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Come e dove lavorare a Milano?
Ciao a tutti, sono un neo-laureato in Psicologia Clinica alla facoltà di Palermo e tra poco dovrei trasferirmi a Milano per frequentare la scuola di specializzazione (orientamento junghiano). Vorrei sapere se qualcuno sappia indicarmi come e dove trovare lavoro, preferibilmente nell'area clinica. Vorrei essere informato sulla situazione degli psicologi a Milano, in quale ambito si riesce a trovare lavoro. Qui al sud è un disastro e sono in cerca di consigli e rassicurazioni.
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Citazione:
Ciao a tutti, sono un neo-laureato in Psicologia Clinica alla facoltà di Palermo e tra poco dovrei trasferirmi a Milano per frequentare la scuola di specializzazione (orientamento junghiano). Vorrei sapere se qualcuno sappia indicarmi come e dove trovare lavoro, preferibilmente nell'area clinica. Vorrei essere informato sulla situazione degli psicologi a Milano, in quale ambito si riesce a trovare lavoro. Qui al sud è un disastro e sono in cerca di consigli e rassicurazioni.
Generalmente gli psicologi a Milano pranzano qui:
OSF - Testimonianze dei volontari: la mensa dei poveri
Se vuoi venire a incontrarci, possiamo darti qualche consiglio... :asd:
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Purtroppo lavoro non ce n'è...
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
guardando le statistiche pubblicate sul sito dell'Ordine, si nota che ci sono moltissimi psicologi nella città di Milano. Davvero è così difficile lavorare FUORI Milano? e se ce ne sono così tanti nella cità, a rigor di logica dovrebbe essere difficile lavorare anche nella stesa città di Milano?
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Non c'è lavoro per nessuno...non solo come piscologo, ma nemmeno negli altri campi... è molto difficile. il campo clinico è saturo, e per gli altri campi c'è la crisi
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
accidenti, se non c'è uno straccio di lavoro a Milano, che "quaggiù" per molti di noi è l'eldorado pieno di lavoro e di opportunità, siamo veramente alla canna del gas! :sbonk:
Ma per gli psicologi non c'è lavoro...in che senso? E perché? :sbonk:
Cioè, che nn ci sia lavoro come dipendenti, ok, anche perché lo psicologo difficilmente viene assunto come dipendente, da Milano a Cantù, più probabilmente può crearsi il lavoro come libero professionista, offrendo le sue prestazioni, come per tutti i professionisti, come gli avvocati, gli architetti, ecc.
Non ci sono spazi neanche per la libera professione...lassù? Ad esempio, con le dovute strategie promozionali, puntando su un servizio specifico e di nicchia, il mercato non risponde? In quanti hanno provato e non hanno avuto risposta dal mercato? Con quali strategie di psico-marketing?
Oppure non ci sono spazi di mercato perché vengono invasi da professioni limitrofe come counselor, coach, ecc, come sta succedendo a Roma, che è oltre che di psicologi (1 ogni 270 abitanti, praticamente lo psicologo di condominio), è piena di counselor, life coach, consulenti filosofici, ecc, sfornati da migliaia di scuole di counseling?
Cioè, vorrei capire qual è il fattore che incide di più: in che misura ci sono fattori oggettivi (reddito medio bassissimo, livello socio-economico bassissimo, gente che non ha soldi neanche per mangiare, ecc, come succede in alcune sacche del centro e sud), in che misura la scarsità di opportunità di lavoro è dovuta alle aspettative irrealistiche (lavoro da psicologo = lavoro da dipendente) e in che misura dalla quantità e tipologia di strategie di promozione attiva della propria professionalità. A volte basta modificare quest'ultimo fattore e si ottengono discreti risultati
:sbonk:
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Di Eldorado non ce n'è più in giro da almeno 20 anni, non al Nord nè all'estero. D'altra parte siamo di fronte alla più grave crisi economica strutturale degli ultimi 50 anni.
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Originalmente inviato da
ste203xx
Oppure non ci sono spazi di mercato perché vengono invasi da professioni limitrofe come counselor, coach, ecc, come sta succedendo a Roma, che è oltre che di psicologi (1 ogni 270 abitanti, praticamente lo psicologo di condominio), è piena di counselor, life coach, consulenti filosofici, ecc, sfornati da migliaia di scuole di counseling?
Ritengo che sia fuorviante pensare che il mercato delle psicoterapie sia saturo a causa delle professioni limitrofe, perchè in primo luogo è riempito da un numero di professionisti assolutamente spropositato. Come ricordi anche tu, in Italia ci sono più psicologi che medici ed il fatto che sul nostro territorio sia presente un terzo degli psicologi d'Europa la dice lunga.
