Non ricordo di averlo mai incontrato né sul canestrari né sul gray ma potrei sbagliarmi. ..però bho fatto riassunti su ogni capitolo....
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Non ricordo di averlo mai incontrato né sul canestrari né sul gray ma potrei sbagliarmi. ..però bho fatto riassunti su ogni capitolo....
ho controllato, non c'è assolutamente un capitolo sugli stili cognitivi...non ho neanche idea di dove poterli trovare. Pure in internet c'è di tutto e niente.
ma quale capitolo! forse fa riferimento al capitolo sull'intelligenza, dove si parla di stili cognitivi......io mi sono proprio arrampicata sugli specchi, ho messo l'apprendimento sociale e l'autoefficacia di bandura con le differenze oindividuali. Ma! non credo comunque di avere fatto bene le teorie in generale, mi sono mantenuta molto generica.
Qualcuno sa dirmi se può andare bene il pensiero con Piaget? é per una mia amica.
ragazzi...i capitoli sugli stili cognitivi esistono all'interno dei capitoli sulle teorie della personalità..di solito!...
In genere è una traccia molto ampia e generale, e credo per questo crea panico..ma guardiamola dal lato positivo...proprio perchè genefrale si presta bene...tutto ciò che avete scritto infatti può andar bene! ;)
Ragazzi, siamo stati sfortunatissimiiiiiiiii!!! :ooo:
Ho letto quello che avete scritto, a me l'unica cosa che è venuta subito in mente è stata l'intelligenza e gli stili cognitivi come modalità di problem solving, quindi Sternberg e Gardner, ambito applicativo scolastico. Fortunatamente avevo approfondito proprio gli stili cognitivi quando avevo svolto il tema sull'intelligenza, ma, nonostante abbia centrato l'argomento, non sono riuscita ad argomentare per bene il tutto, credo proprio di non essere riuscita a cavarmela..:sad:
Anche nell'aula dove ero io hanno chiesto spiegazioni: l'unica cosa certa è che non si trattava di processi cognititvi! Ci siamo tutti un pò arrampicati sugli specchi, però..dopo mesi di studio..che delusione!
psicocinella non ti buttare giù non è detta l'ultima parola...il tema era molto aperto a svariate interpretazioni e sono sicuro che ognuno ha diversi punti negativi e positivi...ad esempio io che non faccio mai la brutta oggi mi sono incasinato e ho deciso ad una certa di farla ma poi non ho avuto il tempo di riscriverla tutta in bella e questo di sicuro conterà nel giudizio. Ricordiamoci che è un'abilitazione non un esame. Se anche non lo avessimo passato è comunque esperienza acquisita, certo a caro prezzo ma ci tornerà utile in passato.
Comunque io ne vendo la pelle dell'orso prima di averlo ucciso ne tantomeno mi fascio la testa prima di cadere...e da domani brutta copia o no riprenderò lo studio per la seconda prova.
Non molliamo!
Io non mi preoccuperei per la brutta copia, vedrai che non influirà sul giudizio della commissione..anch'io, come te, non faccio mai "brutte copie" e anch'io non sono riuscuta a copiare tutto, ma non fa niente, non è così rilevante ai fini della valutazione!
Ti ringrazio per l'incoraggiamento, di sicuro continuerò ad esercitarmi sui progetti in attesa dei risultati, così avrò prima e seconda prova già pronte..mi tocca prenderla così!
ma infatti secondo me poteva andar bene tutto se argomentato bene. Alla fine non abbiamo scritto cose sbagliate, semplicemente non ci è chiaro se potessero andar bene e come decideranno di valutarle. Per fortuna i risultati li metteranno tra due settimane, almeno il supplizio durerà poco :) e incrociamo le dita sperando che la commissione apprezzi la nostra capacità di ragionamento e di adattamento, valutando gli stili cognitivi di ciascuno di noi che emergeranno dagli argomenti trattati e dal modo in cui abbiamo argomentata :P
ehh...dai, propongo un'iniziativa più che di gruppo di spirito di gruppo: se passiamo tutti/e l'esame di stato a fine esame organiziamo una bella pizza di neo psicologi, a Roma....inviatata ovviamente anche memole! :)
ahhhhhhhhhhh vabeh..io accetto l'invito! ;)
A parte tutto, ricordatemi un po'..quando ci sarebbe la seconda prova?
