considerando che all'inizio aprirsi uno studio è una spesa onerosa si può praticare questa soluzione? sul codice deontologico non c'è scritto che non è possibile..
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considerando che all'inizio aprirsi uno studio è una spesa onerosa si può praticare questa soluzione? sul codice deontologico non c'è scritto che non è possibile..
Sul codice deontologico non ci sono scritte tante cose... ma questo non significa che siano compatibili con la professione...
Dato che secondo me si porrebbero non pochi problemi di setting e pratici (spostandoti di ora in ora avresti i tempi morti di trasporto e potresti fare meno colloqui, quindi alla fine per i tuoi pazienti sarebbe ancora più oneroso che contribuire ai costi dello studio) penserei a soluzioni meno "creative" e più solide, quali la condivisione con qualche collega (anche per frazioni di giornata) o l'appoggio a studi medici o associazioni di volontariato che prestino la sede fronte di un minor costo per gli utenti.
Aggiungo che in qualunque città ci sono associazioni, gruppi, centri ecc che offrono studi a prezzi modici... nemmeno io ho uno studio mio, ma ho tre posti dove vedere pazienti e promuovermi...
andare a casa dei pazienti è impensabile anche per ragioni pratiche, tra cui cito, liberamente:
1) se c'è un paziente con problemi ad esempio di aggressività, andare a casa sua rischia di essere pericoloso:paura:
2) se è un paziente depresso o con una sindrome ossessivo-compulsiva la casa potrebbe essere oggettivamente impresentabile, quindi perderesti il paziente
3) se ci sono bambini e il paziente è solo a casa? che fai? fai la seduta mentre questi ti strillano intorno e magari la madre piange raccontandoti le peggio cose? oppure ti apparti in una stanza e i bambini nel frattempo stanno da soli e chissà che combinano? (questa non è una domanda generica, esperienza personale: una signora una volta mi è arrivata a colloquio con dietro il bambino di 5 anni, lasciandolo fuori dalla porta, da solo, e chiaramente il bimbo ha interrotto 2 volte la seduta per entrare perchè si annoiava e non c'era nessuno con me in studio a cui affidarlo... una mia collega ha in terapia una bimba, la madre l'accompagna in studio portandosi dentro anche il cane...)
4) se vedi bambini, ci sono dei giochi/strumenti apposta da usare...se vai a casa che fai, ti porti dietro un furgoncino con l'attrezzatura?
5) se in casa ci sono persone che sono ostili al paziente o colludono con il sintomo, perchè "fa comodo" avere una persona con una patologia in casa (per mille motivi), andare a casa loro significa non dare - dal punto di vista materiale, oltre che simbolico - al paziente la possibilità di uscirne, e quindi fare qualcosa di totalente inutile
...mi fermo qui, ma ce ne sono mille di altre ragioni. Prima di tutto, il fatto che siamo professionisti, e quindi dobbiamo offrire un servizio PROFESSIONALE... se mi fa male un dente, e il dentista mi dice "vengo a casa sua e mi porto dietro l'attrezzatura indispensabile", io non lo faccio nemmeno entrare!:paura:
Idem per noi, purtroppo i costi ci sono ma non sono insormontabili :nono: .... va bene essere preoccupati del futuro lavorativo, ma così finiamo a violare le norme deontologiche (che possono essere anche implicite) :sisi:
a presto
Chiara
io invece chiedo se è possibile avere lo studio presso il proprio domicilio...
grazie
Se hai la possibilità di avere un ingresso separato sì, anche se comunque mi porrei dei problemi rispetto alla possibilità di incotnrare familiari che girano per casa o di sentire rumori/odori che fanno riferimento alla tua intimità.
L'ideale forse è appoggiarsi ad uno studio ad ore o prendere la mezza giornata insieme magari ad un'altra collega: mezza giornata ti costa fra i 50 e gli 80 euro ma difficilmente all'inizio si riempiono 4 o 5 ore, quindi dividendo l'affitto in 2 si può contare su un paio d'ore ma avere la professionalità necessaria...
