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Supervisore vs Psicologo
Ho trovato una news sul sito che abitualmente frequento: http://www.epilessia.net/index.php?show=12711&pageNum=0
Io ritengo che sia molto utile un approccio di tipo psicologico anche nel campo dell'epilessia per svariate ragioni oltre a questa (deficit cognitivi e mnestici, difficoltà nelle relazioni interpersonali, etc.). Discutendone con il mio supervisore, ovviamente portandogli il testo dell'articolo, mi ha liquidato dicendomi: "Dai a Dio ciò che è di Dio, dai a Cesare ciò che è di Cesare".
Non credete che un individuo del genere pecchi un po' di narcisismo e di riduzionismo limitante? Non pensate ci sia una chiusura mentale dietro quest'affermazione? Non sta facendo l'interesse del paziente, fa solo il suo!
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e tu non credi di aver sbagliato stanza..riporto ai moderatori x spostare la discussione....
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In che stanza avrei dovuto inserirlo, scusa?
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certo non qui....forse nella stanza "sulle professioni psicologo"... anche se a quanto mi è parso di capire tu non ne fai parte.... ;)
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Non ho capito benissimo di cosa tratta questo thread, vuoi un parere su come gli Psicologi tratterebbero il problema?
Oppure se il modo di agire del tuo supervisore è superficiale?
Nel primo caso, ti sposto la disussione nella stanza "professioni di psicologo", nel secondo caso lo sposto in Dolce Vita :)
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Diciamo entrambi... mi sarebbe ovviamente piaciuto discutere, un po' per sfogarmi, su come il supervisore ha preso la mia affermazione. Sarei curioso sulla prima, ma volevo osservare i pareri di alcuni diretti interessati in merito alla seconda.
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Allora sposto in Dolce Vita :sisi:
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Carissimo
Impossibile rispondere alla tua domanda. Purtroppo non so cosa intendesse dire il tuo supervisore con quella sua frase. Forse, sarebbe bene chiedergli di spiegarsi meglio.
Forse, e dico forse, voleva solo dire una cosa del tipo: "Puoi avere ragione, ma occupati della parte di tua competenza, e lascia che del sostegno psicologico si occupino gli psicologi". Ognuno riesce a fare bene solo poche cose e benissimo una sola. Farne tante tutte assieme è il modo migliore per non farne bene nessuna. A mio parere.
Buona vita
Guglielmo
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A meno che il commento del tuo supervisopre non fosse riferito al fatto che uno psicologo non dovrebbe occuparsi troppo dei farmaci e della prescrizione degli stessi, visto che è competenza di psichiatri e neuropsichiatri. Non potresti darci qualche dettaglio in più?
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Il supervisore intendeva in poche parole dirmi che non gliene frega niente del sostegno psicologico. Io gli ho detto che i pazienti sofferenti di epilessia, secondo me, necessitano di un consulto psicologico appunto in seguito all'assunzione di neurofarmaci che agiscono sul tono dell'umore. E lui ovviamente con quella frase intendeva dire che non è compito mio consigliare ai pazienti uno psicologo. Lui non crede nella psicologia, e io lo trovo un individuo estremamente arrogante con cui fatico a dialogare.
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scusa ma tu sei uno psicologo? Il tuo supervisore cos'è? Effettivamente mi sembra un atteggiamento molto errato. Ma se lui è un medico non mi stupisce molto....
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Io sono un medico specializzando in neurochirurgia, e lui è il mio supervisore. Perché non ti stupisce? Anche noi in medicina abbiamo studiato la psicologia...
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si lo so, ma praticamente tutti i medici che conosco io (e non sono un paio) hanno la stessa opinione del tuo supervisore nei confronti di psicologi e psicologia. Ovviemente non siglifica che l'intera categoria medica è convinta che lo psicologo è utile quanto uno sciamano, ma c'è ancora un fortissimo pregiudizio nei nostri confronti. E tu sei uno dei pochi che non ha questo pregiudizio. Almeno nella mia personale esperienza.
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Io credo che lo psicologo sia una figura utile esattamente quanto un medico; non conosco nei dettagli le tecniche di psicoterapia e terapie psicologiche ma so che possono venire molto utili, senz'altro più degli psicofarmaci.
Comunque, appunto, io e i miei due colleghi specializzandi (in neuroch. c'è solo il posto per tre, quindi siamo solo noi) più volte abbiamo consigliato lo psicologo. Purtroppo il supervisore ci ha sempre detto che abbiamo fatto male perché secondo lui è proprio in questo punto che si distinguono scienza e religione (traduzione: secondo lui la psicologia è più una religione che una scienza).
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e soprattutto con una psicoterapia
1. non ci guadagna l'industria farmaceutica
2.è un duro colpo narcisistico pensare che ci siano altri metodi efficaci e complementari oltre al proprio, facendo diventare relativo il proprio punto di vista (e questa sì che è religione: credere che il proprio punto di vista sia assoluto)