Riferimento: Giorgio Nardone
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Lucensis
I "disagi esistenziali più profondi"... mi sembra che possano essere riferiti sempre e comunque alle nostre euristiche e siccome sono sempre e solo logiche di pensiero basta riconoscere il sistema per poi modificarlo... es: lineare vs circolare...
Credo che quanto dici del riconoscimento di euristiche come generatore di cambiamento e "guarigione", e del fatto che "siano sempre e solo logiche di pensiero" a fondamento della patologia, sia una delle tante ipotesi sulla psicopatologia. Dato che è un'ipotesi non la darei come certezza assoluta, considerando anche che ci sono orientamenti che hanno una concezione differente.
Anche se fosse solo questione di riconoscere - e la clinica dei disturbi di personalità mi sembra che metta piuttosto in crisi ciò -, è un processo estremamente difficile e complesso, soprattutto se si sta attenti a non dare soluzioni al paziente ma so pone al centro che sia lui a crearne di proprie. E quindi i tempi necessariamente diventano lunghi, anche molto...
Un saluto
Riferimento: Giorgio Nardone
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Lucensis
Salve è la prima volta che scrivo qui e non vorrei correre il rischio di infrangere la netiquette, ma per quanto riguarda la tua affermazione, mi sento di dire rispettosamente che non la condivido molto. I "disagi esistenziali più profondi"... mi sembra che possano essere riferiti sempre e comunque alle nostre euristiche e siccome sono sempre e solo logiche di pensiero basta riconoscere il sistema per poi modificarlo... es: lineare vs circolare...
Il punto è proprio questo: non sempre la logica può essere efficace contro l'affettività. Anzi, direi che la logica con l'affettività ha quasi sempre la peggio! E molti dei disturbi piscologici hanno origine affettiva...si possono modificarli con la logica?
Riferimento: Giorgio Nardone
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I "disagi esistenziali più profondi"... mi sembra che possano essere riferiti sempre e comunque alle nostre euristiche e siccome sono sempre e solo logiche di pensiero basta riconoscere il sistema per poi modificarlo... es: lineare vs circolare...
Giacomo Leopardi si starà rivoltando nella tomba!!! :D
"L’uomo nasce a fatica, e già alla nascita rischia di morire. Per prima cosa prova angoscia e sofferenza; e già in principio i genitori cercano di consolarlo per essere nato. Poi man mano che cresce, i genitori lo sostengono e cercano, in seguito di incoraggiarlo con azioni e parole, e cercano pure di consolarlo: i genitori non compiono altro compito più gradito di questo. Ma perché far nascere, perché mantenere poi in vita chi bisogna consolare? Se la vita è sventura, perché la facciamo durare? In attingibile Luna, tale è la condizione degli uomini. Ma tu non sei mortale e forse poco ti importa delle mie parole"
(Da "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia")
Riferimento: Giorgio Nardone
Interesanti: Pragmatica della comunicazione umana, La realtà della realtà e Change... dopo possiamo inziare a capire almeno di cosa si sta parlando. Inoltre per quanto riguarda le teorie della complessità, perdonatemi ma sono un fan di Guglielmo da Ockham ricordate ? entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem. Saluti
Riferimento: Giorgio Nardone
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Lucensis
perdonatemi ma sono un fan di Guglielmo da Ockham ricordate ? entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem.
Un aiuto per chi non sa il latino???
Riferimento: Giorgio Nardone
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tatee
Un aiuto per chi non sa il latino???
Occorre semplificare tutto ciò che può essere semplificato.Più o meno significa questo.
Cos'è secondo voi il disagio esistenziale? Io non credo che possa essere completamente racchiuso in una prospettiva psicologica
Riferimento: Giorgio Nardone
ok se lo scegli tu ci fai un favore. Grazie. la traduzione è Non moltiplicare gli elementi più del necessario, il famoso "rasoio di Ockam" o Occam che dir si voglia... ovvero "A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta" William of Ockham.
Riferimento: il disagio esistenziale
Spero possa andarvi bene questo titolo...
fatto ciò quoto la domanda di parsifal rispondendo che a mio modesto parere le prospettive da prendere in considerazione sono molteplici, ne cito alcune: si può parlare di disagio esistenziale senza prendere in esame il contesto socioantropologico...
Butto poi una pietruzza che so potrebbe far esplodere la discussione...e la dimensione della spiritualità dove la mettiamo?
