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Domanda provocatoria
Ciao a tutti, ho già scribacchiato qua e là per il forum, ho letto molti thread e oggi vorrei porvi una domanda quanto mai provocatoria.
Il forum è pieno zeppo di thread di lamentele, di lacrime di coccodrillo, ho fatto psicologia e non c'è lavoro, carramba che sorpresa.
Io ancora mi stupisco : ma non potevate informarvi prima? Non bisogna aver studiato economia per capire che se c'è un offerta di un milione di psicologi clinici a fronte di una domanda di ZERO psicologi clinici nel settore pubblico, sarà piuttosto improbabile impiegarsi presso una USL.
Non bisogna essere degli esperti per sapere che la psicologia in italia non è mai veramente stata compresa e considerata al pari della medicina, che gestisce tutto il settore sanitario. Il target degli psicologi in italia sono gli altri psicologi, gli unici a dare credito a questa scienza, che vengono spremuti come limoni in corsi di formazionie master e scuole che non garantiscono una cippa di niente.
Mentre l'uomo della strada non si fida, non conosce, pensa che la psicoterapia e la psicologia siano qualcosa di più vicino all'astrologia, alla filosofia che alla scienza, e piuttosto si fa curare dal medico di base, o al massimo da uno psichiatra.
Dico cose ovvie, lo so: per voi non lo erano, evidentemente, se siete ancora qui a perdere pomeriggi a lamentarvi. Pomeriggi persi in cui potreste studiare un'altra lingua.
Ora, quello che veramente mi sembra paradossale è che chi ha fatto una scelta con queste premesse, e dunque ha fatto la scelta più radicale che potesse fare (persino con filosofia ci sono più opportunità, tra insegnamento, editoria e balle varie!!), non sia così tanto motivato da mettersi in gioco ed emigrare.
Emigrare in paesi dove la psicologia ESISTE, è riconosciuta, finanziata, viene esercitata in strutture pubbliche.
Ho letto dei thread in proposito, mi sono sembrati gli unici con un pò di positività in mezzo a un mare di depressione, e devo dire che non ho trovato comunque quella estrema motivazione che mi immaginavo.
Persone che dicono "si vabbè faccio un mese in inghilterra, faccio un pò di counseling e me ne torno in italia a fare l'educatore negli ospizi cococo e cocopro".
Ma se volevate un impiego a due passi da casa, con la macchinina aziendale e la moglie casalinga non potevate fare i contabili?
Essere psicoterapeuti è una missione, un qualcosa che dà senso alla propria vita, come potrebbe essere diventare magistrati o preti.
A voi è data l'opportunità di non dover spaccarvi la schiena sui libri come chi deve preparare un concorso in magistratura, ma avete ostacoli di tipo affettivo.
Non discuto che sia difficile lasciare mamma e papà, e il fidanzatino, e il letto comodo...Ma ripeto, la psicologia non è progettata per ottenere un impiego. Se siete veramente motivati come tutti o quasi dite di essere,
fate i bagagli, perchè fuori si lavora. E prima o poi si arriva allo Psy.D, e si apre il proprio studio, si campa del proprio lavoro.
Coraggio! Accetto critiche e opinioni.
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Re: Domanda provocatoria
Personalmente mi sono iscritta in psicologia ben consapevole degli sbocchi lavorativi e sopratutto consapevole che dove io vivo, c'è ben poco lavoro (qualsiasi campo).
Attualmente lavoro come educatrice e non mi lamento, perchè penso che la "gavetta" sia necessaria e perchè non sono laureata da tanto.
Ho capito comunque che lo psicologo è un libero professionista e quindi se il lavoro non c'è, lo si deve creare e se ancora non si può, è necessario emigrare.
Dopo la "gavetta" da educatrice, seguirò queste alternative; quindi non mi lamento, perchè in mente ho già la soluzione!
Pertanto sono d'accordo con te e ti assicuro che in questo forum ci sono tanti laureati "svegli" che si sono saputi muovere in tal senso.
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Riferimento: Domanda provocatoria
perché dobbiamo essere noi ad emigrare? non potrebbero cambiare le cose in Italia? è così difficile?
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Riferimento: Domanda provocatoria
Ho fatto psicologia in tempi non sospetti; mai fatto un solo giorno come educatore e da anni lavoro per quello che ho studiato e con contratto a tempo indeterminato e molto lontano da casa mia.
Quindi come vedi su questo forum non c'è solo gente che piange.
Trovo molto discutibile la storia della psicologia come missione a meno che non si intenda propensione.
Penso che il boom di psicologi sia il frutto del nostro tempo fatto di famiglie sfaldate, storie spezzate, difficoltà di ogni tipo che rendono più vicini studi di questo tipo.
Credo anche che sia impraticabile lavorare solo come terapeuta perchè è eccessivamente pesante e l'unica alternativa è diversificare le attività.
Il discorso di andare all'estero pone un problema non sottovalutabile: la lingua e la cultura.
Pensa che ci sono psicologi che non riescono a parlare di emozioni in italiano, figurati in inglese o tedesco! (esperienza alla scuola di specializzazione).
Occorre rimanere in Italia e diventare più seri, più preparati, più semplici e avere ordini che lavorino seriamente e tutelino la professione.
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Re: Domanda provocatoria
Scusa LateralTalking, ti da fastidio leggere "lamentele", come le chiami tu? Ti crea qualche problema? Allora non le leggere, ma ti chiedo, se puoi, di avere maggior riguardo anche verso chi si lamenta, perché non puoi conoscere la sua situazione, non conosci la sua storia e non puoi sapere che difficoltà può avere. Ognuno è libero anche di lamentarsi e di esprimere le sue difficoltà, senza essere giudicato e senza bisogno di moralizzatori. Purtroppo non tutte le situazioni lavorative sono felici come quella di Blooby Gosh, non tutti lavorano come psicologi o hanno il contratto a tempo indeterminato, allora che facciamo, li mandiamo al macello? Vogliamo insinuare che sono meno bravi, meno competenti o che si sono dati meno da fare? Nessuno può saperlo, né può dirlo, né può dedurlo. Non sai le storie che ci sono dietro le persone che scrivono qui. Se sei uno psicologo e ti viene in studio una donna che "si lamenta" dicendo che si sente depressa, che è diventata mamma ma non pensava che avere un figlio fosse così faticoso, cosa le dici, "ma stai zitta e datti da fare invece di lamentarti? Cosa pensavi che fosse tutto rose e fiori come al mulino bianco?". Se viene un uomo e dice di non senriti realizzato e non riuscire a trovare la sua strada, lo "sferzi" dicendo "ma che ti lamenti, va a laurà barbun!"..e allora non fare altrettanto qui perché nessuno ha bisogno di sferzate o di lezione di vita, siamo tutti adulti e vaccinati. Un minimo di empatia dovrebbe essere alla base delle relazioni, a maggior ragione tra colleghi che conoscono bene la complessità del mercato lavorativo. Lo spirito della community è di condividere esperienze e conoscenze, pensi che il tuo messaggio abbia dato un contributo in tal senso?
