Prozit!!! :jd:
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Anche la riflessione contraria sul "chi cerca in ogni modo di usare chi" di fatto e la necessità di una risposta opportuna in tal senso, non la escluderei.Citazione:
Caro Marco,
prendo atto di ciò che dici, se hai avuto impressione che qualcuno (io compreso) usasse Char_lie per scopi "terapeutici" me ne scuso, non era affatto mia intenzione
Mi lascia perplesso il post di Megiston... come mai qualcuno ti può prendere per matto per la simpatia verso il simpaticissimo Char_Lie !!??
Credo , inoltre, che marco forse non ha seguito la lunga discussione e quindi non ha presso la domanda di aiuto espressa tante volte in modo quasi manifesto dal amico virtuale , e ne sarei certo di pensare che abbia trovato, nel vostro interesse nelle vostre risposte, nelle vostre considerazione, tanta compagnia e affetto.
Freud diceva che c'erano due giorni da dimenticare ... pero scusate... so che lo sapete già ... che ci stò a farvi perdere tempo !! :)
Saluti.
Ale.
è che questo è un forum molto particolare!
Però ho trovato forum di barche a vela, giuro, dove certi post sarebbero degni di stare qui, in mezzo a questo thread!
Certo il forum dell'Accademia della Crusca è un po' più sterile, ma mica tanto.
Poi ci sono quelli di letteratura,e di musicaa, bellissimi, su quelli di lirica ho trovato dei novelli psicologi, le letture psicologiche della Boheme e di Turandot.
L'unica cosa è che si può parlare di tutto, meno che della propria analisi, pena il fallimento della stessa, acc.. io questa proprio non la digerisco, non la riesco a digerire.
Char.lie non è in analisi, quindi è al riparo, gulp.
Marco 84, non ci mettere le paranoie, siamo grandi e vaccinatiiii.
Io trovo estremamente "cattivo", che si sostenga che il paziente deve tenersi dentro tutta l'analisi, e che quelli che ne parlano nei forum sono "stupidi".
Io questa esclusività del rapporto paziente-terapeuta non la capisco, mi fa imbelvire.
E se l'analista fosse un cretino?
E il paziente non se ne accorge?
E poi parlarne aiuta, meglio il suicidio del paziente per depressione da transfert?
Ve lo siete mai posti il problema, signori terapeuti?
Ve l'hanno mai posto?
Cara Comply,
mi sa che tu questa cosa dovresti davvero trattarla col tuo analista e non con noi, se non altro per evitarti confusione e di contrapporre l'uno all'altro. "Imbelvire" mi piace, "depressione da transfert" meno; il paziente non se ne accorge? Scherzi? E' la prima cosa che nota! Se mi hanno mai posto il problema? No, nessuno.
Ciao
Non volevo interrompere più, ma dopo che hai scritto questa cosa Alejandro mi continuo a chiedere una cosa: ma come faceva questa donna sul vaso a far la pipì in piedi? Già qualche volta non lo centriamo noi che siamo provvisti del mezzo di direzionamento, immagino che per una donna farla in piedi e non allagare il bagno dev'essere un'impresa. Deve aver sviluppato una tecnica particolare segreta questa qua o forse portava con sé in borsetta sempre un imbuto, bo, magari la faceva nella doccia? Avete mai approfondito la questione?Citazione:
Originalmente inviato da Alejandro
O mi sbaglio proprio e per le donne magari è abbastanza facile far la pipì in piedi senza bagnarsi e soltanto per consuetudine la fanno da sedute sul vaso e un po' accovacciate per strada... :mumble:
Mi incuriosiva troppo questa cosa, non ho resistito :D.
Saluti
Eccolo !
Piacere di rileggerti Piccolo Hans.
La curiosità è molto importate e, come tu confermi, legata a la sessualità.
Stai diventando troppo curioso per sapere cosa hanno le femmine li dove tu hai il piselino eh !?? :)
Per ora ti saluto.
Ale.
Ohioi, anche te con questa storia della confusione.
Ma non è mica vero nulla, c'avete preso per deficienti.
