:( :( :(
Ciao a tutti... vorrei sottoporvi un problema (o meglio non è un vero e proprio problema, lo diventa ogni tanto):
il mio fantastico, bellissimo, adorabile, e chi più ne ha più ne metta, ragazzo che come avrete capito adoro, non è psicologo, non ha mai studiato psicologia e non ne è particolarmente interessato, se non agli aspetti pratici.
Tutto ciò non mi disturba affatto, ma ogni tanto ci crea dei seri problemi di comprensione reciproca. Mi spiego meglio: in questo momento io sto svolgendo il tirocinio post laurea e, per mia fortuna, sto lavorando molto, seguendo casi più disparati che riguardano soprattutto minori (perlopiù bambini con cui l'identificazione scatta all'istante). Quindi ci sono giorni in cui, nonostante non faccia 8 ore di lavoro, mi ritrovo spompata, esausta e piena di me*** che non ho la possibilità di scaricare su un supervisore. Comunque, torno a casa convinta di rilassarmi un po', o magari, senza scaricare tutto addosso al mio tesoro, sfogarmi un po' e fargli capire come mi sento, che può essere:
:( :sbonk: :swear: :dispero: :noidea: :stress: :divina: :gosh: :wall:
Sapete come va di solito?
La risposta è "ma se lavori solo quattro ore, come cavolo fai ad essere stressata?"........ "triste e angosciata!?!? Ma è solo un tirocinio, le cose non dipendono da te, devi solo imparare e fregartene del resto"....
E un sacco di altre cose mooolto razionali magari, ma assolutamente inutili per me, anzi mi fanno inca***** a dei livelli irragiungibili altrimenti!
Possibile che non riesca a capire per niente? Che veda solo lo stress del suo lavoro? E che devo essere io (ANCHE A CASA!) a capire e aiutare?! A volte mi sento proprio esasperata...
Aiuto! A voi è mai capitato? Come lo superate?
C'è una remota possibilità che ci capiscano?
:( :(
