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Il lavoro dello psicologo
Salute a tutti voi.
Questa potrebbe sembrare una domanda stupida, forse strana o senza senso. Ma come descrivereste voi (psicologi), nel concreto, il lavoro dello psicologo?
In cosa consiste il lavoro dello psicologo? Non intendo in termini teorici, ma in termini pratici. Il lavoro dello psicologo consiste solo nell'ascoltare? Se la risposta è no - come immagino - quali sono gli strumenti a disposizione dello psicologo e come vengono adoperati IN CONCRETO durante la seduta con il paziente?
Mi pare legittimo spiegare le ragioni di questo mio interesse. Semplice: nessuno psicologo è in grado o vuole rispondere a questa mia domanda (ah io sarei un paziente, dimenticavo!). Ne consegue una totale sfiducia nei confronti dello psicologo stesso che ai miei occhi appare come una creatura dalla personalità indefinita, dalla testa vuota (perchè non esprime idee proprie) e incapace di interagire o che al massimo ripete quello che io stesso gli ho detto (tipo gli indovini, per intenderci).
Nel concreto da otto mesi vedo una psicologa e non riesco a venirne a capo. Ne parlavamo negli ultimi due incontri ma non se ne cava un ragno dal buco: in cosa consiste il lavoro dello psicologo? Certo ci siamo trovati d'accordo nel sostenere che già ritrovarsi a dover rispettare l'impegno di andare dallo psicologo in qualche misura comporta una serie di cose. Certo. E poi?
La mia sensazione e che nemmeno gli psicologi lo sappiano; la butto là in modo forse provocatorio ma francamente, considerata la totale mancanza di reazione alle mie richieste nel corso dei secoli, è l'unica cosa che mi viene in mente. L'unica cosa che posso dire è che durante questa esperienza, una delle esperienze più lunghe che ho avuto con una psicologa, l'unico segnale positivo che ho potuto notare è che c'è da parte sua un tentativo per "vie traverse" di "comunicare" con me, di affrontare i SUOI dubbi (anche se lei non ne è consapevole perchè è troppo concentrata a rimanere neutrale e distaccata) e questo la rende più comprensibile e identificabile come persona. Altrimenti la seduta funziona che io parlo e lei ascolta. Dice due parole e io parlo. Fà delle osservazioni che potrebbe fare chiunque e io parlo. Ma il punto è che posso farmele anche da solo quelle domande e darmi le risposte... Cioè se questa è la psicoterapia io sono andato ben oltre: faccio un salto dall'altra parte della scrivania e mi metto a scrivere libri a manetta e finalmente ho trovato un lavoro semplice e poco faticoso. E' questa la psicoterapia?
E' chiaro che determinati atteggiamenti sono riconducibili al fatto che lo psicologo nel rapporto con il paziente non può metterci troppa farina del suo sacco (il sacco dell'anima, intendo... anche se non ho capito perchè viste le ragioni di cui sopra e visto che secondo me se una persona non si espone non c'è contatto, se non c'è contatto non c'è relazione, se non c'è relazione non c'è fiducia, sfiducia, simpatia, antipatia, stima o quantaltro) ma, mi chiedo, è normale che uno psicologo sia talmente distaccato da sembrare poco intelligente - diciamo -, assente o, meglio ancora superfluo?
In sostanza, qual è la differenza tra parlare con uno psicologo, con un buon amico o ragionare da soli o magari con il proprio gatto? Se il decalogo dello psicologo ci dice che lo psicologo non può essere amico del paziente perchè con un amico non si fà psicoterapia allora ne deduco che nel rapporto psicologo-paziente dovrebbero essere evidenti determinati elementi che invece dovrebbero mancare nel rapporto che il soggetto ha in altri contesti con altre persone. E quali sono questi elementi (cioè la "manifestazione" concreta del lavoro di psicoterapia)? Perchè io, francamente, non li vedo! Vedo solo una persona seduta davanti a me e il non capire in cosa consiste il lavoro dello psicologo non mi fà capire chi sono io, come paziente, in una certa misura mi deprime a livello intellettuale.
Spero di essere stato chiaro. Lo sono stato? :mumble:
Un saluto,
Max
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
vuoi sapere in cosa consiste il lavoro dello psicologo o dello psicoterapeuta? lo chiedo perché anche se parli di "psicologo" mi sembra di aver capito che ti riferisci allo "psicoterapeuta"
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Quali sono le differenze sostanziali Johnny? Non conoscendo nè il lavoro dell'uno nè quello dell'altro per me sono la stessa cosa :) Ad ogni modo mi riferivo allo psicologo (quando scrivo psicoterapia intendo quello che lo psicologo "fà", qualunque sia il suo nome).
Grazie Johnny. Nessun altro?
Max
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Ho trovato interessante il tuo intervento Comb osmosis, te lo dico da psicologa che non ha molta esperienza concreta nella professione e che soprattutto non ha ancora avuto modo di intraprendere il doveroso percorso da compiere su di sè. D'impulso mi viene da dirti che la terapia che stai facendo non è quella giusta per te, data l'evidente sfiducia che nutri nel tuo terapeuta, e la conseguente demotivazione che ne scaturisce. Cos' come non sarebbe realistico nutrire aspettative magiche sull'intervento del tuo terapeuta, credo che dopo 8 mesi sia altrettanto grave non scorgerne una minima utilità. Se parlandone con lui/lei non risolve minimaente il nodo della questione, io ti consiglio di riflettere sulla possibilità di cambiare, per verificare dove stia il problema. Leggiti il dizionario di psicologia di Galimberti, per me potrebbe esserti utile per fare chiarezza su questa disciplina e sulla professione dello psicologo, che non ti appare diversa da qualla dell'amico.
ps curiosità.. perchè stai continuando a spendere tempo e soldi in qualcosa che non ti dà benefici di nessun genere (a tua detta)?
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Originalmente inviato da
A Comb Osmosis
Quali sono le differenze sostanziali Johnny? Non conoscendo nè il lavoro dell'uno nè quello dell'altro per me sono la stessa cosa :) Ad ogni modo mi riferivo allo psicologo (quando scrivo psicoterapia intendo quello che lo psicologo "fà", qualunque sia il suo nome).
Grazie Johnny. Nessun altro?
Max
molto in sintesi lo PSICOLOGO si occupa di "prevenzione e promozione del benessere" quidi tutto ciò che non riguarda direttamente la psicopatologia; lo PSICOTERAPEUTA (laurea + specializzazione post-laurea) cura la psicopatologia. Se un individuo va dallo "psicologo" perché ha problemi (tipo ansia, fobie, depressione, ecc.) lo psicologo è anche psicoterapeuta. Spesso nel linguaggio comune si dice in modo generico "psicologo" anche se il professionista in questione è uno "psicoterapeuta".
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Originalmente inviato da
valentina2004
Ho trovato interessante il tuo intervento Comb osmosis, te lo dico da psicologa che non ha molta esperienza concreta nella professione e che soprattutto non ha ancora avuto modo di intraprendere il doveroso percorso da compiere su di sè. D'impulso mi viene da dirti che la terapia che stai facendo non è quella giusta per te, data l'evidente sfiducia che nutri nel tuo terapeuta, e la conseguente demotivazione che ne scaturisce. Cos' come non sarebbe realistico nutrire aspettative magiche sull'intervento del tuo terapeuta, credo che dopo 8 mesi sia altrettanto grave non scorgerne una minima utilità. Se parlandone con lui/lei non risolve minimaente il nodo della questione, io ti consiglio di riflettere sulla possibilità di cambiare, per verificare dove stia il problema. Leggiti il dizionario di psicologia di Galimberti, per me potrebbe esserti utile per fare chiarezza su questa disciplina e sulla professione dello psicologo, che non ti appare diversa da qualla dell'amico.
ps curiosità.. perchè stai continuando a spendere tempo e soldi in qualcosa che non ti dà benefici di nessun genere (a tua detta)?
Valentina non credo sia compito nostro entrare nel merito della terapia di altri utenti, sia perché è vietato dal regolamento del forum, sia perchè non abbiamo conoscenze sufficienti per esprimere opinioni.
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Non voleva essere un giudizio sul lavoro del suo terapeuta, mi scuso se mi sono espressa male. ERa un invito per l'utente a riflettere sulle aspettative rispetto al suo percorso, mettendosi per primo in discussione, date le pesanti dichiarazioni di sfiducia.
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Citazione:
Originalmente inviato da
valentina2004
Non voleva essere un giudizio sul lavoro del suo terapeuta, mi scuso se mi sono espressa male. ERa un invito per l'utente a riflettere sulle aspettative rispetto al suo percorso, mettendosi per primo in discussione, date le pesanti dichiarazioni di sfiducia.
non voleva essere assolutamente un rimprovero ;) solo che non sempre la percezione del paziente corrisponde alla realtà dei fatti, così come d'altro canto la percezione del terapeuta.
In particolare in merito all'affermazione in cui si dice che il terapeuta "ascolta e non dice niente ecc.." bisogna considerare che non sappiamo se è realmente così, che in seduta circolano messaggi non verbali che noi non conosciamo e che sono molto importanti, che il "non rispondere" alle domande del paziente spesso è proprio uno degli aspetti che differenzia l'aiuto di amici/conoscenti (i quali possono magari "consigliare" per placare l'ansia o per difesa, ma alla fine questi consigli non provengono dal paziente e quindi a poco servono) e questo "silenzio", magari, può innescare l'immediata delusione del paziente perché lo costringe a riflettere e trovare le risorse per affronatre i problemi. Spesso è importante poter avere un "luogo" protetto in cui riflettere, pensare, condividere, senza che l'interlocutore soffochi il pensiero del paziente stesso...cosa che i conoscenti non sanno e non possono fare
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Ciao...premetto che sono solo uno studente (laurea triennale) e che sicuramente sarò contraddetto almeno in alcuni punti. Ma io cerco comunque di darti una risposta.
Innanzitutto la tua domanda è generica. Ci sono tante materie della psicologia che portano a tanti mestieri dello psicologo (o quantomeno a seconda del lavoro attuato nel momento ad applicazioni diverse della stessa psicologia) come ad esempio:
psicologo del lavoro (esempio di lavoro: individua il tipo di personalità migliore per un determinato tipo di lavoro)
psicologo sociale (esempio di lavoro: individua quali sono i cambiamenti di una campagna pubblicitaria sugli atteggiamenti del pubblico dopo l'esposizione alla stessa).
Lo psicologo che frequenti tu è invece sicuramente uno psicologo clinico. Quindi la domanda corretta che fai tu è: quali sono le differenze tra uno psicologo clinico e un buon amico?
Allora… compito dello psicologo clinico è innanzitutto fare una diagnosi di quale (o quali ;) ) disturbo tu soffri (ammesso che ne soffri di qualcuno). E ti dico che ci sono dei criteri internazionali sui quali tutti gli psicologi si dovrebbero basare per stabilire se una persona è ad esempio depressa, ansiosa, soffre di un disturbo unipolare a o bipolare eccetera (1° differenza con un amico)
Dopo la diagnosi dovrebbe procedere alla “terapia” per farti guarire cioè alla psicoterapia.
Come? Apriti cielo!
Ci sono una infinità di orientamenti terapeutici e nessuno di questi è scientifico nel senso tradizionale del termine. Cioè nessuno garantisce che dato il paziente che soffre del disturbo x applicando il trattamento y otterrai il risultato z. Assolutamente no.
Alcuni sono scientifici invece nel senso statistico del termine: ovvero dato il disturbo x applicando il trattamento y è successo spesso il risultato circa z positivo. Cioè si sono fatte delle ricerche statistiche sul successo di determinate forme di psicoterapia nel trattare un determinato problema psichico. (2° differenza con un amico)
Uno psicologo clinico inoltre conosce tutti i disturbi somatici che potresti avere se continui a soffrire di quel determinato disturbo psicologico nel tempo (fai ad esempio delle ricerche su google per ansia stress depressione eccettera… ad esempio chi soffre di stress ha statisticamente più possibilità di avere l’ulcera allo stomaco lo sapevi?) e anche tutte le malattie organiche che possono influire nei disturbi psichici, ad esempio problemi alla tiroide possono portare alla depressione. (3° differenza con un amico)
Ora qui io voglio dire una cosa che credo sarà contraddetta da molte persone in questo forum ma allo stato attuale delle mie conosce (ripeto sono un laureato triennale) è la mia personale opinione.
Le differenze più importanti con un amico secondo me sono la 1° e la 3° non la 2°.
Perché è vero che uno psicologo clinico/psicoterapeuta è abituato a sentire i problemi delle persone perché lo fa per lavoro. E’ vero che conosce (o dovrebbe conoscere :tajo: ) le forme di psico-terapia migliore per risolvere un determinato tipo di problema come detto prima, però altrettanto vero che anche un amico, un prete, una ragazza, lo zio tom, un professore, una figura di stima potrebbe guarirti.
Ora prima che per questa mia dichiarazione si scatenino delle polemiche vorrei fare un ulteriore precisazione.
Come detto prima di psico-terapie c’è né sono tante. Ma alla fine le possiamo raggruppare in due grandi gruppi quelle comportamentali e quelle di ristrutturazione delle credenze dell’individuo.
Le prime prevedono, tra l'altro, di far fare di determinati esercizi al paziente. Ti faccio un esempio, per cercare di rilassare una persona stressata ed eliminare le conseguenti tensioni muscolari gli si può assegnare ad esempio il seguente esercizio:
Dopo essersi messi in una posizione comoda, magari sdraiati sul letto:
• 1. Stringi il pugno destro inspirando (pensando "tensione"), rilascialo espirando (pensando "relax"). Continua con gli altri esercizi sempre pensando "tensione" nell'inspirazione e "relax" durante l'espirazione.
• 2. Stringi il pugno sinistro inspirando, rilascialo espirando.
• 3. Con la gamba stesa a terra piega il piede destro in modo che le dita puntino verso il ginocchio. Crea una tensione inspirando, rilascia la tensione espirando.
• 4. Come sopra, ma con il piede sinistro.
• 5. Stringi le natiche tra loro inspirando, rilasciale espirando
• 6. Stringi i denti inspirando, rilasciali espirando.
• 7. Stringi gli occhi inspirando, rilasciali espirando.
• 8. Se senti qualche punto dell'organismo che presenta delle tensioni residue inspira e provoca in esso una tensione forte e volontaria, quindi esala lentamente rilasciando la parte e pensando: "Relax... Lascia andare...".
• 9. Formula mentalmente le frasi seguenti e prendi consapevolezza di quanto vai affermando:
o - Il mio braccio destro è pesante... Molto pesante.
o - Il mio braccio sinistro è pesante... Molto pesante.
o - La mia gamba destra è pesante... Molto pesante.
o - La mia gamba sinistra è pesante... Molto pesante.
o - Tutto il mio corpo è pesante... Molto pesante.
Questo esercizio è da eseguire in 10-15 minuti circa.
Ora questo tipo di esercizio non credere che sia una stupidata. Se eseguito regolarmente funziona. Oltretutto, sé ti può servire a dargli maggiore importanza, è stato ideato da un medico (Jacobson ) non da uno psicologo originariamente. Questo esercizio è solo un esempio di una lunga serie di esercizi che fanno parte delle terapie comportamentali. Altri possono essere magari solo fisici e altri invece ancora solo mentali.
Uno psicologo/psicoterapeuta comportamentale è a conoscenza di tutti questi esercizi e nel caso te li fa applicare. Ora qui ci sarebbe un discorso lunghissimo da fare, ma ti posso dire che anche se è un tipo di terapia che non agisce direttamente sulla causa del problema non è detto che non faccia sparire la causa stessa oltre che le manifestazioni.
Ora veniamo invece ad uno psicologo/psicoterapeuta che vuole ristrutturare le tue credenze. E questo credo sia il caso tuo. Questo tipo di psicologo ha studiato per anni le dinamiche mentali interne di un individuo e i metodi per potenziarle!
Cercherà di capirle, ti ascolterà a lungo, e al momento opportuno ti dirà delle cose per cercare di fartele affrontare al meglio, per cercare di farti trovare al tuo interno le risorse migliore per sconfiggerle definitivamente. Ha studiato per anni per fare questo e sono anni che ascolta la gente. Ma siamo tutti individui unici e irripetibili e le nostre interazioni sono altrettanto irripetibili.
