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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
Studiolover
Il counsellor quindi altro non è che un consulente in un determinato campo, e di nuovo ribadisco che per fare il consulente in un campo, devo essere un esperto nel campo relativo, e non un esperto in consulenza..
Studiolover nel tuo intervento hai detto tutto quello che nessuno è mai riuscito a spiegare in un unico pensiero. FANTASCTICO, se me lo permetti prenderò degli spunti per un articolo che devo scrivere per l'ordine della mia regione.
Zuccherina , leggendo i tuoi interventi mi è sembrato di capire che della discussione che stiamo facendo ne sai veramente poco o meglio che non hai approfondito alcune tematiche, mi sembra che parli per un "sentito dire" l'intervento di studiolover è esaustivo e spiega esattamente perchè il counsellor come figura a se non ha senso. Se qualcuno ha voglia di ribattere questo intervento vuol dire veramente che ha voglia semplicemente di cercare lo scontro. punto e basta.
PS per chi si lamentava che gli psicologi invadono il campo degli educatori..... la professione di educatore non è normata, anche uno con la terza media può essere assunto da cooperativa e fare da educatore, so benissimo che fa rabbrividire ma può succedere.
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scusa in base a che cosa ritieni che io parli per sentito dire?
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
Studiolover nel tuo intervento hai detto tutto quello che nessuno è mai riuscito a spiegare in un unico pensiero. FANTASCTICO, se me lo permetti prenderò degli spunti per un articolo che devo scrivere per l'ordine della mia regione.
Zuccherina , leggendo i tuoi interventi mi è sembrato di capire che della discussione che stiamo facendo ne sai veramente poco o meglio che non hai approfondito alcune tematiche, mi sembra che parli per un "sentito dire" l'intervento di studiolover è esaustivo e spiega esattamente perchè il counsellor come figura a se non ha senso. Se qualcuno ha voglia di ribattere questo intervento vuol dire veramente che ha voglia semplicemente di cercare lo scontro. punto e basta.
PS per chi si lamentava che gli psicologi invadono il campo degli educatori..... la professione di educatore non è normata, anche uno con la terza media può essere assunto da cooperativa e fare da educatore, so benissimo che fa rabbrividire ma può succedere.
Infatti, Studiolover spiega veramente benissimo tutti i punti fondamentali e sostanziali.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Per quanto riguarda i test che usano i pedagogisti per le difficoltà d'apprendimento, non vi saprei dire perchè non me ne occupo.
Tempo fa mi era stato chiesto se li avessi mai usati per una collaborazione con uno studioma ho risposto di no e non me ne sono interessata perchè è un ambito che al momento, non ho preso in considerazione...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
Studiolover
Tutti i dubbi legati alla professione di counsellor si potrebbero azzerare semplicemente smettendo di utilizzare questo termine straniero e usando invece il termine italiano di consulente.
Il consulente è un libero professionista in una determinata area.
Mi spiego meglio. Un piccolo studio di architetti ha bisogno dei computer per lavorare, quindi di un sistemista. Questo sistemista deve avere competenze di alto livello nell'informatica: non è sufficiente prendere uno degli architetti e fargli studiare un po' d'informatica, perchè rimarrebbe un sistemista mediocre; e non è neanche possibile assumere un informatico che, a conti fatti, starebbe in studio 40h la settimana girandosi i pollici per 38.
A questo punto ci si rivolge a un consulente: un professionista che conosce l'informatica benissimo e che viene 4h al mese a verificare la stabilità del sistema, risolvere i bug, implementare la sicurezza informatica eccetera. E lo si paga per 4h al mese.
Questo consulente è quindi un professionista nel suo campo che fa una scelta precisa: invece che andare in una grande azienda con centinaia di dipendenti e computer, che ha bisogno di uno o più sistemisti a tempo pieno, si apre la partita IVA, si gestisce lavoro e contributi da solo, si pubblicizza, e si occupa dei bisogni informatici delle aziende la cui dimensione non giustifica l'assunzione di un sistemista a tempo pieno.
Un consulente informatico, per fare questo lavoro, non va a studiare consulenza, ma va studiare informatica ovviamente.
L'assurdo è quando una persona si forma in counseling: consulenza di cosa? Ripeto, fare il consulente significa avere una preparazione in un determinato campo e lavorare come libero professionista, e non avere una preparazione in "consulenza" non si sa bene su quale argomento.
Un altro esempio di consulenza è quello dell'orientamento scolastico. Un giovane all'ultimo anno di liceo può desiderare una consulenza con un professionista che gli spieghi bene come è organizzato il mondo dell'università: conoscere i campi di studio delle diverse facoltà, l'organizzazione universitaria, le classifiche degli istituti in Italia e all'estero, le possibiltà di avere borse di studio o posti letto nei collegi, gli sbocchi occupazionali eccetera. Per fare questo non c'è bisogno di essere psicologi, o ingegneri, e neanche professori: bisogna prepararsi sull'argomento.
Il problema sorge quando venga richiesta una consulenza di tipo diverso: quando uno studente vuole sapere sì le informazioni sul mondo dell'università, ma vuole anche essere aiutato a fare chiarezza sulle proprie motivazioni, sul significato che dà a una professione rispetto ad un'altra, sul proprio desiderio di studiare nella propria città o all'altro capo dell'Italia.
Per approfondire la cosa insieme a lui, non è sufficiente un'infarinatura di psicologia. E' necessario essere degli psicologi, e magari avere una conoscenza approfondita della psicologia degli adolescenti. Oltre a conoscere bene l'ordinamento universitario.
No, mi dispiace il problema non può essere arginato cambiato denominazione..
Counselling e consulenza non sono la stessa cosa..
Perchè altrimenti anche nell'abo degli psicologi ci sarebbe la differenziazione tra consulenza e counselling???
Il consulente da una risposta al cliente.
Il counsellor non fornisce risposte, aiuta il cliente a trovarle da sè attraverso una serie di tecniche di comunicazione che nel colloquio riguardano ad esempio il modo in cui le domande vengono fatte e stabilendo all'interno del colloquio un contratto con un obiettivo preciso.
Nel counselling di gruppo ad es. ci si focalizza sulle dinamiche di gruppo.
Nell'entrare in contatto con studenti universitari, non si forniscono informazioni sui corsi.
La consulenza è un'altra cosa, si restituisce un parere professionale a un cliente, non si aiuta il cliente a cercare in se stesso la soluzione ma, gli si fornisce la soluzione al problema o alla difficoltà portata.
Quindi uno studente universitario indeciso sulla scelta da compiere dovrebbe x forza rivolgersi a uno psicologo perchè ha difficoltà psicologiche???
Cosa c'è di pertinenza esclusiva dello psicologo in questo??
Se poi parliamo di orientamento perchè non dovrebbe farlo anche un pedagogista???
In questo caso ravviso proprio un intervento di cousnelling socioeducativo.
Il counsellor potrebbe invitarlo a esplicitare le sue attitudini e le motivazioni su cui basa la scelta universitaria (genitoriali o altro).
Nel caso lo studente fosse indeciso sull facoltà potrebbe chiedergli quali sono le ragioni che propendono x l'una e quali per l'altra scelta...
Dovrebbe chiedere allo studente se ad. es. in passato si è mai trovato a fare scelte del genere e se si, cosa l'ha guidato in questo.
Il cliente in questo modo, attiva le proprie risorse personali, si rende consapevole di alcuni processi e trova da solo le soluzioni sentendosi autogratificato.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
Studiolover nel tuo intervento hai detto tutto quello che nessuno è mai riuscito a spiegare in un unico pensiero. FANTASCTICO, se me lo permetti prenderò degli spunti per un articolo che devo scrivere per l'ordine della mia regione.
Zuccherina , leggendo i tuoi interventi mi è sembrato di capire che della discussione che stiamo facendo ne sai veramente poco o meglio che non hai approfondito alcune tematiche, mi sembra che parli per un "sentito dire" l'intervento di studiolover è esaustivo e spiega esattamente perchè il counsellor come figura a se non ha senso. Se qualcuno ha voglia di ribattere questo intervento vuol dire veramente che ha voglia semplicemente di cercare lo scontro. punto e basta.
PS per chi si lamentava che gli psicologi invadono il campo degli educatori..... la professione di educatore non è normata, anche uno con la terza media può essere assunto da cooperativa e fare da educatore, so benissimo che fa rabbrividire ma può succedere.
Quindi il problema è la norma???
Debbo dire la verità, non ho mai incontrato educatori con la III media...
Cosa c'entra la norma con l'etica o il saper fare una cosa???
Quindi gli psicologi anche se non sanno fare una cosa la fanno lo stesso??
E state qui ad accusare i consellor che si fanno i master per specializzarsi e potrebbero farlo anche senza a questo punto???Allora differenziamo tra educatori senza titolo ed educatori professionali...
I secondi hanno il titolo per farlo.
La amministarzioni pubbliche sono molto chiare al riguardo..non ho mia visto amministrazioni che ti assumono senza laurea o il diploma professionale..ci sono norme anche nazionali su questo...
In tutta sincerità io non andrei a "giocare a fare lo psciologo con persone in difficoltà"...se non avessi titolo x farlo...
Ma questa è la mia etica e mi rendo conto non sia di tutti..
soprattutto degi psicologi che si preoccupano tanto dei consellor che vanno a rovinare (secondo loro) l'utenza ma da queste affermazioni mi pareche dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status...
Beh, apritevi anche voi uno studio di counselling, la professione non è normata e ognuno fa come gli pare...
Sarà il mercato a selezionare...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
rosablu.....la pecca degli psicologi è vedere il disagio psichico ovunque....(attenzione non parlo di malattia ma di disagio psichico)....cioè una persona che va da uno psicologo poichè non sa orientarsi sulle scelte di vita o altro deve per forza avere qualcosa da modificare nella struttura della personalità....o perchè è troppo ansioso(e chi non ha un po d'ansia)o perchè chissà cosa è successo nella sua infanzia.....etc. etc. è raro che dallo psicologo esci con un "lei non ha niente che non va"!E' ora di abbandonare questi stereotipi....
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Originalmente inviato da
ikaro78
Sì, infatti... io aspetto ancora un esempio di queste tecniche da Rosablu!
Scusate ma non comprendo il tono ironico della cosa!!!
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Citazione:
Scusate ma non comprendo il tono ironico della cosa!!!
Non è affatto ironico, perchè non provi a spiegare, praticamente, quello che hai scritto?
ho semplicemente detto, che ho un approccio che mi permette, nel momento in cui "mi prendo cura dell'altro" e non "curo" (come ormai dicono di fare gli psicologi, assorbendo in pieno il modello medico e dimenticando le ragioni che in primo momento li avevano portati a differenziarsene) di tenere presenti diverse scienze che mi permettono di comprendere la ragione per cui l'individuo si trova in quella condizione
Vorrei saperne qualcosa di più, di questo tuo approccio che tiene presente le diverse scienze e che ti permette di comprendere le ragioni per cui l'individuo si trova in quella condizione. In un caso concreto, non manie o ossessioni, ma un problema educativo di un'insegnante o una mamma alle prese con un adolescente ribelle che si rivolgono ad un counsellor educativo perchè non sanno più che pesci pigliare. Proviamo a partire da qui, per un confronto? Che ne dici?
Saluti,
ikaro
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Parliamo di 2 piani diversi..
Un conto è il cousnelling per cui sono ancora in formazione, un conto è il lavoro come educatrice professsionle o pedagoggista in cui posso anche usar eabilità di counselling ma ovviamente non faccio un intervento di questo tipo...
vedi un pò quello che ho scritto sopra riguardo lo stuedente universitario.
Detta così non vorrei cadere nella banalità...
A seconda dell'utente con cui ti trovi a lavorare non puoi ad es. ignorare le teorie sociologiche dell'etichettamento, delle subculture delinquenziali, così come devi tenere presente i contributi delle teorie psicologiche, pedagogiche..
Devi tenere presente, lavorando con un gruppo, del modo in cui si essi si formano e non solo delle dinamiche che poi naturalmente si sviluppano al loro interno...
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Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
Parliamo di 2 piani diversi..
Un conto è il cousnelling per cui sono ancora in formazione, un conto è il lavoro come educatrice professsionle o pedagoggista in cui posso anche usar eabilità di counselling ma ovviamente non faccio un intervento di questo tipo...
vedi un pò quello che ho scritto sopra riguardo lo stuedente universitario.
Detta così non vorrei cadere nella banalità...
A seconda dell'utente con cui ti trovi a lavorare non puoi ad es. ignorare le teorie sociologiche dell'etichettamento, delle subculture delinquenziali, così come devi tenere presente i contributi delle teorie psicologiche, pedagogiche..
Devi tenere presente, lavorando con un gruppo, del modo in cui si essi si formano e non solo delle dinamiche che poi naturalmente si sviluppano al loro interno...
Vuoi dire che devi conoscere nell'ambito ad es., di una utenza di tipo "delinquenziale" giovanile, quindi molto spesso (anche in base a livelli di sviluppo cognitivo d interiorizzazioni di diverso tipo), ben e più facilmente "recuperabile", tra le teorie sociologiche della devianza, le cui origini troviamo in Cesare Beccaria e Durkheim, (in primis, poi ce ne sono altri, come Lombroso e naturalmente, sviluppi d'altro tipo), degli sviluppi della Scuola di Chicago nei primi decenni del '900 (costruttivismo e teorie della rappresentazione sociale) delle differenze sostanziali tra Teorie del Consenso e le Teorie del Conflitto al cui interno, si colloca la Teoria dell'etichettamento, più nota come Labelling Theory di Beckert, Lemert e Matza? Oltre naturalmente, all'Associaz. Differenziale di Sutherland e del concetto di devianza rapportandolo al complesso Persona - situazione, nel momento in cui il comportamento deviante viene emesso? Quindi, essere capaci di differenziare tra teorie che considerano primariamente la norma e teorie che considerano primariamente la persona e (in base alla labelling theory) e il suo "aderire" ad un etichetta che viene data ad un singolo comportamento dovuto all'appartenza ad es., ad una subcultura "spontanea" derivata da situazioni generali particolari (quindi non nata realmente con una "intenzione pienamente consapevole e volontaria" di azione deviante con consapevolezza delle sue conseguenze) e successiva ristrutturazione della personalità e/con relativa emissione di comportamenti globali ed azioni singole finalizzate all'aderire all'etichetta che viene a costituire una sorta di "identità" con cui essere riconosciuti ed in cui "riconoscersi" ma di cui il giovane rimane in realtà "vittima" sia a livello di sviluppo personale che sociale in senso bi - direzionale? (vera delinquenza ><istituzioni>< stigmatizzazione sociale>> ricerca di approvazione>> reclutamento>>stigm > istituzioni >>>rafforzamento identità da etichetta?). L'intervento dell'operatore, deve essere finalizzato ad interrompere tale dinamica prima che essa si instauri in modo "incoercibile ", anche nell'intervento di cui parli tu? Parli di interventi anche preventivi? Se si a che livello e di che tipo? (sociologico, psicologico, educazione, aiuti assistenziali ed economici, rieducazione, psicologico - ><psichiatrico, [lì dove necessario, per eventuali personalità problematiche di un certo tipo, ai fini di un supporto al lavoro riorganizzativo più generale, purché non a sua volta "stigmatizzante"] residenze protette, ad es., altro).
Inoltre nei gruppi, vuoi dire che bisogna differenziare tra gruppogenesi e gruppodinamica, giusto? Ad es., in ambito di subculture delinquenziali, tra criminogenesi e criminodinamica? Quindi, comprendere a quale livello agire e con l'interazione coordinata tra diverse figure professionali? Comprendendo le priorità, in base al gruppo ed al singolo? Priorità del contesto, gruppo/contesto e della Persona? E dei loro modi di interagire con relativi feeback?
Grazie
Ciao
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Originalmente inviato da
rosablu77
Detta così non vorrei cadere nella banalità...
A seconda dell'utente con cui ti trovi a lavorare non puoi ad es. ignorare le teorie sociologiche dell'etichettamento, delle subculture delinquenziali, così come devi tenere presente i contributi delle teorie psicologiche, pedagogiche..
Devi tenere presente, lavorando con un gruppo, del modo in cui si essi si formano e non solo delle dinamiche che poi naturalmente si sviluppano al loro interno...
in altre parole tutti argomenti di psicologia (non è una provocazione, ma solo una constatazione, ora non ti scaldare)
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
Quindi il problema è la norma???
Debbo dire la verità, non ho mai incontrato educatori con la III media...
Cosa c'entra la norma con l'etica o il saper fare una cosa???
Quindi gli psicologi anche se non sanno fare una cosa la fanno lo stesso??
E state qui ad accusare i consellor che si fanno i master per specializzarsi e potrebbero farlo anche senza a questo punto???Allora differenziamo tra educatori senza titolo ed educatori professionali...
I secondi hanno il titolo per farlo.
La amministarzioni pubbliche sono molto chiare al riguardo..non ho mia visto amministrazioni che ti assumono senza laurea o il diploma professionale..ci sono norme anche nazionali su questo...
In tutta sincerità io non andrei a "giocare a fare lo psciologo con persone in difficoltà"...se non avessi titolo x farlo...
Ma questa è la mia etica e mi rendo conto non sia di tutti..
soprattutto degi psicologi che si preoccupano tanto dei consellor che vanno a rovinare (secondo loro) l'utenza ma da queste affermazioni mi pareche dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status...
Beh, apritevi anche voi uno studio di counselling, la professione non è normata e ognuno fa come gli pare...
Sarà il mercato a selezionare...
Le amministrazioni non assumo, le cooperative ti assumono, e assumono chi gli pare, anche chi non ha una laurea. Queste conversazioni sono proprio di basso livello. Io parlo di counsellor e di condizioni di legge. Quindi dati reali di normativa. Tu parli in generale e per tue idee " mi pare che dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status..." se vogliamo continuare cosi x me va bene.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
Johnny
in altre parole tutti argomenti di psicologia (non è una provocazione, ma solo una constatazione, ora non ti scaldare)
Quali sarebbero gli argomenti psicologici???
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Vuoi dire che devi conoscere nell'ambito ad es., di una utenza di tipo "delinquenziale" giovanile, quindi molto spesso (anche in base a livelli di sviluppo cognitivo d interiorizzazioni di diverso tipo), ben e più facilmente "recuperabile", tra le teorie sociologiche della devianza, le cui origini troviamo in Cesare Beccaria e Durkheim, (in primis, poi ce ne sono altri, come Lombroso e naturalmente, sviluppi d'altro tipo), degli sviluppi della Scuola di Chicago nei primi decenni del '900 (costruttivismo e teorie della rappresentazione sociale) delle differenze sostanziali tra Teorie del Consenso e le Teorie del Conflitto al cui interno, si colloca la Teoria dell'etichettamento, più nota come Labelling Theory di Beckert, Lemert e Matza? Oltre naturalmente, all'Associaz. Differenziale di Sutherland e del concetto di devianza rapportandolo al complesso Persona - situazione, nel momento in cui il comportamento deviante viene emesso? Quindi, essere capaci di differenziare tra teorie che considerano primariamente la norma e teorie che considerano primariamente la persona e (in base alla labelling theory) e il suo "aderire" ad un etichetta che viene data ad un singolo comportamento dovuto all'appartenza ad es., ad una subcultura "spontanea" derivata da situazioni generali particolari (quindi non nata realmente con una "intenzione pienamente consapevole e volontaria" di azione deviante con consapevolezza delle sue conseguenze) e successiva ristrutturazione della personalità e/con relativa emissione di comportamenti globali ed azioni singole finalizzate all'aderire all'etichetta che viene a costituire una sorta di "identità" con cui essere riconosciuti ed in cui "riconoscersi" ma di cui il giovane rimane in realtà "vittima" sia a livello di sviluppo personale che sociale in senso bi - direzionale? (vera delinquenza ><istituzioni>< stigmatizzazione sociale>> ricerca di approvazione>> reclutamento>>stigm > istituzioni >>>rafforzamento identità da etichetta?). L'intervento dell'operatore, deve essere finalizzato ad interrompere tale dinamica prima che essa si instauri in modo "incoercibile ", anche nell'intervento di cui parli tu? Parli di interventi anche preventivi? Se si a che livello e di che tipo? (sociologico, psicologico, educazione, aiuti assistenziali ed economici, rieducazione, psicologico - ><psichiatrico, [lì dove necessario, per eventuali personalità problematiche di un certo tipo, ai fini di un supporto al lavoro riorganizzativo più generale, purché non a sua volta "stigmatizzante"] residenze protette, ad es., altro).
Inoltre nei gruppi, vuoi dire che bisogna differenziare tra gruppogenesi e gruppodinamica, giusto? Ad es., in ambito di subculture delinquenziali, tra criminogenesi e criminodinamica? Quindi, comprendere a quale livello agire e con l'interazione coordinata tra diverse figure professionali? Comprendendo le priorità, in base al gruppo ed al singolo? Priorità del contesto, gruppo/contesto e della Persona? E dei loro modi di interagire con relativi feeback?
Grazie
Ciao
E' chiaro che l'intervento, nel mio caso, è sempre di tipo educativo e quindi volto al recupero delle autonomie con obiettvi educativi specifici.
Il punto di partenza è che non posso isolare un aspetto e farlo derivare esclusivamente da una scienza o dall'altra.
Ad es. non posso pensare che l'educazione ricevuta in famiglia sia il solo aspetto che ha influito su un comportamento di un certo tipo da parte di un figlio. Io mi occuperò di quello, ma non posso ignorare che vi possono essere aspetti diversi che entrano in gioco, anche di personalità dell'utente o della madre, così come l'influenza del gruppo dei pari etc...E ti ho già citato diverse scienze: la pedagogia, la psicologia e la sociologia...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
Le amministrazioni non assumo, le cooperative ti assumono, e assumono chi gli pare, anche chi non ha una laurea. Queste conversazioni sono proprio di basso livello. Io parlo di counsellor e di condizioni di legge. Quindi dati reali di normativa. Tu parli in generale e per tue idee " mi pare che dell'utenza ve ne freghi poco e vi interessa il vostro status..." se vogliamo continuare cosi x me va bene.
Io parlo di educatori e di counsellor e di condizioni di legge.
Dov'è la differenza nella normativa???
State accusando qualcun altro di rubarvi il lavoro senza mai aver visto come opera realmente un counsellor e nel frattempo dite che siccome non c'è una legge chiunque può fare l'educatore.
Non parlo in generale ma è quello che è emerso in questo forum...
Voi dite che potete lavoarare come educatori, tanto la legge non esiste.
Il punto per me è proprio questo: è una questione etica e professionale nei confronti dell'utenza e del rispetto che dovresti avere x quest'ultima.
Dal momento che non esiste una norma che regolamenta il counselling, io potrei aprirmi uno studio anche domani e andare a praticarlo.
Siccome so che non riuscirei a farlo senza un'aadeguata preparazione non lo faccio e, probabilemnte dopo che avrò finito il master, mi farò supervisionare nel mio lavoro...
Questa per me è serietà professionale...
Non è la stessa cosa dire che si può fare e quindi automaticamente che si sa fare....
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Una vostra collega su questo forum, alla discussione cousellor o counselor ha riassunto bene cosa fa un consellor....
Ragazzi, capisco bene la frustrazione che regna oggi
Frustrazione legata alla difficoltà di trovare lavoro nel campo in cui per tanti anni ci si è impegnati e sacrificati attraverso studi e tirocini.
Lo capisco perchè personalmente lavoro tanto e ogni giorno per autopromuovermi come libera professionista.
Ma questa non è una giustificazione valida per dimenticarsi di ogni principio etico e professionale.
Lavoriamo con gente che soffre e abbiamo una responsabilità molto elevata nei confronti di chi si rivolge a noi.
Occorre rispettare il fatto che ogni livello di preparazione fornisca competenze diverse e specifiche. Vi fareste mai curare un dente malato da un tecnico che fa solo apparecchi? Ho ascoltato tante .. troppe persone e pazienti scoraggiati .. Persone sofferenti che non credevano più alla possibilità di recuperare grazie ad un lavoro profondo su loro stessi (psicoterapia)
PROPRIO perchè capitati nelle mani di psicologi e counsellor che, contro ogni etica professionale, hanno proposto loro percorsi inadeguati, superficiali e inefficaci nei confronti delle loro patologie (lasciandoli passare per "psicoterapia" o non informandoli della differenza sostanziale di approccio)
Lo psicologo o il counsellor NON SONO PSICOTERAPEUTI, NON SONO ABILITATI A PRENDERE IN CURA PAZIENTI perchè non ne hanno la preparazione teorica e pratica necessaria. Esistre l'obbligo di una Specializzazione almeno quadriennale.
Il COUNSELLOR è una figura professionale che, avendo conseguito uno specifico Diploma al seguito di un Corso di Studi almeno triennale, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali che non comportino, tuttavia, una ristrutturazione profonda della personalità. Si tratta di un "ascoltatore professionista" che non dà consigli, ma competenza e comprensione, il Counsellor è un Agevolatore nella relazione di aiuto, rappresenta un riferimento per coloro che, trovandosi in un momento di difficoltà, sentono il bisogno di essere accolti ed ascoltati da qualcuno competente ed esperto in:
•comunicazione
•accoglienza
•problem solving
•decisionalità
•orientamento
Credo sia davvero grave approfittare così delle persone sofferenti che hanno bisogno di cure adeguate e che sia altrettanto grave partecipare alla svalutazione di una risorsa tanto importante quale è la nostra professione..
E poi da parte di chi...? proprio di noi psicologi???
__________________
Dott.ssa Serena Sorrentino
Psicologa Psicoterapeuta Analista Transazionale
Roma
a
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Buongiorno......devo dire che il discorso mi sta appassionando....ormai è diventata una droga andare a vedere il forum e discutere......:asd:
Cmq in tutti gli interventi (o se preferite nella maggior parte)non esiste solo la componente psicologica......ma anche pedagogica sociologica etc....
Mi sembra riduttivo voler spiegare un comportamento umano con la sola psicologia...poichè i fattori che influenzano l'essere umano sono tanti....e forse ancora non li sappiamo tutti(chissà domani ci sarà una scienza chiamata "fenomenologia"tanto per buttare un nome a caso.......)
Sembra che voi vogliate far ricomprendere nella psicologia anche le altre scienze....ma non capite che sono scienze autonome che possono prendere dalla psicologia solo alcuni elementi ed elaborare una teoria propria....
Vi fa tanto strano pensare ad un altro modo di concepire la realtà?
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
E' chiaro che l'intervento, nel mio caso, è sempre di tipo educativo e quindi volto al recupero delle autonomie con obiettvi educativi specifici.
Il punto di partenza è che non posso isolare un aspetto e farlo derivare esclusivamente da una scienza o dall'altra.
Ad es. non posso pensare che l'educazione ricevuta in famiglia sia il solo aspetto che ha influito su un comportamento di un certo tipo da parte di un figlio. Io mi occuperò di quello, ma non posso ignorare che vi possono essere aspetti diversi che entrano in gioco, anche di personalità dell'utente o della madre, così come l'influenza del gruppo dei pari etc...E ti ho già citato diverse scienze: la pedagogia, la psicologia e la sociologia...
Francamente non capisco come la sociologia, ad esempio, possa aiutarci in un lavoro clinico (inteso qui come lavoro sul caso singolo, non faccio qui riferimento alla psicoterapia). Voglio dire accertata l'influenza del gruppo dei pari (tema peraltro caro alla psicologia sociale ed anche alla psicoanalisi, ma anche al comune buon senso, non ci vuole una laurea!) cosa ce ne facciamo? Abbiamo capito che Gennarino si lascia influenzare dal gruppo dei pari, e poi? Anche sull' "educazione ricevuta" io avrei qualche perplessità, anche perchè il modo in cui un genitore educa dipende strettamente dagli altri aspetti diversi che entrano in gioco, puoi forse separare la personalità della madre dal modo in cui questa educa suo figlio?
Saluti,
ikaro
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Se giri un pò su internet troverai l'esistenza della sociologia clinica......oltre ad elaborare teorie la sociologia può spiegare anche come applicare queste teorie.....ora io non sono una sociologa...ma una scienza non elabora solo teorie vaghe ed astratte ma dà elementi "per cambiarla" quella realtà....sia negli aspetti micro che macro!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Il COUNSELLOR è una figura professionale che, avendo conseguito uno specifico Diploma al seguito di un Corso di Studi almeno triennale, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali che non comportino, tuttavia, una ristrutturazione profonda della personalità. Si tratta di un "ascoltatore professionista" che non dà consigli, ma competenza e comprensione, il Counsellor è un Agevolatore nella relazione di aiuto, rappresenta un riferimento per coloro che, trovandosi in un momento di difficoltà, sentono il bisogno di essere accolti ed ascoltati da qualcuno competente ed esperto in:
•comunicazione
•accoglienza
•problem solving
•decisionalità
•orientamento
E basta, sono parole vuote queste, ma cosa significa? Gli esperti dell'accoglienza, gli esperti dell'ascolto, gli esperti della comunicazione, gli esperti della decisionalità, gli esperti dell'orientamento, che non danno consigli ma danno competenza, che non curano ma agevolano, ma per favore...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Se giri un pò su internet troverai l'esistenza della sociologia clinica......oltre ad elaborare teorie la sociologia può spiegare anche come applicare queste teorie.....ora io non sono una sociologa...ma una scienza non elabora solo teorie vaghe ed astratte ma dà elementi "per cambiarla" quella realtà....sia negli aspetti micro che macro!
Non ho detto che una scienza elabora solo teorie vaghe ed astratte, mi chiedevo come la sociologia possa operare sul caso clinico e soprattutto mi chiedo come possa rendere conto di questo dal punto di vista clinico: qualcosa è cambiato, ma cosa e come? E' questo un punto di discrimine, anche il cartomante ha una teoria che può spiegare le sue applicazioni, anche l'astrologo, tutti insomma, ma questo non sposta di un passo la questione che ci stiamo ponendo, peraltro anche in altre discussioni...
Saluti,
ikaro
PS Da quel poco che ne so la sociologia clinica preleva più dalla psicologia sociale e cognitiva che dalla sociologia, qualcuno di questi "sociologi" attinge anche dal lavoro di Rogers, come vedi non andiamo troppo lontano... Comunque se giri su internet trovi quello che vuoi!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
non importa dove "preleva " le cose....la cosa importante è che le elabora creando una teoria nuova.....non è così che funziona?
Per il resto che mi chiedi non saprei rispondere poichè non sono sociologa nonostante abbia studiato mooolta sociologia.....speriamo che ci risponda qualche sociologo clinico!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
non importa dove "preleva " le cose....la cosa importante è che le elabora creando una teoria nuova.....non è così che funziona?
Per il resto che mi chiedi non saprei rispondere poichè non sono sociologa nonostante abbia studiato mooolta sociologia.....speriamo che ci risponda qualche sociologo clinico!
Già, speriamo! Anche perchè qui, non appena si entra un po' più nel merito delle cose, si risponde "Io non sono, anche se ho studiato!", ma che avete studiato a fare allora?! :asd:
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a differenza di alcuni laureati in psicologia direi che si esprimono anche su argomenti che non sono di loro competenza.....scusa ikaro ma te la sei cercata!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
non importa dove "preleva " le cose....la cosa importante è che le elabora creando una teoria nuova.....non è così che funziona?
Per il resto che mi chiedi non saprei rispondere poichè non sono sociologa nonostante abbia studiato mooolta sociologia.....speriamo che ci risponda qualche sociologo clinico!
Un pò di storia: la paraola "clinica" è stata attaccata alla parola medicina per tanto tempo, voi non sapete le battaglie che ci sono volute alla psicologia per averla. Ora tutti se ne appropriano "senza permesso" sociologia clinica? ma!?! ma da quando ho sentito un "filosofo clinico" che telefonava a una mia collega per chiedergli se gli passava dei pazienti non mi meraviglio più di niente
Ps su un intervento precedente: nessuno ha mai detto che tutti possono fare gli educatori, ma solo che non è una professione normata
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
a differenza di alcuni laureati in psicologia direi che si esprimono anche su argomenti che non sono di loro competenza.....scusa ikaro ma te la sei cercata!
Aridaje' con questa storia della laurea e della competenza, ma credi davvero che la competenza sia una questione di laurea? Dipende tutto dall'uso che se na fa di questi saperi, è di questo che sto cercando di parlare...
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Ikaro ma se lo sta dicendo anche rosablu che possedere una laurea non significa possedere una competenza......siamo tutti d'accordo su questo!
Quello che contesto è che voi non sapete guardare al di là del vostro lavoro....come se qualsiasi figura appaia nel mercato del lavoro e che ha abbia a che fare con il disagio vogliate snobbarla poichè ritenete che solo la psicologia ne sia DEGNA!
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Citazione:
Ikaro ma se lo sta dicendo anche rosablu che possedere una laurea non significa possedere una competenza......siamo tutti d'accordo su questo!
Quello che contesto è che voi non sapete guardare al di là del vostro lavoro....come se qualsiasi figura appaia nel mercato del lavoro e che ha abbia a che fare con il disagio vogliate snobbarla poichè ritenete che solo la psicologia ne sia DEGNA!
Mi spiace, ma non è proprio il mio caso, non sono mai stato un partigiano della psicologia, soprattutto di quella accademica, peraltro lavoro anche con volontari figurati (che per definizione non sono professionisti delle relazioni di aiuto). Quello che contesto e critico fortemente è la formazione selvaggia, di queste nuove figure professionali in modo particolare.
Saluti,
ikaro
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se intendi un corso di counselling fatto da chi è diplomato o che ha semplicemente la terza media sono d'accordo......ma non lo trovo giusto verso i laureati in filosofia..pedagogia..etc....
Questi ultimi sono professionisti che avendo già una base(laurea) alle spalle hanno il diritto di partecipare ai corsi per migliorare la loro abilità di counselling il quale a seconda delle facoltà sarà filosofico, pedagogico...etc.
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Come spiegare questa esplosione di corsi per aspiranti counsellor? In Italia è una cosa molto recente, degli ultimi anni direi...
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Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Mi spiace, ma non è proprio il mio caso, non sono mai stato un partigiano della psicologia, soprattutto di quella accademica, peraltro lavoro anche con volontari figurati (che per definizione non sono professionisti delle relazioni di aiuto). Quello che contesto e critico fortemente è la formazione selvaggia, di queste nuove figure professionali in modo particolare.
Saluti,
ikaro
Scusa Ikaro ma se tu contesti anche l'educazione familiare di cui parlavo prima, mi pare che tu escldi delle scienze a priori..
la pedagogia si occupa del rapporto educativo, soprattutto di quello madre-figlio oltre che di tamnte altre cose...
Se tu mi dici che gli atteggiamenti della madre sono dovuti esclusivamente alla personalità..mi sembra una questione puramente psicologica...
E poi ho detto può essere, non è detto che lo sia...
Si può andare a vedere dove la madre ha imparato l'educazione che ora da al figlio per produrre un microcambiamento.
E' un cambiamento ecologico ma stai tranquillo che produce degli effetti a livello di personalità e questo senza il trattamento psicologico-psicoterapeutico..
Dove sarebbe in questo caso lo sconfinamento??
Tu parli di formazione selvaggia dei counsellor?
Ma come dovrebbe essere questa formazione???
Guarda ce tutte le scuole che si rifanno alla società nazionale di counselling che a sua volta sta cercando di portare avanti le linee guida dell'associazione del counselling in Europa per riunire tutti insieme questi professionisti, seguono un percorso strutturato.
2 anni er il percorso di cousellor, 3 x quello di counsellor professionista e 4 per quello di formatore counsellor...
Se questo vi sembra selvaggio..
Ci sono poi dei corsi sulle abilità di cousnelling da 50 ore o giù di li, ma non fanno conselling danno abilità spendibili nelle diverse professioni che aiutano a capire meglio la richiesta di un cliente o di un paziente (ambito medico).
Non capite che questi counsellor potrebbero operare senza formazione???
Invece staimo parlando di persone che mettono mano al portafoglio e attaccan il sedere alla sedia x specializzarsi....
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
Un pò di storia: la paraola "clinica" è stata attaccata alla parola medicina per tanto tempo, voi non sapete le battaglie che ci sono volute alla psicologia per averla. Ora tutti se ne appropriano "senza permesso" sociologia clinica? ma!?! ma da quando ho sentito un "filosofo clinico" che telefonava a una mia collega per chiedergli se gli passava dei pazienti non mi meraviglio più di niente
Ps su un intervento precedente: nessuno ha mai detto che tutti possono fare gli educatori, ma solo che non è una professione normata
Appunto perchè voi avete fatto tante battaglie su questo punto, vi pare così strano che altri professionisti la rivendichino???
Non avete l'esclusiva così come non l'avevano i medici..
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
se intendi un corso di counselling fatto da chi è diplomato o che ha semplicemente la terza media sono d'accordo......ma non lo trovo giusto verso i laureati in filosofia..pedagogia..etc....
Questi ultimi sono professionisti che avendo già una base(laurea) alle spalle hanno il diritto di partecipare ai corsi per migliorare la loro abilità di counselling il quale a seconda delle facoltà sarà filosofico, pedagogico...etc.
Ragazzi svegliaaaaaaaaaaaaaaaa. I corsi di counsellor sono solo fatti per aprire un nuovo mercato hai formatori, Lo sanno tutti tranne voi che ci cascate. A volte mi dispiacere sentire persone, spesso insoddisfatte della loro situazione, che sperano con un corso di dare una svolta professionale e/o personale. Docenti delle scuole di specializzazione e gli altri stanno aumentando i corsi allargando a filosofi o non laureati, massaie non laureate ecc ecc solo per lavorare. non c'è lavoro per tutti mettiamocelo in testa. le scuole di specializzazione ormai sono più di 200 quindi si fanno troppa concorrenza e allora fanno i corsi di counsellor. So che scrivendo così schiettamente sembra un discorso poco serio, ma sono stanco di dover condire i discorsi per renderli più credibili. La verità è solo questa. Basta discorsi. Se davate un okkio alle statistiche questo discorso sul forum era già chiuso giorni fa
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
DEFINIZIONE DI COUNSELLING (WIKIPEDIA)
Il termine counseling (o anche counselling secondo l'inglese britannico) indica un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).
L'attività di counseling
È svolta da un counselor, persona professionalmente in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali, private e talvolta emotivamente significative. In base al bagaglio di abilità possedute, le competenze proprie all'attività di counseling possono essere presenti nell'attività di diverse figure professionali quali psicologi, medici, assistenti e operatori sociali, educatori professionali.
Essa è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi»,[10] ed è inoltre «un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo».[11]
Secondo Rollo May – uno dei padri fondatori del counseling insieme allo psicologo statunitense Carl Rogers – il counselor ha il compito di «favorire lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare eventuali problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno [...] il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso». [12]
La BACP (British Association for Counselling and Psychotherapy) fornisce la seguente definizione dell'attività di counseling: «Il counselor può indicare le opzioni di cui il cliente dispone e aiutarlo e seguire quella che sceglierà. Il counselor può aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rivelati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento. Qualunque approccio usi il counselor [...] lo scopo fondamentale è l'autonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere».[13]
Analogamente la SICo (Società Italiana di Counseling) definisce l'attività di counseling come: «[...] la possibilità di offrire un orientamento o un sostegno a singoli individui o a gruppi, favorendo lo sviluppo e l'utilizzazione delle potenzialità del cliente».[14]
L'attività di counseling può essere svolta in ambito privato (individuale, di coppia, familiare, di gruppo), comunitario (scolastico, religioso, interculturale, etc.), lavorativo (aziendale, socio-lavorativo, etc.) e socio-assistenziale (artistico, esistenziale, sociale, etc.).
Differenze tra il counseling e la psicoterapia
Da un punto di vista epistemologico il counseling si differenzia dalla psicoterapia per:
l'adozione di un metodo diverso da quelli riferiti a "medico-paziente" propri dei modelli psicoterapeutici;
la definizione dell'obiettivo concreto e del contesto spazio-temporale della relazione counselor-cliente;
l'esclusione della patologia come settore di intervento.
A differenza del paziente nella psicoterapia, il cliente nel counseling non ha bisogno di essere curato né aiutato a superare una sofferenza psicologica, ma si avvale delle competenze del counselor come sussidio delle capacità che già possiede in modo da conseguire obiettivi che desidera nei modi e nei tempi che gli sono consoni.
Aree di applicazione:
Problemi interpersonali limitati e specifici all'area del conflitto
Ambivalenza, stress, scelte e decisioni difficili da compiere (difficoltà)
Fattori esterni
Crescita, prevenzione e sviluppo della personalità, questioni educative e di Orientamento vocazionale
Tempi brevi
E ora leggete i pro e i contro espressi dalle associazioni di psicologi e le pronunce invece dell'Antitrast e della giurisprudenza a riguardo...Critiche al counseling
CRITICHE DA PARTE DI UNA PARTE DEGLI PSICOLOGI AI COUNSELLOR:
Le maggiori critiche all'attività di counseling vengono mosse da una parte della categoria degli psicologi (alcuni Ordini regionali ed alcune associazioni di categoria) e riguardano, in particolare, i seguenti punti:
[I]la non regolamentazione della professione di counseling nuoce agli utenti in quanto vengono a mancare i presupposti minimi per la tutela che, invece, una professione regolamentata garantisce (Legge di ordinamento, codice deontologico, etc.);
l'attività di counseling è in realtà attività di consulenza psicologica e, pertanto, i counselor che si definiscono tali ma che non sono psicologi iscritti all'Ordine compiono un abuso (esercizio abusivo della professione);
molte competenze del counseling sono competenze proprie alla professione di psicologo e dunque, le stesse scuole di formazione che erogano corsi di counseling a non psicologi, compiono un abuso in riferimento all'art. 21 del codice deontologico degli psicologi;
molte competenze del counseling, essendo competenze proprie alla professione di psicologo, possono essere esercitate solo da psicologi iscritti all'Albo, ex art. 1, L. 56/89.
ASSOCIAZIONI DI PSICOLOGI, ANTITRUST E GIURISPRUDENZA A FAVORE DEL COUNSELLING:
già l'Antitrust si è espresso nel 1999, in seguito ad una segnalazione dell'Ordine Nazionale degli Psicologi;
rispetto alla non obbligatorietà dell'esistenza di un Ordine professionale per esercitare una professione l'ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi) nel 2003 effettua una delibera suggerendo al Ministero della Giustizia di comprendere anche professioni affini alla psicologia tra i propri contribuenti;
la giurisprudenza attualmente esistente in Italia [U]non ha fino ad oggi rilevato – nonostante precise accuse rivolte a counselor di esercizio abusivo della professione di psicologo ai sensi dell'art. 348 del Codice penale – abusi di professione da parte di counselor;
i tentativi effettuati dalle commissioni deontologiche degli Ordini territoriali degli psicologi si sono, fino ad oggi, conclusi con l'archiviazione dei procedimenti disciplinari precedentemente aperti per violazione dell'art. 21 del codice deontologico;
già fin dagli anni novanta alcune Regioni italiane hanno depositato il profilo professionale di counselor – attestato di qualifica professionale e titolo pubblico – senza prevedere tra i requisiti di accesso né la laurea in psicologia né il possesso del titolo di psicologo;
UDITE UDITE....
il recepimento della Direttiva dell'Unione Europea 2005/36/CEoffre la possibilità per le associazioni di categoria di counseling di potersi iscrivere in uno speciale elenco redatto dal Ministero della Giustizia. La dialettica di questa differenza di posizioni si estrinseca attraverso tre distinti canali:
politico-professionale: attraverso la discussione e il dibattito interno alle due categorie;
normativo: attraverso pressioni lobbistiche di entrambi gli schieramenti tese a promuovere o meno specifiche leggi;
legale: attraverso interventi promossi sia per iniziativa privata (singoli professionisti e associazioni di categoria) che istituzionale (ordine professionale).
P.S. (Avvalersi della non iscrizione all'albo per definire una professione non legale è patetico perchè già i Pedagogisti, come i Sociologi non hanno un albo e sono pienamente riconosciuti senza che nex possa usurpare il loro posto)!!!
Iniziate a ragionare con la vs testa e ad operare capacità di giudizio critico nell'esprimere pareri , non fatevi influenzare all'Albo...
IL VS STESSO ENTE PREVIDENZIALE HA CHIESTO DI FAR ENTRARE NELL'albo..professioni affini..
Ma di che stiamo parlando????
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Scusa Ikaro ma se tu contesti anche l'educazione familiare di cui parlavo prima, mi pare che tu escldi delle scienze a priori..
la pedagogia si occupa del rapporto educativo, soprattutto di quello madre-figlio oltre che di tamnte altre cose...
Ma io non contesto l'educazione familiare, contesto il senso della "consulenza pedagogica" ad una mamma.
Citazione:
Se tu mi dici che gli atteggiamenti della madre sono dovuti esclusivamente alla personalità..mi sembra una questione puramente psicologica.. E poi ho detto può essere, non è detto che lo sia... Si può andare a vedere dove la madre ha imparato l'educazione che ora da al figlio per produrre un microcambiamento.
Ora, parlare di "questione psicologica" è sicuramente troppo generico, così come parlare di personalità, comunque "andare a vedere dove la madre ha imparato l'educazione che ora da al figlio", per usare la tua espressione, che cos'è se non lavorare sulla psicologia della madre (per dirla proprio volgarmente)? E' chiaro che questo può produrre degli effetti, ma vorrei capire, dal punto di vista di un pedagogista, che tipo di cambiamento si è prodotto, a quale livello e perchè, se possibile.
Citazione:
E' un cambiamento ecologico ma stai tranquillo che produce degli effetti a livello di personalità e questo senza il trattamento psicologico-psicoterapeutico.. Dove sarebbe in questo caso lo sconfinamento??
Beh questa affermazione "che produce degli effetti a livello di personalità e questo senza il trattamento psicologico-psicoterapeutico.." mi pare che vada già un po' oltre, o almeno non liquidarla via così... Cosa intendi?
Citazione:
Tu parli di formazione selvaggia dei counsellor?
Ma come dovrebbe essere questa formazione???
Guarda ce tutte le scuole che si rifanno alla società nazionale di counselling che a sua volta sta cercando di portare avanti le linee guida dell'associazione del counselling in Europa per riunire tutti insieme questi professionisti, seguono un percorso strutturato.
2 anni er il percorso di cousellor, 3 x quello di counsellor professionista e 4 per quello di formatore counsellor...
Se questo vi sembra selvaggio..
Ci sono poi dei corsi sulle abilità di cousnelling da 50 ore o giù di li, ma non fanno conselling danno abilità spendibili nelle diverse professioni che aiutano a capire meglio la richiesta di un cliente o di un paziente (ambito medico).
Non capite che questi counsellor potrebbero operare senza formazione???
Invece staimo parlando di persone che mettono mano al portafoglio e attaccan il sedere alla sedia x specializzarsi....
Sì, le solite cose già dette... E su cui ho già risposto. Ma come ve la spiegate questa counsellor-mania di questi ultimi tempi? E' interessante come fenomeno, anche culturale.
Saluti,
ikaro
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Mettiamo per un attimo che sia così........non avete mica paura della concorrenza?se i counsellor filosofici, pedagogici sono una massa di "ignoranti" in materia...non dovrebbero restare nel mercato tanto a lungo......ci sarebbero migliaia di persone che andrebbero nelle trasmissioni televisive tipo mi manda raitrè o striscia la notizia per far valere i loro diritti lesi.......questo non succede...e secondo voi perchè????
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Citazione:
Definizine di counselling e dl counsellor da Wikipedia:
Non ho neanche letto, mi sono fermato alla prima frase... Ma ti rendi conto che non puoi essere credibile se afflronti l'argomento citando definizioni da Wikipedia?? Il luogo del sapere anonimo per definizione, dove il primo Pinco Pallino può scrivere quello che gli pare, è questa la formazione selvaggia che mi fa orrore e mi preoccupa, questo sapere a portata di click (e di portafoglio)e di corsi per tutti i gusti...
Saluti,
ikaro
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La consulenza pedagogica può portare dei cambiamenti nel senso che la madre può approcciarsi diversamente nel suo rapporto con il bambino e capire quali sono le esigenze educative del bambino per la sua età.....si tratta di un cambiamento che non comporta il risolvere un disagio psichico di fondo ma si tratta di esprimere un parere professionale pedagogico su come "è meglio rapportarsi con il bambino". Rosa blu sicuramente saprà spiegare la cosa in modo più approfondito!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Mettiamo per un attimo che sia così........non avete mica paura della concorrenza?se i counsellor filosofici, pedagogici sono una massa di "ignoranti" in materia...non dovrebbero restare nel mercato tanto a lungo......ci sarebbero migliaia di persone che andrebbero nelle trasmissioni televisive tipo mi manda raitrè o striscia la notizia per far valere i loro diritti lesi.......questo non succede...e secondo voi perchè????
Ecco, dopo Wikipedia ci mancava pure Mi manda Rai 3 e il Gabibbo, ma vi rendete conto? In ogni caso, il mercato non premia la qualità, o almeno non il mercato nella società capitalista, anzi! E' l'esatto contrario. Vediamo che succede... Riformulo la domanda: che idea vi siete fatti su questa invasioni di corsi per diventare counsellor?
Saluti,
ikaro