Tieni anche conto che fare uno studio a casa tua ti richiederebbe inizialmente le spese di mobilio (non puoi mica ricevere in una cucina), che secondo me corrispondono almeno ad un'annualità di studio a mezza giornata.
dal momento che non ho nessun cliente certo in agenda mi sembra assurdo aprire uno studio pagando 400 euri al mese senza avere entrate!e dal momento che esiste la possibilità per noi psicologi di AVVIARE lo studio dove ci fa più comodo...perchè no? nel senso di avere una 'base sicura', un aggancio nel caso si presentasse l'occasione magari dopo aver aspettato mesi senza alcun contatto.
ho la casa nuova con una stanza che sto usando io stessa come studiolo quindi con tanto di scrivania sedia e arredo connesso. ovvio che poi quando arriveranno bimbi tale stanza la userò per le camerette ma per ora farci un bello studio professionale non sarebbe male.
quello che mi fa pensare è comunque l'intrusività nel proprio ambiente domestico e perciò nella propria intimità...però stavo pensando proprio di separare con separè le varie zone in modo che il cliente arrivi direttamente sul corridoio senza vedere altrove (cucina e soggiorno). il bagno poi lo rendo il più asettico possibile (niente bagnoschiuma o spugne in vista per intenderci).
chi avesse altre critiche costruttive si faccia avanti....grazie!
2 cose
1)non è vero che bisogna spendere un fisso per lo studio, infatti c'è ne sono tantissimi dove si affitta ad ore, in genere con il 20% del guadagno
2)la mia esperienza: siccome vi assicuro che al di la delle difficoltà di mercato lo psicologo ha nei geni una resistenza a far partire la propria professione io, all'inizio mi sono trovato uno studio dividendo le spese con i colleghi prima di avere i pazienti pagando un fisso di 100 euro. In questo modo mi sono costretto (perchè 100 erano per me erano tanti) a cercare clientela e vi assicuro che se ci si muove i pazienti arrivano
Se poi la giornata (che in genere costa fra i 100 e i 150 euro al mese in città ma forse in provincia anche meno) la dividi con una collega (es lei fa 3 ore e tu altre 2 o 3) ti costa ancora meno.
Io ho fatto così: eravamo in 3, una aveva necessità la mattina presto e l'ora di pranzo, l'altra dalle 14,30 alle 18,30 e l'altra ancora dalle 18,30 alle 20,30.
Pagavamo qualcosa come 30-35 euro a testa al mese, Milano città e vicino alla metropolitana (quindi zona ambita e costosa).
:ciao: Klaudia!
Secondo me è una buona idea la tua :approved:
conoscevo indirettamente uno psicoterapeuta che aveva lo studio a casa sua.... una sua paziente mi diceva che l'entrata allo studio era proprio quella dell'abitazione, ma vivendo da solo lui non aveva problemi come può avere chi ha familiari che entrano ed escono dalla stessa porta.
Forse l'unico svantaggio sarebbe quello di eventuali pazienti adulti invadenti....ecc... il fatto di sapere dove abiti magari ti potrebbe creare qualche problema.... ricordo per esempio un fatto accaduto ad una assistente sociale. Un suo utente era a conoscenza del suo indirizzo di domicilio e le aveva creato non pochi problemi...a lei e ai suoi familiari...:(
però dipende anche dal tipo di utenza che intendi seguire....penso.
A presto :smile: !
hola!ciao haidy!
allora, credo che noi psicologi abbiamo proprio un istinto a tirarci le pippe mentali prima di fare qualunque mossa...da una parte è utile dall'altra è assolutamente frustrante.
ci stavo riflettendo e forse l'idea dello studio in casa non è delle migliori. il fatto di far entrare nella propria 'intimità' uno sconosciuto o chiunque sia per rapporti professionali è svelare una parte di sè senza pudore...e forse per questioni di setting credo non vada assolutamente bene.o almeno io stessa più o meno consciamente non sarei a mio agio e ciò condizionerebbe tutta l'andata del coloquio perchè appunto il disagio passerebbe in forma non verbale ma passerebbe.
allora pensavo al noleggio di uno studio MIO...un sogno.ma se si sa che si hanno 300 cucchi da pagare al mese, come dicevano sopra, è ovvio che ti dai una mossa per cercare clienti!!!però, mi sono informata, lo studio offrirebbe stanza, servizi e sala d'attesa nella quale potrei tenere eventuali corsi o serate a tema proprio per farmi conoscere, anzichè affittare un locale pubblico come biblioteca o comune. e perciò il locale mi offrirebbe un doppio vantaggio! oltre a quello stupendo di esprimere la mia personalità nell'arredarlo...
vabbè sorry sto vagando con la mia parte narcisistica...però mi piacerebbe avere ulteriori idee a riguardo!
bacio kla
klaudia non devi mica affittarti un intero appartamento, basta una stanzetta a ore, parliamo di 8-10 euro l'ora in una delle 2 città più costose 'Italia cioè Roma, in provincia scendiamo anche a 5 euro, o a 30 per mezza giornata, sono spese affrontabilissime...Se fai un giro negli studi medici, poliambulatori, associazioni, ma anche asili nido, ludoteche, centri vari (in base a cosa ti occupi) chiedendo se hanno un piccolo spazio da subaffittare, non c'è dubbio che ti diranno di sì! :sisi: Neanche gli psi più affermati e pieni di pazienti hanno l'appartamento in affitto solo per sé, e se ce l'hanno...subaffittano le stanze ;)! Così...stai pure dentro una struttura con viavai di persone che sanno che lì c'è anche una psicologa...una visibilità e possibilità di stabilire contatti con altri professionisti che lo studio in casa non ti offrirebbe ;)
infatti...ragazzi sfatiamo il mito che lo studio costa tanto.basta pippe vi prego. Si può affittare in proporzione ai pazienti
zero pazienti zero euro
tanti pazienti tanti euro (ma ci può stare)
Sono anni che sento i nostri giovani colleghi preoccupati per il niente. dobbiamo svegliarci.
Ultimamente ho pure sentito gente che sparge voce riguardo al fatto che sarebbero gli ordini che stanno facendo pressione per non far fare gli educatori agli psicologi...veramente da fantasie stiamo andando verso il delirio paranoico
basta pippe e iniziamo a lavorare
sarà ma...voglio una cosa mia!!!
inoltre qui da me non esiste nessuno che affitti stanzette così...o sono studi di 80 metri quadri o non c'è molto altro!e come studi mi hanno proposto non un appatamento bensì un locale con servizi, stanza e sala di attesa accatastato come uso studio e non immobile!
anche perchè per il nostro lavoro (da privati) il setting è una caratteristica fondamentale da non improvvisare dove capita...
continuerò a cercare....
Anche io volevo una cosa mia ma inizialmente ho fatto il subaffitto con colleghe, poi ho preso la stanza un giorno alla settimana da sola (quando ho avuto un numero di clienti maggiore di 2!) e infine mi sono presa uno studio mio che adesso affitto a giornata e mezza giornata, usandolo io solo 2 pomeriggi a settimana.
L'unico sbattimento è che ora mi toccano anche le pulizie e cheaffittandolo a volte mi rovinano alcuni materiali (lavoro con i bambini e anche le colleghe cui l'ho affittato), in compenso è bello lavorare con altre persone anche se siamo in giorni diversi e non ci incontriamo mai: possiamo infatti farci invii reciproci se per esempio ci sono problemi di giorni e orari o confrontarci sui casi.
wow, interessante vimae!
io forse sto trovando una soluzione...in un paesino, vorrei rinnovare l'appartamento sfitto dei miei genitori...così almeno ho lo studio mio e non vengo a pagare fior di quattrini.
l'idea che essso sia in un paesino mi preoccupa un pò ma credo che utilizzando buone tecniche di pubblicità e auto marketing i clienti possano raggiungerlo...insomma non si sa mai come può andare il mercato. nn è detto che essendo in una città e avedo indubbiamente più visibilità, la gente arrivi così in un attimo.
voi che ne pensate, dove avete o pensate di insediare lo studio,in centro o in periferia?
Non avere l'affitto da pagare è sicuramente un'ottima base.
In quanto alla scelta paesino/città dipende dalla città: se la scelta è fra paesino milanese e Milano ti direi subito città, perchè Milano è ben servita con i mezzi e molte persone si spostano solo con quelli trovando quindi difficoltà a prendere la macchina per raggiungere il paesino.
Se invece la città è piccola e già tutti si spostano in macchina perchè poco servita non credo che la scelta del paesino incida più di tanto.
Io che sono in una grande città ho optato per una zona semicentrale con metropolitana (utilissima, prima ero a 3 fermate di autobus dalla metro, o 15 minuti a piedi, e mi è capitato di perdere un paio di clienti per questo), autobus e possibilità di parcheggio (una delle poche zone senza parcheggio a pagamento).