Io non faccio nessuna confusione, mi prendo qiel che mi fa comodo, uffa.
Depressione da transfert significa un paziente che nei primi mesi o anni, passa da un divano all'altro di casa a farsi i rimuginamenti sulle sedute.
Siccome io ci sono passata, e non ero più una persona normale, ma veramente mi pareva di essere diventata incapace di intendere e di volere, sta cosa mi fa inkavolare come una iena.
Perchè ero io, eh, se pigli una debole, vuoi vedere che succede!
comincio a pensare che a certi terapeuti gli girino le balle ad andare in onda in diretta sul TG1 o sulla 7, visti dai pazienti, però, no raccontati nei loro libri con le parole che fanno loro comodo.
ecco perchè rompono le scatole con la riservatezza.
E' che io tanta esperienza non ce l'ho e 'sta cosa di una donna che fa la pipì in piedi come un uomo non l'avevo mai sentita :D. So che qualcuno ha messo in commercio una specie di imbuto che permette pure alle donne di farla in piedi, ma questa cosa l'hanno inventata ultimamente e mi incuriosiva capire come faceva questa qua che hai conosciuto tu una decina di anni fa.Citazione:
Originalmente inviato da Alejandro
Certo usare questo stratagemma in certi bagni pubblici per igiene, quando è proprio necessario, anche per non doversi calare il jeans fino a terra probabilmente è una buona idea, se uno sta a casa sua bo, non lo so, meglio far pipì e pupù come uno sta più comodo. Comunque va be' se non lo sai o non vuoi rispondermi non importa. Era una mia curiosità.
Saluti
ohiohiii, l'ha detta anche a me, il mio analista, un t'ha a credere, un è mi'a originale, sa?
c'hanno le frasi fatte, il Bignami, pronti a ogni evenienza, e le riadoperano, anche!
e anche il paziente che fa: "Come ha fatto a saperlo?!" dev'essere un'altra cosa tipica.
Naturalmente l'analista, quando ci azzecca, è tutto contento, si crogiola e si pavoneggia, e si sente!:))
Perchè ridacchia, e poi diventa tutto sdolciacchero, della serie t'ho gabbato.
Complicata ma proprio questa cosa di una donna che fa pipì in piedi te l'ha raccontata anche a te il tuo analista? :mumble:Citazione:
Originalmente inviato da complicata
certamente!
Anche perchè non è mica raro che la donna la faccia in piedi, non ci vuole la scienza a saperlo, e poi tanto è tutto simbolico, quindi casca in piedi.
Sempre in piedi eh, oh:argh:
Tanto per cambiare non c'ho capito più niente :sbonk:.
Ma Alejandro ha scoperto
1) una cosa vera che la donna già faceva?
Oppure
2) ha scoperto solo un desiderio fantasioso della donna?
:mumble:
Se davvero ci riescono al naturale le donne a farla così quelli che si sono inventati 'sto prodotto qua non faranno molti affari :tajo:.
ahah:asd:
bisogna vedere quanta ne fa una, se traborda, oddio mi sto schiantando!:asd:
e poi dove? Per la strada, all'angolinooo..
i
Sinteticamente, ha "scoperto" ha scoperto entrambii, ma anche qualcosa di più. Che la donna probabilmente, non sapeva di sapere o/e di desiderare. Per quanto dal modo in cui gli ha risposto e dai processi avvenuti dopo quella "seduta " (probabile sintesi di un iter...)nella sua vita, si può supporre piuttosto che non potesse permettersi ancora di "saperlo" anche per via e per mezzo del tipo di relazione che aveva in corso. E che manteneva il suo status quo.:sbonk: E che allontanava certe cose ........:sisi::asd:
Ma come tu non sapevi che ci sono donne che fanno pipì in piedi e uomini che fanno pipì seduti?:what?: :ooo::ooo:
Che un uomo la faccia seduto sul vaso mi sembra possibile (senza bagnarsi insomma) ma se poi una donna la fa in piedi come un uomo mi chiedo la pipì come faccia ad arrivare nel vaso: più che in piedi la pipì secondo quel poco che conosco dovrebbe andare a finire sui piedi o scivolare in parte lungo le gambe.Citazione:
Originalmente inviato da RosadiMaggio
A proposito, c'è per caso qualcuno o qualcuna che alza una gamba come i cani? Comunque io sono per la libertà di espressione, evviva lo stile libero di far pipì! :asd:
Va be' a questo punto visto che Alejandro s'è eclissato chiudo la parente su donne e stile libero di far pipì :D.
