Sono d'accordo Complicata, uno dei compiti dello psicologo è proprio quello di potenziare l'autostima, fondamentale nei rapporti umani e in tanti ambiti della vita...
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Sono d'accordo Complicata, uno dei compiti dello psicologo è proprio quello di potenziare l'autostima, fondamentale nei rapporti umani e in tanti ambiti della vita...
sì, ma dovreste specificare cos'è l'autostima, perchè spesso l'autostima per noi è: " Tu sei potenzialmente capace di fare tutto, basta tu lo voglia!"
E questa non è autostima.
L'autostima è una ricerca di ciò che è meglio per l'individuo, una consapevolezza, il raggiungimento di una propria peculiarità, io sono speciale in questo, punto, io sono io.
Eh.
Certo, infatti secondo me non significa saper fare tutto indistintamente, o credere di poter fare tutto, ma riconoscere i propri limiti, seppur valorizzando le proprie risorse e i propri punti di forza.
Cito il post di Pentesilea84 (spero non si offenda, ma lo considero, dopo tanta pazienza, il momento di "restituzione"):
"
lo psicologo può lavorare in moltissimi ambiti, tra cui citiamo:
Settore Clinico
Diagnosi
Riabilitazione cognitiva;
Interventi sulla famiglia;
Riabilitazione psicosociale;
Valutazioni cliniche;
Perizie;
Crescita personale
Corsi, gruppi o anche incontri individuali allo scopo di lavorare per la crescita emotiva, cognitiva, relazionale, ecc.
Gli argomenti principali possono essere:
Comunicazione;
Autostima;
Intelligenza emotiva;
Autoefficacia;
Creativita';
Relazioni di coppia
ecc.
Benessere psicofisico
Controllo del peso;
Controllo dell'abitudine al fumo;
Cambiamento delle abitudini in genere;
Gestione dello stress;
Controllo e gestione delle emozioni;
Ambito Sociale
Nelle Comunita';
Scuole;
Carceri;
Immigrazione;
con gli Anziani;
ecc.
Psicologia del lavoro o aziendale
Selezione del personale;
Gestione delle risorse umane;
Formazione;
Marketing;
Pubblicita';
Psicologia del turismo;
ecc.
E questo è solo una minima parte di quello che possiamo fare...
:approved:
Spero non ci siano più dubbi. :approved:
Tutti a rimboccarci le maniche, (e, soprattutto, nelle scuole) !
:asd:
Però, colleghi, facciamo capire a tutti quanto vale il nostro lavoro ! (non vedono cosa c'è dietro all'ora di consulenza).
ecco, ci spiegate cosa c'è dietro all'ora di consulenza?
Te l'ho spiegato, Complicata. Basta.
non c'è nulla dietro una consulenza, sono parole vuote, mi spiace, Crazy, ciao!!
Cito il post di Pentesilea84 (spero non si offenda, ma lo considero, dopo tanta pazienza, il momento di "restituzione"):
"
lo psicologo può lavorare in moltissimi ambiti, tra cui citiamo:
Settore Clinico
Diagnosi
Riabilitazione cognitiva;
Interventi sulla famiglia;
Riabilitazione psicosociale;
Valutazioni cliniche;
Perizie;
Crescita personale
Corsi, gruppi o anche incontri individuali allo scopo di lavorare per la crescita emotiva, cognitiva, relazionale, ecc.
Gli argomenti principali possono essere:
Comunicazione;
Autostima;
Intelligenza emotiva;
Autoefficacia;
Creativita';
Relazioni di coppia
ecc.
Benessere psicofisico
Controllo del peso;
Controllo dell'abitudine al fumo;
Cambiamento delle abitudini in genere;
Gestione dello stress;
Controllo e gestione delle emozioni;
Ambito Sociale
Nelle Comunita';
Scuole;
Carceri;
Immigrazione;
con gli Anziani;
ecc.
Psicologia del lavoro o aziendale
Selezione del personale;
Gestione delle risorse umane;
Formazione;
Marketing;
Pubblicita';
Psicologia del turismo;
ecc.
