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Avvio libera professione
Buongiorno a tutti!
Sto pensando di avviare l'attività di libero professionista come psicologo.
In breve vorrei sapere da chi ha seguito questo percorso come procedere.:mumble:
1. Superato eds e previo inoltro domanda iscrizione albo regionale, è necessario attendere l'effettiva risultanza in elenco per aprire partita iva e iniziare ad operare o potremmo iniziare easily?
2. E' necessario avere/affittare uno studio o è possibile avere solo p.i e procedere indicando sulle fatture la propria abitazione.
3. Sono necessari autorizzazioni specifiche x accogliere i pazienti presso l'abitazione (in affitto) se indicata come studio (all'americana intendo, cui si riceve sul divano di casa).
4. Quali step a livello fiscale burocratico? Quale aiuto tecnico professionale?
5. Chiedere un finanziamento alla banca (con aimé gli interessi) quanto preventivare? c'è speranza di saldare o il rischio di aprire una voragine senza fine?
6. Come farsi conoscere?
..e tutto ciò che per chi l'ha già fatto sembra ovvio e scontato, ma per chi affronta questa avventura sembra un oceano da attraversare (a nuoto perché senza un cent da parte!!:sbonk:)
grazie a tutti voi. Ho letto qualche suggerimento di anni fa sul forum, penso sia utile aggiornarci!
:Ops:
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Riferimento: Avvio libera professione
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Timbothelad
1. Superato eds e previo inoltro domanda iscrizione albo regionale, è necessario attendere l'effettiva risultanza in elenco per aprire partita iva e iniziare ad operare o potremmo iniziare easily?
devi aspettare l'effettiva comunicazione :) anche perchè nel periodo tra la tua domanda e la notifica di avvenuta iscrizione, l'Ordine fa i doverosi controlli per essere sicuro che tu abbia tutte le carte in regola
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2. E' necessario avere/affittare uno studio o è possibile avere solo p.i e procedere indicando sulle fatture la propria abitazione.
se ti proponi presso qualche ente come professionista, non devi aprire lo studio, e quindi puoi fatturare con l'indirizzo di casa
Citazione:
3. Sono necessari autorizzazioni specifiche x accogliere i pazienti presso l'abitazione (in affitto) se indicata come studio (all'americana intendo, cui si riceve sul divano di casa).
sinceramente non lo so, ma ti pongo una domanda.... ti sembra deontologico questo? secondo me non lo è :mumble: a scanso di equivoci ti direi di andare a chiedere al tuo ordine di appartenenza
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4. Quali step a livello fiscale burocratico? Quale aiuto tecnico professionale?
ma non saprei...se il tuo ordine mette a disposizione degli sportelli di consulenza gratuiti (noi il Lombardia abbiamo quello del commercialista, della deontologia ecc) ti possono essere utili :) sicuramente però ti servirà un commercialista, già solo per capire come si fa una fattura è un'impresa :look:
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5. Chiedere un finanziamento alla banca (con aimé gli interessi) quanto preventivare? c'è speranza di saldare o il rischio di aprire una voragine senza fine?
sinceramente non lo so questo.
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6. Come farsi conoscere?
- proporre progetti a basso costo (bassissimo...praticamente zero!) ad enti, strutture, associazioni o cooperative dove potresti avere un seguito
- presentarsi a tutti i professionisti che possono essere interessati, dai medici ai farmacisti, ai naturopati, alle associazioni culturali, ecc ecc
- trovare un modo per farsi pubblicità, magari fare delle brochure, tenere una rubrica nei giornali locali ecc
- due a mio parere sono le parole chiave: 1) "formazione", fare corsi, master, specializzazioni, aggiornamenti, per imparare, diventare più sicuri, avere le carte per presentarsi in modo credibile e 2) public relationstenere contatti con tutti (dai vicini di casa a professionisti ecc)
in bocca al lupo
Chiara
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Riferimento: Avvio libera professione
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Timbothelad
Buongiorno a tutti!
Sto pensando di avviare l'attività di libero professionista come psicologo.
In breve vorrei sapere da chi ha seguito questo percorso come procedere.:mumble:
1. Superato eds e previo inoltro domanda iscrizione albo regionale, è necessario attendere l'effettiva risultanza in elenco per aprire partita iva e iniziare ad operare o potremmo iniziare easily?
sì, bisogna attendere! Controlla ogni tanto sull'albo online se i tuo nome è stato inserito, a volte viene inserito prima che arrivi la lettera a casa ;)
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Timbothelad
2. E' necessario avere/affittare uno studio o è possibile avere solo p.i e procedere indicando sulle fatture la propria abitazione.
è necessario avere partita iva, puoi andare all'agenzia delle entrate della tua provincia e in 5 minuti te la aprono gratuitamente. Puoi mettere come indirizzo di riferimento anche quello di casa tua, anche se non ci lavori. Quanto ad avere uno studio, la cosa è meno complicata di quello che uno si aspetta: in henere, si va in subaffitto in un altro studio per un giorno a settimana. A Roma in media si paga 150 euro al mese. Puoi andarci mezza giornata e pagare 75 euro. Puoi persino prendere mezza giornata e dividerla con un amico (30 euro a persona al mese!). O addirittura puoi fare a percentuale, senza pagare niente e lasciando una percentuale se fatturi. Oppure andare a ore, a Roma si trovano studi anche a 8 euro l'ora, quindi paghi solo se e quando lo usi. Avere uno studio significa questo: disporre di un giorno a settimana o più presso un altro studio! I costi come vedi sono estremamente accessibili, persino a Roma. Poi, come ha detto arwen, puoi persino evitare e lavorare direttamente nelle sedi dei clienti, delle associazioni, ecc. Se hai un indirizzo in cui ricevere clienti, è melgio, ma dipende da quello che fai, può non essere necessario.
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Timbothelad
3. Sono necessari autorizzazioni specifiche x accogliere i pazienti presso l'abitazione (in affitto) se indicata come studio (all'americana intendo, cui si riceve sul divano di casa).
non ho capito, vuoi accogliere i clienti sul divano di casa? Nooooo....cioè, molti psicologi e medici hanno uno studio in casa, però si tratta di una parte della casa indipendente dal resto, con un bagno riservato, magari un ingresso apposito, insomma comunque il cliente per arrivare non deve passare per la cucina, sentire l'odore di tagliatelle al ragù, scontarsi con altri membri della famiglia...è davvero poco professionale! E inutile, considerando che a subaffittare una stanza in uno studio costa 8 euro l'ora!
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Timbothelad
4. Quali step a livello fiscale burocratico? Quale aiuto tecnico professionale?
iscrzione all'albo, partita iva generalmente con regime dei minimi, dopo la prima fattura iscriversi all'enpap. Tutto qua! Tutte queste operazioni sono gratuite (a parte la tassa annuale dell'Albo :argh:) Poi c'è il commercialista. Per chi ha il regime dei minimi costa poco, mediamente 300 euro l'anno. Ma ci sono pacchetti che costano anche meno, appositi per chi inizia, che si aggirano sui 200 l'anno. Insomma, siamo a costi ancora affrontabili rispetto ad altri professionisti.
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Timbothelad
5. Chiedere un finanziamento alla banca (con aimé gli interessi) quanto preventivare? c'è speranza di saldare o il rischio di aprire una voragine senza fine?
un finanziamento per cosa? Per fortuna non siamo dentisti che per partire devono davvero fare un mutuo e comprare un sacco di attrezzature. In questo almeno siamo fortunati, come vedi i costi di avvio sono ridicoli, pressoché nulli. Certo, è anche vero che pure i nostri guadagni sono risicatissimi: su una fattura da 50 euro, tra riffe e raffe, rimane poco in tasca. Infatti, inutile pensare di arricchirsi con questa professione. le spese di avvio sono bassissime, ma cmq difficilmente si potrà avere uno stile di vita lussuoso
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Timbothelad
6. Come farsi conoscere?
..e tutto ciò che per chi l'ha già fatto sembra ovvio e scontato, ma per chi affronta questa avventura sembra un oceano da attraversare (a nuoto perché senza un cent da parte!!:sbonk:)
grazie a tutti voi. Ho letto qualche suggerimento di anni fa sul forum, penso sia utile aggiornarci!
