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Problema con Bambina di 20 mesi e sua Madre: inserimento nido
Sto portando avanti l'inserimento in un nido di una bambina di 20 mesi, primogenita con cui a differenza delle altre volte, sto riscontrando vari problematiche.
L'inserimento di solito procede in maniera molto graduale, spesso si tratta delle prime volte che i bambini si separano dalle figure di riferimento parentali e si inseriscono in un contesto differente da quello abituale di casa nel quale devono imparare a condividere spazi fisici e mentali con altre persone (pari e personale educativo).
Il problema che ho riscontrato dai primissimi istanti osservando l'interazione madre bambina è che la mamma per la bimba è un continuamento di sè, la mamma deve giocare con lei, non può spostarsi di un metro perchè la bimba inizia a piangere.
Utilizza un tono imperativo con tutti, chiama l'educatrice, evita la psicologa (che sarei io :sbonk: ), decide dove la madre deve stare, picchia gli altri bimbi che prendono un qualsiasi gioco anche se lei non ci stava giocando. La sola presenza degli altri bambini la scompensa.
Fin qui diciamo che le caratteristiche della bimba sono similari ad altri bambini che sono stati inseriti nel nido, ma questa bimba, pretende che la madre le faccia ciucciare il seno per essre consolata, le apre la camicia o le tira su la maglia pur di ciucciare il seno in qualsiasi momento. La madre riferisce che è l'unico modo sia per tranquillizzarla che per farla addormentare. Prima la bimba era affidata alla nonna e la mamma quando tornava da lavoro alle 15, trovava la figlioletta stremata dalla fatica con gli occhi arrossati per la mancanza di sonno, ma la nonna non riuscva a farla addormentare e solo la presenza del seno della madre la faceva crollare all'istante.
Dai primi giorni ho detto alla signora, che dovevamo cercare di eliminare questo coportamento, cercando di entrare in empatia con lei e chiedendole soprattutto di dirmi fino a che punto voleva che mi spingessi sia con lei che con la bimba. Se a parole la signora mi ha dato la completa disponibilità, nei fatti si giustifica con la figlia mettendo me in cattiva luce per i divieti, continua a non allontanarsi dalla figlia e pure se ha diminuito le volte che in due ore l'attacca al seno, finisce sempre per allontanarsi dai bimbi e a farle ciucciare il seno per tranquillizzarla.
Le mie colleghe mi dicono di essere più inflssibile e di far continuare il periodo di inserimento dal padre (come la signora ha proposto), per me questa è una scorciatoia, io riuscirei ad avere un inserimento più facile ma perderei la fiducia della signora che ha già iniziato a mettere in atto comportamenti di distanziamento nei miei confronti scegliendo come riferimento per se e per sua figlia un'educatrice che pone meno limiti rispetto a me.
Devo pensare al mio lavoro ed accettare la proposta di far fare l'inserimento al padre e poi successivamente negli incontri coi genitori, cercare di lavorare sul rapporto madre-figlia, o devo perseguire l'inserimento con questa coppia di madre e bambina indifferenziata. L'unica certezza è, che l'inserimento di questa bimba sta avendo ripercussioni negative anche sugli altri bimbi della sezione.
Suggerimenti?
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Riferimento: Problema con Bambina di 20 mesi e sua Madre: inserimento nido
com'è la bambina quando c'è il padre?
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Ciao
anche a me è venuto in mente lo stesso quesito che ti ha posto Johnny prima di me... bisognerebbe informarsi sulle modalità di interazione padre - bambina, e poi eventualmente io penserei di chiamarlo in causa nell'inserimento... questo perchè:
1) sembrerebbe (ma direi che ne sarei praticamente certa) essereci un attaccamento di matrice insicura tra madre e bambina... non è detto però che gli stili di attaccamento siano identici tra il bambino e i 2 genitori, quindi magari con il padre la relazione è meno simbiotica...
2) temo che questo tipo di interazione sia connessa a un'espulsione del padre dall'accudimento con la figlia... chiedere che sia il padre a prendersi carico dell'inserimento all'asilo della figlia implica passare alla signora un messaggio e cioè "la bimba è di entrambi, e se con lei non ce la si fa, si faccia aiutare da lui"... è pur vero che, se davvero la relazione è così fusionale, probabilmente la signora accamperà scuse (un po' come fa per giustificare il suo comportamento, attribuendo le colpe alla bambina) o magari al marito non lo dirà nemmeno... ma almeno si può tentare. Magari, non so se tu puoi farlo, ma io proporrei un colloquio con entrambi i coniugi per far passare loro questo concetto (e cioè che siccome con la mamma ci sono problemi, magari fare l'inserimento con il papà potrebbe essere d'aiuto)...così baypassi la mamma e parli con entrambi, così vedi anche il comportamento del papà, se è presente, se può essere tirato dentro a questa cosa....