E questo è solo una minima parte di quello che possiamo fare...
Spero non ci siano più dubbi.
Tutti a rimboccarci le maniche, (e, soprattutto, nelle scuole) !
Però, colleghi, facciamo capire a tutti quanto vale il nostro lavoro ! (non vedono cosa c'è dietro all'ora di consulenza).
http://www.psicologiagiuridica.com/p...ePsicologi.pdf
Spero questo articolo lo conosciate e che queste riflessioni siano utili, visto che i dubbi sulle capacità di effettuare certe diagnosi ( dubbi giuridici) vengono anche ai luminari.
comunque, mettiamo che io abbia un bambino bordeline, ( il che potrebbe essere vero..), a che mi serve diagnosticargli il disturbo, se poi non cerco di tirarlo sul versante della realtà con tutti i mezzi affettivi, emotivi, che ho a disposizione?
Chiedo, a che serve saperlo?
E questo lo chiedo a voi esperti.
bello questo intervento di Gulotta, in sostanza dice che lo PSICOLOGO può fare diagnosi.
Inoltre dice che che gli strumenti che lo psicologo utilizza (ad es. alcuni test) possono far emergere danni cerebrali, e che il medico può trascurare gli aspetti psicosociali dei disturbi "medicalizzando" (parole testuali) i disturbi mentali.
no è impossibile perché è un disturbo della personalità e si diagnosticano dopo l'adolescenzaCitazione:
comunque, mettiamo che io abbia un bambino bordeline, ( il che potrebbe essere vero..),
però dice anche che c'è pericolo.
OK, meno male dopo l'adolescenza, c'è un limite.
Ho letto un pò la discussione e devo dire che molto spesso non è chiaro il limite tra psicologo e psicoterapeuta e l'ansia che ne nasce è davvero tanta perchè non tutti possono permettersi di iscriversi ad una scuola di specializzazione, che haimè costano davvero care, e diciamo la verità dopo tanti anni di studio abbiamo anche voglia di incominciare a fare qualcosina di pratico e a guadagnare i primi soldini! Io devo fare l'eds e per fortuna mi sono potuta iscrivere alla scuola (ovviamente grazie all'aiuto dei miei genitori...) ma vorrei incominciare a lavorare come "psicologa" ad esempio in un centro associato dedicato ai disturbi alimentari. La mia maggiore difficoltà però è sapere prima di tutto il limite tra psicoterapia e non ( chiamatelo sostegno psicologico o colloquio motivazionale) e poi non ho in mano gli strumenti per poter percorrere questa strada.... voi non siete d'accordo? Voi cosa fareste?
La differenza tra psicologo e psicoterapeuta non è chiara perché in Italia è una differenza puramente formale da un lato (spendi 5000€ all'anno, per 4 o 5 anni e hai diritto al titolo) e indispensabile dall'altro (se vuoi avere speranze di lavorare, devi specializzarti).
Di fatto, siamo tra i pochi Paesi ad avere queste limitazioni (nella maggior parte dei Paesi UE, il titolo di psicoterapeuta non esiste o si acquisisce in seguito ad un numero di ore di psicoterapia stabilito, che permette di svolgere la tanto agognata consultazione/psicoterapia). La formazione post-lauream è richiesta ovviamente, ma in termini di aggiornamento continuo e sulla base del senso critico/deontologico del clinico. Studio e mi specializzo perché voglio e ne sento la necessità insomma, non perché posso sperare di lavorare solo in questo modo.
Siamo anche l'unico Paese in cui per mansioni da psicologo vengono richiesti psicoterapeuti. Pensiamo ai concorsi pubblici: secondo voi è normale che i concorsi pubblici per ruoli di psicologo presso un qualsiasi servizio sanitario locale (quindi per attività psicodiagnostica e primi colloqui o colloqui di sostegno psicologico) siano aperti esclusivamente a specializzati in psicoterapia (quindi una persona laureata magistrale e in possesso di un diploma di specializzazione)?