:Ops:
Questo è il tasto dolente, da cui dipenderà tutto. Più ti promuovi, più lavori. Il lavoro iniziale sarà praticamente al 99% di promozione, ma anche dopo, dovrai continuare a promuoverti incessantemente, rinnovarti, progettare, proporre, ideare. Essere liberi professionisti significa entrare in certo stile di vita, sicuramente privo di sicurezze rispetto al dipendente statale tutelato, sindacalizzato, stabilizzato, ma con molte opportunità di crescita in tutti i sensi, anche se richiede molte capacità tipo saper tollerare molto stress, convivere con l'incertezza, frustrazioni per progetti che non partono, per concorrenti sleali (il mercato è davvero marcio e schifoso e non ha regole, tutto è imprevedibile e spesso poco etico...). Poi, ci sono ritmi di vita non perfettamente regolari, per quanto gestibili in autonomia, molta creatività e intraprendenza. Bisogna però promuoversi, ci sono tante strategie, ma bisogna applicarle con molta costanza e non è cmq detto che tutto quello che con estrema fatica proponi, progetti, promuovi, credi, vada in porto, soprattutto all'inizio. Cmq prima di ognistrategia, è necessario focalizzare un proprio ambito circoscritto e specifico, così da essere identificato con quello. Insomma, oggi si lavora di nicchia, inutile proporsi come "psicologo" generico, equivale al tuttologo, occorre invece puntare su uno specifico settore ristretto, da scegliere in base alle proprie competenze e ad un'analisi di mercato. Quindi: di cosa vuoi occuparti di preciso? bene, c'è qualcosa di ancora più preciso? E' qualcosa di cui si sente il bisogno nel territori in cui vuoi operare? Una volta identificata la tua nicchia iniziale, perr conoscere le strategie per promuoverti, puoi scaricare l'ebook gratuito di Piccinini http://www.opsonline.it/forum/psicol...to-102205.html, puoi leggere gli articoli di HT Sirri (li trovi cercando su google), poi se cerchi "self-marketing psicologi" escono altri e-book gratuiti dei vari ordini regionali con altre strategie, puoi cercare "come aprire uno studio di psicologia", ecc, oppure puoi cercare nomi di ginecologi, medici, naturopati, come ha detto arwen e crearti una rete di contatti, che sarà determinante per lavorare. Mi raccomando non ti scoraggiare perché soprattutto in quest'anno di crisi è durissima partire, però se individui una nicchia specifica, un servizio che serve, e ti promuovi tanto, fino allo sfinimento, ce la farai! :approved:
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Riferimento: Avvio libera professione
Concordo con tutte le risposte che ti hanno dato finora.
In particolare:
NO DIVANO DI CASA: se mi inviti a casa tua sul tuo divano non vedo perchè dovrei pagarti.
Se sei un professionista serio avrai un tuo studio (non importa se in condivisione o ad ore, io (paziente) questo non lo so. Però so che vedo lo studio ed è professionale.
A meno che tu non abbia un ingresso indipendente con un bagno indipendente, una stanza dove mi ricevi e un minino di sala d'attesa (e mi garantisci che non sentirò tua madre chiamarti perchè è pronto il pranzo e non vedrò tuo padre passare in canottiera per prendere l'aspirapolvere dall'armadio).
Se metti come sede fiscale casa tua (fanno così tutti quelli che hanno uno studio in affitto) potrai scaricare parte delle spese (luce, telefono,...).
NO MUTUI O FINANZIAMENTI: se affitti uno studio (e la soluzione ad ore o la condivisione della giornata con altro collega mi sembrano ottime soluzioni) e stampi un centinaio di bigliettini da visita, hai finito con le spese.
Se lavori con bambini dovrai comprare qualche gioco, se fai test acquisterai qualche test (o invierai a colleghi che già li abbiano, così inizi a creare una rete di relazioni perchè poi loro ti invieranno qualcun altro per la presa in carico...), insomma con meno di 500 euro te la cavi.
LAVORARE EASILY: approfitterei del tempo che intercorre fra domanda e accettazione dall'albo per creare la rete di relazioni e fare formazione. Te lo dico in modo sincero ma si vede che sei alle prime armi, quindi approfitta di questo tempo per formarti e "scafarti" parlando con altri colleghi, provando a costruire progetti, cercando qualche corso che ti dia strumenti pratici da utilizzare... Tanto dall'invio della domanda all'accettazione passano al massimo un paio di mesi: il tempo di cercare lo studio e iscriversi ad un corso.
E cercare un commercialista.
UN ALTRO CONSIGLIO NON RICHIESTO MA CHE MI SENTO DI DARTI: di questa professione, soprattutto all'inizio, non si vive.
Inizia a cercarti anche un altro lavoro, magari nell'ambito (educatore, operatore di comunità,...) che ti dia da vivere, ti faccia fare esperienza e ti lasci libero un giorno alla settimana o due (non solo il sabato se possibile) per avviare la libera professione.
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Riferimento: Avvio libera professione
Grazie a tutti! per il vostro tempo! :-)
Innanzitutto non temete: il DIVANO era un pour parler, un'immagine (e ha funzionato direi viste le reazioni); certamente non ho intenzione di ricevere nel mio monolocale!! Certo se avessi una villa di proprietà divise in due ale sarebbe diverso.
Ho ben in mente in quale specifico ambito lavorare, ho già stilato un progetto di avvio dettagliato cui lavoro in itinere, ho già seguito master e formazioni varie. Non ho intenzione di lavorare in cooperative, educatore o altro ve lo assicuro! e sarà avventato ma io ci voglio vivere di questo! Dopodiché non avendo altre entrate il finanziamento dovrò comunque richiederlo...
Mi rendo conto che ogni situazione è diversa.. difficile fare progetti. Ad oggi il nostro ordine non offre supporto di cui mi suggerite, e sono pochi quelli che lavorano come libero professionista. Per questo mi sento un po' isolato (piccolo centro). Mi sembra di dovers scalare una montagna.
Intanto grazie mille.
Una domanda banale: il commercialista lo contattate quando avete già fatturato o antes per un aiuto nella fase di avvio? quindi telefonate a uno sull aguida e gli dite "io vorrei fare questo questo ecc... lei sarebbe disponibile a , quanto mi costa?"
Seconda domanda (sempre un po' stolta): perché un collega dovrebbe affittarvi lo studio un giorno a settimana. Se ce l'ha nuovo e bello da solo evidentemente se lo puo permettere, e perché avere intorno un possibile concorrente?
.... grazie a tutti, voi siete quindi liberi professionisti ?
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Timbothelad
Dopodiché non avendo altre entrate il finanziamento dovrò comunque richiederlo...
il finanziamento per cosa :)?
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Mi rendo conto che ogni situazione è diversa.. difficile fare progetti. Ad oggi il nostro ordine non offre supporto di cui mi suggerite, e sono pochi quelli che lavorano come libero professionista. Per questo mi sento un po' isolato (piccolo centro). Mi sembra di dovers scalare una montagna.
Intanto grazie mille.
per piccolo centro che intendi? 20.00 abitanti, 30.000, 50.000? Ovviamente ci sono vantaggi e svantaggi. Le metropoli sono sature, i piccoli centri non ancora, avresti meno concorrenti. Però, il piccolo centro è anche un po' "chiuso", con + pregiudizi verso la psicologia, quindi occorrerà analizzare bene quali attività possono apprezzare di più, forse più quelle di benessere che quelle cliniche. Magari non ci sono altri studi psico, ma sicuramnte studi medici, anche se poi andando in uno studio medico darai un'immagine molto clinica e magari non è il luogo adatto a proporre altre attività. Occorre valutare quali risorse ha il tuo piccolo centro, quali strutture sono presenti, cosa proporre, come possono essere utili le tue competenze e a chi, e poi da lì pianificare il resto.
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Una domanda banale: il commercialista lo contattate quando avete già fatturato o antes per un aiuto nella fase di avvio? quindi telefonate a uno sull aguida e gli dite "io vorrei fare questo questo ecc... lei sarebbe disponibile a , quanto mi costa?"
nella fase di avvio non c'è bisogno di nessun aiuto, fanno tutto all'agenzia delle entrate. Magari puoi iniziare a farti un giro tra i commercialisti, chiedendo un appuntamento per conoscerli, farsi fare un preventivo per l'assistenza ed esporre le tue esigenze. Meglio non fidarsi subito del commercialista "che mi ha suggerito la zia, che è amico di famiglia, ecc", meglio incontrarne un po', valutare la loro flessibilità (hanno tariffe fisse o valutano se sei all'inizio, ecc?) ed eventualmente concordare che l'inizio dell'assistenza inizierà dalla prima fattura. Io ho fatto così!
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Seconda domanda (sempre un po' stolta): perché un collega dovrebbe affittarvi lo studio un giorno a settimana. Se ce l'ha nuovo e bello da solo evidentemente se lo puo permettere, e perché avere intorno un possibile concorrente?.... grazie a tutti, voi siete quindi liberi professionisti ?
