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:approved:La traccia mi è piaciuta:asd:...per quanto riguarda ciò che ho scritto...mah..x ora no-comment..chissà come saranno le correzioni!!??! :mumble:
piuttosto il 7 gennaio è davvero lontano!!! insorgiamo!! tempestiamoli di chiamate!! :corteo:
ma prima...rilassiamoci:summer::summer::summer::summe r::summer::summer::summer::summer::summer::summer: :summer::summer:
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ho definito la memoria, poi ho delineato come la memoria è stata concepita dall'associazionismo al cognitivismo in maniera breve, ho esposto il modello di atkinson e shiffrin e le ricerche successive (Baddley, Tulving e Pavio). Ho detto che la metodologia utilzzata da queste ricerhe è quella sperimentale (in breve che cosa è il metodo sperimentale) criticata dall'approccio ecologico sviluppatosi con neisser. Per quanto riguarda la relazione emozione- memoria ho fatto dei brevissimi accenni sulla testimonianza oculare e sull'amnesia psicogena.:sbonk:
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P.S. per aver scelto la busta meglio:
GRANDE DADINA79!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!
MITICA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(verde speranza...)
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Ciao bella traccia, ma complicata se si pensa che i modelli teorici recenti riguardavano periodi tra gli anni '70,'80 e '90....mah
Comunque io ho fatto la memoria cercando di evidenziare le problematiche principali.
dopo la definizione della memoria e le tre categorie mnestiche di canestrari, ho evidenziato come problema il numero di teorie di riferimento e ogniuna delle loro metodologie, poi ho delineato in breve e approfondito le teorie associazioniste, S-R, MBT e MLT parlando anche di oblio e della relazione con l'emozione, infine come ultima teoria quella cognitivista soprattutto Atkinson e Shiffrin. successivamente ho cercato di evidenziare la problematica tra cognitivisti e comportamentisti sui loro concetto di uomo attivo e passivo e di elaboratore dell'informazione. ho sottolineato la differenza tra il modello S-R a SOR. poi per concludere ho evidenziato le relazioni con l'emozione sia per quanto riguarda le conoscenze personali dovute alle esperienze, dovute ai cambiamenti di stati d'animo che possono provocare conseguenze di umore e nell'invecchiamento e come ultima cosa la rappresentazione in memoria attraverso la teoria di Tolman sulle mappe cognitive...speriamo bene voi cosa dite?
Mi sono accorto ora di non aver evidenziato la differenza metodologica del metodo sperimentale e le sue critiche ...mah speriamo che non rompano e che palline arrivare a gennaio senza sapere che fine faremo!!!!
Ciao buono studio
e buon riposo e lavoro
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dai mimme!! Vedrete che è andrà bene! Vi abbraccio forte
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Citazione:
Originalmente inviato da
dadina79
Ciao...è andata...io ho fatto la memoria, speriamo bene!!!
tra l'altro sono io che ho dovuto aprire la busta....non potete capire il mio stato d'animo....se usciva l'attenzione mi potevo anche sparare!!!
direi che le tracce uscite sono estremamente di generale-sperimentale, cosa he non mi piace per niente!!!
e i risultati il 7 gennaio ne vogliamo parlare?????:swear:non comment
io ti avrei uccisaaaa!!! :swear:No, scherzo! solo che avevo fatto meglio l'attenzione. Comunque anch'io l'ho fatto più o meno come te e baldaz. Però dalle cose che ho sentito uscendo solo un paio di persone hanno parlato solamente dei modelli anni '80 in poi, gli altri l'hanno svolto tutti più o meno come noi. A me sembrava riduttivo non citare almeno i punti di partenza: forse un pò troppo in là, sono partita da Ebbinghaus (anni '40). In ogni caso, sono convinta che sia solo una questione di fondoschiena, so di amiche che hanno fatto lo stesso tema, una è passata e un'altra no. Ora, che fare? Si accettano consigli!
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Ah! dimenticavo, c'è per caso qualcuno che ha la traccia precisa? grazie
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Citazione:
Originalmente inviato da
Jorja
Non era esattamente così la traccia... chiedeva di dire le teorie più recenti (il prof ha specificato dagli anni 80-90 in poi) in relazione alle emozioni...