io poi sinceramente terrei d'occhio la faccenda, magari con mini - osservazioni in classe, e poi se le cose continuano così suggerirei un percorso di sostegno alla genitorialità... prima che questa relazione diventi ancora più confusa...
in bocca al lupo
Chiara :)
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Ciao... anche io lavoro in una asilo nido e mi associo ai post precedenti... secondo me adesso più che migliorare la relazione con la madre ha la priorità l'inserimento della bambina, l'acquisizione di fiducia in un nuovo ambiente, in nuove figure di riferimento e in nuove relazioni con i pari... e per far questo anche io ti consiglio di indagare la relazione con il papà e se constatato che sia meno simbiotica di far continuare l'inserimento dal padre... sicuramente anche questa nuova situazione all'asilo porta la bimba a perseverare nel suo bisogno del seno materno per consolarsi da ciò che sta vivendo... quindi una volta terminatoi l'inserimento lavora sulla bambina in classe, osservala e parla spesso con la madre per cercare di monitorare anche la situazione a casa...
in bocca al lupo!!
Facci sapere!!
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Scusate il ritardo il sistema di notifica non mi ha inviato le mail.
Allora provo a rispondervi.
So pochissimo del padre, tranne che lavora mattina e pomeriggio e quando i nonni non possono venire nel nostro paese la bimba viene affidata al padre. Questa famiglia si è trasferita qui, da un mesetto e quindi anche il trasloco è da cosiderare come un fattore di instabiltà legato al comportamento della bambina.
La mamma mi ha riferito che da quando ha iniziato l'asilo, tende a fare i capricci e ad essere insofferente anche se rimane con il padre (cosa che mi ha detto che precedentemente non succedeva).
Le ho parlato molto e le ho spiegato che al fine dell'inserimento, lei non doveva interferire nelle nostre pratiche di gioco, doveva a poco a poco allontanarsi ed incrementare gradualmente le ore di permanenza della bimba al nido.
Devo dire che lo sta facendo e che ha eliminato le ciucciate al seno durante la pemanenza all'asilo. Quando la mamma viene a riprendersela, la bimba è felice e le chiede la tetta, ma la madre le ricorda che all'asilo non si ciuccia perchè R. cioè io, dice ce non si può :argh:. La bimba allora di solito corre verso le sue scarpine e chiede di andare a casa, ma insieme alla signora abbiamo deciso che entrambe devono rimanere un po' nella struttura giocando una decina di minuti prima di tornarsene a casa.
La bimba oltre ad avere un attaccamento simbiotico con la mamma, dimostra problemi nell'alimentazione, in tutto il giorno mangerà un fruttolo o massimo due, che la mamma le da la sera al ritorno da lavoro, sforzandola in tutti i modi.
Proprio stamani però ha mostrato un comportamento differente dal solito,quando la mamma è andata via, salutandola e dicedole che andava a lavoro e che sarebbe tornata presto, la bimba ha pianto per una ventina di minuti, più che pianto si è lamentata con degli stridolii per attrare la nostra attenzione, ma noi non l'abbiamo rinforzata e dopo poco ha smesso. Per tutte le due ore, però la bambina ha mostrato un linguaggio anomalo, la vocina era sottile e quasi come se fosse in trans si poneva di fronte a noi e continuava a ripetere che la mamma sarebbe arrivata domani a prendela dall'asilo e questo succedeva in maniera incessante. Quasi come se si stesse convincendo e difendendo dal dolore provato.
Ho associato il suo vagare per la struttura ed il suo ripetere la stessa frase all'Ofelia dell'Amleto e questa associazione mi ha turbato non poco.
Questa bimba ha portato scompiglio in tutti gli altri bambini della sezione, è impensabile fare delle attivtà tutti insieme e molte mamme mi stanno evidenzando la mancana di voglia dei loro figli di venire all'asilo (cosa che non succedeva prima dell'arrivo della bimba in questione). Uno in particolare ha evidenziato pianti notturni e sonno interrotto da incubi che lo portano a gridare il nome della bimba e ad imitare gli stessi lamenti e pianti.
Sono seriamente in difficoltà, la bimba pretende il rapporto 1 a 1 con le educatrici e si scompensa quando arrivano gli amichetti che tolgono a lei i primato delle attenzioni.
Non so che fare, se da una parte la mamma si sta dimostrando attenta alle mie indicazioni e forte nel distrarre la bimba quando le chiede la tetta al nido, dall'altro a casa continua a mettere in atto le stesse dinamiche. Anche se ha un briciolo di seno questa giovane donna continua ad indossare i reggiseni tipici dell'allattamento altissmi e totalmente bianchi di cotone.
Aiutatemi, per favore non so da che parte incominciare :argh: nei prossimi giorni....