Uno psicologo (inteso terapeuta dinamico) che non va bene per te potrebbe andare bene per un altro e viceversa. E non è neanche detto che sia uno psicologo quello che ti potrà far “guarire” e non invece magari un monaco tibetano o uno scrittore. Il mio professore si storia della psicologia considerava il più grande psicologo di tutti i tempi (però ripeto nel senso dinamico come appena definito) William Shakespeare! “Solo” al secondo posto metteva Carl Rogers psicologo americano . Magari (e dico magari, nessuno di noi qui ha la possibilità ovviamente di saperlo) il tuo psicologo se né anche accorto che non potrà farti guarire, ma lui è una persona come tutti gli altri e alla fine per campare ha anche lui bisogno di soldi quindi fino a quando non te né andarti tu certo lui non ti dirà di andare via.
In questo senso qui io credo che uno psicologo non abbia molte differenze con un amico.
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
gli "esercizi" che hai descritto però (che si chiamano "tecniche di rilassamento") devono essere svolti in un contesto ben preciso, all'interno di un percorso di psicoterapia altrimenti non servono a niente. Perché come hai detto "sembrano semplici", ma in realtà portano a uno stato alterato della coscienza e perciò vanno condotti da personale qualificato, infatti ci sono perfino corsi post-laurea perpoter condurre queste "tecniche" :rolleyes:
e da quel che mi risulta le tecniche di rilassamento possono essere applicate in qualsiasi approccio terapeutico (cognitivo, rogersiano, ecc.) proprio perché sono generiche e non specifiche di un approccio in particolare.
Per il resto non sono molto d'accordo sulla suddivisione delle psicoterapie ma sarebbe troppo lungo da spiegare e ora non ho molto tempo
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Originalmente inviato da
Oggisonoio
Uno psicologo/psicoterapeuta comportamentale è a conoscenza di tutti questi esercizi e nel caso te li fa applicare. Ora qui ci sarebbe un discorso lunghissimo da fare, ma ti posso dire che anche se è un tipo di terapia che non agisce direttamente sulla causa del problema non è detto che non faccia sparire la causa stessa oltre che le manifestazioni.
Ora veniamo invece ad uno psicologo/psicoterapeuta che vuole ristrutturare le tue credenze. E questo credo sia il caso tuo. Questo tipo di psicologo ha studiato per anni le dinamiche mentali interne di un individuo e i metodi per potenziarle!
Cercherà di capirle, ti ascolterà a lungo, e al momento opportuno ti dirà delle cose per cercare di fartele affrontare al meglio, per cercare di farti trovare al tuo interno le risorse migliore per sconfiggerle definitivamente. Ha studiato per anni per fare questo e sono anni che ascolta la gente. Ma siamo tutti individui unici e irripetibili e le nostre interazioni sono altrettanto irripetibili.
Uno psicologo (inteso terapeuta dinamico) che non va bene per te potrebbe andare bene per un altro e viceversa. E non è neanche detto che sia uno psicologo quello che ti potrà far “guarire” e non invece magari un monaco tibetano o uno scrittore.
A parte la confusione di livelli, manca completamente l'idea che, almeno riferendosi all'orientamento analitico, la relazione (di transfert) sia il campo in base a cui operare processi trasformativi rispetto alla struttura del soggetto.
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
A parte la confusione di livelli, manca completamente l'idea che, almeno riferendosi all'orientamento analitico, la relazione (di transfert) sia il campo in base a cui operare processi trasformativi rispetto alla struttura del soggetto.
Saluti
sono d'accordo con te. ma non che il trasnfert può essere realizzato solo con uno psicologo/psicoterapeuta...ma anche con un amico....
sulla confusione dei livelli...può essere ho premesso che sono un laureato triennale (per di più in psicologia sociale) ma a cosa ti riferisci esattamente?
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Il problema non è la presenza o meno del transfert ma la possibilità di trattarlo. Su questo confondi i livelli, ad esempio. Quindi amico, prete o analista non fa differenza. E Shakespeare diventa il più grande psicoterapeuta anzichè psicologo. Perchè descriveva ottimamente (ed è in bella compagnia con Dostoevskij, Kafka, Proust, Melville e tanti altri...), ma non era in grado di trattare nulla (lì c'è voluto Freud).
Saluti
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Originalmente inviato da
gieko
Il problema non è la presenza o meno del transfert ma la possibilità di trattarlo. Su questo confondi i livelli, ad esempio. Quindi amico, prete o analista non fa differenza. E Shakespeare diventa il più grande psicoterapeuta anzichè psicologo. Perchè descriveva ottimamente (ed è in bella compagnia con Dostoevskij, Kafka, Proust, Melville e tanti altri...), ma non era in grado di trattare nulla (lì c'è voluto Freud).
Saluti
Non credi che anche un prete nel momento in cui si instaura un transfert sia in grado di trattarlo?
Certo lo farà sempre e solo in una stessa manierà, forse anche incosapevolmente e senza chiedersi se sia lo soluzione migliore per l'altro (perchè per il prete è senza dubbio la soluzione migliore), però lo tratta!!!
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
No, non lo credo proprio. A volte le sfumature del transfert sono difficili da cogliere nella loro complessità da parte di analisti molto esperti.
Al massimo il prete (l'amico, il papà o la mamma) collude, quello sì, nella migliore delle ipotesi, inconsapevolmente e senza chiedersi se sia la soluzione migliore per l'altro.
E per rispondere alla domanda iniziale del nostro amico, questo può essere uno specifico del lavoro dello psicoterapeuta (o almeno di chi mette al centro del proprio intervento clinico l'analisi di queste dinamiche).
Saluti
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Originalmente inviato da
Oggisonoio
Non credi che anche un prete nel momento in cui si instaura un transfert sia in grado di trattarlo?
Certo lo farà sempre e solo in una stessa manierà, forse anche incosapevolmente e senza chiedersi se sia lo soluzione migliore per l'altro (perchè per il prete è senza dubbio la soluzione migliore), però lo tratta!!!
:climb: davvero studi psicologia? :climb:
come diceva Freud, "il transfert si instaura spontaneamente in tutte le relazioni". Solo che in analisi si costruisce un setting per cui oltre all'analista e al paziente non c'è nient'altro, dunque è più facile "vedere" il transfert da parte dell'analista e analizzarlo, trattarlo. Un po' come in laboratorio in cui tutte le variabili sono ridotte al minimo e controllate, senza interferenze esterne, quindi si può osservare con più precisione ciò che accade e studiarlo meticolosamente. Ora, se per fare l'analista e "trattare" il transfert bisogna studiare 5 anni (postlaurea), fare una lunga analisi personale e fare varie supervisioni...cosa ti fa pensare che un prete (o altre figure) possano "trattare" il transfert nel senso psicoanalitico del termine????
come dice gieko, tuttaltpiù senza questa formazione l'unica cosa che si riesce a fare è colludere e peggiorare la situazione del paziente perché si asseconda in modo magari sottile (e quindi rischioso) le sue richieste patologiche. Senza contare che questa presunzione da parte di queste figure di riuscire a "trattare" il transfert è una sopravvalutazione narcisistica non indifferente delle propie capacità e dunque di per sé potrebbe essere un sintomo degno di essere analizzato esso stesso.
Tutto questo ovviamente in riferimento alla psicoterapia orientata psicoanaliticamente, ma ci sono tanti altri approcci in cui il transfert non c'entra una cippa lippa
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Originalmente inviato da
Johnny
:climb: davvero studi psicologia? :climb:
non c'è assolutamente bisogno di fare questo tipo di ironia! E comunque ho anche detto che sono un laureato triennale di psicologia 2 e quindi ho fatto molta psicologia sociale e del lavoro a discapito della clinica e della dinamica che sto integrando con letture personali.
E per di più ho letto da più parti che il transfert è un concetto difficilissimo da comprendere a pieno e veramente, pur leggendolo da millle libri fino a quando non lo si prova sulla propria pelle. Quindi che io possa avere un concetto non chiaro del transfert al cento per cento non mi sembra che ti possa autorizzare a fare dell'ironia. Ti ripeto quindi, si può discutere e dire ed esporre i motivi e le conoscenze per cui si pensa che l'altro si stia sbagliando ma sempre nel rispetto e nell'educazione.
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Grazie per le risposte... interrompo brevemente il vostro psico-litigio.
