Riferimento: Io sono la tigre
tutto molto bello, complimenti riesci sempre a non essere banale!:approved:
Riferimento: Io sono la tigre
Io non c'ho capito nulla, vuol dire che l'analista cavalca la tigre?:zott:
Riferimento: Io sono la tigre
Io sono l'asino ma a parte lo sfogo dialettico sembra una cosa alla Giampiero Mughini. Ma mi ha anche ricordato Antonio Albanese quando impersonava 'il filosofo' http://www.youtube.com/watch?v=z58ze...eature=related
Un'altra cosa che non ho mai capito e' dove e come certi utenti trovino cosi' tanto spazio per scrivere delle mezze tesine. Ma non lavora nessuno?:jd:
Mettendo da parte le mie stupidaggini (dovevo abbassare il tono della conversazione causa rischio ubris) devo ammettere che questo forum e' molto variegato se si possono trovare discussioni sul lavoro da cameriera e riflessioni come quella iniziata (anche se un un po' oscura) in questa discussione.
Riferimento: Io sono la tigre
Ora Megiston ha postato e gli arriverà di tutto, cielo!
Dall'Uomo-Tigre a Sandokan, dal Tigri all'Eufrate, dai formaggini ai micetti:zott:
Comunque io modestamente ho capito che la relazione con l'analista è d'amore, e che dopo passata ti passa la curiosità, che però durante l'importante è che un certo Altro faccia parte di te, e che si esiste solo in base a un rapporto sociale, sennò siamo in solitudine ed è un guaio.:asd:
Riferimento: Io sono la tigre
...non c'ho capito nulla ma approvo tutto perché suona bene:P!! ...eppoi Trismegisto Anatema sennò poi mi dà del counselor incompetente! (Scherzo eh, Megisto!). ...Ah! ...anche La tigre e la neve di Benigni era molto bello! E anche Sandokan e la tigre di Mompracem hanno sempre il loro perché:asd: .......Mefisto, SKERZO è!? Non te la prendere, scherzo davvero scusa. Era solo per abbassare un pò il tono con un sorriso.....un saluto e una semplice stretta di mano CIAO
Riferimento: Io sono la tigre
Grazie per il tuo post :smile:
Riferimento: Io sono la tigre
Grazie Megiston per alzare il livello medio delle discussioni. Il tuo thread mi ha suscitato emozione, gioia nel confermare a me stessa quanto la psicologia senza la filosofia sia vuota, una mela raccolta da terra e creduta lì da sempre quando basta solo alzare lo sguardo e ammirare la distesa di alberi e la natura madre fornirci quanti più frutti il nostro intelletto possa cogliere.
Riferimento: Io sono la tigre
Bah, ma com'è che er tigre cel'hanno in testa tutti? Pure io :D... E il pipistrello, la pulce, il porcello, la tartaruga, il purptiello, il gufo, il vermicello, o' surcill' e il bagarozzo? Gli animali son tanti e ci si identifica sempre e solo con la tigre, il leone, l'aquila... e così via, questa sì che è rigidità...
Perché non "io sono lo scarrafone"? :asd:
Per me comunque certi argomenti come questo "L'io crea il non-io, nell'io, per essere io" sono semplicemente confusi, poi certo ognuno ci ricama sopra quel che vuole. Più precisamente che voleva dire Fichte? Se si fa poesia è un conto, se si vuol spiegare qualcosa bisogna tentare d'esser chiari.
Citazione:
Originalmente inviato da Megiston Matema
Il non-io, l’altro, è una mia creazione; attraverso questa creazione io sono io; l’argomentazione di questo discorso che ne fa Fichte credo sia nota a tutti e in ogni caso la si può trovare in un buon manuale di storia della filosofia. Resta il fatto che l’altro è ciò che io creo per esistere.
Un altro rispetto a me Megiston sei anche tu, quindi essendo tu un altro (uno di quelli che fa parte del mio non-io = non esser me), seguendo il ragionamento esposto, ti dovrei creare io stesso... ma cosa significa che io ti creo per esistere? Se domani tu finissi sotto un'auto, morirei pure io? :mumble:... E se morissi io, visto che ti creo, sparisci pure tu?
Certo se tu morissi non potresti sapere poi che noi altri, il tuo non-io, continuiamo ad esistere comunque. Per me non siamo di certo immagini costruite solo dalla tua mente. Il realismo che distingue gli oggetti da certe loro rappresentazioni soggettive sarà pure ingenuo, ma tutto sommato fila molto di più di questi discorsi qua.
Io non li capisco certi discorsi, ma non mi sento responsabile di questa incomprensione, perché se mi si presenta una tinozza d'acqua sozza e sporca e la si vuol far passare per cristallina e linda a parole, per me tale resta quando la osservo e non ripeterò che ho compreso che l'acqua sporca è pulita perché me lo hanno ripetuto diecimila volte.
