Il valore aggiunto dello Psicologo
Buongiorno cari colleghi, ho voluto aprire questo thread per ridare speranza, fiducia e soprattutto consapevolezza a tutti gli Psi che fanno un lavoro non "associabile" linguisticamente al termine "Psicologo". Nel mio progetto latovorativo, sono funzionario Giuridico Pedagogico in Carcere, ho voluto dare un "taglio psi" al mio profilo professionale. Devo dire che mi sia venuto abbastanza spontaneo e tale impronta mi sprona e mi arricchisce continuamente nella forma che do alle attività ed alle relazioni con i miei utenti, raccogliendo continuamente preziosomateriale di riflessione e crescita lavorativa che un occhio non Psi non coglierebbe minimamente..e ne ho continuamente prova dato che lavoro a stretto contatto con colleghi laureati in altre materie.. Penso che la nostra formazione ci consenta di aprire orizzonti di senso e di azione inimmaginabili, rendendo il nostro lavoro continuamente stimolante e nuovo. Cosa ne pensate?
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ma questa riflessione serve a te, e ai tuoi colleghi,o serve ai detenuti, non ho capito.
ai detenuti che te studi cosa gliene viene del tuo lavoro?
Che significato ha per te1) per gli altri2), per le Istituzioni3), per la società intera4), arricchire il tuo profilo professionale?
Perchè ti paghiamo, la domanda è questa, in sostanza, a cosa servi?
Qual è il tuo VALORE AGGIUNTO?
Ti saremmo grati se ce lo spieghi a parole tue.
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Non capisco il tono della tua domanda! Non mi sembra di aver scritto in ostrogoto! La formazione in psicologia può essere un valore aggiunto, dipende da come l'hai vissuta ovviamente...scusa ma dvvaero non ho capito la tua difficoltà....Comunque il 3d invta chi vuole ad socializzare esperienze o difficoltà sul se e come la nostra formazione ci sia utile nel lavoro che svolgiamo, credevo fosse abbastanza intuitivo il come. Saper condurre un colloquio ed ideare attività rieducative, per rispondere alla tua curiosità, la formazione in psi fa la differenza.
Sempre per risponndere alle tue curiosità:
1) la riflessione serve a te e di conseguenza lla tua utenza, in quanto informa di sè il modus operandi;
2) Serve a tutti far bene il proprio lavoro;
3)Nel mio caso lavoriamo nella rieducazione e reinserimento sociale.
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non c'era alcun tono, era una domanda razionale.
Poichè inviti alla ripresa di fiducia e incoraggi il prossimo tuo alla consapevolezza delle potenzialità di una professione, ero incuriosita sul grado di consapevelezza che si può avere riguardo al lavoro che si svolge.
Tu dici: attività rieducative, io faccio quello, vengo pagata per quello, già qualcosa.
Che tipo di rieducazione?
Su quali basi etiche si fonda ciò che ti proponi?
Ti proponi l'integrazione, il riadattamento, che so...
Qual è la visione della società da cui parti?
L'educazione è una cosa complessa.
Non c'è nessun intento particolare, solo desiderio di approfondire, non è che sei entrata per incoraggiare e basta, immagino, o no?
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Cosa significa che la formazione in psicologia è il "valore aggiunto"?
Questa affermazione è densa di significato.
Se ci pensate, pone ciò che si è studiato, a priori come valore della professione che si svolge.
Il che a mio parere è un presupposto azzardato, se non errato, perchè sono le proprie convinzioni, le basi epistemologiche, che rendono il "valore aggiunto" a qualsiasi professione, e non la formazione!
Che implicazione: per fare un esempio semplice, l'idraulico sa che cosa fa, sa che accomodando il rubinetto in una casa, quella famiglia avrà l'acqua quando vuole, e non la casa allagata.
Rende un servizio.
E' più fondato lui, poichè "sa" per cosa viene retribuito!
Nessuno attribuirà valore al fatto che ha studiato come si aggiusta il rubinetto.:))
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complicata
Cosa significa che la formazione in psicologia è il "valore aggiunto"?
Questa affermazione è densa di significato.
Se ci pensate, pone ciò che si è studiato, a priori come valore della professione che si svolge.
Il che a mio parere è un presupposto azzardato, se non errato, perchè sono le proprie convinzioni, le basi epistemologiche, che rendono il "valore aggiunto" a qualsiasi professione, e non la formazione!
Che implicazione: per fare un esempio semplice, l'idraulico sa che cosa fa, sa che accomodando il rubinetto in una casa, quella famiglia avrà l'acqua quando vuole, e non la casa allagata.
Rende un servizio.
E' più fondato lui, poichè "sa" per cosa viene retribuito!
Nessuno attribuirà valore al fatto che ha studiato come si aggiusta il rubinetto.:))
Sostenere che una formazione personale possa costituire un valore aggiunto allo svolgimento della professione, non equivale a far coincidere il valore di una professione con il titolo di studi. Studiare fa acquisire un titolo agli occhi della collettività, ma di fatto offre molteplici occasioni di riflessione, introspezione, arricchimento e crescita personale, che inevitabilmente influenzano il modo di lavorare, pensare e inserirsi in qualsiasi contesto.
In ultimo luogo, a te può non importare come l'idraulico abbia acquisito le sue competenze e per quale motivo sappia aggiustare il rubinetto, magari tra idraulici certe capacità vengono assimilate grazie all'esperienza, all'osservazione di altri e alla pratica. A te utente finale forse non importa ciò che c'è dietro perchè conta giustamente il risultato (anche se la tua partecipazione è l'eccezione alla regola), ma in questo forum interessa discutere e analizzare anche gli aspetti formativi del percorso che porta ad aggiustare il rubinetto.
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buona risposta, ma evidentemente questi aspetti formativi qui gli utenti non sono interessati ad analizzarli.
Quando le ho chiesto qual è la visione che ha della società, perchè l'educazione è un concetto legato al sociale, l'utente è scappata..
Quando analizzerete, ritorno, eh?
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Originalmente inviato da
complicata
buona risposta, ma evidentemente questi aspetti formativi qui gli utenti non sono interessati ad analizzarli.
Quando le ho chiesto qual è la visione che ha della società, perchè l'educazione è un concetto legato al sociale, l'utente è scappata..
Quando analizzerete, ritorno, eh?
Comincia ad offrirci la tua analisi, visto che già hai cominciato ad avanzare un abbozzo di pensiero al riguardo. Credi che l'educazione non interferisca nella cultura di una persona, nel modo di guardare alla vita, nell'approccio verso gli altri, nella stessa analisi e taglio interpretativo che diamo agli eventi? Io credo che sia naturale. Forse tu, da utente, puoi dare il tuo contributo al quesito e aiutarci a cogliere la tua posizione. Mi sembra di capire che non ti interessa analizzare l'influenza che la formazione esercita sul modo di svolgere un lavoro, anche non strettamente attinente a quanto si è studiato, eppure sei intervenuta. Qual è il tuo punto di vista?
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dunque:
la società è in evoluzione, in continuo mutamento nel tempo,e nello spazio per cui non si possono costruire valori predefiniti a cui fare riferimento.
Non vi è una società, e un'unica cultura e modo di pensare, ma una miriade di microcosmi entro i quali muoversi.
Inoltre, l'integrazione nella società è una scelta strettamente individuale.
L'educazione è il tramite che dovrebbe condurre alla capacità di scelta, scelta responsabile, di una propria posizione, un proprio ruolo aLL'INTERNO di quella particolare comunità, come di altre,dalle più piccole alle più grandi, con le loro leggi e le loro convenzioni, con il loro peculiare entroterra culturale, religioso e quant'altro.
l'individuo si colloca al confine tra la propria libertà, e la libertà dell'altro con il quale può convivere, o può altresì scegliere di non convivere.
l'uomo oscilla sempre nella dicotomia tra il proprio benessere e il proprio malessere poichè la realtà circostante ne limita i desideri individuali.
educazione significa accrescere la capacità di leggere se stessi e il proprio cuore, e al tempo stesso leggere ciò che è esterno, è Altro da sè.
E' guida alle proprie inclinazioni e spinte individuali di autorealizzazione, nella consapevolezza dei confini e dei limiti, rappresentati non solo da altri individui, ma dalla natura e dalle circostanze della vita.
E' guida alla lettura del vivere e del mondo, nel rispetto di ciò che siamo ma anche di ciò che è fuori di noi.
Diciamo cher sono intervenuta poichè si parlava di una posizione giuridica associata alla formazione in psicologia.
Ora, il Diritto, come saprete, si lega non a tutte le società indistintamente, e non è affatto universale.
Nel mondo occidentale, si fonda su determinati principi, nel mondo orientale su altri, e va di pari passo con l'evoluzione.
Dunque, chiederei all'utente come concilia la psicologia con il Diritto, e qual è la visione attuale che offrirebbe a un individuo.
Ritiene che vi sia un modus vivendi migliore di altri, fermo restando che per convenzione abbiamo individuato ciò che è reato e ciò che non lo è, che la criminologia dipinge un profilo di criminali che per altre società sono invece eroi?
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GIUNONE
Buongiorno cari colleghi, ho voluto aprire questo thread per ridare speranza, fiducia e soprattutto consapevolezza a tutti gli Psi che fanno un lavoro non "associabile" linguisticamente al termine "Psicologo". Nel mio progetto latovorativo, sono funzionario Giuridico Pedagogico in Carcere, ho voluto dare un "taglio psi" al mio profilo professionale. Devo dire che mi sia venuto abbastanza spontaneo e tale impronta mi sprona e mi arricchisce continuamente nella forma che do alle attività ed alle relazioni con i miei utenti, raccogliendo continuamente preziosomateriale di riflessione e crescita lavorativa che un occhio non Psi non coglierebbe minimamente..e ne ho continuamente prova dato che lavoro a stretto contatto con colleghi laureati in altre materie.. Penso che la nostra formazione ci consenta di aprire orizzonti di senso e di azione inimmaginabili, rendendo il nostro lavoro continuamente stimolante e nuovo. Cosa ne pensate?