Lascio da parte qualunque considerazione sulla mia dottoressa e su quello che è il nostro rapporto medico-paziente, non era questo il punto della questione. Rispondo alla questione della sfiducia precisando che la mia non è sfiducia nei confronti della mia dottoressa... la mia diventa sfiducia nei confronti di una disciplina che non capisco in base a quali criteri funziona e, soprattutto, come funziona nel concreto. Il problema più serio è che mi pare che nemmeno voi (psicologi) lo sappiate.
Ringrazio l'amico "oggi sono io" per l'esempio dell'esercizio ma... ehi! Quelle sono cose che mi auguro non abbiano nulla a che fare con la psicologia: sono pratiche in uso da secoli in tutte le scuole esoteriche, le ho praticate e le pratico da sempre. Spero che non sia questa la psicologia e gli strumenti a disposizione dello psicologo :( Mi è capitato più volte di vedere come gli psicologi prendano in prestito cose che appartengono a varie discipline, ma penso che questo appartenga più alla scelta e all'esperienza personale dello psicologo e che vada al di là dei criteri della materia stessa (ammesso che ci siano, a questo punto).
A parte i vostri litigi e il perdersi in discorsi collaterali non riesco a scorgere una risposta alla mia domanda. Laddove lo psicologo intravede e intuisce determinate situazioni che caratterizzano la dimensione psichica del paziente come interviene? Oppure si tratta di pura "osservazione" in qualche modo fine a se stessa (una sorta di "filosofeggiare allegramente"). Aggiungo che un'altra dottoressa che avevo visto anni fà (l'altra esperienza considerevole per quanto riguarda il tempo passato insieme), dopo essere stata pressata fino allo sfinimento mi ha "confessato" che la psicologia non è nientaltro che un "gioco" per intellettuali. Diciamo che per non cedere alla tentazione (per questioni "intellettuali", appunto) di prendere per buono quello che alcuni dicono, e cioè che "gli psicologi non servono a un...", per il momento prendo per buona questa "confessione".
Ma non sono soddisfatto. Mi prendo il consiglio di leggere il libro sopracitato, mi toccherà studiare per i fatti miei come al solito, magari per niente, ma non sono soddisfatto.
Mio zio fà il falegname e lo sà bene in cosa consiste il suo lavoro. Infatti gli manca un dito.
Ok. Buon week-end a tutti.
Un saluto,
Max
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Citazione:
Originalmente inviato da
Oggisonoio
non c'è assolutamente bisogno di fare questo tipo di ironia! E comunque ho anche detto che sono un laureato triennale di psicologia 2 e quindi ho fatto molta psicologia sociale e del lavoro a discapito della clinica e della dinamica che sto integrando con letture personali.
E per di più ho letto da più parti che il transfert è un concetto difficilissimo da comprendere a pieno e veramente, pur leggendolo da millle libri fino a quando non lo si prova sulla propria pelle. Quindi che io possa avere un concetto non chiaro del transfert al cento per cento non mi sembra che ti possa autorizzare a fare dell'ironia. Ti ripeto quindi, si può discutere e dire ed esporre i motivi e le conoscenze per cui si pensa che l'altro si stia sbagliando ma sempre nel rispetto e nell'educazione.
scusa se ti sei offeso, ma tu hai detto fesserie. Invece di dare chiarimenti confondi ancora di più con informazioni non corrette. Tu stesso hai detto di non conoscere a fondo la psicologia clinica e quindi tutto torna.
La parte che si è guadagnata il :climb: è quella in cui dici che il transfert può essere trattato da un amico...insomma, questa è grossa
Citazione:
Originalmente inviato da
A Comb Osmosis
Rispondo alla questione della sfiducia precisando che la mia non è sfiducia nei confronti della mia dottoressa... la mia diventa sfiducia nei confronti di una disciplina che non capisco in base a quali criteri funziona e, soprattutto, come funziona nel concreto. Il problema più serio è che mi pare che nemmeno voi (psicologi) lo sappiate.
ti pare sbagliato, ma il fatto è che lo scopo del paziente è quello di stare meglio, poi i motivi "tecnici" che portano a questo miglioramento, o le tecniche che utilizza lo psicoterapeuta (riformulazioni, riflessioni, interpretazioni, ecc...) è ovvio che il paziente non le comprende appieno, ma alla fine ti assicuro che la psicoterapia funziona, ed documentato da varie ricerche. Ha un'efficacia di circa l'80%
Citazione:
Ringrazio l'amico "oggi sono io" per l'esempio dell'esercizio ma... ehi! Quelle sono cose che mi auguro non abbiano nulla a che fare con la psicologia:
quella che ha spiegato in modo un pò frettoloso e improvvisato oggisonoio è il metodo Jacobson, che è una delle tante tecniche di rilassamento. Sono usate in psicologia, ma vengono utilizzate in un contesto pùi ampio, cioè all'interno di un percorso di psicoterapia o sostegno psicologico, perché, appunto, sono semplici "tecniche". Ti assicuro che non hanno nulla di magico, ma sono state elaborate in ambiente medico e hanno effetti sul sistema nervoso centrale e sulle onde cerebrali (cioè il ritmo con cui i neuronui scaricano).
Citazione:
A parte i vostri litigi e il perdersi in discorsi collaterali non riesco a scorgere una risposta alla mia domanda. Laddove lo psicologo intravede e intuisce determinate situazioni che caratterizzano la dimensione psichica del paziente come interviene?
dipende dall'approccio terapeutico seguito. A seconda della teoria deriva il modo di "agire". Gli approcci terapeutici, è documentato, cono comunque tutti efficaci
Citazione:
Aggiungo che un'altra dottoressa che avevo visto anni fà (l'altra esperienza considerevole per quanto riguarda il tempo passato insieme), dopo essere stata pressata fino allo sfinimento mi ha "confessato" che la psicologia non è nientaltro che un "gioco" per intellettuali. Diciamo che per non cedere alla tentazione (per questioni "intellettuali", appunto) di prendere per buono quello che alcuni dicono, e cioè che "gli psicologi non servono a un...", per il momento prendo per buona questa "confessione".
da come lo racconti sembra che glielo abbia fatto dire tu
Citazione:
Mio zio fà il falegname e lo sà bene in cosa consiste il suo lavoro. Infatti gli manca un dito.
io, che faccio lo psicologo, di falegnameria non so nulla.
Se commissiono un mobile da un falegname professionista, non devo io imparare come si taglia, si misura, si inchioda, si incolla, perché lo sa fare il falegname ed è esperto nel suo mestiere e mi fido. Alla fine vedo il lavoro finito e dico "sono soddisfatto", come ha fatto lo so a grandi linee, ma non di preciso, perché per saperlo di preciso dovrei fare un corso di falegnameria e un lungo apprendistato. Così un paziente che si rivolge ad uno psicologo, si rivolge ad un professionista che, nel suo campo, metaforicamente, sa incollare, tagliare, inchiodare.
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
ti pare sbagliato, ma il fatto è che lo scopo del paziente è quello di stare meglio, poi i motivi "tecnici" che portano a questo miglioramento, o le tecniche che utilizza lo psicoterapeuta (riformulazioni, riflessioni, interpretazioni, ecc...) è ovvio che il paziente non le comprende appieno, ma alla fine ti assicuro che la psicoterapia funziona, ed documentato da varie ricerche. Ha un'efficacia di circa l'80%
Ok. Un attimo. Non stiamo discutendo della validità o meno della psicologia/psicoterapia... :) Diciamo che pure che questo è un altro discorso. Mi pare di scorgere un atteggiamento difensivo, ma il mio in questo momento non è un attacco a questa disciplina che, per mia stessa ammissione, non conosco. Io semplicemente da profano chiedo che cosa fà lo psicologo... Non è possibile avere un esempio? Stimola il soggetto a riflettere su determinati argomenti? Secondo quali criteri lo fà?