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Riferimento: Domanda provocatoria
Ste, io però lo capisco....anche a me un po irrita leggere di tanti neolaureati che pensavano di trovare la pappa pronta, e non trovandola si lamentano invece di provare a costruire qualcosa. Tanti non si attivano non prendono iniziative, o appena arriva un paziente, anche se non sono in grado di valutarlo o trattarlo si improvvisano, senza nessuna supervisione, cercando test qua o la sul forum o in genere su internet. E questo contribuisce anche a svalutare la nostra professione...
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Re: Domanda provocatoria
Ciao ste203xx, la mia domanda era (come da titolo) volutamente una provocazione. Non sono qui per fare il terapeuta, ma poi scusa, il forum è una specie di seduta di gruppo per psicologi depressi, per cui ci si dovrebbe limitare a compatire gli altri utenti?
Non so, sei moderatrice e lo saprai meglio di me.
In ogni caso, forse sono stato un pò frainteso: ciò che volevo dire io è che sembra che per certi settori , in particolare quello clinico (trascuriamo quelli della ricerca per cui di solito la gente è più consapevole), gli studenti siano ignari rispetto alla situazione del mercato del lavoro praticamente fino alla fine degli studi, cui si iscrivono in massa, e dopo inizino a lamentarsi come se fosse una cosa incredibile, lo scoop del secolo che nel pubblico non c'è lavoro e nel privato è un salto nel vuoto.
Ed è così indipendentemente dalle capacità della persona, capisci? Nessuno ti dà l'opportunità di esprimerle , quelle capacità.
Vero il discorso della lingua, seppur con un paio di anni di esperienza (pagata) in loco penso si possa rimediare. Diciamo che forse il problema è più la paura di lasciare mammà, anche se non lo ammette nessuno, pur essendo la cosa più normale del mondo.
p.s.
L'educatore non è lo psicologo, poi che sia un bel lavoro, appagante non si discute. Ma un ingegnere non studia per fare l'arredatore, no?
p.p.s ho letto anch'io di tante persone in gamba, e infatti se cercate psy.d a londra trovate un bel pò di compaesani che fanno la professione :)
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Riferimento: Domanda provocatoria
Sostengo la risposta di ste203xx :approved:
sinceramente non sto dalla parte di chi giudica con una certa facilità l'operato degli altri colleghi....i motivi per cui uno non emigra sono personali e non si può generalizzare.
:mano:
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Riferimento: Re: Domanda provocatoria
Citazione:
Originalmente inviato da
LateralTalking
Ciao ste203xx, la mia domanda era (come da titolo) volutamente una provocazione. Non sono qui per fare il terapeuta, ma poi scusa, il forum è una specie di seduta di gruppo per psicologi depressi, per cui ci si dovrebbe limitare a compatire gli altri utenti?
Non so, sei moderatrice e lo saprai meglio di me.
no di certo...ma è un forum dove ognuno, NEL RISPETTO DELL?ALTRo dice ciò che pensa!
In ogni caso, forse sono stato un pò frainteso: ciò che volevo dire io è che sembra che per certi settori , in particolare quello clinico (trascuriamo quelli della ricerca per cui di solito la gente è più consapevole), gli studenti siano ignari rispetto alla situazione del mercato del lavoro praticamente fino alla fine degli studi, cui si iscrivono in massa, e dopo inizino a lamentarsi come se fosse una cosa incredibile, lo scoop del secolo che nel pubblico non c'è lavoro e nel privato è un salto nel vuoto.
Ed è così indipendentemente dalle capacità della persona, capisci? Nessuno ti dà l'opportunità di esprimerle , quelle capacità.
Vero il discorso della lingua, seppur con un paio di anni di esperienza (pagata) in loco penso si possa rimediare. Diciamo che forse il problema è più la paura di lasciare mammà, anche se non lo ammette nessuno, pur essendo la cosa più normale del mondo.
p.s.
L'educatore non è lo psicologo, poi che sia un bel lavoro, appagante non si discute. Ma un ingegnere non studia per fare l'arredatore, no?
p.p.s ho letto anch'io di tante persone in gamba, e infatti se cercate psy.d a londra trovate un bel pò di compaesani che fanno la professione :)
beh...se vai in giro per Roma, latina o in tutta Italia, o anche solo se scorri l'elenco telefonico ti accorgerai che c'è gente che si è data da afre..a cnhe se a suo tempo, magari si è lamentata...e sta svolgendo il suo lavoro nel migliore die modi!!!! :)
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Riferimento: Domanda provocatoria
Provocazioni e lamentele tutto sommato sono due facce della stessa medaglia. Come mai decidi di aprire questo 3d? Di cosa ti occupi?
Gli studenti di psicologia si moltiplicano a dismisura non di certo perchè sono illusi o ignari. Non credere che giurisprudenza, medicina, etc siano messi meglio di noi. Ognuno prova e si gioca le sue carte, la libertà è questa.
La storia della lingua e della cultura l'hai liquidata con troppa superficialità: è arduo fare lo psicologo nella propria lingua, figurati in altre culture!
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Re: Domanda provocatoria
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Re: Domanda provocatoria
Sul fatto che gli avvocati siano messi male non si discuta, ma per loro se non altro escono ancora dei concorsi pubblici.
Per quanto riguarda i medici... mi stupisce la tua affermazione, visto che il SSN è completamente in mano alla lobby medica, vuoi anche per l'appoggio delle cause farmaceutiche. Non esistono medici disoccupati, poi che il loro percorso sia lungo e difficile d'accordo, ma almeno fanno quello per cui hanno studiato (il medico).
Hai ragione, fare lo psicologo clinico in inglese non è certo semplice, ma dopo due /tre anni di esperienza come support worker, più tre di dottorato previa ammissione (e quindi IELTS con votazione altissima), penso che si possa essere in grado.
Peraltro non stiamo parlando di realtà provinciali, fare lo psicologo in una città come londra significa avere a che fare con persone di ogni paese ed etnia, mica ci sono solo gli "indigeni" :)
Per quanto riguarda l'albo, gli iscritti e i dottori con targhetta, mica detto che solo per questi simboli esterni loro riescano a camparci, che abbiano i clienti. La mia analista, con la terapia, arriva a stento ai mille euri al mese, tolte le spese per lo studio, e avrà almeno dieci anni di attività alle spalle. Non so quanto ricavi dalle docenze, però.
Non esiste una vera mediana per i valori delle retribuzioni degli psicologi clinici in inghilterra come negli usa, è chiaro che anche lì si arrichisce soprattutto lo psichiatra, però comunque non si va sotto i 30-40000 euro. Insomma, si può parlare di lavoro e non di volontariato.
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Riferimento: Domanda provocatoria
Credo che sia utile per inquadrare le lamentele degli psicocosi andare oltre gli psicocosi.
http://www.ansa.it/web/notizie/colle...674356507.html
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Riferimento: Domanda provocatoria
Cosa significa psicocosi?
Avevo letto l'articolo sul Corriere della Sera e mi è sembrato molto veritiero, almeno per quello che vedo intorno a me. Questo supporta l'idea che estero o Italia, il malessere è dentro la professione e i professionisti; è un pò come quelle persone che per sfuggire ai propri problemi cambiano città, numero di telefono, etc.
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Re: Domanda provocatoria
Si, vabbè. Lo stipendio non è una questione di percezione, scusa. O arriva o non arriva, e se non arriva neanche in quel di milano devi cambiare paese. O fare altro, come mi pare che facciano la maggior parte degli utenti. Poi magari tu ci campi, con la professione... buon per te :)
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Riferimento: Domanda provocatoria
ciao!
sono capitata per caso in questa discussione e sono rimasta molto colpita per la generalizzazione e dalla superficialità di certe dichiarazioni.
capita anche a me di lamentarmi qualche volta, è capitato che lo facessi anche in questo forum, ma le lamentele (soprattutto quelle fatte tra "colleghi) sono una valvola di sfogo che a volte può servire.
quando mi sono iscritta a psicologia ero ben consapevole del fatto che non si trova lavoro, ma credo che sia una questione di priorità: io nella mia vita volevo studiare qualcosa che mi desse soddisfazione, qualcosa che fosse "mio", non per i soldi o per la comodità, altrimenti avrei scelto un altro percorso. invece sono qui al 5° anno di università perfettamente in pari e con buoni voti, e con fatica e impegno mi sono creata il mio lavoro. ora, pur non essendo ancora laureata, lavoro tutti i giorni in un progetto che mi interessa e mi rispecchia e sto sviluppano altri progetti con l'equipe nella quale mi sono inserita.
non dico questo per sembrare quella "brava" alla faccia di chi non riesce.. anzi! dico questo per sottolineare che con l'impegno e la forza di volontà si possono ottenere grandi risultati! ovviamente non avrò la macchina aziendale e il lavoro sotto casa.. per riuscire a inserirmi in questa èquipe ho fatto 1 anno di volontariato 2 volte a settimana a più di 1 ora da casa, continuando l'università, gli esami e i lavoretti vari. ed ora sto ottenendo i miei risultati!
questo per dire che se uno vuole veramente impegnarsi e crede davvero in quello che studia riesce a lavorare, a inventarsi il proprio lavoro e a crearesi una vita e una professione. però IMPEGNANDOSI!! e non necessariamente andando all'estero o rinunciando alla propria vita privata..
detto questo.. tra lavoro, università, tesi, esami, progetti ecc.. ho il diritto di lamentarmi qualche volta, se qualcosa va storto o se sono stanca/nervosa?? :)
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Riferimento: Domanda provocatoria
Verissimo. Non si trova lavoro nel campo della psicologia in Italia. manca la cultura dello psicologo.
Ci sono diversi tipo di approcci al problema.
Puoi scegliere di essere parte del problema, lasciando ad esempio che l'italia se ne vada a rotoli con un disgustoso puah!, o puoi essere parte della soluzione, cercando di sfruttare il tuo lavoro per provare a cambiare le cose.
Tutto qui...
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Riferimento: Domanda provocatoria
Verissimo. Non si trova lavoro nel campo della psicologia in Italia. manca la cultura dello psicologo.
Ci sono diversi tipo di approcci al problema.
Puoi scegliere di essere parte del problema, lasciando ad esempio che l'italia se ne vada a rotoli con un disgustoso puah!, o puoi essere parte della soluzione, cercando di sfruttare il tuo lavoro per provare a cambiare le cose.
Tutto qui...
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Re: Domanda provocatoria
Solo una domandina, @ Lateral Talking: chi ti ha dato i soldini per la tua permanenza a Londra? forse Mamma? Usando le tue parole...O mi vuoi dire che hai fatto il lavapiatti? Insomma, concordo con chi considera questo forum un contenitore dove ci si possa confrontare e dove, quindi, più che "lamentarsi" si condivide uno stato emotivo a volte molto pesante: questo fa si che non ci si senta soli ad affrontare una situazione che, si sapevo o meno all'inizio, è molto molto pesante a volte. Le provocazioni lasciano il tempo che trovano, a me sembra che tu voglia fare il "primo della classe", e magari hai avuto qualcuno alle spalle che te lo ha consentito...(ancora provocatorio). Oppure sei della "vecchia scuola", quella che pensa di spronare mortificando, come forse ti hanno insegnato-fatto subire, chiamando "lamentele" dei vissuti che sono assai complessi e richiedono, come qualcuno ha detto, un minimo di empatia. Si, come diceva un'altra collega: non cogli la complessità che vivono molti e pensi che basti dire "zitto a datti da fare", inaccettabile...Immagino accetterai la mia, di provocazione, al pari della tua, no?