è stradifficile che un collega abbia lo studio da solo, e anche quando succede, è ben lieto di subaffittarlo qualche giorno! Perché costa pure a lui e perché è difficile che lo usi tutti i giorni, se è affermato vuol dire che qualche giorno andrà in giro per progetti, docenze, fare promozione e crearsi contatti e cose varie! Ormai tutti subaffittano, persino le scuole di specializzazione, i centri più affermati, poliambulatori, ecc. E' una cosa strafrequente, se apri Porta Portese (famoso giornale di inserzioni di Roma) è pieno zeppo di annunci di psicologi che subaffittano e a volte è anche possibile "negoziare" il costo, nel senso che visto il lavoro scarso, molti ci tengono fin troppo a subaffittare perchè è l'unico modo per ripagarsi le spese! Accollarsi l'affitto di un appartamento intero è un peso enorme e chiunque è ben lieto di ridurlo un po'. Anche se vai su qualunque sito tipo kijii, bacheca, ecc ci sono tanti annunci a tutti i prezzi e c'è l'imbarazzo della scelta! Con poltroncine, con scrivanie, con aulette, e spesso ti corteggiano pure per avere le tue 150 al mese! Visitane tanti, finché non trovi quello che ti rispecchia di più, quello in cui ti trovi meglio. Puoi sfruttare questi 2 mesi anche per farti questi giri...Valuta anche il quartiere, se è servito dai mezzi, ecc, perché la gente vuole stare comoda e avere la fermata della metro a portata di piede! ;)
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Timbothelad
Ho ben in mente in quale specifico ambito lavorare, ho già stilato un progetto di avvio dettagliato cui lavoro in itinere, ho già seguito master e formazioni varie. Non ho intenzione di lavorare in cooperative, educatore o altro ve lo assicuro! e sarà avventato ma io ci voglio vivere di questo! Dopodiché non avendo altre entrate il finanziamento dovrò comunque richiederlo...
ciao
complimenti per la determinazione, da quanto ho potuto vedere (nel mio caso e anche in altri) chi parte convinto sulla strada della libera professione e accetta i necessari passi da fare (burocratici ma anche nel senso di autopromuoversi ecc) è già avvantaggiato rispetto a tanti che sperano di essere assunti nelle cooperative come psicologi e non sanno cosa fare, tentennano, si pongono dubbi ecc.
comunque il consiglio di trovare un lavoro magari part-time nasce dal fatto che nei primi tempi è abbastanza dura, nel senso che la nostra è una professione che si costruisce piano piano, all'inizio ci vorranno mesi prima che un paziente ti chiami o prima che qualcuno accetti i tuoi progetti :wall:
ti faccio il mio esempio: sono iscritta all'albo da 1 anno e mezzo, lavoro per 20 ore con le persone disabili (non sono nè educatrice nè psicologa...è un contesto particolare, se vuoi ti spiego via mp) che è il lavoro che mi da un'entrata fissa al mese, poi organizzo corsi da gennaio, ma ovviamente i corsi non li ripeto ogni mese, quindi l'entrata c'è ma sporadicamente... ora ho 2 pazienti, spero che diventino tre (c'è uno che ci sta pensando :mumble: ), forse a settembre ne arriva un altro ancora (speriamo il 4°) inviato da una naturopata con cui sono in contatto/collaboro :ehm:
questo significa, facendomi i conti in tasta :D che non arrivo, comunque, mai ai 1000 € mensili :wall: e io il lavoro "che mi da da mangiare" ce l'ho, ecco perchè ti consigliavamo di comunque cercare qualcosa che ti dia una base economica mensile o comunque "stabile" :D io con la libera professione ci guadagno massimo 300-400 € mensili se proprio le cose mi vanno di gran lusso :ehm: e se le cose continueranno così nei prossimi mesi :ehm:
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Riferimento: Avvio libera professione
grande ragazzi , consigli utilissimi :approved: e tanta voglia di fare :approved:
sto facendo l'esame di stato (mi manca solo l'orale), quindi tra un p spero di essere abilitata anch'io!
avete risposto a tutte le domande che avevo in testa:asd:
anch'io vivo in un centro relativamente piccolo, quindi dovrò vedere se c'è qualche collega che subaffitta, ma penso che sia l'ultimo dei problemi.
volevo farvi una domanda un pò stupida, e a cui forse dovrei saper rispondere..:sbonk: :nel momento in cui viene il paziente allo studio, c'è un massimo di colloqui che può fare uno psicologo (e non uno psicoterapeuta)? che tipo di percorso si propone, al di là della valutazione, somministrazione di test..ecc, se in teoria non si può parlare di terapia?
ve lo chiedo perchè sto frequentando una scuola di psicoterapia, e vorrei sapere se gli strumenti che mi stanno dando posso utilizzarli anche se sono una psicologa e non ancora una psicoterapeuta!
grazie:D
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lucmoonly
volevo farvi una domanda un pò stupida, e a cui forse dovrei saper rispondere..:sbonk: :nel momento in cui viene il paziente allo studio, c'è un massimo di colloqui che può fare uno psicologo (e non uno psicoterapeuta)? che tipo di percorso si propone, al di là della valutazione, somministrazione di test..ecc, se in teoria non si può parlare di terapia?
ve lo chiedo perchè sto frequentando una scuola di psicoterapia, e vorrei sapere se gli strumenti che mi stanno dando posso utilizzarli anche se sono una psicologa e non ancora una psicoterapeuta!
grazie:D
certo che puoi usare gli strumenti che ti insegnano a scuola :approved: :approved: ... lo psicologo può fare consulenza, sostegno ecc, ma se sei già specializzanda puoi certamente provare ad usare gli strumenti che la scuola ti da :approved: anzi, io non ho mai capito quelli che non osano avere uno studio e dei pazienti durante la scuola :argh: a cosa serve farla se poi non ci si sperimenta sul campo?
...ovviamente lo sperimentarsi va di pari passo con la consapevolezza che non si è onnipotenti e che quindi di fornte a un caso troppo complesso è bene inviarlo a collegi più esperti, ma certamente puoi iniziare a provare :mano:
io in genere faccio così, quando un pazienti mi chiama premetto subito che non avendo ancora terminato il mio percorso di specializzazione, potrei rendermi conto di aver bisogno di passare il caso ad un collega più esperto :) finora le persone hanno capito e stanno venendo lo stesso ;)
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Riferimento: Avvio libera professione
Non è che sei avventato se vuoi vivere fin dall'inizio solo con il lavoro di psicologo libero-professionista senza avere alcun contratto o collaborazione continuata... sei però forse poco dentro la realtà , in particolare quella del mondo del lavoro di uno psicologo libero-professionista alle prime armi.
Difficilmente si vive solo con lo studio (ecco perchè chi ce l'ha lo utilizza 2 o 3 giorni alla settimana e lo subaffitta nel resto), anche se si lavora da molti anni e si è molto affermati.
Questo perchè un bravo professionista diversifica i suoi ambiti, sia per acquisire in esperienza, sia per continuare a farsi conoscere (e perchè i pazienti vanno e vengono ed è utile avere più entrate per i periodi di magra).
Se poi, come mi sembra di aver capito, vuoi chiedere un finanziamento per mantenerti mentre avvii la professione... direi che mi sembra piuttosto rischioso, oltre che impossibile da realizzarsi ed eccessivamente dispendioso.
Per avere un finanziamento devi dare garanzie (tipo avere già un lavoro) perchè loro (banca o agenzia) ti danno una somma unica e ingente e tu gliela devi ripagare mese per mese (interessi compresi), fin dal primo mese.
Un finanziamento viene erogato se tu dimostri di avere spese "professionali" ingenti da sostenere per avviare e poter esercitare la professione, tipo comprare l'attrezzatura per un dentista.
Non credo che il mantenimento del professionista che non ha altre entrate perchè ha deciso di vivere solo del suo lavoro anche se questo ancora non c'è rientri fra i motivi per richiedere e ottenere un finanziamento.
Con un lavoro nel mondo del sociale hai inoltre la possibilità di costruirti contatti preziosi, perchè anche i progetti più belli e ben fatti devono essere approvati ed è più facile quando conosci in qualche modo la persona che ti sta proponendo il progetto.
Se poi hai già obiettivi chiari e contatti, cerca un part-time che non ti porti via troppo tempo ma che ti dia comunque entrate fisse per essere tranquillo e che magari in futuro possa trasformarsi in un contatto utile per presentare nuovi progetti o farti conoscere per invii.
Io il commercialista lo sentirei prima di aprire la p.iva: può darti delle dritte rispetto al regime fiscale più conveniente, può aiutarti a non commettere errori grossolani iniziali (tipo dimenticare la ritenuta d'acconto) e ti può aiutare nel capire quali spese puo far rientrare alla voce spese professionali.
L'ideale è qualcuno che già segua psicologi: puoi chiedere fra le tue conoscenze di professionisti più o meno affermati o anche all'ordine (spesso hanno nominativi).
Dopodichè scegli sulla base del preventivo che ti fanno e della fiducia/simpatia/competenza che ti ispirano (proprio come a volte si sceglie uno psicologo!).