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ciao,
penso che comunque il problema non sia solo tuo e della struttura... mi sembra di capire che qua c'è un problema anche a casa, e anche da parte della mamma, se come dici continua a portare indumenti tipici dell'allattamento ecc ecc... inoltre dimostra di non aver capito nulla del tuo discorso, dire "non ti allatto perchè R. dice che non si può" significa che quando R. non vede probabilmente le darà comunque il seno, magari a casa o poco dopo essere usciti dall'asilo... :argh:
mi sembra essenziale iniziare, anche con le altre educatrici, iniziare a pensare a un possibile invio da un professionista, se non altro per una breve valutazione!! :medito: se non ci sono altri elementi a cui appigliarsi per far intervenire esperti o per fare segnalazioni (es: botte, segni di maltrattamento) ma comunque c'è una situazione di disagio, io penserei ad inviare il tutto ad un terapeuta :medito:
poi...
come farlo, al momento non mi viene in mente :argh: magari qualcuno che è più esperto può intervenire :)
io comunque esplorerei i vissuti della mamma, e soprattutto le farei capire che dare il seno alla bambina è una cosa che non deve fare non perchè il contesto le dice che non va bene, ma perchè è una cosa inadeguata di per sè!!! :argh: se poi lei stessa ammette la difficoltà in questo senso, allora le proporrei un percorso di sostegno alla genitorialità, o una valutazione psicologica per comprendere meglio i vissuti della bambina :) e enucleare i problemi....
spero che qualcuno più esperto possa intervenire in questa discussione :approved:
a presto e in bocca al lupo
CHiara
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lialy
Proprio stamani però ha mostrato un comportamento differente dal solito,quando la mamma è andata via, salutandola e dicedole che andava a lavoro e che sarebbe tornata presto, la bimba ha pianto per una ventina di minuti, più che pianto si è lamentata con degli stridolii per attrare la nostra attenzione, ma noi non l'abbiamo rinforzata e dopo poco ha smesso. Per tutte le due ore, però la bambina ha mostrato un linguaggio anomalo, la vocina era sottile e quasi come se fosse in trans si poneva di fronte a noi e continuava a ripetere che la mamma sarebbe arrivata domani a prendela dall'asilo e questo succedeva in maniera incessante. Quasi come se si stesse convincendo e difendendo dal dolore provato.
Ho associato il suo vagare per la struttura ed il suo ripetere la stessa frase all'Ofelia dell'Amleto e questa associazione mi ha turbato non poco.
Di questo comportamento anomalo è stata informata la madre?
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Originalmente inviato da
lialy
Questa bimba ha portato scompiglio in tutti gli altri bambini della sezione, è impensabile fare delle attivtà tutti insieme e molte mamme mi stanno evidenzando la mancana di voglia dei loro figli di venire all'asilo (cosa che non succedeva prima dell'arrivo della bimba in questione). Uno in particolare ha evidenziato pianti notturni e sonno interrotto da incubi che lo portano a gridare il nome della bimba e ad imitare gli stessi lamenti e pianti.
Cioé? Una bambina che non riesce ad inserirsi all'asilo può essere causa addirittura di incubi e pianti notturni di altri bambini????
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Sì alla mamma ho riferito quello che era successo e lei lo ha preso come un comportamento della bimba che si ripeteva quello che lei (mamma) le aveva detto prima di salutarla. Il pediatra non sa che la bimba si attacca ancora al seno, anche di notte!
Ho ripreso il tema dell'alimentazione, oggi la bimba ha fatto merenda con noi e gli altri bimbi, non ha dato problemi anche se continuava a dirmi che la mamma sarebbe tornata domani a prenderla dall'asilo.
Sì, questa bambina è stata capace di provocare questo negli altri bimbi, in modo particolare in uno.
Non so davvero come fare, dalla prossima settimana la bimba rimarrà in struttura per 6 ore, vedremo che capiterà!
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E' la bambina che ha dei problemi e non la madre. La madre è la prima persona che si rende conto di tali problemi (molto prima di una psicologa psicodinamica come te, formatasi con una "scienza" che non è tale e che può solo indurre a commettere errori) ed è naturale che il suo comportamento non sia come quello delle altre mamme (provaci tu ad avere una figlia come la bambina che hai descritto).
Il consiglio alla madre è di inviare la bambina al/alla neuropsichiatra per investigare eventuali patologie (sperando che abbia l'avvedutezza di evitare certi NPI di certe UONPIA che sono solo da convertire alle cucine) e a te di cambiare mestiere. Magari la cuoca del nido ha bisogno di un aiuto?
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In cucina ci passo e come :sbav:, ti ringrazio dei consigli.
