono state date gentilmente molte informazioni a carattere burocratico, qualcuna a livello motivazionale ma poche per chi fosse interessato a intraprendere la carriera formativa universitaria nella terra di Albione.
Ho provato a cercare nei vari forum di OpsOnline ma non ho trovato nulla di così pertinente come questa discussione. Se qualcuno vorrà reindirizzarmi verso luoghi più opportuni, sarà felice di farlo.
Dunque, sono uno studente non più imberbe, tra i venti e i trenta (e mi sento ormai in ritardo, guardando i miei colleghi così giovani...), all'inizio del secondo anno della laurea triennale. Al momento sto pensando di fare un'esperienza Erasmus di non meno di 6, 9 mesi al secondo anno di magistrale a Londra, se riuscirò, all'università di Kingston o al King's College, o quantomeno in Inghilterra. Questo per imparare bene, e spero in modo quasi definitivo, un corretto inglese (ho fatto diverse esperienze all'estero, anche di lunga durata, ma mai in paesi anglofoni, sempre parlando inglese, per cui il mio livello attuale è buono ma non come vorrei).
Insomma, per non dilungarmi, vorrei chiedere a voi che leggete quali sono le strade che si possono intraprendere per chi fosse interessato alla psicologia, ma non ancora in modo così specifico da poter dire quale lavoro fare in futuro (anche non in Italia, vista la situazione di questi anni).
Ad esempio, finendo i due anni di magistrale, si potrebbe fare un anno di tirocinio in Gran Bretagna...per poi?
Oppure iniziare un Dottorato di ricerca, magari alternando tra Italia e Inghilterra, e continuare la carriera universitaria.
Ringrazio in anticipi chiunque vorrà rispondere alla discussione.
Saluti,
Tommaso
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Riferimento: Re: lavorare all'estero
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Originalmente inviato da
_Tommaso_
Salve a tutti, questo thread si intitola "lavorare all'estero" ma io vorrei chiedere informazioni sulla formazione universitaria e professionale all'estero. In particolare, per quanto mi riguarda, in Gran Bretagna. Ho letto quasi tutte le 211 pagine del thread, e mi sono reso conto che sono state date gentilmente molte informazioni a carattere burocratico, qualcuna a livello motivazionale ma poche per chi fosse interessato a intraprendere la carriera formativa universitaria nella terra di Albione....Insomma, per non dilungarmi, vorrei chiedere a voi che leggete quali sono le strade che si possono intraprendere per chi fosse interessato alla psicologia, ma non ancora in modo così specifico da poter dire quale lavoro fare in futuro. Ad esempio, finendo i due anni di magistrale, si potrebbe fare un anno di tirocinio in Gran Bretagna...per poi?
Oppure iniziare un Dottorato di ricerca, magari alternando tra Italia e Inghilterra, e continuare la carriera universitaria.Tommaso
Ciao Tommaso benvenuto!
le strade in psicologia in UK possono essere di diverso tipo: clinical psy,counselling psy, health psy, forensic psy....
Ciascuna prevede un percorso formativo e professionale a se'....da un settore si puo' passare ad un altro ma per non perdere tempo forse ti merita chiarire quale sia il campo di tuo interesse.
Intanto posto questo link:
http://www.londranews.com/2012/06/fa...l-regno-unito/
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Riferimento: lavorare all'estero
Carissimi colleghi,
Chi vi scrive e' uno psicologo emigrato 4 anni fa negli UK. Credo a mio tempo di aver anche contribuito a questo thread, ma non ho ricercato in modo approfondito e non saprei esattamente...
Questa notte (e' l'1 e 33), come esercizio catartico, mentre cerco di valutare i pro e i contro di rimanere a lavorare qui, volevo fornirvi qualche informazione da 'insider' su com'e' lavorare nell'ambito della psicologia (e neuropsicologia) clinica qui negli UK, quante sono le chances di trovare lavoro, che percorso seguire, etc...
Io sono partito 4 anni fa con una Laurea in Psicologia Generale e Sperimentale, vecchio ordinamento (Universita' di Milano Bicocca - 110 e lode). Esperienza clinica davvero poca, se non quella acquisita nel tirocinio presso un laboratorio di neuropsicologia e psicologia clinica. Penso che molti si rispecchieranno in queste circostanze, per lo meno per quanto riguarda la ridotta esperienza di contatto diretto con pazienti se non esattamente l'averla acquisita nello stesso ambito :)
Due anni prima di emigrare ho anche iniziato un Dottorato di Ricerca (Neuroscienze), che mi ha portato a trascorrere un'anno in una famosa universita' UK (Cambridge). Sebbene questo sia stato utile nella ricerca di lavori, certo non e' stato fondamentale. Uno psicologo e' uno scientist practitioner - ma saltare dalla ricerca alla clinica e' tutt'altro che facile
Non appena ho realizzato che la ricerca full time non faceva per me, ho intrapreso l'ardua strada per diventare uno psicologo qualificato (Chartered Psychologist) negli UK. Non avendo esperienza clinica, ne una specializzazione in psicoterapia, sono dovuto partire da zero. Notate comunque che anche una specializzazione non garantisce l'equipollenza dei titoli. Per lavorare come Chartered Psychologist (psicologo certificato) e' necessario essere HPC-certified. HPC sta per Health Professional Council; essere riconosciuti ed iscritti a questo ente e' indispensabile per praticare l'attivita' (nel privato e nel pubblico). Per chi ha maturato parecchia esperienza in Italia, una conversione dei titoli e' possibile e consigliata.
Nel mio caso (non avevo esperienza), ho seguito questo approccio:
- ho fatto tradurre i titoli.
- mi sono iscritto alla BPS come Graduate Member (e mi hanno dato la Graduate basis for chartered membership).
non e' del tutto indispensabile, ma lo consiglio vivamente. Aumenta le possibilita' di trovare lavoro perche' potenziali employer sanno che il vostro titolo e' equiparabile a quello inglese.
second step: cercare lavoro come assistente psicologo.
Questi lavori sono molto competitivi. Nel settore privato per ogni posto pubblicizzato ci sono, in media, tra i 70 e i 100 'applicanti'. Nell'NHS questo numero sale a 180/220. Se applicate per posti piu' prestigiosi a Londra, si puo' arrivare fino ad un rapporto 1/450. Questi dati sono basati sulla mia esperienza. Ho contribuito di recento allo shortlisting per un posto da Assistant, e gli applicants erano 180 per 1 posto. Inoltre sono stato selezionato per un intervista (colloquio) a Londra, e li ho appreso che avevano fatto richiesta piu' di 400 persone.
Applicare per questi lavori puo' essere frustrante. Molte persone in gamba che non riescono ad essere assunte cercano lavoro come Support Worker, Health Care Assistant, Key Worker etc. per cercare di fare esperienza e migliorare il proprio curriculum. Io ho avuto fortuna. Dalla mia avevo un PhD (Dottorato di Ricerca) che mi ha aiutato (gli Inglesi guardano molto attentamente i vostri titoli e i vostri voti). Ho trovato un posto nel privato (Brain Injury Rehabilitation Trust) dove sono rimasto per 18 mesi. Questo dopo circa una quindicina di application (cartacee pero', non quelle dell'NHS che ci vuole anche solo mezz'ora per sistemarle e spedirle una volta che ci hai preso la mano :-)
Lavorare come assistente e' davvero 'rewarding' dal punto di vista professionale ed emotivo. Penso di essere onesto quando dico che si lavora bene. La paga e' buona per gli standard italiani, non proprio satisfactory per quegli inglesi (io ho iniziato con 16000 pound annui - lordo). C'e' una buona possibilita' di supervisione e la possibilita' di lavorare in un team multidisciplinare, cosa che in Italia non avevo mai fatto.
