Riferimento: Andiamo in Inghilterra
Non so se siano 10000 o 5392 ma confermo che il progetto è reale. Si chiama IAPT che sta per Improved Access to Psychological Therapies.
Qui c'è il link NHS: IAPT Home
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Il colmo è che il governo inglese si trova sotto organico della metà degli psicoterapeuti necessari (ne hanno previsti 10000, ma ne posseggono solo 5000) ed il progetto pertanto prevede di reclutare i restanti 5000 terapeuti tra il personale più anziano e con maggiore esperienza professionale nel campo della salute mentale tra infermieri, riabilitatori, educatori, assistenti sociali e counselors che avranno il titolo di "terapeuti psicologici" (psychological therapists)!
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Il colmo è che lo Stato scelga, per i pazienti, l'orientamento terapeutico -guarda caso!- quello cognitivo-comportamentale, insomma non mi sembra ci sia molto da esultare, anzi è il segno che tira una brutta aria, non mi stupisce nemmeno quel "toccasana per le casse dello stato", insomma alla fine si tratta di "sanare" persone e sanità pubblica, due piccioni con una fava, "io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo... lo sono!" (e resto in Italia!) :P
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ikaro78
(e resto in Italia!) :P
contento tu!
Battute a parte. L'orientamento cognitivo-comportamentale non sarà la panacea ma definire l'assunzione di 10000 terapeuti "una brutta aria" (vista l'aria che tira in italia) non so quanto possa essere condivisibile.
Mi piacerebbe sapere quanti laureati in psicologia che lavorano in Italia come educatori precari rinuncerebbero a:
Contratto a tempo indeterminato
27 giorni di ferie pagate + festivi
Malattia pagata (+ 6 mesi di maternità e 3 settimane di paternità pagate)
Formazione pagata dal datore di lavoro
stipendio che varia dalle 24,000 alle 39,000 Sterline annue
Forse sono io che sono venale ma a volte nella vita occorre essere pragmatici.
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Axamer Ibk
contento tu!
Battute a parte. L'orientamento cognitivo-comportamentale non sarà la panacea ma definire l'assunzione di 10000 terapeuti "una brutta aria" (vista l'aria che tira in italia) non so quanto possa essere condivisibile.
Mi piacerebbe sapere quanti laureati in psicologia che lavorano in Italia come educatori precari rinuncerebbero a:
Contratto a tempo indeterminato
27 giorni di ferie pagate + festivi
Malattia pagata (+ 6 mesi di maternità e 3 settimane di paternità pagate)
Formazione pagata dal datore di lavoro
stipendio che varia dalle 24,000 alle 39,000 Sterline annue
Forse sono io che sono venale ma a volte nella vita occorre essere pragmatici.
Concordo pienamente ed aggiungo che farei volentieri armi e bagagli!!
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Axamer Ibk
contento tu!
Battute a parte. L'orientamento cognitivo-comportamentale non sarà la panacea ma definire l'assunzione di 10000 terapeuti "una brutta aria" (vista l'aria che tira in italia) non so quanto possa essere condivisibile.
Mi piacerebbe sapere quanti laureati in psicologia che lavorano in Italia come educatori precari rinuncerebbero a:
Contratto a tempo indeterminato
27 giorni di ferie pagate + festivi
Malattia pagata (+ 6 mesi di maternità e 3 settimane di paternità pagate)
Formazione pagata dal datore di lavoro
stipendio che varia dalle 24,000 alle 39,000 Sterline annue
Forse sono io che sono venale ma a volte nella vita occorre essere pragmatici.
Finalmente!
Un po' di sano di pragmatismo! E' solo confrontando l'Italia con altri paesi (soprattutto europei) che si può capire la reale situazione della Psicologia e dei Psicologi in Italia, in particolare del mercato.
Pensando con il tipico "individualismo italiano"...sopravviviamo nel ns. orticello piccolo, ma di casa...non credo l'Italia andrà lontano anzi, principi di collasso
hanno già colpito il sistema. Ma si può sempre far finta di niente.
Anche quella è una scelta...disperata, però, secondo me.
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Finalmente!
Un po' di sano di pragmatismo! E' solo confrontando l'Italia con altri paesi (soprattutto europei) che si può capire la reale situazione della Psicologia e dei Psicologi in Italia, in particolare del mercato.
Pensando con il tipico "individualismo italiano"...sopravviviamo nel ns. orticello piccolo, ma di casa...non credo l'Italia andrà lontano anzi, principi di collasso
hanno già colpito il sistema. Ma si può sempre far finta di niente.
Anche quella è una scelta...disperata, però, secondo me.