Difficilmente le strategie di marketing possono fare qualcosa, anche perchè spesso si risolvono in una semplificazione dei problemi che, se in un primo momento può generare un'attenzione, credo diventi controproducente. Solo qualche giorno fa ho letto su queste pagine di un corso per la psicodiagnostica di perversioni "soft" e "hard", tanto per dire a cosa si può arrivare...
Accenni ad una preparazione con competenze specialistiche e di nicchia, ma anche qui spesso sembra che tra le parole ed i fatti ci sia in mezzo l'oceano.
Insomma, la situazione è decisamente nera (come peraltro per altre categorie idealizzate, come gli architetti o gli avvocati...) e penso che ci sarà da attendere che il sistema economico si riaggiusti con i suoi lunghi tempi per poter vedere qualche barlume di possibilità per chi avrà competenze tali da sopravvivere alla tempesta.
Spero di essere stato sufficientemente rassicurante...
Saluti
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quindi, dici, il fattore determinante è quello "oggettivo", è la crisi strutturale del mercato (tanto per capirci)?
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
No, i fattori sono complessi. Ad un livello macro abbiamo a che fare con il crollo strutturale del sistema economico, ad un livello di mercato con situazioni di ipersaturazione all'interno di comparti produttivi e di servizi, a livello micro con modalità formative che lasciano a desiderare. Tutti fattori in interazioni estremamente variegate e ramificate.
Saluti
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
torno sul tema dell'argomento "lavorare a Milano". Verrei sapere secondo la vastra esperienza se è di qualche speranza lasciare, di persona certo, il proprio curriculum, per quanto magro possa essere, a strutture come: comunità terapeutiche, cooperative sociali, o se il personale che vi lavora è inviato da società no profit o privati. Lo dico perchè a Palermo in molte Comunità terapeutiche, case famiglia e gruppi alloggio funziona in questo modo e il problema in questo caso, qui a Palermo è che ci vogliono le raccomandazioni per farti inviare dal direttore (proprietario) dell'agenzia no profit, e preciso che sei inserito come operatore. Mi hanno anche parlato di agenzie interinali (a Milano) in cui c'è qualche probabilità di ottenere un lavoro in cui siano riconosciute le tue qualifiche. Si tratterebbe di multinazionali che avrebbero un interesse economico nel trovare lavoro, quindi un maggiore investimento, lo dico perchè un mio cugino è riuscito a trovare lavoro attraverso queste agenzie interinali, lui sta a Segrate da due anni.
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Riallacciandomi ai due interventi precedenti, ritengo che le possibilità siano molto scarse, considerando anche che la mancanza di conoscenza del territorio (fattore di un certo peso). La figura di psicologo in ambito clinico non è pressocchè richiesta. Per le attività di tipo educativo da circa 2 anni la maggior parte delle cooperative ed enti della Lombardia hanno recepito la direttiva relativa all'impiego di soli laureati in scienze dell'educazione. I colpi di fortuna sono decisamente improbabili quindi.
Per quanto riguarda le agenzie di lavoro interinale si occupano principalmente di altri settori produttivi, ricercando figure solitamente di basso profilo specialistico (addetto call-center, segreteria) o con competenze di tipo tecnico (operai specializzati). Per quanto riguarda il riconoscimento delle qualifiche non ci farei affidamento.
Questo il quadro che ti si propone, secondo me. Spero di averti dato qualche elemento in più per valutare. Il post di ikaro non è poi molto lontano dalla realtà...
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Di Eldorado non ce n'è più in giro da almeno 20 anni, non al Nord nè all'estero. D'altra parte siamo di fronte alla più grave crisi economica strutturale degli ultimi 50 anni.
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Insomma, la situazione è decisamente nera (come peraltro per altre categorie idealizzate, come gli architetti o gli avvocati...) e penso che ci sarà da attendere che il sistema economico si riaggiusti con i suoi lunghi tempi per poter vedere qualche barlume di possibilità per chi avrà competenze tali da sopravvivere alla tempesta.
wow, ce n'è fin quando avrò l'età del pensionamento :asd: facciamoci una risata :jd:
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Non sono completamente d'accordo. Forse parlate in questo modo perché non conoscete la vera realtà del meridione (Se così fosse il nord non vi sembrerebbe così pessimo, lavorativamente parlando). Naturalmente la mia è solo un'opinione dettata dalla mia personale esperienza.
Anche io vengo dal sud, appena mi sono abilitato (era luglio 2008) mi sono trasferito in lombardia e tra fine agosto e inizio settembre ho mandato tantissimi curriculum e a metà settembre già lavoravo.
Certo, lavoro come educatore, ma se fossi rimasto al sud probabilmente sarei ancora disoccupato...