La lingua puo' essere una difficolta' a seconda dell'ambito dove si lavora. Lavorare con traumatizzati cranici spesso disartici e' stato un bello scoglio!!
step 3: applicare per un posto in un clinical doctorate.
Il Clinical doctorate e' l'unico modo per diventare HPC certified (as far as I know), se scegliete di maturare la vostra esperienza negli UK. E' in sostanza un concorso pubblico a livello nazionale (una volta all'anno) in cui puoi applicare presso un massimo di 4 universita'. Se ti selezionano, diventi un trainee psychologist e sei stipendiato per 3 anni dall'NHS. La paga e' Banda 6 - tra i 25000 e i 32000 o qualcosa del genere credo, anche se in realta' non si va oltre i 27000 (di piu' a Londra).
Needless to say, i posti sono pochi e la competizione altissima.
Personalmente non sono riuscito ad entrarvi dopo 2 anni e 5 colloqui.
Dopo il mio primo lavoro nel privato, ho avuto la fortuna (che deriva dalla perseveranza!) di trovare un posto come assistente nell'NHS. Dimenticavo di dire che fino a qui i contratti erano a tempo determinato. Avere esperienza in piu' campi aiuta nel migliorare il proprio CV (curriculum vitae) in vista di un application per il Clinical Doctorate. Nel mio caso, ho trovato posto in una memory clinic. Ma mi sono dovuto trasferire 300 KM piu' a nord (Manchester).
Lavorare nell'NHS e' molto bello. Quando nell cerimonia di apertura delle olimpiadi hanno organizzato un tributo all'NHS mi sono sentito incredibilmente orgoglioso di farne parte. La supervisione e' ottima e l'esperienza clinica che se ne puo' trarre e' eccezionale. Non so come si lavora in Italia, ma gli standard che ho visto nel mio dipertimento sono davvero mooolto alti.
Dopo aver fallito di nuovo il tentativo di entrare nel clinical doctorate, mi e' stato detto che il mio contratto era diventato a tempo indeterminato. Ma, ahime', i 72 giorni consecutivi di pioggia (dal 28 Maggio all'8 Agosto!) e un mese di Luglio trascorso sempre attaccato al termosifone e molto spesso febbricitante mi hanno esasperato al punto tale che ho cercato lavoro piu' a sud (Surrey)
Se nel 2011 (dopo 18 mesi come assistant) avevo dovuto spedire circa 30 application per avere 3 colloqui e un'offerta nell'NHS, quest'anno ne ho spedite 7, per 3 colloqui e un offerta. E' dura, ma con il tempo (e l'esperienza) diventa un po' meglio. Anche questo lavoro e' a tempo indeterminato. Non ce ne sono moltissimi, ma non sono neanche troppo rari (direi 1 su 6, forse 1 su 8, dipende dai campi - nella neuroriabilitatione, nelle memory clinic e nel pathway della demenza sono piu' frequenti). Il massimo in termini di paga per un assistant e' la banda 5 - va dai 21mila ai 27mila circa annui (un po' di piu' a Londra).
Il bilancio complessivo della mia esperienza? Positivo. Ma molto stress per i vari spostamente per sequire il lavoro, e una qualita' di vita molto oscillante. Il tempo atmosferico mi ha anche massacrato per benino, specie quest'anno! ;-)
Nel complesso sto iniziando a pensare ad un cambio di cariera e ad un ritorno in Italia.
;-)
Rimango disponibile per qualsiasi informazione :)
Marco
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Originalmente inviato da
_Tommaso_
(...)
Ho letto quasi tutte le 211 pagine del thread, e mi sono reso conto che sono state date gentilmente molte informazioni a carattere burocratico, qualcuna a livello motivazionale ma poche per chi fosse interessato a intraprendere la carriera formativa universitaria nella terra di Albione.
(...)
Al momento sto pensando di fare un'esperienza Erasmus di non meno di 6, 9 mesi al secondo anno di magistrale a Londra, se riuscirò, all'università di Kingston o al King's College, o quantomeno in Inghilterra. Questo per imparare bene, e spero in modo quasi definitivo, un corretto inglese (ho fatto diverse esperienze all'estero, anche di lunga durata, ma mai in paesi anglofoni, sempre parlando inglese, per cui il mio livello attuale è buono ma non come vorrei).
(...)
Ogni università ha regole proprie e specifici requisiti di ammissione, compreso il livello di inglese richiesto, quindi ti conviene visionare i siti di quelle che ti interessano.
Citazione:
Originalmente inviato da
Marco_va
(...)
Nel complesso sto iniziando a pensare ad un cambio di cariera e ad un ritorno in Italia.
Scusa, ma a fare che?
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Originalmente inviato da
TheOldBoy
Scusa, ma a fare che?
Bella domanda. Devo dire che mi sto attivando solo ora, ed e' un progetto molto a lungo termine (anni piu' che mesi), quindi sto cercando di prendere confidenza con la realta' Italiana.
Certo, se mi sentissi piu' confident nelle mie abilita' come terapista penserei a come organizzare un bussiness nel privato per quanto riguarda la presa in carico di disturbi emozionali e cognitivi in persone (e familiari) con ictus, demenza, traumi cranici, malattie neurodegenerative etc. So che il pubblico offre qualcosa in Italia, ma le Unita' Neurocomportamentali e gli Adjustment Groups che ci sono in Inghilterra non penso abbiano un equivalente. In forma minore mi piacerebbe traferire lo stesso approccio che ho visto qui nella realta' in Italia (da solo o con altre figure professionali, con due format molto diversi ovviamente).
Questo e' anche uno dei motivi per cui ho cambiato lavoro adesso (per avere piu' esperienza nell'ambito della terapia).
Questo nella migliore delle ipotesi, ovvero rimanere nel mio campo.
La priorita' pero' rimane quella di crearmi una famiglia e di vivere tranquillo. La mancanza degli amici/parenti Italiani si fa sentire, e l'ultimo giorno di vacanza risale al Giugno 2010. Non voglio chiudere nessuna porta, ma piuttosto valutare il fattibile.
Dai posts precedenti ho visto che anche tu vivi qui negli UK! Come procede? Ti trovi bene? Non sarebbe male scriversi per scambiarsi tips and hints ;-)
A presto! :approved:
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Riferimento: lavorare all'estero
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Originalmente inviato da
Marco_va
Bella domanda. Devo dire che mi sto attivando solo ora, ed e' un progetto molto a lungo termine (anni piu' che mesi), quindi sto cercando di prendere confidenza con la realta' Italiana.
Certo, se mi sentissi piu' confident nelle mie abilita' come terapista penserei a come organizzare un bussiness nel privato per quanto riguarda la presa in carico di disturbi emozionali e cognitivi in persone (e familiari) con ictus, demenza, traumi cranici, malattie neurodegenerative etc. So che il pubblico offre qualcosa in Italia, ma le Unita' Neurocomportamentali e gli Adjustment Groups che ci sono in Inghilterra non penso abbiano un equivalente. In forma minore mi piacerebbe traferire lo stesso approccio che ho visto qui nella realta' in Italia (da solo o con altre figure professionali, con due format molto diversi ovviamente).
Questo e' anche uno dei motivi per cui ho cambiato lavoro adesso (per avere piu' esperienza nell'ambito della terapia).
Questo nella migliore delle ipotesi, ovvero rimanere nel mio campo.
La priorita' pero' rimane quella di crearmi una famiglia e di vivere tranquillo. La mancanza degli amici/parenti Italiani si fa sentire, e l'ultimo giorno di vacanza risale al Giugno 2010. Non voglio chiudere nessuna porta, ma piuttosto valutare il fattibile.
