Innanzitutto, una precisazione: prima che ad Acerra, l'esercito è stato già impiegato a Savignano Irpino, con la motivazione di "controllare" i carichi dei compattatori.
Ovviamente, che siano stati i militari a "scoprire" tracce radioattive nei rifiuti, voleva sortire un effetto rassicurante circa il loro impiego.
«Abbiamo dimostrato che i controlli funzionano – hanno spiegato gli uomini del sottosegretario all'emergenza rifiuti - ed è un segnale di tranquillità per le popolazioni che vivono vicino alla discarica. Si conferma la necessità e la bontà dei controlli effettuati a Savignano Irpino a tutela e garanzia delle normative sullo smaltimento dei rifiuti». (
(ami) Agenzia Multimediale Italiana - Rifiuti. Scoperto materiale radioattivo a Savignano Irpino Il direttore della discarica smentisce 16/06/2008)
La logica è sempre la stessa che l'11 settembre 2001 ha segnato una precisa strategia di dominio: la tutela della "sicurezza".
Ma stavolta il messaggio si connota di significati ben diversi: l'identificazione di un "nemico" finora esterno ai confini nazionali geografici si estende a quella parte di società civile volontariamente e coscientemente estranea alla politica della devastazione e del profitto, marchiata da un accanimento mediatico servilista e colpevole senza precedenti, volto a farla passare da vittima a carnefice.
Già visto, signori delle guerre e dei veleni. Lo hanno visto soprattutto le popolazioni afghane ed irakene; e a questo punto la differenza tra uranio impoverito, fosforo bianco, gestione criminale dell'emergenza rifiuti e veleni industriali sversati su interi territori è solo questione di "entità" dei danni, piuttosto che di logica sottostante.
Lo spreco di interi capitali utilizzati per interventi mortiferi, la tutela degli interessi di poteri apparentemente "altri" dalle istituzioni (economia globale, alta finanza, massoneria, mafia e tutto il peggio dell'imprenditoria), di corruzione diffusa, di omertà e di precise responsabilità incrociate, il tutto ufficializzato dall'uso dell'esercito,è lo stesso scenario che regge l'intero progetto di dominio globale.
Chi pensa che tutto questo sia una visione esageratamente "complottista" si accorgerà ben presto che l'attuale "emergenza" rifiuti sarà prossimamente l'emergenza TAV, l'emergenza BASE di Vicenza, l'emergenza economia, e quant'altro.
Nello specifico dell'emergenza campana (che in merito ai rifiuti tossici presto si mostrerà per essere un'emergenza NAZIONALE), anche volendo prendere in considerazione la “logica” delle discariche tanto cara ai soliti noti, si scoprono una serie di apparenti contraddizioni che denunciano invece la precisa volontà di prolungare all'infinito un'emergenza che, come segnala l'ottimo lx_alfo_xl, è stata pianificata come "normalità".
Walter Ganapini, assessore regionale all’Ambiente, è uno dei tanti a denunciare quelle che ormai solo i ciechi e gli ottusi vedono come contraddizioni.
L’intera intervista, già postata da altri utenti, ed altre notizie, si può trovare anche qui, insieme ad altre importanti informazioni.
Dall'intervista si scopre che Santa Maria La Fossa ospita una discarica in grado di contenere rifiuti campani per ben 6 mesi. MAI UTILIZZATA.
Piano di raccolta differenziata porta a porta pagato dal CONAI nel 2003 MAI UTILIZZATO.
Impianti di TBM MAI UTILIZZATI.
Impianti di compostaggio a San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere e Polla, MAI UTILIZZATI.
Depuratori a cui mancano SOLO 80 metri di fognature per la loro attivazione.
Su 16 impianti per il percolato ne funziona a stento 1.
E ancora a Parco Saurino, in mezzo a una campagna incolta, sono parcheggiati a marcire con pneumatici ormai sgonfi otto macchinari da tempo ricoperti dalle erbacce: sono i vagli mobili che avrebbero potuto stabilizzare i rifiuti rendendoli buoni per le discariche. Se fossero stati utilizzati si sarebbe prodotto materiale a norma.
«Pare che quei macchinari siano stati acquistati dal commissariato sei anni fa senza essere mai utilizzati - racconta Ganapini - Ho impattato nell’ennesimo episodio della rubrica degli orrori. Quelle macchine sono perfette. Mi ripropongo di metterle rapidamente in manutenzione, serviranno per vagliare la sostanza organica di cui sono pieni i siti. Ci sono tre trituratori e vagliatori prodotti dalla più importante azienda tedesca. Messi tutte insieme questi strumenti saranno costati alcune decine di milioni di euro. Bisognerà che prima o poi di questo ignobile spreco di pubblico denaro si cominci a dar conto». (
Nuovo scandalo, discarica mai utilizzata)
Nei siti casertani l’assessore ha ritrovato anche rimorchi con nastropresse che possono anche strizzare e disidratare i fanghi e una pala meccanica gigantesca. A San Tammaro c’è un impianto di compostaggio mai utilizzato: nei due capannoni ci sono file di lampade industriali (costosissime), le trincee che dovrebbero ospitare il materiale da trasformare in concime sono completate, fuori c’è un enorme impianto di trattamento dell’aria. E poi più nulla. Uno degli stabilimenti è stato riempito di ecoballe. E a Santa Maria Capua Vetere e a Polla ci sono altri due impianti, anche quelli fermi. Così in Campania non si fa compostaggio, ma si pagano cifre enormi (anche 200 euro a tonnellata) per spedire negli altri impianti italiani il materiale che poi verrà rivenduto come concime moltiplicando i guadagni delle imprese delle altre regioni. «Quello che ho visto è la riprova assoluta che avevamo tutto per gestire tutte le tipologie di rifiuti, se solo una buona dirigenza tecnica avesse prevalso» commenta Ganapini che alla fine del viaggio lancia un appello: «Inviterò Bertolaso a stare due giorni con me per vedere gli impianti che abbiamo e dobbiamo utilizzare».
E poi c’è stato il “casuale” incidente di Ganapini, che quel giorno viaggiava senza scorta.
L’assessore regionale all’ambiente vittima di un pirata della strada o di un attentatore? (
..::Corriere di Aversa e Giugliano::.. - Walter Ganapini ferito in un incidente stradale)