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l'ho letto anch'io :(
mi dispiace, mi ha colpito questa cosa...anche perché se non erro soffriva di depressione :(
sì, soffriva di depressione e faceva uso di droghe, se non sbaglio.
è una notizia tremenda, non ho proprio parole :(
RIMINI - Sarà effettuata domani l'autopsia sul corpo di Marco Pantani, l'ex campione di ciclismo trovato morto ieri a Rimini nella stanza del residence "Le Rose" dove aveva preso alloggio nei giorni scorsi. Il pm di Rimini, Paolo Gengarelli, che è sul posto per effettuare il primo sopralluogo, ha dichiarato che il decesso sarebbe avvenuto intorno alle 17 di ieri, e ha confermato che accanto al cadavere sono state trovate scatole di ansiolitici. Lo stesso pm ha precisato che non è stata trovata nella stanza alcuna traccia di sostanze stupefacenti e che al momento "non si può escludere nulla" circa le cause della morte.
Fino all'esame autoptico resteranno dunque in piedi le ipotesi sulla improvvisa morte dell'ex atleta. Overdose da droghe? Eccesso nell'uso di farmaci antidepressivi? Suicidio? Quel che sembra certo, comunque, è che non si è trattato di una morte violenta.
Nella stanza del residence riminese sono stati trovati anche alcuni fogli con gli ultimi pensieri del "Pirata". Riflessioni scritte a penna, sulla carta dell'albergo, che il magistrato definisce di "carattere privato", nei i quali c'era qualche riferimento al ciclismo. Sempre secondo il pm nella camera non è stato trovato alcun biglietto d'addio, né qualche frase che riconducesse a un possibile suicidio.
Pantani aveva preso alloggio nel residence sul lungomare di Rimini da pochissimi giorni, da solo. Al personale dell'albergo era apparso strano, e a tratti assente. Ieri, i dipendenti lo avevano visto per l'ultima volta nel pomeriggio e proprio il suo strano atteggiamento aveva insospettito il portiere, che alle 21.30 ha iniziato a bussare inutilmente alla porta della camera. Poi, quando finalmente è stato finalmente possibile entrare, la tragica scoperta.
fonte: Repubblica
Sn sconvolto :(
Poverino...ha pagato lui per tutti....:assurdo:
Ciao Marco
Sei un grandisssimo
LA BREVE vita agra di Marco Pantani detto il Pirata, nato a Cesena il 13 gennaio del 1970, cittadino di Romagna e ciclista dalle formidabili arrampicate, si è consumata come un assolo di sassofono, quando certe note sono così belle perché folgoranti e ti lasciano senza fiato. Così correva lui, a lampi, a strappi, a scatti che parevano scintille. Fin da subito, però, i suoi mirabolanti successi furono scanditi da altrettante sfortune. Come certi artisti "maledetti" e sublimi, aveva addosso le stimmate del genio e della sregolatezza. Amava la musica più di ogni altra cosa (e anche ballare).
Il paragone del sax è suo, confidato in una notte di malinconia, a Cesenatico: "Ho sempre sognato la maglia gialla, mi farò una grande casa tutta dipinta di giallo. Ma mi sento più solo che mai, ora che sono diventato famoso, ora che ho vinto il Giro e il Tour nello stesso anno. E quando mi sento solo ho voglia di ascoltare il sax". Lo aveva atteso, al suo ritorno da Parigi, una folla in delirio. Poi, dopo lo scandalo del doping, dopo i processi, dopo i tentativi di ricucirsi un'immagine che non c'era più, quella folla si dissolse come neve al sole. Lo consolava, allora, sempre e solo la musica e purtroppo, con la musica, la droga.
E' stato un campione grandissimo, anche se il sospetto del doping ha rovinato non solo lui ma il ricordo che di lui noi abbiamo. Dominò Giro e Tour nel 1998, primo italiano dopo Fausto Coppi. Tra il Pirata e il Campionissimo ci riuscirono soltanto Anquetil, Merckx, Hinault, Roche, Indurain: ossia la storia del ciclismo, una galleria di grandissimi fuoriclasse. Forse Marco fu stordito da questo trionfo epocale. Qualcosa in lui cambiò. Se ne accorsero per primi i vecchi amici del garage Renault che avevano fondato il club del "mitico Pantani". Cominciò a frequentare "brutte compagnie", usciva la sera e rientrava all'alba. Sfasciava automobili di gran lusso per bravate da bullo di periferia. Mutò pelle e carattere: meno affabile, più immusonito, più superbo. Simpatico a rate. Che cosa lo stava tormentando? Aveva paura di rimanere sepolto dal meccanismo infernale del successo e del divismo? O più semplicemente, era rimasto invischiato in chissà quale losco intrigo?