E non apro questa polemica solo a supporto degli psicologi (che di fatto non solo faticano a trovare impiego e ripiegano su incarichi educativi che non sono preparati a rivestire, ma non sanno nemmeno più per quale ruolo professionale abbiano studiato), ma anche a sostengo degli psicoterapeuti, che spesso per poter sopravvivere e iniziare a percepire un introito stabile (dopo DECENNI di spese inconcepibili) si ritrovano ad accettare impieghi per cui sono indubbiamente troppo specializzati.
Quindi via, esubero di psicoterapeuti che di fatto fanno gli psicologi e di psicologi che fanno gli educatori (male e con crisi di identità professionale) e ore spese a discutere su dettagli francamente imbarazzanti (la patologia grave allo psicoterapeuta, la salute e il benessere psicologico allo psicologo...come se le persone si rivolgessero ai servizi con un'etichetta in fronte e noi a smistarli tipo pacchi postali).
Concludo specificando che il tono polemico è nei confronti del sistema, non dell'una o dell'altra figura professionale. Siamo tutti sulla stessa Concordia.
Io comunque non credo che se non si è specializzati in psicoterapia non si possa lavorare per niente oppure limitarsi a fare gli educatori come massima aspirazione...
Al di là che la legge, come è stato detto già numerose volte, non dice assolutamente questo, la laurea in psicologia (quindi gli anni dell'Università), il tirocinio e l'esame di stato saranno pur serviti a qualcosa, no?
Se no, non li avremmo nemmeno fatti....
Un giovane medico laureato senza specializzazione non ha grandi speranze lavorative a parte inserirsi come medico di guardia nei paesini sperduti dove nessuno vuole andare e così noi come categoria professionale obiettivamente non possiamo aspirare ad un grande riconoscimento senza una preparazione post-universitaria adeguata. Questo per dire che non mi sembra che siamo poi tanto sottovalutati e fustigati, è un po' così per tutte le professioni, il livello diventa sempre più competitivo e alto. Poi possiamo lamentarci, protestare ed inveire contro tutto il sistema che di fatto è scadente, ma i fatti sono questi. Nelle poche assunzioni è normale privilegiare uno psicologo-psicoterapeuta piuttosto che uno psicologo senza specializzazione, è una questione di titoli, preparazione, studi e competenze diversificate e più ampie e nell'economia di un'azienda si predilige chi può ricoprire più mansioni, magari sfruttando fino al midollo tutto il potenziale anzichè assumere uno psicologo che non può fare psicoterapia. In teoria uno psicoterapeuta è anche uno psicologo se non è un medico, quindi ha un titolo in più rispetto alla qualifica di psicologo e dovrebbe (in teoria) essere in grado di svolgere i suoi compiti di psicologo e psicoterapeuta.
A livello di libera professione però ci sono, come abbiamo già stra-ripetuto, mansioni, come prevenzione e promozione del benessere psicologico, svolte tranquillamente dallo psicologo, non psicoterapeuta...è ovvio che se invece si parla di terapie per disturbi psicologici allora il discorso cambia...
Sono d'accordo in linea di principio con la tua risposta.
Tuttavia è proprio questo l'atteggiamento generalizzato che porta alla svalutazione della figura di psicologo che, in quanto professionista iscritto ad un ordine, è a tutti gli effetti una figura in grado di svolgere tutta una serie di mansioni e di ricoprire tutta una serie di posizioni per le quali è più che preparato e qualificato (e per le quali le competenze dello psicoterapeuta sono un di più non fondamentale).
Indubbiamente 4 anni di specializzazione e relative esperienze (di tirocinio e lavorative) rendono lo psicoterapeuta una figura diversa e con un bagaglio di conoscenze/competenze maggiore, ma qualificata per altri ruoli e attività (consultazione e psicoterapia nella fattispecie).
Iniziassimo a risconoscere davvero queste differenze, ne gioverebbe solo la nostra crescita professionale.
Poi possiamo sempre dirci: le cose sono così, c'è sempre più competitività e indubbiamente la soluzione è adattarsi, ma almeno con la consapevolezza che non ovunque è così.