Quindi, se sei davvero caparbio e non ti scoraggiano mille sacrifici, io ti consiglio di provarci :approved:
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Originalmente inviato da
GIOVANEPSY83
Anche io vengo dal sud, appena mi sono abilitato (era luglio 2008) mi sono trasferito in lombardia e tra fine agosto e inizio settembre ho mandato tantissimi curriculum e a metà settembre già lavoravo.
Certo, lavoro come educatore, ma se fossi rimasto al sud probabilmente sarei ancora disoccupato...
Mi pare di capire che sei a Como, che è già diverso. Comunque nessuno ha detto che al sud non sia peggio, ma solo che al nord, specie nelle grandi realtà come Milano, la situazione è molto grave, anche per lavori come educatore (ribadisco, peraltro ormai riservati per decreto regionale ai soli laureati in scienze dell'educazione).
Saluti
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Do 2 esempi della mia piccola realtà, che ti potrebbero aiutare a prendere la tua decisione.
Vanno decisamente nel senso di quello che dice Giovanepsy83.
Lavoro in una UONPIA di un ospedale milanese e a novembre le 2 tirocinanti (una post laurea e l'altra appena abilitata) hanno iniziato a cercare lavoro come educatrici. A inizio febbraio tutte e due hanno trovato. Non è a tempo pieno (anche perché la prima tirocinante deve finire il tirocinio impegnativo post laurea). L'altra, appena abilitata, ha anche trovato qualcosina da psicologa: un corso di formazione da fare ogni 2 mesi.
Il lavoro da educatrici l'hanno trovato a Milano città.
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Citazione:
Do 2 esempi della mia piccola realtà, che ti potrebbero aiutare a prendere la tua decisione.
Vanno decisamente nel senso di quello che dice Giovanepsy83.
Lavoro in una UONPIA di un ospedale milanese e a novembre le 2 tirocinanti (una post laurea e l'altra appena abilitata) hanno iniziato a cercare lavoro come educatrici. A inizio febbraio tutte e due hanno trovato. Non è a tempo pieno (anche perché la prima tirocinante deve finire il tirocinio impegnativo post laurea). L'altra, appena abilitata, ha anche trovato qualcosina da psicologa: un corso di formazione da fare ogni 2 mesi.
Il lavoro da educatrici l'hanno trovato a Milano città.
Si tratta comunque di un altro lavoro, quello di educatore appunto, considerando che Carlo diceva "preferibilmente nell'area clinica" è giusto che gli si dica che non c'è molto da preferire...
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Ragazzi la situazione è seria. Il 30 marzo è la data ultima per presentare domanda di ammissione alla scuola di specializzazione (AIPA e CIPA) entrambe di orientamento junghiano, e dovrò trovare casa e lavoro entro novembre, mese in cui inizierà il corso. Gieko mi sconforta, perchè la sua sintesi è centrata e assolutamente attuale. Ma collegandomi a GIOVANEPSY83, il meridione è devastante e devastato da secoli di abusi e passività (potrei parlarvi della struttura inconscia del meridione e delle sue dinamiche/a-dinamiche secondo le mie rappresentazioni, certo) e sono certo che con abnegazione, volontà e competenza è assai probabile avere di meglio. La specializzazione voglio farla, è una questione di identità professionale e personale, pur sapendo che che necessita molto tempo prima di trovare lavoro nell'ambito clinico. Un certo sollievo e un miglioramento dell'umore mi ha dato la lettura di GIOVANEPSY83 e coyotino12. Vorrei sapere, quindi, da GIOVANEPSY83 dove dovrei mandare i curriculum, in quali associazioni e con quale modalità, è necessario recarmi personalmente a consegnare i curriculum o se inviandoli verranno ugualmente presi in considerazione. Attendo le nuove vostre.
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aH dimenticavo io sono al quanto squattrinato quindi l'nvito di ikaro78 alla OSF (purtroppo) è bene accetto se è ancora valido. A presto.
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aH dimenticavo io sono al quanto squattrinato quindi l'nvito di ikaro78 alla OSF (purtroppo) è bene accetto se è ancora valido. A presto.
T'aspetto! :approved:
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Ciao Carlop, io ho mandato i curriculum vitae soprattutto alle cooperative ma anche alle varie strutture che lavorano nel sociale (comunità di ogni tipo, case-famiglia, asili nido, etc.). Mi fa piacere che il mio intervento ti abbia confortato. Sai, alla fine se davvero ci si mette il massimo dell'impegno si riesce. Io lavoro e riesco a frequentare una scuola di specializzazione che davvero richiede un enorme impegno e finora, anche se con enormi sacrifici, riesco ad andare avanti (sono al secondo anno). Per qualsiasi cosa non esitare a contattarmi, anche in privato, ok? :approved:
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Ciao GIOVANEPSY83, ma i curriculum li hai consegnati di persona o è possibile inviarli. In questo caso secondo te li tengono in considerazione? Qui a Palermo sono inutili in ogni caso.