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Originalmente inviato da
arwen
certo che puoi usare gli strumenti che ti insegnano a scuola :approved: :approved: ... lo psicologo può fare consulenza, sostegno ecc, ma se sei già specializzanda puoi certamente provare ad usare gli strumenti che la scuola ti da :approved: anzi, io non ho mai capito quelli che non osano avere uno studio e dei pazienti durante la scuola :argh: a cosa serve farla se poi non ci si sperimenta sul campo?
...ovviamente lo sperimentarsi va di pari passo con la consapevolezza che non si è onnipotenti e che quindi di fornte a un caso troppo complesso è bene inviarlo a collegi più esperti, ma certamente puoi iniziare a provare :mano:
io in genere faccio così, quando un pazienti mi chiama premetto subito che non avendo ancora terminato il mio percorso di specializzazione, potrei rendermi conto di aver bisogno di passare il caso ad un collega più esperto :) finora le persone hanno capito e stanno venendo lo stesso ;)
penso che molti non lo facciano perchè in teoria (moolto in teoria) non puoi fare psicoterapia prima della fine della scuola, e però di conseguenza è difficile, mentre sei specializzanda, distinguere i compiti e le procedure di uno psicologo da quelle di uno psioterapeuta.
in ogni caso ai tuoi pazienti quindi non proponi una "terapia", ma solo sostegno psicologico? e segui una cornice teorica di riferimento?
PS.ma nella targa e nel biglietino da visita, si scrive "psicologa, specializzanda psicoterapia"? o solo psicologa? :rolleyes:
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Vimae
Non è che sei avventato se vuoi vivere fin dall'inizio solo con il lavoro di psicologo libero-professionista senza avere alcun contratto o collaborazione continuata... sei però forse poco dentro la realtà , in particolare quella del mondo del lavoro di uno psicologo libero-professionista alle prime armi.
Difficilmente si vive solo con lo studio (ecco perchè chi ce l'ha lo utilizza 2 o 3 giorni alla settimana e lo subaffitta nel resto), anche se si lavora da molti anni e si è molto affermati.
Questo perchè un bravo professionista diversifica i suoi ambiti, sia per acquisire in esperienza, sia per continuare a farsi conoscere (e perchè i pazienti vanno e vengono ed è utile avere più entrate per i periodi di magra).
Se poi, come mi sembra di aver capito, vuoi chiedere un finanziamento per mantenerti mentre avvii la professione... direi che mi sembra piuttosto rischioso, oltre che impossibile da realizzarsi ed eccessivamente dispendioso.
Per avere un finanziamento devi dare garanzie (tipo avere già un lavoro) perchè loro (banca o agenzia) ti danno una somma unica e ingente e tu gliela devi ripagare mese per mese (interessi compresi), fin dal primo mese.
Un finanziamento viene erogato se tu dimostri di avere spese "professionali" ingenti da sostenere per avviare e poter esercitare la professione, tipo comprare l'attrezzatura per un dentista.
Non credo che il mantenimento del professionista che non ha altre entrate perchè ha deciso di vivere solo del suo lavoro anche se questo ancora non c'è rientri fra i motivi per richiedere e ottenere un finanziamento.
Con un lavoro nel mondo del sociale hai inoltre la possibilità di costruirti contatti preziosi, perchè anche i progetti più belli e ben fatti devono essere approvati ed è più facile quando conosci in qualche modo la persona che ti sta proponendo il progetto.
Se poi hai già obiettivi chiari e contatti, cerca un part-time che non ti porti via troppo tempo ma che ti dia comunque entrate fisse per essere tranquillo e che magari in futuro possa trasformarsi in un contatto utile per presentare nuovi progetti o farti conoscere per invii.
Io il commercialista lo sentirei prima di aprire la p.iva: può darti delle dritte rispetto al regime fiscale più conveniente, può aiutarti a non commettere errori grossolani iniziali (tipo dimenticare la ritenuta d'acconto) e ti può aiutare nel capire quali spese puo far rientrare alla voce spese professionali.
L'ideale è qualcuno che già segua psicologi: puoi chiedere fra le tue conoscenze di professionisti più o meno affermati o anche all'ordine (spesso hanno nominativi).
Dopodichè scegli sulla base del preventivo che ti fanno e della fiducia/simpatia/competenza che ti ispirano (proprio come a volte si sceglie uno psicologo!).
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arwen
ciao
complimenti per la determinazione, da quanto ho potuto vedere (nel mio caso e anche in altri) chi parte convinto sulla strada della libera professione e accetta i necessari passi da fare (burocratici ma anche nel senso di autopromuoversi ecc) è già avvantaggiato rispetto a tanti che sperano di essere assunti nelle cooperative come psicologi e non sanno cosa fare, tentennano, si pongono dubbi ecc.
comunque il consiglio di trovare un lavoro magari part-time nasce dal fatto che nei primi tempi è abbastanza dura, nel senso che la nostra è una professione che si costruisce piano piano, all'inizio ci vorranno mesi prima che un paziente ti chiami o prima che qualcuno accetti i tuoi progetti :wall:
ti faccio il mio esempio: sono iscritta all'albo da 1 anno e mezzo, lavoro per 20 ore con le persone disabili (non sono nè educatrice nè psicologa...è un contesto particolare, se vuoi ti spiego via mp) che è il lavoro che mi da un'entrata fissa al mese, poi organizzo corsi da gennaio, ma ovviamente i corsi non li ripeto ogni mese, quindi l'entrata c'è ma sporadicamente... ora ho 2 pazienti, spero che diventino tre (c'è uno che ci sta pensando :mumble: ), forse a settembre ne arriva un altro ancora (speriamo il 4°) inviato da una naturopata con cui sono in contatto/collaboro :ehm:
questo significa, facendomi i conti in tasta :D che non arrivo, comunque, mai ai 1000 € mensili :wall: e io il lavoro "che mi da da mangiare" ce l'ho, ecco perchè ti consigliavamo di comunque cercare qualcosa che ti dia una base economica mensile o comunque "stabile" :D io con la libera professione ci guadagno massimo 300-400 € mensili se proprio le cose mi vanno di gran lusso :ehm: e se le cose continueranno così nei prossimi mesi :ehm:
In effetti non immagino ci volesse così tanto, il problema vero per me è forse trovare un lavoro, ormai da mesi cerco e l'attività in proprio mi sembrava la soluzione. Certo se le cose vanno così.. :argh:uff! Che tipo di corsi proponi?
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lucmoonly
penso che molti non lo facciano perchè in teoria (moolto in teoria) non puoi fare psicoterapia prima della fine della scuola, e però di conseguenza è difficile, mentre sei specializzanda, distinguere i compiti e le procedure di uno psicologo da quelle di uno psioterapeuta.
in ogni caso ai tuoi pazienti quindi non proponi una "terapia", ma solo sostegno psicologico? e segui una cornice teorica di riferimento?
PS.ma nella targa e nel biglietino da visita, si scrive "psicologa, specializzanda psicoterapia"? o solo psicologa? :rolleyes:
io ovunque e sempre scrivo e dico "sostegno psicologico" (non mi piace la parola counselling, ultimamente abusata anche da chi titoli non li ha), sui biglietti ho scritto "psicologa, specializzanda in psicoterapia familiare" (sto facendo la scuola in psicoterapia sistemica)
Citazione:
Originalmente inviato da
Timbothelad
In effetti non immagino ci volesse così tanto, il problema vero per me è forse trovare un lavoro, ormai da mesi cerco e l'attività in proprio mi sembrava la soluzione. Certo se le cose vanno così.. :argh:uff! Che tipo di corsi proponi?
ciao, è un momento orrido da questo punto di vista... ma come educatrice penso che tu possa trovare qualcosa :) calcola che non è per te un punto di arrivo, ma solo un mezzo per arrivare ad un futuro più soddisfacente ;)
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Riferimento: Avvio libera professione
Ciao Timbothelad e ciao a tutti, sono nuova del forum.
Per l'avvio del mio studio io mi sono affidata ai consigli del mio commercialista, a cui ho delegato praticamente le stesse questioni che ti poni tu. Mi sono trovata molto bene! Tra l'altro so che fa anche servizio online.
Ciao!
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Riferimento: Avvio libera professione
ciao ragazzi,
mi inserisco anche io in questa discussione poichè come voi sono una psicologa a tutti gli effetti, compresa l'iscrizione all'Albo ovviamente, ma di fare consulenza o sostegno psicologico al momento non se ne parla ...... ho veramente una gran fifa ..... non mi sento pronta ad aprirmi uno studio ...... e sinceramente prima di leggere questo thread non ero nemmeno sicurissima che si potesse fare, insomma ..... ho letto che in realtà lo psicologo può fare molte cose ma non essendo psicoterapeuta non può fare terapie!
