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Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comportamentali
Ragazzi e colleghi da più fonti si sente affermare che la TCC sia quella con maggiori evidenze scientifiche , ma questo la rende più efficace delle altre terapie? a tal proposito ho trovato questa interessante osservazione :
(..)La maggior parte delle psicoterapie di derivazione psicodinamica o umanistico-esistenziale basa la propria epistemologia su teorie della personalità, dedotte da osservazioni cliniche o concezioni filosofiche dell'uomo, senza concretezza in termini di dati sperimentali, anche se questo non le rende meno funzionali in termini di risultati clinici.
La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) si basa, invece, su dati di laboratorio. Si vedano i classici esperimenti sull'apprendimento condizionato di Pavlov, Skinner, Watson. Tuttavia, la sua concretezza empirica non è sinonimo di maggior validità clinica.
Ciò è dimostrato dal fatto che la maggior parte delle revisioni di letteratura sugli studi empirici che hanno cercato di determinare la validità dei diversi modelli psicoterapeutici, evidenzia una parità di efficacia della TCC rispetto ad altri trattamenti.
Definiamo l'efficacia come validità, ossia come capacità di una psicoterapia di fornire sollievo o risolvere determinati quadri sintomatologici.
Luborsky nel 1975 studiò tre tipi di psicoterapie: psicodinamiche, rogersiane e comportamentali, osservando che i pazienti avevano ottenuto gli stessi benefici (Migone, 1995).
In una meta-analisi Smith e Miller (1980) osservarono che la terapia rogersiana è efficace quanto altre forme di terapia, compresa la TCC.
Successivamente, Greenberg e collaboratori (1994) hanno effettuato una meta-analisi di oltre 20 studi sulle terapie umanistiche e non, ivi compresa la TCC. La maggior parte degli studi ha evidenziato un'efficacia pari alla terapia cognitiva.
Un altro studio (Grame, Caspar e Ambuhl, 1990) confrontò la terapia centrata sul cliente (rogersiana) con diverse varianti della TCC, evidenziando che entrambi gli approcci erano ugualmente efficaci.
Un'ulteriore revisione di Shedler (2010) dell'Università del Colorado passa al setaccio una grossa mole di studi e meta-analisi, evidenziando come la terapia psicodinamica non avesse, in termini di risultati, nulla in meno rispetto ad altre forme di psicoterapia, compresa la TCC.
Vi sono dati APA (American Psychological Association) sulle terapie validate empiricamente che evidenziano solo come nello specifico di determinati sintomi le tecniche TCC dimostrano una consolidata efficacia. Ma dal momento in cui le revisioni di letteratura segnalano una certa equivalenza, in termini di benessere generale e raggiungimento dei risultati, sembra evidente che la supposta superiorità della TCC evidenziata dall'APA consiste solo nella possibilità di quantificare la somministrazione del metodo (tecniche specifiche per sintomi specifici) per la soluzione del sintomo.
Tuttavia, tutte le psicoterapie raggiungono lo stesso risultato, ossia le psicoterapie sono tutte efficaci. La differenza nella ricerca empirica fra terapie psicodinamiche e umanistiche da una parte e la TCC dall'altra, è che nelle prime è più difficile una quantificazione in termini di tecniche specifiche per sintomi specifici, mentre la TCC offre questa possibilità.
Inoltre, altri studi dimostrano addirittura la scarsa efficacia della TCC per determinate patologie.
Uno studio del 2005 confronta la TCC con la terapia aspecifica di supporto nei disturbi del comportamento alimentare, evidenziando addirittura una superiorità di quella aspecifica di supporto (McIntosh, 2005).
Nel 2006 Bulik evidenza come nei DCA sia la terapia famigliare ad essere maggiormente efficace (Bulik, 2006).
Una meta-analisi pubblicata su Medicine Psychological sull'efficacia della TCC nei disturbi schizofrenici e bipolari, ha evidenziato che la TCC non è stata efficace nel ridurre i sintomi della schizofrenia né di prevenire le ricadute, mentre un effetto moderato è stato osservato della depressione nel bipolare ma nessuna capacità nel prevenire le ricadute del disturbo bipolare
(Lync et al, 2010).
Di nuovo, per i disturbi psicotici i dati APA confermano una certa efficacia degli interventi famigliari.
Definiamo adesso l'efficienza come rapporto fra risultati ottenuti e risorse impiegate. In altre parole, una psicoterapia è più efficiente di un'altra se è in grado di raggiungere gli stessi risultati con minor dispendio di risorse e in minor tempo.
La maggior parte degli studi empirici fin qui visti non si è interessata al problema dell'efficienza, ma solo a quello dell'efficacia.
Tuttavia, altri autori (Palazzoli, Boscolo et al. 1975; Watzlawick et. al. 1974; Nardone et al, 1997; L'Abate, Weeks, 1982) si sono posti proprio il problema della rapidità dei risultati (*) e sembrano confermare come le terapie sistemico famigliari e strategiche abbiano una efficienza clinicamente significativa.
Inoltre, la ricerca clinica ha messo in evidenza come per i disturbi invalidanti quali fobie, ossessioni, panico e in presenza di pazienti molto resistenti, le terapie che utilizzano un'ampia gamma di tecniche paradossali sul singolo e in ambito sistemico quali intenzione paradossale, prescrizione del sintomo, connotazione positiva ed esposizione graduale risultano particolarmente efficaci (**).