Ho risolto tutto quanto, la bimba viene al nido, saluta la mamma sulla porta e la bacia, rimane 5 ore con noi senza creare problemi. La mia formazione "non scientifica" ha prodotto il risultato che volevo. ;) e ti assicuro che è il legame di questa coppia che è da supportare, nella festa di fine anno, la bimba all'asilo con la madre era scompensata come quando era arrivata i primi giorni. fai un po' te..
tu invece che problemi hai con chi ha la formazione psicodinamica?
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lialy
tu invece che problemi hai con chi ha la formazione psicodinamica?
Tutte le stronzate scritte dagli psicodinamici sull'autismo (ho un figlio autistico) mi hanno fatto capire, alla fine, che l'autismo non è solo "il punto debole" o "l'errore" dell'approccio psicodinamico, ma che le invenzioni di Tustin e soci hanno scoperchiato l'ascientificità totale di un approccio. Non per nulla tale approccio va per la maggiore solo nelle primitive e degradate Francia e Italia.
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moltodifficile
Tutte le stronzate scritte dagli psicodinamici sull'autismo (ho un figlio autistico) mi hanno fatto capire, alla fine, che l'autismo non è solo "il punto debole" o "l'errore" dell'approccio psicodinamico, ma che le invenzioni di Tustin e soci hanno scoperchiato l'ascientificità totale di un approccio. Non per nulla tale approccio va per la maggiore solo nelle primitive e degradate Francia e Italia.
:mano::yahoo:è cosi :sisi:
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moltodifficile
E' la bambina che ha dei problemi e non la madre. La madre è la prima persona che si rende conto di tali problemi (molto prima di una psicologa psicodinamica come te, formatasi con una "scienza" che non è tale e che può solo indurre a commettere errori) ed è naturale che il suo comportamento non sia come quello delle altre mamme (provaci tu ad avere una figlia come la bambina che hai descritto).
Il consiglio alla madre è di inviare la bambina al/alla neuropsichiatra per investigare eventuali patologie (sperando che abbia l'avvedutezza di evitare certi NPI di certe UONPIA che sono solo da convertire alle cucine) e a te di cambiare mestiere. Magari la cuoca del nido ha bisogno di un aiuto?
spezzando una lancia a favore di lialy, non puoi sapere a priori se è la bambina ad avere dei problemi. su quanto dici a proposito degli psicodinamici e autismo sono d'accordo con te, ma negli altri casi il sintomo del bambino è quasi sempre espressione di una relazione poco equilibrata con la madre.
Capisco la tua rabbia nei confronti di chi verosimilmente ha fatto perdere tempo a tuo figlio e alla tua famiglia con approcci a lui poco adeguati, ma la tua situazione non può fare da filtro con cui leggi ogni altro caso.
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moltodifficile
E' la bambina che ha dei problemi e non la madre. La madre è la prima persona che si rende conto di tali problemi (molto prima di una psicologa psicodinamica come te, formatasi con una "scienza" che non è tale e che può solo indurre a commettere errori) ed è naturale che il suo comportamento non sia come quello delle altre mamme (provaci tu ad avere una figlia come la bambina che hai descritto).
Il consiglio alla madre è di inviare la bambina al/alla neuropsichiatra per investigare eventuali patologie (sperando che abbia l'avvedutezza di evitare certi NPI di certe UONPIA che sono solo da convertire alle cucine) e a te di cambiare mestiere. Magari la cuoca del nido ha bisogno di un aiuto?
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moltodifficile
Tutte le stronzate scritte dagli psicodinamici sull'autismo (ho un figlio autistico) mi hanno fatto capire, alla fine, che l'autismo non è solo "il punto debole" o "l'errore" dell'approccio psicodinamico, ma che le invenzioni di Tustin e soci hanno scoperchiato l'ascientificità totale di un approccio. Non per nulla tale approccio va per la maggiore solo nelle primitive e degradate Francia e Italia.
sono stronzate soprattutto per chi non le conosce o le conosce in modo superficiale in base a quello che si legge su internet.
nel trattamento psicodinamico dell'autismo (che non vuol dire "guarire" l'autismo) è molto importante, da quel che mi risulta, la teoria di Winnicott che consiste nel creare uno "spazio transizionale", cioè uno spazio di comunicazione con un linguaggio comune (come ad esempio la musica, o la pittura) per comunicare con il linguaggio del bambino.
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sono d'accordo con ziogargamella :look:, ho una formazione fondata sull'approccio cognitivo comportamentale ma da qualche tempo ho rivalutato anche l'approccio psicodinamico, ci sono casi e casi ed ogni approccio è più idoneo ad alcune specificità piuttosto che ad altre.
Nel caso di questa bimba è la relazione ed il rapporto con la madre che la scompensa ma questo è legato al fatto che a 20 mesi la bimba la utilizza come una sua proprietà, le chiede di ciucciare il seno ecc. In una situazione come questa, l'approccio cognitivo comportamentale non può dare risultati, perchè la bimba rimane con noi 5 ore e per la maggior parte del tempo è in famiglia in presenza della madre.