mi piace molto l'idea della pizza
la seconda prova è il 12 dicembre e i risultati della prima il 6
OT:smaicol: hai cancellato un pezzo di ciò che avevi scritto?!:asd:perchè a me arrivano i report... mi arriva il primo messaggio scritto senza correzioni!:dance2:FINE OT
BEH...ALLORA dai se la 2 è il 12 dicembre...qualche giorno di relax ve lo potete anche concedere! ;)
si avevo letto male il messaggio di el gatton e avevo risposto a quella che credevo fosse una battuta, poi ho letto meglio e non c'avevo capito niente, per cui ho corretto :P
BEH...ALLORA dai se la 2 è il 12 dicembre...qualche giorno di relax ve lo potete anche concedere! ;)[/QUOTE]
io inizierò il 7 a studiare..attendo i risultati, tanto anche la seconda prova devo solo ripassarla. Il mio grosso dilemma sarà la terza, se ci arrivo, perchè non so se rimettere il progetto che mi avevano bocciato a giugno apportando le fantomatiche correzioni che mi avevano chiesto o se fare il clinico...ma si vedrà..se ci arrivo
Fermo restando che non conoscevo la teoria dell'attaccamento di lorenzini e sassaroli... e che da noi, aula 1, non ci hanno dato nessun suggerimento affermando che gli stili cognitivi erano un costrutto psicologico ed un tema di psicologia generale (ma io non li mai trovati)....
ho fatto riferimento anche io ai MOI di Bowlby affermando che attraverso gli stili della teoria di Bowlby l'individuo utilizza degli stili di evitamento, dipendenza o esplorazione (ho creato) nelle relazioni intertepersonali...e il ruolo svolto da tali ruoli come filtro dell'esperienza (interpretazione che diamo alla percezione sociale...).
Strumento Adult Attachment Interview e loro correlazioni con gli stili di Bowlby
Metodo strange situation della Ainsworth...
Applicazione, clinica...psicologo che cerca di modificare nelle psicopatologie che derivano da un cattivo stile d'attaccamento il MOI del paziente...
Poi ho messo
...teoria attribuzione interna ed esterna, correlazioni con depressione e ottimismo di Seligman
locus of control,
autoefficacia di bandura,
teoria decisione dell'utilità attesa e modello aspettativa valore (uomo che pensa in modo razionale tutte le alternative) vs uso euristiche
Teoria dell'azione ragionata e pianificata di Ajzen...
Che ne dite?
Sono interessato al parere di Memole...perchè io non ho trovato gli stili cognitivi in nessun testo in cui mi sono preparato e neanche in nessuna materia che ho studiato a Psicologia...
sarò stato sfigato...sicuramente....
Grazie.
guarda non sono memole e ovviamente non intendo rispondere per lei, però provo a condividere il mio pensiero a riguardo: gli stili cognitivi di per se non sono in alcun testo, tant'è che memole ha fatto riferimento al capitolo sulla personalità. Mi spiego. Lo stile cognitivo dovrebbe essere il modo in cui l'indiviudo ha imparato, vissuto ed elaborato le proprie esperienze, cioè un modo di essere, di fare e di agire. cioè la persona è così, ha quelle determinate caratteristiche che lo rendono unico e queste caratteristiche sono, anzi meglio sarebbero, determinate da una serie di fattori ...che cambiano da teoria a teoria e da paradigma a paradigma. Così probabilmente per Erickson (che comunque io non ho inserito) l'individuo è proprio così perchè ha affrontato determinati confilitti e li ha risolti proprio i quel modo specifico mentre ad esempio per la teoria dei big five dipende dalla combinazione dei valori dei cinque fattori bipolari del soggetto che è appunto pculiare per quell'individuo e solo per quello.
Questo è come intendo il termine stile cognitivo....poi appunto la cosa può essere intesa, spiegata ed espressa in tanti modi diversi a seconda del punto di riferimento. Onestamente è vero che era un tema balordo perchè difficile da collocare e cogliere proprio per la sua "vastità" ma nello stesso tempo per lo stesso motivo ci ha permesso di interpretarlo in tanti modi tutti egualmente validi, SPERO!