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Re: Domanda provocatoria
...concordo anche sul fatto che non basta "imparare" la lingua in un paio d'anni, poichè ci si troverebbe solo all'aspetto formale della comunicazione quando, dal punto di vista psicologico-relazionale, contano molto gli aspetti della pragmatica della comunicazione, legati ad elementi della cultura di appartenenza, della storia individuale e, anche, a strumenti di tipo simbolico (poichè tale è il linguaggio, un simbolo)e che richiedono grande intuito e conoscenza dei contesti di vita, di provenienza: insomma, bisogna assorbire una cultura, non fare un corso o improvvisarsi anglofoni...ecc., ecc...E questa non è una "lamentela", è un ragionamento, poi, non escludo che si possa partire o anche rimanere nella propria città, in generale...Sicuramente bisogna impegnarsi e non scoraggiarsi, sicuramente, anche, bisognerebbe evitare eccessive semplificazioni e banalizzazioni, così come di alimentare il mito che all'estero trovi lavoro così facilmente...Psicologo o no, acculturato o meno, resti un immigrato in paese straniero, con tutto ciò che comporta...Sicuramente per la ricerca sarebbe il caso di partire, comunque, su questo non c'è dubbio...Vabbè, a presto colleghi...
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Riferimento: Re: Domanda provocatoria
Mi confronto volentieri con una sfida riflessiva, anche se non viene giustificata, attenuata, dall'attributo "provocatoria". Gli ideali non finiscono mai, ed è giusto che così sia, incluso il relativo sbilanciamento in positivo dell'età giovanile. Così si parte, nella nostra professione e non solo, sapendo che ci si immentte nella strozzatura dello sbocco di carriera ma credendoci ben poco. Ci si laurea e questi sono gli inizi, bene così. Da li, a conti quasi fatti, mi pare di poter individuare alcuni obiettivi irrinunciabili per avanzare:
conquistare una minima autonomia economica al più presto, va bene anche la sotto sottoccupazione; conoscere ed applicare la psicologia scientifica (unico strumento per differenziarci dal dire comune, perchè la nosta disciplina è scambiata per "la scienza di tutti"); cavalcare la tigre del cambiamento professionale e sociale; aggiungere una importante idea personale su quanto stiamo facendo (la coscienza).
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Re: Domanda provocatoria
Citazione:
Originalmente inviato da
alessio-d
Solo una domandina, @ Lateral Talking: chi ti ha dato i soldini per la tua permanenza a Londra? forse Mamma? Usando le tue parole...O mi vuoi dire che hai fatto il lavapiatti? Insomma, concordo con chi considera questo forum un contenitore dove ci si possa confrontare e dove, quindi, più che "lamentarsi" si condivide uno stato emotivo a volte molto pesante: questo fa si che non ci si senta soli ad affrontare una situazione che, si sapevo o meno all'inizio, è molto molto pesante a volte. Le provocazioni lasciano il tempo che trovano, a me sembra che tu voglia fare il "primo della classe", e magari hai avuto qualcuno alle spalle che te lo ha consentito...(ancora provocatorio). Oppure sei della "vecchia scuola", quella che pensa di spronare mortificando, come forse ti hanno insegnato-fatto subire, chiamando "lamentele" dei vissuti che sono assai complessi e richiedono, come qualcuno ha detto, un minimo di empatia. Si, come diceva un'altra collega: non cogli la complessità che vivono molti e pensi che basti dire "zitto a datti da fare", inaccettabile...Immagino accetterai la mia, di provocazione, al pari della tua, no?
Ciao alessio, io per ora a londra sono stato per poco tempo, facendo couchsurfing (dormendo sui divani della gente). Posso assicurarti che , fuori dalla realtà provinciale in cui viviamo, è normalissimo non avere una casetta, la macchina , la mamma che prepara la pasta... e si vive bene comunque.
Ho mangiato merda in scatola (pizza miami a 1 pound era la mia preferita) , dormito sui divani, ho lavato i piatti per chi mi ospitava (ma per gentilezza, diciamo, non era previsto dai patti...) e mi sono divertito un mondo; soprattutto ho conosciuto persone fantastiche che accettano di arrangiarsi pur di realizzare qualche progetto. Persone che a trent'anni non hanno una famiglia di 23 membri con la cognata che porta le melanzane alla parmigiana in spiaggia, eppure stanno bene comunque. A volte il confronto con altre culture può essere molto proficuo :)
Secondariamente, io penso di desiderare più insegnare chitarra ai bambini, che è il mio lavoro attuale, di ogni altra occupazione, e quindi probabilmente farò altro tipo di sacrifici ma (paradossale ma vero) sarò quasi meno in difficoltà di chi vuole fare lo psicologo clinico.
Quello che cercavo di dire, e forse con un fondo di verita, è che chi parte lancia in resta per fare il terapeuta non si rende conto di quale motivazione fuori dal comune serva per arrivare , tutto lì.
E si lamenta perchè ha capito a 25 o 30 anni che
non era tanto convinto e che le sue priorità nella vita tutto sommato erano un posto fisso e la casa del mulino bianco.
C'è sempre tempo per iscriversi a economia ragazzi, meglio tardi che mai. Un posto "blindato" da contabile non si nega a nessuno. ognuno deve accettarsi per quello che è, in fondo, non c'è un meglio o un peggio: il difficile sta nella consapevolezza dei propri valori.
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Re: Domanda provocatoria
Citazione:
Originalmente inviato da
LateralTalking
Quello che cercavo di dire, e forse con un fondo di verita, è che chi parte lancia in resta per fare il terapeuta non si rende conto di quale motivazione fuori dal comune serva per arrivare , tutto lì.
E si lamenta perchè ha capito a 25 o 30 anni che
non era tanto convinto e che le sue priorità nella vita tutto sommato erano un posto fisso e la casa del mulino bianco.
C'è sempre tempo per iscriversi a economia ragazzi, meglio tardi che mai. Un posto "blindato" da contabile non si nega a nessuno. ognuno deve accettarsi per quello che è, in fondo, non c'è un meglio o un peggio: il difficile sta nella consapevolezza dei propri valori.