Anche questa suddivisione di compiti è, a mio avviso, scorretta e segnale di una confusione generalizzata sulle due figure professionali.
Io sono psicologo, non psicoterapeuta, e mi occupo di grave disagio psicologico, non di prevenzione o di promozione del benessere (di cui, tra l'altro, può benissimo occuparsi anche lo psicoterapeuta).
Se esiste una diversificazione, non è di certo sulla problematica o sull'utenza, ma sull'approccio e sulla modalità di intervento.
Scusa, posso avere un esempio di "grave disagio psicologico" ?
[QUOTE=Blackboard;2631790]La differenza tra psicologo e psicoterapeuta non è chiara perché in Italia è una differenza puramente formale da un lato (spendi 5000€ all'anno, per 4 o 5 anni e hai diritto al titolo) e indispensabile dall'altro (se vuoi avere speranze di lavorare, devi specializzarti).
.[/QUOT
Su quali statistiche basi le tue certezze ?
cito Blackboard:
"(se vuoi avere speranze di lavorare, devi specializzarti)."
Su quali statistiche basi le tue certezze ? Ad esempio a me risulta (da statistiche) che la domanda sia molto maggiore per servizi non legati alla "cura". Siamo noi ad avere questo desiderio e aspettativa di fare i piccoli Freud (ma questa invece è solo una mia impressione). Sempre la mia impressione è che solitamente la specializzazione viene intrapresa solo per prolungare un idilliaco periodo di illusione.
"gli psicologi (che di fatto non solo faticano a trovare impiego e ripiegano su incarichi educativi che non sono preparati a rivestire, ma non sanno nemmeno più per quale ruolo professionale abbiano studiato), ma anche a sostengo degli psicoterapeuti, che spesso per poter sopravvivere e iniziare a percepire un introito stabile (dopo DECENNI di spese inconcepibili) si ritrovano ad accettare impieghi per cui sono indubbiamente troppo specializzati."
secondo me, essendo specializzati in psicoterapia, gli psicoterapeuti chiamati a coprire ruoli di psicologi, sono specializzati in psicologia quanto lo sono gli psicologi !
o c'è una gerarchia? : educatore, poi psicologo e poi psicotarapeuta? Questo mi era sfuggito. Non era una differenza di metodi e/o oggetto di lavoro?
"ore spese a discutere su dettagli francamente imbarazzanti (la patologia grave allo psicoterapeuta, la salute e il benessere psicologico allo psicologo...come se le persone si rivolgessero ai servizi con un'etichetta in fronte e noi a smistarli tipo pacchi postali)."
Mi sembra una riduzione in pieno stile "Complicata". La prima cosa che impariamo, quando ancora siamo dei "semplici" psicologi è ascoltare i bisogni del cliente, per rispondere alla Sua domanda. E se la domanda è "come faccio a relazionarmi in maniera efficace con mio figlio adolescente"? gli dobbiamo fare la psicoanalisi? (scusa ma è una controprovocazione, voluta).
Sono pienamente d'accordo con Crazy e tenevo a sottolineare che nel mio post precedente mi sono spiegata male e sono stata sicuramente fraintesa da Blackboard sul fatto che lo psicologo si occupa di una cosa e lo psicoterapeuta di un'altra...
Quello che volevo dire è quello che ha spiegato correttamente Crazy nel suo post.
Ciao Crazy'njoy.
Come dicevo, mi baso sul confronto con i Paesi appartenenti alla Ue, dove il titolo di psicoterapeuta è riconosciuto al pari del titolo di "sessuologo" da noi per intenderci, cioè una specializzazione che, a tutti gli effetti, accerta competenze in un determinato ambito di intervento, ma che non costituisce un requisito indispensabile per la partecipazione a concorsi pubblici per mansioni da psicologo. La mia impressione è che la scuola di specializzazione venga spesso intrapresa per aumentare le probabilità di impiego, infatti. Non ho statistiche in merito (tu ne hai a giustificazione della tua impressione?), ma ho numerosi esempi di persone che si sarebbero tranquillamente occupate di psicologia clinica, ma non trovando lavoro hanno deciso di specializzarsi (piuttosto che stare a casa). Il mio punto di vista è che sarebbe auspicabile che chi voglia fare lo psicologo possa fare lo psicologo e solo chi voglia occuparsi di psicoterapia, intraprenda un percorso di specializzazione. Magari è solo il mio punto di vista e non risponde ai dati oggettivi (di fatto, conosco pochissime persone non specializzate che stiano lavorando come psicologi, magari intorno a voi gli orizzonti sono più rosei. Ben venga che mi sbagli).
