Giusto in occasione di questo nostro incontro (Alea-Amus) e stimolate dall'esito del nostro contatto, riflettiamo e discutiamo sui "facili stereotipi" legati agli incontri "in rete".
E' opinione diffusa che le relazioni nate tramite questo mezzo siano effimere e non autentiche ovvero il rifugio di chi non ha le giuste capacità di instaurare relazioni interpersonali vis-à-vis.
Riteniamo di poter smentire quello che sembra essere ormai da molti considerato un assunto, e non in virtù di ipotesi bensì di realtà oggettive.
Nel corso di questi due abbondanti anni (avete letto bene) abbiamo avuto modo di intensificare un rapporto nato nella "rete" e che di "rete" si è nutrito per tutto questo tempo. Tramite il "mezzo" abbiamo imparato a conoscerci, e non abbiamo mai avvertito la necessità di apparire diverse da ciò che siamo. Niente travestimenti e finzioni o realtà artefatte, ma lo stesso vissuto davanti e dietro il monitor. Il mezzo informatico è stato per molti versi l' "aggancio", vero MEZZO. Ovviamente per la costruzione di un rapporto si ritiene necessario accostare a quel tipo di comunicazione/relazione anche delle modalità differenti che rendano più integrato e multidimensionale il contatto. Così è accaduto, dove alle interazioni nate e sviluppatesi su OPS, sono seguite: e-mail, sms, telefonate e "bada ben bada ben" antiche lettere di carta, scatole piene (scatole finemente rivestite in tessuto e dai nastri di raso).
Adesso siamo qui, in pigiama a stilare un resoconto a oggi, a riflettere criticamente e a respirare una salutare aria di "comunicazione" che va al di là del freddo mezzo da cui siamo partite. Oggi possiamo tranquillamente affermare che è nato un autentico rapporto di amicizia che ci consente di condividere pezzi di vita nel dono delle reciproche confidenze.
Patrizia e Alessandra
