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gatta gravida
ho sognato di essere nell'albergo di mio padre e di stare ammirando e giocando con un gatto bianco e grigio bellissimo e dolcissimo... ma quando il gatto si è messo ritto ho notato il pancione e le mammelle e ho esclamato : ma è incinta!!! come facciamo? dicevo al mio interlocutore, mio padre non vuole i gattini, li ucciderà (nella realtà l'ha fatto).... potrei prenderne uno io (del resto è un pò che penso di prendermi un gatto)
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Ti va di raccontarmi di quella volta? Quando tuo padre ha ucciso i gattini. Come è andata?
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mio padre ha sempre usato uccidere i figlioletti delle gattee sempre nello stesso orribile modo, annegandoli in un bustone della spazzatura nel canale vicino casa..
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... e tu? eri lì presente? cosa facevi? cosa sentivi?
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mi ci sono abituata alla fine, accadeva sempre, io volevo tenerli i gattini, una volta andai a guardare mentre lo faceva, ma non provai lo stesso ribrezzo che provo oggi, me la facevano apparire come l'unica cosa da fare...
le altre volte non andavo a vedere, ero arrabbiata con lui, volevo tenere i gattini, e ogni volta che una gatta era incinta avevo già paura
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Sai che penso a proposito del fatto che allora non provavi lo stesso ribrezzo di oggi? Magari però sbaglio :dunno: :confused: penso che allora era troppo doloroso per essere "visto" e sentito con lucidità, ti ci sono voluti anni per metabolizzare e sentire il ribrezzo e il dolore... Talvolta, questo meccanismo può anche condurre a processi dissociativi determinati dall'inacapacità di elaborare dei dolori eccessivi rispetto al grado di maturità... ma forse sto uscendo fuori tema... :dunno:
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tutti questi meccanismi non fanno altro che convincermi che le auto difese che si auto innescano meccanicamente al giungere del dolore, ci fanno solo molto male alla lunga e non possiamo sottrarcene per il proincipio della maturità insufficiente in quel momento :confused:
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Hai perfettamente ragione! Non giova rinviare il dolore, ma talvolta non siamo noi che decidiamo di farlo :dunno: Col tempo diventa tutto più difficile :cry:
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possibile che la nostra decantata scenza nulla possa fare per aiutarci insegnarci consigliarci impedirci questi devianti errori?
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penso un'altra cosa: ma a 5 /6 anni non siamo troppo piccoli per attuare in automatico l'allontanamento negazione del dolore? non è proprio in quella età che offriamo + facilmente cuore e anima alla sofferenza che poi uccide la nostra futura crescita?
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:dunno: Però, con fatica, competenza e impegno, si possono trovare delle vie riparatorie :) che non cancellano il dolore ma forniscono i mezzi per affrontarlo e gestirlo :approved: Bisogna lavorare tanto su se stessi e aggrapparsi alle àncore che, se guardiamo bene, troviamo attorno a noi... ;)
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ho sempre pensato che il dolore fosse necessario a vivere meglio + intensamente + autenticamente, riuscendo persino a essere grata di tutto il dolore precipitatomi addosso, ma forse era troppo!
ad ogni modo questa idea delle ancore non tanto mi piace!
ora vorrei solo un rifugio sicuro
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Hai ragione, non sempre all'accadere dei fatti siamo sufficientemente equipaggiati ad affrontarli... ed è l'errore degli adulti, o la loro impreparazione, o i loro dolori, o tutto insieme... che poi determinano il patatrac :(
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