Dai posts precedenti ho visto che anche tu vivi qui negli UK! Come procede? Ti trovi bene? Non sarebbe male scriversi per scambiarsi tips and hints ;-)
A presto! :approved:
Nel pubbico in Italia ci entri se hai i santi in paradiso, salvo eccezioni.
Per la Neuropsicologia (ma non solo) credo che sia meglio rimanere in UK.
Io sono dovuto rientrare in Italia l'anno scorso, sia per motivi familiari sia perché avevo perso il lavoro e non ne ho più trovato un altro. E non avevo chi mi finanziasse la permanenza in UK.
Ti consiglierei di informarti bene sulla situazione italiana; puoi sempre tornarci come turista.
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Riferimento: lavorare all'estero
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Originalmente inviato da
TheOldBoy
Nel pubbico in Italia ci entri se hai i santi in paradiso, salvo eccezioni.
Per la Neuropsicologia (ma non solo) credo che sia meglio rimanere in UK.
Io sono dovuto rientrare in Italia l'anno scorso, sia per motivi familiari sia perché avevo perso il lavoro e non ne ho più trovato un altro. E non avevo chi mi finanziasse la permanenza in UK.
Ti consiglierei di informarti bene sulla situazione italiana; puoi sempre tornarci come turista.
Eh si, sono consapevole delle difficolta'. Ho trascorso il tirocinio all'Ospedale Sant'Anna di Como, e il dottorato nel Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale di Baggiovara (MO), che ha una neuropsicologa e una psicologa ricercatrice entrambe fantastiche (hence my passion for neuropsychology). Sono stato membro dell'Ordine deigli Psicologi dell'Emilia Romagna e parte del gruppo neuropsicologi che cercava di discutere con l'Ordine l'importanza di valorizzare la nostra nicchia. Ho anche partecipato come relatore in un workshop aperto a tutti gli psicologi (a Bologna) per descrivere quello che i neuropsicologi fanno e i tipi di pazienti che vedono (anche se al tempo ero troppo focalizzato sulla neuroanatomia).
Sono ben consapevole delle frustrazioni e delle difficolta', so che ci sono pochissimi posti e in genere gli employer non sono meritocratici. La burocrazia poi e' impressionante.
Lavorare nel pubblico in Italia non e' mai stata un opzione per me.
Mi informero' certamente perche' l'idea di trasportare un modello che sembra funzionare qui negli UK e' allettante, ma ovviamente ho una vafa idea delle difficolta'.
Tornare da turista e' un po' difficile. Si torna per visitare i genitori/parenti e gli amici, se ci riesci. Ad avere tempo pero :-/
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Riferimento: lavorare all'estero
Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!
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Riferimento: lavorare all'estero
Può servire per imaprare la lingua. In UK il volontariato è molto considerato!! Io lo sto facendo anche qui.
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Re: lavorare all'estero
Grazie delle risposte.
Per chi lavora, in Italia, nel campo della psicologia, quanto è utile sapere bene bene l'inglese? Serve solo per la ricerca e la pubblicazione di materiale scientifico?
Grazie ancora,
Tommaso
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Riferimento: Re: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
_Tommaso_
Grazie delle risposte.
Per chi lavora, in Italia, nel campo della psicologia, quanto è utile sapere bene bene l'inglese? Serve solo per la ricerca e la pubblicazione di materiale scientifico?
Grazie ancora,
Tommaso
Sapere una lingua straniera e' sempre una bella chicca in un CV. Sul volontariato direi che male non fa: distinguerei pero' tra il fare il 'volontario di professione' (uno schiavo senza catene :swear: ) come in italia o il volontario come possibile rampa di lancio per il mondo del lavoro.
Nel secondo caso si tratta di un'opzione 'sana' che potrebbe aprire qualche porta.
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Riferimento: lavorare all'estero
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silvs123
Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!
un volontariato tutto spesato? :-O
Cos'èèèèè? Ci sono siti dove lo spiegano? Esiste davvero una cosa del genere?
Certo che l'Italia è proprio il "terzo mondo" della psicologia!!!! :bah:
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Riferimento: lavorare all'estero
è il servizio volontario europeo
dai un occhio :) http://www.serviziovolontarioeuropeo.it/
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Riferimento: lavorare all'estero
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silvs123
Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!
Direi che un volontariato non e' mai del tutto una perdita di tempo. In alcuni casi aiuta a 'mettere un piede nella porta' e aprire qualche possibilita'. Ho in mente diversi colleghi/amici che sono partiti (per rimanere nell'ambito della psicologia) come Honorary (volontario) Assistant Psychologist per poi 'avanzare' ad Assistant (e, successivamente, trainee psychologist e chartered psychologist). Con il senno di poi farei un po' di indagi a priori per sapere se c'e' la possibilita' di progredire.
Per cercare lavoro negli UK...dipende che lavoro cerchi. Ci sono dei centri chiamati Job Centres dove puoi dare il tuo CV e sperare di essere chiamato per un lavoro. Oppure puoi essere piu' attivo/a e promuoverti/ricercare indipendentemente lavoro a seconda delle tue esperienze/inclinazioni. Molte persone che vogliono lavorare nell'ambito psicologico cercano lavori nella sanita'. Credo ci sia un sito, Trovit, dove puoi cercare lavori come Health Care Assistant, Support Worker, key Worker etc...per avere un idea di che cosa sono puoi cercare la person specification su google...molti lavori pubblicizzati come 'Bank' (non mi ricordo come si dice in Italiano, in pratica sei 'a chiamata') sono piu' facili da ottenere e ti permettono di avere esperienza poi utile per avere lavori full time. Tanti altri optano per lavoro come Teaching Assistant o altri lavori nella scuola, specialmente con ragazzi/bambini con disturbi dell'apprendimento, ma non so quanto sia difficile perche' non me ne intendo di quel campo.
Si possono dire tante cose degli Inglesi, ma se dimostri di avere esperienza e voglia di fare ti prendono decisamente in considerazione.
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Re: Riferimento: lavorare all'estero
[QUOTE=Marco_va;2677653]Carissimi colleghi,
Chi vi scrive e' uno psicologo emigrato 4 anni fa negli UK. Credo a mio tempo di aver anche contribuito a questo thread, ma non ho ricercato in modo approfondito e non saprei esattamente...
Questa notte (e' l'1 e 33), come esercizio catartico, mentre cerco di valutare i pro e i contro di rimanere a lavorare qui, volevo fornirvi qualche informazione da 'insider' su com'e' lavorare nell'ambito della psicologia (e neuropsicologia) clinica qui negli UK, quante sono le chances di trovare lavoro, che percorso seguire, etc...
Io sono partito 4 anni fa con una Laurea in Psicologia Generale e Sperimentale, vecchio ordinamento (Universita' di Milano Bicocca - 110 e lode). Esperienza clinica davvero poca, se non quella acquisita nel tirocinio presso un laboratorio di neuropsicologia e psicologia clinica. Penso che molti si rispecchieranno in queste circostanze, per lo meno per quanto riguarda la ridotta esperienza di contatto diretto con pazienti se non esattamente l'averla acquisita nello stesso ambito :)
Due anni prima di emigrare ho anche iniziato un Dottorato di Ricerca (Neuroscienze), che mi ha portato a trascorrere un'anno in una famosa universita' UK (Cambridge). Sebbene questo sia stato utile nella ricerca di lavori, certo non e' stato fondamentale. Uno psicologo e' uno scientist practitioner - ma saltare dalla ricerca alla clinica e' tutt'altro che facile
Non appena ho realizzato che la ricerca full time non faceva per me, ho intrapreso l'ardua strada per diventare uno psicologo qualificato (Chartered Psychologist) negli UK. Non avendo esperienza clinica, ne una specializzazione in psicoterapia, sono dovuto partire da zero. Notate comunque che anche una specializzazione non garantisce l'equipollenza dei titoli. Per lavorare come Chartered Psychologist (psicologo certificato) e' necessario essere HPC-certified. HPC sta per Health Professional Council; essere riconosciuti ed iscritti a questo ente e' indispensabile per praticare l'attivita' (nel privato e nel pubblico). Per chi ha maturato parecchia esperienza in Italia, una conversione dei titoli e' possibile e consigliata.
Nel mio caso (non avevo esperienza), ho seguito questo approccio:
- ho fatto tradurre i titoli.
- mi sono iscritto alla BPS come Graduate Member (e mi hanno dato la Graduate basis for chartered membership).
non e' del tutto indispensabile, ma lo consiglio vivamente. Aumenta le possibilita' di trovare lavoro perche' potenziali employer sanno che il vostro titolo e' equiparabile a quello inglese.
second step: cercare lavoro come assistente psicologo.
Questi lavori sono molto competitivi. Nel settore privato per ogni posto pubblicizzato ci sono, in media, tra i 70 e i 100 'applicanti'. Nell'NHS questo numero sale a 180/220. Se applicate per posti piu' prestigiosi a Londra, si puo' arrivare fino ad un rapporto 1/450. Questi dati sono basati sulla mia esperienza. Ho contribuito di recento allo shortlisting per un posto da Assistant, e gli applicants erano 180 per 1 posto. Inoltre sono stato selezionato per un intervista (colloquio) a Londra, e li ho appreso che avevano fatto richiesta piu' di 400 persone.
Applicare per questi lavori puo' essere frustrante. Molte persone in gamba che non riescono ad essere assunte cercano lavoro come Support Worker, Health Care Assistant, Key Worker etc. per cercare di fare esperienza e migliorare il proprio curriculum. Io ho avuto fortuna. Dalla mia avevo un PhD (Dottorato di Ricerca) che mi ha aiutato (gli Inglesi guardano molto attentamente i vostri titoli e i vostri voti). Ho trovato un posto nel privato (Brain Injury Rehabilitation Trust) dove sono rimasto per 18 mesi. Questo dopo circa una quindicina di application (cartacee pero', non quelle dell'NHS che ci vuole anche solo mezz'ora per sistemarle e spedirle una volta che ci hai preso la mano :-)
Lavorare come assistente e' davvero 'rewarding' dal punto di vista professionale ed emotivo. Penso di essere onesto quando dico che si lavora bene. La paga e' buona per gli standard italiani, non proprio satisfactory per quegli inglesi (io ho iniziato con 16000 pound annui - lordo). C'e' una buona possibilita' di supervisione e la possibilita' di lavorare in un team multidisciplinare, cosa che in Italia non avevo mai fatto.
La lingua puo' essere una difficolta' a seconda dell'ambito dove si lavora. Lavorare con traumatizzati cranici spesso disartici e' stato un bello scoglio!!
step 3: applicare per un posto in un clinical doctorate.
Il Clinical doctorate e' l'unico modo per diventare HPC certified (as far as I know), se scegliete di maturare la vostra esperienza negli UK. E' in sostanza un concorso pubblico a livello nazionale (una volta all'anno) in cui puoi applicare presso un massimo di 4 universita'. Se ti selezionano, diventi un trainee psychologist e sei stipendiato per 3 anni dall'NHS. La paga e' Banda 6 - tra i 25000 e i 32000 o qualcosa del genere credo, anche se in realta' non si va oltre i 27000 (di piu' a Londra).
Needless to say, i posti sono pochi e la competizione altissima.
Personalmente non sono riuscito ad entrarvi dopo 2 anni e 5 colloqui.
Dopo il mio primo lavoro nel privato, ho avuto la fortuna (che deriva dalla perseveranza!) di trovare un posto come assistente nell'NHS. Dimenticavo di dire che fino a qui i contratti erano a tempo determinato. Avere esperienza in piu' campi aiuta nel migliorare il proprio CV (curriculum vitae) in vista di un application per il Clinical Doctorate. Nel mio caso, ho trovato posto in una memory clinic. Ma mi sono dovuto trasferire 300 KM piu' a nord (Manchester).
Lavorare nell'NHS e' molto bello. Quando nell cerimonia di apertura delle olimpiadi hanno organizzato un tributo all'NHS mi sono sentito incredibilmente orgoglioso di farne parte. La supervisione e' ottima e l'esperienza clinica che se ne puo' trarre e' eccezionale. Non so come si lavora in Italia, ma gli standard che ho visto nel mio dipertimento sono davvero mooolto alti.
Dopo aver fallito di nuovo il tentativo di entrare nel clinical doctorate, mi e' stato detto che il mio contratto era diventato a tempo indeterminato. Ma, ahime', i 72 giorni consecutivi di pioggia (dal 28 Maggio all'8 Agosto!) e un mese di Luglio trascorso sempre attaccato al termosifone e molto spesso febbricitante mi hanno esasperato al punto tale che ho cercato lavoro piu' a sud (Surrey)
Se nel 2011 (dopo 18 mesi come assistant) avevo dovuto spedire circa 30 application per avere 3 colloqui e un'offerta nell'NHS, quest'anno ne ho spedite 7, per 3 colloqui e un offerta. E' dura, ma con il tempo (e l'esperienza) diventa un po' meglio. Anche questo lavoro e' a tempo indeterminato. Non ce ne sono moltissimi, ma non sono neanche troppo rari (direi 1 su 6, forse 1 su 8, dipende dai campi - nella neuroriabilitatione, nelle memory clinic e nel pathway della demenza sono piu' frequenti). Il massimo in termini di paga per un assistant e' la banda 5 - va dai 21mila ai 27mila circa annui (un po' di piu' a Londra).
Il bilancio complessivo della mia esperienza? Positivo. Ma molto stress per i vari spostamente per sequire il lavoro, e una qualita' di vita molto oscillante. Il tempo atmosferico mi ha anche massacrato per benino, specie quest'anno! ;-)
Nel complesso sto iniziando a pensare ad un cambio di cariera e ad un ritorno in Italia.
;-)
Rimango disponibile per qualsiasi informazione :)
ciao Marco, grazie per il tuo post. in qualche modo mi sento meno 'anormale'....
anche io sono Italiana, in Uk da 6 anni, e anche io sto pensado di tornare in Italia. anzi, per la precisione, la decisione dentro di me l'ho gia' presa. devo solo decidere quando presentare il mio notice ma vorrei concludere il tutto per mx natale. ringrazio l'nhs inglese perche' mi ha dato la possibilita' di veder che le cose possono essere diverse con la determinazione ed il buon senso. ho imparato molto dal punto di vista clinico e spero di trovare il modo di trasferire le mie skills nel contesto italiano. certo, burocrazia e crisi economica in Italia sono fattori che non giocheranno a mio favore, ma voglio provarci. spero anche io di riuscire a rimanere nel mio ambito cosa che in Italia piu' risultare difficile. non quanti mi considerano una pazza a lasciare il certo per l'incerto totale. ma come dice Marco, alcune volte vedi altre priorita'. sei fortunato se trovi q.no qui con cui condivedere la tua vita e a volte la solitudine che a volte provi in questo paese. ma non sempre va cosi. ho tanti amici qui, di diverse nazionalita', ho una vita piena di cose, faccio sport.....ma sento la mancanza delle cose a me familiari e che mi sono care e se anche guadagno benaccio come PWP, mi rendo conto che non sono felice.....non e' essere mammone, ma voglio vivere bene.
da che hai scritto Marco, hai accumulato un sacco di esperienza che di certo in Italia non avresti mai potuto avere. hai conosciuto una altra realta', un modo di pensare e organizzare cose che e' anni luce dalla realta' Italiana e penso che e' questo ti/ci servira'. non nascondo le mie paure. so che sara' dura ma non impossibile...e so che avro' appoggio di persone a me care che possono anche diventare una risorsa. ho passato l wkd a buttare giu' un piano di azione e problem solve possibili ostacoli....speriamo bene
all the best to everyone
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
silvs123
Secondo voi effettuare uno sve (un volontariato in cui è tutto spesato in un altro paese europeo) è una perdita di tempo o potrebbe aiutare a trovare lavoro? Ovviamente se si sceglie un progetto nel sociale e nel paese in cui si vuole emigrare..
In secondo luogo vorrei capire in che modo in Uk si cerca lavoro (cioè vi sono delle agenzie del lavoro o che?A chi si deve rivolgere una persona?). Grazie!
mi auguro che sia un buon modo x iniziare, anche io penso di farlo, è un ottimo modo x perfezionare la lingua e calarti in un altro ambiente, e si ha tempo x mandare curriculum, senza rimetterci troppi soldi in prima persona aspettando senza far niente. Ho un mio amico che attualmente lo sta facendo, è partito con un inglese scolastico e dopo qualche mese lo parla già molto bene e in più mastica anche il rumeno!tu come sei messa con l'inglese?con che qualifiche parti?
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Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero
Cara Luz, caro Marco
mi sento di intervenire nella vostra discussione per cercare di dissuadervi dalla scelta che state meditando.
Lo so che siamo in pieno agosto, fuori piove mentre voi con il raffreddore vi riscaldate con una minestra comprata da Tesco.
Lo so. Ci siamo passati tutti.
Ma cerchiamo di ragionare.
Vi voglio fare solo una domanda. Spero sia sufficiente per minare la sicurezza in voi stessi e nelle vostre capacita'.
Non e' che gli anni in UK, il partire da zero, il farcela, gli sforzi ripagati, il conto in banca alla Barclays, le esperienze fatte, le responsabilita' lavorative che ci hanno affidato ci hanno fatto dimenticare chi veramente eravamo quando eravamo in Italia e che cosa inevitabilmente ritorneremo una volta tornati?
Per usare con approssimazione una metafora kleiniana, vivere in UK e' essere nella posizione schizo-paranoica dove tutto il male e' all'esterno (la mancanza di sole, la pioggia in agosto, la toilet senza bidet, i rubinetti dell'acqua calda e fredda separati, e tutte quelle cose che ci fanno male e non potremo mai accettare), ma tonare in Italia e' entrare nella posizione depressiva dove il male, lo sbaglio siamo noi.
Riflettete, non fate cazzate
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Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
luca london
Cara Luz, caro Marco
mi sento di intervenire nella vostra discussione per cercare di dissuadervi dalla scelta che state meditando.
Lo so che siamo in pieno agosto, fuori piove mentre voi con il raffreddore vi riscaldate con una minestra comprata da Tesco.
Lo so. Ci siamo passati tutti.
Ma cerchiamo di ragionare.
Vi voglio fare solo una domanda. Spero sia sufficiente per minare la sicurezza in voi stessi e nelle vostre capacita'.
Non e' che gli anni in UK, il partire da zero, il farcela, gli sforzi ripagati, il conto in banca alla Barclays, le esperienze fatte, le responsabilita' lavorative che ci hanno affidato ci hanno fatto dimenticare chi veramente eravamo quando eravamo in Italia e che cosa inevitabilmente ritorneremo una volta tornati?
Per usare con approssimazione una metafora kleiniana, vivere in UK e' essere nella posizione schizo-paranoica dove tutto il male e' all'esterno (la mancanza di sole, la pioggia in agosto, la toilet senza bidet, i rubinetti dell'acqua calda e fredda separati, e tutte quelle cose che ci fanno male e non potremo mai accettare), ma tonare in Italia e' entrare nella posizione depressiva dove il male, lo sbaglio siamo noi.
Riflettete, non fate cazzate
Caro Luca,
Per fortuna niente zuppa di Tesco per il momento, Agosto e' stato una boccata di ossigeno weather-wise :-) (il weekend appena trascorso era uno di quelli che ti da la carica). Come discutevo ieri con il mio capo in supervisione, il mio desiderio di ritornarne in Italia e di esportare una versione ridotta di un modello che funziona e' un progetto a medio/lungo termine purtroppo (con un pargolo in arrivo devo pianificare tutto nei minimi dettagli). Non sono ancora nella situazione descritta da Luz, ma oscillo molto ampiamente. Certo i 120000km trascorsi su e giu' per la nazione per inseguire lavori ed acquisire esperienza 'have taken their toll'.
E' comunque abbastanza impressionante paragonare i due sistemi e vedere come in Italia, virtualmente, la psicologia non e' un servizio pubblico offerto al cittadino. Ed e' svilente vedere come nella cultura generale permane l'idea dell'inutilita' della psicologia. Qui soltanto citare la quantita' di soldi spesi dall'NHS per instaurare e mantenere questi servizi (in tempi di crisi per giunta!) fa per lo meno riflettere quei pazienti che iniziano una terapia un po' titubanti sull'efficacia di mindfulness, acceptance and committment therapy, CBT etc.
Non so - ci sono tanti pro e alcuni contro al vivere qui (il costo della vita stellare, la burocrazia efficiente ma 'spietata', una societa' comunque un po' classista, le estati piovose, gli inverni bui etc.). L'Italia non e' poi troppo lontana (te lo dice uno che ha fatto avanti e indietro in macchina 6 volte in 4 anni...in inverno e in estate!!), ma a volte sembra lontana anni luce.
Mah.
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Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero
[QUOTE=Luz Marina;2678157]
Citazione:
Originalmente inviato da
Marco_va
ciao Marco, grazie per il tuo post. in qualche modo mi sento meno 'anormale'....
anche io sono Italiana, in Uk da 6 anni, e anche io sto pensado di tornare in Italia. anzi, per la precisione, la decisione dentro di me l'ho gia' presa. devo solo decidere quando presentare il mio notice ma vorrei concludere il tutto per mx natale. ringrazio l'nhs inglese perche' mi ha dato la possibilita' di veder che le cose possono essere diverse con la determinazione ed il buon senso. ho imparato molto dal punto di vista clinico e spero di trovare il modo di trasferire le mie skills nel contesto italiano. certo, burocrazia e crisi economica in Italia sono fattori che non giocheranno a mio favore, ma voglio provarci. spero anche io di riuscire a rimanere nel mio ambito cosa che in Italia piu' risultare difficile. non quanti mi considerano una pazza a lasciare il certo per l'incerto totale. ma come dice Marco, alcune volte vedi altre priorita'. sei fortunato se trovi q.no qui con cui condivedere la tua vita e a volte la solitudine che a volte provi in questo paese. ma non sempre va cosi. ho tanti amici qui, di diverse nazionalita', ho una vita piena di cose, faccio sport.....ma sento la mancanza delle cose a me familiari e che mi sono care e se anche guadagno benaccio come PWP, mi rendo conto che non sono felice.....non e' essere mammone, ma voglio vivere bene.
da che hai scritto Marco, hai accumulato un sacco di esperienza che di certo in Italia non avresti mai potuto avere. hai conosciuto una altra realta', un modo di pensare e organizzare cose che e' anni luce dalla realta' Italiana e penso che e' questo ti/ci servira'. non nascondo le mie paure. so che sara' dura ma non impossibile...e so che avro' appoggio di persone a me care che possono anche diventare una risorsa. ho passato l wkd a buttare giu' un piano di azione e problem solve possibili ostacoli
credo che il desiderio di tornare in italia (e diffondere le cose imparate in UK) accomuni molti fra noi "italiani all'estero".