Avevo pensato in realtà ad un progetto di consulenza per gli adolescenti però insieme ad un'amica, proprio per non buttarmi da sola perchè il tirocinio non mi ha dato niente!
Purtroppo abbiamo ricevuto da poco la conferma dell'iscrizione all'Albo e al momento stiamo facendo un master tutte e due, ma detto sinceramente tra noi. .... non l'ho mai vista convinta della mia idea :(
Al momento sono impegnata con lo stage di questo master che partirà a settembre ottobre però ho scoperto un associazione che offre servizi di cura medica e psicologica davvero interessante e pensavo di chiedere al Direttore di poter venire ognitanto ad affiancare gli psicologi, anche così senza nessuna retribuzione .... magari con il tempo la mia posizione potrebbe evolversi ,.... io ho molta esperienza nel settore immigrazione (target dell'associazione), ho scritto una tesi, sono andata all'estero .... ho fatto sempre lavori nel sociale .... e poi magari dopo un pò di tempo potrei provare ad aprire uno studio.
Cavolo! Sono davvero arrabbiata con l'università. Usciamo da qui e non siamo pronti a lavorare!!!!! Finito l'esame di stato dissi ad una mia collega (abbiamo fatto l'esame di stato insieme) che avrei voluto fare consulenze e lei mi disse che non potevamo ...... :(
Allora non sono solo io a non sapere cosa fa uno psicologo appena diventato tale!
Cmq in tutto ciò mi sono dimentica di fare i comliementi a Timbothelad per il coraggio di buttarsi! Non so se è più avventatezza per l'euforia di avere il titolo e quindi di poter fare finalmente ... o se il coraggio che dovrei avere anche io !!!! :D
Ciauxxxxxxxxxxxxxx
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Riferimento: Avvio libera professione
ciao starletta,
hai ragione, la nostra è una facoltà puramente teorica e spesso anche mal organizzata, fai 1000 esami e studi di tutto e di più ma poi effettivamente nessuno ti spiega nel concerto come fare un collloquio o come somministrare qualche test o questionario... per non parlare delle parti ancora più pratiche, come il fatto di far firmare ai pazienti il consenso informato, dove si trovano i test, come si fanno le perizie, come ci si propone ecc ecc
io ero esattamente come te, ho solo avuto la fortuna di fare un tirocinio post laurea che mi ha dato molto, ma per il resto...nebbia :wall:
ho capito come funzionava dopo, perchè ho fatto anch'io, come vorresti fare tu, un'esperienza di stage in un centro di psicoterapia che era stato appena aperto da una psicologa un po' come noi, anche lei giovane ma a differenza di altri, più esperta e "sgamata" :) mi ha presa e mi ha anche lasciata molto libera di chiedere, aprire gli armadi, farle domande, ficcanasare nei test :yahoo:
lì ho capito proprio le cose pratiche :) poi anch'io ho fatto un master e ora faccio la scuola... ora ho capito 2 cose, primo ci vuole curiosità e preparazione, solo l'università nlon basta :wall: (anche perchè, organizzata com'è ... :wall: ), e quindi continuo a risparmiare (con enorme fatica) soldi per fare corsi, convegni, per comprarmi libri ecc :studio:
l'altra cosa che ho capito è che devi essere tu a sentirti pronto a buttarti :) perchè puoi fare 1000 master :wsisi: ma se non diventi cosciente del tuo essere professionista serio e preparato e speri di essere assunto da qualche parte o che qualcuno ti "passi" pazienti o ti "inserisca" in qualche studio, diventa durissima :wall:
un bacio e in bocca al lupo ;)
Chiara
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Riferimento: Avvio libera professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Starletta
ciao ragazzi,
mi inserisco anche io in questa discussione poichè come voi sono una psicologa a tutti gli effetti, compresa l'iscrizione all'Albo ovviamente, ma di fare consulenza o sostegno psicologico al momento non se ne parla ...... ho veramente una gran fifa ..... non mi sento pronta ad aprirmi uno studio ...... e sinceramente prima di leggere questo thread non ero nemmeno sicurissima che si potesse fare, insomma ..... ho letto che in realtà lo psicologo può fare molte cose ma non essendo psicoterapeuta non può fare terapie!
Avevo pensato in realtà ad un progetto di consulenza per gli adolescenti però insieme ad un'amica, proprio per non buttarmi da sola perchè il tirocinio non mi ha dato niente!
Purtroppo abbiamo ricevuto da poco la conferma dell'iscrizione all'Albo e al momento stiamo facendo un master tutte e due, ma detto sinceramente tra noi. .... non l'ho mai vista convinta della mia idea :(
Al momento sono impegnata con lo stage di questo master che partirà a settembre ottobre però ho scoperto un associazione che offre servizi di cura medica e psicologica davvero interessante e pensavo di chiedere al Direttore di poter venire ognitanto ad affiancare gli psicologi, anche così senza nessuna retribuzione .... magari con il tempo la mia posizione potrebbe evolversi ,.... io ho molta esperienza nel settore immigrazione (target dell'associazione), ho scritto una tesi, sono andata all'estero .... ho fatto sempre lavori nel sociale .... e poi magari dopo un pò di tempo potrei provare ad aprire uno studio.
Cavolo! Sono davvero arrabbiata con l'università. Usciamo da qui e non siamo pronti a lavorare!!!!! Finito l'esame di stato dissi ad una mia collega (abbiamo fatto l'esame di stato insieme) che avrei voluto fare consulenze e lei mi disse che non potevamo ...... :(
Allora non sono solo io a non sapere cosa fa uno psicologo appena diventato tale!
Cmq in tutto ciò mi sono dimentica di fare i comliementi a Timbothelad per il coraggio di buttarsi! Non so se è più avventatezza per l'euforia di avere il titolo e quindi di poter fare finalmente ... o se il coraggio che dovrei avere anche io !!!! :D
Ciauxxxxxxxxxxxxxx
Straletta, è comprensibilissima la tua indecisione, vuol dire che sei consapevole della complessità di questi interventi, ma nello stesso tempo sei molto proattiva ed hai molte idee, quindi hai i numeri giusti per iniziare! E' vero che l'uni ci dà solo teoria e poca pratica, ma non per forza è una cosa negativa, Lewin diceva che "non c'è niente di più pratico di una buona teoria". La teoria serve per dare senso, per indicare un metodo, per leggere i dati complessi della realtà psicosociale con cui abbiamo a che fare. E' chiaro, si inizia gradualmente, magari non nella clinica "hard", con casi difficili, ma con cose moolto tranquille dove non si rischia di fare danni. Neanche i chirurghi iniziano subito a fare grandi operazioni complicate supazienti in fin di vita, magari iniziano medicando una feritina con l'acqua ossigenata! Insomma ci sono cosette alla portata di un neoabilitato. Esempio: la voce 123 del tariffario. Dice "Corso per l'apprendimento di corrette abitudini di vita, per modificare abitudini negative e a rischio per la salute, per promuovere comportamenti proattivi e life skills (per incontro e per partecipante)". Ecco, le life skill sono alla portata di tutti, ad esempio: una serata sulla comunicazione. Un incontro gratuito di un'ora sulla comunicazione. Prenoti una stanza in uno studio per un'ora (costo: da 8 a 15 euro), ti pubblicizzi, e fai questo piccolo incontrino pratico, in cui dici due parole semplici sulla comunicazione (due parole, perché 3 sono troppe), poi fai fare un giochino semplice sulla comunicazione e poi ne discutete insieme. Ecco questa è una cosa stra-semplice che può fare pure un triennalista! Serve a rimpere il ghiaccio senza richiare chissà che. Poi da cosa nasce cosa. Se piace, potrebbe nascere un mini-corso di 3 incontri a pagamento. Sono queste le cose che il mercato richiede! Personalmente ho iniziato così! La cosa difficile è promuoversi, infatti all'inizio anche pubblicizzandosi è difficile che parta un seminario, anche se è gratuito, ma non è detto! Non che poi sia facile, ma perlomeno una piccola esperienza diretta si è fatta, senza richiare visto che si tratta di qualcosa di estremamente elementare e persino sciocco, e così potresti avere modo di scorprie che sai fare più cose di quelle che pensi. Poi molti psicologi tengono tanti seminari gratuiti e puoi partecipare e vedere come fanno, per ispirarti. Fiondandosi subito sul master, si rischia di rinchiudersi di nuovo nel mondo accademico ovattato e di non avere quel contatto con la realtà effettiva, con le richieste effettive del mercato, con servizi e linguaggi effettivamente comprensibili dalle persone comuni non addette ai lavori e rinviando il momento di assumere un ruolo attivo. Fermo restando che è necessario aggiornarsi continuamente e per sempre, è importante anche sperimentarsi in piccolissimi ruoli inoffensivi, assolutamente piccoli in settori generici ed elementari, però poi è questo che fa crescere.