Come ci parve lontanissimo un pomeriggio di appena quattro anni e mezzo prima, sotto una pioggerellina sottile e infida, mentre il plotone dei corridori sfilacciato dai colli dolomitici arrancava in ordine sparso cercando di limitare i danni. Era il 4 giugno del 1994, in fuga stava il meglio del ciclismo azzurro e in questo meglio dominava la figura esile e nervosa di un corridore che pedalava dando alla fatica smorfie antiche. Il grande popolo della bicicletta scoprì Pantani, questo minuto corridore dalle orecchie a sventola e dalla testa pelata che aggrediva le strade in salita e sembrava andar su tra le montagne con la leggerezza di un Bartali moderno, ancora più ispirato e drammatico. Il grande Gino spiegava che non si potevano fare paragoni con la storia, che il suo ciclismo non aveva nulla a che fare con quello dei nostri giorni, e forse questo suo puntualizzare avrebbe dovuto metterci in guardia.
Tuttavia, quel giorno, Marco Pantani vinse a Merano una tappa memorabile del Giro d'Italia, davanti a Gianni Bugno e a Claudio Chiappucci, ossia i migliori ciclisti italiani del momento. L'Italia delle due ruote capì che era sbocciato un nuovo campione, devastante in salita, i tifosi cominciarono ad applaudire questo personaggio dello sport che parlava con la bonomia dei romagnoli e senza peli sulla lingua, che amava bardarsi la fronte con una bandana, che sfoggiava anelli e orecchini, come i suoi coetanei da discoteca. Piaceva alla gente perché quando spiegava la sua corsa, usava parole che tutti facevano proprie.
Divenne come Tomba: un'icona popolare, un modo di essere. Un campione dal volto di gregario: un ciclista corsaro, critico verso il sistema di uno sport che non sapeva più uscire dal ghetto e dal provincialismo. Per questo divenne il Pirata. Uomo da imboscate ed imprese fulminee, al limite della legalità. Come poi si scoprì. Ma la gente - almeno all'inizio - gli perdonò questo suo sgarrare, in un Paese iceberg dove tutto succede sotto la linea di galleggiamento.
Fu un altro giorno di giugno, il 5, a chiudere la parabola del Pirata. E fu sempre al Giro d'Italia che la storia bella e tormentata di Pantani ebbe un improvviso stop. Era il 1999, avrebbe dovuto essere l'anno della definitiva consacrazione di Pantani: lui stesso si comportava in corsa e nel plotone come un piccolo despota del pedale. Non glielo perdonarono, gli invidiosi del gruppo, i rivali annichiliti dai suoi trionfi, coloro che non riuscivano più a sopportarne la prosopopea, magari frutto di timidezza ed eccesso di franchezza, magari figlia di situazioni problematiche: la famiglia, la fidanzata danese con la quale aveva una storia d'amore complessa e contradditoria. Il Giro arrivava a Madonna di Campiglio. Sole quasi estivo, quindici chilometri di salita costante sino ai 1560 di Madonna. Lui, già maglia rosa, a poche tappe dalla conclusione di una corsa ormai vinta. Macché. Invece di lasciare agli altri qualche briciola, Pantani va ad acchiappare chi stava in fuga, lo supera in tromba, lo umilia, vince stracciando la concorrenza. Nel plotone il mugugno è ormai ribellione. In agguato, ci stanno quelli dell'antidoping. C'è chi sa di queste visite a "sorpresa". Ma chi sa non lo dice a Pantani. I test rivelano valori d'ematocrito oltre il massimo consentito. Pantani capisce che il suo Giro è finito ignominiosamente. Capisce che questa macchia oscurerà tutto il bello che ha fatto. La rabbia gli fa mollare un tremendo cazzotto ad un vetro della stanza in cui si trova. Lo scandalo travolge tutto e tutti. Pantani paga per tutti.