Premetto che ho letto solo velocemente tutta la discussione, pertanto potrei essermi persa qualche "sfumatura" del discorso... comunque, a costo di essere rincorsa da gente con i bastoni pronta a randellarmi, io penso che se questo è quello che volevi dire alla fine del discorso, io ti do ragione :approved:
Il problema a parer mio non è lamentarsi: è ovvio che un forum serve anche a questo (anche perchè, se c'è crisi, pensare di essere l'unico pirla a non lavorare come psicologo non è salutare :nono: meglio scoprire che si è in molti), ma la prospettiva da cui lo si fa
Come già ho detto una volta, io ho notato che chi si lamenta perchè è difficile lavorare come psicologo si lamenta senza mettere in atto i giusti comportamenti per ritagliarsi il proprio posto :argh: e se provi a spiegare che non è il posto fisso o il lavoro "sicuro" quello che si trova con la laurea in psicologia (almeno all'inizio) e cerchi di dare qualche consiglio ci si sente dire che "tutti quelli che lavorano come psicologo sono figli di papà" :wall: della serie "ho mal di testa, per curarlo prendo lo sciroppo della tosse e mi inca**o pure se qualcuno mi fa notare che non è quello il rimedio adatto"..
come ho già detto in altri post, troppo spesso ci si crogiola in una modalità oserei dire paranoica (e comunque molto infantile) nel dire "il mondo è brutto e cattivo e non mi da spazio, anche se io sono tanto bravo perchè ho studiato tanto" :insonnia: e capire che forse eri tu che pensavi qualcosa di diverso (anche giustamente, visto che a 20 anni non tutti conoscono gli sbocchi professionali ecc) e di conseguenza reagire in un modo o nell'altro. Io ho scelto di fare la segretaria da una psicologa, da cui ho imparato tanto, e dopo di intraprendere la stessa strada e aprire la partita iva; ho amici che hanno lasciato il lavoro da educatore presentando progetti a destra e a manca; alcuni miei ex compagni di università sono ora all'estero, molti lavorano anche come psicologi, a volte facendo terapia ad altri italiani laureati in altre cose che, a loro volta sono scappati (per chi non lo sapesse, le ambasciate hanno liste di professionisti a cui ci si può iscrivere)...
Ok, ora chi vuole può pure rincorrermi con i randelli :sisi: :D
PS: colgo l'occasione per smentire il luogo comune, chi lavora come psico (tra cui io) non è figlio di papà. Io sono figlia di una famiglia normale, non certamente ricca, ho fatto ripetizioni, la baby sitter (ho smesso quando mi sono presa i pidocchi dai bambini che curavo :paura: ) e l'educatrice.
... ma poi scopri anche (come è accaduto a me) che chi dice "gli psico sono tutti figli di papà" sta pure meglio di te :sisi: e sono queste le lamentele che fanno arrabbiare :|
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Riferimento: Domanda provocatoria
secondo i vostri ragionamenti esisterebbero 4 categorie di laureati in psicologia.
Secondo quelli che si danno da fare esisterebbero quelli che si lamentano vs quelli che si danno da fare
Secondo i critici del sistema ci sarebbero i figli di papá vs quelli che criticano il sistema.
Ora a me sembra che ognuno stia cercando di avvalorare la propria prospettiva, quelli che si danno da fare devono pensare che quelli che critcano il sistema sono dei lagnoni per conservare la spearanza che i loro sforzi non saranno vani o (se lavorano gia' come psicologi) che non sono dei privilegiati e che si sono meritati quello che fanno.
Quelli che criticano il sistema (che non lavorano come psicologi) hanno bisogno di credere che tutti quelli che lavorano siano dei raccomandeati figli di papa' culosi perche' se ammettessero che c'e' chi ce la fa si sentirebbero dei falliti.
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Riferimento: Domanda provocatoria
..Io condivido in parte chi dice di non lamentarsi.....
IO MI LAMENTO...mi sono lamentata...Non sono assolutamente figlia di papà....Fatico per arrivare alla fine del mese, ho svolto mille lavori (baby sitter, educatrice, lavapiatti, cameriera e....barista!)....ORa mi sto dando da fare, faccio corsi, tirocini, lavoretti nell'ambito psicologico.....
é faticoso...è faticoso per chi come me DEVE scegliere se fare scuola di spec (pagandola con i soldi dei mille lavori) o magari sposarsi, o acqyuistare una macchina..o qualsiasi altra cosa...MA CI CREDO...MI STO DANDO DA FARE E CELA FARO'....E SE MI LAMENTO OGNI TANTO...è PERCHè MAGARI IN QUL MOMENTO SONO GIU'.. e spero che leggendo le "lamentele" di ognuno di noi....ritrovo un po' di forxza per continuare ad anadre avanti!
ps. e non penso sia colpa del sistema, dell'uni e di nessun'altro!...solo ed esclusivamnete nostra...e permettetetemelo (sono un po' giù ORAS): dei maledetti soldi!
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Riferimento: Domanda provocatoria
ti straquoto memole...grazie a qto forum, alle lamentele, alle critiche, alle esperienze qui raccontate sono diventata un pò più consapevole di cosa significa voler essere una psicologa oggi...sapere che tanti hanno vissuto e vivono le mie difficoltà e le mie paure rispetto al futuro e alla professione nn è un modo per commiserarsi, ma può essere un punto di partenza per guardare la realtà in modo più "realistico"...certo, se ci fermiamo alla lamentela nn si va da nessuna parte....ma qui c'è tanta gente che come me vuole realizzarsi, malgrado le difficoltà...
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Riferimento: Domanda provocatoria
Ciao ragazzi, tifo per voi! Leggendo le vostre narrazioni mi sono immedesimato moltissimo! Anche io ora sono in periodo di formazione e faccio vari lavori (ripetizioni, consulenze per la tesi, quando serve vado a lavorare la terra) per pagarmi la formazione che assieme allo studio mi impegnano a tempo pieno, dalla mattino fino a mezzanotte...e dall'anno prossimo voglio cominciare a lavorare!
Riguardo a quello che ho letto in questo thread, forse facendone una mia interpretazione sono d'accordo con tutti.