Mi spiace per la tua situazione, ma non bisognerebbe generalizzare mai sia in positivo che in negativo.
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allora,
premetto che non conosco bene il trattamento psicodinamico dell'autismo, però leggendo alcuni post mi preme fare una riflessione.
Negli approcci psicodinamici è molto importante la relazione madre-bambino. Non la madre in sè, ma la relazione tra la madre e il bambino. Questo, an che se non si è specialistic, appare evidente se pensiamo che la figura materna è la prima figura con la quale il bambino interagisce (oggi sappiamo che il bambino intergisce con la madre già quando è nel ventre materno, tanto che esste la "psicologia" prenatale). La madre è la prima figura che si relaziona col bambino, che gli dà fdisicamente da mangiare, che per prima gli dà affetto. Quindi che la madre sia importante per lo sviluppo del bambino è fuori discussione, mi pare, siamo d'accordo su questo?
Ora, correggetemi se sbagio, negli anni 60-70, in America, i clinici si accorsero che quando i pazienti schizofrenici ricoverati in strutture ricevevano la visita dei loro familiari, essi peggioravano, mentre quando i genitori se ne andavano miglioavano. Questo ha dato vita all'idea che in qualche modo la relazione con i genitori e con la madre avesse a che fare con la patologia. E su questo si basano molti aspetti della teoria e della terapia sistemico-relazionale (il "doppio legame" di Bateson). Non è una scuola psicodinamica, però mette l'accento sull'importanza della relazione con gli altri, dunque anche con la madre.
Questo ha dato vita a una serie di pregiudizi, cioè la gente comune tende a semplificare questi concetto dicendo "è colpa della madre", ma la psicologia non parla mai di colpa, semmai di dinamiche patologiche, di relazioni circolari, causalità circolare, ecc...
Anche negli approcci psicodinamici, non è importante tanto la madre, quanto la relazione che si viene a creare tra la madre e il bambino, cioè come il bambino "vede" la madre. Potremmo dire che se il bambino ha un disturbo (senza specificare di che natura) che gli fa percepire il mondo in un certo modo, è questo che è importante, come esso percepisce il mondo, non tanto come il mondo è.
Zapella personalmente non lo conosco, non l'ho mai sentito nominare, ma ammetto di essere ignorante riguardo al trattamento dinamico dell'autismo. Comunque come dice Ziogarganella è bene restare sempre all'interno di discussioni scientifiche peché se diamo retta ai rancori personali non andiamo da nessuna parte. Fra l'altro SPESSO ciò che riguarda la psicologia dinamica viene attaccato da chi non sa nulla a riguardo o peggio legge qualcosa da internet, perché spesso nella psicologia psicodinamica vengono usati dei termini "comuni" che però hanno un significato specifico e ben preciso (ignorato dai più) e deve essere tutto ricondotto all'interno di un discorso epistemologico che, ovviamente, l'uomo della strada non sa. Da qui nascono le incomprensioni.
Come ho detto prima, di solito per l'autismo si usa molto la musicoterapia/arteterapia, che si basa molto su Winnicott. Certo non è una "cura", anche perché non esistono "cure" per l'autismo. Si può, da quel che mi risulta, solo cercare di "armonizzare" il bambino con il mondo che lo circonda e in questo l'approccio dinamico è utile. Così come è utile anche l'approccio cognitvo (il metodo ABA).
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Riferimento: Problema con Bambina di 20 mesi e sua Madre: inserimento nido
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moltodifficile
Ehm... L'espressione più moderna dell'ABA si chiama "Verbal Behavior". Ti dice qualcosa? :zott:
Certo che mi dice qualcosa. Mi dice che i tanti "terapisti" (molto tra virgolette) formati con corsi di tre giorni sono ora anche logopedisti. Comunque, tu avrai le tue buone ragioni, e a questo punto devo credere che tuo figlio/a con l'aba nella versione VB (sembrano le versioni di windows) sia assolutamente verbale e con comunicazione contestualizzata.
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Riferimento: Problema con Bambina di 20 mesi e sua Madre: inserimento
In realtà si parlava di problemi all'INSERIMENTO al NIDO, questa discussione offre spunti interessanti, guardate anche http://www.unamamma.it/2007/01/22/inserimento-al-nido/ :
La mia bambina di due anni e otto mesi ha iniziato ai primi di gennaio ad andare al nido e, secondo l’abitudine della scuola che frequenta, sono state necessarie due settimane di inserimento per entrare nella classe dei divezzoni (2-3 anni).