Il 18 ottobre del 1995 durante il finale della Milano-Torino era finito contro una macchina che procedeva in senso opposto a quella della corsa. Rottura della tibia e del perone della gamba sinistra. Ma anche valori eccessivi di ematocrito. L'episodio era rimasto nel limbo, il blitz di Madonna di Campiglio apre il vaso di Pandora che ha carburato gli eploit di Pantani. Che il suo tributo alla jella l'aveva poi pagato anche nel Giro del 1977, ruzzolando malamente nella discesa del Chiunzi. Tribolazioni e sventure giudiziarie gli appannarono la voglia di riscatto: che pure fu forte e orgogliosa. Vinse in totale 8 tappe al Giro e otto al Tour: quella di Coyrchevel del 2000 fu l'ultima sua zampata di classe. Dopo, solo ricordi. E tristezze. Troppe, per uno come lui che si è sentito tradito da chi lo aveva innalzato a re di uno sport di popolo.
fonte: Repubblica
Addio Marco!! :(
anchio lho saputo ieri sera.. mi ha sconvolta.:deluso:.
che tristezza ragazzi... se n'è andato un grande
Ciao Pirata... :sigh:
:(
Ciao Marco:deluso: sarai sempre un grande!
io ancora non mi rendo conto...
l'ho seguito sin dagli inizi della carriera quando correva insieme a chiappucci...sono sconvolto, non ci posso ancora credere
L'ho saputo stamattina..me l'ha detto un'amica campana...mi è dispiaciuto davvero tantissimo..e comunque,anche se non son mai stata sua tifosa credo fosse un grande del ciclismo.
Era uno dei miei idoli... :bua: Mi fece appassionare proprio lui al ciclismo nel 98 con la doppietta Giro e Tour... :( Era un grande campione...
ADDIO PIRATA...
Io sono disgustata dai telegiornali. Gli hanno buttato addosso m.... fango fino a ieri ed ora, come al solito, ne fanno un dio..... che tristezza per lui..... se fosse ancora vivo si ucciderebbe a vedere queste cose....
Poteva essere un giorno in cui ricordare un campione, ma si è trasformato in un ricordo amaro non tanto per il poco felice avvenimento in sé, ma per tutto ciò che il personaggio del "Pirata" si è trascinato dietro negli ultimi anni. Francamente a me ora è difficile giudicare la sua carriera, perché non ho - come nessun altro, del resto - la possibilità di riconoscere le vittorie di un atleta da quelle della chimica.
E' morto un uomo, è morto un personaggio. Posso celebrare, piangere la morte di tutto fuorché un grande del ciclismo, perché, sebbene siano innegabili i suoi successi, non ha avuto la malizia di raggiungerli tutti con le proprie forze. E' diventato forse un facile e "rumoroso" capro espiatorio, ma è e rimarrà - purtroppo per sempre - un uomo che ha vinto tanto, ma è morto da perdente. Credo che l'avvenimento mi dispiaccia più per quest'ultimo aspetto.
Ho espresso un parere è vero, ma ciò che ho scritto è una verità che tacitamente rimane implicita parlando di Marco Pantani, che per un attimo di debolezza, ha preferito spegnersi da debole.
Peccato.
credo che sia un pò semplicistico vederla così :rolleyes:...Citazione:
Originariamente postato da Iggy
...che per un attimo di debolezza, ha preferito spegnersi da debole.
Peccato.
non credo che nessuno che compie un gesto del genere lo "preferisca"!!
Non credo di aver mai disquisito sui motivi che lo hanno portato a prendere una quantità esagerata di ansiolitici, dimostratasi poi letale.Citazione:
Originariamente postato da evaluna^
credo che sia un pò semplicistico vederla così :rolleyes:...
non credo che nessuno che compie un gesto del genere lo "preferisca"!!
Credo tu non abbia ben chiara la differenza che passa tra un'opinione fondata su dati obiettivi e una fondata su congetture, nelle quali non mi sono mai gettato; e se rileggerai bene ciò che ho scritto te ne accorgerai...
:confused: sarò stanca ma non ho capito niente!!
Sei stanca :asd:
facciamo che io mi impegno un pò di più :P e tu mi spiegi la tua opinione fondata su motivi oggettivi? Quale sarebbe?
Cominciando dal fatto che la mia opinione è fondata su dati obiettivi e non su motivi obiettivi? C'è una bella differenza... e poi, io scrivo in italiano, scusa... (:
Errata corrige: OGGETTIVI, non obiettivi...
quanto sei pignolo Fabio...t'ho solo detto che non ho ben capito quello che intendi...ma amen. Obiettivi e oggettivi poi per me sono sinonimi...e motivi e dati...mamma mia, chiedo perdono :lode:!