La domanda provocatoria posta all'inizio non l'ho colta come un "basta lamentarsi, impegnatevi e vedete cosa succede", a me è sembrato non si riferisse al fatto che qualcuno qui condivide difficoltà (che come fanno notare molti può essere una risorsa), ma che si riferisse ad alcune persone che magari stanno qui e oltre a dire "quanto sto male" non prendono iniziativa e si crogiolano sul fatto che non c'è lavoro... Cosa legittima da dire, ma inutile quando diventa l'unica attività nel forum. (non mi riferisco a nessuno in particolare ...perché non ho idea se c'è qualcuno che fa effettivamente così)... Personalmente girando nel forum delle università ho trovato diverse persone che oltre che cercare appunti, schemi, facilitazioni e trucchetti per l'esame...non fa altro! Certamente una lamentela poi da queste persone non la trovo correttissima... Ci sono anche persone qui, che sperano che alcuni professori vengano licenziati perché sono severi all'esame e non vogliono perdere quel 0.2 di media... Ecco in questi casi estremi considero poi la lamentazione come inutile e a questo punto scorretta, ma penso si tratti solo di alcune persone e che ovviamente non si possa generalizzare minimamente.
Non trovo corretto che alcuni si augurino che un professore perda lavoro... Anche perché conosco questi professori e so che sono persone correttissime.
Poi c'è gente che si impegna, si fa in quattro per fare psicologia e non ci riesce, la provocazione dice di uscire dall'Italia, ma trovo anche molto corretto quello che dice Blooby gosh, è difficile fare psicologia in un'altra lingua. Quello che riesco a fare in italiano non riesco a farlo in inglese.
Secondo me l'invito in questa situazione, nonostante io abbia veramente poca esperienza (ho 22 anni e sono iscritto al primo anno di magistrale), dunque so veramente poco, non è scappiamo dall'Italia.
Secondo me l'invito deve essere questo: reinventiamoci! La psicologia è ovunque! Il mercato stenta a capirlo? Reinventiamoci e dimostriamo che la psicologia serve! Lo psicologo non è solo un terapeuta. Le alternative sono molte
Si pensi alle mediazioni a livello giuridico, si pensi al marketing, alla formazione, risorse umane, valutazione dei rischi psicosociali (obbligatoria per tutte le aziende), si pensi alle applicazioni dell'ergonomia (mercato in crescendo).
Ragazzi in azienda oggi a fare formazione ci sono anche gli sciamani, gente che crede che bisogna mangiare carne bianca perché l'animale mentre muore scarica l'energie negative, a fare valutazione dei rischi c'è gente che si è fatto il corso settimanale... che metodi potrà seguire?
Io ho sentito molti discorsi infruttuosi (non voglio generalizzare), da studenti del mio stesso corso alla triennale del tipo: "eh, ma in risorse umane poi vengono le persone da lettere e filosofia e ci prendono il lavoro"
Rendiamoci conto di quanto sia dannoso pensare una cosa simile, è come pensare per un ingegnere che il farmacista gli prende il lavoro.
Allora io credo che se il lamento deve diventare un modo per trovare scuse o sviluppare paranoie è inutile, se deve essere una cosa per fare gruppo e ripartire allora si
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Mah riassumo la mia personalissima prospettiva in punti:
- come dico sempre gli psicologi non lo fanno solo chi è figlio di papà ma avere una figlia benestante alle spalle è cmq una salvezza per chi vuole intraprendere questo mestiere perchè di fatto le scuole di spec. piuttosto che i master o i corsi vari costano e chi vuole farsi un nome si deve formare. Ora altro è farsi un mazzo così per arrivare a pagarsi le cose (cosa tra l'altro che io considero meritevolissima) altro è essere più facilitati in questo e non vuol dire farlo meno bene ma farlo sicuramente con più tranquillità, dedicarsi agli studi o alla propria professione meno "assicutati" con il fiato sul collo.
- secondo me lamentarsi e basta non porta a nulla (vero è mal comune mezzo gaudio..) ma poi prendere spunto da qualche altro collega e trovare delle soluzioni
- secondo me se si vuole lavorare come psicologo bisogna trovarsi un proprio spazio e sopratutto investire tanto sulla pubblicità (siti internet-passa parola- creazione di corsi e seminari etc..) quanto meno per lavorare come libero professionista perchè finchè non escono st benedetti concorsi alle asp e anche qui non è che si possono infliare tutti!!
- è cmq concludo dicendo che non è vero che sono solo gli psicologi a trovarsi in questa situazione ormai anche medici e ingegneri (in specifiche specializzazioni) hanno problemi
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volevo dire famiglia non figlia!!
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A parte le consuete definizioni accademiche, c'è qualcuno che sa che cosa fa uno psicologo?
Mi sono laureata ormai 6 anni fa a pieni voti, ho fatto tirocinio, esame di stato e volontariato... Fortunatamente ho un lavoro part-time che per adesso mi permette di "mantenermi" in casa dei miei... sembra un controsenso ma poter dire di riuscire a mantenersi in casa dei propri genitori senza dover chiedere i soldi della benzina, i soldi per uscire la sera, i soldi per potersi pagare una macchina e i "vizi", non è così male con i tempi che corrono. Dimenticavo, il lavoro che ho non è da psicologa... ovviamente.
Non mi reputo una persona che ha rinunciato, ma una a cui non piacciono proprio le dinamiche che si sono instaurate nel mondo della psicologia. Purtroppo la psicologia non va avanti, è stagnante, la formazione è vecchia... nessuna innovazione... nessuna scoperta... nessun passo avanti... eppure ci propongono corsi su corsi... Nascono figure professionali mai sentite che portano solo qualche mese di gloria a chi le ha inventate e poi cadono nel dimenticatoio. E noi poveri studenti squattrinati ci aggrappiamo a questi fuochi fatui e paghiamo migliaia di euro per corsi obsoleti che ti rilasciano un attestato valevole in un contesto molto limitato nella speranza di arrivare per primi almeno quella volta...
Le pubblicità dei corsi che ci arrivano a casa insieme ai volantini della Coop, l'Ordine che ci spedisce la posta e accanto al nome non scrivono nemmeno "Dott.", sintomo di un menefreghismo totale, il lavoro gratuito che dispensiamo a favore dei colleghi più "anziani" con la speranza di avere una qualche forma di riconoscimento prima o poi.