Scusa se ho sintetizzato, ma non era neanche come hai detto tu. La letteratura recente (che è cosa diversa dalle teorie) era comunque solo un riferimento, non il tema principale. Allora per esattezza la traccia era così:
Facendo riferimento alla letteratura recente, il candidato illustri gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi della memoria, focalizzandosi in particolare su: 1) gli aspetti teorici; 2) gli aspetti metodologici.
Va anche aggiunto che ad una domanda su cosa si intendeva per "recenti", Caudek ha risposto che intendeva a partire dagli anni '80 (non '90). Ma ha anche precisato "IO intendo...", era cioè una sua opinione personale. Più tardi, la dott.ssa Budini Gattai ha detto che secondo lei si poteva intendere dagli anni '60 in poi. Insomma non c'era accordo su questo punto all'interno della commissione!
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Citazione:
Originalmente inviato da
dadina79
e i risultati il 7 gennaio ne vogliamo parlare?????:swear:non comment
I risultati vengono dati una settimana prima della prova successiva. Personalmente non so cosa darei per poter fare la seconda prova a gennaio, anziché il 16 dicembre!
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Citazione:
Originalmente inviato da
mariabbella
sono partita da Ebbinghaus (anni '40).
Scherzi, vero? Il povero Ebbinghaus è morto nel 1909.
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Noooo....ho capito chi è Dadina79 :asd::asd::asd:
(è stata bellissima la faccia che hai fatto quando hai letto il titolo!!!!)
Comunque anch'io ho sviluppato il tema come voi....Brevi cenni su Ebbinghaus, Comportamentismo e poi modello di Atkinson e Shriffin, vari tipi di memoria e Paivio. La metodologia ho messo alcuni strumenti che vengono utilizzati per misurare le capacità mnestiche e nel rapporto emozioni e memoria la parte dedicata al ricordo dei momenti piacevoli, spiacevoli e neutri....
Non so, ho l'impressione di aver fatto un gran casino....
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Citazione:
Originalmente inviato da
*nauders*
I risultati vengono dati una settimana prima della prova successiva. Personalmente non so cosa darei per poter fare la seconda prova a gennaio, anziché il 16 dicembre!
Infatti sei del nuovo e io del vecchio :approved:Se non ricordo male la nostra traccia cominciava con "facendo riferimento alle teorie più recenti"
comunque l'ho detto che ho fatto male a farmi condizionare da quanto aveva detto il prof... facevo meglio a scrivere tutto ciò che mi ricordavo dal 40 in su... e invece ho depennato tutto
Non ho messo nè Atkinson e Shiffrin nè Baddeley perchè non mi sembrava che avessero collegamenti con le emozioni...
Ho scritto 2 teorie in modo impreciso e basta...
- Definizione di memoria
- Cenno a Ebbinghaus per poi accennare all'associazionismo degli anni '40-'50 e alla sua visione dell'uomo in contrapposizione alla la visione dell'uomo portata dall'HIP
- Tulving e la suddivisione della MLT: studi su pazienti amnesici e utilizzo ti test neuropsicologici.... accenno al fatto che la memoria episodica sembrerebbe risentire maggiormente dell'influenza emotiva
- Definizione della specificità di codifica e dello stato con riferimento a Bower e all'applicazione alla psicologia della testimonianza. Esp dell'ipnosi per indurre lo stato emotivo. E come tecniche: riattualizzazzione del contesto e intervista cognitiva
3 pagin e sono stata imprecisa.
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anche io ho fatto la memoria, cenni sulla definizione, poi velocemente su Ebbinghaus e gli studi, poi strutturalismo e HIP con le varie distinzioni della memoria, atkinson e shiffrin quindi, tulvig e thomson, craik e lockat, ma spiegati male..metodologia ho messo wais e wisc, studi sperimentali utilizzando il metodo di ebbinghaus, studi clinici x i danni alla memoria, test figura complessa e memoria comportamentale.Per quanto riguarda la relazione con l'emozione ho parlato della dissociazione isterica, rimozione, oblio motivato..e speriamo che a questo giro vada bene
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Citazione:
Originalmente inviato da
*nauders*
Scherzi, vero? Il povero Ebbinghaus è morto nel 1909.
Hai ragione! Ieri sera dovevo essere proprio fusa, intendevo che ho citato Ebbinghaus rispetto alle prime indagini sistematiche sulla memoria (es. curva dell'oblio) e poi la corrente associazionista, e via discorrendo fino al PDP; non so da dove ho preso quegli anni '40! Pardon!