Ho sentito dire che ogni scuola ha i suoi iter da seguire: chi fa fare solo una settimana di inserimento e chi, addirittura, lo fa saltare del tutto. Devo dire che due settimane sembrano lunghe, ma in realtà non lo sono affatto.
Ho iscritto mia figlia per due anni consecutivi ai nidi comunali, ma senza successo; ho anche aspettato che fosse convocata a gennaio, ma senza risultati, quindi ho deciso di iscriverla ad un nido privato per farle “fare le ossa” per almeno sei mesi prima di affrontare la scuola materna, dove oramai esistono solo più le classi eterogenee – ovvero diverse sezioni composte da bambini tra i 3 e i 5 anni e non una classe per quelli di 3, una per quelli di 4 e una per quelli di 5 anni – dove sarà la più piccola.
L’inserimento è stato più semplice del previsto: ho trascorso parte della prima settimana in un angolo della classe, cercando di essere il meno evidente possibile (su consiglio delle maestre), non dando confidenza agli altri bambini per paura che avvicinandosi facessero ingelosire mia figlia; ma dal terzo giorno ho cominciato ad interagire con loro (non ce la facevo più a stare ferma e zitta!) e questi bimbi non vedevano l´ora che una mamma (e non una maestra) fosse a loro disposizione, così ci siamo divertiti e mia figlia non si è dimostrata per niente infastidita.
Ogni giorno, per due ore, sono stata seduta su una seggiolina (che per chi è incinta di sei mesi non è il massimo!) per essere un riferimento per la mia bambina, in modo che si abituasse alla presenza di tutti quei coetanei. Lei giocava, esplorava la classe, interagiva, ma ogni tanto buttava un occhio per vedere se c´ero ancora.
Dal quarto giorno ho cominciato ad uscire dalla classe prima mezz´ora e poi un´ora, dicendole che sarei andata a comprare la focaccia. Il primo giorno la sua reazione è stata quella di correre verso la porta, aprirmela e dirmi “Di qua!” per indicarmi l’uscita, ….. lasciandomi a dire poco di sasso.
Ma come? Dopo tutti i racconti di figli delle amiche che si disperano, neanche un accenno di pianto? (vedi se vuoi http://www.keezmovies.com/problemi-inserimento-nido )
Per carità, meno male, ma mi aspettavo un po’ più di sensibilità nei confronti di chi era agitata da mesi per l’arrivo di quel momento…!
Il giorno successivo, quando le ho detto che sarei andata a fare la spesa, mi ha addirittura dato delle monetine che aveva in tasca, come dire “Te ne vai o no?”
Insomma, sono uscita dalla classe sempre per più tempo fino a restare solo più una mezz´oretta ed andare a recuperarla dopo la pappa (assenza di 3 ore) per il resto della settimana. Tutto sotto controllo! come su http://www.youjizz.com/inserimento-nido La scusa dell´andare a comprare qualcosa è stata suggerita dalle maestre, per darle una ragione della fuga. E se non è la spesa si può dire che si va a lavorare!
All’inizio pensavo fosse una specie di presa in giro nei suoi confronti, ma poi mi sono resa conto che tutti i bimbi della classe immaginano la mamma tra i banchi del mercato e che questo li rende tranquilli!
Tanti suoi compagni, nonostante frequentino il nido da anni, tutte le mattine piangono al distacco dai genitori, ma mi hanno spiegato le insegnanti che non bisogna cedere, anche perchè poco dopo tornano ad essere tranquilli come prima.
segue su
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Riferimento: Problema con Bambina di 20 mesi e sua Madre: inserimento
in proposito>vedasi qua, la domanda è cosa fare >> mamma di una bimba di 22 mesi alla sua prima esperienza di nido; dopo dieci giorni di frequentazione difficile vorrei sottoporre alcune questioni. vedasi anche http://www.noimamme.it/forum/scrivi-alla-pediatra/61343
L'inserimento è stato effettuato, a mio parere, in modo piuttosto caotico. I bimbi non sono stati "scaglionati", ma hanno iniziato tutti e 16 insieme il primo giorno e noi genitori dopo 10-15 minuti siamo stati invitati ad allontanarci per circa due orette, questo è stato l'andamento della prima settimana.
Premesso che mi aspettavo comunque un inserimento difficile per mia figlia, in tale modo però la bimba è alquanto terrorizzata e passa le sue mattinate piangendo da sola in un angolo rifiutando qualsiasi contatto. Io ho provato a parlare con le due insegnanti, spiegando loro che mia figlia andrebbe "conquistata" gradatamente, ha paura degli estranei e non ama il contatto, certo è che se resta sempre sola in un angolo, non so quando potrà riuscire ad accettare quel luogo.
Sul momento le insegnanti mi hanno risposto che preferivano aspettare i tempi della bimba e limitarsi a parlarle da lontano, mentre in realtà io credo che non avessero molte alternative dato che erano impegnate sugli altri 15 bimbi in lacrime.