In conclusione, quando gli specialisti del metodo cognitivo-comportamentale affermano che il loro modello terapeutico sarebbe l'unico scientificamente valido, o il più scientificamente valido, commettono una sorta di "inganno" epistemologico.
Tecnicamente è corretto affermare che la TCC si basa su evidenze scientifiche, ma è scorretto affermare che la TCC avrebbe una maggior efficacia scientificamente dimostrata rispetto ad altre forme di psicoterapia, come abbiamo visto. (..)
Fonte e bibliografia :
http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=340
e ancora:
http://www.uea.ac.uk/mac/comm/media/...+at+conference
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Da psicoterapeuta cognitivo comportamentale non credo affatta nella superiorità della TCC come d'altra parte non creado nella superiorità di nessuna terapia. Molti studi infatti suggeriscono che non siano i fattori specifici (le tecniche usate nelle diverse psicoterapie) ma quelli aspecifici (la relazione tra paziente e terapeuta) che facilitano il cambiamento.
L'idea stessa di una diatriba sulla superiorità di una terapia sulle altre ha secondo me poco senso a prescindere. Detto questo, io uso la TCC (in UK è quella dominante) e la reputo molto efficace ma presumo che qualsiasi psicoterapeuta, indipendentemente dal proprio orientamento, possa darti una risposta identica alla mia.
Letture:
■Frank, Jerome D; Frank, Julia (2004).Therapeutic components shared by all psychotherapies. In Freeman, Arthur [Ed]; Mahoney, Michael J [Ed]; DeVito, Paul [Ed]; Martin, Donna [Ed]. Cognition and psychotherapy (2nd ed.). (pp. 45-78). xviii, 381 pp. New York, NY, US: Springer Publishing Co; US
Therapist Success and Its Determinants
Lester Luborsky, PhD; A. Thomas McLellan, PhD; George E. Woody, MD; Charles P. O'Brien, MD, PhD; Arthur Auerbach, MD
Arch Gen Psychiatry. 1985;42(6):602-611
The Role of Nonspecific Factors in Cognitive-Behavior Therapy for Depression
Stephen S. Ilardi, W. Edward CraigheadArticle first published online: 25 JAN 2006
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
Axamer Ibk
Molti studi infatti suggeriscono che non siano i fattori specifici (le tecniche usate nelle diverse psicoterapie) ma quelli aspecifici (la relazione tra paziente e terapeuta) che facilitano il cambiamento.
Bisognerà vedere, prima di tutto, cosa e come prendono in considerazione i "molti studi".
Saluti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Bisognerà vedere, prima di tutto, cosa e come prendono in considerazione i "molti studi".
Saluti
Letteratura molto vasta e variegata. I tre studi citati sono solo un esempio microscopico della letteratura presente in rete e non. Google e molto tempo a disposizione sono ottimi alleati (che purtroppo io non ho).
Per essere riduttivo....da qualche parte (non ricordo la fonte) avevo letto di una meta-analisi che parlava dell'alleanza terapeutica come il fattore dominante. Proverò a cercare l'articolo quando ho più tempo.
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Esiste, anche qualche studio che dice il contrario, io comunque reputo, che il rapport tra paziente e terapeuta sia fondamentale, e gli studi di neuroscienze sui neuroni a specchio, siano l'esempio calzante.
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
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Originalmente inviato da
bella primavera
Esiste, anche qualche studio che dice il contrario
Vero. Il bello delle scienze sociali è proprio quello di non avere dogmi o teoremi inconfutabili.
Citazione:
Originalmente inviato da
bella primavera
studi di neuroscienze sui neuroni a specchio
Molto interessante. Dovrò leggermi qualcosa quando ho tempo.
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Non vorrei ricordarmi male ma la meta-analisi di Glass del 1980 dice che la TCC è molto più efficace delle altre... Ma dove li ha presi questi dati? Secondo me sono un po' messi a casaccio
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Ciao Simone,
come stai? Anzitutto grazie per i tuoi contributi al mio forum, sono stati davvero preziosi.
Vorrei chiederti un favore: pensi che possa essere possibile in un giorno e in un ora in cui sei libero che ti dia un colpo di telefono per fare due chiacchere dal vivo sul modello TBS?
Se sì, postami per favore il tuo numero tramite mex privato.
Ciao, Stefano.
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
Empowered
Non vorrei ricordarmi male ma la meta-analisi di Glass del 1980 dice che la TCC è molto più efficace delle altre... Ma dove li ha presi questi dati? Secondo me sono un po' messi a casaccio
Ricordi male, perchè la meta-analisi di Smith e Glass mostrava poche differenze tra trattamenti comportamentali e non-comportamentali. Rimane tuttavia il valore generico di questi studi, che illustravano che la psicoterapia era più efficace di un placebo. Poi la clinica è tutta un'altra storia.
Saluti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Ricordi male, perchè la meta-analisi di Smith e Glass mostrava poche differenze tra trattamenti comportamentali e non-comportamentali. Rimane tuttavia il valore generico di questi studi, che illustravano che la psicoterapia era più efficace di un placebo. Poi la clinica è tutta un'altra storia.