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Ho capito... mi risparmieranno la diguraccia di prendere 15, oppure pubblicano inevitabilmente tutti i voti?
Ele qte volte l'hai dato? Come mai non sei passata l'altra sessione?
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pubblicano solo quelli passati:sisis:
l'altra volta son bocciata xche' il tema non era esaustivo, mancavano termini tecnici, e un linguaggio appropriato..avevo scritto anche poco, meno di ora, adesso spero almeno in un 30:argh:
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se fosse stata estratta la traccia sull'attenzione mi sarei alzato e consegnato in bianco. é stato uno degli argomenti che ho tralasciato.... grande dadina79...non sarei voluto essere al tuo posto anche se la faccia che hai fatto mi aveva spaventato.
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ragazzi chi fa la secondz prova di sviluppo[sempre se si passa:asd:]?io a breve mi mettero'a studiare
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A me hanno consigliato di buttarmi sul clinico, dicono sia più facile mediamente....
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nono io faccio sviluppo, ma mi sa che sono l'unica, tutte le persone che conosco fanno clinico:argh:
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...non credo sia più facile..i disturbi sono di più e più complessa la diagnosi differenziale! cmq io sono bocciata alla seconda prova e vi assicuro che si sta alla sorte..nel mio compito c'era solo un frego rosso sulla diagnosi il resto era ok!!!!!!!!!!!:swear:
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in bocca al lupo a tutte x il risultato della prima prova.
:)
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crepiiii
via..dopo questo ponte, cominciamo un po' a studiare...
oh popolo di clinico! sapete esattamente su quali libri prepararsi??
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
per il caso clinico c'è il libro " ABC della psicopatologia" ed io poi approfondisco con il DSM IV e esempi di casi clinici.:swear:
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grazie Dadina79!!! Lo compro domani..
restiamo tutte in contatto..
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ragazzi ma come sta andando lo studio??io trovo una gran difficoltàa fare il caso:( aiutooo ma come si fa??
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io non sto studiando.....:mumble:
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..neanche io sto studiando..non sapere il risultato della prima prova è logorante!...c'è qualcuno che ha voglia di incontrarsi per svolgere qualche caso insieme?...:Ops:
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amicaaaa:love: mi mancano le nostre giornate di studio:(:(:( ma si puo'fare insieme anche se te fai clinico e io sviluppo:D
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Citazione:
Originalmente inviato da
Ele*
amicaaaa:love: mi mancano le nostre giornate di studio:(:(:( ma si puo'fare insieme anche se te fai clinico e io sviluppo:D
Amicaaaaa!!!!certo che si amoruccio:love:..Mancano tanto anche a me!!!poi quando ci saremo tolte questo fardello ci daremo alle pazze gioie insieme!!:yahoo:
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Salve a tutte! Visto che l'esame si avvicina, sono qui che cerco di risolvere qualche caso di psicologia del lavoro...so che molte di voi fanno clinico, ma rivolgo la domanda a quei pochi che, come me, avranno a che fare con le aziende e tutto il resto...sto cercano (da due giorni...) di risolvere questo caso che è uscito nella prima sessione del 2006. Per ora sono riuscita solo a fare un'analisi preliminare, ma non riesco ad andare avanti. Qualcuno vuole tentare?
La X Spa è un’azienda a impianto familiare, di media grandezza, che opera nel campo della moda. L’azienda
fu fondata negli anni ’50 dal capostipite. L’azienda ha circa 80 dipendenti ed è condotta dai tre figli del
fondatore, ormai scomparso da oltre trent’anni.
I tre fratelli, due maschi ed una femmina, sono tutti e tre ultra settantenni. Uno di loro, il maggiore, che
chiameremo A, esercita una leadership molto pronunciata. A è dotato di intuito e di rapidità decisionale, ma è
dirigista, non incline alla delega, incapace per carattere di motivare chi gli è sottoposto. La seconda, l’unica
laureata, laureata in economia e commercio, che chiameremo B, si occupa della gestione finanziaria
dell’azienda. Il terzo fratello, il minore, che chiameremo C, ha avuto difficoltà a trovare un’identità aziendale,
ha sempre cercato spazi in cui affermarsi, si occupa degli acquisti dei pellami e dell’area commerciale
francese.
