Seconda prova sviluppo/clinico 14/08
Ragazze visto che già è un casino l'esame in se forse è vantaggioso fare ordine almeno tra i post che mettiamo perchè tra V.O. tra N.O albo A, albo B progetti non ci sto capendo niente.:swear:.. se vi va bene chi deve fare la prova di clinico o sviluppo può scrivere qui almeno cerhiamo di circoscrivere le info..:Ops:
detto questo volevo chiedere tra disturbo da tic e della tourette che differenza c'è???il secondo ha sia tic motori che verbali assieme? e poi che trattamenti ci sono in questi casi???:mumble:
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Disturbo da tic...sono tic motori semplici. Nel disturbo di tourette ai tic motori multipli si associano uno o più tic vocali...almeno credo.il disturbo da tourette in genere dura tutta la vita. per i trattamenti..non vorrei dire cavolate...ma quelli comportamentali non potrebbero andare???
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ragazze ma come si fa una diagnosi differenziale?!
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A quanto ho capito io dovrebbe essereil processo di esclusione delle varie hp diagnostiche...cioè si parte, in base al caso, da ragionevoli hp ed andando avanti si analizza quale potrebbe essere la più corretta...
spero di non aver detto minchiate!!!
AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!
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ci sono aperti tanti post... non so se da qualche altra parte c'è gia...
proporrei di postare un caso alla volta e provare a risolverlo insieme, che ne dite???
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ciao mamma mia che casino, ragazze ma voi vi buttate sul clinico o sullo sviluppo...io sto studiando ma non molto pechè ho poco tempo...mi sto leggendo i casi eun po i disturbi ma molto molto velocemente; per quanto riguarda la diagnosi differenziale penso che nel nostro caso sia raccogliere le info che troviamo sul caso e in base ai sintomi trovare più ipotesi che vadano a deliniare il disturbo mentenendo sempre però una principale...e l'uso dei condizionali...mi raccomando almeno così mi hanno detto...ma io trovo che sia un gran casino...
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io sono disponibile per i casi ( sono di sviluppo).. la diagnosi differenziale vien fatta per escludere alcuni disturbi che hanno alcuni sintomi simili tra di loro.. ad. es( faccio casi molto evidenti ) tra disturbo autistico e disturbo di rett si ha in entrambe grave compromissione della comunicazione, delle relazioni interpersonali ma non si può fare diagnosi dell'una o dell'altra indifferentemente perchè sono poi diverse: l'autismo è gia visibile in alcuni atteggiamenti del bambino sin dai primi mesi di vita, mentre il d. di rett insorge dopo un periodo apparentemente normale. il primo non ha alterazioni fisiche mentre lo ha il d. di rett .il primo è max nei maschi ma non esclusivo dei maschi, il secondo è tipicamente femminile.... quindi si può concludere che ghanno alcuni sintomi in comune ma hanno differenze sostanziali tra di loro... spero di non avere detto una miriade di cacchiate.... se qlc trova un ragionamento fatto male lo metta in evidenza così non continuo a ragionare sbagliando e non creo casini a che legge questo post
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ragazze ma tralasciando per un secondo la marea di disturbi... come la mettiamo con gli interventi?????voi li state studiando in che modo? io non so come muovermi a tal riguardo sinceramente...che mi dite????
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io farò il caso clinico, cmq per gli interventi penso di scrivere le solite cose... esempio: terapia cognitivo-comportamentale per sostituire i pensieri e risposte disfunzionali con pensieri funzionali, per immersione graduale di situazioni ansiogene e decondizionamento... o terapia ad indirizzo dinamico per favorire il processo di consapevolezza... etc. per la prova di sviluppo non ho idea...
Terapia ansia e panico :: Ecomind :: Salute mentale e crescita personale qui c'è qualcosa in più
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Buongiorno ragazze...per le terapie io metterei quelle comportamentali o cognitivo-comportamentali. Ho letto il Celi e lui, ad esempio, le applica ad ogni tipo di disturbo incontrato, per permettere anche nei casi di ritardo mentale il raggiungimento dell'autonomia
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Bimbe sono con voi forzaaaaaaa:corteo: :Ops: cmq anche io metterei le cognitivo comportamentali, se vedete nel celi, all'inizio c'è una pagina dove indica tutte le terapie che lui usa, direi che quelle vanno benissimo anche perchè la nostra facoltà è di quell'orientamento li :sisi:
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ciao ele, che bello averti tra di noi a dare consigli.... ce n'è proprio bisogno!!!!!aiuto
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c'è qualcuno che fa il caso clinico?