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero
[QUOTE=jjj-bbbb-kkk;2678271]
Citazione:
Originalmente inviato da
Luz Marina
credo che il desiderio di tornare in italia (e diffondere le cose imparate in UK) accomuni molti fra noi "italiani all'estero".
si e' vero...io non voglio avvilire nessuno e mi scuso per la lamentela. conosco Italiani che qui hanno messo radici qui in UK e sono felici, e Dio sa quanto vorrei che accadesse anche a me, ma cosi non e'. oggi ho fatto l'assessment di un paziente che, malgrado il lavoro ben pagato e a bella casa, non era felice e a 50 anni gli prendeva un pochino male buttare all'aria tutto. io vorrei non arrivare a 50 per rendermi conto che, malgrado i soldi e tutto nn ho voluto ascoltare quella parte di me che mi diceva di cercare di stare bene con me stessa prima di tutto.
non e' che mi sono scordata di come stavo in Italia prima di venire qui (me lo ricordo benissimo) o dei i sacrific fatti. avere piu' soldi nel conto in banca serve a poco se alla fine non si sta bene emotivamente. e' vero che l"italia non e' lontana, ma e' anche vero come dici tu Marco che a volte sembra lontana anni luce. 2 anni fa per colpa della distanza non sono potuta andare al funerale di due persone a me troppo care ed i questo mi ha dato da pensare parecchio gia' allora. non so se sto esagerando, ma mi sembra di perdere tempo prezioso ad inseguire qualcosa che forse non voglio veramente. di certo, l'esperienza qui mi ha ridato autostima. quando cercavo lavoro in Italia pensavo di essere io il problema (troppo stupida, poco in gmaba, poco intelligente). ora so che posso fare qsa se davvero lo voglio e spero di riuscire fare qsa quando torno in Italia. so che sembra un suicidio lavorativo. forse lo sara'...ma forse no right??
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Riferimento: lavorare all'estero
Trovo questa parte della discussione molto bella dato che si parla di tematiche molto personali che sono interessanti da leggere e potenzialmente molto utili per chi avesse in mente di partire.
Io sono uno di quelli che in UK si sente a casa: anzi diro' che mi sentivo piu' straniero quando ero a Padova. Sono in UK dal 2006 e non ho nessuna intenzione di tornare in Italia...anzi..negli ultimi anni, complice la situazione politica e sociale (passato glorioso di faro della cultura ma nel presente una societa' dove i modelli vincenti sono Corona o Briatore), sono sempre piu' schifato della madrepatria.
Detto questo devo ammettere che io non sono arrivato in UK da solo ma con mia moglie che e' inglese; avendo vissuto insieme 14 (7 in Italia) anni la lingua e la cultura inglese le conoscevo bene. A me la GB ha permesso di mettere al mondo due figli e di vivere come un adulto con una casa di proprieta' e senza il cordone ombelicale dei miei genitori a sostenermi....ribadisco..per me e' stato sicuramente piu' facile dato che non sono mai stato solo!
Sulla qualita' della vita le idee possono variare: io abito in una splendida town circondato dal verde e e dalla tranquillita'......se a luglio piove......poco mi tange :asd:
Allo stesso modo capisco benissimo quelli che invece non ne possono piu' e pensano di tornare. Secondo me le decisioni dettate da sentimenti o da questioni personali sono insindacabili: a volte uno fa una scelta per motivi magari poco pratici ma che per quella persona sono importantissimi. Probabilmente se mi sentissi come voi tornerei anch'io.
Sul lavoro invece rimango pessimista: per farla breve temo che esportare il modello UK in Italia sia a dir poco utopico. Non siamo pronti...purtroppo!
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Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Luz Marina
si e' vero...io non voglio avvilire nessuno e mi scuso per la lamentela. conosco Italiani che qui hanno messo radici qui in UK e sono felici, e Dio sa quanto vorrei che accadesse anche a me, ma cosi non e'. oggi ho fatto l'assessment di un paziente che, malgrado il lavoro ben pagato e a bella casa, non era felice e a 50 anni gli prendeva un pochino male buttare all'aria tutto. io vorrei non arrivare a 50 per rendermi conto che, malgrado i soldi e tutto nn ho voluto ascoltare quella parte di me che mi diceva di cercare di stare bene con me stessa prima di tutto.
non e' che mi sono scordata di come stavo in Italia prima di venire qui (me lo ricordo benissimo) o dei i sacrific fatti. avere piu' soldi nel conto in banca serve a poco se alla fine non si sta bene emotivamente. e' vero che l"italia non e' lontana, ma e' anche vero come dici tu Marco che a volte sembra lontana anni luce. 2 anni fa per colpa della distanza non sono potuta andare al funerale di due persone a me troppo care ed i questo mi ha dato da pensare parecchio gia' allora. non so se sto esagerando, ma mi sembra di perdere tempo prezioso ad inseguire qualcosa che forse non voglio veramente. di certo, l'esperienza qui mi ha ridato autostima. quando cercavo lavoro in Italia pensavo di essere io il problema (troppo stupida, poco in gmaba, poco intelligente). ora so che posso fare qsa se davvero lo voglio e spero di riuscire fare qsa quando torno in Italia. so che sembra un suicidio lavorativo. forse lo sara'...ma forse no right??
Eh...
Io potrei aggiungere che ho qualche dubbio anche sulla questione economica...utile, certo, guadagnare magari 1300 pound al mese, ma quando il 97% se ne va tra affitto (di un monolocale), council tax, utility bill etc, beh, non e' il massimo. E per fortuna non ho la TV (niente TV licence) e nessun'altra spesa fissa a parte quelle citate sopra. L'indipendenza economica certo non l'ho raggiunta. E non vivo in centro a Londra. E non bevo alcohol ne fumo. Insomma, dal punto di vista economico mi sento di essere come uno dei professionals che faticano in Italia ad arrivare a fine mese.
Ovviamente se avessi scelto di vivere a Manchester le cose sarebbero state migliori (sarei riuscito a conservare circa il 30% dello stipendo a fine mese).
Mutui? Nope, neanche con un mortgage broker.
prospettive? Buone se si persevera! Ma...come notavi anche tu...non riuscire a tornare per un funerale è qualcosa che ti fa pensare.
boh. Sono davvero...'torn'. Ma se c'e' una cosa che lavorare qui mi ha insegnato è che...c'e' sempre una via d'uscita, anche quando sembra tutto impossibile.
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Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
jjj-bbbb-kkk
credo che il desiderio di tornare in italia
Prima o poi ti viene, ma se dai un'occhiata al sito di Beppe Grillo ti passa quasi subito... nostalgie di affetti personali a parte.
Citazione:
(e diffondere le cose imparate in UK)
Diffondere? Nel pubblico te lo scordi, data l'impostazione psichiatrica medico-centrica vecchio stampo.
Nel privato, se riesci a vincere la disoccupazione certa, forse ce la fai, ma "in casa tua".
Citazione:
accomuni molti fra noi "italiani all'estero".
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Krautrock
mi auguro che sia un buon modo x iniziare, anche io penso di farlo, è un ottimo modo x perfezionare la lingua e calarti in un altro ambiente, e si ha tempo x mandare curriculum, senza rimetterci troppi soldi in prima persona aspettando senza far niente. Ho un mio amico che attualmente lo sta facendo, è partito con un inglese scolastico e dopo qualche mese lo parla già molto bene e in più mastica anche il rumeno!tu come sei messa con l'inglese?con che qualifiche parti?
Io ho una laurea triennale, poi ho fatto un anno di servizio civile e adesso cerco di concludere entro il 2013 la magistrale in Scolastica e comunità. Ho qualche esperienza di volontariato e un buon inglese. Tutto qui!