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
quella che ha spiegato in modo un pò frettoloso e improvvisato oggisonoio è il metodo Jacobson, che è una delle tante tecniche di rilassamento. Sono usate in psicologia, ma vengono utilizzate in un contesto pùi ampio, cioè all'interno di un percorso di psicoterapia o sostegno psicologico, perché, appunto, sono semplici "tecniche". Ti assicuro che non hanno nulla di magico, ma sono state elaborate in ambiente medico
Scusami se ti correggo ma questo è il mio "campo" ;) Sono tecniche che hanno un fondamento scientifico ma che non sono state RIPRESE a scopo terapeutico in tempi moderni dalla psicologia o da altre discipline ma che sono state sviluppate nel corso dei secoli all'interno delle scuole esoteriche. Ad esempio la "quintuplice respirazione", che praticamente la si trova in ogni libricino di psico-guarimento spicciolo, era uno dei massimi segreti della società occulta della Golden Dawn. Ma comunque non importa, questi sono dettagli.
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Johnny
dipende dall'approccio terapeutico seguito. A seconda della teoria deriva il modo di "agire".
Qualche esempio spicciolo?
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Johnny
da come lo racconti sembra che glielo abbia fatto dire tu
No no l'ha detto proprio lei: Dott.sa Maurizia Bracco del Centro Regionale per l'Epilessia, Ospedale S. Paolo di Milano. Chiediglielo.
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Johnny
io, che faccio lo psicologo, di falegnameria non so nulla. Se commissiono un mobile da un falegname professionista, non devo io imparare come si taglia, si misura, si inchioda, si incolla, perché lo sa fare il falegname ed è esperto nel suo mestiere e mi fido. Alla fine vedo il lavoro finito e dico "sono soddisfatto", come ha fatto non lo so di preciso, lo so a grandi linee, ma non di preciso. Così un paziente che si rivolge ad uno psicologo, si rivolge ad un professionista che, nel suo campo, metaforicamente, sa incollare, tagliare, inchiodare.
Si certo ma se spii il falegname e vedi che non muove un dito e poi ti consegna il mobile magari ti viene il sospetto che l'abbia importato dalla Korea e ti stia vendendo un pezzo di cartone. La tua risposta è sciocca; proprio perchè lo psicologo è un professionista e, considerata l'area di competenza, dotato di una certa capacità di dialogare, mi pare che il tema dovrebbe essere meglio argomentato. Quando io vedo uno psicologo vedo una persona che apparentemente non fà niente; se da profano posso dire qualcosa dico che Robbie Williams in "Will Hunting - Genio Ribelle" è uno psicologo... ecco se uno mi dice che QUELLO è uno psicologo allora io dico "Si, bene, riesco a intuire e comincio a scorgere i segni distintivi di questa professione; posso riconoscerlo come una figura distinta che ha un suo ruolo"... ma è un film, solo un film. Lo cito per farti un esempio.
Quello che io invece vedo parlando, a qualsiasi livello con uno psicologo, è una totale impreparazione a livello culturale in primis (cosa molto importante perchè è difficile farsi capire se la persona che deve analizzarti ha una cultura medio-bassa) e un'incapacità a relazionarsi con gli individui spesso molto marcata che lascia come minimo straniti (basta osservare in questi pochi post come vi siete messi a pungolarvi tra di voi in modo stupido e infantile). Risulta evidente un atteggiamento difensivo sempre immotivato e fuori luogo che si manifesta con espressioni del tipo "la terapia serve: è dimostrato dalle percentuali"... peccato che nessuno l'ha chiesto LOL :) Ma a parte una sorta di strana, immotivata e apparentemente futile fede in questa disciplina con relativa posizione dogmatica (e il dogma sembrerebbe essere il credere ciecamente nella bontà della disciplina stessa a priori) nessuno sà dire in cosa consista il lavoro dello psicologo e in cosa si differenzia da quello di altre figure, come ad esempio il monaco tibetano sopra citato.
Max
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
ciao osmosis!
innanzitutto mi sembra necessario ri-sottolineare, visto che lo ha già fatto jhonny, che vi è una differenza sostanziale tra ciò che fa uno psicoterapeuta e ciò che fa uno psicologo. mi sembra di capire che tu sia stato preso in carico da una psicologa.
dici anche che lei prevalentemente ascolta, fa delle osservazioni (peraltro banali, a tuo giudizio) e ripete quello che tu stesso le dici.
questa tua descrizione mi fa pensare, vista la metodologia utilizzata, al counseling, al colloquio di sostegno. con il colloquio di sostegno si cerca di, appunto, sostenere l'Io in un momento di difficoltà. cosa vuol dire questo? molto banalmente e sinteticamente consiste nell'accompagnare l'utente/cliente in un percorso di individuazione e potenziamento di risorse personali, che già possiede, da mobilitare per far fronte al periodo di difficoltà affrontato e per il quale ci si è rivolti al consulto; consiste nell'aumento dell'autostima, nell'incremento della percezione dell'autoefficacia.
io personalmente non credo che la tua psicologa non sappia in cosa consiste il lavoro dello psicologo. posso piuttosto verosimilmente credere che eluda le tue domande in merito per una pura questione metodologica. nella mia pratica clinica dedico almeno il primo colloquio proprio all'esplorazione delle aspettative che l'utente ha in merito al percorso che stiamo intraprendendo, delle motivazioni per le quali ha richiesto il consulto, degli obiettivi che si prefigge di raggiungere. questo mi permette di valutare, tra l'altro, quanto sia "realistica" la percezione che l'utente ha del lavoro di uno psicologo, consentendomi, laddove ce ne fosse bisogno, di "aggiustare il tiro", dando anche spiegazioni aggiuntive a chi ho di fronte, in modo che si avvicini a questo percorso con una maggiore consapevolezza.
ho la sensazione però che ciò che muove in te questa domanda sia la percezione di una mancanza di risultati soddisfacenti. questo, a sua volta, potrebbe anche essere dovuto a delle aspettative forse troppo idealizzate rispetto al ruolo e al lavoro dello psicologo.
un saluto
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A Comb Osmosis
Risulta evidente un atteggiamento difensivo sempre immotivato e fuori luogo che si manifesta con espressioni del tipo "la terapia serve: è dimostrato dalle percentuali"... peccato che nessuno l'ha chiesto LOL :)
ti ho citato le percentuali perché se la psicoterapia funziona, evidentemente lo psicoterapeuta qualcosa fa. Magari non si tratta di attività manuale come quella che vedresti spiando il falegname, ma si tratta di attività mentale e modi di "dialogare" (tra virgolette) seguendo regole ben precise
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Johnny
ti ho citato le percentuali perché se la psicoterapia funziona, evidentemente lo psicoterapeuta qualcosa fa. Magari non si tratta di attività manuale come quella che vedresti spiando il falegname, ma si tratta di attività mentale e modi di "dialogare" (tra virgolette) seguendo regole ben precise
Anche l'esorcista qualcosa fà e le percentuali, le sue, lo dimostrano. Qualcuno qua crede che quelle persone urlanti siano possedute da cose come i diavoletti birbaccioni? :asd:
Le percentuali non servono; in un discorso le si usa perchè (a meno che uno non risponda con altre percentuali) si evita di avere un contraddittorio LOL :)
Comunque non è questo il problema (cioè se funziona o meno la psicologia/psicoterapia... il mio problema che sono un alieno e vengo dallo spazio è capire cosa sono queste cose)...
Grazie per il tuo intervento Disappear... risponderò a te più avanti perchè sono di fretta e con il cellulare ora. Non scomparire però! ;)
Buonanotte a tutti :mano:
Max
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Per rispondere alla domanda iniziala, cosa fa lo psicologo:
Premetto che io non faccio psicoterapia, ma mi occupo di neuropsicologia, quindi forse più "concreto". Io nella pratica della terapia (e quindi non della valutazione) attraverso giochi/esercizi con bambini o adulti lavoro sulle funzioni cognitive mal funzionanti, dando strategie per "funzionare" meglio, e spesso lavoro anche a livello metacognitivo. Nella pratica ad esempio, per un paziente con problemi di memoria, si insegnano delle "tecniche" per memorizzare, organizzare meglio il materiale da apprendere.
Con pochi pazienti, adolescenti, faccio anche un po di psicoterapia, e quindi li si aiuta a ragionare, a capire il perchè di alcuni determinati comportamenti. A capire i comportamenti e le emozioni degli altri, perchè si sono comportati in un determinato modo. Lo psicoterapeuta dovrebbe aiutarti a vedere le cose sotto una luce diversa.