Volevo solo ringraziare diamanda per questo intervento.
Ho letto il tuo intervento nella discussione che hai aperto e le difficoltà che riporti (non vorrei sbagliarmi) mi sembrano simili a quelle che ha attraversato complicata.
Io non lo so se vivere davvero può equivalere ad affidarsi completamente a qualcun altro, un'altra persona può qualche volta farti star meglio, esser di compagnia, darti qualche consiglio utile, farti un prestito nel caso tu ne abbia bisogno, aiuta insomma condividere qualcosa, ma di sicuro non ti puoi affidare a nessuno completamente, nemmeno a tua madre o tuo padre, può capitare certo di trovarsi in sintonia talvolta, ma bisogna sempre verificare che sia così davvero, un'altra persona spesso non sa e non capisce nemmeno di cosa hai bisogno e spesso magari non è nemmeno ben intenzionata ad aiutarti secondo il senso di aiuto che hai in mente tu, prima di affidarsi a qualcuno è necessario verificare che quest'ultimo desideri più o meno le stesse cose che desideriamo noi stessi per noi stessi, se non capita questo non è mica un bene affidarsi secondo me, nessuno può sostituirsi a te e dirti quel che preferisci, può suggerirti qualcosa, ma poi alla fine comunque non è detto che questo si trovi davvero in sintonia con quel che senti tu.
Io non so questi analisti che combinano in seduta e come riescono a farvi innamorare tutte dedicandovi solo un'ora a settimana di conversazione in cui non si sforzano nemmeno più di tanto nel parlar di loro :D. Scherzo un po' però questa cosa qua dell'innamoramento dell'analista è abbastanza diffusa a quanto pare, comunque intervieni anche in questa discussione liberamente se ne hai voglia.
Complicata qualche messaggio fa ha parlato di "depressione da transfert" effettivamente deve essere difficile gestire questi sentimenti, essere innamorati e non sentirsi ricambiati dall'altra persona non credo faccia bene a nessuno. A me sta capitando una cosa del genere, ma al di fuori dell'analisi.
Mi auguro comunque che trovi anche tu qualcuno al di fuori della tua analisi o psicoterapia che ricambi questi sentimenti, di sicuro poi ti dedicherà più di un'ora a settimana, se tu lo vorrai.
Un Saluto affettuoso, sei stata davvero gentile :ciao:
Pensi che non ci siano persone che lo fanno? D'altra parte, se lo stile è libero:asd::)Citazione:
A proposito, c'è per caso qualcuno o qualcuna che alza una gamba come i cani? Comunque io sono per la libertà di espressione, evviva lo stile libero di far pipì!
Va be' a questo punto visto che Alejandro s'è eclissato chiudo la parente su donne e stile libero di far pipì .
Richiusa la parente;):ciao:
Ti racconto un fatto: anni fa, ho conosciuto una donna che la faceva mettendosi prima in piedi sul water e poi accovacciandosi su se stessa:sisi:
Strana gente, strane idee:P
A gh'è el prevòst che sta a Precòtt
che quand el caga ne fa on fagòtt.
A ghe n'è on alter a Crescenzagh
che prima la fa e poeu la liga col spagh.
E poeu ghe n'è vun che stà a Cinisell
che prima la fa e poeu ghe leva el cappell.
E poeu ghe n'è 'n alter che stà a Lambraa
che prima de falla el va adree a caragnà.
E poeu. ghe n'è vun che l'è propi ridicol
lù el va a falla dedree di edicol.
A ghe n'è on alter a Villapizzon
ch'el caga, l'ughetta e poeu 'l fa i panatton!