Boh, voi che ne pensate?
d'accordo con te! io l'ho interpretata nello stesso modo centrando tutto sulla soggettività dell'individuo nel percepire e interpretare la realtà e quindi rispondere ad essa. Comunque io gli stili cognitivi li sto facendo adesso nella scuola di specializzazione (e infatti l'abc di mahoney lo conosco perchè l'ho fatto qualche mese fa a lezione), non sono convintissima che sia un argomento che si fa all'università in modo approfondito. Come Miracle, neppure io ho mai trovato teorie specifiche sugli stili cognitivi nè durante la preparazione dell'esame di stato nè durante gli anni accademici. Nei frenetici minuti in cui cercavo di riorganizzare le idee avevo pensato anche io a Bowlby, a Bandura, all'influenza che gli altri esercitano su di noi e all'attribuzione, poi però ho pensato che rischiavo di fare un minestrone rispetto alla linea che avevo scelto di seguire e per brevità ho deciso di non metterle, anche perchè non potevamo mica scrivere un libro! Anche perchè ci andava bene qualsiasi cosa a questo punto! anche la costruzione del sè di Neisser o la scala motivazionale di Maslow, insomma di tutto e di più! comunque, porca zozza, di tre traccie, due erano perfette, una terribile, dovevano proprio estrarre l'unica impossibile??!!! :wall:
Gli studi nell’ambito della social cognition mostrano che gli esseri umani usano parecchie strategie cognitive per interpretare le situazioni sociali e prevedere i cambiamenti. Inoltre le strategie che adottiamo per interpretare una situazione non sono necessariamente quelle che, data la situazione, hanno più probabilità di giovarci. Se ci comportassimo tutti in modo razionale, a partire dalle stesse informazioni, dovremmo raggiungere tutti le stesse conclusioni. Invece, dato che ciascuno di noi usa strategie leggermente differenti per elaborare le stesse informazioni, può accadere che interpretiamo le stesse informazioni in modo differente.
Secondo Stenberg, tutti gli individui posseggono le capacità di interpretare le situazioni che la vita propone loro ed agire adattivamente in queste situazioni. Essi però possono usare queste capacità in vari modi, dal che scaturiscono le differenze individuali che Stenberg chiama stili cognitivi o stili di pensiero.
La differenza principale tra uno stile cognitivo e un temperamento o una disposizione della personalità sta nel fatto che mentre uno stile cognitivo rappresenta una strategia cognitiva che può essere definita nei termini di un risultato desiderato, i temperamenti solitamente non sono definiti nei termini di un loro risultato.
Un'altra differenza tra un temperamento e uno stile cognitivo sta nel fatto che i temperamenti implicano che il nostro comportamento dovrebbe restare lo stesso in molte, se non nella maggior parte delle situazioni in cui ci troviamo. Invece non vi è ragione che gli stili cognitivi debbano essere associati a comportamenti coerenti nelle varie situazioni perché a seconda del contesto possiamo preferire questo o quel tipo di strategia o di stile.
Il comportamento sarà coerente solo se giudichiamo che ciascuna di esse richiede la stessa strategia o lo stesso approccio. Di conseguenza, le teorie degli stili cognitivi hanno cercato di descrivere e predire le differenze individuali di pensiero e di comportamento in specifiche situazioni nei termini dei vari modi in cui elaboriamo particolari tipi di informazioni, senza necessariamente concludere che tra le persone vi siano differenze generali di temperamento.
Le teorie sociali degli stili cognitivi hanno descritto parecchi stili cognitivi usati dalle persone nelle situazioni sociali. Adorno parla a questo proposito di personalità autoritaria, perché lo stile cognitivo di questi individui li spinge ad adottare credenze convenzionali, e non accettare la debolezza, ad essere duri e intransigenti, sospettosi verso chi è anti-conformista ed esageratamente rispettosi verso l’autorità (dogmatismo).
Altri ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che possano esistere stili cognitivi associati a differenze individuali nell’attenzione prestata agli eventi interni o esterni.
Il ricorso a indizi interni o esterni può determinare differenze individuali nei giudizi attribuzionali sulle cause degli eventi.