La differenza con un amico è che lo psicoterapeuta non dovrebbe giudicare, non dovrebbe dirti come comportarti (ma dovrebbe farti arrivare da solo alla soluzione migliore) e non dovrebbe consolarti, con frasi spesso da amico "vedrai che si risolve" "vedrai che tornerà" ecc...Ma dovrebbe aiutarti a capire il perchè ti comporti in un determinato modo.
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A Comb Osmosis
Anche l'esorcista qualcosa fà e le percentuali, le sue, lo dimostrano. Qualcuno qua crede che quelle persone urlanti siano possedute da cose come i diavoletti birbaccioni? :asd:
Le percentuali non servono; in un discorso le si usa perchè (a meno che uno non risponda con altre percentuali) si evita di avere un contraddittorio LOL :)
Comunque non è questo il problema (cioè se funziona o meno la psicologia/psicoterapia... il mio problema che sono un alieno e vengo dallo spazio è capire cosa sono queste cose)...
Grazie per il tuo intervento Disappear... risponderò a te più avanti perchè sono di fretta e con il cellulare ora. Non scomparire però! ;)
Buonanotte a tutti :mano:
Max
carissimo, io sto rispondendo alla domanda che avevi fatto in merito alla psicoterapi: il "discorso sulle percentuali" è importante perché una certa pratica (la psicoterapia) deve essere "oggettivamente" valida deve essere efficace, e l'efficacia della psicoterapia viene studiata ed appurata secondo metodi di ricerca ben precisi (ora non stro qui a spiegarli, li avevo spiegati altrove, ma fidati, sono molto accurati ed elaborati) e questi metodi di ricerca portano a conclusioni "oggettive", cioè si conclude che la psicoterapia è o non è efficace. Le ricerche dicono che è efficace.
L'esorcista non so a che metodologie faccia riferimento per dimostrare la sua efficacia, certamente non si riferisce a metodi sperimentali e "oggettivi", essendo l'entità di cui tratta spirituale e soprannaturale quindi per definizione non ponderabile. Ma qui sei più esperto tu quindi ho tutto da imparare.
ciao
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Salve a tutti.. sono nuova in questo settore.. c'è qualcuno che è laureato in psicologia che mi potrebbe dire quali sbocchi avrei con questa laurea? ad esempio, alcuni lavori che potrei svolgere!!! farmi qualche esempio.. perchè alla televisione la figuar dello psicologo ci appare come quel qualcuno che ascolta il paziente sdraiato sul lettino.. Ma lo piscologo è molto di più.. mi potreste indicare alcuni lavori?
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ottobre90
Salve a tutti.. sono nuova in questo settore.. c'è qualcuno che è laureato in psicologia che mi potrebbe dire quali sbocchi avrei con questa laurea? ad esempio, alcuni lavori che potrei svolgere!!! farmi qualche esempio.. perchè alla televisione la figuar dello psicologo ci appare come quel qualcuno che ascolta il paziente sdraiato sul lettino.. Ma lo piscologo è molto di più.. mi potreste indicare alcuni lavori?
:asd: Molto di più tipo cosa? :tajo:
...per tornare alle mie domande... ringrazio tutti, ma credo di aver risolto la questione: la psicologia è un'accozzaglia male assortita degli insegnamenti principali delle più note correnti esoteriche. Tutto qua. Le tecniche che vengono utilizzate sono a discrezione dello psicologo e dipendono soprattutto dal bagaglio culturale e umano del medico stesso. Va da sè che la maggiorparte degli psicologi sono da tenere alla larga. Non mi dilungo, è un altro discorso.
L'altro giorno ho ricevuto 3 mail (da opsonline.it) di invito ad altrettanti incontri messi su da vari centri... visitando le relative pagine mi sono reso conto che la realtà dei fatti non deve essere poi molto distante da come mi pare di intuire. In particolare mi ha colpito l'invito di un istituto di psicologia che francamente non riesco a distinguere da una psicosetta :asd: Ricevevo tempo fà la newsletter di un gruppo teosofico e sinceramente la terminologia e i "viaggi" linguistici erano molto più moderati (pur rimanendo nel campo delle idiozie).
Intanto ho deciso di fare un test della personalità da Scientology :asd: Secondo me loro, dichiarandosi religione, hanno compiuto quel passo fondamentale che la psicologia ufficiale non ha il coraggio o non può fare.
Per quanto riguarda la mia psicologa: è giovane, non sò quale strada percorre, non sò cosa le passa per la testa, non sò cosa fà e non lo voglio sapere. Continuerò a vederla abbandonandomi dolcemente al suo "autismo". :medito:
Grazie a tutti e addio! :mano:
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ottobre90
Salve a tutti.. sono nuova in questo settore.. c'è qualcuno che è laureato in psicologia che mi potrebbe dire quali sbocchi avrei con questa laurea? ad esempio, alcuni lavori che potrei svolgere!!! farmi qualche esempio.. perchè alla televisione la figuar dello psicologo ci appare come quel qualcuno che ascolta il paziente sdraiato sul lettino.. Ma lo piscologo è molto di più.. mi potreste indicare alcuni lavori?
ciao, la storia del lettino è uno stereotipo, perché il lettino lo usa lo psicoanalista (laurea+ specializzazione) e attualmente anche lo psicoanalista fa colloqui vis-à-vis (cioè uno di fronte all'altro). Il lettino lo si usava nell'800, e se oggi viene usato comunque lo si fa dopo molto tempo che il paziente è in analisi, perché non è facile "affrontare" il lettino (in seduta il lettino serve per "regredire" e quindi andare a ripescare ricordi molto profondi e, spesso, spiacevoli, qunidi non tutti riescono a sostenere questo procedimento). La funzione del lettino è quella di facilitare il processo primario, favorito dall'immobilità fisica. Lo psicoanalista inoltre deve stare fuori dalla visuale del paziente, perché altrimenti questo sarebbe disturbato e influenzato dalla figura dell'analista mentre scava nei propri ricordi.
Lo PSICOLOGO invece si occupa di "prevenzione e promozione del benessere", quindi tutto ciò che non riguarda la psicopatologia. In concreto: psicodiagnosi, test, counseling, sostegno psicologico, gestione dello stress, realizzazione di progetti all'interno di vari contesti, selezione del personale, formazione, ecc...
Il lavoro dello psicologo, dunque, si può svolgere in vari ambiti: esiste così la psicologia dello sport, la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, la psicologia clinica, ...
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A Comb Osmosis
...per tornare alle mie domande... ringrazio tutti, ma credo di aver risolto la questione: la psicologia è un'accozzaglia male assortita degli insegnamenti principali delle più note correnti esoteriche. Tutto qua. Le tecniche che vengono utilizzate sono a discrezione dello psicologo e dipendono soprattutto dal bagaglio culturale e umano del medico stesso. Va da sè che la maggiorparte degli psicologi sono da tenere alla larga. Non mi dilungo, è un altro discorso.
scusa ma se non conosci un argomento come ti permetti di giudicare? qui si cerca di dialogare, se il tuo scopo è solo quello di denigrare e svalutare la psicologia puoi anche evitare di scrivere perché questi messaggi non portano da nessuna parte e si fondano sull'ignoranza (nel senso che ignori totalmente l'argomento).
Poi se invece di cercare di imparare qualcosa da chi ne sa più di te, prendi solo occasione per denigrare, sono problemi tuoi.
evidentemente se la figura dello psicologo è una professione riconosciuta dallo Stato italiano, il quale rilascia il titolo di PSICOLGO dopo un Esame di Stato, appunto, un motivo ci sarà.
Se pensi di avere la verità in tasca puoi scrivere al ministro dell'istruzione e a quello del welfare dicendogli queste tue idee astruse, però ti consiglio di non firmare la lettera altrimenti vengono a prenderti a casa.
ciao
-
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Johnny
scusa ma se non conosci un argomento come ti permetti di giudicare? qui si cerca di dialogare, se il tuo scopo è solo quello di denigrare e svalutare la psicologia puoi anche evitare di scrivere perché questi messaggi non portano da nessuna parte e si fondano sull'ignoranza (nel senso che ignori totalmente l'argomento).
Poi se invece di cercare di imparare qualcosa da chi ne sa più di te, prendi solo occasione per denigrare, sono problemi tuoi.
evidentemente se la figura dello psicologo è una professione riconosciuta dallo Stato italiano, il quale rilascia il titolo di PSICOLGO dopo un Esame di Stato, appunto, un motivo ci sarà.
