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una storia a più mani
Pensavo che sarebbe divertente scrivere una storia a più mani, dove ognuno possa mettere una sua idea a partire dai suggermenti di un altro. allora quello che propongo è: io comincerò una storia, quello che vorrà proseguire, a partire da dove io ho terminato, ricomincierà a raccontare, cercando di essere coerente con ciò che è già stato scritto, ma avendo la libertà di apportare elementi nuovi. ognuno dovrà cominciare dal punto in cui la persona precedente ha finito.
Nell'ultima stanza in fondo al corridoio di una grande casa appena fuori dal caos della città c'era una sola luce accesa; proveniva da una lampada bassa poggiata su un'ingombrante scrivania nera invasa da fogli e libri. Su una bassa e vecchia poltrona di pelle era seduto un uomo, fumava e guardava fisso il fuoco nel grande camino di fronte.
Fuori era ormai buio, le ultime foglie degli alberi mulinavano intorno ai vetri delle finestre insieme a una pioggia fredda e costante.
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Si mosse il minimo indispensabile per prendere dal tavolino lì accanto l'accendino e dare nuova brace al sigaro. Poi lo rigirò tra le mani e fissandolo tornò con la memoria alla prima volta che lo aveva tenuto in mano. Era di splendida lacca cinese di notevole fattura e altrettanto costo, ma non era per quello che quell'oggetto gli era tanto caro. Possedeva oggetti migliori.
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Ma nessuno di questi aveva il fascino e il valore di quell'unico oggetto. Lo fissò come faceva tutte le volte che lo teneva in mano, saggiandone la consistenza e il peso. Era quadrato dagli angoli arrotondati, con un coperchio che si apriva a scatto a rivelare il beccuccio. Sul lato c'era una rotellina che faceva partire la scintilla che lo accendeva. Era largo e stretto, e sul lato maggiore era inciso un disegno, forse non molto originale, ma di grande effetto e di pregiata finitura. Un drago rosso rampante, la cui fiamma che usciva dalle fauci finiva sul coperchio a scatto, e si confondeva con la fiamma reale una volta accesso l'accendino.
Bello! Mi piace quest'idea! Comtinuate!!
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(morrigan bellissima idea, ottimo spunto, anche dal piano dello sviluppo abilità creativo-scrittorie!)
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Quel drago era un simbolo, era il suo simbolo. Lo era dal momento in cui il fuoco era entrato nella sua vita e aveva ridotto in cenere il suo equilibrio, il suo passato e le sue illusioni di felicità. Lo era dal momento in cui quella bambina aveva bussato alla sua porta. Niente gli aveva sussurrato all'orecchio funesti presagi. Niente in quel vestitino bianco, in quelle scarpette rosse, in quelle due ciliegie di vetro nei capelli lo aveva fatto sospettare. Ma se avesse guardato a fondo dentro i suoi occhi avrebbe di certo scorto due fiammelle ardenti.
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Grazie Sunflower, spero che piaccia anche ad altri, così, magari, alla fine (se ci sarà mai una fine) potremmo unire tutti i contributi e mettere l'intera storia da qualche parte su ops...continuate, continuate. :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)
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Aveva molti anni di meno allora, molti meno zeri nei suoi conti bancari, molte collezioni non iniziate, molte disillusioni ancora da venire, molti chili in meno, molti mondi e panorami che ancora non appartenevano ai suoi occhi e alla sua mente. Lo posò delicatamente nel solito posto, lì sul tavolino, nell'angolo preferito del suo studio si alzò pesantemente dalla poltrona di pelle che sembrava avvolgerlo in un abbraccio e si affacciò fuori a guardare le luci della città. Pioveva ancora.
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quell'immagine era tornata. ancora una volta aveva bussato alla sua porta. solo che adesso, l'uomo cominciava a non essere più sicuro. a dubitare dei suoi pensieri. era davvero solo un'immagine? chiuse gli occhi e cominciò a contare all'indietro come era solito fare quando sentiva i battiti alla gola...10,9,8,7,6,....tom che gioca nel prato della casa di campagna...c'è una luce accecante...e nell'aria sento l'odore dei fiori di campo..."che bello" pensò... e un attimo dopo averlo detto la scena cambiò...Lu!!! quella è Lu...sta piangendo....Si è sbucciata un ginocchio, è caduta dalla bici e ha ancora in bocca gli steli delle campanule....
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Lu, ancora la pensava. Con i sui capelli d'oro e le sua bocca. Sì, la sua bocca e i suoi denti. Quel suo sorriso dolce e malizioso. Forse era malizioso solo per lui. Ritornò a quegli attimi e pensò: "Perchè non ho avuto il coraggio???"
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Ed ecco ancora la tachicardia, la gola che si stringe, ci passa a ma la pena un filo d'aria. Ha bisogno di calmarsi, ha bisogno di bere. Con passo incerto percorre la stanza, si appoggia alla scrivania e spazza via i giornali che la signora Marta ogni giorno, da sette anni ormai, è solita portargli. Milano Finanza, Wall Street Italia, Financial Times. Continuando a ripetersi *è solo una crisi di ansia* *è solo una crisi di ansia* si solleva dalla scrivania e si dirige verso la vecchia poltrona di pelle.
P.S. Ganzissimo Morrigan :sisi:
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Improvvisamente lo squillo del telefono lo scosse dal suo divagare nei ricordi.
Ritorno di botto alla realtà, a quella realtà nella quale lui era un uomo freddo e intelligente, con un compito da portare a termine.
Inspirò profondamente e alzò la cornetta: "Steve!", disse.
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Steve era un vecchio amico...era da tanto che nn lo sentiva...ma sapeva che prima o poi quella telefonata sarebbe arrivata...era da un paio di giorni che pensava a lui e al loro progetto...forse era arrivato proprio il momento...era nell'aria...lo sentiva...troppe coincidenze gli si erano palesate...
"ciao vecchio" gli disse"... "quando partiamo" gli rispose Steve...
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Era una questione di preparativi e di precauzioni, e Steve sembrava non rendersene conto..
Steve era poco più grande di lui, ma la saggezza non si misura in età, e Steve non sapeva quanto può bruciare il fuoco di un drago.. pensava solo ai tesori della sua tana.. lui invece, oltre alla bambina, all'accendino e a quel invadente fiume di ricordi, aveva la concreta assenza del proprio mignolo a ricordarglelo.. no, questa volta non avrebbe commesso errori, sarebbe andato di fretta ma senza agire di fretta.. e dopo un attimo di pausa rispose.. "E' questione di pochi giorni.. ma prima... c'è da sbrigare un ultima faccenda.."
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non sapeva se era davvero questione di pochi giorni...ma a Steve non poteva dire la verità...doveva assolutamente recuperare il manoscritto...senza di esso...l'idea del viaggio...non sarebbe mai nata...
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...E si perchè se il manoscritto conteneva veramente quello che prometteva, allora finalmente avrebbe avuto un indizio... una chiave per riaprire quelle porte sbarrate dalla sorte e impolverate dal tempo... una chiave per liberare finalmente la sua vendetta... ripensò alla bambina e a tutto quello che ne consegui... ma smise subito di divagare, a lui piaceva essere concreto, e non avrebbe pensato alla sua cena fino a che non si fosse ritrovato il piatto davanti, adesso era tempo di agire..