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Riferimento: Avvio libera professione
Non proporrei all'associazione di andare lì ad assistere per imparare dagli psicologi "veri": se entri con l'etichetta di "quella che è venuta qui ad imparare come si fa " (quando dopo una laurea, un tirocinio e l'iscrizione all'albo si presume che tu sappia il tuo lavoro, altrimenti ha ragione chi non assume i giovani psicologi perchè tanto non sanno fare il loro lavoro e quindi tanto vale affidarlo a chi sa farlo), non te la togli più...
Proponi piuttosto un progetto semplice in cui tu abbia la possibilità di entrare: poi stando lì e confrontandoti con altri colleghi esperti nasceranno possibilità di collaborazione e anche di apprendimento.
Chiedere però di entrare per imparare e sperare che poi inizino a vederti come una vera professionista... mi sembra una contraddizione.
O entri come professionista e così continueranno a vederti, o entri come "quella che deve imparare tutto" e così rischi che si continui a vederti...
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Riferimento: Avvio libera professione
Ciao Khanum79,
mi racconteresti qualcosa del tuo studio..in che città, quanto hai investito inizialmente, entrate e gestione organizzativa. . .
:P
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Riferimento: Avvio libera professione
Sono contenta che esista un forum così; pieno di persone validissime che danno ottimi consigli e vi ringrazio tutti enormemente!
vorrei aggiungere però che non ho intenzione di presentarmi all'associazione come la psicologa che non sa fare nulla, ma come collaboratrice, ovvero colei che collabora, che "lavora insieme", non che sta lì muta a guardare perchè questo l'ho fatto già al tirocinio e non mi è servito a molto.
Per quanto riguarda i progetti a questo ho già pensato e infatti l'idea era quella di proporne un paio, uno sull'arteterapia e un altro sulla drammatizzazione .... però non ci ho ancora messo mano perchè sto facendo delle ricerche al momento. PArlo di arte e teatro perchè non solo ho avuto esperienze in merito, ma perchè sto facendo un master in psicologia dell'arte e spero di poter sfruttare queste mie nuove conoscenze nel campo della psicologia clinica, il mio ramo.
IL fatto di "affiancare" per imparare è una cosa che penso dentro di me e che riporto sul forum per avere un confronto, non posso andare lì ovviamente chiedendo di imparare :D perchè giustamente come dici tu Vimae toglierebbe tutta la mia credibilità.
Intanto ho ancora diversi mesi davanti per sperimentare le mie idee ..... e tra queste ce n'è una a cui sto pensando da tempo, la consulenza on line. Non so se conoscete Eclipsy, il sito dedicato agli psicologi e a chi cerca consulenze, insomma .... un piccolo aiuto, consiglio, ascolto .... ecc. .Bene, pensavo di iscrivermi e cominciare magari da lì, con piccole consulenze fatte via mail, tanto per iniziare a farmi sentire.
cosa ne pensate?
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Riferimento: Avvio libera professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Starletta
Intanto ho ancora diversi mesi davanti per sperimentare le mie idee ..... e tra queste ce n'è una a cui sto pensando da tempo, la consulenza on line. Non so se conoscete Eclipsy, il sito dedicato agli psicologi e a chi cerca consulenze, insomma .... un piccolo aiuto, consiglio, ascolto .... ecc. .Bene, pensavo di iscrivermi e cominciare magari da lì, con piccole consulenze fatte via mail, tanto per iniziare a farmi sentire.
cosa ne pensate?
ciao starletta, piccola precisazione, Eclipsy non è un sito, ma un software per fare consulenze on-line, un'utile agenda che integra vari strumenti (puoi provare anche la demo), ma non è un sito di consulenze. Se cerchi siti di consulenze on-line, dove cimentarti nel rispondere alle richieste, ecc, c'è ad esempio benessere4u.it, medicitalia, bbprofessional. Sono i più diffusi. Benessere4u è molto completo perché oltre a fare brevi consulenze on-line rispondendo agli utenti, puoi anche inserire articoli, partecipare al forum, segnalare eventi, ecc! :approved:
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Riferimento: Avvio libera professione
Citazione:
Originalmente inviato da
ste203xx
ciao starletta, piccola precisazione, Eclipsy non è un sito, ma un software per fare consulenze on-line, un'utile agenda che integra vari strumenti (puoi provare anche la demo), ma non è un sito di consulenze. Se cerchi siti di consulenze on-line, dove cimentarti nel rispondere alle richieste, ecc, c'è ad esempio benessere4u.it, medicitalia, bbprofessional. Sono i più diffusi. Benessere4u è molto completo perché oltre a fare brevi consulenze on-line rispondendo agli utenti, puoi anche inserire articoli, partecipare al forum, segnalare eventi, ecc! :approved:
Grazie carissima, come sempre sei puntuale e precisa!
Hai ragione, eclipsy è un software .... cmq ho visitato i siti che mi hai nominato e mi sono iscritta a bbprofessional, poi sono andata su medicitalia, ma mi chiede per forza il nome della struttura in cui lavoro. Dal momento che come sappiamo non lavoro presso strutture, ho cliccato su "studio professionale" però non so se sia corretto, purtroppo non ci sono altre opzioni. Cmq mi chiede per forza il nome della struttura. A questo punto lascio perdere. Ho anche paura di pubblicizzarmi in modo sbagliato e questo è punibile dalla legge, insomma il codice deontologico è abbastanza chiaro sulla pubblicità ingannevole. Peccato perchè c'era una ragazzo con disturbo da attacchi di panico e mi sarebbe piaciuto rispondere alle sue domande.
Cmq, non vorrei allungare troppo il brodo :zott:, tu sei iscritta a questi siti? hai un tuo studio personale?
Grazie ancora per i consigli!!!!!!!!!!!:approved:
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Riferimento: Avvio libera professione
Ciao Starletta, per quanto riguarda MedicItalia il problema non è tanto il nome dello studio (basta anche un generico "Studio di Psicologia"), ma l'indirizzo....in sostanza è un sito aperto solo a professionisti che hanno già uno studio proprio (o uno studio dove appoggiarsi). Tienilo buono per più in là... te lo consiglio sopratutto perché, essendo aperto sia a medici e psicologi, offre buone occasioni di confronto anche con professionalità diverse dalla nostra : )
Per quanto riguarda la pubblicità, dopo la Bersani anche per noi psicologi c'è molta più libertà nell'autopromuoverci. Tieni d'occhio, però, l'atto di indirizzo in tema di pubblicità (sito dell'Ordine Nazionale), con particolare attenzione alle qualifiche con cui ti presenti.
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Riferimento: Avvio libera professione
scusate mi date l'indirizzo e un eventuale recapito telefonico di chi affitta una stanza per uso professionale a 8 euro per favore. io usufruisco di una stanza a 15 euro l'ora ma mi sembra eccessivo visto che ne fatturo 50 a seduta togliendo i costi dell'affitto e le tasse praticamente non mi rimane niente. grazie
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Riferimento: Avvio libera professione
Mi unisco all'interessante discussione :approved:
Abilitata da qualche mese, mi sono mossa alla ricerca di uno studio...
Mi appoggio a uno studio medico (molto ben sistemato a differenza di molti studi medici, diciamo meno "freddo" del solito) che si trova all'interno di un complesso di studi medici appartenenti a una farmacia.
Cosa buona è che possibili invianti potrebbero essere sia il medico di base che la farmacia (anche se detto tra noi non ci spero chissà quanto!!).
Mi hanno chiesto nello specifico di cosa mi occupo e mi hanno offerto la possibilità 1 volta al mese o più spesso di fare incontri gratuiti in farmacia, una sorta di "sportello di primo colloquio", metterebbero l'avviso in farmacia qualche giorno prima con giorno e orario in cui lo psicologo è disponibile per una consulenza gratuita... Credo che darò la mia disponibilità, mi sembra una buona "finestra"
Dubbi? quelli di tutti credo... i pazienti arriveranno? e come??
Da settembre comincio, ho deciso che aprirò Piva solo quando mi contatterà il primo paziente, x non "mangiarmi" giorni o mesi di regime dei minimi...
Comincio con 1000 paure e 1000 dubbi: di dover chiudere i battenti prima di quanto immagini, di vivere un "fallimento", di giocarmi subito la libera professione, di affrontare il pomeriggio settimanale che ho nello studio di vuoto totale...
Ma credo sia umano... e prima o poi la nostra professione contempla il buttarsi...