Se pensi di avere la verità in tasca puoi scrivere al ministro dell'istruzione e a quello del welfare dicendogli queste tue idee astruse, però ti consiglio di non firmare la lettera altrimenti vengono a prenderti a casa.
ciao
Come sono felice quando suscito una reazione... :asd: "Prevenzione del benessere" dici... si presume che lo psicologo quindi stia bene e ne abbia da distribuire a josa di "benessere", ma non mi pare che sia così! :tajo:
Fila in supervisione!! :medito:
E' affascianante come ti aggrappi a quelli che tu consideri "dati di fatto" (percentuali, essere riconosciuti dallo stato italiano) che in realtà hanno una natura incerta e variabile... Dovessero caderti queste "certezze" avresti una reazione terribile a livello psicologico, sarebbe un vero punto di rottura tra quella che consideri come la "verità", il "tuo mondo", e la realtà oggettiva.
Cosa determina questo da un punto di vista psicologico? Una profonda insicurezza, secondo me, infatti:
"L'uomo spesso diventa ciò che crede di essere" Gandhi ;)
Comunque non importa.
Buona domenica,
Max
EDIT: Oddio chi è che mi viene a prendere a casa? Sacconi? Mamma mia peggio dell'Uomo della Sabbia LOL :)
EDIT2: Ma pensa Johnny se la mia dottoressa in realtà fosse un dottore, magari tu! Magari sono un tuo paziente! Ih ih ih :) Da diventare matti! Sarà il caldo...
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A Comb Osmosis
E' affascianante come ti aggrappi a quelli che tu consideri "dati di fatto" (percentuali, essere riconosciuti dallo stato italiano) ...
da parte mia non c'è nessuna reazione, sto solo cercando di rispondere ai tuoi quesiti.
Nella psicologia si fa riferimento ai "dati empirici" perché sono questi che distinguono la scienza dalla non-scienza.
Ad esempio se dalla ricerca in psicologia, quindi utilizzando procedure statistiche correlazionali, sappiamo che un certo tipo di personalità (la "personalità di tipo A") è correlata all'insorgenza di disturbi cardiaci (ipertensione) e che questo tipo di personalità ne è la causa, allora c'è poco da discutere. E' così, senza ombra di dubbio.
La scientificità è basata sull'aderenza ai dati empirici e oggettivi, a cui nessuno si "aggrappa", ma al limite si fa riferimento, senza avere preconcetti.
A differenza del tuo esoterismo che, invece, quello sì richiede di "aggrapparsi", proprio perché si basa sul fumo e sull'illusione, sulle idee personali e astruse e la fantasia di chi lo pratica.
ciao
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Io non so...ma a volte credo che ci si perda in un bicchiere d'acqua.
I punti fondamentali sono questi:
1) Tutta la psicologia è scientifica proprio perchè non sostiene mai teorie che non siano falsificabili. Le dimostrazioni in psicologia alla fin fine sono di due tipo o neurologico o statistico o combinando questi due tipi. La psicologia usa tutti gli strumenti provenienti sia dalle scienze hard come la medicina, la biologia, la chimica, sia tutti gli strumenti delle scienze soft come l'osservazione etnografica, l'antropologia, la sociologia, e tante altre con l'unico scopo di riuscire ad avere una maggiore comprensione dell'essere umano. Se una di queste nel tempo si rileverà più efficace (come ad esempio la neurologia...) nel comprendere l'essere umano e tutte le sue dinamiche si può stare pur certi che prenderà il sopravvento su tutte le altre, il meccanismo è semplice e si chiama: evoluzione sopravivvenza del più forte e adatto. In psicologia è proprio il non accettare nessun dogma è che la rende unica. E' proprio il non condividere che esiste un unica religione con delle verità assolute che la rende meravigliosa. La psicolgia (se per psicologia in questo caso intendiamo la promozione del benessere dell'individuo e la sua felicità/realizzazione) dice semplicemente ognuno ha la sua strada, vediamo di trovarla insieme perchè tutti possiamo aver bisogno di una mano (e se permetti io faccio questo di mestiere, devo sopravvivere quindi avrei bisgono che mi si paghi...)
2) La psicologia terapeutica individuale alla fin fine si basa su un altro assunto semplicissimo. Premesso che è scientificamente dimostrato che certe malattie mentali hanno scarse, o basse, o non rilevanti o comunque non rilevanti da sole, componenti genetiche ma la loro insorgenza rientra nell'esperienza individuale di ogni persona, vediamo di fare un percorso insieme (terapeuta e paziente), una nuova esperienza, una nuova riorganizzazione mentale che possa portarti a stare meglio/guarire/verso la realizzazione personale/felicità.
Ovviamente, allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche, questa seconda parte non può essere assolutamente scientifica (scusate la ripetizione) , proprio perchè l'esperienza di ogni persona e unica e irripetibile e l'interazione tra due persone lo sarà altrettanto. Se qualcuno nella pratica quotidiana fa passare per vero e per certezza cose che non lo sono nella letteratura psicologica, è perchè o ha bisogno di "vendere il proprio prodotto" e quindi ha bisogno di far percepire una maggiore efficacia di azione di quello che fa oppure perchè ritiene che in quel momento sia la cosa giusta da dire per il benessere del proprio cliente, sono entrambe cose molto umane credo.
Prendendo in prestito una frase di un affezionato scrittore di questo forum (spero che mi perdoni) auguro a tutti
Buona vita!
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
mi inserisco con una domanda sul "lavoro dello psicologo": quanto è importante partecipare a ricerche (con conseguenti pubblicazioni)? io sono interessata maggiormente alla clinica (non psicoterapia) ma ormai tutti si focalizzano molto sulla necessità di scrivere articoli scientifici.
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A Comb Osmosis
Come sono felice quando suscito una reazione... :asd: "Prevenzione del benessere" dici... si presume che lo psicologo quindi stia bene e ne abbia da distribuire a josa di "benessere", ma non mi pare che sia così! :tajo:
Fila in supervisione!! :medito:
E' affascianante come ti aggrappi a quelli che tu consideri "dati di fatto" (percentuali, essere riconosciuti dallo stato italiano) che in realtà hanno una natura incerta e variabile... Dovessero caderti queste "certezze" avresti una reazione terribile a livello psicologico, sarebbe un vero punto di rottura tra quella che consideri come la "verità", il "tuo mondo", e la realtà oggettiva.
Cosa determina questo da un punto di vista psicologico? Una profonda insicurezza, secondo me, infatti:
"L'uomo spesso diventa ciò che crede di essere" Gandhi ;)
Comunque non importa.
Buona domenica,
Max
EDIT: Oddio chi è che mi viene a prendere a casa? Sacconi? Mamma mia peggio dell'Uomo della Sabbia LOL :)
EDIT2: Ma pensa Johnny se la mia dottoressa in realtà fosse un dottore, magari tu! Magari sono un tuo paziente! Ih ih ih :) Da diventare matti! Sarà il caldo...
Penso che possiate anche finirla qui di continuare questo pseudo litigio fatto di provocazioni........se avete qualcosa da dirvi che vada OT ditevela tramite pm... :approved:
se insisterete scatterà l'infrazione:sisi:
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
Non sono litigi Simoncino, fà parte della conversazione, il succo c'è e si capisce bene.
Pure il moderatore con le multe ci mancava. Ma che è un gioco di ruolo?
Mi sembrate tutti rincoglioniti (e più interessati alla forma che alla sostanza) :tajo:
Ma una vita reale ce l'avete?
A oggisonoio: le teorie sono teorie. A proposito di cosa sia una teoria è interessante leggere l'introduzione di A Brief History of the Universe di Stephen Hawkings (che in sostanza spiegando cos'è una teoria, lui da scienziato, dice fra le righe qualcosa del tipo "guardate che le teorie sono solo teorie e la mia smentisce quella di Einstein che a sua volta smentisce quella di Newton ed entrambe smentiscono la mia (!) ma, in teoria, pur essendo sbagliate tutte e tre tutte e tre possono essere, a seconda dei casi, esatte!". Curioso eh? :asd:).
