Con la psicoterapia si può cambiare?
Salve a tutti e scusate per la domanda che può sembrare banale, ma avrei bisogno di sapere il punto di vista di esperti.
Mi chiedo se con la psicoterapia si possono colmare in età adulta le mancanze affettive che caratterizzano l'attaccamento insicuro oppure l'intento è quello di accettarsi per come siamo fatti e cercare di vivere al meglio?
Potrà, per esempio, un ambivalente - dopo adeguata psicoterapia - relazionarsi in modo "sano" ad uno sicuro? (domanda molto semplicistica, lo so, ma spero di aver fatto capire quello che intendevo)
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Perché, secondo te, un "ambivalente" (chissà che cos'è...) si relaziona in modo "non sano"?
Guarda, non è una domanda né retorica, né ironica. Sono davvero incuriosito. E interessato.
Buona vita
Guglielmo
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Volevo dire che molto spesso una persona con modello operativo di attaccamento, ad esempio, ambivalente, si relaziona in modo dipendente.
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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benedetta14
Salve a tutti e scusate per la domanda che può sembrare banale, ma avrei bisogno di sapere il punto di vista di esperti.
Mi chiedo se con la psicoterapia si possono colmare in età adulta le mancanze affettive che caratterizzano l'attaccamento insicuro oppure l'intento è quello di accettarsi per come siamo fatti e cercare di vivere al meglio?
Potrà, per esempio, un ambivalente - dopo adeguata psicoterapia - relazionarsi in modo "sano" ad uno sicuro? (domanda molto semplicistica, lo so, ma spero di aver fatto capire quello che intendevo)
Domanda tutt'altro che banale, alla quale però la risposta è complessa.
In primo luogo direi che bisogna definire cosa si inteda con "relazionarsi in modo sano e sicuro" (anche se il tuo riferimento alla teoria dell'attaccamento è chiaro...). Poi bisogna considerare a quale tipo di psicoterapia ci si riferisca, visto che alcuni orientamenti mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, altri al cambiamento strutturale.
Non c'è una risposta univoca, quindi...
Saluti
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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gieko
Domanda tutt'altro che banale, alla quale però la risposta è complessa.
In primo luogo direi che bisogna definire cosa si inteda con "relazionarsi in modo sano e sicuro" (anche se il tuo riferimento alla teoria dell'attaccamento è chiaro...). Poi bisogna considerare a quale tipo di psicoterapia ci si riferisca, visto che alcuni orientamenti mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, altri al cambiamento strutturale.
Non c'è una risposta univoca, quindi...
Saluti
OK Grazie gieko. Si, mi riferisco alla teoria dell'attaccamento ed intendevo dire relazionarsi senza dipendenze affettive. Le terapie che mirano all'estinzione del sintomo/adattamento sono quelle cognitive-comportamentali?
Comunque la domanda si riferiva a quelle che si rivolgono al cambiamento strutturale: che esperienza avete in merito? Si possono colmare le carenze affettive?
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benedetta14
OK Grazie gieko. Si, mi riferisco alla teoria dell'attaccamento ed intendevo dire relazionarsi senza dipendenze affettive. Le terapie che mirano all'estinzione del sintomo/adattamento sono quelle cognitive-comportamentali?
Oggi giorno è veramente difficile ragionare per generalizzazioni, visto che anche in ambito cognitivista ci sono orientamenti molto più vicini all'intervento strutturale che altro. Grosso modo comunque sì. Ma soprattutto la terapia breve strategica.
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benedetta14
Comunque la domanda si riferiva a quelle che si rivolgono al cambiamento strutturale: che esperienza avete in merito? Si possono colmare le carenze affettive?
L'esperienza e l'idea che ho di una teoria clinica che riguardi il cambiamento strutturale è che non è passando attraverso il "colmare le carenze affettive" che si producono processi di trasformazione. Non si tratta di riparare qualcosa di mancante, ma di trasformare qualcosa che genera sofferenza.
Saluti
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Ciao Benedetta. La tua è una bella domanda, bella perchè va al cuore di un argomento fondamentale e centrale nel benessere individuale e di coppia.
I Moi della teoria dell'attaccamento individuano, come mi sembra tu sappia bene, gli stili insicuri in evitante-distanziante, preoccupato-ambivalente e disorganizzato. Gli sviluppi di questo filone di ricerca evidenziano come sia possibile che Moi organizzatisi in età infantile possano essere permeabili rispetto a nuove strutture proposte da successive relazioni, come ad es. in adolescenza ed in età adulta. La collusione e complementarità degli attaccamenti in una coppia può rendere più facile lo stallo: nella casisitica clinica si presenta una prevalenza della coppia partner evitante-partner preoccupato. La terapia individuale o di coppia può essere terreno utile per evolvere verso un attaccamento sicuro, attraverso la possibilità di sviluppare una metacognizione sulle caratteristiche delle dinamiche relazionali personali e della diade, e procedere con un'elaborazione di quanto man mano emerge nella prospettiva della co-costruzione di un attaccamento sicuro mediante la possibilità di aiutarsi ad "aprirsi" e permettersi di sperimentare esperienze emozionali correttive che consentono di lasciarsi alle spalle il corrispettivo Moi insicuro.
E' un percorso, da costruire insieme, che affronta una gamma i variabili relative a processi cognitivi ed a processi affettivo emotivi , come ad es. processi di attribuzione e valutazione, percezione del supporto e del conflitto, credenze e standard , vicinanza, intimità e self-disclosure, livelli di impegno e coinvolgimento nella relazione, ecc..
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GIUNONE
permettersi di sperimentare esperienze emozionali correttive che consentono di lasciarsi alle spalle il corrispettivo Moi insicuro.
Esperienze emozionali correttive di che? E poi fornite da chi? I limiti dell'epistemologia ambientalista si scontrano proprio con il fatto che in terapia abbiamo a che fare un con processo bidirezionale. Nulla da correggere, tutto da mettere in gioco e trasformare, insomma.
Saluti
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Con la teoria dell'attaccamento l'esperienza emozionale correttiva si riferisce alla possibilità di costruire nuovi significati e sperimentare nuove emozioni lenitive rispetto a quelle che hanno contribuito alla formazione di modalità affettivo-emotive disfunzionali. Non c'è un dispenser, ma la sperimentazione del nuovo (emozione e significato) avviene all'interno del percorso terapeutico e soprattutto della relazione di coppia.
Se non sei d'accordo non so che dirti, ti sto portando i riferimenti di questo orientamento.
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Ti ringrazio, credo di conoscerne qualcosa e la mia era una riflessione critica, dato che la teoria dell'attaccamento si rifà ad un'epistemologia ambientalista.
Ad ogni modo la mia era una risposta/stimolo per benedetta che parlava proprio di "colmare le mancanze affettive".
Saluti
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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GIUNONE
Con la teoria dell'attaccamento l'esperienza emozionale correttiva si riferisce alla possibilità di costruire nuovi significati e sperimentare nuove emozioni lenitive rispetto a quelle che hanno contribuito alla formazione di modalità affettivo-emotive disfunzionali. Non c'è un dispenser, ma la sperimentazione del nuovo (emozione e significato) avviene all'interno del percorso terapeutico e soprattutto della relazione di coppia.
Se non sei d'accordo non so che dirti, ti sto portando i riferimenti di questo orientamento.
E' azzardato dire che, data la fondamentale importanza della sperimentazione del nuovo e le difficoltà ad esplorare dei Moi insicuri, difficilmente un paziente sarà motivato ad interrogarsi sul suo modo di relazionarsi prima della fine traumatica del rapporto affettivo? Ed è corretto dire che di conseguenza la terapia difficilmente potrà essere individuale? E se i Moi insicuri si relazionano prevalentemente tra di loro, come riescono a percepire l'importanza di conoscersi più approfonditamente e di rivolgersi ad un terapeuta?
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
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gieko
Oggi giorno è veramente difficile ragionare per generalizzazioni, visto che anche in ambito cognitivista ci sono orientamenti molto più vicini all'intervento strutturale che altro. Grosso modo comunque sì. Ma soprattutto la terapia breve strategica.
Gieko ma in psicoanalisi cosa si intede per "cambiamento strutturale"? Perche' e' vero che le TBS mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, ma se mirassero solo a quello sarebbero non dico inutili ma quasi. Insomma, se cosi' fosse la maggior parte delle volte si verificherebbe uno spostamento del sintomo e saremmo punto e da capo...anche nelle TBS viene fatto un intervento di tipo strutturale, quindi mi domandavo se per caso in psicoanalisi non si intenda un'altra cosa...
Grazie per il chiarimento!
Riferimento: Con la psicoterapia si può cambiare?
Mi sembra che ne avessimo parlato in una vecchia discussione... Da quel che so, la TBS non contempla il concetto di struttura, ma si occupa del sistema percettivo. Consideriamo inoltre che oltre allo spostamento del sintomo (che ritengo altamente probabile con questo tipo di tecniche) può essere sottile e "camuffato" dai processi di suggestione messi in atto (ed esplicitamente contemplati nella TBS).
Cosa si intenda per struttura in psicoanalisi è piuttosto complesso e sarò necessariamente parziale... In sostanza si intende un livello organizzativo inconscio del soggetto che configura il mondo interno ed esterno del soggetto.
So che può suonare poco chiaro, ma non saprei come altro definirlo.
Spero che sia un po' più chiara la differenza tra i livelli di intervento.
Saluti
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Gieko ma in psicoanalisi cosa si intede per "cambiamento strutturale"? Perche' e' vero che le TBS mirano all'estinzione del sintomo/adattamento, ma se mirassero solo a quello sarebbero non dico inutili ma quasi. Insomma, se cosi' fosse la maggior parte delle volte si verificherebbe uno spostamento del sintomo e saremmo punto e da capo...anche nelle TBS viene fatto un intervento di tipo strutturale, quindi mi domandavo se per caso in psicoanalisi non si intenda un'altra cosa...
Grazie per il chiarimento!
Il problema è capire che cosa si intende per "struttura", anche all'interno della stessa psicoanalisi la questione non è univoca.
Saluti,
ikaro