(tratto da "El minestron" di Nanni Svampa)
C'è il prevosto di Precotto
che quando defeca ne fa un fagotto
ce n'è un altro, a Crescenzago,
che prima la fa e poi la lega con lo spago.
Poi ce n'è uno che sta a Cinisello
che prima la fa e poi le toglie il cappello.
Poi ancora un altro che sta a Lambrate
che prima di farla continua a lamentarsi (a piangere).
E poi ce n'è uno che è proprio ridicolo:
quello va a farla dietro alle edicole!
Ce n'è un altro ancora, di Villapizzone,
che caga l'uvetta e poi fa il panettone.
Char_Lie, apriamo un'altra parente (ma è tua o di Alejandro, sta parente?...):ti sei innamorato? E di chi? Com'é? Cosa ti piace di costei/costui?Citazione:
A me sta capitando una cosa del genere, ma al di fuori dell'analisi.
Raccontaci qualcosa, dai.....
Lalangue, el minestron è del grande cabarettista lombardo, Nanni Svampi, vero?
Cmq, la ragazza di cui ho parlato, aveva una sintomatologia fobica che la portava a compiere degli "evitamenti" tramite rituali. Tra cui quello descritto.
Complicata, bello il video di Roberto Benigni; l'hanno rifatto tempo fa su una rete privata:sisi:
:approved:
Lalangue, el minestron è del grande cabarettista lombardo, Nanni Svampi, vero?
Cmq, la ragazza di cui ho parlato, aveva una sintomatologia fobica che la portava a compiere degli "evitamenti" tramite rituali. Tra cui quello descritto.
Complicata, sempre bello il video di Roberto Benigni; l'hanno rifatto tempo fa su una rete privata:sisi:
:approved:
E' di Totò http://www.youtube.com/watch?v=SzrEfkjdzgw
Questa qua Alejandro però non credo che sarebbe riuscito a scoprirla. Il dialogo avrebbe dovuto essere questo:Citazione:
Originalmente inviato da RosadiMaggio
P (aziente) - FINO A QUANDO DOVRò STAR MALE?
A (lejandro) - FINO A CHE TU FARAI PIPì COME UN'ACROBATA...
P (aziente) - COME FA A SAPERE CHE FACCIO PIPì COSì?! :mumble:
:asd:... Scherzo Alejandro
Se avessi dovuto fare una cosa del genere io per far la pipì, salire lassù e compagnia bella credo che adesso avrei usato ancora i pannolini :D.
Comunque divertenti la poesia ed il video :tajo:.
Una cosa non l'ho capita però, io cosa c'entro con 'sto piccolo Hans di cui ha parlato Alejandro?
Saluti :ciao:
L'argomento della valutazione dell'efficacia della psicoanalisi e dei suoi strumenti tecnici è da sempre dibattuto.
Da un vertice psicoanalitico, come lo illustra W. R. Bion ne "Il mistico e il gruppo" (cap. VI di "Attenzione e interpretazione"), l'efficacia si misura in base ad un allargamento del campo di osservazione. Segue un po' la vecchia bussola di S. Freud quando diceva che una interpretazione è corretta se aiuta il sorgere di nuove associazioni e la produzione di nuovi ricordi.
La morale è che la psicoanalisi è l'osservazione del "sapere non (ancora) saputo" e/o "non (ancora) pensato" (Bion, Bollas, Sciacchitano). Questo sapere ha la brutta abitudine di presentarsi, all'analista accorto, in forma contraddittoria, cioè infrangendo il principio di non contraddizione (Freud, Bion, Matte Blanco, Sciacchitano). L'analista, come libero osservatore, dovrebbe accompagnare l'analizzando/analizzante in questa esplorazione, omettendo il giudizio e permettendo a questi elementi perturbanti di sorgere nello psichismo del paziente.
Beh, avrei preferito non attaccarmi ma non ci sono riuscito, per questo ho costruito un parallelismo col transfert erotico che alcune donne hanno nei contronti del terapeuta.
Vi ho parlato del fatto che ho cercato relazioni a pagamento? :D Sì
Ecco le prime volte è andato tutto piuttosto male, le donne conosciute così mi hanno fatto stare sempre più male che bene, non mi ci trovavo tanto, così un po' deluso, ho lasciato perdere per un po'...
In questo periodo ho conosciuto una ragazza che aveva un passato piuttosto burrascoso (era stata adottata da bambina e non è stata molto fortunata le cose con i suoi non sono andate bene, veniva maltrattata), così dopo un anno di amicizia ci siamo messi insieme, in verità prima io la corteggiavo un po' però ogni volta lei cercava di comunicarmi che non era interessata a me e così io scoraggiato lasciavo perdere... Sarà stata una strategia? :mumble: Non l'ho mai capito. Io comunque ad un certo punto ho pensato che sarebbe stato meglio restare proprio amici.
In ogni caso non so come ci siamo messi insieme :asd:. Solo il primo mese è stato un po' più felice. In seguito lei era continuamente insofferente perché io non mi davo da fare abbastanza, io malsopportavo questo suo atteggiamento nei miei confronti e lei malsopportava il mio di chiusura ad istrice, io mi innervosivo, lei si innervosiva, e così sono trascorsi diversi mesi di bassi e qualche alto, insieme alla fine si stava più male che bene, paradossalmente non ero così felice con lei, ed anche lei non lo era con me.
Ci siamo lasciati, le cose non funzionavano... Anche se questa relazione amorosa è stato un mezzo fallimento per me, siamo rimasti amici, tanto non è che serbassi rancore verso di lei e nemmeno lei nei miei confronti, però questa storia mi ha lasciato oltre modo deluso.
In quel periodo, una notte estiva, visto che ero particolarmente scosso mi buttai per strada a girovagar di notte cercando di riempire questo vuoto affettivo e questo desiderio d'amore nuovamente con una relazione a pagamento, e così con un numero di telefono reperito in rete tempo prima, conobbi A.
In realtà non sono stato proprio un cliente assiduo, dato che tutte 'ste possibilità economiche mi mancavano e mi mancano :D, però l'anno scorso l'ho praticamente accompagnata sempre al lavoro facendole diversi piaceri che mi potevo permettere di fare, solo per poter stare un po' con lei. Ecco sono rimasto invischiato sentimentalmente, però io, non lei, e comprendo bene tutta la situazione, non credo proprio che abbia proprio uno spazio nella sua vita per queste cose, ha la sua famiglia nel suo paese, una figlia avuta da ragazza e così via, anche se si sentisse attratta da me in qualche modo io non riuscirei mai a gestire una situazione del genere, però poter guardare il suo viso sorridente per qualche sciocchezza mi rende contento. Sono un deficiente? Forse sì :asd:
Comunque di persone come lei non se ne trovano tante, è una relazione un po' strana che, per quanto risulti appesa (magari io per lei sono uno dei tanti clienti), è riuscita a darmi qualcosa in più rispetto ad altre relazioni normali.
Io non sono mai riuscito a sentirmi a mio agio con altre donne in altri contesti. Questa relazione un po' è reale un po' è immaginaria per me, per questo l'ho paragonata a quella che instaurano certe persone con lo psicoterapeuta quando si innamorano di quest'ultimo: a me non è capitato con la mia analista ma in quest'altro contesto. So che è in buona parte una finzione, ma sapere che una persona mette in scena una finzione in cambio di qualche soldo per permettermi di sognare (e permettere di sognare ad altri uomini) me la fa amare molto di più di chi ad ogni sogno non gli permette di trovare alcuna espressione fantasma... si può ancora provare a rappresentare quello che non esiste ancora e forse non esisterà proprio. Io ovviamente vorrei che questa finzione sia o diventi reale, ma questa donna concreta che ho conosciuto, il massimo che mi può dare è questo rapporto immaginario, e dopo essermi guardato un po' in giro penso che non sia comunque poco.
So che è tutta un'illusione, ma alla fine è l'illusione che vorrei si realizzi davvero, posso immaginare quel che desidero davvero ma non averlo concretamente per ora, non è che svalorizzo la realtà, è proprio la realtà in fin dei conti, per come l'ho conosciuta io, che davvero non mi piace, ad altri stanno bene certi limiti a me stanno sempre stretti; non sono né il primo né sarò l'ultimo a sentir questo.