Le motivazioni che mi spingerebbero a partire sono molteplici, forse più di natura personale che altro. Tu invece? :)
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Riferimento: lavorare all'estero
io ho un inglese scolastico, capisco mozziconi di frasi di film e canzoni, vado meglio nello scritto, dovrò ripassare un po' di cose prima di partire...a livello universitario sto x prendere la triennale, e ho dei dubbi riguardo la specialistica visto che in Inghilterra nn verrebbe nemmeno riconosciuta, e da poco ho saputo che bisogna anche fare ulteriori test d'ingresso...li servizio civile com'è stato??penso sia una buona alternativa x iniziare a fare qualcosa e ricevere anche qualche soldo....in Italia è improponibile pensare di lavorare, bisogna farlo gratis x un paio di anni e poi sperare che tutto vada bene, a questo punto meglio fare volontariato all'estero, almeno si fanno nuove esperienze e si vedono cose nuove...se poi a ciò si aggiunge la situazione socio-economica italiana sarebbe proprio una pazzia sprecare altro tempo in questo Paese
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Axamer Ibk
Sulla qualita' della vita le idee possono variare: io abito in una splendida town circondato dal verde e e dalla tranquillita'......se a luglio piove......poco mi tange :asd:
Hihihi :asd: Io soffrendo di SAD (seasonal affective disorder) praticamente vivo con la lampada SAD di Argos nei mesi invernali, mi ci piazzo davanti delle mezz'ore specie al mattino :P
D'estate e' pure peggio, a Manchester cercavo di lavorare fino alle 9 almeno quando uscivo non vedevo il cielo coperto...solo che le giornate sono infinite a Giugno e Luglio quindi non ci riuscivo mai :zott:
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Marco_va
Hihihi :asd: Io soffrendo di SAD (seasonal affective disorder) praticamente vivo con la lampada SAD di Argos nei mesi invernali, mi ci piazzo davanti delle mezz'ore specie al mattino :P
D'estate e' pure peggio, a Manchester cercavo di lavorare fino alle 9 almeno quando uscivo non vedevo il cielo coperto...solo che le giornate sono infinite a Giugno e Luglio quindi non ci riuscivo mai :zott:
azz....deve essere stata un impresa titanica resistere in UK con la SAD!! Immagino che una situazione del genere abbia dato una bella mazzata alla 'qualita' della tua vita.
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Riferimento: lavorare all'estero
PER Marco-Va:
hai citato un post di Luz Marina e hai messo me come autore!!! (mi riferisco al tuo post del 21/08 ore 21.26).
Io non vivo a londra e non ho parlato della mia situazione economica.
Puoi correggere per favore? grazie
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
jjj-bbbb-kkk
PER Marco-Va:
hai citato un post di Luz Marina e hai messo me come autore!!! (mi riferisco al tuo post del 21/08 ore 21.26).
Io non vivo a londra e non ho parlato della mia situazione economica.
Puoi correggere per favore? grazie
Fatto! Chiedo venia :-)
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Marco_va
Fatto! Chiedo venia :-)
:-)
Riguardo al ClinPsyD mi sembra di capire che sei arrivato fino all'interview, e' comunque un buon traguardo.... considerando che ogni anno ci provano in migliaia e solo una minoranza viene invitata all'interview.
Magari merita fare un altro tentativo (ovviamente se decidi di restare in uk).
Riguardo al tempo concordo, da fine marzo e' stato un disastro!...pero' ho sentito che settembre dovrebbe essere asciutto... speriamo!
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Riferimento: lavorare all'estero
Che la GB non fosse Dubai si sapeva :asd:
Ma piu' del tempo mi spaventa la meLma (e nella scelta delle consonanti...sono educato :sbonk: ) in cui si tornerebbe a sguazzare in Italia: a volte partecipo ad altre discussioni su questo forum, oltre a sentire amici rimasti in italia, e devo dire che la voglia di tornare in Italia svanisce miracolosamente..........impiastri politici, burocrazia folle, meritocrazia a livello dell'Egitto dei faraoni eccetera eccetera eccetera
Se un giorno dovessi tornare sarebbe per una scelta di vita, per un cambio completo e sicuramente non per fare lo psicologo o lavorare nel capo della salute mentale: non penso riuscirei a sopportare un sistema tanto deficitario e opprimente.
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Re: Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Axamer Ibk
Che la GB non fosse Dubai si sapeva :asd:
Ma piu' del tempo mi spaventa la meLma (e nella scelta delle consonanti...sono educato :sbonk: ) in cui si tornerebbe a sguazzare in Italia: a volte partecipo ad altre discussioni su questo forum, oltre a sentire amici rimasti in italia, e devo dire che la voglia di tornare in Italia svanisce miracolosamente..........impiastri politici, burocrazia folle, meritocrazia a livello dell'Egitto dei faraoni eccetera eccetera eccetera
Se un giorno dovessi tornare sarebbe per una scelta di vita, per un cambio completo e sicuramente non per fare lo psicologo o lavorare nel capo della salute mentale: non penso riuscirei a sopportare un sistema tanto deficitario e opprimente.
infatti vedo la mia piu' come una scelta di vita....conosco bene i rischi e la paura a momenti diventa panico....cmq ci provero' a fare qsa come psicologa e cerchero' di far uso di tutte le mie risorse disponibili. devo poter 'vedere' con i miei occhi che e' proprio vero che non si puo' cambiare nulla in Italia. penso che un tentativo del genere lo devo a me stessa. non penso altrimenti di potermi guardare molto allo specchio tra 20 anni. ma quello a cui punto piu' di tutto e' ad essere serena, qualunque cosa accada...magari sara' un utopia. forse...ma so gia' che in UK non lo sono, e non e' per il tempo metereologico, il cibo o gli inglesi. non e' per scoraggiare nessuno. anzi, diro' sempre che in UK ci sono piu' possibilita' di realizzarsi e fare carriera ed essere felici....molti ne sono testimonianza (vedi Azamer) ...sto solo facendo una scelta diversa basata su cose/idee che per me ora sono diventate prioritarie!!.
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Riferimento: Re: Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Luz Marina
infatti vedo la mia piu' come una scelta di vita....conosco bene i rischi e la paura a momenti diventa panico....cmq ci provero' a fare qsa come psicologa e cerchero' di far uso di tutte le mie risorse disponibili. devo poter 'vedere' con i miei occhi che e' proprio vero che non si puo' cambiare nulla in Italia. penso che un tentativo del genere lo devo a me stessa. non penso altrimenti di potermi guardare molto allo specchio tra 20 anni. ma quello a cui punto piu' di tutto e' ad essere serena, qualunque cosa accada...magari sara' un utopia. forse...ma so gia' che in UK non lo sono, e non e' per il tempo metereologico, il cibo o gli inglesi. non e' per scoraggiare nessuno. anzi, diro' sempre che in UK ci sono piu' possibilita' di realizzarsi e fare carriera ed essere felici....molti ne sono testimonianza (vedi Azamer) ...sto solo facendo una scelta diversa basata su cose/idee che per me ora sono diventate prioritarie!!.
come gia' scritto prima penso che scelte di vita siano insindacabili dato che nella maggior dei casi prescindono da fattori pratici (tempo, $, cibo, status etc.). L'essere sereni ed in pace con se stessi e' molto importante , direi vitale e nessuno puo' dirti come e dove raggiungere questi obiettivi. Avevo una collega scozzese che si e' trasferita in spagna e sta da dio: purtroppo (dico purtroppo perche' era molto molto brava) non fa la psicoterapeuta, lavora in un bar con il compagno, a livello economico fanno fatica ma se la cavano e alla fine vivono bene.