Saluti
Scusami gieko, devo aver capito male...ma da questo grafico
http://www.google.it/imgres?imgurl=h...0&tx=114&ty=38
non pare sia proprio quello il dunque... a me sembra che ci sia una differenza abbastanza sostanziale secondo la meta-analisi, ci sono anche approcci meno efficaci di un placebo...e ci sono indici ben differenti da 2.38 a .60 non cambia poco...almeno credo...
Parlo da inesperto nel settore (faccio psicologia del lavoro)... ma il grafico non mi suggerisce che non ci siano differenze
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Ricordi male, perchè la meta-analisi di Smith e Glass mostrava poche differenze tra trattamenti comportamentali e non-comportamentali. Rimane tuttavia il valore generico di questi studi, che illustravano che la psicoterapia era più efficace di un placebo. Poi la clinica è tutta un'altra storia.
Saluti
E ti cito l'abstract che dice "Few important differences in effectiveness could be established among many quite different types of psychotherapy."
Poi tra comportamentali in genere e non comportamentali non trova differenze significative, ma all'interno ci sono "important differences" ... però ti dico parlo da inesperto nel settore dunque se ho capito male mi piacerebbe capire dove
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
vi riporto la traduzione di
http://www.uea.ac.uk/mac/comm/media/...+at+conference
tratta da
http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=347
L'idea che la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) sia più efficace di altri tipi di psicoterapia è un mito, secondo gli esperti di psicoterapia che hanno partecipato a una conferenza presso l'Università di East Anglia (UEA).
Ricercatori degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno presentato dati e analisi critiche che sfatano la credenza diffusa della superiore efficacia della TCC.
Quest'edizione della conferenza internazionale è la prima tenutasi in Inghilterra, con 400 partecipanti da tutto il mondo.
I professori Mick Cooper e Robert Elliott (entrambi dell'Università di Strathclyde), William B. Stiles (Miami University) e Art Bohart (Saybrook Graduate School) hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:
"Al governo, al grande pubblico e a molti dirigenti della sanità pubblica è stata presentata una definizione distorta di ciò che costituisce prova scientifica, non basata sui fatti, ma su un errore logico.
Ecco come funziona:
i ricercatori universitari sottoscrivono l'approccio TCC più di qualunque altro;
questi ricercatori ottengono più fondi per la ricerca e quindi pubblicano più studi sull'efficacia della TCC;
il maggior numero di studi è usato per suggerire che la CBT è più efficace.
Questo è un classico esempio di errore logico noto come ragione dell'ignoranza, ovvero l'assenza di prove è considerata una prova della loro assenza.
Anche se i sostenitori della TCC di rado lo affermano con convinzione, la loro enfasi costante sulla quantità di prove non è compresa dal pubblico, dagli operatori sanitari e dai funzionari governativi, un equivoco cui si permette di continuare a esistere, indefinitamente. Il risultato è una convinzione diffusa della quale nessuno si assume la responsabilità. In altre parole, un mito.
Questa situazione ha conseguenze negative dirette per altre psicoterapie, come ad esempio quelle centrate sulla persona e quelle psicodinamiche, che hanno basi di evidenze più piccole della TCC. Anche questi approcci sono sostenuti da un vasto corpo di ricerca, ma inferiore. I dati raccolti dalla ricerca mostrano con chiarezza tre punti:
le persone vanno incontro a grandi cambiamenti nel corso della psicoterapia, che vengono di solito mantenuti dopo la fine della stessa;
le persone che ricevono terapia mostrano cambiamenti molto superiori a coloro che non ricevono terapia, indipendentemente dal tipo di terapia;
quando le terapie vengono confrontate le une con le altre in studi validi e controllati, il risultato più comune è che tutte le terapie sono ugualmente efficaci.
Un caso esemplare sono le terapie centrate sulla persona (TCP): in un meta-analisi di più di 80 studi (presentata da Robert Elliott e Beth Freire alla conferenza di Norwich), le TCP hanno dimostrato di essere efficaci come altre forme di psicoterapia, fra cui la TCC.
Alla luce di questi dati e di altri, da un punto di vista scientifico è irresponsabile continuare a lasciar intendere e agire come se la TCC fosse la terapia più efficace, come ad esempio è stato fatto per giustificare la spesa di 173 milioni di sterline per la formazione di terapeuti TCC in tutta l'Inghilterra.
Simili pretese e affermazioni danneggiano il pubblico, limitando la scelta del paziente e scoraggiando alcune persone in difficoltà a cercare la terapia. Esortiamo i nostri colleghi di TCC e i funzionari governativi a non basarsi su questo mito dannoso, e ad ampliare invece la portata del programma Improving Access to Psychological Treatments (IAPT, Migliorare l'accesso ai trattamenti psicologici) per la diffusione di altre forme efficaci di psicoterapia e counselling."
Oltre a questa dichiarazione congiunta, il prof Cooper nel suo discorso alla conferenza Norwich ha detto: "La ricerca suggerisce con coerenza che il tipo di terapia fa poca differenza dal punto di vista dei risultati. Più importanti sono il livello di motivazione del paziente e il coinvolgimento nel processo terapeutico. Dopotutto, l'ingrediente chiave sembra ancora essere la qualità della relazione terapeutica, perché i terapeuti più caldi, comprensivi e che danno fiducia ottengono i migliori risultati".
L'anno scorso il Ministro della Salute inglese Alan Johnson ha annunciato che entro il 2010 173 milioni di sterline all'anno sarebbero state spese in TCC come parte del progetto IAPT del governo britannico. L'aumento dei finanziamenti permetterà a 900.000 persone di più di essere trattati con terapie psicologiche.
Il Prof. Cooper ha aggiunto: "La decisione del governo di spendere 173 milioni di sterline in TCC dev'essere applaudita, ma non tutti i pazienti potranno beneficiare di questo approccio. Vi sono prove che alcuni pazienti migliorano con altre forme di terapia. Tutto dipende da chi è il paziente e da che tipo di trattamento potrà essere utilizzato." ..........
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
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Originalmente inviato da
simone11
vi riporto la traduzione di
http://www.uea.ac.uk/mac/comm/media/...+at+conference
tratta da
http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=347
L'idea che la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) sia più efficace di altri tipi di psicoterapia è un mito, secondo gli esperti di psicoterapia che hanno partecipato a una conferenza presso l'Università di East Anglia (UEA).
"Al governo, al grande pubblico e a molti dirigenti della sanità pubblica è stata presentata una definizione distorta di ciò che costituisce prova scientifica, non basata sui fatti, ma su un errore logico.
Ecco come funziona:
i ricercatori universitari sottoscrivono l'approccio TCC più di qualunque altro;
questi ricercatori ottengono più fondi per la ricerca e quindi pubblicano più studi sull'efficacia della TCC;
il maggior numero di studi è usato per suggerire che la CBT è più efficace.
Se ho ben capito mi stai dicendo che il fatto che ci sia più ricerca è una questione legata ai fondi in un circolo che si autoalimenta. I ricercatori fanno ricerca sulla TCC perchè ricevono più fondi, e fanno uscire ricerche positive per avere altri fondi?
Ok, anche se fosse precisamente così, cosa spinge a dire che tuttavia si tratta proprio di un mito? E che non c'è questa superiorità? Una meta analisi di 80 studi? (di cui vorrei vedere abstract e ricerca)
Ci tengo a precisare che non sono un esperto di psicoterapia quindi parlo per ipotesi...non di certo perché mi interessi in particolare la TCC o avvalorarla
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
vi riporto la traduzione di
http://www.uea.ac.uk/mac/comm/media/...+at+conference
tratta da
http://www.giuseppesantonocito.it/news.htm?m=347
L'idea che la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) sia più efficace di altri tipi di psicoterapia è un mito, secondo gli esperti di psicoterapia che hanno partecipato a una conferenza presso l'Università di East Anglia (UEA).
"Al governo, al grande pubblico e a molti dirigenti della sanità pubblica è stata presentata una definizione distorta di ciò che costituisce prova scientifica, non basata sui fatti, ma su un errore logico.
Ecco come funziona:
i ricercatori universitari sottoscrivono l'approccio TCC più di qualunque altro;
questi ricercatori ottengono più fondi per la ricerca e quindi pubblicano più studi sull'efficacia della TCC;
il maggior numero di studi è usato per suggerire che la CBT è più efficace.
Se ho ben capito mi stai dicendo che il fatto che ci sia più ricerca è una questione legata ai fondi in un circolo che si autoalimenta. I ricercatori fanno ricerca sulla TCC perchè ricevono più fondi, e fanno uscire ricerche positive per avere altri fondi?
Ok, anche se fosse precisamente così, cosa spinge a dire che tuttavia si tratta proprio di un mito? E che non c'è questa superiorità? Una meta analisi di 80 studi? (di cui vorrei vedere abstract e ricerca)
Ci tengo a precisare che non sono un esperto di psicoterapia quindi parlo per ipotesi...non di certo perché mi interessi in particolare la TCC o avvalorarla
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
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Originalmente inviato da
gieko
Ricordi male, perchè la meta-analisi di Smith e Glass mostrava poche differenze tra trattamenti comportamentali e non-comportamentali. Rimane tuttavia il valore generico di questi studi, che illustravano che la psicoterapia era più efficace di un placebo. Poi la clinica è tutta un'altra storia.
Saluti
Caro Gieko, a parte scrivere su questo forum (anche in modo abbastanza saccente se mi permetti) quali esperienze cliniche hai?
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
Psielisa
Caro Gieko, a parte scrivere su questo forum (anche in modo abbastanza saccente se mi permetti) quali esperienze cliniche hai?
Frequento il bar sotto casa ogni mattina da 20 anni, un'esperienza clinica impareggiabile.
Cerca di superare la tua sensazione riguardo all'eventuale saccenza, se ci riesci, e poni qualche questione, piuttosto. Se ne hai si possono discutere volentieri.
Saluti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
Psielisa
Caro Gieko, a parte scrivere su questo forum (anche in modo abbastanza saccente se mi permetti) quali esperienze cliniche hai?
è solamente l'impressione che dà, in realtà è un simpaticone!:asd:
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
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Originalmente inviato da
bella primavera
è solamente l'impressione che dà, in realtà è un simpaticone!:asd:
Non ne dubito. Nonostante cio' trovo molti interventi di Gieko piutosto supponenti con quel pizzico di arroganza (il mito della superiorita' di Gieko? :asd:) che personalmente non gradisco.
Mi ricordano molto quel tipo di psicologo/psicoterapeuta in fieri che disquisisce molto di teoria ma di esperienza pratica ne ha ben poca. Per scrivere cosi' tanto sul forum in effetti ci vuole un bel po' di tempo libero :asd:
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Tornando al post iniziale. L'articolo che si cita è fatto molto male, si cita la ricerca di Glass e Smith solamente per le cose che convengono a chi scrive l'articolo, dicendo solo che a livello aggregato se uniamo tutte le terapie comportamentali e se aggreghiamo tutte le non comportamentali, statisticametne non sono diverse... Ma si può aggregare a sto livello terapie così diverse tra di loro? Mi sembra che si faccia un uso improprio delle ricerche e che chi ha scritto quell'articolo non sia un grande esperto di metodologia... Gli argomenti che si usano per dire che l'efficacia della TCC è un mito possono essere usati per affermare anche il contrario...
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
Empowered
Tornando al post iniziale. L'articolo che si cita è fatto molto male, si cita la ricerca di Glass e Smith solamente per le cose che convengono a chi scrive l'articolo, dicendo solo che a livello aggregato se uniamo tutte le terapie comportamentali e se aggreghiamo tutte le non comportamentali, statisticametne non sono diverse... Ma si può aggregare a sto livello terapie così diverse tra di loro? Mi sembra che si faccia un uso improprio delle ricerche e che chi ha scritto quell'articolo non sia un grande esperto di metodologia... Gli argomenti che si usano per dire che l'efficacia della TCC è un mito possono essere usati per affermare anche il contrario...
Giuste osservazioni, ma questi sono proprio i limiti delle meta-analisi: vengono messi nello stesso paniere oggetti molto diversi ed, a volte incomparabili. Mi riferivo a questo quando ho accennato all'importanza della clinica.
Saluti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Giuste osservazioni, ma questi sono proprio i limiti delle meta-analisi: vengono messi nello stesso paniere oggetti molto diversi ed, a volte incomparabili. Mi riferivo a questo quando ho accennato all'importanza della clinica.
Saluti
Si, ma la meta-analisi citata non mette tutto nello stesso paniere, la meta-analisi come puoi vedere dal grafico che ha postato differenzia molti approcci tra di loro mentre chi scrive l'articolo dice solo la differenza comportamentale/non comportamentale ... che svia tantissimo... è un abuso della ricerca non un uso
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Giuste osservazioni, ma questi sono proprio i limiti delle meta-analisi: vengono messi nello stesso paniere oggetti molto diversi ed, a volte incomparabili. Mi riferivo a questo quando ho accennato all'importanza della clinica.
Saluti
Si, ma la meta-analisi citata non mette proprio tutto nello stesso paniere, la meta-analisi come puoi vedere dal grafico che ha postato differenzia molti approcci tra di loro mentre chi scrive l'articolo dice solo la differenza comportamentale/non comportamentale ... che svia tantissimo... è un abuso della ricerca non un uso
POi è chiaro che se si mettono insieme più studi ci sono metodi diversi e cose varie....però non facciamo di peggio vedendo solo la differenza comportamentali/non comportamentali generalizzando e dicendo che quel comportamentali significa TCC perché è una sorta di insulto al buon senso fare questo passaggio
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
Psielisa
Non ne dubito. Nonostante cio' trovo molti interventi di Gieko piutosto supponenti con quel pizzico di arroganza (il mito della superiorita' di Gieko? :asd:) che personalmente non gradisco.
Mi ricordano molto quel tipo di psicologo/psicoterapeuta in fieri che disquisisce molto di teoria ma di esperienza pratica ne ha ben poca. Per scrivere cosi' tanto sul forum in effetti ci vuole un bel po' di tempo libero :asd:
In effetti è superiore a tutti, nella sostanza degli interventi.
E questo vi farà girare un po', immagino.
D'altra parte, la classe non è acqua.
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
L'articolo citato mette in evidenza che, sottoponendo anche altri approcci a studi più accurati (con tutti i limiti della meta-analisi) anche questi evidenziano la loro efficacia e quando le meta-amnalisi, paragonano i risultati (in termine di raggiungimento del benessere) si osserva che non esiste quella maggiore superiorità tanto acclamata dei metodi cognitivo-comportamentali. NON comprendo dove sia questo insulto al buon senso.
in un forum di neuropsichiatria ho trovato un intervento interessante che riporto:
(..)La terapia cognitivo-comportamentale ha sostenuto il primato fino a quando altre non sono state sottoposte alla verifica empirica. Non c'è alcun dubbio che essa sia stata la più studiata e, senza confronti, appare avvio che risultava quella di maggior elezione per i vari disturbi.
Tuttavia dal momento in cui gli studi meta-analitici sono stati applicati ad altri modelli così come si è cominciato a confrontare la TCC con i modelli psicodinamici, rogersoriani e anche strategici essa non ha mantenuto stabile ciò che i primi studi hanno evidenziato.
Addirittura , di recente, è stato dimostrato come anche la psicoterapia psicodinamica breve, quando sottoposta a verifica empirica per valutare la sua efficacia verso disturbi specifici quali quelli di ansia, ha dimostrato una validità superiore a tecniche comportamentali come i training di rilassamento (Milrod et al. (2007; vedi anche Schwartz,, 1994; Busch, 1995; Busch et al. 1995a, 1995b; Milrod & Busch, 1998; Milrod et al., 1997. 2000, 2001, 2007; Rudden et al., 2003; Busch, Milrod & Sandberg, 2009),in http://www.psychomedia.it/pm/modther...r/rt113-10.htm
così come già da tempo il confronto della TCC con tecniche strategiche per alcuni disturbi come insonnia , disturbi di evitamento e ansia non hanno evidenziato alcuna superiorità della TCC rispetto alla strategica (Ascher L. Turner R. 1979-80 in Behavior Research and Therapy,)dimostratasi, quest'ultima, addirittura più veloce nel raggiungimento dei risultati (..)
in definitiva, aumentando gli studi ed i confronti, la terpia cogntivo-comportamentale perde in modo proporzionale il suo primato come scelta d'elezione confermando ancora come la sua superiorità "scientificamente" dimostrata sia solo un mito!(..)
fonte:
http://neuropsic.altervista.org/drupal/?q=node/380
il discorso mi sembra plausibile e significativo rispetto al contenuto di questa discussione
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
Empowered
Si, ma la meta-analisi citata non mette proprio tutto nello stesso paniere, la meta-analisi come puoi vedere dal grafico che ha postato differenzia molti approcci tra di loro mentre chi scrive l'articolo dice solo la differenza comportamentale/non comportamentale ... che svia tantissimo... è un abuso della ricerca non un uso
POi è chiaro che se si mettono insieme più studi ci sono metodi diversi e cose varie....però non facciamo di peggio vedendo solo la differenza comportamentali/non comportamentali generalizzando e dicendo che quel comportamentali significa TCC perché è una sorta di insulto al buon senso fare questo passaggio
Mette tutto nello stesso paniere nel senso che confronta studi relativi a metodi molto differenti tra loro (terapie comportamentali, umanistiche, dinamiche etc...). In questo modo si confrontano oggetti che potrebbero portare a risultati differenti.
Poi le ricerche possono essere lette sempre secondo ottiche differenti - anzi, direi che anche involontariamente questo avviene sempre.
Saluti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
Addirittura , di recente, è stato dimostrato come anche la psicoterapia psicodinamica
breve, quando sottoposta a verifica empirica per valutare la sua efficacia verso disturbi specifici quali quelli di ansia, ha dimostrato una validità superiore a tecniche comportamentali come i training di rilassamento (Milrod et al. (2007; vedi anche Schwartz,, 1994; Busch, 1995; Busch et al. 1995a, 1995b; Milrod & Busch, 1998; Milrod et al., 1997. 2000, 2001, 2007; Rudden et al., 2003; Busch, Milrod & Sandberg, 2009),in
http://www.psychomedia.it/pm/modther...r/rt113-10.htm
Pensa cosa si può ottenere con una psicoterapia psicodinamica a lungo termine... ;-)
Saluti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
L'articolo citato mette in evidenza che, sottoponendo anche altri approcci a studi più accurati (con tutti i limiti della meta-analisi) anche questi evidenziano la loro efficacia e quando le meta-amnalisi, paragonano i risultati (in termine di raggiungimento del benessere) si osserva che non esiste quella maggiore superiorità tanto acclamata dei metodi cognitivo-comportamentali. NON comprendo dove sia questo insulto al buon senso.
in un forum di neuropsichiatria ho trovato un intervento interessante che riporto:
(..)La terapia cognitivo-comportamentale
ha sostenuto il primato fino a quando altre non sono state sottoposte alla verifica empirica. Non c'è alcun dubbio che essa sia stata la più studiata e,
senza confronti, appare avvio che risultava quella di maggior elezione per i vari disturbi.
Tuttavia dal momento in cui gli studi meta-analitici sono stati applicati ad altri modelli così come si è cominciato a confrontare la TCC con i modelli psicodinamici, rogersoriani e anche strategici essa non ha mantenuto stabile ciò che i primi studi hanno evidenziato.
Addirittura , di recente, è stato dimostrato come anche la psicoterapia psicodinamica
breve, quando sottoposta a verifica empirica per valutare la sua efficacia verso disturbi specifici quali quelli di ansia, ha dimostrato una validità superiore a tecniche comportamentali come i training di rilassamento (Milrod et al. (2007; vedi anche Schwartz,, 1994; Busch, 1995; Busch et al. 1995a, 1995b; Milrod & Busch, 1998; Milrod et al., 1997. 2000, 2001, 2007; Rudden et al., 2003; Busch, Milrod & Sandberg, 2009),in
http://www.psychomedia.it/pm/modther...r/rt113-10.htm
così come già da tempo il confronto della TCC con tecniche strategiche per alcuni disturbi come insonnia , disturbi di evitamento e ansia non hanno evidenziato alcuna superiorità della TCC rispetto alla strategica (Ascher L. Turner R. 1979-80 in Behavior Research and Therapy,)dimostratasi, quest'ultima, addirittura più veloce nel raggiungimento dei risultati (..)
in definitiva, aumentando gli studi ed i confronti, la terpia cogntivo-comportamentale perde in modo proporzionale il suo primato come scelta d'elezione confermando ancora come la sua superiorità "scientificamente" dimostrata sia solo un mito!(..)
fonte:
http://neuropsic.altervista.org/drupal/?q=node/380
il discorso mi sembra plausibile e significativo rispetto al contenuto di questa discussione
L'insulto al buon senso c'è quando di uno studio dove c'è il confronto tra gli approcci si aggregano i dati per far vedere la realtà che conviene.