In alcune persone il locus del controllo è interno, ed esse preferiscono attribuire a se stesse i propri risultati, mentre in altre il locus del controllo è esterno, ed esse attribuiscono i propri risultati a fattori esterni.
http://olimpius.forumcommunity.net/?t=35645954
Un’interessante sviluppo della teoria dell’attaccamento bowlbiana è la teoria sullo sviluppo della personalità proposto da Lorenzini e sassaroli. L’ipotesi fondante presentata dagli autori prevede un collegamento tra legami di attaccamento, stili cognitivi, e sviluppo di disturbi di personalità. Secondo questa teoria, tutti nascono con l’attesa di un attaccamento sicuro, e se questa previsione non si verifica, si entra in una fase intermedia ed instabile di attaccamento, insicuro ambivalente; se l’esperienze di rifiuto si ripetono, si può evolvere verso un attaccamento insicuro evitante.
Un attaccamento sicuro può sviluppare uno stile cognitivo di ricerca attiva, cioè il sistema cognitivo cerca di ampliare i propri confini esplorando e sottoponendo alla prova di falsificazione le proprie ipotesi. Gli autori sostengono, e qui ci addentriamo nell’ambito applicativo-professionale che esiste una corrispondenza tra atta.sicuro, stile cognitivo di ricerca attiva e assenza di disturbi di personalità.
Un attaccamento insicuro ambivalente può determinare uno stile cognitivo di evitamento, proprio di individui che restringono il loro campo esplorativo e tendono a non incorrere in invalidazioni. Questo tipo di attaccamento e stile cognitivo sono propri dei disturbi di personalità: dipendente, in cui la strategia di evitamento è utilizzata per evitare il contrasto con gli altri; ossessivo compulsivo, dove la strategia di esitamento è al servizio del perfezionismo; evitante in cui l’altro è considerato in cui l’altro è considerato un importante validatore della propria identità e ciò lo trasforma in un giudice pericolosissimo da evitare e fuggire.
L’attaccamento insicuro evitante può determinare uno stile cognitivo di immunizzazione, propria di sistemi cognitivi che annullano gli effetti dell’invalidazione con ipotesi ad hoc o con la riduzione del contenuto empirico delle previsioni. Questa configurazione è caratteristica dei d. di personalità paranoico, in cui le previsioni sulla cattiveria del mondo restano immuni da qualsiasi confutazione; schizoide, dove domina la totale indifferenza verso gli altri e loro idee; schizotipico, in cui all’indifferenza per le relazioni sociali si aggiunge la bizzaria nel disturbo del pensiero e la creazione di una realtà separata, autartica e privata.
L’attaccamento disorganizzato può sviluppare uno stile cognitivo ostile, proprio di individui che screditano la fonte da cui provengono le invalidazioni e ribadiscono con più forza la propria costruzione dei fatti. Questo tipo di attaccamento e stile cognitivo sono presenti nei disturbi di personalità: antisociale, caratterizzato dalla manipolazione degli altri e dalla manacanza di rimorzo poiché l’esterno è composto non di persone ma di oggetti da manipolare per raggiungere la soddisfazione dei propri bisogni; borerline in cui il senso di identità è estermamente fragile e inconsistente ed è presente un disperato bisogno degli altri per ritrovarsi e riconoscersi, fino al punto che quando l’altro si nega si trasforma in un nemico da annientare.
Il modello teorico sopra esposto offre un esempio di come una T. sulla personalità può essere utile in ambito clinico anche se schematizzazioni di questo genere rischiano di ridurre problematiche complesse e spesso multidimensionali a semplificazioni eccessive, utili magari a comprendere meglio il quadro generale di un disturbo ma poco esplicative del perché una persona ha sviluppato proprio quello specifico disturbo e non un altro.
Il destino psicologico di una persona non è scritto in nessun luogo. Esistono condizioni di partenza per cui è più probabile che un individuo possa affrontare la vita con un bagaglio di sicurezza interiore,fiducia in sé e negli altri, tali da renderlo più forte, mentre una persona che parta da relazioni primarie difficoltose, insicure sarà probabilmente più vulnerabile. Ma in ogni caso la possibilità di conoscersi, chiedere aiuto, cambiare e migliorare resta sempre aperta per ognuno: in fondo, questa è la grande potenzialità e speranza che la psicologia e la terapia possono offrire.
