Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap
Cara Giulietta,
non trovo i due brani in contraddizione, ritengo che sia il clinico la variabile fondamentale capace di modulare la sua presenza e di valorizzare le risorse del paziente, indipendentemente dal setting, e questo conferma quanto dici tu e quello che ho scritto le mio ultimo commento.
Ma, se la presenza del clinico e il rapporto dialettico col paziente sono ritenuti così importanti, perché non porseli come strumenti fin da subito, come qualcosa da auspicare, da realizzare, da facilitare? Certo, il lettino, le distinzioni fra oro e ferro, l’insistenza sull’interpretazione a discapito di altri strumenti, sul simbolico e sull’immaginario, ecc. non facilitano tutto questo (anche se non lo impediscono a priori). Anzi, talvolta tutti questi orpelli ostacolano la presenza diretta e certe volte credo che siano sorti proprio da paletti molto rigidi verso inclinazioni alla troppa “presenza” dei primi analisti (basti pensare a Jung, a Ferenczi, a Steckel e compagnia bella). Sono convinto che un analista, qualunque sia il suo orientamento teorico deve lasciarsi sorprendere dal suo paziente e da se stesso e deve essere disposto ad abbandonare tutti i suoi strumenti e costruirli col paziente, e deve essere disposto a denudarsi del suo ruolo per riprenderlo poi ad un altro livello.
Caro Ikaro,
il tuo “sono d’accordo” è da cornice, da attaccare nel mio studio. Non succede spesso che io e te ci troviamo d’accordo su qualcosa, anzi, capita persino che ci leggiamo già con pregiudizi reciproci.
Cara Benedetta,
concordo sul festeggiare l’evento, se la scelta del vino fosse il sassicaia, allora dovresti essere tu lo chaperon per ovvi motivi; che il vino da te citato non costi due lire ci credo ... la lira non è più in vigore da qualche anno ormai, non so se la notizia è arrivata pure nel vostro Granducato, ma magari voi siete ancora affezionati ai fiorini d’oro. Io ho fra le mani un prosecco (di quelli buoni, ma non faccio pubblicità), temperatura 8/9 gradi, che ne dite se inizio a versarlo nei flûtes????
Un caro saluto a tutti.
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Ma vuoi mettere decantato da te??? Su, non fare il pavone e mettiti al servizio ogni tanto!
Si si, son rimasta alla lira...tra cambio dell'euro, sopraelevazione casa e ristrutturazione ufficio non mi sono neanche accorta che nel c/c fosse cambiato qualcosa, anzi m'hanno detto che se lo volevo ripianare dovevo accendere un mutuo.
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Megiston Matema
purché nei momenti più tempestosi noi analisti non cediamo alla tentazione di aggrapparci alle certezze delle nostre teorie e delle nostre prassi, lasciando il paziente alla deriva proprio quando avrebbe più bisogno di noi. E non si tratta di dirsi, nella tempesta è bene non improvvisare, attenersi a procedure "standard", perché è esattamente in questo che l'analisi si distingue dalla altre terapie, non è una procedura, non è una tecnica, nelle tempeste l'unica strada è quello di comprendere cosa sta accadendo, e non puoi farlo senza il paziente, senza sintonizzarti con lui. Solo comprendendo che la "tempesta" è relazionale e solo relazionalmente si placa, puoi affrontare tutte le tempeste.
Ciao
Bello...davvero. Penso che ci siamo...vedete come è possibile trovare un terreno comune, un ''campo''? Tornando alla estrema semplicità delle questioni, non attorcigliandosi, non ossessivizzando...l'analisi deve essere sempre qualcosa di più ''semplice'' rispetto ad una presunta complessità epistemologica sulla quale attorcigliamo le esistenze...perchè di quello parliamo! Questo è il punto analitico! Bisogna sempre poter dire...''ma guarda un pò!Mi ha fregato di nuovo!''...;)
Saluti,
Luigi
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[QUOTE=luigi '84;2384614 Questo è il punto analitico! Bisogna sempre poter dire...''ma guarda un pò!Mi ha fregato di nuovo!''...;)
[/QUOTE]
Ah...quello che dico sempre quando m'azzuffo con ikaro...sono analitica allora!
Scherzo. Bel pensiero luigi!
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Caro Megiston,
ma sfondi un aporta aperta! Ho detto mille volte che se mi fossi trovata davanti ad un baccalà avrei girato i tacchi alla prima seduta!
Io credo solo che non siano pochi quelli che usano lettino o poltrona, simboli e archetipi, interpretazioni, sabbiera o vasi alchemici o non so cos’altro e che si lascino ogni volta sorprendere dal loro paziente, ponendosi in un rapporto dialettico sin da subito e denudati da un ruolo come dicevi tu.
Magari, le cose di cui sopra, non sono orpelli, ma strumenti che arricchiscono un dialogo fecondo in sè e senza il quale allora sì che sono orpelli.
Più prosaicamente, ti penso sorseggiando una birra caro. L’afa milanese ispira questo, purtoppo. Ma dal mare vi penserò tutti e alzerò un calice più pregiato come meritate. Promesso!
G
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Ah...quello che dico sempre quando m'azzuffo con ikaro...sono analitica allora!
Scherzo.
Dai, dì la verità... non scherzi mica! In effetti ti frego sempre! :P
Buone bevute a tutti,
ikaro
PS Potremmo organizzare una cena, direi per alzare i calici... e per menarci dal vivo. Per ovvie ragioni logistiche direi a Milano, visto che siamo in maggioranza, e che maggioranza: il sottoscritto (il che è tutto dire), l'amico Gieko, e la professora/donna Giulietta... :rolleyes:
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Ci sto! A settembre! Con il freschino!
Donna Giulietta
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ikaro78
Dai, dì la verità... non scherzi mica! In effetti ti frego sempre! :P
Buone bevute a tutti,
ikaro
PS Potremmo organizzare una cena, direi per alzare i calici... e per menarci dal vivo. Per ovvie ragioni logistiche direi a Milano, visto che siamo in maggioranza, e che maggioranza: il sottoscritto (il che è tutto dire), l'amico Gieko, e la professora/donna Giulietta... :rolleyes:
Stavo scherzando. Infatti manca la lunga lista di improperi che accompagna la suddetta frase! :P
Saluti.
PS: Frecciarossa Firenze-Milano 1h45min. Complicata che fa?
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Originalmente inviato da
ikaro78
PS Potremmo organizzare una cena, direi per alzare i calici... e per menarci dal vivo. Per ovvie ragioni logistiche direi a Milano, visto che siamo in maggioranza, e che maggioranza: il sottoscritto (il che è tutto dire), l'amico Gieko, e la professora/donna Giulietta... :rolleyes:
uff...quanta strada però! E per cosa?! Se offri tutto tu va bene!;)
Saluti,
Luigi
Ps. però se dovete triangolare ditelo prima eh!!
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Ehi! Bella idea, grazie, Benedetta, ci farò un pensiero:approved:
E come me la caverei io, con un gruppo di psichi tutti insieme?:wow:
"Spazio, ultima frontiera: i viaggi dell'astronave Enterprise...":D
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luigi '84
uff...quanta strada però! E per cosa?! Se offri tutto tu va bene!;)
Saluti,
Luigi
Ps. però se dovete triangolare ditelo prima eh!!
Luigi è per i quadrilateri:asd:
Cielo, come mi diverto!:D
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Originalmente inviato da Megiston Matema
purché nei momenti più tempestosi noi analisti non cediamo alla tentazione di aggrapparci alle certezze delle nostre teorie e delle nostre prassi, lasciando il paziente alla deriva proprio quando avrebbe più bisogno di noi. E non si tratta di dirsi, nella tempesta è bene non improvvisare, attenersi a procedure "standard", perché è esattamente in questo che l'analisi si distingue dalla altre terapie, non è una procedura, non è una tecnica, nelle tempeste l'unica strada è quello di comprendere cosa sta accadendo, e non puoi farlo senza il paziente, senza sintonizzarti con lui. Solo comprendendo che la "tempesta" è relazionale e solo relazionalmente si placa, puoi affrontare tutte le tempeste.
Ma se non sai a priori cosa sta accadendo... Perché poi alla fine sei così sicuro di poter placare la tempesta con strumenti relazionali e che è possibile addirittura placare ogni sorta di tempesta con questi strumenti che non rappresentano di certo tutti gli strumenti disponibili? :mumble:
Il relazionale ingloba praticamente tutto? Anche un medico che ti prescrive un farmaco che poi ingerisci e che agisce in certi modi rappresenta un placare una "tempesta" relazionalmente?
In discorsi del genere qualcosa per me non quadra. Se non sai davvero a priori cosa sta accadendo, non dovresti sapere nemmeno a quale livello sta accadendo qualcosa, e non dovresti sapere a priori quali tipi di strumenti potrebbero funzionare per capire cosa accade davvero, per placare la tempesta e per migliorare la situazione... Non credi?
Se sei davvero aperto alla comprensione, dovresti essere aperto e consapevole anche riguardo al fatto che il tipo di strumenti che usi tu (limitati al relazionale) per comprendere quel che accade, potrebbero risultare comunque inadeguati e che ci potrebbe essere un'altra branca del sapere che inquadra le cause di quella che tu e il tuo paziente chiamate "tempesta" meglio, oppure che al limite magari non esiste nemmeno ancora alcuna branca del sapere capace di inquadrare quel che sta accadendo per dar ragione di quel disagio e magari cercare di tirarsene fuori.
Se non si sa davvero quasi nulla rispetto a quel che accade, non si sa nemmeno a priori, come supponi di sapere tu, se sia possibile riuscire o fallire nel compredere quel che accade con quel di cui si dispone in un dato campo. Quel dire alla fine "Solo comprendendo che la "tempesta" è relazionale e solo relazionalmente si placa, puoi affrontare tutte le tempeste" per me rappresenta comunque un errore di giudizio se ti trovi in una condizione di ignoranza ed aperto alle possibilità, potrebbe funzionare il tuo approccio ma non c'è motivo per cui non potrebbe funzionare qualcos'altro meglio per comprendere cosa accade: se ancora veramente non sai niente riguardo a quello che sta accadendo, non dovresti sapere nemmeno, come supponi di sapere tu ora, che la "tempesta" sicuramente rappresenta un qualcosa di relazionale.
Saluti
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complicata
Luigi è per i quadrilateri:asd:
Cielo, come mi diverto!:D
Si meglio il quattro, decisamente!...che di Edipo basta e avanza il mio!:sbonk:...sennò poi giulietta dovrebbe farmi da madre, ikaro da padre...e come castra lui non castra nessuno eh!:asd:...o meglio gieko? Boh...magari aiuta ikaro a sostenere lo scettro fallico (sai com'è...pesa!)...:asd::sbonk::jd:
Saluti,
Luigi
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Se a Luigi piace il quadrato, a Char_lie piace la bottiglia :jd: di Klein :asd:
:skunk:
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Originalmente inviato da
luigi '84
Si meglio il quattro, decisamente!...che di Edipo basta e avanza il mio!:sbonk:...sennò poi giulietta dovrebbe farmi da madre, ikaro da padre...e come castra lui non castra nessuno eh!:asd:...o meglio gieko? Boh...magari aiuta ikaro a sostenere lo scettro fallico (sai com'è...pesa!)...:asd::sbonk::jd:
Saluti,
Luigi
Ti aiuto solo se il tuo analista ti ha ordinato di non fare sforzi a sollevare cose pesanti, altrimenti te lo porti tu lo scettro. :-D
Quindi una sfida muscolare tra ikaro e me? Lui sa già come andrebbe a finire, vero?
Saluti