A ha due figli maschi: il primo, lo chiameremo A1, ed il secondo lo chiameremo A2.
A2 ha trovato il suo ruolo come responsabile dello stile e dello sviluppo delle collezioni e lavora in tandem con
la responsabile del marketing. A2 e la responsabile del marketing sono universalmente apprezzati per la
qualità del lavoro. A1, che per anni ha svolto una propria attività indipendente dall’azienda familiare, perché
non sopportava l’autoritarismo del padre, ha deciso due anni fa di entrare in azienda affiancando il figlio di B
che chiameremo B1, e la figlia di C, che chiameremo C1.
B1 e C1 non hanno ruoli aziendali ben definiti, in parte sono in una specie di apprendistato al seguito dei
propri genitori, in parte perseguono propri interessi ora in un settore dell’azienda ora in un altro. A1 ha deciso
di entrare nell’azienda per dare supporto al padre. Questi desidererebbe, in prospettiva, essere sostituito dal
figlio per sfiducia nei fratelli e nei loro discendenti, ma, allo stesso tempo è restio a cedere la propria
leadership.
A1 ha la coscienza che il modo di condurre l’azienda da parte del padre è superato e ritiene che i cugini più
che avere cura dei problemi dell’azienda, mirano a posizioni di potere per conquistare l’approvazione dei
rispettivi genitori e zii. Da alcuni anni il fatturato non subisce incrementi e sono scomparsi gli utili. A1 ha
convinto i tre seniores a consultare una Società di Consulenza. La Società di Consulenza ha individuato il
malessere dell’azienda nei seguenti punti:
1) nella problematicità dei rapporti tra i familiari e nella disfunzionalità dei ruoli, in parte scelti, in parte
assegnati e in parte subiti, che caratterizza la collocazione lavorativa dei componenti della famiglia
all’interno dell’azienda;
2) nella cattiva gestione del personale;
3) nell’incapacità di un direttore commerciale non all’altezza del compito;
4) nell’incapacità organizzativa della cugina C1 e nella mancanza di un ruolo ben definito sia di C1 sia di
B1.
Per i suddetti motivi la Società di Consulenza ha ritenuto opportuno avvalersi della collaborazione di uno
psicologo.
Il candidato esponga i motivi che possono avere spinto la Società di Consulenza ad avvalersi dell’intervento
di uno psicologo.
Il candidato esponga, altresì, un progetto dettagliato delle fasi di intervento che egli ritiene più opportuno
attuare e, in particolare, ipotizzi un percorso di valutazione delle risorse umane dell’azienda indicando:
1) gli elementi che dovranno essere presi in considerazione per la valutazione delle risorse umane;
2) come organizzerebbe il processo di valutazione delle risorse indicate;
3) gli strumenti di valutazione che desidererebbe utilizzare ed il modello teorico di riferimento cui essi
ispirano;
4) quali eventuali altri settori dell’azienda coinvolgerebbe nel processo di valutazione e in che modo.
Io ho analizzato la situazione così:
PERCHÉ È STATO CHIESTO L’INTERVENTO DI UNO PSICOLOGO:
Probabilmente la motivazione va ricercata nella complessa rete di dinamiche all’interno dell’azienda, dovuta soprattutto al fatto che la stessa è a gestione familiare. E’ quindi ipotizzabile che ai problemi specifici dell’organizzazione, si intreccino quelli dovuti ai rapporti familiari. Inoltre, la situazione è resa ancora più delicata dal passaggio generazionale che sembra prossimo. Considerando quest’ultimo da una prospettiva psicosociale, dovremo quindi fare attenzione a comportamenti, atteggiamenti, valori e dinamiche relazionali che caratterizzano gli attori di questo passaggio. Sembra inoltre che, come sostiene Kets de Vries, accanto alla dinamica manifesta di A di cedere il potere al figlio A1, ci sia anche una dinamica meno esplicita in base alla quale A non vuole perdere il proprio potere, rimandando così il momento del passaggio.