Ho tenuto duro comunque perché, anche se a casa ho i nonni, mi piacerebbe dare a Beatrice, l'opportunità del nido, anche se temo di non essere stata molto fortunata nella scelta e sinceramente un po' di fiducia si è persa.Da ieri le insegnanti mi hanno detto che, nonostante i pianti disperati al saluto e la fatica nel portarla dentro, poiché già da casa quando le nomino l'asilo inizia a piangere, poi si consola e inizia ad avvicinarsi un po' di più al gruppo e provare interesse per qualche gioco.
Questo mi fa molto piacere, ma ho notato che la modalità di consolazione adottata e che poi manifesta costantemente anche a casa, soprattutto dormendo, è quella di tettarsi continuamente il labbro inferiore. La cosa mi preoccupa molto, è una sorta di tic nervoso? O di autoconsolazione perché ormai rassegnata al fatto che la mamma non è più in grado di consolarla? Avevo letto qualcosa su http://www.xnxx.com/forum/tic-nervosi-infanzia Vorrei sottoporle un'altra preoccupazione: Beatrice ancora non pranza al nido, verrà inserita tra qualche giorno, ma già la merenda del mattino la rifiuta e non assaggia nulla, se dovesse rifiutare anche il pranzo io come mi devo comportare? Nel darle qualcosa alle13.00 quando la vado a prendere, non vorrei suscitarle il pensiero che poi a casa c'è sempre un'alternativa, ma non so se avrò anche il coraggio di lasciarla a digiuno. Già con il cibo abbiamo sempre avuto un rapporto conflittuale per inappetenze, reflusso... e di certo non è una bimba con molte riserve da poter saltare pasti. Che fare ?
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Riferimento: Problema con Bambina di 20 mesi e sua Madre: inserimento
Ecco parliamo della logopedia: cito http://www.cosp.unimi.it/offerta_didattica/901.ht per vedere se si può capire Il Logopedista è l'operatore sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. L'attività del Logopedista è volta all'educazione e rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi e delle funzioni orali. Qua direi per esempio che ha ragione Richards Realm http://www.richards-realm.com/logopediaIn riferimento alla diagnosi ed alla prescrizione del medico, nell'ambito delle proprie competenze: elabora, anche in équipe multidisciplinare, il bilancio logopedico volto all’individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile; pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità comunicative e cognitive, con l’utilizzo di terapie logopediche di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio, verbali e non verbali;propone l’adozione di ausili, addestrandone all’uso e verificandone l’efficacia; svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale nei servizi sanitari e in quelli dove si richiedono le competenze della metodologia riabilitativa, tipo quelle di http://www.89.com/forum/4560/logopedia. A questo punto, come ci si pone nello studio e l’organizzazione, l’applicazione e la verifica della prevenzione e della riabilitazione negli handicap della comunicazione e della deglutizione?
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Riferimento: Problema con Bambina di 20 mesi e sua Madre: inserimento
oops scusate ho sbagliato la pagina dove pubblicare...SORRY
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su Skinner leggi questo per esempio: Burrhus Frederic Skinner è stato uno psicologo americano altamente influente. Scrittore, inventore, sostenitore di riforme sociali[1] e poeta. È stato Edgar Pierce Professor di Psicologia all'Università Harvard dal 1958 sino al 1974, anno in cui andò in pensione. Inventò la camera di condizionamento operante, nota anche come Skinner Box, e presentò il proprio punto di vista in relazione alla filosofia della scienza noto come Comportamentismo Radicale. Fondò inoltre la propria scuola di ricerca psicologica sperimentale chiamandola Analisi Sperimentale dei Comportamenti. La sua analisi sul comportamento umano culminò col lavoro interpretativo Comportamento Verbale, il quale è stato oggetto recentemente di un'enorme crescita di interesse in contesti sia sperimentali che applicati. Scoprì e portò avanti la frequenza di presentazione dei comportamenti come variabile dipendente nella ricerca psicologica. Inventò il cumulative recorder come strumento per misurare la frequenza dei comportamenti durante la sua ricerca, ritenuta fondamentale in psicologia sperimentale e applicata, sulle schede di rinforzamento. ^ Walden Due: La scienza del comportamento è usata per eliminare la povertà, l'oppressione sessuale e forme di governo coercitive.