Altri hanno scelto zone molto più centrali, ma così chi viene in macchina perchè abita in provincia ne risulta penalizzato perchè si può raggiungere solo con i mezzi.
io non riesco a trovare nessuno che voglia fittarmi il proprio studio o che voglia dividere le spese con me!!! sono avvilita :-(
ciao valentinadm, da chi hai provato a chiedere? strano che nemmeno un medico di base sub affitti...
valentina quanti tentativi hai fatto, a quante persone/professionisti/studi/ambulatori/associazioni hai chiesto, quanti giornali/siti hai consultato? A volte è solo un questione di statistica...con la fame che c'è in giro, farebbe comodo a molti subaffittarti...
Salve a tutti,
sono uno psicoterapeuta familiare ad indirizzo sistemico - relazionale che da più di una quindicina d'anni svolge quella che ora è un'attività di psicologia a domicilio. Ovvio che ci sono casi e casi. Riassumo brevemente la mia esperienza. Iniziai con il sostegno a bambini/ragazzi in difficoltà mandato nelle loro casa da una terapeuta infantile che li seguiva. Ero alla meta della Laurea in Psicologia all'epoca. La mia funzione era di sostegno e di "osservatore" dell'ambiente in cui vivevano i ragazzi.
Dopo la laurea presi una specializzazione in Terapia Sistemico Relazionale e contemporaneamente terminai la mia analisi personale di indirizzo junghiano.
Ora ho uno studio per due pom a settimana ( ne ho cambiati 3 di studi ) assieme a dei colleghi di altri orientamenti.
Nei confronti che abbiamo durante le riunioni cliniche è ovvio che il concetto stesso di setting cambi (un po' come la trigonometria è diversa dalla statistica ma sempre di matematica si parla), cosi come le opportunità di lavoro con il paziente/cliente/committente che sia.
Personalmente utilizzo il lavoro a domicilio solo nei casi di ragazzi/e che non possano spostarsi autonomamente (zone non coperte dai mezzi, non possedere la patente, gli unici patentati della famiglia lavorano fuori per giorni, difficoltà ad uscire di casa) o che ci siano una serie di elementi che impediscono di poter uscire di casa.
riassumo.
1-in caso di consulenza, mandarli presso i servizi sociali di appartenenza, se hanno già fatto queste esperienze chiedere dove hanno trovato difficoltà (personalmente seguo i pazienti 1o 2 volte a settimana, in alcuni servizi sociali meno di 1 volta ogni 20gg non potevano causa la mole di lavoro)
2-una corretta analisi della domanda
3-valutare le reali possibilità che impediscono lo spostamento della persona presso il nostro studio o altri luoghi
4-cercare di avere una stanza solo per voi (di solito mi basta chiedere che nessuno entri) considerando che non potranno parlare liberamente sentendo rumori (sospetti) oltre la porta, oppure chiedere che possano sbrigare altrove le faccende.
5-analizzare le risorse della casa in termini di spazi, relazioni spaziali, spazi individuali e familiari, osservare gli oggetti, i mobili, gli odori, tutto ciò che può contribuire a darci un'idea di come ci si vive dentro...
6-scoprire le risorse del territorio come circoli, club, attività sportive, associazioni culturali ecc ecc... facilmente raggiungibili.
vantaggi:
studio "etologico" dell'ambiente nella sua totalità nel quale vive chi si rivolge a noi
possibilità di avere orari più o meno flessibili
possibilità di assistere in diretta ad alcune dinamiche familiari (con il tempo saranno più spontanee)
possibilità di promuovere l'autonomia da piccoli gesti quotidiani fino a dove sentite potete arrivare
interventi meno "teorici" e più "pratici" maggiormente adatti a persone di bassa scolarizzazione
svantaggi:
durata delle sedute alle quali và aggiunto il tempo per gli spostamenti
non sempre il domicilio può essere di una famiglia collaborativa
maggior costo per il cliente (in genere 10-30 euro in più a seconda della distanza)
rischio di essere percepiti come "usurpatori" o "persone di famiglia" da parte di alcuni familiari
obiettivi:
promuovere l'autonomia e la differenziazione con lo scopo di poter spostare gli incontri nel proprio studio
rischi:
maggiore esposizione a condotte manipolative/seduttive da parte degli altri familiari
Questa pratica mi ha permesso di aiutare dei ragazzi in difficoltà i quali altrimenti oggi sarebbero solo un'ulteriore spesa per il SSN a causa della soluzione farmacologica utilizzata prima del mio intervento. Naturalmente non tutti vanno a buon fine ma dei grossi risultati si ottengono.