ORGANIZZAZIONE DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE DELLE RISORSE INDICATE:
Innanzitutto cercherei di capire bene cosa la società di consulenza si aspetta dal mio intervento e di ottenere tutte le informazioni possibili su come è stato portato avanti l’intervento fino ad ora (se sono state fatte analisi sul clima e, in generale, come si è pervenuti a delineare i nuclei problematici descritti). Per quanto riguarda la cultura organizzativa, è possibile ipotizzare un conflitto dovuto (secondo Beckard e Dyer) alla coesistenza di un codice culturale prevalentemente materno, in cui prevale l’importanza della coesione, dell’armonia, delle buone relazioni, e uno prevalentemente paterno, in cui prevalgono criteri come l’efficienza, la produttività, la valutazione e la differenziazione tra membri sulla base delle effettive prestazioni. Il primo tipo di cultura sembra, al momento, quella dominante all’interno dell’azienda, ed è riconoscibile nel fatto che il sistema gestionale, condotto quasi completamente da A non sembra essere mai stato messo in discussione né dagli altri due fratelli, né dai nipoti fino all’entrata nell’azienda di A1, anche se già da tempo la situazione economica sta peggiorando, (è possibile quindi che le dinamiche familiari abbiano in qualche modo agito da vincolo allo sviluppo e all’evoluzione dell’impresa), e nel fatto che B1 e C1 possono prendersi la libertà di passare da un settore ad un altro dell’azienda seguendo esclusivamente i propri interessi, (cosa, anche questa, che non sembra funzionale all’efficacia e l’efficienza dell’organizzazione). La seconda tipologia di cultura sembra invece essere stata messa in risalto, come accennato, da A1, che avendo svolto per anni una sua attività, è probabilmente anche colui che riesce a vedere le cose “dall’esterno” e che potrebbe essere meno influenzato dall’autoritarismo del padre (inizialmente, a suo dire, non era entrato nell’azienda proprio per questo motivo, ma possiamo ipotizzare, intanto, che la sua esperienza e la maturazione possano averlo reso “più forte” così da sentirsi pronto ad “affrontare” A).
Fatte queste premesse, chiederei di poter fare un colloquio, corredato da un’ intervista semi-strutturata alle sei persone coinvolte, per indagare sia gli aspetti relativi all’azienda in sé e alla sua gestione, che gli aspetti pertinenti le relazioni familiari, così da avere ulteriori dati riguardo alle ipotesi da me avanzate. Il colloquio servirebbe anche per indagare fino a che punto gli attori coinvolti legittimino il mio intervento (non sembra, infatti, che B1 e C1 siano stati coinvolti nella decisione di richiedere una consulenza, e, anche i tre dirigenti, sono stati “convinti” da A1: è possibile incontrare quindi delle resistenze, in particolar modo da parte di A).
...e qui c'è il basatro...
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
Su questa parte, sono ancora meno sicura che sulla prima...ho seguito il primo capitolo del Rovetto "progetti di intervento psicologico"...
Fatte queste premesse, vorrei indagare le aspettative di ognuno riguardo il percorso che ci si appresta ad affrontare, anche per capire fino a che punto gli attori coinvolti legittimino il mio intervento (non sembra, infatti, che B1 e C1 siano stati coinvolti nella decisione di richiedere una consulenza, e, anche i tre dirigenti, sono stati “convinti” da A1: è possibile incontrare quindi delle resistenze, in particolar modo da parte di A). Questo verrebbe fatto tramite colloqui individuali.
Pianificherei inoltre una serie di incontri con tutti i sei soggetti, così che possano 1) essere messe in condivisione le aspettative personali e 2) essere coinvolti tutti i membri in un’ottica partecipativa alla costruzione del progetto.
Chiederei poi di avere un colloquio corredato da un’ intervista semi-strutturata con le sei persone coinvolte, per indagare sia gli aspetti relativi all’azienda in sé e alla sua gestione, che gli aspetti pertinenti le relazioni familiari (anche riguardo la dimensione emotiva), storia e motivazioni. Successivamente proporrei un incontro collettivo per condividere le dimensioni comuni emerse.
Proseguirei con un intervista individuale riguardo ai valori ed interessi di ognuno sia attraverso metodi strutturati che non, così che da una parte non si perdano informazioni che potrebbero essere rilevanti e dall’altra possiamo avvalerci di report cartacei per fare rilevazioni e riflessioni.