^ Review of General Psychology, luglio, 2002. www.edshop-onlinevip.com/testimonials-it.html della contingenza di rinforzo, trad. Francesco Paolo Colucci e B. Venturini, Milano: ISEDI, 1969 La tecnologia dell'insegnamento, trad. Lidia Magliano, introduzione di Cesare Scurati, Brescia: La Scuola, 1970
Scienza e comportamento: interpretazione, previsione e controllo nelle scienze dell'uomo, trad. Isaias Pessotti e Marco Todeschini, Milano: Franco Angeli, 1971
Prefazione all’ed. it. di James Gordon Holland, www.schoenbrunnvillage.org/ Analisi del comportamento: corso programmato di psicologia, trad. Carlo Vittorio Remondino, Firenze: Organizzazioni Speciali, 1972 Oltre la libertà e la dignità, trad. Libero Sosio, Milano: Mondadori, 1973 Pensare ed apprendere (con Werner Correll), Roma: Armando, 1974. ISBN 8871443055 La scienza del comportamento ovvero il behaviorismo, Milano: SugarCo, 1974 Walden due: utopia per una nuova società, trad. Erminielda Mainardi Peron, presentazione di Carmela Metelli Di Lallo, Firenze: La nuova Italia, 1975; n. ed. con introduzione di Lucia Lumbelli, ivi, 1995
Il comportamento verbale, trad. Aldo Artani, Roma: Armando, 1976; n. ed. 2008. ISBN 9788860813589 http://www.unilibro.it/find_buy/Sche...o_verbale_.htm
Studi e ricerche, trad. e presentazione di Paolo Meazzini, Firenze: Giunti Barbera, 1976
Vivere bene la terza età (con Margaret E. Vaughan), trad. Roberta Rambelli, Milano: Sperling & Kupfer, 1984. ISBN 8820004240
Difesa del comportamentismo: saggi recenti su istruzione e personalità, Roma: Armando, 1992. ISBN 887144308X e ISBN 8860810090
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su Skinner leggi questo per esempio: Burrhus Frederic Skinner è stato uno psicologo americano altamente influente. Scrittore, inventore, sostenitore di riforme sociali e poeta. È stato Edgar Pierce Professor di Psicologia all'Università Harvard dal 1958 sino al 1974, anno in cui andò in pensione. Inventò la camera di condizionamento operante, nota anche come Skinner Box, e presentò il proprio punto di vista in relazione alla filosofia della scienza noto come Comportamentismo Radicale. Fondò inoltre la propria scuola di ricerca psicologica sperimentale chiamandola Analisi Sperimentale dei Comportamenti. La sua analisi sul comportamento umano culminò col lavoro interpretativo Comportamento Verbale, il quale è stato oggetto recentemente di un'enorme crescita di interesse in contesti sia sperimentali che applicati. Scoprì e portò avanti la frequenza di presentazione dei comportamenti come variabile dipendente nella ricerca psicologica. Inventò il cumulative recorder come strumento per misurare la frequenza dei comportamenti durante la sua ricerca, ritenuta fondamentale in psicologia sperimentale e applicata, sulle schede di rinforzamento. ^ Walden Due: La scienza del comportamento è usata per eliminare la povertà, l'oppressione sessuale e forme di governo coercitive.
^ Review of General Psychology, luglio, 2002. www.edshop-onlinevip.com/testimonials-it.html della contingenza di rinforzo, trad. Francesco Paolo Colucci e B. Venturini, Milano: ISEDI, 1969 La tecnologia dell'insegnamento, trad. Lidia Magliano, introduzione di Cesare Scurati, Brescia: La Scuola, 1970
Scienza e comportamento: interpretazione, previsione e controllo nelle scienze dell'uomo, trad. Isaias Pessotti e Marco Todeschini, Milano: Franco Angeli, 1971
Prefazione all’ed. it. di James Gordon Holland, www.schoenbrunnvillage.org/ Analisi del comportamento: corso programmato di psicologia, trad. Carlo Vittorio Remondino, Firenze: Organizzazioni Speciali, 1972 Oltre la libertà e la dignità, trad. Libero Sosio, Milano: Mondadori, 1973 Pensare ed apprendere (con Werner Correll), Roma: Armando, 1974. ISBN 8871443055 La scienza del comportamento ovvero il behaviorismo, Milano: SugarCo, 1974 Walden due: utopia per una nuova società, trad. Erminielda Mainardi Peron, presentazione di Carmela Metelli Di Lallo, Firenze: La nuova Italia, 1975; n. ed. con introduzione di Lucia Lumbelli, ivi, 1995
Il comportamento verbale, trad. Aldo Artani, Roma: Armando, 1976; n. ed. 2008. ISBN 9788860813589 http://www.unilibro.it/find_buy/Schema/o_verbale_.htm
Studi e ricerche, trad. e presentazione di Paolo Meazzini, Firenze: Giunti Barbera, 1976
Vivere bene la terza età (con Margaret E. Vaughan), trad. Roberta Rambelli, Milano: Sperling & Kupfer, 1984. ISBN 8820004240
Difesa del comportamentismo: saggi recenti su istruzione e personalità, Roma: Armando, 1992. ISBN 887144308X e ISBN 8860810090