E' FONDAMENTALE avere un confronto con dei colleghi e un'analisi personale alle spalle. Queste due condizioni mi hanno evitato la trappola dell' "amico di famiglia" permettendomi sempre la nascita di riflessioni su quanto accadeva e dei movimenti che c'erano in famiglia e nel paziente. Un caso di cui scriverò tratta di un ragazzo che in seguito ad un forte lutto familiare è rimasto in casa per due anni. Abitava in una zona di campagna in una casa di 50 mq completamente isolato e senza contatto con nessuno. Ora, dopo ristorante cinese, bricolage, canoa, palestra, tutte esperienze nate dalle nostre conversazioni, lavora e si occupa anche di volontariato nella sua zona. Se non avessimo messo in atto questa struttura assieme al neurologo che lo seguiva, ora sarebbe ancora la.
in quest'ottica ritengo che sia possibile la psicologia a domicilio ma a condizione che non si scambi per "Portare il proprio studio a casa degli altri" ma adeguarsi ed utilizzare il setting che ci troviamo davanti.
Per ultimo spendo due parole per gli studi medici. Ho avuto la fortuna di non averne mai avuto uno, ma alcuni colleghi si appoggiavano anche li. L'odore dei medicinali, dei disinfettanti e le sale d'aspetto hanno sempre esercitato in me una resistenza nel lavorare in questi posti, considerando che anche coloro che vengono per una semplice consulenza possono sentirsi "malati" in un ambiente cosi "sanitario".
spero queste due righe possano essere di aiuto alla discussione.
ciao, io personalmente trova che, al di là dell'ambulatorio e delle caratteristiche insite in esso, anche l'avere una propria stanza attrezzata psicoterapeuticamente in una asl composta da molti ambulatori non necessariamente 'medici' possa portare l'idea del malato in quanto le stanze stesse sono inserite in contesti medicalizzati. Ho trovato consulenze psicologiche in reparti ospedalieri in cui la stessa stanza era condivisa da ginecologo, endocrinologo e psicologo. Credo che questo concetto ambulatorio-malato sia più nostra che del cliente...
Vi siete chiesti perchè un cliente preferisce fare la seduta a casa sua anzichè in uno studio?
Vi siete chiesti come può essere ricevere clienti in casa propria? Come vi sentireste, intendo.
Considerate anche l'immagine che si farebbero i clienti della vostra professionalità. Tra parentesi uno psicologo che lascia l'idea di essere squattrinato che riceve sul sofà di casa, lascia anche intendere che ha poco successo, pochi pazienti, poco di tutto.
Credo che ci sia confusione quando si parla di domicilio.
un conto è ricevere pazienti al nostro domicilio, a casa nostra, cosa che non trovo professionale e che non farei mai.
Altra cosa è andare al domicilio del paziente, che in alcuni casi può avere un senso, ad esempio per vedere il bambino in contesti ecologici, ma anche in questo caso non mi piace molto, anche perchè è difficile creare un setting adeguato. Ma tra le due questa è la meno peggio.
Comunque ci sono studi che non affittano con una tariffa mensile, ma a percentuale, cioè se quel mese non vedi pazienti non paghi niente, se li vedi in genere è 25-30% di quanto ti fai pagare. Che quando uno è agli inizi può funzionare, dopo conviene prendere una stanza in affitto.
Una considerazione finale, ma voi ci andreste mai da un ginecologo che riceve a casa sua? o da un ortopedico? A me verrebbe addirittura il dubbio se sia davvero laureato...
Ciao Claudia,
dipende se sei in città o meno.
Se sei in città, probabilmente anche in periferia va bene perchè sarà raggiungibile con i mezzi ( è fondamentale secondo me che sia vicino alla metro).
Se abiti in un piccolo centro forse la gente si sposta comunque in macchina e quindi, magari, non è un problema andare nel centro vicino.
Comunque anche la soluzione affitto ad ore è buona per iniziare e non ti sveni
Io ho uno studio in centro a Roma ed uno un po' più in periferia tra roma ed ostia così copro zona nord e zona sud della città. Ho iniziato con le stanze ad ore. Poi si è presentata l'occasione di prendere una piccola stanza nello studio di p.zza bologna dove andavo ad ore e l'ho presa anche se all'inizio era faticoso pagare il mensile. Nell'altro invece, che è in una parrocchia, vado due pomeriggi a settimana e lascio un' offerta, oltre ad offrire periodicamente delle attività seminariali e consulenze gratuite ai parrocchiani ( promozione!)