Se non ve ne siete ancora accorti, l'unico modo per lavorare è nel campo della formazione di altri psicologi... Per questo ci spremono come agrumi, per questo hanno allungato le scuole di specializzazione da 4 a 5 anni... sono soldi in più che entrano nelle tasche dei "pochi". Poi ci sono le persone più ambiziose che nonostante tutto pensano di poter arrivare da qualche parte e piegano la testa per anni, lucidando la strada al prof di turno... scendendo a compromessi assurdi in alcuni casi. E se non basta la scuola di specializzazione per trovare qualcuno a cui fare da servetto, si fanno anche i master dopo... e poi ti accorgi che trovarsi un numero tale di pazienti da consentirti 1000 euro al mese è una sfida... e poi non tutti i mesi sarà così. Poi dei 60 euro che prendi, un tot se ne vanno in tasse un tot lo devi dare allo studio presso il quale lavori e magari 35 euro ti rimangono in tasca.
Sento parlare di master in criminologia, ma qualcuno lo sa che la figura professionale del criminologo in Italia non esiste (o forse è cambiato qualcosa?)? E c'è ancora gente che spende 3500 euro per fare questi master? E poi ci chiediamo perchè lo psicologo è una figura poco accreditata...
Che poi per fare lo psicologo vero ci vogliono gli attributi quadrati, ce li voglio vedere a portare avanti una denuncia nei confronti di potenziali abusi... ce li voglio proprio vedere...
Psicologo come missione? Ma per favore... Dovremmo dare fiducia al paziente, ma invece siamo senza casa, senza macchina, senza famiglia... però che bei maestri di vita che siamo...
Poi a volte incontri psicologi meritevoli, che sanno quello che fanno e che ci credono, ma sono talmente rari che purtroppo si perdono nella nebbia.
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Jorja
A parte le consuete definizioni accademiche, c'è qualcuno che sa che cosa fa uno psicologo?
Mi sono laureata ormai 6 anni fa a pieni voti, ho fatto tirocinio, esame di stato e volontariato... Fortunatamente ho un lavoro part-time che per adesso mi permette di "mantenermi" in casa dei miei... sembra un controsenso ma poter dire di riuscire a mantenersi in casa dei propri genitori senza dover chiedere i soldi della benzina, i soldi per uscire la sera, i soldi per potersi pagare una macchina e i "vizi", non è così male con i tempi che corrono. Dimenticavo, il lavoro che ho non è da psicologa... ovviamente.
Non mi reputo una persona che ha rinunciato, ma una a cui non piacciono proprio le dinamiche che si sono instaurate nel mondo della psicologia. Purtroppo la psicologia non va avanti, è stagnante, la formazione è vecchia... nessuna innovazione... nessuna scoperta... nessun passo avanti... eppure ci propongono corsi su corsi... Nascono figure professionali mai sentite che portano solo qualche mese di gloria a chi le ha inventate e poi cadono nel dimenticatoio. E noi poveri studenti squattrinati ci aggrappiamo a questi fuochi fatui e paghiamo migliaia di euro per corsi obsoleti che ti rilasciano un attestato valevole in un contesto molto limitato nella speranza di arrivare per primi almeno quella volta...
Le pubblicità dei corsi che ci arrivano a casa insieme ai volantini della Coop, l'Ordine che ci spedisce la posta e accanto al nome non scrivono nemmeno "Dott.", sintomo di un menefreghismo totale, il lavoro gratuito che dispensiamo a favore dei colleghi più "anziani" con la speranza di avere una qualche forma di riconoscimento prima o poi.
Se non ve ne siete ancora accorti, l'unico modo per lavorare è nel campo della formazione di altri psicologi... Per questo ci spremono come agrumi, per questo hanno allungato le scuole di specializzazione da 4 a 5 anni... sono soldi in più che entrano nelle tasche dei "pochi". Poi ci sono le persone più ambiziose che nonostante tutto pensano di poter arrivare da qualche parte e piegano la testa per anni, lucidando la strada al prof di turno... scendendo a compromessi assurdi in alcuni casi. E se non basta la scuola di specializzazione per trovare qualcuno a cui fare da servetto, si fanno anche i master dopo... e poi ti accorgi che trovarsi un numero tale di pazienti da consentirti 1000 euro al mese è una sfida... e poi non tutti i mesi sarà così. Poi dei 60 euro che prendi, un tot se ne vanno in tasse un tot lo devi dare allo studio presso il quale lavori e magari 35 euro ti rimangono in tasca.
Sento parlare di master in criminologia, ma qualcuno lo sa che la figura professionale del criminologo in Italia non esiste (o forse è cambiato qualcosa?)? E c'è ancora gente che spende 3500 euro per fare questi master? E poi ci chiediamo perchè lo psicologo è una figura poco accreditata...
Che poi per fare lo psicologo vero ci vogliono gli attributi quadrati, ce li voglio vedere a portare avanti una denuncia nei confronti di potenziali abusi... ce li voglio proprio vedere...
Psicologo come missione? Ma per favore... Dovremmo dare fiducia al paziente, ma invece siamo senza casa, senza macchina, senza famiglia... però che bei maestri di vita che siamo...
Poi a volte incontri psicologi meritevoli, che sanno quello che fanno e che ci credono, ma sono talmente rari che purtroppo si perdono nella nebbia.
Vero, sui corsi c'è chi ci marcia tanto, proprio in questo forum mi ricordo che c'era gente convinta di trovare occupazione facile con master in psicologia dei musei o una cosa simile, purtroppo il campo è limitato e siamo proprio tanti... In qualche misura dobbiamo reinventarci, se vogliamo fare tutti terapia rimarranno dei vuoti... d'altra parte c'è anche la questione del marketing...non sappiamo venderci bene. Troppo spesso ha sentito gente lamentosa da psicologia del lavoro...dicendo che gli economisti, i filosofi, giuristi e i letterati ci rubano il lavoro...sarà pur vero che competenze giuridiche ed economiche servono per lavorare in risorse umane...però è anche vero che le competenze psicologiche nell'ambito sono pane quotidiano!
Il mercato quello è...bisogna reinventarsi...ma con corsi seri! Non con corsi con nomi fighi ma che magari hanno una richiesta pari a zero.. E se si scelgono i vari criminologia bisogna farsi il mazzo...non affidarsi al corso così, bisogna studiare tanto...ma proprio tanto, e anche saper fare marketing onestamente!
Vedo gente senza competenza che sapendosi vendere fa soldi in ambito pseudopsicologico, perché non ce la può fare anche uno psicologo con le competenze?
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Empowered
Vero, sui corsi c'è chi ci marcia tanto, proprio in questo forum mi ricordo che c'era gente convinta di trovare occupazione facile con master in psicologia dei musei o una cosa simile, purtroppo il campo è limitato e siamo proprio tanti... In qualche misura dobbiamo reinventarci, se vogliamo fare tutti terapia rimarranno dei vuoti... d'altra parte c'è anche la questione del marketing...non sappiamo venderci bene. Troppo spesso ha sentito gente lamentosa da psicologia del lavoro...dicendo che gli economisti, i filosofi, giuristi e i letterati ci rubano il lavoro...sarà pur vero che competenze giuridiche ed economiche servono per lavorare in risorse umane...però è anche vero che le competenze psicologiche nell'ambito sono pane quotidiano!
Il mercato quello è...bisogna reinventarsi...ma con corsi seri! Non con corsi con nomi fighi ma che magari hanno una richiesta pari a zero.. E se si scelgono i vari criminologia bisogna farsi il mazzo...non affidarsi al corso così, bisogna studiare tanto...ma proprio tanto, e anche saper fare marketing onestamente!
Vedo gente senza competenza che sapendosi vendere fa soldi in ambito pseudopsicologico, perché non ce la può fare anche uno psicologo con le competenze?
Le competenze psicologiche nel campo delle risorse umane sono competenze relazionali... non occorre una laurea per averle. Ormai la psicologia spicciola è a disposizione di tutti... Per lavorare nelle risorse umane occorre avere in primis esperienza personale di lavoro in una azienda, secondo competenze economiche e giuridiche, terzo conoscenze psicologiche.
C'è troppa pseudopsicologia in giro e le persone si sono stufate...
L'unica cosa che possiamo fare per salvare la professione è tirare fuori il cervello e fare ricerca... ma dimenticavo, la ricerca comporta l'uso della statistica e della metodologia scientifica... qualla che tanti cari colleghi sottovalutano a favore delle "chiacchere".
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Jorja
Le competenze psicologiche nel campo delle risorse umane sono competenze relazionali... non occorre una laurea per averle. Ormai la psicologia spicciola è a disposizione di tutti... Per lavorare nelle risorse umane occorre avere in primis esperienza personale di lavoro in una azienda, secondo competenze economiche e giuridiche, terzo conoscenze psicologiche.
C'è troppa pseudopsicologia in giro e le persone si sono stufate...
L'unica cosa che possiamo fare per salvare la professione è tirare fuori il cervello e fare ricerca... ma dimenticavo, la ricerca comporta l'uso della statistica e della metodologia scientifica... qualla che tanti cari colleghi sottovalutano a favore delle "chiacchere".
Io non sono proprio sicuro di quello che dici, le competenze relazionali in cosa si distinguerebbero dalle competenze psicologiche? Analisi organizzativa, clima organizzativo, valutazion estress lavoro-correlato, mobbing, comunicazione, empowerment, decision-making, problem solving, conflitto e cooperazione intergruppi, formazione, sviluppo e valutazione del personale ti sembrano cose solo relazionali? Per me siamo nella psicologia in pieno. Contratti, entrate, uscite investimenti sono economia e giurisprudenza. Marketing già non so cosa sia del tutto, c'è economia, ma c'è anche psicologia... Psicologia ed economia poi poco alla volta si stanno fondendo, si pensi al nobel di Kahneman, psicologo dell'attenzione in economia del 2002...
Purtroppo come dici ci sono tante chiacchiere
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Io non sono proprio sicuro di quello che dici, le competenze relazionali in cosa si distinguerebbero dalle competenze psicologiche? Analisi organizzativa, clima organizzativo, valutazion estress lavoro-correlato, mobbing, comunicazione, empowerment, decision-making, problem solving, conflitto e cooperazione intergruppi, formazione, sviluppo e valutazione del personale ti sembrano cose solo relazionali? Per me siamo nella psicologia in pieno. Contratti, entrate, uscite investimenti sono economia e giurisprudenza. Marketing già non so cosa sia del tutto, c'è economia, ma c'è anche psicologia... Psicologia ed economia poi poco alla volta si stanno fondendo, si pensi al nobel di Kahneman, psicologo dell'attenzione in economia del 2002...
Purtroppo come dici ci sono tante chiacchiere
Ti posso assicurare che ogni azienda forma i propri responsabili del personale con brevi corsi di "psicologia del lavoro"... sono corsi di poche ore... di certo non ci vuole una laurea...
Poi le capacità di comunicazione, quelle a mio avviso sono cose che uno ha o meno indipendentemente dalla laurea.
Lo psicologo a mio avviso può essere utile nel marketing, per il resto è una cosa in più che spesso l'azienda non ha interesse a usare.
Se vi foste scontrati con la realtà del lavoro aziendale vi sareste resi conto di quanto è inutile e superfluo l'uso dello psicologo del lavoro.
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Jorja
Ti posso assicurare che ogni azienda forma i propri responsabili del personale con brevi corsi di "psicologia del lavoro"... sono corsi di poche ore... di certo non ci vuole una laurea...
Poi le capacità di comunicazione, quelle a mio avviso sono cose che uno ha o meno indipendentemente dalla laurea.
Lo psicologo a mio avviso può essere utile nel marketing, per il resto è una cosa in più che spesso l'azienda non ha interesse a usare.
Se vi foste scontrati con la realtà del lavoro aziendale vi sareste resi conto di quanto è inutile e superfluo l'uso dello psicologo del lavoro.
Giorgia, anziché dirmi quello che fa l'azienda, puoi dirmi perché concretamente la psicologia serve al marketing e alla clinica si, e al lavoro (che è una bella fetta di vita della persona) no?
Io non sono tanto contento di quello che fa l'azienda mediamente in Italia, fusioni che falliscono, selezioni del personale fatte male basate sul senso comune o su mezzo libro sfogliato..o peggio su quelli che tu chiami "brevi corsi di psicologia del lavoro" di poche ore. Corsi di formazione copiati male, fatti in base alle mode e non in base alle esigenze dell'azienda
Di certo non ci vuole una laurea, in base a cosa lo dici? Conosci cosa studiamo?
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mi piacerebbe sapere se hai studiato psicologia o no... perchè ti rivolgi agli psicologi col termine VOI e non NOI... ma comunque... quali sarebbero i paesi dove la psicologia esiste è riconosciuta ed è finanziata? Perchè io non ci impiegherei più di due secondi sulla decisione di emigrare. Grazie.