Della complessità e profondità di un discorso io non me ne faccio nulla al livello di comprensione se non ci ho capito un'acca e se quando poi chiedo spiegazioni più precise non arrivano. Un discorso così può essere divertente di sicuro, ma non spiegativo.
Pappagallo ermetico
Un Pappagallo recitava Dante:
"Pape Satan, pape Satan aleppe...".
Ammalappena un critico lo seppe
corse a sentillo e disse: - È impressionante!
Oggiggiorno, chi esprime er su' pensiero
senza spiegasse bene, è un genio vero:
un genio ch'è rimasto per modestia
nascosto ner cervello d'una bestia.
Se vôi l'ammirazzione de l'amichi
nun faje capì mai quelo che dichi.
Un saluto
Riferimento: Io sono la tigre
Ma cosa è che non avete capito di quello che ha scritto Megiston? Accidenti, per qualcuno ragionare in modo filosofico è difficile come far partire uno space shuttle.
Riferimento: Io sono la tigre
Lui però dice:
La conoscenza è solo del rapporto, fra me e l'altro, conoscenza del legame.
Lui ti spiega come fa psicoterapia, cioè lui dice "tu non puoi conoscere me", "io non posso conoscere te", però possiamo vedere cos'è che ci unisce, che ci lega, cos'è che ci tiene qui insieme.
Era questo il succo, secondo me.
Praticamente, siccome lui studia la relazione, è relazionale, questo è la base del suo operato, immagino!
Riferimento: Io sono la tigre
Citazione:
Originalmente inviato da
ninfaverde
Ma cosa è che non avete capito di quello che ha scritto Megiston? Accidenti, per qualcuno ragionare in modo filosofico è difficile come far partire uno space shuttle.
Siamo duriiii:))))))
Io perchè mi mancano le basiii, e voglio chiacchierare uguale
Riferimento: Io sono la tigre
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Lui però dice:
La conoscenza è solo del rapporto, fra me e l'altro, conoscenza del legame.
Lui ti spiega come fa psicoterapia, cioè lui dice "tu non puoi conoscere me", "io non posso conoscere te", però possiamo vedere cos'è che ci unisce, che ci lega, cos'è che ci tiene qui insieme.
Era questo il succo, secondo me.
Praticamente, siccome lui studia la relazione, è relazionale, questo è la base del suo operato, immagino!
Ma se il succo è questo perché non viene scritto così? Ad esempio... Cosa significa che l'altro lo creiamo? Poi con "altro" ci si riferisce alla persona reale in carne ed ossa o alla rappresentazione soggettiva di qualcuno? Dell'altro in carne ed ossa un soggetto può non conoscere una miriade di cose, ad esempio magari non sa quanti capelli ha attaccati sulla testa ora... Ma cosa c'entra? Se non sappiamo quanti capelli ha in testa l'altra persona, allora dobbiamo dedurre che non ne può avere adesso un numero preciso? Mica lo creiamo noi il numero di capelli attuale dell'altra persona tramite un conteggio accurato? Se non sappiamo a cosa sta pensando l'altro vuol dire che non sta pensando a nulla? La realtà è più vasta di quel che conosce un singolo individuo o una comunità, quindi non possiamo crearla di certo noi, a noi stessi dovrà in qualche senso preesistere.
La realtà insomma non è creata socialmente, non ci possiamo mettere d'accordo riguardo alla velocità che può raggiungere un neutrino, queste cose le si potrà solo osservare o non osservare, non ce le inventiamo e creiamo noi liberamente da ogni vincolo. E' vero che noi con la nostra esistenza influenziamo la struttura del reale, ma da questo non si può certo dedurre che il reale lo creiamo noi di sana pianta e che se non esistessimo tutti noi esseri umani non esisterebbero nemmeno animali, piante, pietre, pianeti ecc. ecc. I fossili dei dinosauri da dove sarebbero venuti fuori?
Certo tutto esisterebbe in modo diverso se non esistessimo, chi lo nega, ma non siamo noi a creare gli altri esseri viventi tramite i nostri atti conoscitivi, né come singoli, né come comunità. Un gruppo di osservatori, o al limite un singolo strumento di osservazione può influenzare l'ambiente tramite delle osservazioni, questo è vero ed è noto, ma questo fatto non implica che lo crea lui stesso l'ambiente circostante tramite certi interventi, a me sembra un po' esagerato saltare a questa conclusione, ecco tutto.
Riferimento: Io sono la tigre
L'identità è un processo complesso e ISTINTIVO dove l'IO si unisce agli altri per poi dividersi (come dici tu un essere e divenire), è in questo dividersi dagli altri che l'uomo RAZIONALMENTE se ne rende conto ed è solo e prenderne coscienza lo libera secondo me dal delirio.
Riferimento: Io sono la tigre
Citazione:
Originalmente inviato da
ninfaverde
Ma cosa è che non avete capito di quello che ha scritto Megiston? Accidenti, per qualcuno ragionare in modo filosofico è difficile come far partire uno space shuttle.
Ninfaverde io le ho fatte delle domande, se riesci a chiarire le cose che mi chiedo rispetto a cosa significa affermare che io creo l'altro te ne sarei grato.
Poi vorrei far notare che seguendo in maniera coerente il ragionamento, siccome per te tutti noi dovremmo essere una tua creazione (essendo tutti degli Altri rispetto a te), non dovresti manco venirti a lamentare con noi!
Se credi davvero che fila quel che ha scritto Megiston dovresti concludere che così come siamo c'hai creato tu ("Il non-io, l’altro, è una mia creazione"), se non capiamo in fin dei conti è comunque colpa tua, sono un Altro rispetto a te? Sì... E allora devi poi concludere che mi hai creato tu stessa così. Non sono io a scrivere in questo forum tutte queste cose un po' critiche rispetto a quel che ha scritto Megiston, è soltanto una tua creazione che scrive :asd:.
'sta teoria mi potrebbe essere utile sotto certi aspetti (quella di sopra è solo una delle possibili applicazioni), se solo riuscissi a convincere molte persone che m'hanno creato loro liberamente così come sono :D... Peccato che si sostengono a parole certe idee (soprattutto quelle prese dall'idealismo) ma poi nei fatti ci si comporta in modo diverso e nessuno ci crede fino in fondo davvero a 'ste cose, teorie lontane dalla vita concreta di tutti i giorni nessuno le applica (quando si devono pagare le bollette io e tu poi non si sa perché si iniziano a distinguere di nuovo!). Questo rappresenta il ragionare in modo filosofico, agire in maniera diversa rispetto a quel che si sostiene di credere (che risulta pressappoco insostenibile e assurdo).
Però devo ammettere che sono divertenti certe idee filosofiche, per questo mi ha attirato quel "io sono la tigre" (per un attimo ho pensato anche che questa discussione fosse di bella primavera vista la sua ammirazione per l'animale). Per me una parte della filosofia è come il cinema trash, si cerca di rappresentare qualcosa che non può reggere nemmeno al livello logico ed astratto facendo finta che può stare tutto in piedi :D. Si mette insieme una storia strampalata, incoerente, con personaggi e situazioni improbabili e nonostante tutto si ha il coraggio di esporla e mostrarla al pubblico con serietà. Spesso quando l'autore è convinto che sta costruendo qualcosa di sensato e di profondo vengono fuori film ancora più divertenti ed interessanti.
Dal punto di vista culturale io le ho sempre trovate interessanti 'ste cose, ma non perché hanno un qualche valore scientifico e ci fanno comprendere meglio il mondo in cui viviamo come certe ricerche e teorie, ma perché sono talmente strampalate e assurde che producono un effetto stralunato e divertente nello spettatore in modi spesso davvero originali.
Ecco l'arte che amo sinceramente, in quanto arte... Ed allo stesso tempo, la forma di scienza che più detesto, in quanto scienza... La mitologia è bella in quanto tale, volerla modificare e farla divenire una scienza la butta a terra e la svalorizza.
Una forma d'arte che si atteggia a scienza finisce con l'autosvalutarsi per me. Inventar cose assurde, divertenti, strampalate (fase anale, orale, invidia del pene, e chi più ne ha più ne metta) è divertente come è divertente far finta che un mulino rappresenta un gigante da combattere o che una foresta sia abitata da certi spiriti o che una parte del cervello c'è divenuta nemica, ma non si pretenda che una persona creda all'esistenza reale di questa roba qua così come crede che se cade in un lago poi si bagnerà il vestito. Certe idee sono divertenti proprio perché assurde, perché io non ci posso credere, perché risultano in conclusione in-credibili e si mettono fuori gioco da sole a monte da ogni discorso scientifico che voglia rappresentar qualcosa, non le si può comprendere ed inquadrare in tal senso, non possono descrivere più alcunché perché insensate, ambigue, inconcludenti.
Per me sono idee mostriciattoli che di certo non possono vincere un concorso di bellezza ed eleganza di idee per descrivere la realtà, ma come mostriciattoli risultano interessanti lo stesso, proprio in quanto mostriciattoli rappresentano in qualche maniera orizzonti impossibili ed incomprensibili. La cattiva scienza spesso risulta ottima arte. In questo senso qua gli psiconalisti e buona parte degli psicoterapeuti mi attirano, stimolano in me la produzione di assurdo ed il mio immaginario.