Pacifismo o Antiamericanismo???
Premesso che ogni persona di buon senso, ed io sono tale, non può che amare la pace ed odiare la guerra, per una migliore lettura di un certo pacifismo vi riporto quanto segue:
Da "Il Giornale" del 23/03/2003
Fu l'Urss a coniugare pacifismo con antiamericanismo
In questi giorni le organizzazioni pacifiste scoprono la loro vera natura di movimenti antiamericani con con una venatura, sottolineata dall'imperversare di kefiah e di stendardi palestinesi , antiisraleana. Se questa é la realtà, non riesco a capire come possa essersi affermata questa visione settaria del pacifismo, sentimento che dovrebbe essere universale e non condizionato da simpatie ideologiche, sempre che sia sincero. Lei ha qualche idea in proposito?
Gianni De Matteis (via e-mail)
Caro De Matteis, il pacifismo (che compare alla ribalta della storia a fine Ottocento) é diventato "movimento" quando se ne appropriò l'Urss inquadrandolo nelle organizzazioni dei Partigiani e dei Pionieri della Pace e facendone uno strumento di scontro con gli Usa. Su questo argomento si é tenuto, nell'Aprile scorso, un interessante convegno, "L'antiamericanismo in Italia e in Europa nel secondo dopoguerra": ne richieda gli atti, e troverà la risposta a tutti i suoi interrogativi. Legga con particolare attenzione la parte dell'intervento che il professor Victor Zaslavsky ha dedicato al pacifismo organizzato, la cui ideologia é la stessa che anima quello che oggi sfila con le bandiere arcobaleno. E che ieri (come oggi) "al concetto ideologicamente nocivo del pacifismo indiscriminato" contrapponeva la distinzione tra guerre "giuste", quelle dell'Urss e dei suoi alleati, e quelle "ingiuste" intraprese dal campo occidentale. Ricorda Victor Zaslavsky che fu Zdanov a indicare come primo compito strategico creare nei Paesi occidentali vaste coalizioni delle forze sociali sulla base della difesa della pace e della lotta contro il "diktat americano". Fu Zdanov a indire il primo congresso mondiale dei Partigiani della Pace coinvolgendovi, stia bene attento, caro De Matteis, "i sindacati, le organizzazioni democratiche giovanili, religiose, cooperative, associazioni culturali e artistiche, organizzazioni dei girnalisti, degli scrittori, degli scienziati e i rappresentanti dei parlamentari democratici".
Il movimento fece il suo esordio internazioale nel '50, allo scoppio della guerra di Corea: l'Italia fu in prima linea con campagne di lotta organizzata dal Pci "contro il servilismo difronte all'Occidente", manifestazioni e cortei contro la Nato e gli impegni militari presi dai governi europei e - nulla di nuovo sotto il sole - con azioni di sabotaggio dei treni o convogli che dalle basi americane trasportavano ai porti armi o materiale. Contemporaneamente, dopo il fallito tentativo di trasformare Israele in un fedele alleato, l'antisemitismo venne apertamente proclamato in Unione Sovietica come parte integrante dell'antiamericanismo. Quello fu il vero obiettivo del movimento per la pace ideato, organizzato, finanziato e guidato dalla leadership staliniana: dare, con l'antisemitismo, un volto all'antiamericanismo, intensificandolo. Ideologia sopravvisuta al suo cinico ideatore tant'é, conclude Victor Zaslavsky, che "il collegamento tra il movimento pacifista e l'antiamericanismo e quello tra l'antiamericanismo e l'antisemitismo rappresentano ancora la caratteristica essenziale dell'antiamericanismo del nuovo millennio". A sua volta essenza del pacifismo che scende in piazza per Saddam ma se ne sta in pantofole nel tinello di casa per le altre settantadue guerre attualmente in corso.
Paolo Granzotto
CIAO! :ciao2: