vabbè lol io m'arrendo :asd:
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vabbè lol io m'arrendo :asd:
e io vengo con te;)Citazione:
Originariamente postato da Haruka
vabbè lol io m'arrendo :asd:
that's ammmmore :asd: :love:
:hug: ma allora....."esistono le coccole tra amici"........:asd: :asd: :asd:
yotta sei unica :tajo:
haru ci chiudi tutti e 3 i topic ???? :tajo:
TE PREGO :tajo:
bboni state bboni :asd:
#yotta: :rotfl:
:asd: :asd: m'hai fatto morire :30:Citazione:
Originariamente postato da Haruka
Non facciamo sempre ste crociate a priori! Siamo o no studenti di psicologia? La volemo apri' sta mente? O continuiamo a chiuderci sempre di piu'?
:boing: :boing: :boing:
Ho letto tutti i vostri messaggi con attenzione.
Giorni fa anche io ho lasciato un messaggio, un po’ malinconico però, cosi ci terrei a spiegare meglio il mio pensiero.
Fino ad ora si è cercato di individuare i tanti e vari fattori che determinano l’immagine di bruttezza/bellezza che una persona si attribuisce.
Cito ad esempio i tratti estetici oggettivamente valutabili, le esperienze passate, la propria personalità, lo stato umorale del momento, la corrispondenza ai canoni imposti dai mass-media, l’influenza dell’ambiente in cui siamo inseriti…
Tra tutti questi secondo me il più rilevante è il tipo di relazione che ci lega alle persone ritenuti importanti nella propria vita.
È proprio nella relazione che, secondo il mio parere, la persona si costruisce la propria percezione di bruttezza/bellezza.
Cambiando le relazioni di conseguenza cambia anche tale percezione.
In fondo, credo che tutti quanti noi alterniamo fasi in cui ci sentiamo belli a fasi in cui non sopportiamo la nostra immagine allo specchio.
L’alternanza delle percezioni di sé sono, a mio avviso, il riflesso delle emozioni che si generano nei rapporti interpersonali centrali nella nostra vita.
Faccio un esempio che mi viene proprio ora in mente e mi scuso se può apparire banale. Mi riferisco alla favola della “bestia e la bella”, pur non sapendola bene ricordo che una bellissima ragazza si innamora di un mostro perché buono e gentile.
Immaginiamo il proseguo della favola. La bestia, emblema della bruttezza oggettiva, ora è felice perché è innamorato e la persona amata lo ricambia. La bestia sa che la propria immagine, a differenza del resto del mondo, suscita emozioni piacevoli nella propria amata. Pieno di queste sensazioni stupende sono convinto che la bestia guardandosi allo specchio si ritenga ora l’uomo più bello al mondo.
Concludo quindi che l’immagine che percepiamo di noi stessi non sia la causa ma al contrario la conseguenza delle sensazioni di bruttezza/bellezza che risiedono in noi.
A seconda di quest’ultime sensazioni, che non sono fisse va variano al secondo delle emozioni-stati d’animo che si generano nelle relazioni interpersonali per noi significative, ci vedremo ora belli ora bestie.
Giulio che post bellissimo :) concordo pienamente su tutto!
Veramente bello! Complimenti :clap:
#apperò Giulio.....che dire, a stò punto zitti e mosca! Veramente bello quello che hai scritto poi con una chiarezza tale....:approved:
ho appena letto il post di giulio sinceramente mi complimento con lui per la risposta, uno cosa vorrei sottolineare giulio ha messo in risalto mi pare le relazioni interpersonali che mi dici invece dei feedback che si ricevono dall'ambiente sociale in cui viviamo?:confused:
il mio argomento ha toccato quota 131 risposte e 1157 visite!!! grazie a tutti!! :30:
Grazie tante per i complimenti, siete tutti molto gentili!
Pensare cha avevo paura di sembrare banale e troppo sentimentale…
Rispondo a MD.
Credo che i feedback che si ricevono dal contesto sociale in cui viviamo siano fattori altrettanto importanti, alla pari di tutti gli altri processi socio-culturali.
Il mio difetto è quello però di ricondurre il tutto sempre alle dinamiche interne alla persona (personalità, emozioni, cognizioni, sistema di valori personali…).
La percezione di bellezza/bruttezza rappresenta, a mio avviso, un’auto-attribuzione piuttosto che un’etero-attribuzione.
A prevalere non sono pertanto i feed-back sociali, quelli cioè che la persona riceve dall’ambiente esterno (i cui significati sono oggettivi e chiaramente identificabili) ma i feed-back interni, che la persona riceve cioè dai propri vissuti ed emozioni interne.
Dicevo prima che sono le sensazioni di bellezza/bruttezza che risiedono in noi a determinare l’immagine che percepiamo di noi stessi, e non il contrario.
Sono cioè le sensazioni e le emozioni che proviamo che ci fanno sentire come degli dei o dei mostri e non la semplice immagine riflessa nello specchio.
È il caso della bestia che, nel momento in cui è innamorato e il suo amore dona gioia all’amata e da ella gioia riceve, si dovrebbe sentire l’uomo più bello al mondo.
Rimane ora da capire quali fattori e dinamiche riescono a determinare in misura maggiore i nostri vissuti interiori.
Ricollegandomi a quello che sottolineava MD, i feedback sociali sono quindi importanti nella misura in cui vanno ad influenzare le nostre emozioni e vissuti interni.
La mia personale opinione è quella di ritenere i feedback dell’ambiente esterno di secondo livello rispetto a quelli derivanti da relazioni interpersonali (intese di coppia) significative perché credo che quest’ultime influenzino in maniera determinate i vissuti interni e quindi si trasformino più facilmente in feed-back interni.
Non voglio apparire fuori dal mondo e privo di concretezza.
È indubbio che un ragazzo che viene escluso da un gruppo di amici perché fisicamente ritenuto non gradevole viva delle emozioni orribili e quindi si percepirà inevitabilmente un mostro.
Ma sono convinto che le emozioni che una persona altamente significativa è in grado di suscitare nel ragazzo siano di portata maggiore e quindi più determinati nei confronti dei feed-back interni.
La bestia è ripudiato dal mondo intero ma l’affetto di una sola persona è in grado di renderlo felice.
Una sola persona se significativa è più importante di 100000 persone.
C’è anche l’altro lato della medaglia.
Il rifiuto da parte di una sola persona, ma altamente significativa, può distruggere l’approvazione delle altre 100000 persone, sempre per il fatto che le emozioni che derivano da questa singola relazione abbiano un peso maggiore nel cuore dell’individuo.
Vi chiedo se questo è un bene o male. Una sola persona,una sola relazione, una sola fonte di emozioni realmente significative.
Ps. Sono pure e semplici considerazioni personali e mi scuso se sono stato un po’ prolisso!
Davvero bello il tuo intervento Giulio, anche io sono fermamente convinta che dipenda tutto da quello che dici tu :) e l'hai spiegato molto benesecondo me però non dobbiamo dimenticare che se una sola persona significativa non c'è sono le altre 100000 che contano :rolleyes:, e poi quando arriva è tutta un'altra cosa, tutte le nostre percezioni possono anche cambiare.Citazione:
Originariamente postato da giulio
Una sola persona se significativa è più importante di 100000 persone.