Fonte: (Riassunto da) "Psicologo verso la professione" , P.Moderato-F. Rovetto; ed. Mc Graw Hill
Bene! Probabilmente quindi ho sbagliato. ..io bowlby non l' ho proprio messo e neppure la social cognition.. :(
Io ho inserito Piaget con lo sviluppo cognitivo, Wertheimer col pensiero produttivo, Witkin con dipendenza/indipendenza dal campo (punti 1 e 2, diversi lineamenti teorici con analisi storico-critica), poi Lorenzini e Sassaroli come teoria approfonditi (accennando prima ovviamente a Bowlby e la Ainsworth)....metodologie secondo me ce ne erano a manciate, io ho messo AAI e poi MMPI 2 e TAT (considerando che lo stile cognitivo può essere influenzato da tante cose)...boh, non so se ho fatto bene! cmq 2 ore sono poche per la prima prova...per questa traccia poi!io alla fine h scritto direttamente in bella senza rileggere...speriamo bene!
Ciao memole, non sono molto d'accordo. Proprio perchè troppo ampia crea problemi. Il metodo di studio che solitamente si adotta è molto strutturato e quindi se trovi una traccia che implica la costruzione ex novo di un tema ti disorienta . e poi scusa, c'è comunque una dose di ansia inevitabile che altera la lucidità. Trovo questa traccia una cattiveria, non dò attenuanti anche perchè, a volte ,non sempre si ha la possibilità di studiare approfondendo tutto, del resto esiste una votazione che và da un minimo a un massimo. Qualcuno per vari motivi potrebbe anche accontentarsi del minimo. Comunque, ogni volta è un'incognita.
Hai ragione! Io sono stata circa 45 minuti a riflettere su quello che dovevo scrivere e fare degli schemi per cercare di trovare una coerenza!...in 2 ore se perdi questo tempo solo ad impostare la traccia...non considerando che con una traccia su un argomento più semplice e univoco, in un attimo puoi "spazzare" dalla memoria tutto il resto e focalizzarti a ricordare le teorie riguardanti solo quell'argomento! questa traccia era ancora peggio di un tema incrociato perché potevi e, secondo me dovevi, far riferimento a diverse cose: percezione, intelligenza, apprendimento, sviluppo ecc. Insomma troppo per 2 ore!!! e poi la valutazione è un'incognita!nessuno sa cosa fosse giusto citare, si poteva scrivere tutto di tutto (così come è stato fatto mi pare)...e chi lo sa cosa volevano in realtà sapere? spero siano clementi e apprezzino la flessibilità...
Hai ragione! Io sono stata circa 45 minuti a riflettere su quello che dovevo scrivere e fare degli schemi per cercare di trovare una coerenza!...in 2 ore se perdi questo tempo solo ad impostare la traccia...non considerando che con una traccia su un argomento più semplice e univoco, in un attimo puoi "spazzare" dalla memoria tutto il resto e focalizzarti a ricordare le teorie riguardanti solo quell'argomento! questa traccia era ancora peggio di un tema incrociato perché potevi e, secondo me dovevi, far riferimento a diverse cose: percezione, intelligenza, apprendimento, sviluppo ecc. Insomma troppo per 2 ore!!! e poi la valutazione è un'incognita!nessuno sa cosa fosse giusto citare, si poteva scrivere tutto di tutto (così come è stato fatto mi pare)...e chi lo sa cosa volevano in realtà sapere? spero siano clementi e apprezzino la flessibilità...
Si, una delle peggiori traccie che ci potesse capitare! Nella prima commissione, la mia, dicevano che non si faceva riferimento a personalità o pensiero o altro e quando qualcuno chiedeva erano vaghi e di poco aiuto. Nella seconda commissione una mia collega ha detto che invece hanno suggerito di focalizzarsi su un solo aspetto, ad esempio il pensiero. E comunque lo sconcerto di tutti mi porta a pensare che indipendentemente da quanto e da come si è studiato, nessuno era preparato su questo tema.
