Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
ciao a tutti..
apro questa finestra per chiedervi dei pareri riguardo alla situazione in Italia della psicologia clinica..sapete..alcuni dicono che ormai è morta,che è meglio puntare altrove per la propria formazione,altri,anche professori,dicono che in realtà non è così...Qual'è la vostra esperienza?:shy:
per quel che mi riguarda l'anno prossimo inizio l'ultimo anno della triennale e devo iniziare a orientarmi nei meandri delle specialistiche..voi me la consigliate clinica?O dite di puntare su neuro?
Sono sinceramente confusa....:deluso:
Quello che a me piacerebbe,al di là del mercato del lavoro è quello di proseguire con la psicoterapia,magari con la scuola di psicodramma..e poi lavorare nelle comunità di recupero..o cose così..
aspetto vostre notizie...
...e grazie..:respekt:
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
oddio cristoforo..se la situazione è davvero così tragica come la descrivi non c'è proprio niente di cui sorridere.....ma perchè in Italia la psicologia clinica deve essere legata a questo destino?o kmq la psicoterapia..perchè capisco che i tuttologi non vadano,sono d'accordo...ma perchè sembra così impossibile cambiare le cose,cambiare rotta?Possibile che non si possa fare niente?
e quindi cosa suggerisci per la specialistica?
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
In italia c'è un terzo (33%) degli psicologi d'Europa. Se non ricordo male si tratta dell'Europa prima dell'ultimo allargamento ad est. A questo va aggiunta l'inadeguata politica dell'ordine che nell'ultima quindicina di anni ha permesso l'ingresso di professioni non psicologiche nel campo della clinica, come il counseling prima e il counseling filosofico poi. Aggiungici il non aver saputo identificare, ne promuovere l'identificazione delle specificità di cui si occupa lo psicologo clinico.
Penso di aver risposto alla tua domanda.
Concludo diceno che per chi è disposto a sudarsela, anche pronandosi a compromessi mal pagati, poi, alla fine, riesce a vedere un po di luce. Ci vuole disponibilità al sacrificio e, magari in prospettiva futura, al trasferimento. L'europa è grande e la professionalità italiana è molto apprezzata. I grandi sacrifici che facciamo (chi li fa, ovviamente) portano una certa esperienza sia in ambito clinico che di "sopravvivenza istituzionale" o pseudo-tale. Doti che in altri paesi si coltivano in molti più anni di attività.
Se cerchi un lavoro a posto fisso...ti devi rassegnare ai 1000, 1100 euro al mese, se ti va bene.
La corsa è lunga, difficile, questo si!
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..da quello che mi dite forse è meglio cambiare rotta........ma la domanda un po' mi rimane.....perchè lìordine non può cambiare le cose??
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
il problema non è l'ordine. Le carenze che massimo gli attribuisce sono fenomeni che non sono nati in Italia e che all'estero sono molto più sviluppati. Anche per quanto riguarda la promozione della figura dello psicologo il fattore che incide principalmente è la svalutazione dovuta all'esubero.
Il problema è una società in crisi che specula sulla formazione universitaria come su di una qualsiasi merce.
Fa bene massimo a precisare che il dato del 33% si riferisce all'europa prima dell'allargamento. Alcuni paesi dell'est presentano probabilmente una situazione simile a quella italiana dove la frequenza universitaria viene favorita dalla contemporanea disponibilità di risorse finanziarie per le famiglie e dalla mancanza di prospettive lavorative post diploma. Questi fattori uniti alla proliferazione dei corsi universitari e alla loro semplicità ha come risultato un numero di laureati sproporzionato rispetto alle esigenze del mercato.
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
Caro Massimo,
mi sono laureata in Psicologia Clinica, ho appena superato l'EdS ed ho intenzione di iscrivermi ad una scuola di psicoterapia.
Le tue parole suonano tristemente vere, anche se ho preferito non pensarci prima della Laurea, studiando quello che davvero mi interessava. La nostra specificità professionale non sembra essere tutelata...
Una domanda: quali prospettive ci sono all'estero che in Italia non esistono?
Grazie per i chiarimenti che offri.
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
Ciao, io mi sono specializzata in psicologia clinica (scuola quadriennale universitaria) e sono attualmente disoccupata, senza nessuna prospettiva nè nel privato, nè nel pubblico. I concorsi sono tutti o quasi tutti truccati! Se potessi tornare indietro, MAI E POI MAI mi iscriverei a quella scuola (che mi ha fatto perdere il lavoro di educatrice a causa dell'obbligo di frequenza) e MAI E POI MAI alla facoltà di psicologia.
Ormai è tardi per affrontare nuovi percorsi, dopo tanti anni di studio...!Capite la mia disperazione? :sbonk::swear:
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
comprendere la tua disperazione non ti aiuterà a risolvere i tuoi problemi. scusa, ma....
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
oddio ragazzi......che situazione..........:-(
Riferimento: Sarà vero che la Psicologia Clinica in Italia sta morendo?
le prospettive all'estero sono le prospettive di paesi che conoscono una minore inflazione della nostra professione. sepsso a questa minore inflazione di psicologi pro capite corrisponde una minore professionalità, in italia si è scelto la strada del super professionalizzato che in quanto più bravo, vince. non è così in realtà, ma in compenso spesso la formazione è mediamente più elevata, inoltre vivere in un panorama ricco come il nostro non è affatto male. sei obbligato al confronto.
questo, esportato dove di questo ce ne è meno, è un buon prodotto.
potrei poi parlarti dell'infinita disponibilità di molti docenti universitari, una mia collega o delira o ha trovato la mecca.