Riferimento: Poesie e versi del giorno..
CONOSCO DELLE BARCHE
..conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire,
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.
Jacques Brel
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Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore mai perdonerebbe.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi sui ogni atlante.
È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
"Non devo loro nulla" –
direbbe l'amore
sulla questione aperta.
(Wislawa Szymborska)
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Nel silenzio della notte
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell'arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gìoia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.
S. Lawrence
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Catturerò il firmamento e lambirò le nubi
Prenderò in prestito la bufera
lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti.
e me ne andrò.
Non inseguirò l'equilibrio
non soffocherò le grida
danzerò sull'acqua
dirigendomi verso l'altra sponda
libera
o schiava
non importa!
Guaderò il fiume.
Quando verrà il momento
farfalla notturna
deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata
deporrò l'abito imbizzarrito invano
e darò fuoco al passato
per ritornare liscia come la terra vista da lontano
e girare da sola
Intorno alla luna.
Riderò e le mie risate non saranno tristi
non volerò, camminerò
accarezzerò la strada
converserò tutta la notte con il selciato
farò sgorgare la poesia dalle pietruzze
Il cielo piangerà e non mi preoccuperò
Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall'amore.
Quando verrà il momento
alba senza rugiada
mi mostrerò con il viso rabbuiato
e seppellirò i miei visi sereni
diffonderò le ombre sul mio essere
le farò gocciolare come il dolce miele
punto dopo punto
bacio dopo bacio
affinché riemerga sulla superficie del fiume
quella donna che ho serbato in me.
(Joumana Haddad)
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Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
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Poesia attribuita al pastore MARTIN NIEMOLLER
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E' il tempo che hai perduto per la tua rosa
che ha fatto la tua rosa così importante.
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Mito
Verrà il giorno che il giovane dio sarà un uomo,
senza pena, col morto sorriso dell'uomo
che ha compreso. Anche il sole trascorre remoto
arrossando le spiagge. Verrà il giorno che il dio
non saprà più dov'erano le spiagge d'un tempo.
Ci si sveglia un mattino che è morta l'estate,
e negli occhi tumultuano ancora splendori
come ieri, e all'orecchio i fragori del sole
fatto sangue. È mutato il colore del mondo.
La montagna non tocca piú il cielo; le nubi
non s'ammassano piú come frutti; nell'acqua
non traspare più un ciottolo. Il corpo di un uomo
pensieroso si piega, dove un dio respirava.
Il gran sole è finito, e l'odore di terra,
e la libera strada, colorata di gente
che ignorava la morte. Non si muore d'estate.
Se qualcuno spariva, c'era il giovane dio
che viveva per tutti e ignorava la morte.
Su di lui la tristezza era un'ombra di nube.
Il suo passo stupiva la terra.
Ora pesa
la stanchezza su tutte le membra dell'uomo,
senza pena, la calma stanchezza dell'alba
che apre un giorno di pioggia. Le spiagge oscurate
non conoscono il giovane, che un tempo bastava
le guardasse. Né il mare dell'aria rivive
al respiro. Si piegano le labbra dell'uomo
rassegnate, a sorridere davanti alla terra.
Cesare Pavese
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In gioventù c'è un sacco di roba da studiare.
S'insegna la grammatica a scemi e sceme.
A me, invece,
hanno scacciato dalla quinta classe.
Hanno preso a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
Negli appartamenti
del nostro piccolo mondo
crescono ricciute liriche
per celebrare camere da letto.
Cosa vuoi trovarci in quelle liriche da cani pechinesi?
Io
ho imparato ad amare
nelle carceri di Butyrki.
M'importa assai della nostalgia per il Bois de Boulogne
dei sospiri davanti ai panorami marini.
Io
mi sono innamorato
dallo spioncino della cella 103,
di fronte all'impresa "pompe funebri".
Chi vede tutti i giorni il sole
con sufficienza dice
"cosa saranno mai quei quattro raggi!".
Io, invece,
per un riflesso giallo
sul muro
avrei dato qualunque cosa al mondo.
Ragazzo. VLAD MAJAKOVSKIJ 1930
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Vuoi vedere che appena me ne vado
tu mi vuoi bene come l’altra sera
e resti, come me, felice e allegra,
perché sai che se parto resto qua?
Qua resto; lo sai, sto qua. Pure se la vita
mi porta da un’altra parte.
E ho pena di tanta gente
che quando parte davvero se ne va.
traduzione di vuò vedè ? di Eduardo De Filippo 1969
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Pioggia d’estate cade dentro di me
acini d’uva si schiacciano contro i miei vetri
gli occhi delle mie foglie sono abbagliati
pioggia d’estate cade dentro di me
piccioni d’argento voltano dai miei tetti
la mia terra corre coi piedi nudi
pioggia d’estate cade dentro di me
una donna è scesa dal tram
i polpacci bianchi bagnati
pioggia d’estate cade dentro di me
senza rinfrescare la mia tristezza
pioggia d’estate cade dentro di me
all’improvviso e all’improvviso s’arresta
il peso dell’afa è rimasto dov’era
al termine delle grosse rotaie
arrugginite.
Nazim Hikmet
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Se tardi a trovarmi, insisti.
Se non ci sono in nessun posto, cerca in un altro.
Io sono fermo da qualche parte,
ad aspettare te.
Da foglie d'erba, di WALT WHITMAN
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Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
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