Parlando del lato pratico temo che il cambio UK/Italia sia un suicidio professionale. Per come sono fatto io non sopporterei la mancanza di meritocrazia e i colloqui impostati sul fattore "sono amico di...." (ovvio che le eccezioni ci sono...ma quante?).
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Re: lavorare all'estero
Ho un interview a Liverpool il 30! Consigli generali?
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Riferimento: Re: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
sanje1982
Ho un interview a Liverpool il 30! Consigli generali?
in primis congratulazioni ed in bocca al lupo!
Sicuramente ci saranno domanda specifiche per il tuo 'field'. Altre topiche gettonata sono l'uso della supervisione, come lavorare/sopravvivere sotto pressione, confidentiality, clinical governance e magari altri aspetti non clinici piu' legati al tuo ruolo.
Poi ripassati l'accento di liverpool....:jd: abbaiano, non parlano....uno dei pochi accenti che mi irrita a sentirlo (Irish still the best!!!!!)
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Riferimento: lavorare all'estero
Salve a tutti ragazzi vi scrivo per chiedervi qualche consiglio per studiare o lavorare in Irlanda o UK.
Sono uno studente lavoratore di trentadue anni da quando sono nato, possiedo il passaporto irlandese (Irish da parte di mamma, quindi ho anche qualche aggancio per sistemarmi), frequento il corso di psicologia della Sapienza e sono iscritto al secondo anno di Psicologia del lavoro delle organizzazioni, e volevo rivolgervi le seguenti domande:
• Uno psicologo del lavoro, in Uk o in Irlanda può diventare psicoterapeuta, una volta fatto l’eds e completata una scuola di specializzazione come avviene in Italia?
• Vorrei fare un master di Neuroscienze al Trinity college di Dublino, qualcuno di voi sa come funzionano i Master e se il Trinity college di Dublino è ancora un’Università importante che t’inserisce nel mondo del lavoro (visto il costo del Master).
• Un'altra domanda è conviene fare il Dottorato di ricerca? Poiché sarei interessato a un Dottorato che si svolge al Trinity college di Dublino sui fattori umani.
• In Irlanda e Uk si possono fare il Dottorato e il Master contemporaneamente oppure scuola di specializzazione e dottorato insieme ecc?
Scusate se mi sono dilungato troppo, per ovvi motivi di comodità sarei più orientato per l’Irlanda comunque accetto anche consigli per trasferirmi in Uk visto le opportunità maggiori che ho letto in questa discussione un saluto a tutti Emiliano.
P.s. vi invio i Link sia del Master che del dottorato per rendere meglio l'idea
http://www.tcd.ie/Neuroscience/educa...stgraduate.php
http://www.psychology.tcd.ie/aprg/home.html
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Riferimento: lavorare all'estero
ciao e benvenuto!!
premetto che dell'irlanda so poco o nulla...a parte che e' stupenda!
Citazione:
Originalmente inviato da
emix79el
• Uno psicologo del lavoro, in Uk o in Irlanda può diventare psicoterapeuta, una volta fatto l’eds e completata una scuola di specializzazione come avviene in Italia?
penso proprio di si anche se alcuni corsi possono essere piuttosto selettivi e privilegiare candidati con un maggior background/esperienza clinica
Citazione:
Originalmente inviato da
emix79el
• Vorrei fare un master di Neuroscienze al Trinity college di Dublino, qualcuno di voi sa come funzionano i Master e se il Trinity college di Dublino è ancora un’Università importante che t’inserisce nel mondo del lavoro (visto il costo del Master).
non so nulla del Trinity a parte il fatto che e' rinomato. Personalmente non penso che nessun corso o universita' (a forse parte Oxford e Cambridge) ti inserisca nel mondo del lavoro
Citazione:
Originalmente inviato da
emix79el
• Un'altra domanda è conviene fare il Dottorato di ricerca? Poiché sarei interessato a un Dottorato che si svolge al Trinity college di Dublino sui fattori umani.
Penso che un dottorato sia sempre un ottimo biglietto da visita. Poi dipende molto da quanto e' spendibile sul mercato. Il mio sogno era farne uno in Psicolinguistica ma come e' facile immaginare ora sarei un Doctor disoccupato :sbonk:
Citazione:
Originalmente inviato da
emix79el
• In Irlanda e Uk si possono fare il Dottorato e il Master contemporaneamente oppure scuola di specializzazione e dottorato insieme ecc?
intendi la possibilita' che uno stesso corso garantisca entrambi i titoli?: penso di no
se invece ti riferivi alla possibilita' di essere iscritto a due corsi contemporaneamente......penso che qui non ci siano problemi a parte il fatto di navigare tipo Titanic verso un probabilissimo 'burnout'. :argh:
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
emix79el
Salve a tutti ragazzi vi scrivo per chiedervi qualche consiglio per studiare o lavorare in Irlanda o UK.
Sono uno studente lavoratore di trentadue anni da quando sono nato, possiedo il passaporto irlandese (Irish da parte di mamma, quindi ho anche qualche aggancio per sistemarmi), frequento il corso di psicologia della Sapienza e sono iscritto al secondo anno di Psicologia del lavoro delle organizzazioni, e volevo rivolgervi le seguenti domande:
• Uno psicologo del lavoro, in Uk o in Irlanda può diventare psicoterapeuta, una volta fatto l’eds e completata una scuola di specializzazione come avviene in Italia?
• Vorrei fare un master di Neuroscienze al Trinity college di Dublino, qualcuno di voi sa come funzionano i Master e se il Trinity college di Dublino è ancora un’Università importante che t’inserisce nel mondo del lavoro (visto il costo del Master).
• Un'altra domanda è conviene fare il Dottorato di ricerca? Poiché sarei interessato a un Dottorato che si svolge al Trinity college di Dublino sui fattori umani.
• In Irlanda e Uk si possono fare il Dottorato e il Master contemporaneamente oppure scuola di specializzazione e dottorato insieme ecc?
Scusate se mi sono dilungato troppo, per ovvi motivi di comodità sarei più orientato per l’Irlanda comunque accetto anche consigli per trasferirmi in Uk visto le opportunità maggiori che ho letto in questa discussione un saluto a tutti Emiliano.
Ciao Emiliano,
mi pare che hai interessi in svariati campi: psi del lavoro, neuroscienze e psicoterapia. Questo e' utile cosi' non ti chiudi nessuna strada a priori poiche' e' difficile fare previsioni su quello che "conviene".
Da quel che so io, il master in neuroscienze di cui parli puo' aumentare le possibilita' di vedersi offrire un posto nel dottorato in neuroscieze.
Tutti i master in UK sono molto intensi (compiti, ricerca....), di solito le persone fanno un corso per volta in UK
In bocca al lupo per le tue scelte e tienici informati
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Riferimento: lavorare all'estero
Rieccomi a chiedere consiglio ai membri più esperti!!! :)
Sono oramai al 6° mese di lavoro come care assistant in una care home "specializzata" nelle demenze e sto pensando di cominciare le pratiche per la membership alla British Psychological Society poichè per molte vacancies per assistant psychologist la richiedono. credo ci vorrà un pò di tempo prima che mi rispondano, quindi nel frattempo continuo a fare esperienza.
poichè ci sono vari tipi di membership mi date qualche consiglio considerando che sono psicologa clinica e di comunità(laurea vecchio ordinamento) e psicoterapeuta sistemico relazionale (4 anni) ed ho al mio attivo una pubblicazione sul bollettino sulle dipendenze ed un altro articolo in corso di "sistemazione"...? potrei provare come chartered psychologist o devo per forza iniziare come graduate member?
grazie mille per i vostri consigliiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!
p.s. se qualcuno sa di vacancies appetibili nel surrey e nel middlesex mi faccia un fischiooooooooooooooooooooo! :D