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ragazze,ma l'indirizzo dei componenti della commissione è da considerare ???io ho dato un'occhiata su internet per vedere il tipo di studi e l'indirizzo che seguono ma non sono riuscita a trovare molto..
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per questo caso:
La mamma di Leonardo, inviata dal proprio medico, chiede un colloquio con lo psicologo per problemi del e
con il figlio che ha adesso 10 anni e frequenta la V elementare. Racconta che il bambino, secondogenito dei
suoi tre figli, soffre di enuresi notturna da sempre. Non ha un pediatra, ma viene seguito dal medico di
famiglia che però non ha mai dato soverchio peso alla cosa, perché Leonardo per il resto ha avuto uno
sviluppo psicofisico nella norma.
Tra Leonardo e la sorellina minore ci sono circa tre anni di differenza, mentre tra lui e la maggiore ce ne sono
quattro. Il rapporto con le sorelle è conflittuale: Leonardo si lamenta di non godere degli stessi “privilegi” che
secondo lui i genitori accordano alla sorella maggiore, mentre con la minore sono continui litigi sul possesso
dei giocattoli, libri, ecc...oppure sull’uso della televisione e dei videogiochi.
Riferisce che il marito, magazziniere in una grande distribuzione, è assente per gran parte della giornata. Con
il padre, Leonardo ha un buon rapporto, anche se limitato dai pochi momenti di presenza paterna, cosa di cui
il bambino spesso si duole.
Secondo la madre, con lei invece Leonardo è “insopportabile”: oppositivo, lagnoso e rivendicativo, mai
contento. Lei si sente “irritata” nei suoi confronti: vorrebbe che lui fosse più “responsabile” e maturo, che
desse un aiuto in casa, invece di crearle problemi. Fra loro due c’è sempre tensione.
Su richiesta dello psicologo, rispetto ai fatti salienti avvenuti durante la gravidanza, la nascita e la crescita del
bambino, la madre, agente di polizia, racconta che dovette assentarsi da casa per lavoro per circa sei mesi,
dopo circa due anni dalla nascita di Leonardo, lasciando il marito e i due figli ancora piccoli a Firenze. Non ci
furono contatti tra loro, se non telefonici e solo il marito poté andare a trovarla una volta durante la missione.
Al suo ritorno a casa, era già incinta della terza bambina. Dal suo ritorno, il rapporto con il bambino era
cambiato: Leonardo era stato solare e affettuoso, molto attaccato a lei, ora era diventato permaloso, chiuso,
silenzioso e testardo; addirittura diventava violento al punto che – se veniva contraddetto o rimproverato –
arrivava ad insultarla e a picchiarla, cose queste che le provocavano un grande dispiacere ma che tuttora le
risultavano incomprensibili.
Leonardo aveva poi avuto un ottimo rapporto con le insegnanti della scuola materna, giovani e molte
affettuose a cui era molto affezionato; ma già dall’inizio della scuola elementare, il bambino aveva avuto
difficoltà di socializzazione con i compagni. Durante la terza elementare, la famiglia aveva cambiato casa e
paese di residenza e quindi Leonardo aveva dovuto cambiare scuola. Nel nuovo ambiente si era poco
integrato, non aveva fatto amicizie significative e l’unica sua attività extra scolastica era rappresentata dal
giocare in una squadra di calcio per bambini, cosa che lo appassionava molto. Comunque a scuola aveva un
rendimento più che sufficiente.
La madre riferisce di essere preoccupata rispetto al passaggio alla scuola media inferiore e di aver richiesto
la consultazione proprio per questo motivo.
Il candidato illustri ed argomenti un ipotetico progetto di lavoro per lo psicologo, specificando:
1) gli aspetti psicodiagnostici e prognostici;
2) gli eventuali approfondimenti clinici necessari;
3) il progetto di intervento con il bambino e/o con i genitori;
motivando le proprie scelte sulla base dei dati forniti dalla traccia.
in modo molto schematico cosa mettereste?????????????