Con questo non voglio dire che ci sia o meno il mito...sto solo dicendo che si fa una lettura strumentale o una sfida al buon senso in Glass e Smith.
Poi che ci siano altre ricerche ok
Unire i risultati di metodi diversi non è il massimo, in ogni caso c'è chi usa il multimethod e la triangolazione volontariamente... Tuttavia se i risultati sono gli stessi nonostante la variazione dei metodi...significa che c'è qualcosa dietro
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Non conosco sulla mia pelle la cognitivo-comportamentale ma sono dell'avviso di buon senso che il rapporto terapeuta-paziente,come già detto da qualcuno prima di me,ha la meglio su tutto.
Inoltre una terapia che va bene per te può non andare bene per me e così via.
Trovo che nel nostro campo dovremmo porci con una certa umiltà e apertura,dovremmo metterci in gioco.
Io ho provato l'AT sulla mia pelle e mi ha aiutato moltissimo. Tuttavia dopo 5 anni di terapia ho scoperto per esempio un approccio olistico che insegna ad escludere la mente,a prenderti quella giusta distanza e per esempio,terapia o no,ho fatto dei passi da gigante con questo approccio quì (che si chiama Diksha).
Dunque approcci diversi per persone diverse. Ho una ex collega che ha fatto ora l'esame di stato che stravede per la cognitivo-comportamentale.Penso che approfondirò...
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da Psielisa
Non ne dubito. Nonostante cio' trovo molti interventi di Gieko piutosto supponenti con quel pizzico di arroganza (il mito della superiorita' di Gieko? :asd:) che personalmente non gradisco.
Mi ricordano molto quel tipo di psicologo/psicoterapeuta in fieri che disquisisce molto di teoria ma di esperienza pratica ne ha ben poca. Per scrivere cosi' tanto sul forum in effetti ci vuole un bel po' di tempo libero :asd:
Però è davvero simpatico, senza gieko con il solito avatar fisso della foto di Freud col sigaro (Che non ha mai cambiato... Alla faccia del cambiamento :D) il forum non sarebbe più lo stesso. Gieko non ha mai scritto una parolaccia, mai espressioni volgari, non ha mai postato nemmeno qualcosa che uscisse leggermente fuori dai binari, non so una canzone che gli piacesse presa da You Tube ad esempio, nemmeno una citazione nella firma... Niente.
E' vero la trasmette un po' l'immagine dello studioso vecchio stampo che si ritira molto in sé stesso e che fa parte dell'immaginario comune, secondo me però non è un'immagine che vuol dare di sé, è proprio fatto così. Poi insomma gieko non è affatto supponente, se lo fosse stato non si sarebbe preso la briga di rispondere a certi quesiti, bisogna osservare anche il comportamento, non solo l'impostazione di certi messaggi.
Se gieko crede in alcune prove che ha osservato direttamente, per me è sincero soltanto nel comunicarlo, mica supponente. Un argomento che fa presa su gieko e che lo convince, è legittimo che non faccia presa anche sugli altri, spesso non mi convincono molte cose che riporta a sostegno di certe sue idee, ma una cosa è l'argomento che riporta, altra la persona che lo sostiene. Spesso si scambia l'arroganza col fatto che una persona è fortemente convinta della verità di certi asserti; non sono proprio la stessa cosa secondo me.
Saluti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
Il Prof. Cooper ha aggiunto: "La decisione del governo di spendere 173 milioni di sterline in TCC dev'essere applaudita, ma non tutti i pazienti potranno beneficiare di questo approccio. Vi sono prove che alcuni pazienti migliorano con altre forme di terapia. Tutto dipende da chi è il paziente e da che tipo di trattamento potrà essere utilizzato." ..........
Verissimo. Io lavoro in UK ed in alcuni siti (il mio ad esempio) hanno aperto alle psicoterapie sistemiche (prima usate prettamente con gli under 18, famiglie e coppie) e a quelle psicodinamiche (prima usate in quella che qua identificano come Secondary Care).
Non mi dispiacerebbe iniziare una seconda specializzazione eheheh :P
Buon Anno a tutti
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
bisognerebbe vedere, se negli studi sono inserite anche le tecniche della Tcc di 3 generazione. "Mindfulness e Act".
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
bella primavera
bisognerebbe vedere, se negli studi sono inserite anche le tecniche della Tcc di 3 generazione. "Mindfulness e Act".
Questione interessante. Uno dei prof della mia specializzazione in TCC aveva come interesse personale sia mindfulness che act.
Mi confermava che le tecniche di 3 generazione si stanno ritagliando uno spazio sempre + ampio nella ricerca anche se molti cpuristi le vedono "un po' troppo new age".
Dove lavoro io la maggior parte dei clinici usa entrambe abbastanza regolarmente. Io le ho trovate particolarmente utili con pazienti che presentavano storie di Ansia cronica (>20 anni ). Al follow up dei 6 mesi i 4 che ho trattato con Mindfulness/Act avevano mantenuto i risultati ottenuti. Vediamo tra altri 6.....
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Ed a proprsoto dei neuroni specchio... io citerei le ricerche sui cambiamenti neuroanatomici e neurofunzionali che si evidenziano nella cura di specifiche patologie come la depressione e il DAP dopo un trattamento cognitivo-comportamentale.
Fonti:
"La psicoterapia Cambia il cervello" - studi SPC Napoli, forum psicoterapia Assisi 2009
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Citazione:
Originalmente inviato da
verygood
Ed a proprsoto dei neuroni specchio... io citerei le ricerche sui cambiamenti neuroanatomici e neurofunzionali che si evidenziano nella cura di specifiche patologie come la depressione e il DAP dopo un trattamento cognitivo-comportamentale.
Fonti:
"La psicoterapia Cambia il cervello" - studi SPC Napoli, forum psicoterapia Assisi 2009
:approved:
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Ciao Ragazzi,
sono una psicologa italiana emigrata al'estero. Da 8 anni mi trovo in UK dove dopo una scuola di specializzazione in Counselling Psicodinamico sto ora concludendo una'altra specializzazione in CBT (Cognitive Behavioural Therapy) presso l'istituto di Oxford (Octc) che rappresenta un punto di riferimento modiale per la ricerca in CBT. I miei insegnanti sono del calibro di David Westbrook e Freda McManus.
Anche io faccio parte di quei professionisti che hanno usufruito dei fondi messi a disposizione dall'IAPT (citata da Simone11) per migliorare l'accesso alle terapie psicologiche. Molto brevemente, CBT e' un approccio evidence-based, nel senso che si basa su evidenze scientifiche (io preferisco dire 'misurabili') di efficacia. Credo che l'enfasi che qui in Inghilterra viene messa sulla CBT non e' tanto sulla superiorita' di efficacia rispetto ad altre terapie ma sulla relativa velocita' con cui si ottengono I risultati.
Infatti il servizio sanitario nazionale (NHS) mette a disposizione un massimo di 20 sessioni per pazienti con 'severe depression and/or anxiety' visto che sono ritenute sufficienti per ottenere risultati soddisfacenti.
E' chiaro che il servizio sanitario nazionale e' piu' propenso ad investire su terapie brevi che promettono risultati soddisfacenti, e il motivo e' puramente economico: maggiore accessibilita' ai servizi psicologici implica un maggiore turn over di pazienti visti in un periodo relativamente breve, che rinforza l'idea dell' NHS di essere un organo efficiente e cost-effective. Ma questa non e' la ragione piu' importante per giustificare un massiccio investimento economico sulla CBT.
Infatti le patologie mentali 'costano' molto allo Stato perche' si traducono in assenze dal lavoro che vengono comunque retribuite. E' chiaro che se i pazienti migliorano perderanno meno giorni di lavoro e conseguentemente l'economia subira' meno perdite. Questo, semplificando molto, e' il concetto di base. La questione pero' a questo punto e': sono i risultati ottenuti attraverso 'short-term CBT' duraturi?? Le ricerche in questo senso sono contarstanti, il che indebolisce un po' il 'rationale' alla base dell'IAPT project
Concordo con chi sosteneva precedentemente che il tutto si basa su una logica dell'ingoranza...Ma preferirei definirla come una logica economica (almeno qui in UK), perche' alla fine il servizio nazionale inglese e' a tutti gli effetti un business e come tale deve essere gestito in modo da giustificare l'impiego dei soldi pubblici (gli inglesi sono molto suscettibili sull'argomento tasse e come queste vengano gestite...)
Concordo pienamente con l'idea (avvalorata da numerosi aricoli) che i fattori aspecifici in terapia siano maggiormente responsabili del cambiamento. Attualmente l'IAPT si sta interrogando sulla possibilita' di inserire altre 'therapeutic choices' all'interno del servizio pubblico, ma questo e' un dibattito molto controverso, ovviamente per le stesse questioni economiche citate precedentemente: possono altre forme di terapia garantire risultati in un tempo compatibile con i ritmi del servizio sanitario nazionale?
Personalmente trovo sterile un dibattito sulla superiorita' di una terapia piuttosto che di un'altra. Piuttosto trovo discutibile ragionare sul disagio mentale in termini economici. Ma questa e' un'altra storia....
Saluti
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Re: Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-com
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
Addirittura , di recente, è stato dimostrato come anche la psicoterapia psicodinamica
breve, quando sottoposta a verifica empirica per valutare la sua efficacia verso disturbi specifici quali quelli di ansia, ha dimostrato una validità superiore a tecniche comportamentali come i training di rilassamento (Milrod et al. (2007; vedi anche Schwartz,, 1994; Busch, 1995; Busch et al. 1995a, 1995b; Milrod & Busch, 1998; Milrod et al., 1997. 2000, 2001, 2007; Rudden et al., 2003; Busch, Milrod & Sandberg, 2009),in
http://www.psychomedia.it/pm/modther...r/rt113-10.htm
Non capisco che senso abbia confrontare un percorso psicoterapeutico con una tecnica, mha!
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Riferimento: Il mito della superiorità delle terapie cognitivo-comport
Brisa, questo è Migone, non so se lo conosci, che per dimostrare la superiorità della psicoanalisi si attacca ad ogni cosa.