Vorrei rimaner stupito una volta e vedere relazioni che si reggono come "una piramide sulla punta da ferma", invece tutto è già ben incastrato e certe strutture relazionali in questo mondo crollano, non possono esistere, per queste non c'è abbastanza spazio reale.
Io alla fine spero sempre d'essermi sbagliato rispetto alla valutazione di certe cose che mi sembra sia impossibile che si verifichino. Per "guarire" dovrei render vere diverse cose che mi sembrano impossibili, è l'unica strada aperta per me, solo una trasfigurazione del mio mondo in quello immaginario mi può salvare, solo se questo (la realtà che conosco) non coincide in certi modi alla realtà vera e propria, ma in buona parte a certe cose che immagino, solo in questo caso posso "guarire". Se ho osservato tutto bene, una conoscenza ulteriore non potrà aggiustare più nulla di quel che vorrei fosse riparato. Falsificare la realtà e riconsegnarla in qualche modo a quella immaginata ampliando lo spazio reale può risolvere qualcosa, ma è roba da Don Chichotte... Smidollati con belle pupe (o locandiere), Armate Brancaleone, Eroi dalle sembianze di Pulcinella e perché no anche donne alle quali cresce il pene :asd:... Ah magari anche Alejandro che accoglie i pazienti gratis. Un'operazione che va proprio nel verso opposto a quelle che spesso vengono suggerite (spazzare via le illusioni adattandole al reale conosciuto che si crede tale), viene modificata qualcosa di sé, ma non i propri desideri ed aspettative, è la stessa visione della realtà che viene spostata in parte nell'immaginario e proprio verso le illusioni che smetterebbero in questo caso di esser tali, lo spazio reale percepito soggettivamente dopo un'operazione del genere è stato ampliato ed il conflitto tra desiderio ed irrealizzabilità sparisce perché viene risolto in una falsificazione dell'irrealizzabilità. Queste cose soltanto mi rendono davvero felice e mi sorprendono, ma dovrei avere qualche prova in più per crederci davvero.
Ho parlato di me e di questa sorta di transfert, ora possiamo chiudere la seconda parente(si) se volete.Citazione:
Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l'immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza.
Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato. È un romanzo, nient'altro che una storia fittizia. Lo dice Littré, lui non si sbaglia mai.
E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi.
È dall'altra parte della vita
Saluti
sì, ma l'analista ti dice appunto che lui è lì perchè questa cosa vada in altre direzioniiii.
quali siano non si sa.
Certo non quelle che si aspetta lui, ammesso che si aspetti qualcosa.:asd:
Io non chiuderei nessuna parente( si), è tutto molto inerente. Classicooo.
Fantastico, Char-Lie, sei ultra mega galattico.
Te gli analisti te li mangi in un boccone, altrochè.
Nella psicoanalisi è possibile che una persona a forza di allargare il suo campo di osservazione con ricordi e associazioni si "allontani" dalla realtà e perda se stesso non "riconoscendosi" più (anche a causa di pensieri e ricordi che si autoalimentano senza distinzione).E alla fine di un percorso psicoanalitico c'è il rischio di depressione o altro per il "sentire" dei limiti ,dei vuoti ecc che ogni persona è nella realtà.
Come sie categorica ed assiomatica...
La depressione - o altra patologia- può verificarsi in tutte le psicoterapie, non solo nella psicoanalisi; esiste una differenza, in tal caso tra depressione legata a momenti evolutivi e scompenso depressivo o di altro tipo.
Inoltre, alla fine di un percorso, dove il percorso è stato legato ad un coinvolgimento emotivo relazionale con l'Altro (come nell'analisi nella rpgersiana, ecc..), un momento depressivo è connesso alla elaborazione del lutto per la separazione. E' diverso per approcci in cui si lavora a livello "sintomatico" in tempi brevi anche se diluiti nel tempo.
:ciao:
Grazie Char_Lie. Appena avrò tempo, ti risponderò in maniera più approfondita. Certo, non è una situazione facile.