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wundt_12
Spero possa andarvi bene questo titolo...
fatto ciò quoto la domanda di parsifal rispondendo che a mio modesto parere le prospettive da prendere in considerazione sono molteplici, ne cito alcune: si può parlare di disagio esistenziale senza prendere in esame il contesto socioantropologico...
Butto poi una pietruzza che so potrebbe far esplodere la discussione...e la dimensione della spiritualità dove la mettiamo?
Ecco! anche secondo me non si può considerare il tema del disagio esistenziale senza riferirsi anche alla dimensione spirituale.
Siamo al mondo,ma non sappiamo perchè.Moriremo e non sappiamo il perchè.Soffriamo senza avere spiegazioni del motivo.
La psicologia si occupa di altri tipi di disagio,ma anche la mancanza di senso provoca disagio.Di questo non se ne occupano gli psicologi,ma altri,ad esempio le religioni.
Un rischio che rischiamo di correre è però quello di interpretare questo tipo di disagio solo secondo una chiave psicologica.
Era molto interessante il riferimento del precedente 3d a Leopardi.Se lo avete letto forse vi viene in mente "il dialogo tra la Natura e un Islandese".
In questi giorni ho in mente questo koan "Qual era il tuo volto prima che nascessero i tuoi genitori?".Naturalmente è una domanda senza risposta.
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Parsifal
...
In questi giorni ho in mente questo koan "Qual era il tuo volto prima che nascessero i tuoi genitori?".Naturalmente è una domanda senza risposta.
Forse era il volto che i tuoi nonni immaginavano che i loro figli avrebbero immaginato per te :)
Sono restio a discutere di spiritualità. E' una dimensione che non mi appartiene, che non conosco. Penso leggerò e cercherò di imparare.
Ma non credo possa dare risposte alla mancanza di senso. Voglio dire: che c'è di così sconvolgente nel fatto che la vita non abbia senso? Può essere un'occasione di libertà. Nel senso che, se la vita non ha un senso di suo, possiamo assegnargliene uno noi.
Buona vita
Guglielmo
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willy61
Forse era il volto che i tuoi nonni immaginavano che i loro figli avrebbero immaginato per te :)
Sono restio a discutere di spiritualità. E' una dimensione che non mi appartiene, che non conosco. Penso leggerò e cercherò di imparare.
Ma non credo possa dare risposte alla mancanza di senso. Voglio dire: che c'è di così sconvolgente nel fatto che la vita non abbia senso? Può essere un'occasione di libertà. Nel senso che, se la vita non ha un senso di suo, possiamo assegnargliene uno noi.
Buona vita
Guglielmo
eh si Guglielmo sono totalmente d'accordo con te... il vero mistero della vita è scoprire che non esiste un mistero...
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willy61
Forse era il volto che i tuoi nonni immaginavano che i loro figli avrebbero immaginato per te :)
Sono restio a discutere di spiritualità. E' una dimensione che non mi appartiene, che non conosco. Penso leggerò e cercherò di imparare.
Ma non credo possa dare risposte alla mancanza di senso. Voglio dire: che c'è di così sconvolgente nel fatto che la vita non abbia senso? Può essere un'occasione di libertà. Nel senso che, se la vita non ha un senso di suo, possiamo assegnargliene uno noi.
Buona vita
Guglielmo
Non so se è una dimensione che possa essere accostata solo perchè lo sivuole.Credo che sia possibile quando si percepisce che qualcosa non torna.Che non c'è niente di scontato nel fatto che le cose esistano e che siano così,anzi è assurdo.Poi ognuno assegna un senso soggettivo alle cose,ma sono assurde anche queste attribuzioni.
Lo stesso passaggio dalla non esistenza prima della nascita all'esistenza è assurdo, è come trasformare lo zero in uno.D'altra parte per quello che ne so non esistevo prima della nascita.Quindi non c'è risposta
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Parsifal
...Poi ognuno assegna un senso soggettivo alle cose,ma sono assurde anche queste attribuzioni.
mi piace questo richiamo al costruttivismo radicale... l'importante non è trovare le risposte ma porsi le giuste domande. Lucense
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Lucensis
mi piace questo richiamo al costruttivismo radicale... l'importante non è trovare le risposte ma porsi le giuste domande. Lucense
mi piace!è un' idea molto zen :mano:
Bè sì il pensiero è utile per vivere meglio o peggio,e questo non è poco, però purtroppo non permette di rispondere a domande che riguardino il senso delle cose.e rimangono solo le domande