Sono aperta a qualsiasi confronto/consiglio/domanda/dibattito in merito:Ops:
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Riferimento: Avvio libera professione
Personalmente mi sto specializzando, sono al primo anno, e condivido la tua linea... e' anche vero che per quanto mi riguarda ho avuto la fortuna di fare sia tirocini che volontariato che mi hanno formato davvero tanto, molto più di 5 anni di università... e la scuola sta facendo altrettanto... ma capisco pure che non tutti hanno questa fortuna, possibilità e/o voglia di fare pratica (anche gratuitamente!)!
ps:il link del vostro sito lo avete pubblicato 2 volte ;)
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Riferimento: Avvio libera professione
Non sminuite il valore della vostra laurea! Per legge, una volta abilitati, possiamo aprire uno studio come psicologi, e ricevere per consulenze, sostegno, orientamento, psicodiagnostica, crescita personale, e altro ancora. Il resto dipende da "come ci sentiamo": un mix di senso di autoefficacia, formazione ricevuta (anche pratica, nel tirocinio ed eventuali altre esperienze), messa a fuoco dei campi e delle prestazioni in cui ci sentiamo più forti, e dalle quali possiamo "partire" per avviare la professione. Eventuali corsi ad hoc, così come l'autoformazione mirata, possono servire a colmare eventuali lacune, o ad ampliare gli orizzonti operativi.
Non date retta al tam tam che ci vorrebbe necessariamente specializzati per lavorare. Coi tempi che corrono il settore della formazione "tira" oarticolarmente, e questo vale anche per le scuole di specializzazione. E' funzionale alle scuole stesse diffondere l'idea che la specializzazione sia un percorso obbligato, dopo la laurea : )
PS (per scorpione82): il regime dei minimi non ha una durata prestabilita; forse lo confondi col regime per le nuove iniziative imprenditoriali, che dura un massimo di tre anni.
Nel giorno dedicato allo sportello in farmacia, magari portati qualche testo da studiare: se l'ora dovesse passare "vuota", sarà comunque tempo dedicato alla professione, e non buttato via!
Tieni conto, però, che qui a Milano gli psicologi di quartiere (che ricevono appunto in farmacia) fanno il pienone!
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Riferimento: Avvio libera professione
Concordo pienamente che la specializzazione non sia un "passaggio obbligato", io ho scelto di farla perchè vorrei fare psicoterapia e perchè credo possa darmi molti strumenti... Ma ovvio che deve essere una scelta dettata non dal "tanto si deve fare per lavorare", anche perchè comporta sacrificio in termini economici e personali!! E poi niente di più falso della credenza che se si ha il bel titolo di psicoterapeuta allora garantito che si lavora... Secondo me noi psicologi ci raccontiamo questa "storiellina" x ritardarci la messa alla prova dell'entrata nel mondo del lavoro... ;)
Detto questo, gli strumenti che mi forniscono lì, inevitabilmente, li porterò in colloquio con i pazienti :approved:
Riguardo il regime dei minimi sei sicura lithium?? xkè mi apriresti un mondo :D
colleghi mi hanno parlato tutti di questa benedetta PI che conviene aprire il più tardi possibile proprio x non perdere in fretta il regime :mumble: chiederò delucidazione alla commercialista... :medito: Intanto grazie :approved:
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Riferimento: Avvio libera professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Lithium
Non sminuite il valore della vostra laurea! Per legge, una volta abilitati, possiamo aprire uno studio come psicologi, e ricevere per consulenze, sostegno, orientamento, psicodiagnostica, crescita personale, e altro ancora. Il resto dipende da "come ci sentiamo": un mix di senso di autoefficacia, formazione ricevuta (anche pratica, nel tirocinio ed eventuali altre esperienze), messa a fuoco dei campi e delle prestazioni in cui ci sentiamo più forti, e dalle quali possiamo "partire" per avviare la professione. Eventuali corsi ad hoc, così come l'autoformazione mirata, possono servire a colmare eventuali lacune, o ad ampliare gli orizzonti operativi.
Non date retta al tam tam che ci vorrebbe necessariamente specializzati per lavorare. Coi tempi che corrono il settore della formazione "tira" oarticolarmente, e questo vale anche per le scuole di specializzazione. E' funzionale alle scuole stesse diffondere l'idea che la specializzazione sia un percorso obbligato, dopo la laurea : )
PS (per scorpione82): il regime dei minimi non ha una durata prestabilita; forse lo confondi col regime per le nuove iniziative imprenditoriali, che dura un massimo di tre anni.
Nel giorno dedicato allo sportello in farmacia, magari portati qualche testo da studiare: se l'ora dovesse passare "vuota", sarà comunque tempo dedicato alla professione, e non buttato via!
Tieni conto, però, che qui a Milano gli psicologi di quartiere (che ricevono appunto in farmacia) fanno il pienone!
D'accordo su tutto!!
Comprese le informazioni sul regime dei minimi. Quello per le nuove iniziative imprenditoriali può durare tre anni, ma quello dei minimi non ha durata prestabilita.
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Riferimento: Avvio libera professione
Ragazzi quindi se così è potrei aprire anche oggi partita iva anche se non ho un paziente?? in via "preventiva" diciamo??
io ero convinta dei 3 anni xkè mi sembrava me lo avesse detto la commercialista ma molto probabilmente o si è sbagliata (dubito) o ricordo male io (probabile :asd:)...
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Riferimento: Avvio libera professione
Sono arcisicura al 150%. Quello che dura tre anni è il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali ("forfettino"). Il regime dei minimi (noto anche come "forfettone"), invece, non solo non ha scadenza - ne esci solo se superi annualmente un certo reddito professionale, se non ricordo male 30.000 Euri (ma magari!! :asd: ) - ma ha anche una contabilità estremamente semplificata: niente invii trimestrali all'agenzia delle entrate o robe simili, niente dichiarazione IVA, non applichi l'IVA su NESSUNA fattura, e ti toglie anche dalle scatole il problema degli studi di settore :D
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Riferimento: Avvio libera professione
OH-MIO-DIO !!!! Tutto ciò che ho appena letto è invece quello che la commercialista mi ha detto sarei andata incontro aprendo partita iva (cioè studi settore etc...)..... Perchè non mi ha parlato del "forfettino"?? Una volpona?? :jd::rolleyes:
Grazie infinite ragazzi!!! Siete sempre preziossimi :Ops:
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Riferimento: Avvio libera professione
ciao a tutti!
io mi sono iscritta all'albo da un paio di settimane (sto, infatto, aspettettando che mi assegnino il mio bel numeretto!).
Sto frequentando il primo anno di scuola di specializzazione in psicoterapia...ma quindi potrei già da ora svolgere la libera professione in qualità di psicologa? o come alcuni mi hanno riferito, dovrei aspettare che passino 4 anni dall'iscrizione all'albo?
se mi toglieste questo dubbio, ve ne sarei molto grata!:sbonk:
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Re: Riferimento: Avvio libera professione
scherziamo? Ci mancherebbe altro che bisogna aspettare i 4 anni di specializzazione! Assolutamente no. Sono molte di più le attività da fare come psicologo che come psicoterapeuta. Si vede anche dal tariffario: più di 140 voci dedicate alla psicologia e soltanto 3 dedicate alla psicoterapia. Ovviamente dipende dalle tue competenze, dal territorio in cui vivi, dai servizi già presenti, da cosa puoi offrire per soddisfare un bisogno. Da professionisti, siamo sottoposti come tutti alle leggi del mercato: più ti promuovi, più offri un servizio che risponde a un bisogno, e più lavori. E ce ne sono tanti di servizi che può offrire uno psicologo non psicoterapeuta (vedere il lungo tariffario). La psicoterapia non ha mercato, la psicologia sì, e lo dimostrano anche le inchieste svolte dagli ordini regionali (Lombardia, Toscana, Lazio per citare le inchieste più grosse).
Per scorpione: prova a chiedere alla tua commercialista del regime dei minimi, che non è affatto sottoposto agli studi di settore. O altrimenti...cambia commercialista. Meglio sentire più campane e non limitarsi al commercialista consigliato da amici e parenti ;)
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Riferimento: Avvio libera professione
Scorpione: un commercialista che segue una posizione IVA ordinaria prende una cifra di circa il doppio o il triplo di quella che si chiede per seguire un Regime Minimo. Dunque, o tu le avevi detto che prevedi di fare guadagni da capogiro (superiori ai 30.000 euro annui, e quindi il Regime dei Minimi non è applicabile), o si è semplicemente "dimenticata" di dirti quale è il regime per te più conveniente ma per il quale lei guadagnerebbe meno a seguirti. Quindi, cambia commercialista al volo.
Paolacom81: scherziamo ? Tu puoi fare la libera professionista dal giorno dopo la tua iscrizione all'Albo, questa cosa dei 4 anni non esiste da nessuna parte ! Ovviamente, se non sei psicoterapeuta non puoi fare psicoterapia; ma tutte le altre attività riservate agli psicologi le puoi esercitare senza problemi.
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Riferimento: Avvio libera professione
scusate, ma siccome io sto avviando l'attività libero professionale non avendo ancora pazienti, non potrei invece fatturare tramite ritenuta d'acconto senza apertura di partita iva almeno all'inizio?
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Riferimento: Avvio libera professione
Questo Thread mi sembra molto interessante e pieno di info! Credo che sia necessario aprire la p.iva!! ma anche io come voi ho deciso di avviare la mia professione (dopo essermi allontanata per un bel pò di tempo). Ho trovato del materiale in merito, che vorrei condividere con voi e magari discutere insieme su dubbi e incertezze:
ADEMPIMENTI PER INIZIARE L'ATTIVITA'
Per iniziare la libera professione di Psicologo è necessario aprire una partita IVA: chi nei 3 anni precedenti non ha mai esercitato attività d'impresa o autonoma può usufruire di un regime fiscale agevolato con pagamento di imposte fissato al 10% per i primi 3 anni di attività. Ricordiamo che gli anni in questione sono anni solari, e che quindi chi apre l'attività a fine anno, ad es. a novembre, avrà un primo anno contributivo di soli 2 mesi. In alternativa si può aderire da subito al cosiddetto "regime dei minimi", applicabile quando il reddito è inferiore a 30.000 euro annui (ad esclusione di casi particolari come ad es. l'esercizio della Professione in forma associata).
In seguito all'emisisone della prima fattura è necessario iscriversi alla Cassa Previdenziale di categoria, l'ENPAP - Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Psicologi; tale iscrizione è obbligatoria entro 90 giorni dalla data di emissione della prima fattura dall'apertura dell'attività. L'iscrizione all'ENPAP è obbligatoria anche per quegli psicologi che percepiscono principalmente reddito da lavoro dipendente, se al contempo esercitano in privato la libera professione (indipendentemente dal numero di ore di lavoro autonomo effettuate): questi colleghi verseranno all'INPS i contributi relativi al lavoro dipendente, e all'ENPAP quelli relativi al lavoro autonomo.
L'iscrizione alla Cassa previdenziale della categoria è obbligo di legge, e i contributi annuali sono fissati nella quota minima del 10% del reddito dichiarato ai fini IRPEF (+ 2% di quota destinato all'Assistenza e non all'accantonamento della pensione, e una quota fissa di € 140 per Indennità di Maternità); ogni psicologo può però scegliere di aumentare la propria quota minima in base a personali calcoli sul futuro ammontare della propria pensione, e decidere di versare invece del 10% un'aliquota del 14/16/18/20% (+ il 2% per l'Assistenza, e più l'indennità di Maternità, che restano invariati).
La quota minima annuale, normalmente, non può essere inferiore a 780 euro, ma è ridotta a:
- 390 euro, se si è lavoratori dipendenti o pensionati di altro Ente di previdenza obbligatoria, o se si è stati in condizione di inattività professionale per almeno sei mesi nel corso dell'anno solare (es. per malattia);
- 260 euro, se si è iscritti all'ENPAP da meno di 3 anni e non si superano i 35 anni di età;
- 156 euro, se il reddito professionale percepito nell'anno in questione è inferiore a 1560 euro.
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I MODULI CHE OGNI UTENTE DEVE FIRMARE
In qualunque ambito lo psicologo lavori come libero professionista/consulente (ad es. nella Scuola) è importante sottoporre al destinatario della prestazione 2 differenti moduli che sono e restano distinti anche nella forma:
1) modulo per la raccolta del CONSENSO INFORMATO alla prestazione psicologica: illustra all'utente la tipologia e le caratteristiche del servizio offerto
2) modulo per la raccolta del consenso al TRATTAMENTO DEI DATI personali: illustra quale trattamento riceveranno i dati sensibili raccolti circa l'utente, in accordo con la Legge sulla Privacy
Non è necessario sottoporre il modulo all'utente solo se non si trattiene alcun dato che lo riguardi, in forma nè cartacea nè informatica (evenienza pressochè impossibile, dal momento che la semplice compilazione della fattura comporta la raccolta di dati dell'utente).
Chi si avvale di un commercialista deve inotre nominarlo responsabile esterno dei dati, dei quali entrerà in possesso visionando le fatture
NB: in caso di prestazioni rivolte a minorenni è INDISPENSABILE LA FIRMA DI ENTRAMBI I GENITORI sui 2 moduli (consenso alla prestazione e trattamento dei dati), tranne nei casi di decadimento della potestà genitoriale; tutti gli esercenti la potestà genitoriale devono infatti esprimere in forma preventiva il proprio consenso alla prestazione rivolta al minore. La non osservanza di questa norma è punibile per Legge, oltre che dal punto di vista disciplinare da parte dell'Ordine.
L’Art. 31 del Codice Deontologico raccomanda allo psicologo che - in assenza del consenso degli esercenti la potestà genitoriale - giudichi comunque necessario l’intervento professionale e/o l’assoluta riservatezza dello stesso, di informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale.
•Note sull'importanza dei moduli per il Consenso Informato e per l'Informativa sulla Privacy Nel momento in cui si stabilisce il rapporto professionale tra lo psicologo e chi si rivolge a lui, è indispensabile, da parte del professionista, offrire una corretta informazione circa il fine, le caratteristiche e le modalità del servizio richiesto, di modo che si possa scegliere, liberamente e consapevolvente, di usufruirne o meno. Tale principio ("Consenso Informato") è già sottolineato dall'Art. 24 del Codice Deontologico, ma in più l'Art. 33 della Legge n 833 del 23712/78, istututiva del Servizio Sanitario Nazionale, ribadisce il fatto che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. Il principio del Consenso Informato diventa così particolarmente rilevante nelle attività cliniche dello psicologo, che per legge rientrano fra i trattamenti sanitari. Sopratutto in tali casi è quindi fortemente consigliato affidare ad un documento scritto il compito di informare e raccogliere il consenso, in modo da facilitarne la comprensione e al contempo consentire allo psicologo di poter dimostrare, anche di fronte alla Legge, la sua corretta prassi professionale. L'originale del documento firmato resterà quindi al professionista, mentre una copia, per correttezza, è bene sia rilasciata alla persona. Inoltre, poiché le prestazioni psicologiche necessitano, per il loro svolgimento, della registrazione di alcuni dati anagrafici dei clienti/pazienti, e, nella maggior parte dei casi, anche di dati cosiddetti "sensibili" (stato di salute psicofisico, affettività, sessualità...), a tutela dell'utenza interviene il Codice in Materia di Protezione dei Dati - D.Lgs n. 196 del 30/06/03, noto come Legge sulla privacy - che si affianca al vincolo già imposto dal principio del Segreto Professionale, estendendo l'obbligo della riservatezza alla totalità dei dati forniti dal cliente/paziente, anche quelli più insignificanti. E' quindi una buona prassi, sia sul piano legale che strettamente pratico, offrire al cliente/paziente un'Informativa scritta sul trattamento dei suoi dati ai fini dello svolgimento del servizio richiesto, da far firmare dopo averne compreso le implicazioni (l'assenza di consenso al trattamento dei dati comporta l'impossibilità di fornire la prestazione psicologica). Per correttezza è preferibile, anche in questo caso, lasciarne una copia alla persona, mentre l'originale resta allo psicologo.
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Riferimento: Avvio libera professione
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cocca1982
scusate, ma siccome io sto avviando l'attività libero professionale non avendo ancora pazienti, non potrei invece fatturare tramite ritenuta d'acconto senza apertura di partita iva almeno all'inizio?
No. La prestazione occasionale non è più possibile per attività configuranti l'esercizio di una professione ordinistica. Puoi fare la prestazione occasionale solo se l'attività svolta è un lavoro occasionale che svolgi ma che non c'entra nulla con l'attività di psicologo. Dovendo iniziare, ti conviene aprire il regime dei Minimi, che non ha scadenza temporale, e ti fornisce i vantaggi della P.IVA (scaricamento spese, etc.).
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Re: Riferimento: Avvio libera professione
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Originalmente inviato da
cocca1982
scusate, ma siccome io sto avviando l'attività libero professionale non avendo ancora pazienti, non potrei invece fatturare tramite ritenuta d'acconto senza apertura di partita iva almeno all'inizio?
secondo alcuni commercialisti no, perché una legge (purtroppo non ricordo quale) dice che le attività di professionali che prevedono iscrizione ad albo, non possono essere svolte occasionalmente, quindi partita iva obbligata anche per un solo paziente e un solo colloquio. Altri, fanno usare lo stesso la notula di prestazione occasionale. E' una giungla, consulat più commercialisti che puoi perché ognuno dice una cosa diversa :sbonk:
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Riferimento: Avvio libera professione
Scusate, si trovano su internet i due moduli: consenso informato e trattamento dei dati ? Grazie!!