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MEMOLEMEMOLE
credo di no!:sbonk:io arriverò x le 9 (mentre voi sarete già prtese da una crisi di ansia acuta, che però passerà presto alla vista di un compito facile facile:bacetto::D)..e quando noi usciremo....voi già sarete al bar a :yahoo:festeggiare!
ma....ci sentiremo su ops..ovviamnete nel therd che qaulcuna di noi aprirà per la 4 prova!!!!!:bacetto::Ops:
grazie mille e crepi il upo speriamo nel compito facile facile ci si sente qui o su fb!!! un bacione
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ghostchild
"Si presenta allo studio un signore di 48 anni, seguendo il suggerimento del suo medico di base, al quale si era rivolto per un infiammazione ai tendini del braccio, trattati con farmaci e laser terapia con scarso successo. È coniugato, ha due figli di 20 e 17 anni; la moglie casalinga.
Occupa un posto di capo reparto presso una ditta di servizi; ne è molto soddisfatto anche se esprime il desiderio di essere più tranquillo (cioè senza troppe responsabilità).
Durante il colloquio cita un “esaurimento nervoso” di undici anni prima, curato con psicofarmaci e risolto in breve tempo.
L’episodio è comparso in concomitanza con lo sfratto, la ricerca di un nuovo alloggio, dopo molte battaglie burocratiche e la sistemazione della nuova casa, a cui aveva provveduto da solo lavorando anche la notte.
Passato il momento di crisi il paziente aveva ripreso la sua vita con gli stessi ritmi frenetici d sempre: turni lavorativi, attività sportiva intensa (pratica calcio e soprattutto tennis), lavori manuali in casa per sé e per i parenti. Nell’ultimo periodo l’infiammazione ai tendini lo ha costretto a sospendere l’attività sportiva e a una forzata immobilità.
Il paziente associa questa immobilità a sintomi di “sudorazione, panico e fuga” quando deve uscire di casa per recarsi in qualche posto, soprattutto posti affollati o quando sa che può relazionarsi a persone che lo possono giudicare. Utilizza le manifestazioni somatiche dell’ansia per non affrontare certe situazioni impegnative, una delle quali dovrebbe essere la conoscenza prossimamente dei suoceri della figlia maggiore. Riferisce che sta già immaginando la scena e comincia a sudare.
Dentro casa e a letto si sente a proprio agio. È da notare come i sintomi si attenuino o scompaiano quando il paziente affronta la situazione che ritiene problematica".
il Goodwin-Guze afferma che "il termine "esaurimento nervoso" si usa a volte per definire la "nevrosi d'ansia" - o meglio il Disturbo di Panico -
possiamo dunque ipotizzare che già all'epoca, a causa del periodo notevolmente stressante, il paziente abbia sofferto di questo disturbo. Ovviamente non si evincono elementi che consentano una diagnosi precisa, quindi si rinvia l'approfondimento a successivi colloqui di assessment.
i sintomi di "sudorazione, panico e fuga" sembrano presentarsi sia quando deve recarsi in posti affollati, sia in situazioni in cui deve "relazionarsi a persone che lo potrebbero giudicare". In prima istanza dunque possiamo ipotizzare un Disturbo di Panico con Agorafobia (approfondire conoscenza sintomi), nel secondo caso invece una Fobia sociale. Questa seconda opzione ben si collega con la forte ansia che lo pervade al solo pensiero di dover incontrare i suoceri della figlia maggiore.
Il fatto che in casa - dentro al proprio letto - si senta al sicuro, ci riporta nuovamente all'agorafobia.
Il fatto che i sintomi scompaiano quando il paziente affronta la situazione che ritiene problematica ci rassicura sia sulla natura psicologica del sintomo, sia sulla sua buona prognosi.
Altresì dovremo indagare meglio gli aspetti motivazionali, essendo stato inviato al consulto psicologico dal suo medico di base (motivazione estrinseca?).
In questo caso ipotizzerei l'utilità di programmare alcuni colloqui di assessment per approfondire le tematiche presentate e dare maggiore precisione alla diagnosi, attraverso l'utilizzo della SCID I. Inoltre indagherei meglio l'episodio di insorgenza del sintomo (lo sfratto), il rapporto con i familiari e con il lavoro (di cui si sente soddisfatto, ma vorrebbe meno responsabilità). Sarebbe inoltre interessante esplorare le dinamiche sottostanti l'iperattività del paziente; i ritmi frenetici - tanto frenetici da condurre all'immobilizzazione per una tendinite - potrebbero essere la causa primaria dello stress, oppure una valvola di sfogo (o un meccanismo difensivo) che il paziente utilizza per non affrontare i vissuti d'ansia?
Dato il corretto esame di realtà e funzionamento dell'Io, suggerirei l'utilità di una psicoterapia individuale prevalentemente espressiva ad impronta cognitivo-comportamentale, con cadenza di incontri di 1 volta alla settimana.
uff che ansia non mi sento affatto pronta:zott::swear:
CHE NE DITE? :(
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Melody82
il Goodwin-Guze afferma che "il termine "esaurimento nervoso" si usa a volte per definire la "nevrosi d'ansia" - o meglio il Disturbo di Panico -
possiamo dunque ipotizzare che già all'epoca, a causa del periodo notevolmente stressante, il paziente abbia sofferto di questo disturbo. Ovviamente non si evincono elementi che consentano una diagnosi precisa, quindi si rinvia l'approfondimento a successivi colloqui di assessment.
i sintomi di "sudorazione, panico e fuga" sembrano presentarsi sia quando deve recarsi in posti affollati, sia in situazioni in cui deve "relazionarsi a persone che lo potrebbero giudicare". In prima istanza dunque possiamo ipotizzare un Disturbo di Panico con Agorafobia (approfondire conoscenza sintomi), nel secondo caso invece una Fobia sociale. Questa seconda opzione ben si collega con la forte ansia che lo pervade al solo pensiero di dover incontrare i suoceri della figlia maggiore.
Il fatto che in casa - dentro al proprio letto - si senta al sicuro, ci riporta nuovamente all'agorafobia.
Il fatto che i sintomi scompaiano quando il paziente affronta la situazione che ritiene problematica ci rassicura sia sulla natura psicologica del sintomo, sia sulla sua buona prognosi.
Altresì dovremo indagare meglio gli aspetti motivazionali, essendo stato inviato al consulto psicologico dal suo medico di base (motivazione estrinseca?).
In questo caso ipotizzerei l'utilità di programmare alcuni colloqui di assessment per approfondire le tematiche presentate e dare maggiore precisione alla diagnosi, attraverso l'utilizzo della SCID I. Inoltre indagherei meglio l'episodio di insorgenza del sintomo (lo sfratto), il rapporto con i familiari e con il lavoro (di cui si sente soddisfatto, ma vorrebbe meno responsabilità). Sarebbe inoltre interessante esplorare le dinamiche sottostanti l'iperattività del paziente; i ritmi frenetici - tanto frenetici da condurre all'immobilizzazione per una tendinite - potrebbero essere la causa primaria dello stress, oppure una valvola di sfogo (o un meccanismo difensivo) che il paziente utilizza per non affrontare i vissuti d'ansia?
Dato il corretto esame di realtà e funzionamento dell'Io, suggerirei l'utilità di una psicoterapia individuale prevalentemente espressiva ad impronta cognitivo-comportamentale, con cadenza di incontri di 1 volta alla settimana.
uff che ansia non mi sento affatto pronta:zott::swear:
CHE NE DITE? :(
2 domande: come mai somministri la scid?
e poi quando si sceglie il tipo di terapia se psicodinamica, cognitivo comportamentale etc, scriverete il perchè e al che cosa è atta?
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Il modulo F della SCID I è stato strutturato appositamente per i disturbi d'ansia
grazie all'intervista si ottiene una descrizione del problema in atto e dei precedenti psicopatologici, dopodichè si fanno domande sui sintomi specifici che consentono di fare diagnosi (standardizzata) sui criteri del DSM...la ritenevo utile per apporre una diagnosi più specifica e certa visto che dalla descrizione del testo la spiegazione dei sintomi è troppo vaga per porre diagnosi certa a base DSM...
per il resto non mi sono dilungata troppo era solo una sintesi, sicuramente in sede d'esame allungherò il brodo assai :asd: ...la cognitiva per questo disturbo è indicata (Gabbard, Falabella...) solitamente si utilizza per sostituire meccanismo di pensiero e affrontamento delle situazioni disfunzionali con alcuni più funzionali attraverso alcune tecniche di decondizionamento, desensibilizzazione sistematica ecc.
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MEMOLEMEMOLE
credo di no!:sbonk:io arriverò x le 9 (mentre voi sarete già prtese da una crisi di ansia acuta, che però passerà presto alla vista di un compito facile facile:bacetto::D)..e quando noi usciremo....voi già sarete al bar a :yahoo:festeggiare!
ma....ci sentiremo su ops..ovviamnete nel therd che qaulcuna di noi aprirà per la 4 prova!!!!!:bacetto::Ops:
speriamo sia un bel compito facile facile anche per sviluppo! :D
io vedrò se riesco ad aspettarvi...così mi raccontate come è andata!
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Faccio anch'io una domandina riguardo ai punti richiesti nell’analisi del caso…
quando chiedono “Di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe” dobbiamo solo indicare il colloquio e i test, tipo lo SCID I o II, senza aggiungere nient’altro.
Mentre solo se chiedono “Quali indagini, consulenze specialistiche o altro richiederebbe alla persona e perché” dobbiamo indicare i punti che abbiamo intenzione di approfondire durante i colloqui successivi (per esempio relazioni familiari, rapporti interpersonali, circostanze di insorgenza del sintomo, ecc.). Giusto??
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eh si penso proprio di si!
PS. COME STRUMENTO PSICOdiagnostico ai fini della diagnosi x i casi di disturbi d'ansia si può usare anche la STAI (STATE-TRAIT ANXIETY INVENTORy)
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Originalmente inviato da
ghostchild
posto questo, ma non lo affronto adesso perchè sono un po' stanco.....leggerò i commenti domani mattina! :)
"Si presenta allo studio un signore di 48 anni, seguendo il suggerimento del suo medico di base, al quale si era rivolto per un infiammazione ai tendini del braccio, trattati con farmaci e laser terapia con scarso successo. È coniugato, ha due figli di 20 e 17 anni; la moglie casalinga.
Occupa un posto di capo reparto presso una ditta di servizi; ne è molto soddisfatto anche se esprime il desiderio di essere più tranquillo (cioè senza troppe responsabilità).
Durante il colloquio cita un “esaurimento nervoso” di undici anni prima, curato con psicofarmaci e risolto in breve tempo.
L’episodio è comparso in concomitanza con lo sfratto, la ricerca di un nuovo alloggio, dopo molte battaglie burocratiche e la sistemazione della nuova casa, a cui aveva provveduto da solo lavorando anche la notte.
Passato il momento di crisi il paziente aveva ripreso la sua vita con gli stessi ritmi frenetici d sempre: turni lavorativi, attività sportiva intensa (pratica calcio e soprattutto tennis), lavori manuali in casa per sé e per i parenti. Nell’ultimo periodo l’infiammazione ai tendini lo ha costretto a sospendere l’attività sportiva e a una forzata immobilità.
Il paziente associa questa immobilità a sintomi di “sudorazione, panico e fuga” quando deve uscire di casa per recarsi in qualche posto, soprattutto posti affollati o quando sa che può relazionarsi a persone che lo possono giudicare. Utilizza le manifestazioni somatiche dell’ansia per non affrontare certe situazioni impegnative, una delle quali dovrebbe essere la conoscenza prossimamente dei suoceri della figlia maggiore. Riferisce che sta già immaginando la scena e comincia a sudare.
Dentro casa e a letto si sente a proprio agio. È da notare come i sintomi si attenuino o scompaiano quando il paziente affronta la situazione che ritiene problematica".
Ci troviamo di fronte ad un disturbo nevrotico ad alto funzionamento infatti troviamo una forza dell'Io ben strutturata in riferimento a: lavoro, relazioni sociali, capacità di affrontare eventi di vita difficili [come ad esempio lo sfratto]. Discrete capacità introspettive [non proietta l'origine della proprie ansie all'esterno], inoltre i sintomi sembrano attenuarsi quando il paziente affronta le situazioni che ritiene problematiche.
Ipotesi principali [ambiti che dobbiamo indagare]:
-fobia sociale di tipo situazionale [non pervasiva e riguarda una ristretta area della vita]
-agorafobia senza anamnesi di attacco di panico
-disturbo dell'adattamento con ansia [l'evento è l'infiammazione ai tendini del braccio con immobilità forzata]
diagnosi differenziale:
-disturbo evitante di personalità [possiamo escluderlo per una serie di motivi: “occupa un posto di capo reparto”, “ha ritmi frenetici sia sul lavoro, sia nel tempo libero”]
Nei successivi colloqui sarebbe opportuno indagare un'eventuale relazione tra l'infiammazione dei tendini [visto che sembra resistente al trattamento medico] e un eventuale evento di vita che viene vissuto come fonte di ansia o di stress. Inoltre visto che sembra una persona molto attiva sia nel lavoro, nello sport e nella gestione della famiglia, possiamo approfondire le relazioni famigliari sia del sottosistema genitoriale/coppia sia del sottosistema dei figli. Sarebbe interessante indagare la relazione tra il suo disturbo fisico e l'uscita di casa della figlia maggiore...
La valutazione psicologica si basa oltre che sul colloqui clinico anche sulla somministrazione di reattivi come il Rorschach e l'MMPI-2. Questi test ci permettono di valutare in maniera più ampia sia lo stile cognitivo, affettivo sia eventuali aree complessuali e la struttura di personalità.
Possiamo indirizzare il paziente verso una psicoterapia espressiva individuale ad orientamento psicodinamico. Qualora dai colloqui successivi e dalle valutazioni emergessero aree di conflitto legate alla coppia oppure al sottosistema dei figli possiamo inviare verso una psicoterapia famigliare con enfasi più espressiva. All'interno di questa cornice sarebbe opportuno l'utilizzo di tecniche come la scultura famigliare rappresentata nel qui ed ora e una successiva rappresentazione della famiglia in un ipotetico futuro...
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Originalmente inviato da
arabafenice82
boh...ragazzi io continuo ad avere sempre più confusione...più studio più sono confusa...perchè in effetti anche un disturbo di conversione potrebbe essere! Solo che pensavo che probabilmente questo qualche dolorino ce l'ha davvero al tendine ( e siccome ce l'ho anche io la tendinite ho empatizzato perchè fa davvero male :asd: ). Oltretutto mi sembra che comuque alla fine le cose le faccia, a lavoro ci va, non mi sembra così "invalidante" come il disturbo di conversione.
aiuto ragazzi!!! :jd:
anche io avevo pensato ad un disturbo di conversione... però comunque i tendini infiammati ci sono, bisognerebbe forse mettere l'acceto o comunque indagare il conflitto interno visto che comunque l'infiammazione resiste al trattamento medico... potrebbe essere un sintomo somatico [reale] che simboleggia un conflitto interno...
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Originalmente inviato da
bluesriver
Ci troviamo di fronte ad un disturbo nevrotico ad alto funzionamento infatti troviamo una forza dell'Io ben strutturata in riferimento a: lavoro, relazioni sociali, capacità di affrontare eventi di vita difficili [come ad esempio lo sfratto]. Discrete capacità introspettive [non proietta l'origine della proprie ansie all'esterno], inoltre i sintomi sembrano attenuarsi quando il paziente affronta le situazioni che ritiene problematiche.
Ipotesi principali [ambiti che dobbiamo indagare]:
-fobia sociale di tipo situazionale [non pervasiva e riguarda una ristretta area della vita]
-agorafobia senza anamnesi di attacco di panico
-disturbo dell'adattamento con ansia [l'evento è l'infiammazione ai tendini del braccio con immobilità forzata]
diagnosi differenziale:
-disturbo evitante di personalità [possiamo escluderlo per una serie di motivi: “occupa un posto di capo reparto”, “ha ritmi frenetici sia sul lavoro, sia nel tempo libero”]
Nei successivi colloqui sarebbe opportuno indagare un'eventuale relazione tra l'infiammazione dei tendini [visto che sembra resistente al trattamento medico] e un eventuale evento di vita che viene vissuto come fonte di ansia o di stress. Inoltre visto che sembra una persona molto attiva sia nel lavoro, nello sport e nella gestione della famiglia, possiamo approfondire le relazioni famigliari sia del sottosistema genitoriale/coppia sia del sottosistema dei figli. Sarebbe interessante indagare la relazione tra il suo disturbo fisico e l'uscita di casa della figlia maggiore...
La valutazione psicologica si basa oltre che sul colloqui clinico anche sulla somministrazione di reattivi come il Rorschach e l'MMPI-2. Questi test ci permettono di valutare in maniera più ampia sia lo stile cognitivo, affettivo sia eventuali aree complessuali e la struttura di personalità.
Possiamo indirizzare il paziente verso una psicoterapia espressiva individuale ad orientamento psicodinamico. Qualora dai colloqui successivi e dalle valutazioni emergessero aree di conflitto legate alla coppia oppure al sottosistema dei figli possiamo inviare verso una psicoterapia famigliare con enfasi più espressiva. All'interno di questa cornice sarebbe opportuno l'utilizzo di tecniche come la scultura famigliare rappresentata nel qui ed ora e una successiva rappresentazione della famiglia in un ipotetico futuro...
La fobia speciale non ha suddivisoni, è la fobia specifica ad avere come sottotipo quello situazionale.
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Originalmente inviato da
PETERRoma
La fobia speciale non ha suddivisoni, è la fobia specifica ad avere come sottotipo quello situazionale.
la fobia sociale può essere generalizzata [paure riguardanti la maggor parte delle situazioni sociali] oppure "non generalizzata"... che possiamo tradurre con situazionale... [una o più situazioni], non si tratta di una fobia specifica... quella generalizzata può prendere in considerazione un disturbo evitante di personlità in comorbilità...
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Originalmente inviato da
bluesriver
anche io avevo pensato ad un disturbo di conversione... però comunque i tendini infiammati ci sono, bisognerebbe forse mettere l'acceto o comunque indagare il conflitto interno visto che comunque l'infiammazione resiste al trattamento medico... potrebbe essere un sintomo somatico [reale] che simboleggia un conflitto interno...
un Disturbo Algico Associato con Fattori Psicologici e con una Condizione Medica Generale?:mumble:
ma solo come un aspetto di tutto il quadro, che è un po' più complesso....:rolleyes:
boh, comunque davvero mi sembra che la confusione aumenti invece di diminuire.....:jd:
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Originalmente inviato da
ghostchild
un Disturbo Algico Associato con Fattori Psicologici e con una Condizione Medica Generale?:mumble:
ma solo come un aspetto di tutto il quadro, che è un po' più complesso....:rolleyes:
boh, comunque davvero mi sembra che la confusione aumenti invece di diminuire.....:jd:
se aumenta la confusione e il dubbio significa che stiamo diventando bravi...
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Citazione:
Originalmente inviato da
bluesriver
se aumenta la confusione e il dubbio significa che stiamo diventando bravi...
spero che la pensi così anche chi correggerà i compiti! :asd:
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Originalmente inviato da
ghostchild
spero che la pensi così anche chi correggerà i compiti! :asd:
:asd: me lo auguro anche io!!!
cmq secondo me conviene trovare quello più semplice...a volte bisogna ammettere che siamo noi stessi che ci complichiamo la vita...alla fine dai...non penso che andranno a prendere un disturbo difficilissimo...almeno me lo auguro...
Secondo me cmq uscirà o un disturbo dell'umore, d'ansia o di personalità!!!
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Ok, posto un altro caso, se vi va di affrontarlo (spariamo le ultime cartucce :asd: ):
"Si presenta ad uno psicologo del Servizio Pubblico un signore di 45 anni; è coniugato, ha due figli di 15 e 9 anni; è in possesso di diploma di scuola media superiore e lavora come capo squadra tecnico in una azienda dello stato.
Gli è stato consigliato di rivolgersi allo psicologo dal medico di famiglia che nella lettera di presentazione del paziente parla genericamente di stato ansioso, escludendo che alcun fattore organico abbia provocato e mantenuto i disturbi.
Circa quattro anni prima della presente consultazione, il paziente si era sottoposto, insieme alla moglie, ad una psicoterapia di coppia per risolvere una situazione di crisi coniugale che aveva portato la moglie a chiedere la separazione.
Il paziente aveva reagito con sintomi depressivi lievi.
La terapia ha permesso alla coppia di superare la fase critica, anche se il rapporto coniugale attualmente viene definito "monotono e poco soddisfacente".
I sintomi depressivi sono stati comunque superati.
Al colloquio il paziente riferisce di essere sempre stato una persona introversa, portata a subire i rapporti con gli altri, ansioso nell'affrontare le situazioni in cui si sente valutato e giudicato. Da 2 anni circa, però, gradualmente, il paziente ha cominciato a vivere sensazioni do forte ansia e preoccupazione, definite da lui stesso irrealistiche ed eccessive, riferite in particolare alla salute dei figli (che però sono sempre stati bene) e alla paura di perdere il lavoro (anche se non esistono effettivi pericoli di licenziamento). Spesso, anche nelle giornate di riposo, lamenta dolenzia muscolare e facile affaticabilità. In alcune situazioni, dopo discussioni con i colleghi di lavoro, ha sofferto di tachicardia, eccessiva sudorazione, nausea, a volte per l'intera giornata ha la sensazione di "nodo alla gola". Generalmente soffre di difficoltà di addormentamento ed è spesso irritabile, tanto che il rapporto con i figli si sta gradualmente deteriorando.
Parlando in generale di sé, il paziente riferisce che, pur essendo capo squadra, non riesce a guidare i colleghi e spesso si trova a fare ciò che questi, che egli dovrebbe coordinare, gli impongono. A suo dire, ciò accade perché nelle situazioni in cui è richiesta la capacità di risolvere un imprevisto, egli fatica a ritrovare una soluzione tecnica; nel pensarci ha la sensazione che la mente si annebbi.
Generalmente nei rapporti interpersonali e più in particolare nelle situazioni di conflitto, assume una posizione passiva. Ciò accade in particolare con la moglie che assume, a suo avviso, modalità di rapporto prevalentemente aggressive.
Alla fine del colloquio lo psicologo decide di programmare altre sedute per raccogliere tutti gli elementi necessari alla formulazione di una diagnosi.
Il candidato, sulla base di quanto riportato sul protocollo, illustri, secondo il seguente schema:
-quale potrebbe essere la prima ipotesi diagnostica;
-quali strumenti psico diagnostici utilizzerebbe per convalidare o eventualmente smentire la prima ipotesi diagnostica, giustificandone la scelta o evidenziando quali indicatori (indici, livelli di scale, ecc.) dovrebbero emergere nell'applicazione degli strumenti per poter convalidare l'ipotesi formulata;
-quali ulteriori notizie anamnestiche ritiene di dover acquisire per completare il quadro dei dati necessari e quali altri aspetti del comportamento del paziente approfondirebbe durante i colloqui diagnostici;
-se conferma la diagnosi, il candidato indichi cosa proporrebbe al paziente per risolvere la situazione di sofferenza in cui si trova, definendo gli obiettivi di quanto proposto"
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:skunk::skunk::skunk:
ciao..... io sono di sviluppo..... ma comunque ho letto il caso.....
non vorrei dire una cavolata ma a me sembra disturbo distimico ( xchè preoccupazione, ansia sono presenti da 2 anni, difficoltà nel sonno, di decisione..) in + vi era la presenza in precedenza di disturbo depressivo maggiore.
ovviamente io i disturbi di personalità non li ho trattati perchè difficle ke si manifestino nell'infanzia e adolescenza... perciò se tratta di qualche disturbo di personalità non saprei......
scusate l'intromissione..... ma nell'altro forum mi sento sola soletta oggi!!!!!!:rolleyes::rolleyes:
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Originalmente inviato da
ghostchild
Ok, posto un altro caso, se vi va di affrontarlo (spariamo le ultime cartucce :asd: ):
"Si presenta ad uno psicologo del Servizio Pubblico un signore di 45 anni; è coniugato, ha due figli di 15 e 9 anni; è in possesso di diploma di scuola media superiore e lavora come capo squadra tecnico in una azienda dello stato.
Gli è stato consigliato di rivolgersi allo psicologo dal medico di famiglia che nella lettera di presentazione del paziente parla genericamente di stato ansioso, escludendo che alcun fattore organico abbia provocato e mantenuto i disturbi.
Circa quattro anni prima della presente consultazione, il paziente si era sottoposto, insieme alla moglie, ad una psicoterapia di coppia per risolvere una situazione di crisi coniugale che aveva portato la moglie a chiedere la separazione.
Il paziente aveva reagito con sintomi depressivi lievi.
La terapia ha permesso alla coppia di superare la fase critica, anche se il rapporto coniugale attualmente viene definito "monotono e poco soddisfacente".
I sintomi depressivi sono stati comunque superati.
Al colloquio il paziente riferisce di essere sempre stato una persona introversa, portata a subire i rapporti con gli altri, ansioso nell'affrontare le situazioni in cui si sente valutato e giudicato. Da 2 anni circa, però, gradualmente, il paziente ha cominciato a vivere sensazioni do forte ansia e preoccupazione, definite da lui stesso irrealistiche ed eccessive, riferite in particolare alla salute dei figli (che però sono sempre stati bene) e alla paura di perdere il lavoro (anche se non esistono effettivi pericoli di licenziamento). Spesso, anche nelle giornate di riposo, lamenta dolenzia muscolare e facile affaticabilità. In alcune situazioni, dopo discussioni con i colleghi di lavoro, ha sofferto di tachicardia, eccessiva sudorazione, nausea, a volte per l'intera giornata ha la sensazione di "nodo alla gola". Generalmente soffre di difficoltà di addormentamento ed è spesso irritabile, tanto che il rapporto con i figli si sta gradualmente deteriorando.
Parlando in generale di sé, il paziente riferisce che, pur essendo capo squadra, non riesce a guidare i colleghi e spesso si trova a fare ciò che questi, che egli dovrebbe coordinare, gli impongono. A suo dire, ciò accade perché nelle situazioni in cui è richiesta la capacità di risolvere un imprevisto, egli fatica a ritrovare una soluzione tecnica; nel pensarci ha la sensazione che la mente si annebbi.
Generalmente nei rapporti interpersonali e più in particolare nelle situazioni di conflitto, assume una posizione passiva. Ciò accade in particolare con la moglie che assume, a suo avviso, modalità di rapporto prevalentemente aggressive.
Alla fine del colloquio lo psicologo decide di programmare altre sedute per raccogliere tutti gli elementi necessari alla formulazione di una diagnosi.
Il candidato, sulla base di quanto riportato sul protocollo, illustri, secondo il seguente schema:
-quale potrebbe essere la prima ipotesi diagnostica;
-quali strumenti psico diagnostici utilizzerebbe per convalidare o eventualmente smentire la prima ipotesi diagnostica, giustificandone la scelta o evidenziando quali indicatori (indici, livelli di scale, ecc.) dovrebbero emergere nell'applicazione degli strumenti per poter convalidare l'ipotesi formulata;
-quali ulteriori notizie anamnestiche ritiene di dover acquisire per completare il quadro dei dati necessari e quali altri aspetti del comportamento del paziente approfondirebbe durante i colloqui diagnostici;
-se conferma la diagnosi, il candidato indichi cosa proporrebbe al paziente per risolvere la situazione di sofferenza in cui si trova, definendo gli obiettivi di quanto proposto"
Questo signore ha scelto di consultare il medico di famiglia a causa del suo stato ansioso. Dobbiamo valutare la reale motivazione ad intraprendere un percorso psicoterapeutico innanzi tutto cercando di trasformare una motivazione estrinseca con un tipo di motivazione intrinseca. Infatti l'invio è stato fatto dal medico di famiglia... inoltre dobbiamo chiederci quale membro della coppia aveva fatto la richiesta di una psicoterapia quattro anni prima e perchè... Dobbiamo approfondire la motivazione che ha generato una crisi coniugale tale da far intraprendere alla coppia un percorso psicoterapeutico. La sua incapacità di gestire lo stato ansioso lo porta a proiettare all'esterno il proprio malessere [ansie e preoccupazione per la salute dei figli, paura di perdere il lavoro], comunque la persona è consapevole che le proprie preoccupazioni sono irrealistiche ed eccessive. Il disturbo non sembra compromettere in maniera seria ne l'ambito lavorativo ne le relazioni sociali. Ci troviamo di fronte ad un disturbo che rientra nell'area nevrotica con tratti di personalità ansiosi e incapacità di essere assertivo nelle relazioni sociali. La relazione con la moglie sembra di tipo complementare dove il marito assume una posizione passiva e poco assertiva [one-down] e la moglie una posizione più aggressiva e dominante [one-up]. Possiamo immaginare che forse la richiesta di psicoterapia è dovuta alle continue richieste della moglie [maggiore vicinanza emotiva... ecc.] che non trovano riscontro nel comportamento del marito.
Ipotesi diagnostiche:
-Disturbo d'ansia generalizzato [stato ansioso, tachicardia, eccessiva sudorazione, nausea, nodo alla gola, difficoltà di addormentamento, umore irritabile]
Diagnosi differenziale:
-Disturbo misto ansioso-depressivo [stato ansioso, dolenzia muscolare e facile affaticabilità, s pesso irritabile, difficoltà di addormentamento]
-Disturbo evitante personalità [persona introversa portata a subire i rapporti con gli altri, ansioso nell'affrontare situazioni in cui si sente valutato e giudicato].
-Fobia sociale
Nei successivi colloqui di valutazione possiamo sottoporre il paziente sia al reattivo Rorschach che all'MMPI-2. Dobbiamo approfondire la pervasività dello stato ansioso e le sue scarse capacità assertive, insieme ad un approfondimento di tutte le relazioni famigliari soprattutto il sottosistema coppia, considerando la famiglia in una fase delicata del ciclo vitale. Inoltre sarebbe opportuno indagare le relazioni sociali ed in ambito lavorativo.
Qualora l'ipotesi di partenza fosse confermata possiamo indirizzare il paziente verso una psicoterapia espressiva individuale ad indirizzo psicodinamico basata sull'esplorazione della scarsa stima in se stesso, mancanza di assertività... Possiamo consigliare una consultazione psichiatrica se i sintomi ansiosi sono tali da impedire o ostacolate l'implementazione di un percorso terapeutico.
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Originalmente inviato da
robyone2008
:skunk::skunk::skunk:
ciao..... io sono di sviluppo..... ma comunque ho letto il caso.....
non vorrei dire una cavolata ma a me sembra disturbo distimico ( xchè preoccupazione, ansia sono presenti da 2 anni, difficoltà nel sonno, di decisione..) in + vi era la presenza in precedenza di disturbo depressivo maggiore.
ovviamente io i disturbi di personalità non li ho trattati perchè difficle ke si manifestino nell'infanzia e adolescenza... perciò se tratta di qualche disturbo di personalità non saprei......
scusate l'intromissione..... ma nell'altro forum mi sento sola soletta oggi!!!!!!:rolleyes::rolleyes:
non credo sia un disturbo distimico... mi sembra che i sintomi ansiosi siano prevalenti. Inoltre non ha avuto una disturbo depressivo maggiore in quanto i sintomi depressivi sono stati descritti come lievi e come reazione nei confronti della moglie che voleva chiedere la separazione...
Ci sono dei tratti di personalità che vanno approfonditi [confronto interpersonale... subire i rapporti con gli altri, si sente valutato e giudicato]
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Riferimento: Discussione Casi Clinici
hai ragione..... effettivamente mi sono fatta ingannare dal concetto 2 anni... ed ho pensato al distimico perchè disturbo di ansia generalizzato deve esserepresente nel soggetto da almeno 6 mesi......
comunque ottima discussione del caso :yahoo::yahoo::yahoo::yahoo:
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Riferimento: Discussione Casi Clinici
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Originalmente inviato da
robyone2008
hai ragione..... effettivamente mi sono fatta ingannare dal concetto 2 anni... ed ho pensato al distimico perchè disturbo di ansia generalizzato deve esserepresente nel soggetto da almeno 6 mesi......
comunque ottima discussione del caso :yahoo::yahoo::yahoo::yahoo:
speriamo bene!!! in bocca al lupo per l'esame!!!
ciao
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Riferimento: Discussione Casi Clinici
Citazione:
Originalmente inviato da
bluesriver
Questo signore ha scelto di consultare il medico di famiglia a causa del suo stato ansioso. Dobbiamo valutare la reale motivazione ad intraprendere un percorso psicoterapeutico innanzi tutto cercando di trasformare una motivazione estrinseca con un tipo di motivazione intrinseca. Infatti l'invio è stato fatto dal medico di famiglia... inoltre dobbiamo chiederci quale membro della coppia aveva fatto la richiesta di una psicoterapia quattro anni prima e perchè... Dobbiamo approfondire la motivazione che ha generato una crisi coniugale tale da far intraprendere alla coppia un percorso psicoterapeutico. La sua incapacità di gestire lo stato ansioso lo porta a proiettare all'esterno il proprio malessere [ansie e preoccupazione per la salute dei figli, paura di perdere il lavoro], comunque la persona è consapevole che le proprie preoccupazioni sono irrealistiche ed eccessive. Il disturbo non sembra compromettere in maniera seria ne l'ambito lavorativo ne le relazioni sociali. Ci troviamo di fronte ad un disturbo che rientra nell'area nevrotica con tratti di personalità ansiosi e incapacità di essere assertivo nelle relazioni sociali. La relazione con la moglie sembra di tipo complementare dove il marito assume una posizione passiva e poco assertiva [one-down] e la moglie una posizione più aggressiva e dominante [one-up]. Possiamo immaginare che forse la richiesta di psicoterapia è dovuta alle continue richieste della moglie [maggiore vicinanza emotiva... ecc.] che non trovano riscontro nel comportamento del marito.
Ipotesi diagnostiche:
-Disturbo d'ansia generalizzato [stato ansioso, tachicardia, eccessiva sudorazione, nausea, nodo alla gola, difficoltà di addormentamento, umore irritabile]
Diagnosi differenziale:
-Disturbo misto ansioso-depressivo [stato ansioso, dolenzia muscolare e facile affaticabilità, s pesso irritabile, difficoltà di addormentamento]
-Disturbo evitante personalità [persona introversa portata a subire i rapporti con gli altri, ansioso nell'affrontare situazioni in cui si sente valutato e giudicato].
-Fobia sociale
Nei successivi colloqui di valutazione possiamo sottoporre il paziente sia al reattivo Rorschach che all'MMPI-2. Dobbiamo approfondire la pervasività dello stato ansioso e le sue scarse capacità assertive, insieme ad un approfondimento di tutte le relazioni famigliari soprattutto il sottosistema coppia, considerando la famiglia in una fase delicata del ciclo vitale. Inoltre sarebbe opportuno indagare le relazioni sociali ed in ambito lavorativo.
Qualora l'ipotesi di partenza fosse confermata possiamo indirizzare il paziente verso una psicoterapia espressiva individuale ad indirizzo psicodinamico basata sull'esplorazione della scarsa stima in se stesso, mancanza di assertività... Possiamo consigliare una consultazione psichiatrica se i sintomi ansiosi sono tali da impedire o ostacolate l'implementazione di un percorso terapeutico.
:approved: sono d'accordo con la tua analisi e con la diagnosi principale.....
tra l'altro il dsm riporta per il dist d'ansia generalizzato:
"Insieme alla tensione muscolare possono essere presenti tremori, contratture, scosse e dolenzia o dolorabilità muscolari. Molti individui con Disturbo d’Ansia Generalizzato presentano anche sintomi somatici (per es., freddo; mani appiccicose; bocca asciutta; sudorazione; nausea o diarrea; pollachiuria; difficoltà a deglutire o “nodo alla gola”)".
considerando che sono richiesti almeno 6 mesi, stavolta ci siamo anche come tempi (non come l'altro caso, che dovevamo aspettare altri 3 mesi... :tajo: )
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ghostchild
Ok, posto un altro caso, se vi va di affrontarlo (spariamo le ultime cartucce :asd: ):
"Si presenta ad uno psicologo del Servizio Pubblico un signore di 45 anni; è coniugato, ha due figli di 15 e 9 anni; è in possesso di diploma di scuola media superiore e lavora come capo squadra tecnico in una azienda dello stato.
Gli è stato consigliato di rivolgersi allo psicologo dal medico di famiglia che nella lettera di presentazione del paziente parla genericamente di stato ansioso, escludendo che alcun fattore organico abbia provocato e mantenuto i disturbi.
Circa quattro anni prima della presente consultazione, il paziente si era sottoposto, insieme alla moglie, ad una psicoterapia di coppia per risolvere una situazione di crisi coniugale che aveva portato la moglie a chiedere la separazione.
Il paziente aveva reagito con sintomi depressivi lievi.
La terapia ha permesso alla coppia di superare la fase critica, anche se il rapporto coniugale attualmente viene definito "monotono e poco soddisfacente".
I sintomi depressivi sono stati comunque superati.
Al colloquio il paziente riferisce di essere sempre stato una persona introversa, portata a subire i rapporti con gli altri, ansioso nell'affrontare le situazioni in cui si sente valutato e giudicato. Da 2 anni circa, però, gradualmente, il paziente ha cominciato a vivere sensazioni do forte ansia e preoccupazione, definite da lui stesso irrealistiche ed eccessive, riferite in particolare alla salute dei figli (che però sono sempre stati bene) e alla paura di perdere il lavoro (anche se non esistono effettivi pericoli di licenziamento). Spesso, anche nelle giornate di riposo, lamenta dolenzia muscolare e facile affaticabilità. In alcune situazioni, dopo discussioni con i colleghi di lavoro, ha sofferto di tachicardia, eccessiva sudorazione, nausea, a volte per l'intera giornata ha la sensazione di "nodo alla gola". Generalmente soffre di difficoltà di addormentamento ed è spesso irritabile, tanto che il rapporto con i figli si sta gradualmente deteriorando.
Parlando in generale di sé, il paziente riferisce che, pur essendo capo squadra, non riesce a guidare i colleghi e spesso si trova a fare ciò che questi, che egli dovrebbe coordinare, gli impongono. A suo dire, ciò accade perché nelle situazioni in cui è richiesta la capacità di risolvere un imprevisto, egli fatica a ritrovare una soluzione tecnica; nel pensarci ha la sensazione che la mente si annebbi.
Generalmente nei rapporti interpersonali e più in particolare nelle situazioni di conflitto, assume una posizione passiva. Ciò accade in particolare con la moglie che assume, a suo avviso, modalità di rapporto prevalentemente aggressive.
Alla fine del colloquio lo psicologo decide di programmare altre sedute per raccogliere tutti gli elementi necessari alla formulazione di una diagnosi.
Il candidato, sulla base di quanto riportato sul protocollo, illustri, secondo il seguente schema:
-quale potrebbe essere la prima ipotesi diagnostica;
-quali strumenti psico diagnostici utilizzerebbe per convalidare o eventualmente smentire la prima ipotesi diagnostica, giustificandone la scelta o evidenziando quali indicatori (indici, livelli di scale, ecc.) dovrebbero emergere nell'applicazione degli strumenti per poter convalidare l'ipotesi formulata;
-quali ulteriori notizie anamnestiche ritiene di dover acquisire per completare il quadro dei dati necessari e quali altri aspetti del comportamento del paziente approfondirebbe durante i colloqui diagnostici;
-se conferma la diagnosi, il candidato indichi cosa proporrebbe al paziente per risolvere la situazione di sofferenza in cui si trova, definendo gli obiettivi di quanto proposto"
Per quanto l’uomo riferisca di essere sempre stato una persona introversa, ansioso nelle situazioni in cui si sente giudicato e valutato, escluderei la diagnosi di disturbo evitante, sia per il tipo di lavoro intrapreso (come capo squadra ha ovviamente rapporti interpersonali con i colleghi e deve assumersi rischi), sia perché è stato comunque in grado di costruirsi una famiglia (visto che questa modalità è presente da sempre, probabilmente se le sue ansie fossero state pervasive come nel disturbo evitante, non avrebbe intrapreso una relazione intima con l’allora futura moglie per timore di essere ridicolizzato, umiliato e rifiutato). Escluderei anche una diagnosi di fobia sociale: non vengono riferiti attacchi di panico situazionali all’esposizione, o all’attesa, della situazione temuta (l’unica manifestazione sintomatica che lamenta simile ad un attacco di panico che compare in una situazione sociale o prestazionale-discussione con i colleghi-, si verifica dopo la situazione stessa, mentre il DSM descrive una reazione ansiosa immediata all’esposizione o all’attesa), né risulta che queste preoccupazioni lo conducano ad evitare le situazioni temute (E comunque l’ansia per le situazioni prestazionali non sembra essere il punto focale del disagio di quest’uomo). Detto questo escluderei anche la diagnosi di disturbo di panico.
Mi sembra piuttosto che si tratti di un disturbo d’ansia generalizzato: preoccupazioni eccessive a riguardo di una quantità di eventi e attività (salute dei figli, lavoro), difficoltà a controllare tale preoccupazione (forse è per questo che si è rivolto al medico e, in seconda battuta, allo psicologo), presenza di sintomi associati come tensione muscolare, facile affaticabilità, irritabilità, alterazioni del sonno, difficoltà nel concentrarsi e nel prendere decisioni (quando si verifica un imprevisto fatica a trovare una soluzione tecnica, gli sembra che la mente si annebbi).
Io proporrei quindi una diagnosi di disturbo d’ansia generalizzato.
Proporrei all’uomo altri incontri per approfondire l’ambito relazionale (amici, rapporti con i colleghi), familiare (quali sono stati i motivi della crisi matrimoniale, rapporto con i figli) cercando di capire i meccanismi che lo portano ad assumere una posizione passiva nei rapporti interpersonali (insicurezza? bassa stima di sé?) e se questa modalità viene adottata solo con persone tendenzialmente aggressive (senso di inferiorità?). Cercherei inoltre di approfondire l’argomento relativo ai sintomi presentati che sembrerebbero costituire un attacco di panico, cioè in quali e quante situazioni si manifestano. Proporrei la somministrazioni della SCID I per confermare o eventualmente smentire la diagnosi di disturbo d’ansia generalizzato e valutare se ci possano essere in comorbilità altri disturbi d’ansia (che è una cosa frequente). Inoltre somministrerei un MMPI-2 principalmente per avere un quadro generale della personalità dell’uomo e poi per valutare le scale di contenuto come ansia (ANX), funzionamento familiare (FAM) e lavorativo (WRK).
Infine se dovesse essere confermata la diagnosi di disturbo d’ansia generalizzato, considerando il buon funzionamento dell’Io (continua a mantenere il lavoro, è consapevole dell’eccessività e irragionevolezza delle sue paure) proporrei una terapia prevalentemente espressiva. Spesso gli individui con disturbo d’ansia generalizzato focalizzano l’attenzione sui sintomi fisici e su altre preoccupazioni che appaiono superficiali e che li distraggono da problemi più profondi e disturbanti assolvendo alla loro funzione difensiva. L’obiettivo principale è quindi quello di aiutare l’utente a cogliere ed elaborare il conflitto sottostante la sintomatologia ansiosa .
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ghostchild
:approved: sono d'accordo con la tua analisi e con la diagnosi principale.....
tra l'altro il dsm riporta per il dist d'ansia generalizzato:
"Insieme alla tensione muscolare possono essere presenti tremori, contratture, scosse e dolenzia o dolorabilità muscolari. Molti individui con Disturbo d’Ansia Generalizzato presentano anche sintomi somatici (per es., freddo; mani appiccicose; bocca asciutta; sudorazione; nausea o diarrea; pollachiuria; difficoltà a deglutire o “nodo alla gola”)".
considerando che sono richiesti almeno 6 mesi, stavolta ci siamo anche come tempi (non come l'altro caso, che dovevamo aspettare altri 3 mesi... :tajo: )
meno male... se no la prossima volta che mi viene un dubbio chiamo ammaniti direttamente a casa :D
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intanto...ben trovata disappear!!!:yahoo:quanto tempo!!!
per l'analisi del caso, perfettamente d'accordo! con voi:approved:
aggiungerei nella differenziale il disturbo dipendente di personalità, perchè il soggetto presenta un comportamento sottomesso e dipendente, ma sono presenti solo 3 elementi dei 5 richiesti per questa diagnosi. dai dati presenti nel caso possiamo rintracciare difficoltà a prendere le decisioni quotidiane (non riesce a guidare i colleghi e spesso si trova a fare ciò che questi, che egli dovrebbe coordinare, gli impongono), bisogno che altri si assumono la responsabilità (ha difficoltà a fare le cose autonomamente perché nelle situazioni in cui è richiesta la capacità di risolvere un imprevisto, egli fatica a ritrovare una soluzione tecnica), difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri (nei rapporti interpersonali e più in particolare nelle situazioni di conflitto, assume una posizione passiva).
nei colloqui successivi approfondirei anche questo comportamento passivo e sottomesso.
che ne dite?
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misty983
intanto...ben trovata disappear!!!:yahoo:quanto tempo!!!
per l'analisi del caso, perfettamente d'accordo! con voi:approved:
aggiungerei nella differenziale il disturbo dipendente di personalità, perchè il soggetto presenta un comportamento sottomesso e dipendente, ma sono presenti solo 3 elementi dei 5 richiesti per questa diagnosi. dai dati presenti nel caso possiamo rintracciare difficoltà a prendere le decisioni quotidiane (non riesce a guidare i colleghi e spesso si trova a fare ciò che questi, che egli dovrebbe coordinare, gli impongono), bisogno che altri si assumono la responsabilità (ha difficoltà a fare le cose autonomamente perché nelle situazioni in cui è richiesta la capacità di risolvere un imprevisto, egli fatica a ritrovare una soluzione tecnica), difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri (nei rapporti interpersonali e più in particolare nelle situazioni di conflitto, assume una posizione passiva).
nei colloqui successivi approfondirei anche questo comportamento passivo e sottomesso.
che ne dite?
sono d'accordo... infatti ha sia dei tratti di personalità evitante che dipendente
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misty983
intanto...ben trovata disappear!!!:yahoo:quanto tempo!!!
per l'analisi del caso, perfettamente d'accordo! con voi:approved:
aggiungerei nella differenziale il disturbo dipendente di personalità, perchè il soggetto presenta un comportamento sottomesso e dipendente, ma sono presenti solo 3 elementi dei 5 richiesti per questa diagnosi. dai dati presenti nel caso possiamo rintracciare difficoltà a prendere le decisioni quotidiane (non riesce a guidare i colleghi e spesso si trova a fare ciò che questi, che egli dovrebbe coordinare, gli impongono), bisogno che altri si assumono la responsabilità (ha difficoltà a fare le cose autonomamente perché nelle situazioni in cui è richiesta la capacità di risolvere un imprevisto, egli fatica a ritrovare una soluzione tecnica), difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri (nei rapporti interpersonali e più in particolare nelle situazioni di conflitto, assume una posizione passiva).
nei colloqui successivi approfondirei anche questo comportamento passivo e sottomesso.
che ne dite?
ciao misty!!!!!l'ora dell'apocalisse si sta avvicinando.....
anch'io sono d'accordo con i tratti dipendenti....era un bel caso, pieno di informazioni che avrebbero potuto (o dovuto) sviarci, però almeno i sintomi della diagnosi principale erano abbastanza chiari...altro che il caso di Alma...
spero proprio che ci capiterà qualcosa del genere....ma in mezzo a noi, oltre me e magretta chi si dovrà svegliare all'alba lunedì per stare alle 7:30-7:45 in facoltà?
facciamo il toto caso clinico?secondo voi che uscirà?
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comunque...a proposito del caso di alma....ho letto sulla differenziale del disturbo di somatizzazione che i quadri somatoformi che non soddisfano i criteri per il disturbo di somatizzazione (come il caso di alma) dovrebbero essere clasificati come disturbo somatoforme indifferenziato, se durano 6 mesi o più, o come disturbo somatoforme NAS se durano meno...
ora mi chiedevo, visto che non abbiamo informazioni su referti medici (visto che alma non ha mai voluto andare a fare controlli), e che quindi non possiamo considerare soddisfatto il criterio B del disturbo somatoforme indifferenziato, si potrebbe comunque diagnosticare provvisoriamente il somatoforme indifferenziato, riservandoci di rivedere eventualmente la diagnosi dopo i dovuti controlli, o dovremmo diagnosticare direttamente il disturbo dell'adattamento?scusate se insisto con sto caso, ma proprio non mi è sceso giù...
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disappear
ciao misty!!!!!l'ora dell'apocalisse si sta avvicinando.....
anch'io sono d'accordo con i tratti dipendenti....era un bel caso, pieno di informazioni che avrebbero potuto (o dovuto) sviarci, però almeno i sintomi della diagnosi principale erano abbastanza chiari...altro che il caso di Alma...
spero proprio che ci capiterà qualcosa del genere....ma in mezzo a noi, oltre me e magretta chi si dovrà svegliare all'alba lunedì per stare alle 7:30-7:45 in facoltà?
facciamo il toto caso clinico?secondo voi che uscirà?
altro che alba io ho due ore di viaggio sulle spalle verrò quasi sicuramente in macchina conta che è lunedì quindi ci sarà un super traffico mi tocca partire per le 5 max 5:30!!!! per me esce un dist d'ansia perchè la volta scorsa è uscito una dell'umore quella prima un dist di personalità!!! e se così fosse non mi dispiacerebbe, cmq va bene tutto tranne un'altro dist dell'umore visto i ricordi spiacevoli della scorsa volta e poi secondo me sono i più complicati e meno chiari!!!
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magretta
altro che alba io ho due ore di viaggio sulle spalle verrò quasi sicuramente in macchina conta che è lunedì quindi ci sarà un super traffico mi tocca partire per le 5 max 5:30!!!! per me esce un dist d'ansia perchè la volta scorsa è uscito una dell'umore quella prima un dist di personalità!!! e se così fosse non mi dispiacerebbe, cmq va bene tutto tranne un'altro dist dell'umore visto i ricordi spiacevoli della scorsa volta e poi secondo me sono i più complicati e meno chiari!!!
non vorrei essere nei tuoi panni lunedì :insonnia:....
scusa se te lo chiedo...ma quando hai dato questa prova la scorsa sessione, dove hai trovato difficoltà?nella diagnosi?nella comprensione psicodinamica?nel trattamento?cosa pensi di avere sbagliato?giusto per capire se magari la commissione valuta in modo diverso i vari punti
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ciao misty!!!!!l'ora dell'apocalisse si sta avvicinando.....
anch'io sono d'accordo con i tratti dipendenti....era un bel caso, pieno di informazioni che avrebbero potuto (o dovuto) sviarci, però almeno i sintomi della diagnosi principale erano abbastanza chiari...altro che il caso di Alma...
spero proprio che ci capiterà qualcosa del genere....ma in mezzo a noi, oltre me e magretta chi si dovrà svegliare all'alba lunedì per stare alle 7:30-7:45 in facoltà?
facciamo il toto caso clinico?secondo voi che uscirà?
ci sono anch'io a quell'ora...... ma penso più verso le 8......ma la facoltà a che ora apre?? :confused:
:stress:
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ghostchild
ci sono anch'io a quell'ora...... ma penso più verso le 8......ma la facoltà a che ora apre?? :confused:
:stress:
è quello che mi chiedevo anche io... :coffee:
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disappear
comunque...a proposito del caso di alma....ho letto sulla differenziale del disturbo di somatizzazione che i quadri somatoformi che non soddisfano i criteri per il disturbo di somatizzazione (come il caso di alma) dovrebbero essere clasificati come disturbo somatoforme indifferenziato, se durano 6 mesi o più, o come disturbo somatoforme NAS se durano meno...
ora mi chiedevo, visto che non abbiamo informazioni su referti medici (visto che alma non ha mai voluto andare a fare controlli), e che quindi non possiamo considerare soddisfatto il criterio B del disturbo somatoforme indifferenziato, si potrebbe comunque diagnosticare provvisoriamente il somatoforme indifferenziato, riservandoci di rivedere eventualmente la diagnosi dopo i dovuti controlli, o dovremmo diagnosticare direttamente il disturbo dell'adattamento?scusate se insisto con sto caso, ma proprio non mi è sceso giù...
mah....davvero un casino sto caso.....:rolleyes:
comunque visto che la caratteristica dei dist somatoformi è "la presenza di sintomi fisici che fanno pensare ad una condizione medica generale e che non sono invece giustificati da una condizione medica generale, dagli effetti diretti di una sostanza, o da un altro disturbo mentale", e visto che non si ha la possibilità di escludere condizioni mediche, considerando anche la presenza di un evento stressante che ha causato la paura di morire.......forse andrei più su un disturbo dell'adattamento con ansia e umore depresso cronico.......anche se rimane il dubbio sui tempi.....:sbonk:
Speriamo bene!!:medito:
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ghostchild
mah....davvero un casino sto caso.....:rolleyes:
comunque visto che la caratteristica dei dist somatoformi è "la presenza di sintomi fisici che fanno pensare ad una condizione medica generale e che non sono invece giustificati da una condizione medica generale, dagli effetti diretti di una sostanza, o da un altro disturbo mentale", e visto che non si ha la possibilità di escludere condizioni mediche, considerando anche la presenza di un evento stressante che ha causato la paura di morire.......forse andrei più su un disturbo dell'adattamento con ansia e umore depresso cronico.......anche se rimane il dubbio sui tempi.....:sbonk:
Speriamo bene!!:medito:
già i tempi...mi era sfuggito questo criterio....dopo che il fattore stressante o le sue conseguenze sono superati i sintomi non persistono per altri 6 mesi...no...allora a questo punto avrei consigliato ad alma di fare i controlli e avrei diagnosticato provvisoriamente un disturbo somatoforme indifferenziato con riserva fino all'analisi dei referti medici
comunque...speriamo che capiti qualcosa di moolto meno complesso...
io vado a svagarmi un po' le idee...sono chiusa tra quattro mura da almeno 3 giorni...........buona serata a tutti
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disappear
ciao misty!!!!!l'ora dell'apocalisse si sta avvicinando.....
anch'io sono d'accordo con i tratti dipendenti....era un bel caso, pieno di informazioni che avrebbero potuto (o dovuto) sviarci, però almeno i sintomi della diagnosi principale erano abbastanza chiari...altro che il caso di Alma...
spero proprio che ci capiterà qualcosa del genere....ma in mezzo a noi, oltre me e magretta chi si dovrà svegliare all'alba lunedì per stare alle 7:30-7:45 in facoltà?
facciamo il toto caso clinico?secondo voi che uscirà?
per chi è della prima commissione e si deve svegliare all'alba come me, disappear e magretta, ci potremmo dare un appuntamento...tipo 7:45 davanti Kappa?!? che dite?
cmq mi ricordo che quando sulla carta avevamo lezione alle 8, a quell'ora la facoltà era ancora chiusa...
il toto-caso: che dite di un disturbo dell'adattamento? :asd:
a parte gli scherzi, penso che i disturbi più probabili siano quelli d'ansia, personalità e umore.
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Buongiorno a tutti/e! :)
una curiosità: ma nella stesura del caso, parlate di "paziente"? o "cliente"? "soggetto"?? :rolleyes:
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ghostchild
Buongiorno a tutti/e! :)
una curiosità: ma nella stesura del caso, parlate di "paziente"? o "cliente"? "soggetto"?? :rolleyes:
bella domanda! me lo sono chiesto anch'io! se nel caso c'è il nome, ho pensato di mettere quello, tipo R. presenta...
Altrimenti metto soggetto: termine impersonale, al di là di ogni orientamento!
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misty983
bella domanda! me lo sono chiesto anch'io! se nel caso c'è il nome, ho pensato di mettere quello, tipo R. presenta...
Altrimenti metto soggetto: termine impersonale, al di là di ogni orientamento!
hai ragione...meglio non "esporsi" troppo anche in questi particolari! :argh:
Un altro dubbio: ma tra Anoressia Nervosa con abbuffate/condotte di eliminazione e Bulimia Nervosa con condotte di eliminazione........ la differenza è praticamente solo nel peso??:rolleyes:
ad es. in questo caso: "La ragazza riferisce che da sei anni vomita almeno due volte al giorno, dopo grandi abbuffate, quando nessuno la vede. La paziente è alta m. 1,58 e pesa Kg 48"......solo con queste informazioni.....che direste? :mumble: Bulimia con condotte di eliminazione?
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misty983
bella domanda! me lo sono chiesto anch'io! se nel caso c'è il nome, ho pensato di mettere quello, tipo R. presenta...
Altrimenti metto soggetto: termine impersonale, al di là di ogni orientamento!
non so... il termine soggetto mi sembra trooppo impersonale, quasi da esperimento...io credo che lo chiamerò utente...se ci vogliamo incontrare per me è ok....alle 7:45 di fronte a kappa?ci sarò...tanto misty mi ti ricordo, dovrei riconoscerti...a meno che non ho gli occhi incollati di sonno...
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ghostchild
hai ragione...meglio non "esporsi" troppo anche in questi particolari! :argh:
Un altro dubbio: ma tra Anoressia Nervosa con abbuffate/condotte di eliminazione e Bulimia Nervosa con condotte di eliminazione........ la differenza è praticamente solo nel peso??:rolleyes:
da quanto ho capito si, la differenza è nel peso, gli individui bulimici di solito riescono a mantenere il peso al di sopra o al minimo di quanto previsto per età e statura
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ghostchild
ad es. in questo caso: "La ragazza riferisce che da sei anni vomita almeno due volte al giorno, dopo grandi abbuffate, quando nessuno la vede. La paziente è alta m. 1,58 e pesa Kg 48"......solo con queste informazioni.....che direste? :mumble: Bulimia con condotte di eliminazione?
se precedentemente a questo episodio la ragazza era stata diagnosticata come anoressia nervosa con abbuffate/condotte di eliminazione e adesso il peso è nella norma e/o il ciclo mestruale è regolare la diagnosi potrebbe essere o anoressia con abbuffate/condotte di eliminazione in remissione parziale o bulimia nervosa con condette di eliminazione
se questo è il primo episodio e il peso è regolare (scusa ma non ho calcolato l'indice di massa corporea) è appropriata la diagnosi di bulimia con condotte di eliminazione