Comunque, se non c'hai voglia di spiegare, fa niente. :)
M spiego: io non credo che tu abbia un'opinione fondata su congetture invece che su dati oggettivi.
Credo invece che non sia esattamente giusto etichettare quest'atto come il gesto di un "perdente". Credo che la cosa sia un pò più problematica. Punto. Ho spiegato meglio le mie perplessità ;) ?
una sola cosa:
Coppi, Bartali, ecc ecc...anche quelli, riconosciuti CAMPIONISSIMI di tutti i tempi, prendevano ancor più farmaci di quanti ne predeva Pantani. All'epoca erano "legali", nel senso che a nessuno fregava se si dopavano o meno...di conseguenza, però, nessuno ha detto che quelle erano imprese "taroccate"... ;)
Pantani si sarà anche dopato, ma se non hai la capacità, puoi doparti quanto vuoi ma non diventerai mai un campione! Intendo dire, usando una metafora, se sei un topolino difficilmente diventerai un leone, mentre se già lo sei allora magari migliorerai qualcosina, ma sempre leone sarai! ;) Io se mi dopassi comunque dopo 1 Km di salita sarei a piedi a spingere la bici, capito il concetto??? :)
azz è morto pantani????:eek: :eek: :eek:
L'ho saputo solo adesso......:sbonk: :sbonk:
Certo che non lo erano, perché non infrangevano in alcun punto il regolamento. Pantani sarebbe stato forse un grande se avesse corso con Coppi e Bartali, ma allo stato attuale è uno che ha infranto le regole, e questa è una cosa inopinabile.Citazione:
Originariamente postato da psicoivan83
una sola cosa:
Coppi, Bartali, ecc ecc...anche quelli, riconosciuti CAMPIONISSIMI di tutti i tempi, prendevano ancor più farmaci di quanti ne predeva Pantani. All'epoca erano "legali", nel senso che a nessuno fregava se si dopavano o meno...di conseguenza, però, nessuno ha detto che quelle erano imprese "taroccate"... ;)
La vergogna poi lo ha ammazzato al pari della stampa, che tra l'esterrefatto e l'indignato ha contribuito al decadimento di un atleta.
Se vogliamo parlare di Pantani atleta, allora questi ha infranto le regole allo scopo di vincere, e questo fa di lui un perdente nello sport, nonostante le vittorie di cui si è fregiato. E anche questo mi sembra un ragionamento corretto. Se vogliamo parlare di Pantani uomo, dobbiamo entrare nella sfera delle "opinioni opinabili", nella quale entro a far parte della schiera di quelli che considerano Pantani un perdente anche sotto il profilo umano. Si può ribattere che sia stato massacrato nello spirito, si può dire che la stampa lo abbia preso come capro espiatorio e quant'altro, ma tutto è nato da un suo grandissimo, immane errore: aver cercato la vittoria barando. Giocando sporco, non so se è chiaro... nello sport, questa è un'infamia difficilmente cancellabile. E a quanto abbiamo visto, in Pantani ha tracciato un'onta indelebile anche nello spirito.
Diamo la colpa a chi di dovere, per favore. Diamo la colpa a chi si è messo in queste condizioni. Diamo la colpa a chi ha sbagliato. Non è stato il solo a sbagliare? Forse. Chi può dirlo, in effetti, oggettivamente? Nessuno. Ma non parliamo di un eroe pugnalato alle spalle...
Sono molto triste per la morte di Pantani.
E' stato probabilmente il più grande scalatore della storia e tutti lo ricorderanno come tale;
l'accanimento nei suoi confronti è stato vergognoso,come lo è stato quello nei confronti di Maradona.
E' stato attaccato eccessivamente da persone mediocri del tutto incapaci di riconoscere la grandezza.
Pantani è stato grandissimo e ha mostrato caratteristiche estreme;estrema capacità nello sport ed estrema sensibilità;sensibilità che è divenuta fragilità.
E stasera ho dovuto sentire in tv una serie di stupidi che continuavano a disquisire sulle motivazioni del suicidio e sulle sue implicazioni morali;il suicidio,sempre che sia stata questa la fine di Marco,resta sempre un mistero;è stato doloroso sentire Giletti e Zucconi parlare di aspetti dell'anima umana che evidentemente loro non saranno mai in grado di concepire.
Parlavano dei danni che può avere procurato a Marco la ricchezza,o forse la droga,o del fatto che non bisogna affrontare le difficoltà fuggendo;disgustosi.
Pantani è stato grande nello sport,e la sua fragilità psicologica ha reso la sua grandezza anche poetica;per questo ne sentirò ancora di più la nostalgia.
cecidit velut prati ultimi flos,praetereunte postquam tactus aratro est
"e' caduto come un fiore al margine di un prato,toccato dall'aratro che passava"
Addio
ecco ora ho capito. E non sono d'accordo con te, ma comunque ho capito.Citazione:
Originariamente postato da Iggy
Se vogliamo parlare di Pantani atleta, allora questi ha infranto le regole allo scopo di vincere, e questo fa di lui un perdente nello sport, nonostante le vittorie di cui si è fregiato. E anche questo mi sembra un ragionamento corretto. Se vogliamo parlare di Pantani uomo, dobbiamo entrare nella sfera delle "opinioni opinabili", nella quale entro a far parte della schiera di quelli che considerano Pantani un perdente anche sotto il profilo umano
Certo, puoi non essere d'accordo sulle mie considerazioni da un punto di vista umano, come è comprensibile, ma non credo tu abbia da ridire riguardo la mia valutazione sulla sua condotta sportiva... Ha barato, e sono emerse prove inconfutabili di questo; dunque ha pagato. Un prezzo amaro, forse... ma la colpa di chi può essere se non di chi ha imbrogliato?
esattamente :noone:. Io non parlavo della condotta sportiva, era proprio quello che hai scritto tu adesso che cercavo di spiegarti ieri sera quando, in effetti, ero molto stanca :rolleyes:...........:asd: :asd:Citazione:
Originariamente postato da Iggy
Certo, puoi non essere d'accordo sulle mie considerazioni da un punto di vista umano, come è comprensibile, ma non credo tu abbia da ridire riguardo la mia valutazione sulla sua condotta sportiva...
STO ODIANDO LA TV X LA MORTE DEL PIRATA...nn capisco xkè ora,e ripeto SOLO ora parlino dell'uso delle droghe anke nel ciclismo..xkè nn lo fecero nel 99 quando uscì lo scandalo di Pantani?Sono sicura ke nn sarebbe andata a finire così la sua vita...son sicura ke se la gente l'avesse aiutato veramente nn sarebbe morto...o meglio nn sarebbe morto così...solo come un cane abbandonato nella stanza di un residence.
Il Pirata era un grande..come lo sono molti altri nostri sportivi...concordo con Fabio quando ha scritto ke é morto da debole...io sono dell'idea ke se vuoi andare avanti x la tua strada,devi farcela con le tue sole forze...senza usare droghe o cose simili...lui in questo ha sbagliato,se prima si distingueva x la sua bravura...aimè alla fine é caduto nella banalità,é diventato una pecora di quell'enorme gregge ke nn riesce+ad avere coraggio nelle proprie azioni.
MARCO...ORA SEI UN
:arwen: ...CORRI IN SELLA ALLA TUA BICICLETTA SULLE STRADE DEL PARADISO...Lì NESSUNO POTRà VOLERE IL TUO MALE.:angel:
vi consiglio di andare a leggere il thread di alep in "attualità e cronoca" :smile:
Come diceva ieri sera Nuti, a parità di doping, Marco era il + forte.
A dire la verità di doping nel ciclismo si straparla almeno dagli anni '60, quando decisero di squalificare Merckx dal Giro d'Italia; e già allora si parlava in termini di "Campagna antidoping"...Citazione:
Originariamente postato da belanda
STO ODIANDO LA TV X LA MORTE DEL PIRATA...nn capisco xkè ora,e ripeto SOLO ora parlino dell'uso delle droghe anke nel ciclismo..xkè nn lo fecero nel 99 quando uscì lo scandalo di Pantani?
Allora può essere ke io sia ignorante in materia,ma nn mi sembra ke ci siano tutti questi controlli come negli altri sport.:confused:
Comunque sia, doping o non doping, a me dispiace molto... :sigh: Pantani lo seguivo da una vita...certo mi era un pò crollata la sua immagine dopo il giro del '99, ma restava pur sempre un grande campione... :yahoo: I controlli c'erano anche l'anno prima, nel '98, e in quel caso non gli trovarono nulla, quindi VITTORIE PIU' CHE MERITATE, secondo me. ;)
SALUTI! ;)