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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Ancora una generalizzazione: un counselor = tutti i counselor
Forse se consulti i siti delle associazioni di counseling serie ti puoi fare un'idea di cosa loro considerano essere l'attività di un counselor in Italia (
Posso assicurarti che il counselor del sito in questione- uno dei tanti, tra l'altro - che si occupa di moltissimi problemi "circoscrivendoli" teoricamente, proviene, come un suo collega linkato che cura "attacchi di panico" insieme ad altre cose disparate di cui si interessa tra cui "problemi di coppia" a diversi livelli di gravità, ed in cui é "formatore", appartiene ad una "nota" associazione di counseling - che non cito - sia a livello formativo che nell'ambito dell'associazionismo privato "non riconosciuto" e "non regolamentato" che afferisce a sua volta, a società private ed autoreferenziali di counseling più ampie che vorrebbero darsi un loro statuto.
Non mi riferisco, dato che talvolta qui vi si é fatto ricorso come fosse un ente giuridicamente validante professioni non ordinate e non regolamentate anche a livello di riconoscimento associativo, al CNEL, che in ogni caso, anche dopo il decreto di disconoscimento del 2008 che ha annullato la proposta del 2007, ha intrapreso un altro perscorso ed
è Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è un organo previsto dall’articolo 99 della Costituzione. E’ un organo di tipo prevalentemente consultivo, benché abbia diritto all’iniziativa legislativa per le materie di sua competenza (legislazione economica e sociale con esclusione di quella tributaria).
Il CNEL possiede una banca dati delle associazioni professionali: la banca dati è uno strumento conoscitivo del fenomeno associativo e non ha alcuna efficacia né giuridica né vincolante, né può operare una distinzione di alcun genere tra le associazioni che in essa sono comprese e le altre che non lo sono.
La consulta del CNEL (quella famosa, a cui tutti fanno riferimento…) è un organo che non esiste più dal 2000 e [B]il CNEL non riconosce affatto alcun titolo rilasciato da alcuna associazione, non avendo potere in merito.[/B]
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Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Ancora una generalizzazione: un counselor = tutti i counselor
Il CNEL possiede una banca dati delle associazioni professionali: la banca dati è uno strumento conoscitivo del fenomeno associativo e[/U][/B][B] non ha alcuna efficacia né giuridica né vincolante, né può operare una distinzione di alcun genere tra le associazioni che in essa sono comprese e le altre che non lo sono.
La consulta del CNEL (quella famosa, a cui tutti fanno riferimento…) è un organo che non esiste più dal 2000 e il CNEL non riconosce affatto alcun titolo rilasciato da alcuna associazione, non avendo potere in merito.
Gaia,
a parte che nessuno ha citato finora il CNEL, (altrimenti dimmi dove è stato
citato), ma le cose sono andate avanti oltre l'iscrizione nella banca dati CNEL del <<counseling>>, come professione non regolamentata.
Si è giunti al fatto che le Associazioni italiane di Counseling perseguono il modello accreditatorio, previsto dalla Direttiva europea 2005/36/CE in tema di “riconoscimento delle qualifiche professionali”, recepita in Italia il Decr. Leg.vo n. 206 del 9/11/2007(pubblicato in G. Uff. n. 261, del 9/11/2007).
Il modello accreditatorio (già a suo tempo descritto dall'indimenticato collega Q/Stracci, di cui non abbiamo più notizie...) è un modello che non prevede l'iscrizione a un Albo, ma l'adesione a un codice di etica e di deontologia, una formazione permanente, un regolamento interno, ecc. che, solo per il professionista che aderirà all'associazione da lui prescelta, dovrà sfociare nel cosiddetto <<certificato di competenza>> erogato dall'ass. stessa.
Dopo di ciò si è arrivati nel 2007 all'incontro con il Ministro Bonino da parte dei rappresentanti delle professioni non regolamentate, cioè il COLAP, con cui il Ministro si è voluto confrontare a suo tempo (vedi qui http://www.emmabonino.it/news/5277) dopo l'emanazione della Direttiva qualifiche.
La banca dati CNEL è un passo, quindi, che è stato ampiamente superato.
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It, dici che:
Il modello accreditatorio (già a suo tempo descritto dall'indimenticato collega Q/Stracci, di cui non abbiamo più notizie...) è un modello che non prevede l'iscrizione a un Albo, ma l'adesione a un codice di etica e di deontologia, una formazione permanente, un regolamento interno, ecc. che, solo per il professionista che aderirà all'associazione da lui prescelta, dovrà sfociare nel cosiddetto <<certificato di competenza>> erogato dall'ass. stessa.
Dato che si parla di etica e di deontologia mi piacerebbe sapere la tua posizione su tutti questi counsellor senza nessuna formazione sanitaria che "curano"
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Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Dott.
R. Italy
Filosofo, Counselor della Gestalt, secondo il modello integrato, rogersiano, gestaltico e analitico transazionale. Counselor filosofico.Chi è il counselor?
Il Counselor è l’esperto nella relazione d'aiuto, in grado di facilitare chi durante il corso della propria esistenza sperimenta un momento di “crisi”.
Il Counseling è un percorso di crescita personale. Si focalizza sul come risolvere problemi specifici, prendere decisioni, accrescere la consapevolezza di sé, migliorare la gestione dello stress, rinforzare l’autostima, individuare un gruppo sociale di supporto, ottimizzare la gestione del tempo, migliorare modi d’interazione familiari poco efficaci, sbloccare “crampi mentali” o posture logiche di pensiero poco feconde per affrontare in modo funzionale l’ambiente.
[B]Si rivolge ad un Counselor chi sta abbastanza male da rendersi conto di aver bisogno d'aiuto, ma ancora abbastanza bene da potersi impegnare in prima persona per risolvere i propri problemi.
Questo andrebbe denunciato. Sottintende che chi si reca da un professionista per risolvere i problemi è una persona che sta troppo male e fa passare l'idea che lo psicoterapeuta è uno che prende le decisioni al posto del paziente, impone la sua visione e il suo modo di curare. Cosa che invece è lontanissima dalla realtà della psicoterapia.
Quanto a noi AS l'autodeterminazione dell'utente e la sua partecipazione in prima persona alle decisioni che lo riguardano ce l'abbiamo persino nel CODICE DEONTOLOGICO
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Io non credo, sinceramente, che i counselor abbiano successo perchè sono i portatori di un nuovo modo di rapportarsi nelle professioni di aiuto, non credo nemmeno che vadano a riempire le zone d'ambra lasciate vuote dagli altri professionisti. Ci sono specializzazioni e corsi per psicologi e professionisti che coprono qualsiasi zona d'ombra, credetemi.
IO CREDO CHE IL LORO SUCCESSO COMMERTCIALE ( NON VOLGIO CHIAMARLO SUCCESSO PROFESSIONALE PERCHè NON SONO PROFESSIONISTI) SIA LEGATO AL FATTO CHE, NON LEGATI A NESSUN CODICE DEONTOLOGICO, E A NESSUNA ASSOCIAZIONE CHE DELIMITA IL LORO OPERATO POSSONO:
1) FARSI MOLTA PUBBLICITà
2) PROMETTERE SOLUZIONI MIRACOLOSE ( DAL DAP E DALL'ANSIA NON SI GUARISCE IN POCHE SEDUTE E SENZA LO SFORZO DI GUARDARSI DENTRO E SCOPRIRE I PROPRI NODI CRITICI)
3) IO PARLO APROPOSITO DELL'ITALIA DEL 2009, QUELLA DOVE NOI PAGHIAMO L'ISCRIZIONE A UN ALBO, dove l'accreditamento è ancora lontano, se arriverà ne parleremo, dove esistono delle leggi dove noi passiamo dei mesi a studiare per passare un esame di stato, con ovvio dispendio di soldi, invece di poter lavorare subito dopo la laurea, quindi di quello che succedeva nell'America del periodo Rogersiano non importa molto.
A me spiegate perchè oggi in Italia ci deve essere una " ZONA FRANCA" dove per curare gli stessi disagi sociali che tratto io ( ho visot un counselor che si occupava di rafforzamento del gruppo sociale che è esattamente il mio lavoro) un counselor deve essere LIBERO DA QUALSIASI REGOLA alla quale io devo sottostare.
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Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Andiamo bene, in pratica stai dicendo che ha utilizzato il termine counselling per poter fare lo psicoterapeuta senza titolo (perchè non era medico), It dice che non c'entra nulla con la psicoterapia, insomma mettetevi d'accordo... :asd:
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
IT_Modeler
Mi pare che qualcuno citi i titoli dei testi senza averli letti: nel testo <<Counseling and Psychotherapy>>, Rogers descrive interventi di Counseling da lui messi in atto, ad es. nelle Università americane seguendo gli studenti in difficoltà (v. scelta del tipo di studi...), quindi descrive azioni di Counseling che non c'entrano nulla con la Psicoterapia o <<zone d'ombra>>.
_daimon_
fu proprio Rogers ad utilizzare il termine "counseling" perchè all'epoca l'esercizio della psicoterapia in America era riservata solo ai medici, e gli veniva impedito di fregiarsi del titolo di "psicoterapeuta".
:skunk:
Che cosa vi fa pensare che io e IT_Modeler dobbiamo essere d'accordo su tutto?
Questo mi fa ricordare la storia di quel tizio che sosteneva che gli elefanti e i rinoceronti appartenessero alla stessa specie. Ad ogni richiesta di come mai fosse convinto di ciò, diceva: "perchè entrambi sono mammiferi, sono di grossa stazza ed entrambi hanno una protuberanza in testa all'altezza del naso!" :D
Ciò mi sembra abbia a che fare con le dinamiche di gruppo in cui gli outsider vengono visti in modo stereotipato, e vengono escluse dalla percezione tutte quelle informazioni che sono in contrasto al pregiudizio che ci si è fatti.
Che poi ci si serva sistematicamente della figura retorica dell'ironia per "squalificare l'avversario" è un tipico caso di una discussione portata avanti sul piano dell'eristica, cioè di una disputa in cui l'obiettivo è solo di dimostrare di avere ragione, mentre lo spirito del forum "Uno spazio aperto di riflessione CRITICA sul nostro universo professionale", dovrebbe favorire un confronto dialettico nel senso attribuitogli da Socrate, cioè come un momento di riflessione in cui avere l'opportunità di diventare più consapevoli riguardo ad una tematica, rivelandone sfaccettature che non potrebbero altrimenti evidenziarsi con una analisi grossolana.
Ciò a conferma di quanto ha già illustrato IT_Modeler in un precedente post a proposito di pragmatica della comunicazione.
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Io non credo, sinceramente, che i counselor abbiano successo perchè sono i portatori di un nuovo modo di rapportarsi nelle professioni di aiuto, non credo nemmeno che vadano a riempire le zone d'ambra lasciate vuote dagli altri professionisti. Ci sono specializzazioni e corsi per psicologi e professionisti che coprono qualsiasi zona d'ombra, credetemi.
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infatti....ma comunque, al di là delle diatribe "legali" e "giuridiche" e dei giri di parole per giustificare la presenza dei counselor....mi fa specie pensare che, ad esempio, un cliente va da un counselor dicendo di passare un "momento triste della vita e voler risolvere dei problemi"...quando invece questo cliente, ad esempio, va diagnosticato come "distimico" (un dist. depressivo lieve e cronico, prodromico della depressione vera e propria). Il counselor collude un po', il cliente si sente soddisfatto perché l'hanno ascoltato, e se ne va. Dopo 3 mesi va in depressione e tenta il suicidio.
ho fatto un esempio a caso, per dire che lo psicologo ha certi strumenti concettuali e operativi per trattare problemi, di cui il counselor nenache sa l'esistenza o comunque non può accorgersi che il cliente ha (e che il cliente neanche è consapevole di avere, difatti certi sintomi vanno accertati tramite resoconti dei familiari)
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Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
E' proprio questo il punto, l'espressione "sostegno psicologico" non significa proprio nulla, esattamente come "counselling" o "counselling psicologico", nel senso che sono pratiche che andrebbero contestualizzate entro un modello teorico, per questo credo che non esistono scorciatoie, o si intraprende una formazione clinica seria o è meglio fare altro.
Saluti,
ikaro
Se come sostieni tu, "sostegno psicologico" non significa nulla, perchè viene portato avanti come attività riservata allo psicologo, e quindi come bandiera per la tesi di "abuso della professione di psicologo" ? Del nulla non ci può essere abuso.
Se è vero quello che dici, il "counselor faccio tutto io" può solo sconfinare nell'esercizio abusivo della psicoterapia.
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Del counseling invece non si può dire che non significhi nulla, anche perchè, come hai richiesto, viene generalmente insegnato nell'ambito di un modello psicoterapeutico.
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Citazione:
Se come sostieni tu, "sostegno psicologico" non significa nulla, perchè viene portato avanti come attività riservata allo psicologo, e quindi come bandiera per la tesi di "abuso della professione di psicologo" ? Del nulla non ci può essere abuso. Se è vero quello che dici, il "counselor faccio tutto io" può solo sconfinare nell'esercizio abusivo della psicoterapia.
Citazione:
Del counseling invece non si può dire che non significhi nulla, anche perchè, come hai richiesto, viene generalmente insegnato nell'ambito di un modello psicoterapeutico.
Appunto, non significa nulla in sé, l'espressione va contestualizzata entro uno specifico modello teorico di riferimento, ed è quello che chiedevo, visto che molti counsellor si rifanno a Rogers: qual è la differenza -se c'è- nella teoria di Rogers tra counselling e counselling psicologico?
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
infatti....ma comunque, al di là delle diatribe "legali" e "giuridiche" e dei giri di parole per giustifica la presenza dei counselor....mi fa specie pensare che, ad esempio, un cliente va da un counselor dicendo di passare un "momento triste della vita e voler risolvere dei problemi"...quando invece questo cliente, ad esempio, va diagnosticato come "distimico" (un dist. depressivo lieve e cronico, prodromico della depressione vera e propria). Il counselor collude un po', il cliente si sente felice, e se ne va. Dopo 3 mesi va in depressione.
ho fatto un esempio casuale, per dire che il counselor non ha gli strumenti concettuali, né operativi, per trattare questi "problemi"
No, non un esempio casuale,
è un esempio (più preciso nei tuoi termini) a cui si allude almeno in un altro paio di 3D sul Counseling, ripetuto parecchie volte.
Domanda: non potrebbe succedere anche un neo-laureato in Psicologia senza molta esperienza, che ha studiato solamente la collusione sui libri??
Hai scritto: <<un momento triste della vita e voler risolvere i problemi>>...
ecco, una marea di tipologie di persone possono presentarsi con queste poche parole... come reagirebbe un Counselor di professione, laureato in Psicologia, diversamente da un non-laureato?
Rigiriamo il problema in positivo per approfondirlo...non con un trucco logico per dimostrare con una semplice equivalenza (complessa) "poichè non sa cos'è un distimico" si fa ingannare da quattro parole in croce che descrivono un vago stato di tristezza e, quindi, favorirà il peggioramento della situazione (depressione).
In ogni caso, ho molti dubbi un neo-laureato-"automaticamente counselor" sappia subito identificare un paziente distimico dietro una frase - forse neppure Don Jackson (tra i fondatori MRI) ci sarebbe riuscito...MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
It, dici che: Dato che si parla di etica e di deontologia mi piacerebbe sapere la tua posizione su tutti questi counsellor senza nessuna formazione sanitaria che "curano"
Si vede che non leggi i miei interventi: li ho condannati una marea di volte anche in altri 3D.
E anche di persona quando, raramente, mi è capitato che mi riferissero direttamente delle testimonianze
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Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
No, non un esempio casuale,
è un esempio (più preciso nei tuoi termini) a cui si allude almeno in un altro paio di 3D sul Counseling, ripetuto parecchie volte.
Domanda: non potrebbe succedere anche un neo-laureato in Psicologia senza molta esperienza, che ha studiato solamente la collusione sui libri??
Hai scritto: <<un momento triste della vita e voler risolvere i problemi>>...
ecco, una marea di tipologie di persone possono presentarsi con queste poche parole... come reagirebbe un Counselor di professione, laureato in Psicologia, diversamente da un non-laureato?
Perchè uno Psicologo-counselor professionista, cioè che ha tenuto tanti colloqui in modo tecnico e conoscendosi (percorso personale, quello x me è l'antidoto alla collusione, più che apprenderla sui libri).
Rigiriamo il problema in positivo per approfondirlo...non con un trucco logico per dimostrare con una semplice equivalenza (complessa) "poichè non sa cos'è un distimico" si fa ingannare da quattro parole in croce che descrivono un vago stato di tristezza e, quindi, favorirà il peggioramento della situazione (depressione).
Ho molti dubbi un neo-laureato, "automaticamente counselor", sappia subito identificare un paziente distimico dietro una frase - forse neppure Don Jackson (tra i fondatori MRI) ci sarebbe riuscito...MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
ma che c'entra il neo laureato adesso? hai completamente eluso le domande (ovvimente dirai che anzi hai centrato l'argomento) anche un neo medico potrebbe non diagnosticarmi l'appendicite. La domanda era ben più precisa e chiara.
In più, forse ti è sfuggita la mia di qualche intervento fa. Rieccola: Dato che si parla di etica e di deontologia mi piacerebbe sapere la tua posizione su tutti questi counsellor senza nessuna formazione sanitaria che "curano"
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
ma che c'entra il neo laureato adesso? hai completamente eluso le domande (ovvimente dirai che anzi hai centrato l'argomento) anche un neo medico potrebbe non diagnosticarmi l'appendicite. La domanda era ben più precisa e chiara.
<<Ovviamente>> lo stai riferendo a Te stesso: è ovvio per Te, NON per me, dando per scontato che Tu abbia centrato una lettura del pensiero (<<dirai di aver centrato l'argomento>>)! Che è il mio.
Poi ho aggiunto una domanda, che, se vuoi, Te la spiego:
visto che un Counselor <<non regolamentato>> (definiamolo così) si farebbe ingannare da una semplice frase, colludendo sicuramente con l'interlocutore,...INVECE cosa farebbe lo psicologo-laureato con esperienza (e FORMAZIONE) in Counseling??
Citazione:
In più, forse ti è sfuggita la mia di qualche intervento fa. Rieccola: Dato che si parla di etica e di deontologia mi piacerebbe sapere la tua posizione su tutti questi counsellor senza nessuna formazione sanitaria che "curano"
Ho risposto proprio a quella con due parole: li condannerei (Rileggi sopra, eventualmente).
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
No, non un esempio casuale,
è un esempio (più preciso nei tuoi termini) a cui si allude almeno in un altro paio di 3D sul Counseling, ripetuto parecchie volte.
Domanda: non potrebbe succedere anche un neo-laureato in Psicologia senza molta esperienza, che ha studiato solamente la collusione sui libri??
potrebbe, ma se il neo-laureato sbaglia può essere denunciato e ha conseguenze penali, il counselor no (specifico: ne potrebbe avere ma per l'abuso di professione, non per aver rovinato il cliente).
Premesso che un neo-lauraeto per poter fare un colloquio di sostegno deve anche aver fatto un tirocinio di 1 anno e un esame di stato (studiandosi tutto il DSM a memoria, oltre che altre 1000 cose -lo so per certo peché lo sto facendo :sbonk: ) quindi la collusione non la impara solo sui libri.
Io personalmente non sono contro il counseling in sé, anzi ritengo molto utile fare un corso di counseling, soprattutto se non si ha intenzione di proseguire con la specializzazione in psicoterapia, ma sicuramente dopo aver acquisito certe conoscenze di psicologia altrimenti non si tratta di counseling psicologico ma di counseling "nel vuoto".
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
Siamo in attesa che tu ce lo dica, dato che il Counselor Formato sei tu.
Ri -ribaltiamo la domada in attesa della tua Risposta.
Ps: Lo psicologo clinico, adulto, evolutivo, adolescenza, della coppia e della famiglia, del ciclo di vita, dell'apprendimento ed i suoi disturbi, delle relazioni sociali, non necessita di chiamarsi counselor in modo "assoluto", termine per lui aggiuntivo, differentemente dal "solo" counselor orientatore o altro "senza alle spalle le basi universitarie necessarie ed adeguate", né utilizza il Counseling come metro di misura per la valutazione delle capacità di iniziare, formulare e condurre, gestire un colloquio -libero, semistrutturato, strutturato, a tipologia circolare, ad orientamento cognitivo, psicodinamico, per fare solo alcuni esempi - essendo tale metro di ben più ampio respiro.
:ciao:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
MA uno con esperienza e FORMATO nella professione del Counseling come reagirebbe??
Siamo in attesa che tu ce lo dica, dato che il Counselor Formato sei tu. Ri -ribaltiamo la domada in attesa della tua Risposta.
La domanda l'ho posta io, visto che in questo 3D si sostiene da parte di alcuni che il counseling non-psicologico si differenzia da quello psicologico e come hai ribadito Tu <<Lo psicologo clinico, adulto, evolutivo, adolescenza, ecc, ecc., non necessita di chiamarsi counselor in modo "assoluto">> visto anche l'apprendimento dei tipi di colloqui che hai descritto - circostanziali a ciò di cui stiamo parlando SOLO se riferiti agli obiettivi del Counseling -...ALLORA cosa farebbe un counselor-laureato in Psicologia (che è Counselor automaticamente, se non ho capito male)??
Considerato che un counselor non-laureato si farebbe trarre in inganno da un colloquio come quello descritto (non riconosce il distimico, collude e non evita il peggioramento)...
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
chied
Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
...
Ps: Lo psicologo clinico, adulto, evolutivo, adolescenza, della coppia e della famiglia, del ciclo di vita, dell'apprendimento ed i suoi disturbi, delle relazioni sociali, non necessita di chiamarsi counselor in modo "assoluto", termine per lui aggiuntivo, differentemente dal "solo" counselor orientatore o altro "senza alle spalle le basi universitarie necessarie ed adeguate", né utilizza il Counseling come metro di misura per la valutazione delle capacità di iniziare, formulare e condurre, gestire un colloquio -libero, semistrutturato, strutturato, a tipologia circolare, ad orientamento cognitivo, psicodinamico, per fare solo alcuni esempi - essendo tale metro di ben più ampio respiro.
Beh, certo non saranno tutti, ma a volte può anche capitare che chi ha le basi universitarie necessarie ed adeguate, chieda semplicemente
"Ragazzi, devo fare un test strutturato per (...) , quale mi consigliate e dove lo posso trovare?"
senza magari curarsi dell'aspetto relazionale, e forse senza un minimo di esperienza nella preparazione del setting.
Ma anche quelli non sono importanti? O basta solo impararlo a memoria?
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
"Ragazzi, devo fare un test strutturato per (...) , quale mi consigliate e dove lo posso trovare?"
Un test "per " ...a "chi", per capire "cosa", in chi", a quale età? Per quale fine ed in quale situazione contestuale? Setting pubblico, ospedale, clinica, studio privato, laboratorio, stanza di osservazione infantile...I Test strutturati sono molti, da quelli cognitivi per misurare alcune abilità e ed aspetti di personalità, come il WAIS; il Wisch, il WIPPS, i Test neuropsicologici come il Mini Mental, Test per la costruzione e ricostruzione di figure, test per l'individuazione dei colori, del neglect; Test di personalità come l'MMPI-2 che richiede una somministrazione e calcolo dei grafici completamente diversa dal Rorschach.. e dalla sua siglatura ..Test della funzionalità motoria, capacità visuo -prassica, ecc.ecc, scegli tu. (Tat, Cat; scale di Beck per la depressione -ti é utile?-Staxi e Staxi2 per la rabbia....)
Il fatto che il setting sia correlato al colloquio ed alla sua tipologia e finalità temporanea, ad es. consultiva, diagnostica, impostazione sostegno, psicoterapia, medio o lungo termine, non necessita di essere rilevato in questo particolare contesto- in cui si parla di counseling e dell'abuso professionale compiuto da counselor scoperti ed oggetti/soggetti di denunce - nel senso che é intrinsecamente considerato per gli obiettivi, al fine di garantire la costruzione della relazione, del suo mantenimento, rafforzamento, capacità previsionale e di affrontare momenti di crisi evolutive ed anche imprevisti nell'ambito della sua evoluzione e non può essere altrimenti.
Di certo il setting avrà tratti comuni ma anche molto diversi a seconda dell'impostazione e dei fini, oltre che dei problemi oggetto di osservazione ed eventuale diagnosi, orientamento, sostegno, psicoterapia.
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Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
chied
Beh, certo non saranno tutti, ma a volte può anche capitare che chi ha le basi universitarie necessarie ed adeguate, chieda semplicemente "Ragazzi, devo fare un test strutturato per (...) , quale mi consigliate e dove lo posso trovare?"
senza magari curarsi dell'aspetto relazionale, e forse senza un minimo di esperienza nella preparazione del setting.
Ma anche quelli non sono importanti? O basta solo impararlo a memoria?
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
Buona modifica:approved:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Per _daimon_
Volevo chiederti una cosa; tu hai una formazione base in UK?
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Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Per _daimon_
Volevo chiederti una cosa; tu hai una formazione base in UK?
No, ho seguito le ultime fasi della regolamentazione in corso, e non ti nascondo che con qualche anno in meno ci farei un pensierino.
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Originalmente inviato da
Johnny
potrebbe, ma se il neo-laureato sbaglia può essere denunciato e ha conseguenze penali, il counselor no (specifico: ne potrebbe avere ma per l'abuso di professione, non per aver rovinato il cliente).
Qui si rinnova ancora una volta la storia che un neo-iscritto all'Albo (e ho conosciuto anche i non-iscritti, con cui ho lavorato insieme) può <<essere denunciato per aver rovinato il cliente>>...!
Ancora una volta stessa domanda: come fa il cliente a capire che è stato rovinato dallo psicologo neo-iscritto e che, invece, non dipenda da lui/lei?
Sarà in grado di distinguere?
E il Counselor-che abusa (non perchè professionista-non regolamentato) dalle sentenze pubblicate, mi sembra che ne possa avere di conseguenze.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Ho risposto proprio a quella con due parole: li condannerei (Rileggi sopra, eventualmente).
E allora perchè ( e se c'è stata omonimia fin da ora mi scuso) sul tuo sito (che era accessibile pubblicamente dal tuo profilo) c'è come tuo partners proprio un cousellor che linkando al suo sito personale dice: "Ho integrato le conoscenze nel settore della psicologia con quelle mutuate dalle scienze razionali e dalle discipline orientali, sviluppando un modello che si è dimostrato molto efficace e rapido nelle soluzioni a problemi come ansia e depressione da separazioni, disturbi di attacco di panico (DAP), piccole fobie e che, come ho potuto verificare in questi anni, fornisce risultati interessanti con chi si trova a vivere un momento non facile come questo." ?
Se non è abuso questo possiamo anche smettere di scriverci su questo forum dato che evidentemente parliamo due lingue differenti
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Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
E allora perchè ( e se c'è stata omonimia fin da ora mi scuso) sul tuo sito (che era accessibile pubblicamente dal tuo profilo) c'è come tuo partners proprio un cousellor che linkando al suo sito personale dice: "Ho integrato le conoscenze nel settore della psicologia con quelle mutuate dalle scienze razionali e dalle discipline orientali, sviluppando un modello che si è dimostrato molto efficace e rapido nelle soluzioni a problemi come ansia e depressione da separazioni, disturbi di attacco di panico (DAP), piccole fobie e che, come ho potuto verificare in questi anni, fornisce risultati interessanti con chi si trova a vivere un momento non facile come questo." ?
Se non è abuso questo possiamo anche smettere di scriverci su questo forum dato che evidentemente parliamo due lingue differenti
Adesso ho capito perchè hai ripetuto la domanda due volte.
Riguardo il link: è' un sito amico, ma NON sono certo responsabile delle azioni di altri. Lo sono delle mie. In ogni caso rigirerò il Tuo msg a lui. Purtroppo è un msg anonimo perchè non so chi Tu sia. Mentre Tu sai chi sono io e anche chi è lui. E' solo questo il problema e/o vantaggio dell'anonimato.
Io cinque gg. fa ho saputo da una persona che soffriva di DAP e gli ho consigliato di rivolgersi a uno specialista (psicoterapeuta) e gli ho specificato che con la psicoterapia (NON il Counseling) si possono avere buoni risultati, MA che dipenderà da lui (compreso il riferimento alla decisione di andarci). Trai Tu le conclusioni su come la penso. Oltre tutto ciò che ho già scritto.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Qui si rinnova ancora una volta la storia che un neo-iscritto all'Albo (e ho conosciuto anche i non-iscritti, con cui ho lavorato insieme) può <<essere denunciato per aver rovinato il cliente>>...!
Ancora una volta stessa domanda: come fa il cliente a capire che è stato rovinato dallo psicologo neo-iscritto e che, invece, non dipenda da lui/lei?
Sarà in grado di distinguere?
il mio discorso di "rovinare un cliente" era riferito a un ipotetico esempio del counselor non può distinguere un semplice tristezza passeggera da un distirbo distimico (perché di fatto è difficile da cogliere e perché il counselor non può, ne sà, fare diagnosi). Invece di sviare e rigirare la domanda potevi rispondere a quella che ti avevo fatto io.. :rolleyes:
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Adesso ho capito perchè hai ripetuto la domanda due volte.
Riguardo il link: è' un sito amico, ma NON sono certo responsabile delle azioni di altri. Lo sono delle mie. In ogni caso rigirerò il Tuo msg a lui. Purtroppo è un msg anonimo perchè non so chi Tu sia. Mentre Tu sai chi sono io e anche chi è lui. E' solo questo il problema e/o vantaggio dell'anonimato.
Io cinque gg. fa ho saputo da una persona che soffriva di DAP e gli ho consigliato di rivolgersi a uno specialista (psicoterapeuta) e gli ho specificato che con la psicoterapia (NON il Counseling) si possono avere buoni risultati, MA che dipenderà da lui (compreso il riferimento alla decisione di andarci). Trai Tu le conclusioni su come la penso. Oltre tutto ciò che ho già scritto.
Il tuo invio è corretto, a maggior ragione non rischierei di linkare sul mio sito amici che violano le norme. Credo sia anche una questione di tutela personale, poi fai tu. Siccome comunque sei attento a queste questioni mi ha fatto un pò strano. Affascinante come hai liquidato la questione (di per se grave) per poi spostarla sul buon invio a uno psicoterapeuta.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Johnny
il mio discorso di "rovinare un cliente" era riferito a un ipotetico esempio del counselor non può distinguere un semplice tristezza passeggera da un distirbo distimico (perché di fatto è difficile da cogliere e perché il counselor non può, ne sà, fare diagnosi). Invece di sviare e rigirare la domanda potevi rispondere a quella che ti avevo fatto io.. :rolleyes:
Ho risposto per quello che penso io riguardo la Tua distinzione.
Non mi sembra di aver sviato proprio nulla. E ho posto per l'ennesima volta una domanda: che cosa rischia lo psicologo che non sa (senza accento) gestire una situazione, ma vuole perchè per legge può condurla avanti, si accorgerà (lui/lei per primo) della collusione?? O di altro "incartarsi" (lo chiamerei così, per il momento)? L'interlocutore, che non è preparato saprà distinguere le conseguenze di ciò che sta succedendo dentro e fuori di lui/lei?
Se questo Ti sembra sviare...
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Peterpan1977
Il tuo invio è corretto, a maggior ragione non rischierei di linkare sul mio sito amici che violano le norme. Credo sia anche una questione di tutela personale, poi fai tu. Siccome comunque sei attento a queste questioni mi ha fatto un pò strano. Affascinante come hai liquidato la questione (di per se grave) per poi spostarla sul buon invio a uno psicoterapeuta.
In ogni caso, qualsiasi caso, sarà <<grave>> per lui.
La questione la <<liquiderò>>, quando gli segnalerò il Tuo msg.
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IT_Modeler
L'interlocutore, che non è preparato saprà distinguere le conseguenze di ciò che sta succedendo dentro e fuori di lui/lei?
Se questo Ti sembra sviare...
.
è appunto per questo che, a maggior ragione, non bisogna giocare con l'ingenuità e l'impreparazione dei clienti
alla domanda ho già risposto in altro post: se lo psicologo "vuole" perchè "può" si prende le responsabilità delle sue azioni di fronte all'albo che ha il potere di radiarlo, il counselor invece non ha niente e nessuno a cui rendere conto "legalmente" (ci sono associazioni private ma non comportano nulla perché il counseling non è regolamentato...lo sai meglio di me). Ora è la seconda volta che rispondo a qeusta domanda
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Originalmente inviato da
Johnny
è appunto per questo che, a maggior ragione, non bisogna giocare con l'ingenuità e l'impreparazione dei clienti
...
Ma il divieto di pubblicità nelle libere professioni non è stato abolito dal decreto Bersani nel 2006?
Gli psicologi potrebbero spingere gli ordini o anche l'ordine nazionale a fare una campagna pubblicitaria (tipo pubblicità-progresso) sui media per spiegare alla cittadinanza gli ambiti di intervento e evidenziare così che lo psicologo è anche un professionista del benessere psicologico ...
anche un comitato ci starebbe bene.
Tutto questo nell'interesse della popolazione e anche della professione.
_______________________________
"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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Originalmente inviato da
_daimon_
Ma il divieto di pubblicità nelle libere professioni non è stato abolito dal decreto Bersani nel 2006?
Gli psicologi potrebbero spingere gli ordini o anche l'ordine nazionale a fare una campagna pubblicitaria (tipo pubblicità-progresso) sui media per spiegare alla cittadinanza gli ambiti di intervento e evidenziare così che lo psicologo è anche un professionista del benessere psicologico ...
anche un comitato ci starebbe bene.
Tutto questo nell'interesse della popolazione e anche della professione.
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
hai ragione, è tanto che si spinge, ma far smuovere la grande macchina dell'ordine Nazionale non è facile, poi adesso ci sono pure le elezioni a dicembre. Speriamo nel prossimi consigli
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Originalmente inviato da
Johnny
è appunto per questo che, a maggior ragione, non bisogna giocare con l'ingenuità e l'impreparazione dei clienti
alla domanda ho già risposto in altro post: se lo psicologo "vuole" perchè "può" si prende le responsabilità delle sue azioni di fronte all'albo che ha il potere di radiarlo...
Allora anch'io dichiarerò come la penso per (mi sembra) la terza volta:
la vedo molto difficile che il paziente/cliente si renda consapevole che il professionista (psicologo) faccia casino - che effetti può avere o non avere possedere un modello di Counseling a cui ispirarsi, ma...applicare semplicemente una tecnica ad es. o pezzi di tecnica...questa credo che sia una domanda interessante per tutti i laureati che si vogliono tuffare nel Counseling solo quando viene la necessità:
quindi basta conoscere una tecnica (di colloquio) oppure occorre un modello complessivo di Counseling?
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Allora anch'io dichiarerò come la penso per (mi sembra) la terza volta:
la vedo molto difficile che il paziente/cliente si renda consapevole che il professionista (psicologo) faccia casino - che effetti può avere o non avere possedere un modello di Counseling a cui ispirarsi, ma...applicare semplicemente una tecnica ad es. o pezzi di tecnica...questa credo che sia una domanda interessante per tutti i laureati che si vogliono tuffare nel Counseling solo quando viene la necessità:
quindi basta conoscere una tecnica (di colloquio) oppure occorre un modello complessivo di Counseling?
Innanzitutto, per conseguire una laurea in Psicologia bisogna anche sostenere degli esami di counseling (oltre che di colloquio) e quindi non è un tuffo nel vuoto (con tanto di esercitazione pratica per la cronaca)
Inoltre il tuo è un discorso che non sta in piedi perché se lo psicologo per legge può fare counseling, non è lo psicologo che "si vuole tuffare", ma "fa parte delle sue competenze", che è diverso. Se lo psicologo ritiene opportuno può benissimo fare un master in counseling, o in psicodiagnostica se vuole specializzarsi meglio nella psicodiagnostica, o nei disturbi dell'apprendimento, disturbi dell'alimentazione, mediazione familiare, ecc...
Semmai è un diplomato in ragioneria che "vuole tuffarsi" nel counseling (sarebbe bello anche sapere il perché, le motivazioni) e per questo fa un corso "nel vuoto" (perché appunto è senza alcuna preparazione precedente...un tuffo, appunto).
Il fatto che l'ordine non faccia niente non mi sembra una buona scusa per sguazzare nell'abusivismo. C'è una professione (psicologo, o psicoterapeuta, psichiatria, quel che si vuole) e un'attività non regolamentata che rasenta l'abusivismo (nel migliore dei casi) o lo attua. Come dimostra, fra l'altro, il sito del counselor che dichiara di guarire disturbi tra cui gli attacchi di panico che avevi/hai nel tuo sito internet.
All'estero la situazione sarà diversa, ma noi siamo in Italia ed è così
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Originalmente inviato da
Johnny
Innanzitutto, per conseguire una laurea in Psicologia bisogna anche sostenere degli esami di counseling (oltre che di colloquio) e quindi non è un tuffo nel vuoto (con tanto di esercitazione pratica per la cronaca).
In ogni caso una cosa è fare un esame e una cosa è formarsi nel Counseling.
Citazione:
Inoltre il tuo è un discorso che non sta in piedi perché se lo psicologo per legge può fare counseling, non è lo psicologo che "si vuole tuffare", ma "fa parte delle sue competenze", che è diverso.
Se davvero non stesse in piedi il mio discorso...sono in buona compagnia.
Scrivi ciò che scrivi perchè non hai mai visto, forse, uno psicologo <<tuffarsi>>...io ne sono stato testimone. E di quelli che non ho visto ascoltato le testimonianze. Anche questo è approfittare dell'inazione dell'Albo.
Citazione:
C'è una professione (psicologo, o psicoterapeuta, psichiatria, quel che si vuole) e un'attività non regolamentata che rasenta l'abusivismo (nel migliore dei casi) o lo attua. Come dimostra, fra l'altro, il sito del counselor che dichiara di guarire disturbi tra cui gli attacchi di panico che avevi/hai nel tuo sito internet. All'estero la situazione sarà diversa, ma noi siamo in Italia ed è così
Hai ragione sulla professione non regolamentata.
MA ciò che scrivi dopo non è corretto e rasenta il falso: innanzitutto si tratta di un link-ospite e non del mio sito, quindi non l'ho scritto io, e la dichiarazione NON era (perchè tra poco cambierà, perchè gliela farò cambiare, se vuole mantenere il link) di <<guarire>>, che troverei ancora più grave di ciò che già è (per lui).
All'estero non è tutto roseo: esistono alcuni paesi come l'Austria, dove la situazione è esattamente uguale alla nostra. Ora è capitato che con un coach austriaco del mio stesso orientamento (alla Soluzione) stavamo per partire con un paio di progetti...MA tutto si è interrotto perchè lui ha affermato che non condivide e non crede nell'esistenza degli stati emotivi e, più in generale, degli stati interni e delle relative declinazioni (tratti della personalità, emozioni, motivazione, ecc.) spesso utilizzate anche nei modelli di competenze per la valutazione aziendale.
Tutto si è interrotto perchè ho risposto che la sua è innanzitutto una dichiarazione anti-psicologica.
Non basta quindi conoscere tecniche o pezzi di tecnica, senza un quadro di riferimento teorico/operativo collegato. E questo vale per tutti, secondo me.
Ho scritto questo perchè sono iscritto a Psicologia, perchè sono innamorato di questa Facoltà, MA ho solo denunciato l'atteggiamento di alcuni laureati. Questo è bastato per qualcuno per affermare che ce l'ho con gli Psicologi (TUTTI) e questa è davvero una falsità risibile (da parte mia).
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Io sono una rogersiana convinta. Non per questo però mi deve andar giù che dei semplici diplomati possano accedere ai master di counselling.
Il counseling psicologico è una competenza dello psicologo. Non solo...Anche uno psicoterapeuta con coscienza può applicarlo efficaciemente e ridurre i costi e i tempi dell'intervento ove necessario. Conosco molti che lo fanno.
Quelo che voglio dire è che per quanto possano esser ben condotti questi master non ti daranno mai le competenze e la capacità di saper capire quale possa essere il percorso migliore per la persona che ti sta davanti. Capacità che si ottengono solo dopo anni e anni di studio e di pratica, con mille sacrifici,investendo energie e nutrendo una profonda passione per la propria professione.
E smettiamola di dire che il counsellor si occupa del qui ed ora e non lavora sul malessere quindi non sconfina.
Lo psicologo /psicoterapeuta può benissimo lavorare sul presente e sul benessere, perchè è sua competenza, e quando ce n'è bisogno sa trattare adeguatamente disturbi particolari e quindi andare a lavorare ad un livello più profondo.
Il lavoro dello psicologo non si incentra solo sulla patologia e sul malessere!!!
OOOHHH!
Scusate mi sembra che ci sia tanta confusione in merito.
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lucyboxx
Io sono una rogersiana convinta. Non per questo però mi deve andar giù che dei semplici diplomati possano accedere ai master di counselling. Il counseling psicologico è una competenza dello psicologo. Non solo...Anche uno psicoterapeuta con coscienza può applicarlo efficaciemente e ridurre i costi e i tempi dell'intervento ove necessario. Conosco molti che lo fanno. Quelo che voglio dire è che per quanto possano esser ben condotti questi master non ti daranno mai le competenze e la capacità di saper capire quale possa essere il percorso migliore per la persona che ti sta davanti. Capacità che si ottengono solo dopo anni e anni di studio e di pratica, con mille sacrifici,investendo energie e nutrendo una profonda passione per la propria professione.E smettiamola di dire che il counsellor si occupa del qui ed ora e non lavora sul malessere quindi non sconfina. Lo psicologo /psicoterapeuta può benissimo lavorare sul presente e sul benessere, perchè è sua competenza, e quando ce n'è bisogno sa trattare adeguatamente disturbi particolari e quindi andare a lavorare ad un livello più profondo.Il lavoro dello psicologo non si incentra solo sulla patologia e sul malessere!!!OOOHHH!
Scusate mi sembra che ci sia tanta confusione in merito.
:approved::approved:
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IT_Modeler
Hai ragione sulla professione non regolamentata.
MA ciò che scrivi dopo non è corretto e rasenta il falso: innanzitutto si tratta di un link-ospite e non del mio sito, quindi non l'ho scritto io, e la dichiarazione NON era (perchè tra poco cambierà, perchè gliela farò cambiare, se vuole mantenere il link) di <<guarire>>, che troverei ancora più grave di ciò che già è (per lui).
COSAAAAA? se il sito cambia lo mantieni linkato? dov'è l'etica? dov'è la deontologia? e la morale? siccome cambierà il sito pensi che smetterrà di curare patologie che deve gestire una figura sanitaria? ma che vuol dire? occhio non vede cuore non duole? Il tuo patners è stato talmente poco furbo da dichiarasi e quindi basta cambiare il sito e lui continuerà indisturbato e per te tutto passato?
MA STAI SCHERZANDO? pensi veramente di mantenere credibilità su questo forum dopo questa affermazione?
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Originalmente inviato da
Johnny
Innanzitutto, per conseguire una laurea in Psicologia bisogna anche sostenere degli esami di counseling (oltre che di colloquio) e quindi non è un tuffo nel vuoto (con tanto di esercitazione pratica per la cronaca)
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IT_Modeler
In ogni caso una cosa è fare un esame e una cosa è formarsi nel Counseling.
Questo può essere uno dei punti chiave della questione.
Qual è la situazione nelle varie facoltà di psicologià degli Atenei italiani?
Viene insegnato il counseling, è una materia obbligatoria con un numero sufficiente di attività di laboratorio tali da far conseguire abilità pratiche?
L'Ordine nazionale (che a volte si pronuncia con il governo sulla professione di psicologo) non potrebbe spingere in tale direzione, sempre nell'interesse della popolazione e della professione?
Citazione:
...
All'estero non è tutto roseo: esistono alcuni paesi come l'Austria, dove la situazione è esattamente uguale alla nostra. ...
Anche in Germania, che ha un modello rigido come il nostro, con l'accesso alla psicoterapia riservata a medici e psicologi, si è diffuso il movimento di counselor e coach.
Sarebbe interessante sapere quale sia il rapporto tra queste professioni in questo paese, dato che fra non molto dovremo adeguarci alle direttive europee (anche in materia di psicoterapia) sul libero transito dei professionisti tra i paesi comunitari.
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"Ars totum requirit hominem"
Theobain von Hogelande
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_daimon_
Questo può essere uno dei punti chiave della questione.
Qual è la situazione nelle varie facoltà di psicologià degli Atenei italiani?
Viene insegnato il counseling, è una materia obbligatoria con un numero sufficiente di attività di laboratorio tali da far conseguire abilità pratiche?
L'Ordine nazionale (che a volte si pronuncia con il governo sulla professione di psicologo) non potrebbe spingere in tale direzione, sempre nell'interesse della popolazione e della professione?
Anche in Germania, che ha un modello rigido come il nostro, con l'accesso alla psicoterapia riservata a medici e psicologi, si è diffuso il movimento di counselor e coach.
Sarebbe interessante sapere quale sia il rapporto tra queste professioni in questo paese, dato che fra non molto dovremo adeguarci alle direttive europee (anche in materia di psicoterapia) sul libero transito dei professionisti tra i paesi comunitari.
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Theobain von Hogelande
ma lo sai che Italia ci sono la maggior parte degli psicologi europei e quindi non servono al mercato figure interemedie? Bisogna stare attenti quando si fanno paragoni con altre realtà
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Peterpan1977
ma lo sai che Italia ci sono la maggior parte degli psicologi europei e quindi non servono al mercato figure interemedie? Bisogna stare attenti quando si fanno paragoni con altre realtà
Hai ragione sul fatto che ci siano moltissimi psicologi/psicoterapeuti in Italia e la cosa è aggravata dal fatto che mentre in altri paesi la psicoterapia viene rimborsata dal SSN, come le altre prestazioni sanitarie, ciò non avviene (ancora) in Italia, rendendo di fatto problematica e a volte disperata la situazione di molti laureati che si trovano costretti a fare altri lavori e sottopagati.
La questione comunque è abbastanza complessa e ci sono diverse questioni da considerare, ad es., come dicevo nel post precedente, di libera circolazione dei professionisti in Europa, con cui dovremo confrontarci.
Certo il confronto non è facile, ma ritengo che non vada affrontato sulle prese di posizioni.
E, nella remota possibilità di un dialogo tra psicologi e "counselor" (termine poco adatto alla realtà italiana, perchè ingenera nel counselor la pretesa che possa fare anche attività che non gli sono consentite), si potrebbero concertare dei livelli minimi di formazione per i counselor, accettabili anche per gli ordini degli psicologi.
Se poi la questione viene portata avanti sulla mancanza di opportunità di lavoro, allora è diverso, e tutti possono capire il disagio degli psicologi rispetto a questi "sconfinamenti".
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