Anche io sostengo che lo psicologo e lo psicoterapeuta abbiano le stesse competenze per rivestire ruoli psicologici...evidentemente non sono stata chiara: il problema insorge nel momento in cui il titolo di psicoterapeuta diventa preferenziale per la partecipazione a concorsi per mansioni psicologiche. A questo punto la sola laurea in psicologa diventa non spendibile per mansioni per le quali dovrebbe esserlo e la specializzazione diventa necessaria (riferimento al punto 1). Comunque ci sono dei problemi nell'esprimere/cogliere il sarcasmo evidentemente, è dall'inizio che sto cercando di demolire questa visione gerarchizzata delle diverse figure professionali...Citazione:
"gli psicologi (che di fatto non solo faticano a trovare impiego e ripiegano su incarichi educativi che non sono preparati a rivestire, ma non sanno nemmeno più per quale ruolo professionale abbiano studiato), ma anche a sostengo degli psicoterapeuti, che spesso per poter sopravvivere e iniziare a percepire un introito stabile (dopo DECENNI di spese inconcepibili) si ritrovano ad accettare impieghi per cui sono indubbiamente troppo specializzati."
secondo me, essendo specializzati in psicoterapia, gli psicoterapeuti chiamati a coprire ruoli di psicologi, sono specializzati in psicologia quanto lo sono gli psicologi !
o c'è una gerarchia? : educatore, poi psicologo e poi psicotarapeuta? Questo mi era sfuggito. Non era una differenza di metodi e/o oggetto di lavoro?
Ancora una volta mi rispondi come se avessi sostenuto l'esatto opposto...mentre con la mia provocazione stavo sottolineando la medesima cosa che sostieni tu: trovo inutile suddividere (come si sta facendo da pagine intere in questa discussione) cosa possa fare lo psicologo e cosa possa fare lo psicoterapeuta sulla base dell'utenza o del problema (agli psicologi la prevenzione e agli psicoterapeuti il grave disagio psicologico). Stiamo dicendo la stessa cosa e cioè che l'intervento (dello psicologo o dello psicoterapeuta) vada valutato sul bisogno del paziente. Tant'è che io, come psicologo, mi occupo di grave disagio psicologico, ma non attraverso la consultazione. Anche gli educatori si occupano di grave disagio psicologico, così come i tecnici della riabilitazione psichiatrica (per citarne alcuni). Questo per rimarcare nuovamente (e spero sia chiaro) che se esiste una differenza tra psicologo e psicoterapeuta è sull'approccio al problema (di tipo metodologico quindi), più che sul paziente o sul suo disagio. Ripeto che è quello che mi sembra si stia sostenendo in questa discussione, ma magari ho capito male.Citazione:
"ore spese a discutere su dettagli francamente imbarazzanti (la patologia grave allo psicoterapeuta, la salute e il benessere psicologico allo psicologo...come se le persone si rivolgessero ai servizi con un'etichetta in fronte e noi a smistarli tipo pacchi postali)."
Mi sembra una riduzione in pieno stile "Complicata". La prima cosa che impariamo, quando ancora siamo dei "semplici" psicologi è ascoltare i bisogni del cliente, per rispondere alla Sua domanda. E se la domanda è "come faccio a relazionarmi in maniera efficace con mio figlio adolescente"? gli dobbiamo fare la psicoanalisi? (scusa ma è una controprovocazione, voluta).
dunque, secondo quel che si sta dicendo, se ho capito bene, psicologo e terapeuta si occupano degli stessi pazienti: tutti i tipi.
La differenza è nel metodo.
Dunque, lo psicologo ci parla, il terapeuta ci parla.
Che differenza c'è nel modo in cui ci parlano?
che dice e fa lo psicologo e che dice e fa di diverso il terapeuta?
mettiamo che un paziente decida di andare lunedì dallo psichiatra/terapeuta, martedì da un terapeuta e mercoledì dallo psicologo, e fa a tutti e tre il medesimo discorso.
Cosa noterà di diverso?
Premetto che io ho fatto sta sequenza con i primi due, mi manca il terzo tassello del puzzle:)
Blackboard, Ok, effettivamente non avevo capito che la tua posizione fosse di accordo. Sui forum si scrive e legge troppo superficialmente e l'equivoco è sempre dietro l'angolo. Comunque ci si può chiarire, senza problemi.
Sul confronto con i Paesi appartenenti alla Ue, sono completamente d'accordo. In Spagna ti laurei e sei psicologo, ti senti psicologo e cerchi lavoro da psicologo (non sempre lo trovi, anche li). Poi se vuoi fare il sessuologo, o diventare esperto di comportamento alimentare, o psicoterapeuta, comunque sei esperto in qualcosa.
"Il mio punto di vista è che sarebbe auspicabile che chi voglia fare lo psicologo possa fare lo psicologo e solo chi voglia occuparsi di psicoterapia, intraprenda un percorso di specializzazione.": parole sante. !:approved:
Dalle mie parti la situazione degli psicologi non è affatto rosea, come quella degli psicoterapeuti.
Le statistiche di cui parlo sono contenute nell'e-book:
http://nicolapiccinini.it/ebook-marketing-psicologo/ . Ci sono interessanti riflessioni circa la domanda ( a cui riescono a rispondere i vari counselor, ecc.) e l'offerta esagerata di psicoterapia e psicologica, troppo spesso intesa (da noi prima di tutti) come diagnosi e cura della patologia, piuttosto che come ottimizzazione di una situazione "non patologica" ma che costituisce qualcosa che il cliente vuole migliorare. Spesso sono venuti da me clienti che erano stati dallo psicoterapeuta il quale gli aveva detto che "non avevano niente". Se mi mettessi nei panni di un cliente cacciato o ignorato direi "E allora? se io voglio stare meglio devo aspettare che mi venga una patologia?" .
a me lo psichiatra, disse che non avevo nulla, ma nulla di nulla, allora, invece il terapeuta sì.
Deduco che se vado dallo psicologo, mi ricovera immediatamente:))))
Sulla differenza con gli altri paesi europei dopo 5 anni di lavoro in inghilterra devo dire che e' stato liberatorio uscire dal panorama italiano dove la specializzazione e' un ossessione (costosissima per altro) piu' che una scelta. Qui i laureati in psicologia hanno i loro ambiti di azione e il non l'essere psicoterapeuta non pregiudica l'accesso al mondo del lavoro.
Meta' dei miei colleghi non sono psicoterapeuti e a quanto so dormono la notte senza problemi. Da psicoterapeuta collaboro felicemente sia con loro sia con le altre figure presenti nel campo della salute mentale
Molti in Italia sono ancora fermi all'idea che tutti gli studenti hanno nei primi sei mesi di psicologia quando ci si immagina il paziente sul lettino e uno studio con i busti di Freud e Jung sulle mensole :asd:
Non aiuta che l'universita e la miriade di scuole di specializzazioni siano completamente distaccate dai bisogni reali e dal mercato del lavoro.
La mia idea rimane la stessa: i due ruoli sono distinti ma entrambi importanti e necessari
la butto lì: secondo me lo psichiatra ti ha detto che non avevi nulla perché il disturbo non era inquadrabile in una categoria diagnostica e quindi non curabile con uno psicofarmaco perciò, anche se tu gli "portavi" un disagio, lui ti ha detto che non avevi nulla.