Io ho capito cosa intendi, in senso letterario non faccio la psicologa, faccio formazione e l'educatrice per un centro tutela minori... in entrambe i lavori ho dato un valore aggiunto, lo vedo continuamente confrontandomi con chi è laureato in ambiti diversi. Il mio approccio con le persone è frutto del mio percorso di studi, vedo continuamente la differenza (e non è una cosa che si può rifare al carattere, alla personalità). Uscendo dal thread volevo chiederti come sei riuscita ad entrare in questo ambito che mi ha sempre appassionato... forse per il mio tirocinio+ volontariato al servizio tossicodipendenze, che mi ha avvicinato all'ambiente carcere, ma non son mai riuscita ad introdurmi. Se vuoi puoi rispondermi in privato così non usciamo dalla discussione. Ciao e buon lavoro :approved:
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Per complicata: Da come scrivi comprendo che non sei psicologa, altrimenti dovresti sapere che non professiamo un modus vivendi migliore di un altro. Inoltre il Diritto con la crescita interiore non c'entra se non nel fornire la contestualizzazione socioculturale alla propria esistenza. L'obiettivo di uno psicologo non è costruire un letto di Procuste per l'utente ma raccogliere i suoi bisogni bio-psico-sociali ed aiutarlo a fronteggiare il disagio che ha causato, nello specifico della devianza, una frattura con la società. Detto questo non voglio uscire dal 3d in quanto non ha lo scopo di definire cos'è la psicologia (vi è una riccA bibliografia a riguardo), o polemizzare, ma siamo oltre, ha lo scopo di socializzare esperienze di colleghi, come ha ben percepito Summer74.
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Ciao Summer74, da quello che scrivi capisco pienamente il buon contributo del tuo operare. Sono entrata per concorso molti anni fà, ma come sai, in carcere si svolgono molte attività formative che sono svogibili da esterni. Puoi proporti in questo senso presentando progetti. In bocca al lupo
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cara Funziopsicogiuripedagogicagiunone, scusa se non avevo capito la funzione del forum.
Il Diritto non c'entra nulla con la crescita psicologica?
Mai sentita una sciocchezza del genere da uno che lavora nelle carceri.
Ciao:P
certo il concetto di formazione della coscienza giuridica in un individuo te non sai neanche cos'è.
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premetto che userò un tono "seccato" ma passando per il forum in cerca di spunti e confronti fra COLLEGHI stavolta non posso trattenermi:
complicata ma ci sei o ci fai?
"Ora, il Diritto, come saprete, si lega non a tutte le società indistintamente, e non è affatto universale.
Nel mondo occidentale, si fonda su determinati principi, nel mondo orientale su altri, e va di pari passo con l'evoluzione." hai altre banalità del genere da rifilarci?
LE LEGGI E LA LORO APPLICAZIONI (CIOE' IL DIRITTO) NON C'ENTRANO NULLA CON LA CRESCITA INTERIORE. SEMMAI è IL TIPO DI PENA PROPOSTA CHE MIRA AD UNA RIEDUCAZIONE.
Inoltre
The concept legal consciousness is used to name analytically the understandings and meanings of law circulating in social relations. Legal consciousness refers to what people do as well as say about law. It is understood to be part of a reciprocal process in which the meanings given by individuals to their world become patterned, stabilized, and objectified. These meanings, once institutionalized, become part of the material and discursive systems that limit and constrain future meaning- making. Consciousness is not an individual trait nor solely ideational; legal consciousness is a type of social practice reflecting and forming social structures.
LA COSCIENZA GIURIDICA RIGUARDA LA SOCIETA' E NON L'INDIVIDUO ... INFORMATI PRIMA DI PARLARE
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complicata
cara Funziopsicogiuripedagogicagiunone, scusa se non avevo capito la funzione del forum.
Il Diritto non c'entra nulla con la crescita psicologica?
Mai sentita una sciocchezza del genere da uno che lavora nelle carceri.
Ciao:P
certo il concetto di formazione della coscienza giuridica in un individuo te non sai neanche cos'è.
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No, esistono due tipi di Diritto distinti: quello individuale, universale, e quello sociale e tutti i tipi di relazione sono giuridici!E che è!
Dice questo, sai, quel brano in inglese che mi hai gentilmente offerto, umpf.
e voi forse, se ho capito, dovreste conciliarli assieme, non ho capito che attività di recupero fate, cavolo, chiedevo!
ma qui non si può neanche discutere, che saltate su come iene!