E chi ti ha detto che l'alternativa è far finta di niente? Possibile che non capite quale rischio comporti istituire una cura di stato e soprattutto il suo orientamento teorico? Poi per carità, il progetto potrà anche avere risvolti interessanti, andrebbe letto e criticato nel dettaglio. Qui invece mi sembra che ognuno pensi a coltivare il proprio orticello (e portafogli), io pongo la questione su un piano etico e politico, e sarei io l'individualista? Ma andatevene davvero in Inghilterra, che è meglio per tutti! :P
Saluti,
ikaro
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Sono d'accordo con ikaro. La cosa che sento come più preoccupante è che c'è un silenzio assordante sulle riflessioni - e non tutte devono per forza essere contrarie - circa le implicazioni per i pazienti di questi "grandi progetti". Eppure la questione etica dovrebbe pur ricoprire un ruolo... Oppure essere pragmatici significa accantonarla?
Saluti
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Il progetto di Lord layard parte dall'assunto che, in attesa di evidenze convincenti per le differenti tipologie di psicoterapia, la TCC è quella che ad oggi ha dato maggiori prove di efficacia. Il criterio di scelta del governo è l'efficacia quanto più possibile quantificabile ed è ovvio che sia questo. SAecondo me è una risorsa importante ed uno smacco al giogo farmacologico. Il beneficio soggettivo in termini di qualità della vita ed il gfuadagno sociale sono la leva per aiutare il pz a vedere "altro" che il farmaco, e che questo "altro" funziona. Di qui la possibilità anche di proseguire volontariamente con la terapia, dello stesso orientamento o di altro.
E' importante che il pz sperimenti un percorso terapeutico che non è farmacologico. Non vedo il motivo di questa demonizzazione!
Meglio invece che il governo garantisca la copertura farmacologica?
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Aggiungo: ho esperienza di pz che dopo una terapia breve hanno scelto di continuare con lo stesso orientamento, ma anche con altri....l'efficacia di un'alfabetizzazione psi è indubbia!
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GIUNONE
Il progetto di Lord layard parte dall'assunto che, in attesa di evidenze convincenti per le differenti tipologie di psicoterapia, la TCC è quella che ad oggi ha dato maggiori prove di efficacia. Il criterio di scelta del governo è l'efficacia quanto più possibile quantificabile ed è ovvio che sia questo.
A parte che la definizione di efficacia sarebbe da discutere con attenzione perchè le cose non sono così semplici come possono sembrare (e di qui tutti gli studi empirici più recenti sul processo terapeutico...), ritengo perlomeno discutibile basare delle scelte così nette su questioni di estrema complessità come quelle degli orientamenti e delle metodologie di intervento in psicoterapia.
E' questo che non dovrebbe essere troppo ovvio, secondo il mio parere...
Saluti
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Il progetto di Lord layard parte dall'assunto che, in attesa di evidenze convincenti per le differenti tipologie di psicoterapia, la TCC è quella che ad oggi ha dato maggiori prove di efficacia. Il criterio di scelta del governo è l'efficacia quanto più possibile quantificabile ed è ovvio che sia questo. SAecondo me è una risorsa importante ed uno smacco al giogo farmacologico. Il beneficio soggettivo in termini di qualità della vita ed il gfuadagno sociale sono la leva per aiutare il pz a vedere "altro" che il farmaco, e che questo "altro" funziona. Di qui la possibilità anche di proseguire volontariamente con la terapia, dello stesso orientamento o di altro.
E' importante che il pz sperimenti un percorso terapeutico che non è farmacologico. Non vedo il motivo di questa demonizzazione!
Meglio invece che il governo garantisca la copertura farmacologica?
Beata ingenuità...
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Originalmente inviato da
gieko
A parte che la definizione di efficacia sarebbe da discutere con attenzione perchè le cose non sono così semplici come possono sembrare (e di qui tutti gli studi empirici più recenti sul processo terapeutico...), ritengo perlomeno discutibile basare delle scelte così nette su questioni di estrema complessità come quelle degli orientamenti e delle metodologie di intervento in psicoterapia.
E' questo che non dovrebbe essere troppo ovvio, secondo il mio parere...
Saluti
Le scelte fatte si basano proprio su categorie riconosciute e condivise e non credo che parlare in termini qualitativi e quantitativi e finalmente di risultati concreti misurabili voglia comportare l' essere tacciati di semplicismo. Questioni di estrema complessità sono affrontabili tanto quanto quelle di estrema semplicità, ci sono gli strumenti e le modalità. Il non volerli vedere o il rigettarli a priori, secondo me, alimenta solo uno scetticismo ad oltranza, un trincerarsi dietro posizioni che non vogliono essere intaccate nè discusse nè comprovate, restando impantanati in una immobilità svilente.
Meglio restare ai farmaci?
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ikaro78
Beata ingenuità...
facile non articolare o argomentare un dissenso!! Beato te!