Un saluto a tutti, è chiaro che in questi sistemi regolati da regole inutili dove c'è uno che ti mette la multa l'ultima cosa che può esistere è la comunicazione, che in verità è data dall'accettazione incondizionata delle modalità di dialogo (forum di psicologia! :asd:).
Buone vacanze e addio.
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A Comb Osmosis
A oggisonoio: le teorie sono teorie. A proposito di cosa sia una teoria è interessante leggere l'introduzione di A Brief History of the Universe di Stephen Hawkings (che in sostanza spiegando cos'è una teoria, lui da scienziato, dice fra le righe qualcosa del tipo "guardate che le teorie sono solo teorie e la mia smentisce quella di Einstein che a sua volta smentisce quella di Newton ed entrambe smentiscono la mia (!) ma, in teoria, pur essendo sbagliate tutte e tre tutte e tre possono essere, a seconda dei casi, esatte!". Curioso eh? :asd:).
hai esposto la caratteristica fondamentale della scienza: a differenza della RELIGIONE in cui esiste una "verità rivelata" che diventa così unA verità di fede e un dogma incontestabile, nella SCIENZA, al contrario, esiste un progresso scientifico, perché ogni teoria può essere falsificata da quella successiva proprio perché in questo modo si progredisce verso la consocenza del mondo. Nella scienza non ci sono persone più importanti di altre che emanano la Verità, ma tutto si basa sulla ricerca e sulla dimostrazione empirica, quindi chiunque può fare scienza, quel che conta è l'applicazione del metodo. :approved:
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Johnny
hai esposto la caratteristica fondamentale della scienza: a differenza della RELIGIONE in cui esiste una "verità rivelata" che diventa così unA verità di fede e un dogma incontestabile, nella SCIENZA, al contrario, esiste un progresso scientifico, perché ogni teoria può essere falsificata da quella successiva proprio perché in questo modo si progredisce verso la consocenza del mondo. Nella scienza non ci sono persone più importanti di altre che emanano la Verità, ma tutto si basa sulla ricerca e sulla dimostrazione empirica, quindi chiunque può fare scienza, quel che conta è l'applicazione del metodo. :approved:
Nell'esempio che ho fatto non c'è nessun progresso in realtà perchè la nuova teoria smentisce quella precedente che a sua volta smentisce quella nuova. Non so se mi spiego. Questo dimostra semplicemente che le teorie sono in gran parte solo pensieri campati in aria. Una teoria serve per fare "previsioni" che possono essere confermate o smentite con altre teorie. In sostanza una teoria è quanto di più lontano ci possa essere dal pensiero scientifico. Fin quando una teoria non diventa una LEGGE (e perchè questo avvenga bisogna che la previsione di una teoria possa essere confermata e non confutata) è solo aria fritta. Ma nel momento in cui diventa una legge (come quella della gravità, per intenderci) per forza di cose lo scienziato deve accettarla in maniera incondizionata e quindi essere sottomesso a quella legge/pensiero e quindi essere simile, nell'atteggiamento intellettuale, all'uomo di fede. :asd:
Credo che sia proprio il contrario di come l'intendi tu Johnny (se ho capito bene). Detto questo sarebbe interessante capire se, facendo un paragone con altre materie scientifiche, anche in psicologia esistono oltre che delle teorie anche delle leggi.
Buona domenica!
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Credo che sia proprio il contrario di come l'intendi tu Johnny (se ho capito bene). Detto questo sarebbe interessante capire se, facendo un paragone con altre materie scientifiche, anche in psicologia esistono oltre che delle teorie anche delle leggi.
se ti comperi un libro di Psicologia Generale o di Psicologia Sociale, di "leggi" ne trovi finché vuoi, a partire dalle prime che sono state formulate nell'ambito della percezione nel secolo scorso in poi.
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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Originalmente inviato da
Johnny
se ti comperi un libro di Psicologia Generale o di Psicologia Sociale, di "leggi" ne trovi finché vuoi, a partire dalle prime che sono state formulate nell'ambito della percezione nel secolo scorso in poi.
Come dire:
"Scusa sai che ore sono?"
"Si e se ti compri un orologio lo potrai sapere anche tu!"
:asd:
Comunque esistendo delle leggi esiste anche un dogma quindi.
E queste leggi, nel concreto, come vengono applicate? Esistono delle leggi fondamentali? Quali sono e cosa dicono?
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Riferimento: Il lavoro dello psicologo
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A Comb Osmosis
Un saluto a tutti, è chiaro che in questi sistemi regolati da regole inutili dove c'è uno che ti mette la multa l'ultima cosa che può esistere è la comunicazione, che in verità è data dall'accettazione incondizionata delle modalità di dialogo (forum di psicologia! :asd:).
Perché pensi che la comunicazione sia data dall'accettazione incondizionata delle modalità di dialogo? Se per comunicazione intendi il comprendersi a vicenda, alcune modalità di dialogo in linea di massima non facilitano affatto la comprensione.... tutt'altro. Cose come provocazioni, illazioni e considerazioni giudicanti e svalutanti non giovano al chiarimento di ciò che, almeno a parole e ufficialmente, si vorrebbe chiarire.
Le regole, su un forum (così come in altri ambiti della vita) esistono anche per questo: cercare di evitare problemi. Poi, certo, può capitare di avere problemi anche con le regole stesse, ma questo aprirebbe altri discorsi....
Tornando in topic. La difficoltà che spesso riscontri, fra gli psicologi, nello spiegarti quali sono i nostri strumenti di lavoro nella clinica, in gran parte è legata al fatto che esistono molti diversi indirizzi teorico-operativi, per cui spesso a strumenti in parte simili (nel senso che, in ogni caso, si lavora su stati mentali, emozioni e comportamenti, anche se con accenti diversi sull'una o l'altra cosa) vengono dati nomi diversi, magari troppo tecnici e un po' incomprensibili per il "profano" (un collega ad orientamento psicoanalitico ti parlerebbe, ad esempio, di interpretazione e transfert, un cognitivista di decostruzione e ristrutturazione dei costrutti mentali, un sistemico di prescrizioni paradossali, un comportamentista di desensibilizzazione e rinforzo... ).
I diversi orientamenti dipendono, a loro volta, dal fatto che A) la psicologia è una disciplina piuttosto giovane B) la complessità della psiche e del comportamento è tale che si può guardare ad essa con angolazioni diverse, ed agire di conseguenza
Volendo generalizzare, però, gli strumenti che tutti gli psicologi utilizzano sono:
- un corpus di conoscenze specialistiche sui fenomeni psichici e comportamentali, che consente di inquadrare i dati in un'ottica appunto psicologica (ottica diversa da quella dell'amico, del prete, del gatto, di se stessi..)
- specifiche tecniche di ascolto (all'esterno potrà anche sembrare passivo, però in realtà lo psicologo mentre ascolta analizza continuamente tutti i dati che si presentano alla sua attenzione, dati che emergono sia dalla persona che da se stesso, formulando altrettanto continuamente ipotesi interpretative e operative)
- analisi anamnestica (raccorta di informazioni specifiche che consentono meglio di inquadrare la situazione)
- specifiche tecniche di comunicazione (cosa dire o non dire, come dirlo, quando dirlo)
- strutturazione e monitoraggio del setting (il complesso delle regole, dette e non dette, che definiscono e strutturano il rapporto professionale. Il concentrarsi troppo su "cosa faccia lo psicologo", spostando l'attenzione dal lavoro su se stessi al lavoro dello psicologo, potrebbe essere un attacco al setting, una sorta di tentativo di invertire i ruoli e di "controllare" lo psicologo. Ma non è detto che lo psicologo, accorgendosene, lo faccia notare)
- uso eventuale di test psicometrici
- eventuali che ora non mi vengono in mente
Cui si aggiungono altre tecniche specifiche (non comuni a tutti), derivanti da formazione post-laurea (abbastanza famose, ad esempio, l'ipnosi e il training autogeno), dal proprio orientamento teorico-operativo, o di tipo propriamente psicoterapeutico (specializzazione in una qualche forma di psicoterapia).
In ogni caso, non si può pretendere, affidandosi ad un qualsiasi professionista (architetto, dentista, avvocato... psicologo :rolleyes: ) - e né è necessario, per il buon fine del lavoro - sapere cosa fa e quali sono i suoi strumenti del mestiere; del resto per conoscerli a fondo bisognerebbe essere colleghi!