Invece lo psicoterapeuta ascolta la domanda del paziente il quale, se si rivolge a lui, evidenemente porta un disagio e perciò si cerca di capire questo disagio dal suo punto di vista senza inquadrarlo in una categoria diagnostica psichiatrica.
forse perchè il mio era un problema emotivo, più che psichiatrico, e già andare dallo psichiatra per un problema emotivo rappresenta quel problema stesso: "aiuto aiutoooo"
Comunque io ritenevo al tempo che lo psichiatra fosse il non plus ultra, cioè ci si fida di più di chi conosce i malanni peggiori, è normale, si fa così amche con gli altri dottori: sinceramente mi dà più affidamento l'oculista che opera sulle rètine distrutte, dell'oculista che si occupa di prescrivere gli occhiali.
io ho sempre ragionato così, si parte dall'ipotesi più pessimistica e si comincia con lo smentire quella, per il meno grave sei in tempo:)
Tranquillizzante, no?:)
Io ho una mentalità scientifica, come certi dottori, prima escludo il peggio, si fa anche con le analisi del sangue:)
Check-up completo.
Lo stesso per psicoterapeuta/psicologo.
Capisco il tuo discorso, anche se poi nella realtà dei fatti lo psicologo e lo psicoterapeuta sono tenuti in primis ad escludere problematiche con una base organica e nel caso ciò non potesse essere escluso, sono obbligati ad inviare allo psichiatra e a collaborare con lui (es. se occorre somministrazione di farmaci che gli psicologi e psicoterapeuti non possono somministrare).
Lo psichiatra non ha una maggiore competenza dello psicologo o dello psicoterapeuta, ma solo una competenza DIVERSA.
Poi ci sono psicologi, psicoterapeuti e psichiatri prepararti e altrettanti psicologi, psicoterapeuti e psichiatri impreparati, come in ogni altro settore (ad. es. uno psichiatra impreparato potrebbe somministrare farmaci anche lì dove non dovessero servire, anzichè inviare ad uno psicoterapeuta. E uno psicoterapeuta impreparato potrebbe non rendersi conto che occorre il supporto dello psichiatra).
Ma questo è un altro discorso...
però resta il nocciolo che gli psichiatri sono anche terapeuti a tutti gli effetti, non so se ho ben capito,questo è abbastanza incoerente.
perchè uno psichiatra dovrebbe inviare a un terapeuta, quando può fare tutto lui, e in teoria anche senza psicofarmaci, boh?
Infatti quello che non mi torna è perchè non mi abbia inviato da uno psicologo o da un terapeuta, da quello ci sono andata da me dopo un annetto.
Moh, avrà sbagliato valutazione.
Insomma queste questioni dei rimpalli e degli invii, sono molto misteriose per noi genti.:)
Ciao!Scusate l'intrusione,ma volevo chiedere:qualcuno di voi sa come si fa da psicologo non psicoterapeuta ad iscriversi alle liste dei tribunali per CTP o CTU oppure altre modalita' per lavorare in ambito psicologico?Grazie.
Per fare CTP non devi iscriverti da nessuna parte, basta il passaparola con avvocati che conosci.
Per fare invece CTU devi iscriverti alla lista del tribunale della tua città, vai lì e informati perchè ci sono delle differenze tra città e città.
Per quanto riguarda "altre modalità per lavorare in ambito psicologico" insomma l'argomento è ampio, puoi lavorare come libero professionista oppure con cooperative, associazioni, scuole, centri vari (disabilità e non solo), aziende etc...insomma dovresti scegliere un'area e darti da fare per trovare un posticino, cosa tutt altro che facile purtroppo.
ciao Tenaciaa,
volevo chiederti un informazione...
per fare il CTP quindi non servono neanche i 5 anni di iscrizione all albo?
e invece per il CTU a Roma devi essere anche psicoterapeuta??
grazie mille!!
Ciao Sarapsisara,
sui criteri per poter svolgere il lavoro di CTP e/o di CTU troverai sicuramente maggiori informazioni nella stanza di Psicologia Giuridica.
Essendo questa discussione ferma da circa due anni, chiudo (punto 5.7 del regolamento, mi raccomando leggetelo)
Buona continuazione :ciao: