fecondazione assistita e proibizionismo
Mi sembra che stranamente nessuno abbia proposto la discussione su questo argomentone bello spinoso:
ROMA - Il Senato ha approvato, senza modificare il testo della Camera, l'articolo 1 del disegno di legge sulla procreazione medicalmente assistita, con 141 voti favorevoli, 122 contrari, 4 astenuti. L'articolo prevede che «al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilitá o dalla infertilitá umana, è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalitá previste dalla presente legge:
GLI EMBRIONI
E’ proibito il congelamento
Per ogni ciclo di fecondazione non si possono produrre più di tre embrioni che devono essere impiantati contemporaneamente. Il congelamento è vietato. Consideriamo allora due ipotesi. La prima: nessun embrione sopravvive: in questo caso la donna dovrà di nuovo sottoporsi a trattamenti con ormoni che stimolano l’ovulazione e al prelievo degli ovuli con un intervento chirurgico. La seconda ipotesi: tutti e tre gli embrioni si sviluppano dando origine a una gravidanza trigemellare. Ma la letteratura scientifica più recente dimostra che un bambino nato da una gravidanza trigemellare ha il 20 per cento di probabilità di andare incontro a handicap neurologici. Attualmente gli esperti suggeriscono di trasferire un solo embrione.
LE MALATTIE
No all’analisi preimpianto
Gli embrioni non possono essere distrutti, nemmeno se sono malati. Così la legge proibisce, di fatto, l’analisi preimpianto, cioè l’applicazione di quelle tecniche genetiche che permettono di capire se un embrione è portatore di malattie ereditarie come, per esempio, la talassemia o l’emofilia. I genitori fertili che rischiano di trasmettere al figlio un difetto genetico non possono quindi ricorrere alla fecondazione in vitro e avere la certezza, fin dall’inizio della gravidanza, di avere un figlio sano. Dovranno concepire naturalmente, salvo poi ricorrere a un’amniocentesi ed eventualmente scegliere la strada dell’aborto terapeutico qualora il feto risultasse portatore di malattie. La legge impedisce anche di utilizzare embrioni non vitali per la ricerca scientifica.
L’ETEROLOGA
Il divieto della donazione
La donazione di ovuli e di spermatozoi è proibita. In questo modo è preclusa la possibilità di avere un figlio (geneticamente simile ad almeno uno dei genitori) alle coppie in cui o l’uomo non produce spermatozoi o la donna non dispone di ovuli, ma può eventualmente portare a termine una gravidanza. La donazione di gameti è consentita in molti Paesi europei come la Francia, la Gran Bretagna, la Spagna, la Grecia e il Belgio. Il divieto italiano potrebbe essere facilmente aggirato attraverso il cosiddetto «turismo riproduttivo». La legge in discussione vieta anche la possibilità di ricorrere all’utero in affitto (ammessa invece in altri Paesi europei, come per esempio la Gran Bretagna).
(dal Corriere Della Sera)
Orsù forumisti, mi preme il vostro commento…
Re: fecondazione assistita e proibizionismo
Bene
proverò a dire la mia opinione, anche se trovo che in questo caso sia difficile non dire banalità o cosa..
Trovo che questa legge sia sbagliata. I dati medici mi fanno pensare che sia sbagliato da questo punto di vista, ma, sinceramente, non essendo un medico, non posso usare questi dati come una freccia al mio arco. Resta che questa legge mi sembra solo un contentino per la Chiesa, e per tutti gli elettori la cui morale e i cui pensieri seguano la linea da essa tracciata.
Ma (a mio avviso) senza una consistenza filosofica (etica) a sostenere questa legge.
Abbiamo infatti che se la coppia è sterile, e non curabile con altri metodi, può ricorrere alla procreazione medicalmente assistita (ma se i genitori semplicemente non volessero sottoporsi ad una terapia ormonale o chirurgica per curare l'infertilità? Non ne sono forse liberi?). Quindi, la procreazione medicalmente assistita è una possibilità che entra in gioco come ultima chance, legittimata dalle circostanze. Ora, ho sempre pensato che una donna sia libera di avere un figlio con la persona da lei scelta. Sia essa il suo legittimo consorte o meno. E la legge italiana non nega questo diritto, se ricordo bene. Ah, no, non ricordo del tutto bene: ora le donne sterili non possono avere un figlio che con il loro marito. E se violassero questa legge, sarebbero perseguibili penalmente, perderebbero il diritto all'anonimato nel caso volessero abbandonare il figlio, e il padre naturale, una volta accertata la sua paternità, avrà a carico il figlio, senza possibilità di scampo.
Si inserisce dunque un elemento discriminatorio non giustificabile, in omaggio alla facciata e al perbenismo.
Rimane ancora, tra quelli che vorrei discutere a quest'ora del venerdì mattina, il divieto di effettuare analisi pre-impianto, e soprattutto di distruggere gli embrioni, fatto salvo il diritto di applicare poi l'aborto terapeutico. Again, dov'è il senso? Dov'è la logica? Far patire due mesi di sofferenza e una vita col peso di un aborto alla donna e alla coppia? Esiste un qualche motivo per cui sia così? Ditemene uno, ve ne prego...
E poi, che senso ha far nascere un bimbo malato quando se ne potrebbe far nascere uno perfettamente sano?
ode alla morale dell'orbo
Sapevo che la citazione della Arendt ti sarebbe sembrata contraddittoria. Ho corso il rischio, proprio perché non amo sostenere delle tesi per partito preso. Tu hai ribaltato dichiaratamente le interpretazioni della Arendt, e hai applicato un ragionamento che mi aspettavo.
D’altra parte, converrai con me nel ravvisare nel totalitarismo una norma imperante (di cui rischiamo di diventare inconsapevoli esecutori) veicolata da vincoli concreti, leggi implacabili che non lasciano di fatto alternative. Il meccanismo di una legge proibitiva è quello appunto di semplificare uno scenario e di legittimare quella superficiale tendenza a sopprimere l’esercizio della scelta, che rischiamo tutti, in misura variabile.
Io non riconosco all’embrione non impiantato l’identità di individuo: è la mia posizione personale attuale che so bene essere condivisibile o meno, e che di certo non conduce ipso facto, ad imporre per legge la distruzione scriteriata e sistematica degli embrioni (a concepire un fantomatico progetto di “soluzione” pianificata). Non intendo cioè giudicare né tanto meno penalizzare chi ha una posizione diversa. Qui non si tratta di impedire a chi ha convincimenti etico religiosi di non osservarli, di costringere una cattolica ad abortire o una coppia di ricorrere alla fecondazione assistita: avviene esattamente l’inverso, e nel modo più intransigente. Riconosco inoltre che l’embrione può avere una valenza profonda per una donna o per un uomo sia individualmente, sia all’interno di una relazione di coppia, e che il concepimento di un figlio è una esperienza complessa, importante e molto intima. Perciò mi dà inquietudine la leggerezza con cui può essere affrontato, considerando le ripercussioni che questo atteggiamento può avere sul genitore, sulla relazione fra genitori e sulla relazione genitori-figli. Mi sembra preoccupante il messaggio di onnipotenza che la pratica incontrollata di una tecnica può produrre (dovrai fidarti sulla parola, sempre che tu non voglia imperterrito sospettare una preoccupazione “intellettualistica” o architettata), mi sembra pericoloso il famoso rimaneggiamento irresponsabile (così come mi turba un aborto praticato con superficialità).
Ora, un atteggiamento Responsabile (che mi sembra il punto centrale, auspicato da entrambi) Esige e si avvale di una serie di strumenti in base a cui operare una scelta: presumibilmente meno ne hai, meno domande ti poni, cioè in assenza di consapevolezza e di informazione ti appresti ad operare meccanicamente, senza la possibilità di riflessione. Banalmente: se non maturo una riflessione che prevede alternative e una elaborazione personale agirò superficialmente. qualcosa mi dice che agirò anche più in fretta quando rischio una purga all’olio di ricino. Non mi pronuncio in termini di analisi politica, non mi sfiora in questo contesto stabilire quanto sian brutti e cattivi quelli di destra o quelli di sinistra: la legge attuale non va nella direzione di “sensibilizzare”, ma in quella opposta. è orba e accontenta gli orbi.