Potrei, a questo punto, lavorare individualmente con i membri della famiglia alla stesura di un progetto personale: nel caso dei figli, questo dovrebbe prevedere una valutazione delle potenzialità (tramite BDC, prendendo come riferimento teorico McClelland) e delle motivazioni di ognuno, (tramite TOM, prendendo come riferimento teorico Maslow e, di nouvo, McClelland con i suoi bisogni di potere, affiliazione e successo), l’individuazione di bisogni formativi e la definizione delle tappe che potrebbero essere necessarie per raggiungere l’obiettivo. Per quanto riguarda i tre seniores, focalizzerei la stesura del progetto partendo da quelli che possono essere le loro paure e preoccupazioni rispetto alla nuova generazione e i loro desideri su come dovrebbe essere portata avanti l’azienda. Li metterei poi al corrente di ciò che è scaturito dalle valutazioni del potenziale di A1 , A2, B1 e C1, (possibilità di intervistare anche loro a riguardo, per completare la valutazione del potenziale dei figli/nipoti), cosi da poter lavorare insieme ad un progetto che tenga conto di tutte queste variabili. Tutto questo dovrebbe essere fatto ponendo particolare attenzione a distinguere i ruoli familiari e aziendali (sia nel lavoro con la nuova che con la vecchia generazione), visto che fino ad ora sembra essere stata proprio questa confusione una delle motivazioni della non efficienza dell’azienda.
Dopo un feedback ai figli riguardo la valutazione del potenziale ed un eventuale aggiustamento dei progetti di carriera iniziali, potremmo proseguire con una valutazione di quanto emerso durante gli incontri, lavorando in gruppo ed esplicitando i progetti individuali per farne uno comune, mantenendo sempre l’attenzione alla differenziazione tra ruoli familiari e aziendali, ai risultati della valutazione delle potenzialità e, in generale, all’efficienza dell’azienda.
Per esempio, si potrebbe inserire, nel progetto, un riposizionamento delle risorse umane, sempre, ovviamente, con la partecipazione di tutti, nonché pianificare il subentro di A1 ad A, a tappe graduali, ma ipotizzando anche un limite di tempo in cui il passaggio deve effettivamente avvenire.
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
ma nessuna fa sviluppo????:(:(:(:(
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
Ciao a tutte e buone feste!! come procede lo studio?..io molto a rilento..il lavoro mi lascia poco tempo per studiare..che ansia!!!! rinnovo la mia proposta di ritrovarci per risolvere qualche caso insieme se qualcuno è disponibile!..baci e buono studio!!!:Ops:
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
ciao ormai io mi metterò a studiare solo se sarò passata.....tra lavoro, muratori in casa e feste di natale è stato davvero improbabile studiare....ma poi come si fa a concentrarsi senza sapere se sei passata??????????io sarei disponibile a trovarsi anche perchè non ho idea di come svolgere il caso clinico....vediamo se sono passata e se riusciamo ad organizzarci!!!:asd:
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Originalmente inviato da
dadina79
ciao ormai io mi metterò a studiare solo se sarò passata.....tra lavoro, muratori in casa e feste di natale è stato davvero improbabile studiare....ma poi come si fa a concentrarsi senza sapere se sei passata??????????io sarei disponibile a trovarsi anche perchè non ho idea di come svolgere il caso clinico....vediamo se sono passata e se riusciamo ad organizzarci!!!:asd:
Hi Hi..mi sa che siamo tutte nella stessa barca!! :asd: vediamo come va..
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
Non è che per sbaglio li mettono prima i risultati?:sbonk:
Mi piacerebbe sapere che hanno scritto quelli del nuovo per essere passati... visto che la traccia era simile...
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Citazione:
Originalmente inviato da
Jorja
Non è che per sbaglio li mettono prima i risultati?:sbonk:
Mi piacerebbe sapere che hanno scritto quelli del nuovo per essere passati... visto che la traccia era simile...
Cosa hanno scritto altre persone non fa molto testo..non è molto obiettiva la correzione..purtroppo te lo dico per esperienza personale....:swear:
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
...ehi,tra poco ci siamo:zott:........brrrrrrrrrrr!!!!!!che paura!!!!!!!!
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Riferimento: EDS Vecchio Ordinamento Novembre 2008 Firenze
il risultato dell'esame dove si trova? nel sito della facoltà? nel sito dell'ateneo?... non ne posso più voglio sapere sto cazzo di risultato.. cmq in bocca a lupo a tutti... ce lo meritiamo