Citazione:
Ne sono nate delle storie. C'era chi diceva: «'Sto ragazzo, è un anarchico, allora bisogna fucilarlo, è il momento e subito, senza esitare, bisogna mica gingillarsi, perché c'è la guerra!...» Ma ce n'erano degli altri, più pazienti, che asserivano che ero soltanto sifilitico e folle autentico e di conseguenza andavo rinchiuso fino alla pace, o almeno per qualche mese, perché loro, i non matti, che avevano tutte le ragioni, dicevano, volevano curarmi mentre avrebbero fatto la guerra loro soli. Questo prova che per essere ritenuti ragionevoli, nulla di meglio che avere una gran faccia di bronzo. Quando hai una bella faccia tosta, quello basta, allora quasi tutto è permesso, assolutamente tutto, hai la maggioranza con te ed è la maggioranza che decide quel che è folle e quello che non lo è.
Tuttavia la mia diagnosi restava molto discutibile. Le autorità decisero dunque di mettermi sotto osservazione per qualche tempo. La mia amica Lola ebbe il permesso di venirmi a fare qualche visita, e mia madre anche. Era tutto.
Eravamo alloggiati noi, i feriti con turbe, in un liceo di IssyIcs-Moulineaux, organizzato apposta per accogliere e spingere con le buone o con le cattive a confessare, secondo i casi, i soldati del mio tipo il cui ideale patriottico era semplicemente compromesso o del tutto malato. Non ci trattavano per niente male, ma ci sentivamo tutto il tempo, comunque, spiati da un personale infermieristico silenzioso e dotato di enormi orecchie.
Dopo qualche tempo di sottomissione a questa sorveglianza, te ne uscivi con discrezione per andare o al manicomio, o al fronte, o ancora molto spesso al muro.
Ciao grazie della risposta RosadiMaggio,...perchè categorica e assiomatica, è possibile in psicoanalisi che questo rischio sia maggiore rispetto alle altre terapie se la si applica in modo "ortodosso".
Si, anch'io mi son fatta quest'idea.
Tempo fa lalangue parlava dell'eleganza nel vestire dell'analista. La vera eleganza non si nota, è l'abito elegante a non farsi notare perchè sta talmente "a pelle" da dare risalto alla persona.
Ecco, secondo me un percorso d'analisi dovrebbe essere elegante, dovrebbe dare bellezza alle parti più scabrose ed inconfessabili, senza isolare ed astrarre in setting rigidi che inducono in regressioni che mal si coniugano con la richiesta di investimenti ingenti in termini di impegno e lavoro. Ma qualcuno direbbe che ciò non sarebbe psicoanalisi. E sia. A me però sembra che ciò che muova non sia la dura fatica del lavoro, ma la forza profusa dalla bellezza di ciò che accade.
Saluti
Bellezza, bellezza...
non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
certo se all'analista girano i maroni e pure al paziente, doventa tutto brutto.
Dipende con che occhio e umore le guardi, anche le terapie.
Oggi ti fa venire la depressione, anima in depression, come dice Zucchero, domani porti l'analista in palmo di mano come se fosse chissacchie.
tutto molto aleatorioo..
Appunto.
Se un giorno anima in depression e quello successivo high in the sky, coinvolge talmente tanto da essere l'analisi al centro e non la persona. E si sta parlando di terapie decennali e più...
Certo che poi è bello ciò che piace, non c'è alcun dubbio.
ecco, proprio, ti coinvolge, e questo è un guaio, quando sei così coinvolto.
guarda, ti dirò, io ora sono coinvolta anche in altro, ma non mi riesce di dimenticare la terapia, del tutto, tutt'al più, toh, rimando le sedute per far spazio a quest'altro coinvolgimento, non ce la fai a far posto proprio a tutti...
qualche scelta la devi fare,purtroppo, ti costa, ma è necessario.
prima la vita e poi pensarci su, dopo, ecco.
Priorità.
certo, quando senti la voce del terapeuta, è sempre un'emozione, anche se telefoni per dire che non ci vai, ti tocca fare l'indifferente, ma non lo sei, manco per niente.