credo ve la siate cavata tutti molto bene, ho letto come avete impostato le tracce e vi faccio i miei complimenti. Non possiamo - soprattutto per un esame come questo - essere così rigidi da pensare che debba sempre e comunque esserci una corrispondenza perfetta tra, ad es., capitolo di un manuale e traccia. E' per questo che lo studio dev'essere il più possibile ampio, ma soprattutto CRITICO. Che non significa aprire i libri e mandare a memoria, ma riflettere, ipotizzare, collegare, immaginare che ricadute possa avere, nella pratica, quel dato costrutto con quelle date variabili. Questo è studiare da Psicologi, non più da studenti universitari. Così come, quando (se) avrete davanti un paziente, non dovrete mai cercare pedissequamente in lui uno dei disturbi che avete letto nel DSM o pensare (per chi studierà da terapeuta) sia possibile "trattarlo" con le stesse identiche tecniche del manuale di psicoterapia che avete sottomano. Sarebbe superficiale e riduttivo.
Ovviamente queste sono solo le mie opinioni, e come tali vi prego di prenderle. Non è oro colato.
C'è chi si trova meglio con uno studio molto "scolastico"; secondo me, però, i rischi che si prende sono più elevati.
p.s. di tutte le cose che avete scritto, solo su una ho una puntualizzazione da fare: non volermene, ma DEVO dirtelo :sad: !
Questo è il lavoro dello psicoterapeuta (mi specializzo quest'anno in psicoanalisi relazionale... conosco a fondo l'argomento) ...spero tu non lo abbia scritto in modo così perentorio, perché
1. non esiste un "cattivo" stile di attaccamento ma "diversi" stili di attaccamento e
2. i MOI non necessariamente vanno - né è sempre utile o possibile farlo - "modificati" - ma certamente compresi e, di certo, non è compito dello psicologo lavorare su questa sfera. Lo psicologo può fare consulenza, valutazione, sostegno (parliamo di un nr. ristretto di incontri, sul breve termine) non terapia... e ti basti pensare a cosa sono i MOI, a come si radicano nella personalità, da cosa scaturiscono... per capire che solamente un trattamento a lungo termine potrebbe anche solamente intravederli, analizzarli ed, eventualmente, "riassestarli" laddove lo si ritiene auspicabile per il paziente.
Nel caso specifico, se vogliamo fare un esempio rimanendo in tema, lo psicologo poteva somministrare l'AAI ;)
Lo scrivo non per romper le scatole, ma affinché passino informazioni corrette, quindi scusami ancora l'appunto ma dev'essere utile a chiunque legga queste righe. ;)
In bocca al lupo a tutti!
accidenti! non me ne ero neanche accorto e il fatto che lo abbia scritto in un momento di pura trans (ero stanco morto dopo l'esame, avevo dormito poco e male e avevo un forte calo di tensione) mi fa pensare ancora più seriamente che sia stato un lapsus. Insomma nonso la commissione, ma io mi sono promosso! :) beh almeno sto a posto con la coscienza! :)
ciao :) figurati..no problem!
Io penso invece che aldilà dell'argomento l'esame di stato è un ESAME DI ABILITAZIONE ed è richiesta capacità critica, flessibilità e professionalità..... Continuo a ripetere agli studenti che preparo per l'eds(e questa non è una critica ma una constatazione) che non si deve studiare come in un esame qualsiasi..ma studiare come se si fosse già psicologi!...è importante infatti far capire che..aldilà delle competenze acquisite sui libri si riesce ad avere un opinione personale, professionale e ragionare su TUTTO...Infatti, proprio per questo NON esistono i testi per l'eds..ma solo quelli consigliati!....Insomma..non dico che sia semplice..tutt'altro! e' certamente più facile studiarsi le teorie...ma...così non è!....spaventa di più non avere confini, non avere riferimenti....
Stessa cosa per le applicazioni...dove le trovate? su quale testo? su nessuno! escono dal vostro ragionamento e dalla vostra capacità di argomentare/capire!!!
Ma tutto ciò, ovviamente è solo una mia opinione personale!
lo so che è compito del terapeuta...
ma l'ho voluto scrivere lo stesso...
ho toppato l'ambito...
mi bocceranno...
pazienza...
ero incavolato nero...
e anche abbastanza rassegnato mentre scrivevo il tema...
questi sono effetti da traccia ampia...
ero consapevole che non fossero compito dello psicologo...
ad un tratto volevo cancellare e scrivere ...renderlo consapevole dei suoi Moi....
non l'ho fatto...
troppa delusione avevo dentro...
vallo a spiegare ora alla commissione...
calcola che l'ho consegnato dopo 1 h e 20 minuti...
ero incavolato nero
ma quando fai un tema senza sapere se lo stai centrando...
perchè io mi sono arrampicato sugli specchi non conoscendo la psicologia scolastica
dove si parla di questi stili... che non ho incontrato in nessun testo ...in 5 anni di studi Universitar e più di 69 esami fatti e 3 anni di counselling...
Il pensiero critico io ce l'ho...non ho mai imparato a pappardella niente in vita mia...
laureato con lode e con eccellenza...
ma gli stili cognitivi è una traccia specifica e ci sono teorie specifiche che ne parlano.
Il mio commissario ha specificato che era un tema con teorie specifiche...con un capitolo di riferimento e di psicologia generale si è rimangiato tutto quando stavo per consegnare...
vorrei vedere chi non si sarebbe scoraggiato di fronte a queste premesse...
è un successo pure averlo consegnato per me... ed essere riuscito a farlo con zero speranze di riuscita.
mai più a Roma...
non lo farò mai più a Roma...
ps: non ho scritto cattivo ho scritto disfunzionale e vari studi affermano nelle organizzazioni fobiche o in certi disturbi di personalità la correlazione con MOI evitanti o ansiosi. Comunque sono un fattore di rischio per l'insorgenza della psicopatologia.
L'Adult Attachment Interview l'ho messo... e anche i suoi 3 stili dell'adulto...
FERMO RESTANDO CHE NON E' COMPITO DELLO PSICOLOGO CAMBIARLI.
[email protected] dispiace vedere queste parole scritte così! Si capisce che c'è tanta rabbia e tristezza e delusione..ma non tutto è perduto!
E' vero ciò che dici....hai fatto degli errori..........ma ricordate che l'eds è comunque un esame sotto il profilo dei voti..esistono punteggi che vanno da un minimo ad un massimo..è possibile(e ti auguro sia così) che in questa prova tu non prenda un voto alto.....perchè fasciarti la testa prima ancora di rompertela?
Quoto comunque, perchè cio sono passata prima di voi..l'ansia e la delusione per una traccia che lascia..un po' perplessi!
grazie Memole...
e scusami, non ce l'ho mica con te...
è ovvio che sono infuriato con la commissione
soprattutto per quel suggerimento.
Purtroppo ho sentito bene...parlava di un capitolo di psicologia generale...
In quel momento ho provato a protestare...
mi hanno azzittito altri colleghi dicendo che disturbavo...
In Aula Magna invece hanno fatto un bel pò di casino per 30 minuti...
beati loro.
Notte e grazie.
e crepi il lupo.
Ciao memole, avrei bisogno di un chiarimento, spesso quando invio i post vengono bloccati, mi dice: si è verificato un problema.....non sei abilitato.......e devo rifare tutto da capo anche la registrazione. Qualche volta mi stufo e lascio perdere. Tu sai da cosa potrebbe dipendere?
Dove posso ripescare il messaggio scritto salvato?
grazie
ciao miracle, ti capisco ma ormai tocca farci pace e andare avanti comunque sia andata.
Secondo me c'è chi stà peggio di noi, quel poverino che ha estratto la traccia:wall:
quasi 500 persone sulla coscienza compreso lui probabilmente, penso che non si azzarderà più
per il resto della sua vita:ciao:
Non per mettere il dito nella piaga ma solo per condividere un'informazione che ho trovato sul
Canestrari, forse ci potrà chiarire qualcosa:
cap. 7, Il pensiero razionale e irrazionale, pag.182 paragrafo "L'intelligenza alla prova: problem-solving
".....quello che è analizzato nei test di problem solving è solo un aspetto della condotta intelligente,
aspetto che potrebbe essere anche definito come STILE COGNITIVO......."
Questo è quello che ho trovato:bugia:
tappa finale: cosa vuoi dire con questo? non ho capito!
Abbiamo dettoc he lo stile cognitivo può far parte di diversi argomenti come INTELLIGENZA, APPRENDIMENTO, PERSONALITà......non capisco! :(