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Io li ho inviati via mail e ti assicuro che ho ricevuto diverse telefonate. Certo che non devi scoraggiarti e mandarne tantissimi, su un centinaio una decina di chiamate arrivano...
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Ciao GIOVANEPSY83 intanto grazie per il conforto. Oggio ho terminato il tirocinio hai detto che sei riuscito a trovare qualcosa, potresti dirmi più o meno quanto è possibile guadagnare in un mese (non per farti i conti in tasca) ma vorrei sapere se è possibile vivere discretamente pagandosi affitto e specializzazione o tocca diciamo così "tirare a campare" facendosi aiutare dai genitori. Ti sembrerà assurdo ma sto riflettendo sulla possibilità di iscrivermi in medicina proprio perchè è difficilissimo trovare lavoro nel ramo clinico. Si lavora come educatori, operatori in comunità per minori, alcune colleghe lavorano a progetti che vengono pagati dopo mesi (una aspetta di essere pagata da più di un anno), i concorsi sono quasi sempre truccati. Voglio dire ci si arriva almeno a 1.000,00 euri al mese? altrimenti siamo ad un punto fermo e preferisco farmi altri 6 anni di medicina anche se questa facoltà non mi interessa in ogni caso da un guadagno sicuro e con la laurea in psicologia mi hanno detto che sicuramente entrerei alla specializzazione in psichiatria figurati che gli specializzandi guadagnano 1.800,00 euri al mese, che per me sarebbe un un lusso.
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Caro carlo, rintervengo anche se so di non essere quello rassicurante. L'idea di medicina potrebbe rivelarsi molto utile perchè fornisce garanzie. Considera che i costi che dovresti sostenere per il tuo trasferimento e per la formazione andrebbero tarati su ca. 600 euro per un monolocale in affitto a Milano (zona periferica, spese escluse), più 400-500 euro per l'analisi (considerando 2 sedute settimanali richieste da scuole come il CIPA). Ovviamente andranno aggiunte le spese per il vitto e tutto il resto, oltre che quelle per la scuola (considerando che gli junghiani chiedono almeno 2 anni di analisi prima dell'effettiva formazione teorica presso l'Istituto, hai più tempo).
Spero di esserti stato utile.
Saluti
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
Gieko non mi sei stato utile affatto. Al contrario mi hai seriamente rotto il "diniego". Scherzo...la tua risposta me la sono meritata. Conosco i requisiti per l'accesso sia dell'AIPA che del CIPA e l'analisi l'ho fatta. Ho esperienza di spdc e csm, e con i pazienti più gravi ho ritrovato i riscontri dell'epistemologia junghiana (che studio da diversi anni). Il lavoro clinico è il mio campo e quello che mi preoccupa sono i compromessi,non ho intenzione di fare l'peratore o l'educatore. Se inizio così probabilmente un giorno mi ritroverò ad accettare un incarico da insegnante. Sono fortemente motivato, ho dato prova di competenza e in quelle strutture mi facevano tenere colloqui. Diversi pazienti hanno addirittura chiesto al primario che io li prendessi in carico. La realizzazione nel campo clinico è per me anche una questione di riscatto, ma qua si entrerebbe nel personale. Comunque la decisione è di inviare curriculum in Lombardia sopratutto in case di cura e cliniche private (ma sempre a patto che mi facciano fare lo psicologo clinico, pagandomi anche il minimo). Se in Lombardia non dovesse andare proverò nelle altre regioni del centro nord, altrimenti mi toccherà iscrivermi in medicina. Ma perchè quella foto, sei freudiano? e se è così: "se chi sogna un tubo sogna un fallo, chi sogna un fallo, cosa sogna?" (simboli della trasformazione, Jung). Saluti e.....ci si vede a Milano.
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Riferimento: Come e dove lavorare a Milano?
è TRISTE CHE DOPO ANNI DI APPASSIONATO STUDIO INVECE CHE OPERARE PIENAMENTE CON LE NOSTRE SCOMPETENZE SIAMO RIDOTTI A SCRIVERCI PER CONFORTARCI: DOVREMMO FARE ALTRO E DEDICARCI AI NOSTRI PAZIENTI, A MIGLIORARE LA NOSTRA SOCIETà... LAVORO C'è ma bisogna insitere ed essere umili, da Milano ci si può spostare, sicuramente è megilio che da noi.